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Limbiate - Lega Nord: Colpo di spugna del Governo sulla tramvia Milano-Limbiate. Dal PD ennesima promessa non mantenuta

Oggetto: comunicato su tramvia Milano Limbiate
 
Galli : “Colpo di spugna del Governo sulla tramvia Milano-Limbiate. Dal PD ennesima promessa non mantenuta”
“L’ipotesi circolava già da tempo e purtroppo ora ha anche i crismi dell’ufficialità: il Governo, con apposito provvedimento, ha tolto le risorse destinate alla riqualificazione della linea tramviaria Milano–Limbiate.” Così Cinzia Gallicapogruppo del Carroccio in Consiglio comunale a Limbiate, interviene in merito alla prosecuzione dell’iter di rinnovamento della storica tramvia.  “Un’opera attesa da anni e che avrebbe avuto importanti conseguenze  sul decongestionamento del traffico viabilistico, rischia ora di non vedere più la luce a causa dello sconsiderato atteggiamento del governo Renzi che, fino a pochi mesi fa, rassicurava sul finanziamento della metro-tranvia. Le risorse destinate alla Milano-Limbiate sono state dirottate, in pratica, per la copertura del debito che l’Area Metropolitana aveva ancora in corso con la società EXPO.” “Il colpo di spugna su questa infrastruttura – continua Galli - rappresenta un brutto colpo per il Trasporto Pubblico Locale in quell’area della Brianza e nel nord milanese. PD e sinistra, che a parole difendono l’importanza del trasporto pubblico e promettono in continuazione di metterlo al centro della propria azione politica, nei fatti poi non si fanno scrupoli nel cancellare un’opera così importante per il territorio.” “E la provincia di Monza e Brianza che fa? Cosa pensa di fare il presidente Gigi Ponti su questo fronte? Questa vicenda sta a dimostrare, una volta di più, che gli esponenti provinciali del PD non hanno nessun peso politico nelle scelte fatte a Roma dai loro compagni di partito” “L’assessore Archetti, delegato al tram, che cantava vittoria e aveva già messo questo fiore al suo occhiello, quale storia ci racconterà ora ??”

Limbiate, 24 novembre 2015

Sbloccati 60 milioni. Il governo ha riassegnato alla città metropolitana i fondi promessi per la Milano-Limbiate

di Alessia Gallione da la Repubblica del 21/02

ERANO diventati un tormentone, l’eterna questione da risolvere. Soldi mai versati dalla Provincia. Soldi attesi e promessi da tempo dal governo. Che adesso, dopo un percorso burocratico a ostacoli, sono arrivati. La cifra che ancora mancava a Expo è stata stanziata durante l’ultima riunione del Cipe (il Comitato per la programmazione economica e finanziaria): 58,9 milioni di euro per l’esattezza, assegnati alla Città metropolitana. Anzi, riassegnati. I fondi che serviranno per coprire la quota di Palazzo Isimbardi, infatti, arrivano dal finanziamento della linea tranviaria Milano-Limbiate: un’opera per ora congelata che aveva perduto le risorse per non aver avviato in tempo i cantieri. Con questo passaggio, si mette in moto una partita di giro che dovrà portare all’obiettivo: dare ossigeno a Expo. La società di gestione, invece, dovrà fare a meno di altri 60 milioni di Camera di Commercio.

Ma da Roma è arrivata anche un’altra notizia attesa. Il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha deciso: per scegliere l’università che dovrà studiare il progetto per il post-2015, Arexpo (la società che possiede i terreni in cui Comune e Regione sono soci di maggioranza) dovrà fare una gara. È la strada indicata dall’Anac, nessuna possibilità di imboccare corsie veloci e affidare in modo diretto l’incarico. Dopo il flop del bando per vendere l’area, infatti, le istituzioni locali avrebbero voluto che a indicare entro aprile il disegno per i terreni fossero Politecnico e Statale. L’ateneo di via Festa del Perdono, per altro, si era già chiamato fuori visto che è interessato a presentare un progetto autonomo per costruire a Rho-Pero una cittadella universitaria. Adesso, Arexpo dovrà mettere in campo il “piano B”. Che a questo punto, però renderà più lunga l’attesa e farà slittare alla fine di maggio-inizio di giugno la soluzione del rebus. Per coinvolgere le università e magari anche qualche altro centro studi, la società dovrà pensare a un bando lampo che rimanga aperto non più di un mese. Poi serviranno altri due mesi perché il vincitore metta insieme le proposte già arrivate, dalla Statale alla Silicon Valley di Assolombarda.

Sul piatto c’è un incarico che non dovrebbe superare i 100mila euro. «È veramente importante che la comunità milanese ragioni e in tempi rapidi decida perché per il dopo Expo ci sia una grande cittadella universitaria e della ricerca e dell’innovazione insieme a un grande parco», dice il sindaco Giuliano Pisapia. Anche il percorso per i fondi della Provincia non è stato né breve né semplice. Ma ora il ministro con delega a Expo Maurizio Martina dice: «Dopo un serio lavoro tecnico di preparazione abbiamo mantenuto anche questo impegno. È un’ulteriore conferma della grande attenzione del governo a Expo e al territorio milanese». Per Pisapia, l’arrivo dei 60 milioni era «un atto dovuto». Il sindaco ha parlato anche di un altro fronte aperto che riguarda l’Esposizione. Dal governo sono arrivati meno fondi per garantire la preparazione della città all’arrivo dei turisti. Solo per Atm mancano all’appello 17 milioni (la differenza tra i 52 necessari e i 35 dell’esecutivo arrivati), che il Comune potrebbe compensare in qualche modo. Assicura il sindaco: «Stiamo discutendo sulle somme aggiuntive per i sei mesi di Expo — ha spiegato — . e cercheremo di dare il nostro contributo per quanto possibile».

