Metropoli

Monza - Autodromo: Alberto Dossi pronto ad entrare nel Cda di Sias

22/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Presidente del colosso industriale Sapio SpA, azienda produttrice di gas dal 1922, lo stesso anno d'inaugurazione dell'Autodromo di Monza, Alberto Dossi è in attesa di una telefonata del neo sindaco Dario Allevi per entrare nel Cda di Sias, società di gestione dell'impianto sportivo che ospita il Gran premio d'Italia di Formula Uno, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale.

Tre anni fa mi venne offerta la presidenza di Sias e detti la mia disponibilità. Sapevo che avrei preso l'Autodromo in un momento difficile – racconta Alberto Dossi a InfonodoDopo essermi consultato in azienda con il mio socio Maurizio Colombo e miei stretti collaboratori, dissi alle persone che mi contattarono, Enrico Radaelli (allora presidente degli Amici dell'Autodromo, oggi delegato regionale del Coni e membro del Cda di Sias) e Pietro Mazzo, che avrei accettato a condizione di vedere prima i conti perché come presidente di un'azienda di cui assieme a Colombo deteniamo il 51 per cento del capitale e dal 1990 abbiamo come socio col restante 49 per cento la multinazionale americana Air Products, devo avere delle garanzie. Non posso occupare posti che possono arrecare danno all’immagine della mia persona e di riflesso all'azienda. Quindi ho precisato: voglio vedere bene la situazione finanziaria. Il giorno dopo a presiedere Sias hanno messo Andrea Dell'Orto”.

Alberto Dossi è al comando di un'azienda che ha 1.600 dipendenti, stabilimenti oltre che in Italia in Francia, Germania, Turchia, Slovenia, fattura 500 milioni di euro e ne investe circa 50 in ricerca e sviluppo.

Non è che si è spaventato quando ha visto i conti dell'Autodromo?
Non siamo mai arrivati alla presentazione dei conti! Eravamo alle fasi preliminari in cui io, fatta una serie di approfondimenti, sarei stato pronto a sciogliere le riserve. Vede, in Confindustria Monza e Brianza ero vice presidente con delega a ricerca e sviluppo. Dalla sera alla mattina mi hanno detto: no, no, tu sei figura troppo importante per ricerca e sviluppo, l'Autodromo è chiacchierato, tu non puoi entrare. Ti chiediamo di fare un passo indietro. Come uomo di squadra ho risposto: Va bene, non gradisco ma accetto. Ed ho fatto un passo indietro. Il giorno dopo sulla poltrona di Sias c'era seduto Andrea Dell'Orto. In Confindustria Monza e Brianza non si sono comportati male, di più. Ho dato le dimissioni e non ho più voluto saperne di Dell'Orto, di Massimo Mannelli, di Francesco Ferri, di nessuno. E poi abbiamo visto i risultati. A detta di tutti quella di Andrea Dell'Orto è stata la gestione dell'Autodromo più scellerata ed incapace.
Il passo successivo in Confindustria è stato l'ingaggio di Ivan Capelli per la presidenza dell'Automobile Club Milano; ma su questa fase della vicenda mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Ora attendo tranquillo la chiamata di Dario Allevi che certo, appena insediato ha molti problemi da risolvere ma siamo sotto Gran premio d'Italia è l'Autodromo deve poter lavorare con un Cda a 5 e non a 3 come ora. Un Consiglio composto dal presidente Giuseppe Redaelli, Giuseppina Fusco in rappresentanza di ACI, ed Enrico Redaelli per l'Automobile Club Milano ed altri due elementi. Mi auguro d'essere scelto da Dario Allevi per rappresentare Monza. Sono certo di poter dare un valido contributo. Una donna di nomina ACI completerà la squadra”.

Ho visto il mio primo Gran premio nel 1962, avevo dieci anni. Vinse Graham Hill con la BRM, le Ferrari con Mairesse e Baghetti finirono al quarto e quinto posto. Sono stato amico dei fratelli Tino e Vittorio Brambilla; Tino ebbe da Enzo Ferrari le monoposto di Formula 2 che portavano il nome del figlio Dino e non riuscivano a vincere le gare. Tino riuscì a migliorarle e portarla al trionfo ad Hochemheim nel 1968 e l'anno dopo alla Temporada Argentina; Vittorio vinse sotto la pioggia con la Beta- March il Gran premio d'Austria 1975. Per i Brambilla avevo talento, partecipai ad un corso di guida di Henry Morrogh e m'iscrissi ad una gara. Mio padre lo scoprì e mi mise davanti all'alternativa: l'azienda o le corse. Optati per l'azienda. Anche se poi ho corso una Mille Miglia e qualche gara amatoriale”. 

Monza - La Ferrari fa volare la vendita dei biglietti per il GP d'Italia

18/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Ferrari fa scintille nella prima parte del mondiale con Sebastian Vettel davanti a Lewis Hamilton nella classifica di campionato, poi però la stupida bravata a Baku con la ruotata alla Mercedes dell'inglese e i problemi al pneumatico anteriore sinistro a Silverstone - non solo sulla sua monoposto ma anche a quella di Kimi Raikkon – vedono squagliarsi il vantaggio del tedesco da più 20 ad un solo punto.

Manca un mese e mezzo al Gran premio Heineken d'Italia di Formula 1 che si correrà a Monza il 3 settembre. Con però ancora due appuntamenti iridati in Ungheria e Belgio prima dell'arrivo del Circus della Formula 1 all'Autodromo.

Per la Ferrari la gara di Silverstone - giro di boa del mondiale - è stata una Caporetto: entrambe le monoposto frenate da problemi di gomme a pochi giri dalla conclusione. Raikkonen con un veloce pit stop è riuscito a conservare il gradino più basso del podio; Vettel è invece scivolato al settimo posto. E ora, nel mondiale piloti, ha un punto di vantaggio su Hamilton; mentre nel mondiale costruttori – il solo titolo che conta per l'amministratore di Fca Sergio Marchionne – la Mercedes è leader con 330 punti contro i 275 della Ferrari e i 174 della Red Bull.

Intanto in Sias, dal 1. aprile, i 46 dipendenti hanno il contratto della Confcommercio e non più quello dei Metalmeccanici.