Seregno - Il tram verso Milano è sul binario morto. E i sindaci si ribellano

di Diego Colombo e Marco Mologni da il Corriere della sera del 16/11

SEREGNO «A maggio apriremo il cantiere». Parola di Palazzo Isimbardi. Sono passati sei mesi, ma i lavori per la riqualificazione della tramvia Milano-Seregno non sono ancora partiti. E, con la trasformazione delle Province, rischiano di restare al palo per altri mesi, in attesa che Stato e Regione decidano quali deleghe assegnare agli enti di secondo livello. Un pasticcio. Tanto che i sindaci della tratta, che sulla realizzazione dei 14,3 chilometri del nuovo tracciato del tram facevano affidamento per decongestionare il traffico, sono pronti a gesti estremi. Come il primo cittadino di Seregno che ha deciso di congelare la quota di finanziamento che spetta al Comune brianzolo, finché non ci saranno tempi certi sull’inizio dei lavori.

Una scelta eclatante che i suoi colleghi di Desio, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Cormano, Cusano Milanino e Milano potrebbero far propria, rendendo ancor più problematica la realizzazione del tracciato. «Così non si può continuare — sbotta il sindaco leghista di Seregno, Giacinto Mariani —. Abbiamo chiesto tempi certi sull’apertura del cantiere e da mesi aspettiamo una risposta. Per di più anche le richieste di modifica del tracciato che abbiamo chiesto con il raccordo tra la tramvia e la stazione ferroviaria di Seregno, non sono state accolte. A questo punto, il congelamento della nostra quota di finanziamento è il minimo che possiamo fare».

Altrettanto stanco di aspettare il sindaco di centrosinistra di Desio, Roberto Corti: «Di fronte all’ennesimo rinvio, abbiamo chiesto un incontro con la Provincia di Milano. Ci hanno dato ampie rassicurazioni, e questo ci ha fatto piacere. Ma la Brianza non può più accettare nuovi rinvii. Per il momento non vogliamo prendere decisioni drastiche. Ma chiediamo che Palazzo Isimbardi dia una svolta a questa infrastruttura da troppo tempo attesa». Prudente, ma non troppo, pure il primo cittadino di Nova Milanese, Maria Rosaria Longoni (centrosinistra): «L’incontro con i dirigenti provinciali è stato positivo. Dunque, per il momento abbiamo rinnovato la nostra fiducia a questo progetto e non abbiamo motivo di dubitare che i lavori non partiranno. Ma sono davvero troppi anni che il tram non c’è più e non possiamo permetterci di aspettare ancora».

La riqualificazione della Milano- Seregno era stata approvata con un accordo sottoscritto il 10 febbraio 2010 dal ministero delle Infrastrutture con la Regione Lombardia, le Province di Milano e Monza, e gli otto Comuni attraversati. Dal capolinea di Milano Niguarda, la linea corre per 5,6 chilometri a doppio binario fino a Paderno Dugnano e per i restanti 8,7 chilometri, fino a Seregno, a binario unico. Venticinque le fermate e un costo complessivo di poco inferiore ai 233 milioni di euro, di cui 128,5 a carico del ministero delle Infrastrutture, 30 di Regione Lombardia e il resto da ripartire tra le Province e i Comuni.

Limbiate - Metrotramvie, il caso approda in Parlamento

di Gabriele Bassani da il Giorno del 04/10

SI TORNA ad interpellare il Parlamento sul futuro delle metroramvie di Limbiate e Seregno, che sembrano ancora una volta “accantonate” per i ritardi, le incertezze economiche ed ora anche quelle legate alle nascenti nuove province e all’Area metropolitana di Milano. È la parlamentare del Pd Eleonora Cimbro a rivolgersi ancora una volta al ministro per le infrastrutture, Maurizio Lupi, lo stesso a cui fu evidenziato il problema già nel luglio del 2013 e dal quale vennero rassicurazioni sulla finanzibilità dell’opera, alle quali però dovette far seguito un emendamento in extremis alla Legge di Stabilità, di alcuni deputati Pd lombardi. Di qui l’iniziativa dell’onorevole Cimbro che si sarebbe dovuta discutere ieri mattina alla Camera, ma che è stata rimandata.