Carlo Conti ha smesso di occuparsi dei conti dell'Autodromo. Il dirigente del settore amministrazione e finanza, in ACI dal 2003 e inviato dallo scorso autunno dal presidente Angelo Sticchi Damiani in missione a Monza per conoscere la reale situazione della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, è stato nominato direttore centrale della neonata “direzione strategica per le politiche del gruppo”.

In attesa che il bando per la ricerca di un direttore amministrativo di Sias trovi persona competente a questo incarico, Sticchi Damiani ha quindi dovuto affidare ad Alfredo Scala, amministratore delegato e direttore generale di Vallelunga SpA le deleghe previste per Carlo Conti, fatta eccezione per quella relativa alla sicurezza. Scala è una garanzia per Monza e per ACI.

Scrupoloso e pignolo, documenti alla mano, Carlo Conti aveva relazionato ACI sul rischio di entrare in società con Sias. Anche in considerazione della decisione di Regione Lombardia di non acquisire quote (dopo aver annunciato la volontà di entrare col 20 per cento) ed elargire il solo contributo di 5 milioni per l'edizione 2017.

Ma in ballo c’era la firma dell'accordo con la FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia, dopo che Sticchi Damiani s'era già formalmente e pubblicamente impegnato a rinnovare l'oneroso contratto con Bernie Ecclestone prima per 4 anni (fino al 2020) e poi per 3 (fino al 2019), dopo il defilarsi di Regione Lombardia che del resto aveva già disatteso l'annunciata messa a disposizione di Sias di “70 milioni in dieci anni per il rinnovo delle strutture”.

Su incarico del presidente ACI, gli ingegneri Pietro Giannattasio, Maurizio Crispino e Francesco Sylos Labini con la collaborazione di Francesco Rapisarda, il 30 aprile 2013, avevano preparato una dettagliata relazione che prevedeva le opere da eseguirsi in tre fasi tra il 2014 e il 2016 comprendenti tra l'altro la demolizione e ristrutturazione della pista, l'intervento di manutenzione straordinaria della pit lane che presenta “diverse criticità funzionali e strutturali”, lavori di adeguamento dei sovra e sottopassi, in particolare dei sottopassi del rettifilo delle tribune il cui costo era stimato in 600 mila euro e la “riqualificazione e impletamento dei bagni pubblici” con un costo di 500 mila euro; la riqualificazione della tribuna d'onore (2,8 milioni) e 2,4 milioni per riqualificazione di 25 tribune a cui dovevano aggiungersi 1,6 milioni per il paddock e 5 milioni per il nuovo ristorante-bar da realizzarsi nell'ex area Festival.

Inutile dire che non avendo Regione Lombardia mantenute le promesse, i lavori neppure sono iniziati.

Soltanto da alcuni mesi nuovi bagni pubblici sono stati realizzati dietro alla tribuna centrale ed una visita, sollecitata da Angelo Sticchi Damiani dopo una rovente telefonata del presidente Jean Todt allertato dagli organizzatori francesi di ACO (24 Ore Le Mans) agli ingegneri Giannattasio e Crispino piombati a Monza all'indomani della gara di 4 Ore ELMS sono stati deliberati i lavori dei servizi igienici dentro al paddock. Mentre opere di ammodernamento delle tribune, per renderle più comode, sono state eseguite ed a breve inizieranno anche lavori alla pista.

Lavori annunciati a marzo da Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano, nel corso della premiazione dei soci sportivi. “Aci Milano ha investito tutta la propria energia e determinazione per tenere a Monza il Gran premio – aveva dichiarato -. Il Gran premio 2016 ha chiuso un'era e ne apre un'altra, abbiamo davanti un futuro di nuove iniziative e migliorie per il circuito”.

Al 30 aprile l'ACI ha versato alla FOM i 22 milioni di dollari previsti dal contratto siglato il 29 novembre 2016 (fino allo scorso anno il pagamento avveniva il giorno dopo il Gran premio – ndr).

Grazie ai numeri di immatricolazioni PRA, il bilancio ACI ha chiuso con un segno positivo di 49 milioni prima del pagamento delle tasse. Mentre in negativo per 35 milioni sono state invece le attività istituzionali.

Le prestazioni della Ferrari hanno dato una bella spinta alle vendite dei biglietti del Gran premio; anche se c'è da dire che bastava acquistare la tessera ACI da 30 euro per aver diritto a biglietti di tribuna parabolica interna scontati da 250 a 140 euro (rivista ACI L'Automobile – Giugno 2017).
Sarà quindi da verificare quanto ha reso alla fine la biglietteria, tenuto conto che l'organizzazione del Gran premio richiede una cifra attorno ai 19 milioni di euro.

Finora gli incassi non hanno mai raggiunto gli 11 milioni di euro.
Quest'anno, poi, c'è un'altra voce di spesa: “spettacolarizzazione del Gran premio”, affidata a Fandango SpA.
Di cosa si tratta non si sa. Si ipotizza legata alla pubblicizzazione dell'evento Gran premio a Milano, come da accordi con Liberty Media.

Motori: 

Monza - Redaelli presidente di Sias, solo 5 milioni da Regione Lombardia per il GP

06/05/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Quando nel 2015 il Gran premio d'Italia di Formula 1 rischiò di essere cancellato dal calendario mondiale, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il suo vice, Fabrizio Sala, scesero in campo, annunciando il contributo di 70 milioni di euro in dieci anni per il parco della Villa Reale e per Autodromo.
Secondo il loro piano, Regione Lombardia sarebbe entrata nell'azionariato di Sias con una quota del 20 per cento, contribuendo con 10 milioni di euro l'anno fino al 2019 alla firma del contratto con la FOM di Bernie Ecclestone che aveva fissato il prezzo per il rinnovo triennale a 68 milioni di dollari.

Poi, però, letta la due diligence della società di revisione Trevor, che ha redatto il documento ufficiale su cui è poi stato deliberato il valore delle azioni di Sias, Regione Lombardia ha deciso di defilarsi ed ha deliberato il solo contributo di 5 milioni di euro anziché 10 milioni di euro per l'edizione 2017 del Gran premio d'Italia.
Un dietrofront che ha costretto ACI, nel corso del suo ultimo Consiglio generale, ad approvare la rimodulazione del budget di bilancio con una previsione inferiore ai 20 milioni di euro: “Sapevamo prima di firmare il contratto con Ecclestone che sarebbe stata dura – spiega il presidente dell'ACI - e però siamo gente seria che mantiene gli impegni e le responsabilità e per questo ci siamo accollati l'oneroso impegno. Fortunatamente l'inizio di stagione positivo con la Ferrari che è leader del campionato ci sta dando una mano”.

Per la corsa di settembre, già alcune tribune sono sold out e se il trend positivo continuerà, Sias riuscirà a superare l'incasso 2016 che è stato di poco superiore ai 10 milioni, a fronte dei costi per organizzare l’evento che si aggirano tra i 19 e i 21 milioni di euro.

L'assemblea di Sias tenutasi ieri a Milano ha annunciato il cambio al vertice dell'Autodromo Nazionale.
A presiedere Sias, società di gestione dell'impianto automobilistico, l'Automobile Club d'Italia – ora socio di maggioranza col 75 per cento del capitale, il restante 25 per cento resta all'Automobile Club Milano – ha designato Giuseppe Redaelli, 67 anni (li compirà il 7 maggio) , industriale di Varese, nonno brianzolo di Barzanò, gradito a Regione Lombardia. “Abbiamo voluto privilegiare il territorio nominando Redaelli che è anche a capo del Comitato degli Automobile Club regionali”, precisa Angelo Sticchi Damiani.
Titolare di una tipografia che da anni ha commesse di lavoro dalla Regione, Redaelli è dal 2010 presidente dell'Automobile Club Varese.
Tra i fondatore dell'associazione Varesevive; nel 2012 ha ricevuto dal Coni la medaglia d'oro quale vincitore del campionato di regolarità auto storiche e il premio “Lombardia per il lavoro” consegnatogli dall'allora presidente Roberto Formigoni.

Esordisce così il neo presidente, concedendo la sua prima intervista in esclusiva a Infonodo: “Discontinuità col passato e il desiderio di costruire un nuovo futuro. Senza alimentare aspettative che potrebbero non concretizzarsi. Il nostro obiettivo è che Monza da fiore all'occhiello del territorio diventi fiore all'occhiello nazionale”.

La gestione di Sias con l'ACI socio di maggioranza è totalmente cambiata, così com'è cambiata la gestione della FOM di Ecclestone ceduta a Liberty Media. Ieri in Autodromo abbiamo incontrato Chase Carey,Ceo del colosso americano che ha rilevato da Ecclestone la Formula Uno e che prima di venire a Monza è stato a colloquio con Roberto Maroni e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Con loro, presente anche Angelo Sticchi Damiani sono state pianificate iniziative per tenere alto l'avvenimento Gran premio senza dimenticare il brand Monza. Occorre una nuova filosofia: Monza dev'essere Monza tutto l'anno e non soltanto a settembre quando corre la Formula Uno”.

Presidente, Liberty Media ha in mano un contratto che gli garantisce 66 milioni di dollari in tre anni, il presidente dell'ACI è convinto che potrà rinegoziare al ribasso la cifra?
Sticchi Damiani è dell'avviso che si possa arrivare ad un accordo più efficiente e performante per tutti. Non penso proprio ad una revisione del contratto firmato a novembre dello scorso anno. Liberty Media ci ha fatto intendere una parziale disponibilità di progetto per il futuro. La mia è una sensazione, Chase Carey non appare un despota. Insomma, non dice: avete firmato un contratto e lo dovete rispettare. E' un imprenditore e quindi è chiaro che non vorrà perdere il suo vantaggio. Anzi, vorrà acquisire un ulteriore vantaggio! Non ci vedrà nemici ma amici con cui trovare intese. Non sarà un percorso facile e neppure breve. Quale imprenditore dopo aver acquisito un'azienda che gli garantisce 66 milioni di dollari richiama per dire gli altri hanno scherzato, adesso rivediamo la cifra al ribasso? Carey sa bene che dovremo trovare un'intesa. Se il business funziona per Monza funziona anche per lui, altrimenti...”

Regione Lombardia dopo aver promesso 10 milioni l'anno inizialmente per quattro anni e poi per tre ed aver lasciato intendere che sarebbe entrata come socia in Sias si è defilata e per il Gran premio – come ci ha confermato il presidente dell'ACI metterà a disposizione soltanto 5 milioni...
Credo che essendo state fatte promesse tra gentiluomini in un modo o nell'altro le promesse saranno mantenute”.

Al primo consiglio di Sias Giuseppe Redaelli non siederà sulla poltrona a lui riservata. “Non lo faccio mai – spiega -. Non mi piacciono i presidenti che fanno pesare il loro potere. In Sias decideremo a livello collegiale, non sono abituato a fare il despota. Programmi e progetti si concordano in gruppo. Faccio molto squadra. Poi magari faccio anche battaglie e litigo. E però discuto. Stimolo la discussione”.
Prima di congedarsi manda un particolare ringraziamento a Pier Lorenzo Zanchi che l'ha preceduto. “E' doveroso. Lo scorso anno ha fatto un buon lavoro. Mi aiuterà per alcuni mesi ad entrare nello spirito della gestione di Sias”.

Inizialmente saranno tre e non cinque i membri del Consiglio. Con Giuseppe Redaelli e Giuseppina Fusco (una carriera all'ENI prima di passare all'ACI) designati dall'ACI nel Cda ci sarà Enrico Radaelli a rappresentare il socio di minoranza, l'Automobile Club Milano. Non appena il Comune di Monza annuncerà il suo rappresentante (potrebbe essere riconfermata Alessandra Marzari) ACI comunicherà il nome scelto per completare il Consiglio. Nel caso Monza non dovesse confermare la Marzari e nominare un uomo, il quinto consigliere di nomina Aci sarà una donna.

Desio - Urla e minacce, Forza Nuova silenzia il consiglio comunale

il comunicato del sindaco di Desio, Roberto Corti

SOSPESA LA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE PER MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO: Corti: attacchi di gravità inaudita, in atto un disegno di sovversione antidemocratica del voto popolare.
La seduta del consiglio di giovedì 6 aprile 2017, regolarmente convocata per le ore 20.30, è stata sospesa a data da destinarsi per motivi di ordine pubblico.
Gruppi organizzati di facinorosi legati a Forza Nuova hanno a più riprese interrotto gli interventi dei consiglieri di maggioranza con urla e minacce, impedendo il regolare svolgimento della seduta.
“Il fatto – commenta il Sindaco di Desio Roberto Corti – è di una gravità inaudita. Stiamo parlando di azioni volte a bloccare il regolare funzionamento di un organo costituzionale e democratico. E attenzione a non considerarlo un fatto isolato: al contrario rappresenta l’ultimo tassello di una continua serie di iniziative volte ad amplificare la tensione sul lavoro delle Istituzioni della nostra città”.