«IL RITARDO nella gara d’appalto, oltre che la poco chiara competenza della nascente Città Metropolitana, che andrà a sostituire la Provincia come ente aggiudicatore, richiedono un rinnovato impegno da parte del Governo, e degli enti istituzionali, per assicurare la regolare partenza dei lavori», ha spiegato la parlamentare Pd. Nell’interrogazione si ripercorre tutte la tormentata storia del progetto di riqualificazione della metrotramvia Milano-Limbiate, fino ad arrivare agli accordi del 2012, che indicavano il progetto di massima, predisponevano il piano dei finanziamenti dei vari enti coinvolti e, soprattutto, fissavano il termine per bandire la gara di appalto per l’affidamento dei lavori, che è scaduto il 30 giugno scorso. A questo punto, venuta meno la Provincia di Milano che avrebbe dovuto svolgere il ruolo di ente aggiudicatore, si chiede al ministero di «organizzare un incontro con gli enti interessati per approdare quanto prima alla definizione dell’iter procedurare per garantire la partenza dei lavori come da accordi». 

Limbiate - Senza soldi, la tramvia al palo

di Gabriele Bassani da il Giorno

SENZA LA SICUREZZA dei soldi, non si approva il progetto definitivo del tram Limbiate-Milano. E’ di pochi giorni fa la comunicazione trasmessa dalla Provincia di Milano al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Lombardia e ai comuni interessati in cui si evidenzia l’impossibilità di procedere all’approvazione del progetto definitivo in mancanza della completa copertura economica dello stesso. La Provincia di Milano non ha fatto altro che mettere nero su bianco ciò che da diversi mesi si sapeva: la Provincia di Monza e Brianza e il Comune di Varedo non garantiscono, per ragioni diverse, la loro parte di finanziamento necessaria per l’attuazione del progetto.
Si tratta di 2 milioni di euro che mancano all’appello e che rischiano di buttare all’aria anni di lavoro, di contrattazione, di elaborazione. «La cosa grave è che alla Regione Lombardia sembra non interessare l’opera e senza il suo intervento sarà difficile convincere il Ministero a mantenere il finanziamento di 60 milioni di euro – commenta l’assessore limbiatese Sandro Archetti. A rendere ancora più complicate le cose, come denunciato qualche giorno fa anche dai comitati di pendolari che da anni si battono per la riqualificazione della storica linea tramviaria è la revoca delle deleghe all’assessore provinciale Giovanni De Nicola, uno che negli ultimi due anni ha sostenuto concretamente il progetto, facendosi coordinatore e mediatore tra sindaci, Regione e Ministero.
«Dobbiamo ancora capire bene cosa stia succedendo — aggiunge Archetti —.Di certo la sostituzione dell’assessore provinciale De Nicola non agevola il percorso. Per questo intendo incontrare a breve l’assessore ai trasporti del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, perché perdere la nostra metrotranvia sarebbe il peggior modo di inaugurare la Città Metropolitana».
Seppure questa situazione sia alquanto difficile, il Comune di Limbiate, che ha sempre giocato un ruolo essenziale nella questione, sollecitando anche l’adesione e il coinvolgimento degli altri comuni della tratta, dichiara di non volersi arrendere. «Non l’abbiamo fatto quando Expo ha tentato di scipparci i contributi — sostiene il Sindaco De Luca — siamo intervenuti per modificare la legge di stabilità quando sembrava che i nostri soldi andassero a finanziare la tranvia di Padova. Non ci scoraggeremo di certo oggi».

Seregno-Carate. L’ultima corsa del tram, 35 anni fa

di Gigi Baj da il Giorno del 25/04

ESATTAMENTE 35 anni fa l’ultima corsa che ha segnato la fine dello storico tram tra Seregno e Carate che per quasi un secolo aveva garantito il trasporto su rotaia non solo tra le due cittadine brianzole ma anche il collegamento con Milano e i paesi dell’hinterland. Era il 25 aprile del 1979 quando il tram brianzolo fu mandato definitivamente in pensione (a causa degli elvati costi di esercizio!) ridimensionando il suo tracciato da Milano a Desio escludendo quindi Seregno e Carate dopo che nel 1959 era già stata soppressa la tratta che collegava Seregno e Giussano. Sino al 1982 l’Atm (viste anche le proteste dei pendolari) garantì un servizio sostitutivo con autobus. Un anniversario che gli anziani non dimenticano: «Si è voluto togliere il tram - hanno affermato Franco Dell’Orto e Enrico Vismara di Seregno e Gianni Spinelli di Carate che usavano la tramvia per recarsi al lavoro - preferendo un servizio di trasporto su gomma che alla fine non si è certo rivelato migliore. La tranvia era comodissima e soprattutto ecologica. Gli autobus inquinano e devono fare i conti con il traffico». Nei giorni scorsi il duo Viganò Brothers ha inciso anche la canzone «Ul Carletu tranvier» (testi di Mario Galimberti) che ricorda proprio l’ultima corsa effettuata dal tram condotto dallo storico manovratore. Progettata nel 1878 dalla Società Anonima Nazionale la tramvia Milano-Desio-Seregno fu inaugurata il 29 settembre 1881 e cinque anni dopo fu allungata sino a Carate. «In quegli anni il tram viaggiava con motrici a vapore - ha ricordato Mario Molteni - e i tramvieri, nelle giornate di nebbia fitta, precedevano il convoglio con bandierine e lanterne per segnalarne l’arrivo. Nel 1936 fu completata l’elettrificazione dell’intera linea».

PER MOLTI decenni la tratta Seregno-Carate è stata utilizzata dai numerosissimi studenti e lavoratori che ogni giorno raggiungevano le grandi fabbriche (Falk, Breda, Pirelli, Magneti Marelli). Negli anni Sessanta l’Atm presentò anche un progetto per trasformare le ormai anacronistiche tramvie extraurbane in moderne metropolitane leggere. Non se ne fece nulla e nel 1979 per i binari che attraversavano la Brianza inizò l’inesorabile smantellamento nonostante le proteste degli abitanti e dei comuni interessati. A distanza di 35 anni il sistema di trasporto su rotaia pare abbia riacquistato credibilità. È infatti ormai in dirittura di arrivo il progetto per la riqualificazione della Milano-Desio-Seregno che avrà un nuovo e ben più snello tracciato di circa 15 chilometri con venticinque fermate.

Desio - Via le linee aeree del tram, poi le rotaie

di Alessandro Crisafulli da il Giorno

WORK IN PROGRESS in pieno centro a Desio, lungo l’asse commerciale di corso Italia e via Garibaldi che taglia in due l’abitato. In questi giorni i tecnici dell’Atm, con una serie di grossi mezzi specializzati, stanno provvedendo a rimuovere le linee aeree dell’ex sede tranviaria. Un lavoro complesso, che sta creando qualche inevitabile disagio alla viabilità, comunque attutito dalla sorveglianza della polizia locale. Si tratta di un intervento molto atteso anche e soprattutto perchè, come annuncia il Comune sul suo profilo facebook ufficiale, «è propedeutico alla rimozione definitiva delle rotaie del tram, che verranno sostituite da pista ciclabile». Una notizia, già anticipata qualche settimana fa, che è stata accolta con una serie di consensi e applausi (virtuali): da un lato perchè si risolve finalmente l’annoso problema dei binari inutilizzati, che creavano e continuano a creare problemi e incidenti continui soprattutto per ciclisti e motociclisti, dall’altro perchè si crea una nuova infrastruttura, la ciclabile, per favorire la cosiddetta mobilità «lenta». La pista ciclabile, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale di centrosinistra, dovrebbe legarsi a una serie di altri percorsi già attivi o da definire, in modo da creare una rete per le due ruote che possa essere utile sia per il «traffico» locale che per quello di attraversamento verso i comuni limitrofi. Negli ultimi mesi i binari del vecchio tram sono stati spesso al centro delle polemiche in vari ambienti della città: non solo nei bar e nelle piazze, ma anche in consiglio comunale (diverse le interpellanze della minoranza per chiedere la loro rimozione) e anche sui social network. In quest’ultima sede, era partito anche un vero e proprio bombardamento a colpi di tweet da parte dei cittadini, rivolto ad Atm, affinchè si affrettasse a togliere i fastidiosi e pericolosi binari. Missione quasi compiuta.

Seregno - Metrotramvia, la Provincia di Milano pronta a valutare le richieste migliorative

di Gigi Baj da il Giorno

PIENA DISPONIBILITÀ da parte della Provincia di Milano a considerare le richieste avanzate dall’amministrazione per una revisione del progetto della metrotramvia Milano-Desio-Seregno i cui lavori sono ormai in dirittura di arrivo. L’assessore provinciale alle Infrastrutture e Trasporti Giovanni De Nicola ha infatti rassicurato il sindaco Giacinto Mariani che prima dell’approvazione e dell’avvio dei cantieri verranno programmati incontri riservati ai singoli sindaci dei comuni cofinanziatori per condividere le richieste migliorative, le fasi di cantierizzazione ed il cronoprogramma dei lavori: «Attualmente - dice Giovanni De Nicola - sono in corso la valutazione tecnico/economiche delle richieste avanzate dai comuni interessati, fra cui quelle presentate dall’amministrazione di Seregno. Valutazioni che, ovviamente, si concluderanno prima della progettazione esecutiva. Relativamente alla richiesta, da me condivisa, della necessità di interconnettere il capolinea di Seregno con la Stazione RFI, sono in corso interlocuzioni tecniche con RFI per la soluzione del problema. L’opera di interconnesione si configura, in ogni caso come complementare, indubbiamente attuabile e risolvibile nel corso dei lavori previsti per l’opera principale». Ad aprile è prevista la consegna del progetto esecutivo alla CMC Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna.

Seregno - Metrotranvia su un binario morto. Lite fra Comune e Palazzo Isimbardi

di Gigi Baj da il Giorno

LA RIQUALIFICAZIONE della metrotranvia Milano-Desio-Seregno rischia di arenarsi proprio nel momento in cui la Cmc di Ravenna sta per consegnare il progetto esecutivo in vista dell’inizio dei lavori previsti per la fine di giugno.

L’AMMINISTRAZIONE comunale di Seregno ha fatto la voce grossa nei confronti della Provincia di Milano, sorda a recepire alcune modifiche al progetto avanzate alla fine della scorsa estate. Dura la posizione del sindaco leghista Giacinto Mariani: «Siamo assolutamente contrati - afferma - ad accettare un progetto blindato e intoccabile. Lo scorso agosto avevamo sollevato le nostre perplessità sul progetto approvato dal Cipe e avanzata una proposta in merito alla realizzazione del capolinea in via Milano. Stiamo ancora aspettando una risposta da parte dell’assessore Giovanni De Nicola. Un silenzio incomprensibile da parte della Provincia». Seregno di fatto diffida la Provincia a pianificare qualsiasi attività di canterizzazione sul proprio territorio comunale se non vi sarà al più presto un confronto.