“Appare sempre più evidente – prosegue il Sindaco – come sia in atto un disegno preordinato che voglia sovvertire con modalità antidemocratiche il risultato elettorale dello scorso anno”.
“Essendo le Istituzioni patrimonio comune, ci saremmo aspettati dei distinguo da parte della minoranza, una presa di distanza netta. Tutto l’opposto: alcuni consiglieri hanno al contrario contribuito a surriscaldare il clima, altri sono in queste ore impegnati nel minimizzare l’avvenuto o nel distorcere l’evidenza dei fatti”.
“Il messaggio sia chiaro – conclude il Sindaco – ed è rivolto ai seminatori di odio che tanto stanno facendo per esasperare i conflitti e generarne di nuovi: la nostra azione di trasformazione in meglio di Desio non si fermerà, anzi, verrà perseguita con rinnovata determinazione e impegno”.

Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

Monza - Autodromo: Regione Lombardia non entrerà nella società di gestione

02/02/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Regione Lombardia non entrerà nella nuova società di gestione dell’Autodromo, ma sosterrà per due anni il Gran premio d'Italia di Formula 1 con un contributo di 10 milioni di euro: “Abbiamo valutato molto rischiosa l'operazione di ingresso nel capitale e quindi abbiamo optato per il solo finanziamento di 10 milioni per le edizioni del Gran premio di quest'anno e dell'anno prossimo”, è il commento ufficioso di una persona vicina al presidente Roberto Maroni.


Spaventata dalla pesante esposizione finanziaria di Sias, società che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza, e convinta che a conti fatti sia un affare troppo rischioso, Regione Lombardia mette oggi in discussione quello che a settembre si dava per scontato, quando, un visibilmente soddisfatto Angelo Sticchi Damiani (presidente di Aci) dichiarò: “Con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali è stata accettata la sfida di prolungamento del contratto per altri tre anni. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
A suggellare l'accordo raggiunto, Angelo Sticchi Damiani, Roberto Maroni, Bernie Ecclestone con l’aggiunta di Flavio Briatore, posando a beneficio di fotografi e televisioni, stesero e sovrapposero le loro mani destre come i moschettieri di Dumas.

L'accordo prevedeva l'entrata di Regione Lombardia nella nuova società col 20 per cento di azioni.
I risultati della due diligence e i primi indicativi dati di bilancio post Gran premio hanno fatto cambiare idea ai politici lombardi che hanno preferito optare per il solo finanziamento di 10 milioni e per sole due edizioni, quindi niente per il 2019, data di scadenza del contratto con la FOM.
La nuova società che sostituirà Sias nella gestione dell’Autodromo vedrà, quindi, l'ACI socio di maggioranza col 75 per cento e l'Automobile Club Milano col restante 25.

ACI manderà in Consiglio tre persone, i cui nomi verranno annunciati dopo l'avvenuto passaggio societario. Il quarto componente, per decisione presa in accordo con il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, e con Roberto Maroni, sarà designato dal Comune di Monza, mentre il quinto dovrà deciderlo l'Automobile Club di Milano. E non sembra una decisione facile.

Quello che è certo è che ACI dovrà far fronte ad una cifra ben superiore ai 12,5 milioni annunciati.
La ricerca, per il momento infruttuosa, di un solido sponsor per alleggerire i 68 milioni del contratto triennale diventa, così, vitale e sarà decisiva sul futuro del GP d’Italia a Monza.

ps: è stato, recentemente, pubblicato il calendario con gli eventi e le manifestazioni che si svolgeranno in Autodromo durante il 2017 e che potete trovare a questo indirizzo.

 

Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

Monza - Ferrari datti una mossa, 70mila tifosi sbadigliano

05/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Il Gran premio d'Italia a Monza? Una noia pazzesca.
Passeggiata in solitario con vittoria di Nico Rosberg (Mercedes) perché l'autore della pole stratosferica, Lewis Hamilton è rimasto al palo ritrovandosi subito sesto, superato anche dalla Williams di Valtteri Bottas e dalla Red Bull di Daniel Ricciardo qualificati in terza fila.
Per la gioia degli uomini in rosso che hanno monopolizzato i 6000 posti della “tribuna Monza” - grazie ai biglietti offerti in saldo superscontato da Sias - i tifosi delle Scuderia Club hanno avuto un orgasmo nel vedere lo scatto dei loro idoli Vettel e Raikonen che si sono subito messi all'inseguimento di Rosberg.


Così per quattordici giri, poi i cambi di pneumatici hanno rivoluzionato la classifica riportando il tandem delle frecce d'argento al comando per 9 giri. Identica la strategia decisa e adottata dal team Mercedes: pneumatici medium a fascia bianca, mentre la Ferrari aveva optato per quelle soffici a fascia rossa, insomma, ton sur ton.
Dal 34° fino al 53° giro sono stati solo sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli da parte dei 70mila presenti.
Le due Mercedes hanno preso salde il comando della corsa con le due Ferrari ad inseguire, quindi Ricciardo, Bottas, Verstappen e Perez, con un arrivo fotocopia della griglia di partenza.
Per Rosberg il successo è stato un riscatto sulla sfortuna che lo scorso anno lo costrinse al ritiro per guasto meccanico.
Hamilton resta leader del mondiale con solo 2 punti di vantaggio su Rosberg. Ricciardo è terzo ed ha un vantaggio di 18 lunghezze su Vettel e 25 su Raikkonen.
Nico Rosberg ha vinto a 237 di media; a Fernando Alonso (Mc Laren-Honda) - che ha chiuso 14° fuori dalla zona punti – la soddisfazione del giro più veloce a oltre 244.
Quando 20 secondi dopo Rosberg, a Vettel è stata sventolata la bandiera a scacchi i seimila della “tribuna Monza” hanno smesso di sbadigliare e, mentre venivano srotolati i due maxi striscioni col simbolo del Cavallino rampante e la scritta “Save Monza”per essere pronti a invadere la pista, è stato tutto uno sventolio di bandiere rosse, come alle sfilate sindacali o alle feste dell'Unità, per la gioia del sottosegretario alla presidenza Luca Lotti inviato a Monza a rappresentare Matteo Renzi, e dell'onorevole pidinno di Vimercate, Roberto Rampi.

Nel gruppo in rosso svetta il bandierone verde con la rosa camuna simbolo della Regione Lombardia ed una marea di identiche bandierine formato mini. Immancabili vessilli della Lega che salvò l'Autodromo dalla cancellazione del Gran premio nel 1994 e che ha salvato per la seconda volta grazie a Roberto Maroni il Gran premio assicurandogli la vita per altri tre anni.

Visto il layout del circuito e la cura maniacale della squadra Mercedes, si prospettano ancora tre anni di potenti sbadigli.

“Per quanti anni ancora vogliamo vincere il titolo? Ancora per tre anni”, risponde con un sorriso Toto Wolff coordinatore di tutte le attività sportive della casa tedesca.
Mattia Binotto, messo da Sergio Marchionne a capo della squadra tecnica di Maranello, dovrà darsi da fare e preparare una Rossa in grado di battere le “frecce d'argento”. Altrimenti davvero ai tifosi non resterà che sbadigliare e spostare di anno in anno il sogno del titolo iridato.
Del resto un po' ci sono abituati ai lunghi periodi di vacche magre.

Grazie alla vittoria a Monza del 9 settembre 1979, con una oceanica invasione di pista durata fino a notte fonda perché secondo arrivò Gilles Villeneuve, Jody Scheckter si laureò campione del mondo. Ci vollero ventun anni per rivedere un pilota Ferrari laurearsi Campione del Mondo, nel 2000 con Michael Schumacher che riuscì a riportare il titolo a Maranello.

Hamilton in pole per la vittoria, Fabrizio Sala festeggia le poltrone in Autodromo

03/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Due pole a Monza. Quella reale in pista é di Lewis Hamilton.
Quella dietro la scrivania, per il prossimo assetto dell'Autodromo targato ACI-Regione Lombardia, é di Fabrizio Sala, eletto nelle file di Forza Italia, assessore alla casa nonché vice presidente di Regione Lombardia, che è pronto a piazzare qualche suo stretto collaboratore nel prossimo Cda dell’Autodromo.

Venerdì, appena il presidente di ACI Sticchi Damiani ha dato l'annuncio dell'accordo raggiunto con FOM-FOWC per tenere a Monza il Gran premio d'Italia per altri tre anni, ha sceso due piani di scale, si è infilato dentro la sala della Regione Lombardia dove era in corso la premiazione di Confartigianato Motori e subito sono saltati una decina di tappi di champagne. Euforia totale. “Ce l'abbiamo fatta. Grazie a te Fabrizio”, gli ha sussurrato all'orecchio un collega di partito. E lui gongolava.

Flavio Briatore é tornato sulla vicenda:
“Sono stato un facilitatore. Negli ultimi due mesi la trattativa con Bernie si era incasinata e rischiava di saltare. A questo punto, sollecitato, sono intervenuto. Non è stato un accordo facile. Tutt'altro. Guarda, gli avvocati di Ecclestone, ACI e Regione Lombardia hanno trovato l'accordo soltanto mezz'ora prima della conferenza stampa”, poi cambia discorso e parla del suo futuro. Assicura che non tornerà nel mondo dei motori.

“Ho 66 anni, tra quattro anni ne avrò 70 ed allora cederò in toto il gruppo di società di “food&beverage”, che dà lavoro a 2000 persone e mi ritiro”.
A Malindi? In Kenia?
“Macché, Montecarlo. Costa azzurra...Non vado più a Malindi, ho venduto. Stiamo costruendo un albergo a Nairobi e tre casinò. Con lo yacht (Force Blu” venne sequestrato nel maggio 2010 -ndr) che affitto in charter e può ospitare 12 persone, quest'anno ho fatto 2,5 milioni di euro. In totale però questa “barchetta” mi ha reso 20 milioni di euro”.

Briatore resta l'unico personaggio di questo mondo della Formula 1intervistabile del paddock dove oramai le donne sono mosche rarissime.
I giornalisti prendono d'assalto Sergio Marchionne. “Le tre vittorie dello scorso anno ci avevano illuso, lo abbiamo capito subito in Australia. Dovevamo dare uno scossone, affidando a Binotto che ha allevato un squadra di giovani ingegneri è stata la mossa giusta che avremmo dovuto fare prima. Binotto ci risolleverà. Un successo qui a Monza può cambiare la storia ma le tedesche volano”.

Vedi i risultati delle qualifiche e capisci che il sogno rosso potrebbe restare davvero allo stato di sogno.
Perchè piede-nero-pesante Lewis Hamilton lascia i colleghi di sale e rifila 5 decimi al compagno di squadra Nico Rosberg.
Le rosse, staccate di 8 decimi, finiscono in seconda fila con Sebastian Vettel di poco davanti a Kimi Raikonen.

Oggi non c'è stata passerella di politici. Domani chissà. Cammina solitario nel paddock il sindaco di Monza e sorride. “Tre anni di contratto sono meglio di niente, no. L'importante era portare a casa il risultato. Ha visto quanta gente ieri nelle tribune”.

Già, tribune (quasi) piene. Ma soltanto perchè il venerdì basta il biglietto di prato per sedersi su tutte le tribune e quest'anno anche in quella centrale.
Torniamo a parlare del contratto.

Finlombarda (finanziaria della Regione – ndr) ha deliberato 4 anni di finanziamenti, quindi 20 milioni. Però – particolare inedito – l'ACI dopo aver deliberato di mettere a disposizione per il rinnovo 12,5 milioni di dollari ne avrebbe preparata un'altra – che è stata secretata – in cui sarebbe scritto un impegno di gran lunga maggiore.
La questione cessione totale degli spazi di ospitalità è stata una dei punti cruciali della trattativa che solo all'ultimo momento ha trovato la quadra. Ecclestone fin dai primi giorni di trattativa aveva chiarito che tutti gli spazi sarebbero stati occupati da Paddock Club ed ha tenuto duro.
Per conoscere tutti i particolari dell'accordo raggiunto su questo punto occorrerà attendere ancora qualche giorno.
Domani 87° Gran premio d'Italia. Partenza ore 14.