Un braccio di ferro che potrebbe fare slittare ulteriormente i tempi previsti per la realizzazione della metrotramvia. Il Comune aveva chiesto che il capolinea venisse spostato in via Comina a ridosso della stazione ferroviaria e che i binari lungo via Colzani non venissero posizionati al centro della carreggiata ma lungo il lato sud per mantenere il doppio senso di circolazione.Proposte in gran parte condivise dai residenti.
Destinata a diventare il collegamento su rotaia veloce tra la Brianza e il capoluogo lombardo, la metrotranvia Milano-Desio-Seregno dopo un decennio di travagliato iter ha avuto il via libera da parte del Cipe che ha approvato il piano finanziario il cui importo totale si aggira attorno ai 214 milioni di euro di cui il 60% a carico dello Stato e il rimanente da suddividere tra Regione, Provincia di Milano ed enti Locali. Il progetto (presentato sei anni fa) prevede il completo riammodernamento della già esistente tratta tramviaria tra Milano e Paderno Dugnano e il prolungamento dei binari sino a Seregno passando a ridosso del polo ospedaliero di Desio. Un nuovo tracciato della vecchia linea che attualmente attraversa il centro di Desio creando non pochi problemi alla viabilità. Complessivamente avrà uno sviluppo di 15 chilometri con 25 fermate nei sette comuni (Milano-Niguarda, Bresso, Cusano, Paderno Dugnano, Nova, Desio e Seregno). Previsti 42 mesi di lavori: la tratta dovrebbe diventare operativa nel 2017.

Desio - «La metrotranvia ci rovina». Negozianti sul piede di guerra

di Diego Colombo e Marco Mologni da il Corriere della sera

DESIO — C’è chi perderà il parcheggio, chi non avrà più accesso alla sua proprietà, chi si troverà i binari a un paio di metri dalle vetrine del negozio. In ogni caso sarà uno scossone per la propria attività. E anche se i lavori partiranno soltanto tra due mesi, forse tre, a Nova Milanese, Desio e Seregno un centinaio di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori sono già sul piede di guerra, pronti a farsi sentire anche con forme di protesta eclatanti. Della nuova tranvia (15 chilometri per un costo stimato di 232 milioni di euro) che collegherà Milano alla Brianza, i commercianti non ne vogliono sapere. Troppi i rischi per chi sta cercando di sopravvivere alla crisi economica e deve far fronte a incassi che si assottigliano mese dopo mese.

Il nuovo tracciato a doppio binario che da Milano Niguarda attraverserà Bresso, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, prima di toccare Nova Milanese, Desio e Seregno potrebbe essere per loro il colpo di grazia. «Nei 28 mesi di lavori resteremo stritolati in un cantiere — protesta Matteo Di Padova, titolare di una pompa di benzina a Nova Milanese —. Nessuno si fermerà più a fare il pieno, perderò anche la clientela più affezionata e sarò costretto a chiudere. Risultato: due dipendenti disoccupati, più io e mio fratello, e quattro famiglie sul lastrico». Casi così se ne contano a decine. Dall’ospedale di Desio, che perderà più di 200 posti auto, a McDonald’s (sempre a Desio) che vedrà scomparire il giardino di 1800 metri quadrati inaugurato nel 2012 , a un elettrauto di Nova Milanese al quale verrà sottratto il piazzale dove tiene le auto da riparare. E anche a Bresso, Cusano Milanino e Paderno Dugnano i disagi per chi ha un’attività lungo il nuovo tracciato del tram non sono da meno.

Perplessità suscita anche il progetto: 18 corse al giorno, convogli veloci, silenziosi e capaci di recuperare l’energia sprigionata durante le frenate. «La posizione centrale dei binari — contesta Giovanni Cecconi, titolare di un’officina meccanica a Desio — pone però problemi di spazio. Le carreggiate si ridurranno a soli tre metri e mezzo, poco per il traffico imponente che scorre su questa arteria».

Per bloccare la tramvia ci sono commercianti e artigiani che hanno dato vita a comitati civici, come a Seregno, e c’è chi ha promosso una raccolte firme. É successo a Paderno Dugnano, dove il parcheggio di interscambio sarà realizzato su un terreno che ricade in parte nel Parco del Grugnotorto, spazzando via trenta orti e scatenando le proteste di centinaia di residenti.

Ai sindaci tocca il non facile ruolo di mediatori, presi tra la necessità dell’opera e le lamentele di chi rischia di perdere il lavoro. «Abbiamo chiesto alla Provincia di rispettare le esigenze dei cittadini e degli operatori commerciali — afferma il sindaco di Desio Roberto Corti —. Però la tranvia è una risorsa essenziale per lo sviluppo del territorio, non possiamo certo farne a meno ». É quel che pensa anche l’assessore alla Viabilità della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola: «Siamo disponibili a discutere con tutti prima della presentazione del progetto esecutivo, fissata per il 4 aprile. Purché, naturalmente, non si tratti di richieste che comportino stravolgimenti: il tracciato può essere migliorato ma non rivisto completamente. Per chi subirà disagi durante i lavori abbiamo comunque previsto un risarcimento».

Limbiate - La Provincia risale sul tram

di Gabriele Bassani da il Giorno del 25/01

CON LA VENDITA della caserma dei pompieri, la Provincia di Monza garantirà la copertura della propria quota per la riqualificazione della linea di tram Milano-Limbiate. La soluzione al problema che rischiava di invalidare tutto il percorso fin qui fatto per salvare il finanziamento statale al progetto complessivo di 100 milioni di euro, è stata annunciata dall’assessore ai Trasporti della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola dopo l’incontro con il suo omologo della Provincia di Monza e Brianza, Francesco Giordano, che ha illustrato nei dettagli l’operazione. Innanzitutto le cifre: dai 40 milioni di euro complessivi che è necessario garantire dal territorio per ottenere i restanti 60 dal Governo, si rischiavano di perdere i 2,2 milioni della Provincia di Monza e Brianza e gli 800 mila euro del Comune di Varedo. «Il ministero degli Interni ha manifestato l’interesse ad acquistare la caserma dei Vigili del fuoco di Monza, oggi di proprietà della Provincia - spiega Giordano - Qualora noi dovessimo concludere, come si prevede, già a breve la cessione di questo immobile, potremo contabilizzare l’entrata che ci consentirebbe di garantire il finanziamento sulla linea del tram Milano-Limbiate. Tuttavia resta il problema del Comune di Varedo, poichè è vero che io avevo manifestato l’intenzione di sopperire con fondi provinciali, poichè dalle dichiarazioni degli amministratori sembrava che il Comune fosse strutturalmente in deficit. Viceversa, i bilanci depositati sono in equilibrio e a quel punto la Provincia non può sostituirsi nella copertura di questo finanziamento, perchè si rischierebbe un’inchiesta della Corte dei conti. Per questo motivo, il problema degli 800mila euro mancanti da Varedo resta e per quello occorrerà trovare una soluzione diversa».

L’ASSESSORE MILANESE De Nicola che, incassata la conferma di finanziamento della Provincia di Monza e Brianza, si sente molto più tranquillo: «Ora il problema si è ridotto notevolmente, perchè quando ci riferiamo alla quota di Varedo stiamo parlando del 2% del finanziamento locale. Credo che sia un ostacolo superabile, ferme restando la responsabilità che si assumono gli amministratori locali nel decidere di non sostenere questo progetto di mobilità che è di fondamentale importanza per un’intera fascia di comuni e migliaia di pendolari». Se si conferma la copertura della quota locale, il progetto di riqualificazione della Milano-Limbiate si presenta con le carte in regola al Cipe che non potrà che riconfermare anche la quota statale, nonostante l’emendamento alla Finanziaria, corretto in extremis, che rischiava di dirottare tutti i fondi sul tram di Padova. 

La metrotranvia di Desio supera gli ostacoli. Alta tecnologia nel progetto del futuro

di Alessandro Crisafulli da il Giorno del 17/01

LA NUOVA metrotranvia Milano-Desio-Seregno non è più a rischio. Lo assicura anche il sindaco di Desio, Roberto Corti: «Si farà, sembra che tutti i dubbi siano stati spazzati via».

IL COMUNE infatti ne sta tenendo conto nell’ambito della definizione di due fondamentali strumenti urbanistici come il nuovo Piano di governo del territorio e il Piano urbano del traffico. Perché l’impatto della metro che sostituirà il vecchio «Gamb de legn» andato in pensione, sarà molto forte, con tanto di preoccupazioni da parte dei commercianti che si affacciano su via Milano, preoccupati per i disagi, e il rischio di crolli dei già modesti affari, durante l’apertura dei cantieri.
Non solo la metrotranvia si farà: sarà, almeno sulla carta, un gioiello di modernità ed efficienza, con delle vere e proprie innovazioni, come il recupero dell’energia sprigionata dal tram durante le frenate e la sua reimmissione nella rete. In questa direzione va il recente subappalto da parte della Cooperativa Muratori e Cementisti - a cui sono stati affidati i lavori per la maxi opera - dei sottoservizi, dei binari e delle varie infrastrutture elettriche, di segnalamento e telecomunicazione. La commessa, dal valore di 40 milioni di euro, è stata assegnata ad Alstom, multinazionale francese specializzata in questo settore, che ha uno stabilimento anche nella vicina Sesto San Giovanni.
Il progetto prevede la trasformazione della vecchia linea tranviaria in una nuova metrotranvia che, grazie al prolungamento fino a Seregno, permetterà di servire l’ospedale di Desio e l’interscambio con la stazione ferroviaria di Seregno, favorendo i collegamenti tra Milano e la Brianza.
Lunga circa 14,3 chilometri, la nuova linea sarà a doppio binario nella prima parte, da Parco Nord a Paderno, per poi proseguire a singolo binario sino al capolinea dello scalo ferroviario di Seregno. La commessa, del valore di circa 40 milioni di euro e firmata a dicembre 2013, prevede la progettazione, fornitura e installazione dell’armamento, delle sottostazioni elettriche, della trazione e degli impianti elettrici, del sistema di segnalamento e delle telecomunicazioni. Il progetto sarà gestito dalla sede Alstom di Guidonia, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi per l’infrastruttura ferroviaria, con la collaborazione del sito di Bologna, centro di eccellenza mondiale per il segnalamento ferroviario. L’entrata in esercizio dell’intera tratta, come da tempi contrattuali, è prevista per la fine del 2016.