Monza - Autodromo c'è l'accordo per il rinnovo del GP, la firma a Londra la prossima settimana

02/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L'estenuante trattativa per tenere a Monza il Gran premio d'Italia è arrivata al capolinea, o quasi.
Ieri pomeriggio alle 15 nella sala di ospitalità dell'ACI all’autodromo, Angelo Sticchi Damiani presidente dell'ACI ha annunciato che:

“È stata accettato la sfida di prolungamento per altri tre anni del contratto che scade domenica, con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
Bernie Ecclestone, lapidario, strappa un sorriso e gli applausi:
“Il contratto è di tre anni, dopo potremo pensare di rinnovarlo per altri cento”.
In questa frase c'è tutto il pensiero sull'operazione di tenere all'Autodromo di Monza la gara iridata di Formula 1 per altre tre edizioni, quindi fino al 2019.

Non c'è però stata la formale firma del voluminoso contratto. Verrà messa a Londra da Angelo Sticchi Damiani presente anche Roberto Maroni.
Perché a Londra e non a Monza?
Semplice, dovessero sorgere problemi Ecclestone vuole che sia la giustizia inglese e non quella italiana ad esaminare le carte.

“Gli avvocati di Bernie e quelli dell'ACI hanno lavorato in simbiosi per mettere a punto tutti i dettagli del contratto e solo questa mattina l'accordo è stato raggiunto – rivela il presidente dell'ACI – Era importate che la gara restasse a Monza e la sua storia rispettata. Gli aspetti economici seguono in seconda linea”. Già alcuni sponsor si sono affacciati.
“L'obiettivo che ci premeva raggiungere era tenere la Formula 1 a Monza perché Monza è Monza. La firma ufficiale avverrà a Londra e io ci sarò. Una volta, bastava la stretta di mano. Viva Monza!”.
I tre anni di contratto costeranno 68 milioni di dollari a cui va aggiunta la percentuale d'aggiornamento annuo del 2,5 % e l’eventuale variazione del cambio euro-dollaro che in anni recenti a inciso negativamente sui conti di Sias.

Anche il presidente della Fia, Jean Todt ha benedetto l'accordo. C'è stato pure il ringraziamento per Flavio Briatore (presente) che a maggio, accompagnando Ecclestone da Maroni in Regione Lombardia ha consentito di sbloccare la trattativa.
Il quadretto di famiglia si chiude con quella che viene chiamata parola di lupetto:Ecclestone, Sticchi Damiani, Maroni e Briatore (foto Giorgio Aroldi) sovrappongono le loro mani, come suggello dell’accordo ad uso di televisione e fotografi.

Tutto bene? Fine della lunga, snervante, per certi versi asfissiante storia? Domandiamo al presidente dell'ACI: “E quel pesante comunicato emesso da Formula Imola?” Risposta: “Non ne parliamo neanche...”.

Questo il documento di Formula Imola: “Per evitare prese di posizioni illegittime da parte di ACI i mancanza di una deliberazione di merito il presidente del Tar del Lazio ha fissato per il 26 ottobre prossimo l'udienza per la decisione definitiva sul ricorso di Formula Imola...qualora il presidente dell'ACI
intenda procedere con la firma del Gran premio d'Italia a Monza in spregio alle istanze del promotore del Gran premio d'Italia a Imola – tra l'altro meno oneroso per la finanza pubblica – prima della decisione dei giudici amministrativi nel merito e della definizione delle ulteriori stanze comunitarie, si prenderà a responsabilità d'aver firmato un contratto potenzialmente viziato con tutte le conseguenti implicazioni”.

Dunque, piaccia o meno, la querelle continua.

Intanto si è conclusa la prima giornata di prove libere. Hamilton a quasi 251 di media davanti a Rosberg quindi Vettel e Raikkonen staccati rispettivamente di 453 e 628 millesmi e quindi i due della Red Bull Vertappen e Ricciardo. Settimo Alonso con la Mc Laren in contino progresso. Undicesimo Felipe Massa che ha annunciato il ritiro a fine stagione. Dopo 14 stagion in Formula 1 di cui 8 passate in Ferrari, unidici vittorie e 41 podi. Vice campione nel 2008 anche se per un attimo virtualmente campione del mondo. Quella domenica, disputatasi il giorno dei morti (2 novembre) a Interlagos lo vide vincitore. Soto il diluvio la Toyota di Glock fu costretta a cedere il 5° posto alla Mc Laren di Lewis Hamilton che, per un punto, fu proclamato campione del mondo.

Monza - Gran Premio a tutta birra. Nel circo milionario i "dannati" da 5 euro all'ora

01/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Gran premio d'Italia a tutta birra? Già, sembrerebbe di sì dal momento che title sponsor della gara iridata è Heineken. Il birrificio olandese ha chiuso con Bernie Ecclestone una sponsorizzazione da 250 milioni di dollari per 9 Gran premi, tre già nel 2016 e altri 6 fino al 2020.
Da quando la Guardia di finanza ha perquisito il “Tempio della Velocità” e inquisito i suoi vertici, per tre anni la gara della Formula 1 è stata indicata denominata semplicemente “Gran premio d'Italia”.

Per Mister E. una perdita secca, indicativa - mancando conferme ufficiali - nell'ordine di tre milioni di euro.
Agganciata l’Heineken, l'ex venditore di auto inglese è riuscito a spuntare, per il solo appuntamento monzese di quest'anno un contratto da 2 milioni di euro, concedendo, per la serata di ieri, l'uso del rettilineo di partenza per un incontro di calcio a 5 tra piloti di Formula ed ex calciatori che ha visto la partecipazione di Verstappen, Alonso, Perez, Ricciardo, Palmer per la squadra piloti e Trezeguet, Dida, Pires, Salgado, Karembeau per i calciatori

L' Heineken Champions of the Grid” oltre a finalità benefiche alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia divulgherà il messaggio “Chi guida non beve”. A ricordarcelo, domani sera, nel paddock saranno due scozzesi: il tre volte campione del mondo Jackie Stewart che a Monza ha vinto il suo primo Gran premio nel 1965 con la BRM superando all'ultimo giro, in parabolica, il compagno di squadra Graham Hill e ripetendosi con la Matra-Ford nel 1968; e David Coulthard vincitore nel 1997 con la Mc Laren-Mercedes.