DURANTE i lavori l’azienda ridurrà i disagi di residenti e passeggeri utilizzando un sistema automatico di posa delle rotaie che permette di ridurre i tempi di posa binario. E, per la prima volta in Italia, installerà la sottostazione reversibile di ultima generazione denominata HESOP (Harmonic and Energy Saving Optimizer), che permette di recuperare circa il 99 per cento dell’energia prodotta dal tram in frenata e restituirla alla rete elettrica per essere riutilizzata.
Il sistema di segnalamento, simile a quello utilizzato per le linee ferroviarie, verrà affiancato dal sistema di supervisione e controllo di tipo metropolitano ATS (Automatic Train Supervision), in modo da garantire completa sicurezza ai passeggeri e maggior controllo all’operatore.
Grazie a telecamere intelligenti ad alta definizione, il sistema di telecontrollo permetterà di risolvere repentinamente le anomalie tramite un’analisi computerizzata delle immagini, come gli oggetti lasciati in banchina.

Brianza - «Apriamo i cantieri della Milano-Desio». Fondi a rischio per l’opera già appaltata?

di Gabriele Bassani da il Giorno del 22/12
— LIMBIATE —
L’ASSESSORE provinciale di Milano, Giovanni De Nicola, sfida il Governo sulle metrotranvie: «Facciamo partire i lavori della Milano-Desio durante le vacanze di Natale e poi voglio vedere con quale coraggio vengono a fermarli perché a Roma hanno tolto i finanziamenti».

L’ASSESSORE è determinato a proseguire la battaglia per il rilancio delle due linee tranviarie della Brianza e non vuole accodarsi ai facili entusiasmi suscitati dalla correzione dell’emendamento alla Camera per salvare i finanziamenti. «Intanto il punto 60, quello che riguarda la linea Desio-Milano, non è stato modificato e ad oggi c’è la quasi certezza che Expo possa incamerare i 130 euro di stanziamento per quell’opera, che è stata già appaltata e i cui lavori inizieranno a brevissimo. Farò in modo che si apra il cantiere già prima della fine dell’anno, poi vedremo chi si assumerà la responsabilità di venire qui a bloccare tutto e risarcire l’impresa».
Ma, secondo De Nicola, c’è poco da star tranquilli anche per la Milano-Limbiate, nonostante la modifica del del maxi emendamento. «Per come è scritto, significa che fino a ieri c’erano 60 milioni del Cipe a disposizione per la Milano-Limbiate, mentre domani quei soldi finiranno in un fondo per essere suddivisi con il tram di Padova e quello di Venezia. Quindi mi pare proprio che non ci sia nulla da festeggiare».

INSOMMA, secondo De Nicola, che ha seguito le vicende delle due tranvie della Brianza, convocando tavoli tecnici tra gli enti coinvolti e garantendo la copertura della quota parte della Provincia, la situazione si fa drammatica. Lo stesso De Nicola respinge la contestazione sulla mancata copertura da parte della Provincia della quota 10% di Expo: «Una quota mai richiesta e che anzi, fin dall’inizio del mandato di questa amministrazione provinciale fu contestata, spiegando che la Provincia non sarebbe mai stata in grado di garantire i 74 milioni di euro necessari. Ad oggi ne abbiamo garantiti 14 e credo che questo non debba aver a che fare con i finanziamenti delle tranvie, di fronte al quale abbiamo assistito ad un vergognoso mercato delle vacche tra ministri, che ne dovranno rispondere ai cittadini».
Intanto giovedì sera anche il Consiglio provinciale di Milano ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna ministro alle Infrastrutture, Governo e Regione Lombardia «a farsi garanti del mantenimento dei finanziamenti statali per le metrotranvie Milano-Desio-Seregno e Milano-Limbiate».

Provincia al verde. La metrotranvia perde altri 2 milioni. Oltre ai 792mila euro di Varedo

di Monica Guzzi da il Giorno del 21/12
— MONZA —
IL BUCO sulla metrotranvia di Limbiate si allarga. A non far dormire sonni tranquilli a quanti attendono una linea moderna che colleghi Mombello al quartiere Comasina di Milano sono le ultime cattive notizie in arrivo dal bilancio di Palazzo Grossi.

A MANCARE nella copertura dei costi (40 milioni di euro a carico degli enti locali, più 60 milioni dello Stato) non sarebbe più solo la quota che la Provincia di Monza e Brianza si era impegnata a versare per conto del Comune di Varedo, in difficoltà di bilancio. Oltre a quei 792mila euro, mancano altri 2 milioni di euro, tutti a carico di Palazzo Grossi.
Ad ammettere le difficoltà è lo stesso assessore provinciale alla Mobilità Francesco Giordano (Forza Italia). «In una prima fase, dopo una verifica con la direzione generale, come Provincia ci siamo impegnati a caricarci le spese spettanti al Comune di Varedo - racconta l’assessore Giordano - . All’epoca sembrava invece che Varedo fosse un Comune strutturalmente deficitario. A una verifica più approfondita però il Comune di Varedo non è più risultato tale, anche se le ultime vicende legate all’acquisto della villa Bagatti Valsecchi potrebbero cambiare nuovamente la situazione. In ogni caso, la Corte dei Conti informalmente ci ha avvisati che accollandoci gli oneri di Varedo avremmo rischiato di causare un danno erariale al nostro ente». Una vicenda che riapre una vecchia polemica in Consiglio provinciale. «Che fosse assurdo che la Provincia pagasse la quota di Varedo l’abbiamo sempre detto - ricorda il capogruppo del Pd Domenico Guerriero -. Ora arriva la conferma dalla Corte dei Conti».
Di qui la frenata di Palazzo Grossi. Ma c’è di più. «Non solo manca questa quota, ma anche i 2 milioni di nostra competenza diretta - conclude Giordano -. La disponibilità di queste risorse era infatti legata all’alienazione delle quote di Serravalle, ma anche la terza asta è andata deserta e quindi questi soldi non ci sono». Entro fine anno è previsto un vertice con la Provincia di Milano per decidere come procedere sull’operazione Serravalle, al cui destino sono legate le sorti di altri progetti provinciali, come i nuovi centri scolastici di Brugherio e Arcore. «Probabilmente decideremo di provarci per una quarta volta, non con un bando, ma collocando direttamente il pacchetto azionario in Borsa», ha annunciato il presidente della Provincia, Dario Allevi. Se queste risorse sono dunque legate a Piazza Affari, per i 60 milioni statali che rischiano di essere «scippati» e dirottati su opere più urgenti inserite nel pacchetto Expo, il Consiglio provinciale giovedì ha approvato all’unanimità un documento che sollecita iniziative ai parlamentari della Brianza e impegna l’assessore Giordano e il presidente Allevi «a sollecitare, attraverso l’intervento dei deputati eletti nel territorio, il ministero delle Infrastrutture, a confermare l’impegno nell’assicurare il finanziamento e la conseguente realizzazione delle opere giudicate indispensabili». Non solo la metrotranvia Milano-Limbiate, ma anche la di Milano-Desio-Seregno.

Limbiate - Metrotranvia. Pendolari sul tram contro lo scippo di Padova

di Gabriele Bassani da il Giorno del 08/12

I PENDOLARI presidiano il capolinea per cercare di evitare in extremis lo «scippo» dei fondi per riqualificare il tram della Comasina. Hanno preso il tram come tutte le mattine, anche se era sabato; l’unica concessione per il giorno prefestivo è stata quella di salire sulla corsa delle 9.30 anziché su quella quotidiana delle 7 (o anche prima).

ALLE 10 in punto di ieri sono scesi al capolinea M3 Comasina, dove i binari della linea 179, in funzione a Milano da 130 anni e che da giusto un secolo si spinge fino a Mombello di Limbiate, si interrompono proprio davanti alle scale della fermata della metropolitana. Una grande comodità, dal 2011, che ha portato ad una crescita continua degli utenti del servizio extraurbano su rotaia che ora potrebbe essere rimesso in discussione se la Camera confermerà il maxiemendamento con cui al Senato, i 60 milioni di euro già assegnati al progetto di riqualificazione del tram della Brianza, sono stati spostati sul tram di Padova. «Una vera e propria beffa, che va contro ogni logica», ribadivano ieri mattina i pendolari che hanno partecipato alla manifestazione promossa dai comitati civici che ormai da qualche anno sostengono la battaglia per la riqualificazione della linea, al fine di evitarne la chiusura per questioni di sicurezza, come già avvenuto tra l’aprile e l’ottobre dello scorso anno. «Giù le mani!» è l’invito esplicito contenuto in uno degli striscioni di protesta esibiti dai manifestanti davanti al capolinea del tram, tra la curiosità dei tanti passanti del quartiere Comasina, in giorno di mercato e di traffico intenso tra le uscite della Milano-Meda e della vecchia Nazionale dei Giovi, per gli eventi di Sant’Ambrogio a Milano.
La notizia del maxi-emendamento al Senato è arrivata come una doccia fredda dopo che negli ultimi mesi con grande fatica sembrava essere stata trovata un’intesa tra i comuni coinvolti nel progetto per il finanziamento degli ulteriori 40 milioni di euro necessari.
La parte più sostanziosa è quella garantita dalla Provincia di Milano e dal Comune di Milano, ma anche i restanti comuni (Cormano, Paderno Dugnano, Varedo e Limbiate) sembravano avere trovato la strada per coprire i costi, tanto che esiste ormai anche un cronoprogramma definito che prevede l’affidamento dei lavori con una gara entro la prima metà del 2014 per vedere l’opera ultimata entro la prima metà del 2016. Per non parlare invece della linea per Desio e Seregno, che addirittura è già stata appaltata e per la quale, se davvero si arrivasse allo spostamento delle risorse, occorrerrà versare i danni alle aziende appaltatrici. 

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