Selva di cappellini rossi (ferraristi) e maglie arancioni (tifosi del 18enne olandese Verstappen, il più giovane vincitore in Formula 1) nel pomeriggio quando è stato dato libero accesso alla pit lane per la sessione autografi ai possessori di abbonamenti validi tre giorni. Un'onda lunga promettente che però, difficilmente, si ripeterà sabato e domenica dal momento che, nonostante le invitanti promozioni di Groupon e Trenord ancora tantissimi posti di tribuna risultano disponibili.
E' vero, la Ferrari non ha ancora fatto strike e quindi è pura utopia pensare sia possibile battere il record dei 160.532 spettatori del 2000, annata d'orto di Michael Schumacher che riportò il mondiale a Maranello dopo 25 anni. Però non si sa mai, storicamente all'Autodromo il Cavallino ha sempre dato il meglio. Fatta eccezione per le due ultime edizioni con Alonso che accosta la Rossa davanti al traguardo col motore in fumo e lo scorso anno quando Raikkonen, che s'era guadagnato la prima fila, cannò la partenza facendosi infilare dai piloti due file più indietro.
Però, mai dire mai. E se nel 50° anniversario della vittoria di Ludovico Scarfiotti, Raikkonen e Vettel dovessero dare scacco a Mercedes e Red Bull, allora sì che, giustamente, si scatenerebbero i tifosi.
In questo momento, é solo un sogno da cullare.
Tra i tifosi c’è anche Wolf Gruhle, barba e capelli bianchissimi, tedesco di Francoforte, a Monza per vedere il Gran premio ma soprattutto però per far firmare autografi ai piloti su fotografie formato cartolina. “Ho una collezione con oltre 600 album zeppi. Ho iniziato a raccoglierli negli anni 70. Ero tifoso di Ronnie Peterson, non ero però a Monza nel 1978 quando ebbe l'incidente mortale. Questo è il quarto anno che vengo”.

La cronaca del paddock è scarna.
Inferiore agli altri anni l'arruolamento di hostess.
Reclutate da Manpower, prendono 60 euro al giorno con 11 ore di presenza. Abbondano invece i body guard.
C'è chi si é fatto esperienza a Expo 2015 ricevendo una paga di 3,5 euro orari con turni talvolta al limite dell'impossibile e più d'uno rivela di non essere stato pagato per le ore straordinarie fatte.
E' accaduto a tanti all’Expo – racconta un arruolato all'Autodromo -. Ci dicevano: vuoi lavorare? E allora non lamentarti, se ti va è così, altrimenti grazie e arrivederci. Le dirò di più, dentro Expo una società importate impiegava guardie giurate senza autorizzazione prefettizia. Molti li ho rivisti questa mattina qui, in servizio”.

Il montaggio del Circus dentro l'Autodromo quest'anno è andato a rilento rispetto agli anni scorsi. A tarda mattina gli operai stavano ancora allestendo l'ufficio di Bernie Ecclestone che difficilmente dichiarerà nel week-end: “Accordo fatto”.
Gli avvocati di ACI hanno incontrato i legali di FOM-FOWC per gli ultimi dettagli del contratto valido tre anni: 2017-2018-2019. Al costo di 68 milioni di dollari va aggiunto il 2,5 per cento per il 2018 e 2019 e il cambio euro-dollaro. Insomma, un investimento duro da digerire che potrebbe portare ACI a a chiedere nel 2018 al Governo il via libera all’aumento del costo di registrazione delle auto al Pra.
Insomma, a pagare per tenere in Italia il Gran premio di Formula 1, sarà, come sempre pantalone: l’automobilista, il cittadino.
 

Terremoto, centinaia di attivisti digitali in aiuto delle popolazioni colpite

29 agosto 2016

È online http://terremotocentroitalia.info/ un progetto promosso da civic hacker - attivisti digitali, che cerca di mettere insieme in modo coordinato informazioni utili sull'emergenza terremoto. Tutti possono collaborare, a seconda del proprio tempo, capacità e disponibilità.
L’idea è nata da Matteo Tempestini e Matteo Fortini, a seguito di una precedente esperienza di hacking civico, una forma di attivismo online al servizio della comunità che permette di usare dati e strumenti già disponibili per renderli utili e facili da usare dal pubblico.


Il progetto ha infatti lo scopo di condividere informazioni utili e verificate sul terremoto del 24 Agosto 2016 che ha colpito le province di Rieti e Ascoli Piceno, in particolar modo i comuni di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto.
“In situazioni di crisi ed emergenza, se non si prova a gestire e aggregare online la comunicazione si rischia di non riuscire a ricavare veramente quelli che sono i dati e le informazioni utili non solo nell’immediato, ma anche successivamente”, spiega Matteo Tempestini.
Ad oggi sono più di cento i volontari che davanti al loro computer si alternano per monitorare le richieste di beni di prima necessità, nei flussi del gruppo Facebook creato appositamente per lo scopo, ma anche su Twitter, Instagram e direttamente dal campo, dove i civic hacker sono aggiornati direttamente da attivisti partiti per aiutare la protezione civile e i residenti.
“C'è un signore che tramite il progetto ha segnalato di avere una roulotte, che può mettere a disposizione di chi ha bisogno. Ci ha mandato foto e locazione, ci ha detto "se serve io ho questa", racconta Tempestini per spiegare il senso del progetto. Che non vuole “sostituirsi a fonti istituzionali di informazione”, ma “aggregare e non disperdere contenuti utili a tutti provenienti da fonti di varia natura (ufficiali e non) al fine creare valore in un momento di crisi per il paese”.
Per informazioni:
Sito internet: http://terremotocentroitalia.info/ 
Gruppo facebook per segnalazioni: https://www.facebook.com/groups/1758670357733881/
Twitter https://twitter.com/terremotocentro
Telegram (per unirsi ai volontari): https://telegram.me/joinchat/BgW6eEBsI3rLKsJk9L7FJg
Canale Telegram (per ricevere info aggiornate): https://telegram.me/terremotocentroitalia

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Monza - La Ferrari snobba l'Autodromo e si affida ad Ecclestone. Biglietti invenduti per il GP

10/08/2016

di Pier Attilio Trivulzio

In un anno economicamente difficile per l'Autodromo Nazionale la Ferrari gira le spalle alla pista che l'ha vista trionfare 18 volte nella gara più importante, il Gran premio d'Italia. L'ultima vittoria nel 2010 con Fernando Alonso.

La Ferrari ha comunicato all'ufficio commerciale di Sias che rinunciava ad utilizzare la terrazza P1 dell'Hospitality Building. Per la società di gestione dell'Autodromo una perdita secca nell'ordine di 500mila euro che s'aggiungono ad una stagione di pesante crisi finanziaria aggravata da assurde consulenze stipulate dalla gestione Dell'Orto-Ferri e dal fatto che ad oggi – cosa mai successa – sono SOLD OUT soltanto queste tribune: Alta velocità n. 16 settore A; Uscita Ascari n. 18 settore A; Laterale parabolica n. 21 settore C; Interna parabolica n. 23 settore A.

Storicamente appena messe in vendita le tribune della prima e seconda variante oltre all'Ascari andavano esaurite. A tre settimane dal Gran premio invece ci sono ancora troppi posti disponibili. Certo, la Ferrari non ha ancora vinto un Gran premio, però questi posti invenduti sono davvero preoccupanti.
Il rischio è un Gran premio con scarso pubblico, com'è avvenuto in Germania.
A Hockehaim, la domenica c'erano circa 60 mila spettatori (la maggior parte invitati Mercedes) mentre venerdì e sabato i posti sono rimasti desolatamente vuoti e per mascherare il vuoto delle tribune è stato fatto ricorso a grandi pubblicità dello sponsor Rolex.

Perché la Casa di Maranello ha deciso all'ultimo minuto di non utilizzare come sempre per i suoi ospiti la terrazza P1? Di certo non per un risparmio di spesa. Sembra che questa decisione sia stata suggerita da Bernie Ecclestone che ha offerto, a prezzi di saldo (?) gli spazi di Paddock Club per i Vip del Cavallino. Un gesto di Ecclestone per far capire a Sias (e ad ACI) che non ha affatto gradito il giochino dei contratti FOM-FOWC mai rinviati firmati, delle richieste di un allungamento per 7 anni oltre il 2016 ridotti poi a 4 ed infine a 3 (secondo l'ultima estensione che il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha inviato a Londra nei giorni scorsi alla Formula One Management Ltd).
Con una cifra totale offerta da ACI di 68 milioni di dollari che sono così ripartiti: 22 milioni nel 2017 e 2018, 24 milioni nel 2019. Un gran bel ritocco al ribasso visto che le richieste della FOM erano di 28 milioni di dollari con un aumento del 2,5 per cento all'anno.

In ogni caso, prima di confermare l'accordo per estendere il contratto del Gran premio d'Italia oltre il 2016, Ecclestone ha deciso che attenderà i pronunciamenti del Tar del Lazio al quale Formula Imola e ultimamente anche il Comune di Monza si è rivolto (decisione il 30 agosto), del successivo Consiglio di Stato ed infine dell’Unione Europea alla quale si sono rivolti sia Formula Imola sia Movimento Cinque Stelle. Per inciso lo scorso anno il Gran premio di Germania a Hockenheim era stato cancellato dal calendario proprio perché per risolvere il problema economico era intervenuto il Governo federale Renania Palatinato e la Ue, aperta un'inchiesta, aveva giudicato l'intervento come aiuto di Stato.
In buona sostanza la stessa situazione l’Unione Europea potrebbe individuarla nell'intervento della Regione Lombardia che ha deliberato aiuti di 70 milioni di euro l'anno per i prossimi dieci anni ed un ulteriore contributo di 20 milioni per quattro anni. Quest'ultima cifra a patto d'entrare nella newco di ACI e Automobile Club Milano con una quota del 25 per cento Quindi anche per Monza il rischio è grossissimo e Mister E. non è disposto a confermare accordi fino a totale esaurimento dell'iter giudiziario che di certo non ha tempi brevi.

In aggiunta, a leggere i dati delle vendite del Gran premio d'Italia (www.monzanet.it) il rischio di un calo delle presenze è forte.
Come farà, allora, Sias a pagare il 5 settembre a Bernie Ecclestone i circa 10 milioni di dollari previsti dal contratto in scadenza?

La presenza di pubblico a Monza è sempre stata alternante e il numero di spettatori è sempre dipeso dai risultati della Rossa di Maranello.
Al contrario dello scorso anno quando il Circus arrivò in Brianza con tre Gran premi vinti da Sebastian Vettel tra cui la straordinaria vittoria all'Hungaroring, quest'anno il Cavallino ha dovuto accontentarsi di 6 podi ed a Hockenheim abbiamo assistito al sorpasso di Daniel Ricciardo, terzo nel mondiale piloti con 133 punti, 11 più di Kimi Raikkonen e 18 più di Sebastian Vettel.
Nel mondiale marche dietro alla Mercedes che ha raccolto 415 punti, grazie a 11 vittorie (7 di Lewis Hamilton, 4 di Nico Rosberg), troviamo la Red Bull a 256 punti e la Ferrari, solo terza, a 242.

Post scriptum
Nel 1955 il GP d’Italia senza Ferrari.
Quell'anno il Gran premio si corse per la prima volta sul rinnovato circuito di 10 km comprendente anche la pista sopraelevata. Durante le prove i pneumatici Englebert delle monoposto Ferrari-Lancia di Giuseppe Farina e Gigi Villoresi si sbriciolarono mentre percorrevano il “catino di velocità”. La Lancia che aveva un contratto di fornitura per la stagione 1955 con la Pirelli, dopo la morte a maggio di Alberto Ascari, si ritirò dalle corse donando le sue monoposto D50 alla Ferrari, cercando di convincere la Casa di Maranello ad utilizzare a Monza i suoi pneumatici, senza però raggiungere l'accordo. Enzo Ferrari decise quindi, per motivi di sicurezza, di ritirare le vetture. Acconsentendo, dopo lunga trattativa e l'impegno scritto ad assumersi tutte le responsabilità in caso di incidente, ad Eugenio Castellotti di correre con il muletto, vettura solitamente utilizzata per i test privati.

 

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