Monza e Brianza

Unione Artigiani - Banche, cartolarizzazione e crediti

BANCHE, CARTOLARIZZAZIONE CREDITI: PER OGNI EURO INCASSATO, UN EURO ALLE IMPRESE 

- comunicato stampa - 

Presa di posizione dell'Unione Artigiani dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles tra il ministro allo Sviluppo Economico, Pier Carlo Padoan, e il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager. "Lo Stato ora pretenda dagli Istituti di Credito che beneficeranno della trasformazione del debito, destinino gli stessi importi a sostegno del finanziamento alle aziende".

"Bene l'intesa raggiunta a Bruxelles per aiutare le banche in difficoltà, consentendo loro di cartolarizzare i crediti. Ma ora è necessario che il nostro Governo impegni gli isituti di credito che beneficeranno della misura a mettere a disposizione i capitali per finanziare le imprese, soprattutte quelle medio piccole."

Il segretario generale dell'Unione Artigiani, Marco Accornero, accoglie favorevolmente l'avvio di un percorso capace di consentire alle banche in difficoltà di superare la crisi, ma a patto che queste ritornino a fare le banche, cioè a concedere crediti e finanziamenti alle imprese italiane, soprattutto le micro-pmi, che stanno provando ad agganciare la ripresa.

Lo schema individuato dal ministro Pier Carlo Padoan e dal commissario Ue alla Conscrrenza, Margrethe Vestager, per aiutare le banche italiane a liberarsi dei crediti deteriorati "dovrebbe assistere le banche italiane nel processo di cartolarizzazione e spostamento dei crediti deteriorati, al momento nei loro bilanci, verso entità separate e con un management autonomo". 

Le banche "saranno in grado di beneficiare di una garanzia statale sulle tranche 'senior' degli asset cartolarizzati detenuti da tali entità. La Commissione, "con l'aiuto di un'autorità di controllo come accade sempre, monitorerà l'implementazione dello schema per assicurare che sia libero da aiuti di Stato".

"In sintesi - spiega Accornero -, chiediamo che per ogni euro incassato dalle banche attraverso la cartolarizzazione dei crediti, sia concesso un euro di finanziamento aggiuntivo alle imprese. Doveroso risanare i bilanci degli istituti in difficoltà, ma lo è anche tornare a fare le banche, finanziando le attività produttive del Paese alle prese da troppi anni con una stretta creditizia soffocante."

Cambio della guardia alla FILLEA-CGIL MB. Gianfranco Cosmo è il nuovo segretario generale”

“Cambio della guardia alla FILLEA-CGIL MB. 
Gianfranco Cosmo è il nuovo segretario generale”

 
E’ stato eletto questa mattina - con voto unanime dell’Assemblea Generale della FILLEA-CGIL di Monza e Brianza – il nuovo Segretario generale della FILLEA CGIL MB, il Sindacato dei lavoratori edili e del legno ( con n. 4.046 iscritti alla fine del 2015).  Si tratta diGianfranco Cosmo, già componente della Segreteria e da anni impegnato con il ruolo di funzionario e segretario organizzativo della medesima Struttura sindacale.
Gianfranco ha 49 anni, è sposato con due figli, abita a Giussano, prende il posto di Pietro Burgarello, dal 2009 Segretario Generale della FILLEA di MB, che ha lasciato l’incarico per motivi strettamente personali e rimarrà con altro incarico all’interno della CGIL MB.
Gianfranco Cosmo è stato applaudito con convinzione dai delegati presenti, che hanno riservato per lui parole di chiara stima: “un gran lavoratore, infaticabile, serio, responsabile; capace di rinunciare al proprio tempo per occuparsi dei lavoratori e delle imprese della Brianza”.
“Mi auguro di essere all’altezza dell’incarico, che considero un impensabile coronamento della mia lunga militanza in CGIL, prima da delegato e poi da funzionario – ha detto Cosmo nel suo ringraziamento alla platea degli elettori -. Proverò a coordinare al meglio la squadra e a dare continuità al buon lavoro che sin qui è stato fatto dalla FILLEA CGIL anche in un periodo di crisi così pesante e difficile per i lavoratori”.
Anche Maurizio Laini, Segretario Generale della CGIL di MB, ha avuto parole di affettuosa stima nei confronti del neo-Segretario:  “Si tratta di un rinnovamento anche generazionale attuato con la valorizzazione di un quadro di ottima esperienza e capace, nel tempo, di superare prove significative: Nel ringraziare Burgarello siamo convinti che Gianfranco Cosmo riuscirà a consolidare i successi della Struttura aggiungendo nuova qualità nel quotidiano lavoro sindacale”.
 
 
Monza, 12 gennaio 2016

COMUNICATO STAMPA OPEN DAY DEPURAZIONE MONZA

In relazione a quanto dichiarato dal Sindaco di Monza in occasione delll’Open Day dell’impianto di depurazione di Monza del 19 dicembre 2015 riteniamo di dover fornire qualche precisazione.
Nel mese di dicembre del 2013 il Comitato Beni Comuni proponeva esposto all’ANAC in relazione alla modifica del progetto dell’impianto di depurazione di Monza. La variante al Master Plan era illegittima in quanto non è possibile apportare una variante di tale portata ad un appalto aggiudicato. La modifica determinava inoltre un consumo di suolo e un insignificante risparmio economico (tutto da dimostrare).
L’esposto all’ANAC veniva poi presentato al Movimento 5 Stelle che lo sottoscriveva e presentava con i Consiglieri Fuggetta e Sana. In data 13 gennaio 2014 l’Amministratore Unico di Alsi Spa, Carimati, insieme allo staff dirigenziale e qualche consulente, presentava la modifica del Master Plan nel Consiglio comunale di Monza al fine di ottenerne l’approvazione. Significativa a tal proposito è la pagina apparsa sul blog del consigliere PD Lamperti. Ovviamente in quella occasione il Movimento 5 Stelle prese una posizione contraria a quella di Alsi e in definitiva del Sindaco e del PD, che appoggiavano l’esposizione del Carimati.
In data 17 marzo 2015 Brianzacque presentava un nuovo progetto, nato dall’elaborazione dei propri tecnici interni, alla cittadinanza. Tale progetto appare completamente diverso sia dal Master Plan originario da 65.000.000 €, sia da quello presentato in data 13 gennaio 2014 in Consiglio a Monza.
Alla fine di Marzo 2015 il Consiglio comunale di Brugherio doveva deliberare l’approvazione di una convenzione con Brianzacque per questo nuovo progetto dell’impianto di depurazione. Il consigliere Monachino del Movimento 5 Stelle chiedeva parere al Comitato sul punto. Il Comitato consigliava di votare a favore del progetto, ritenuto meritevole, purché visti i precedenti della Brianzacque si potessero verificare i lavori ed esercitare un controllo democratico sulla struttura, fino ad allora impedito da un management non all’altezza e implicato in numerose vicende giudiziarie.
Tutto ciò veniva comunicato all’Amministratore Delegato Boerci da parte di Monachino. Il primo incontro veniva poi fatto alla fine di aprile 2015. Seguirono poi altri contatti.
Cosa è successo tra il 13 gennaio 2014 e il 17 marzo 2015? In data 14 luglio 2014 l’ANAC accoglieva le nostre rivendicazioni e quindi la possibilità di modifcare il Master Plan falliva miseramente. Pertanto si rivendica il merito di aver aiutato la Brianzacque a poter uscire allo scoperto con il nuovo progetto, abbandonando definitivamente il Master Plan. Così come si rivendica il merito di aver obbligato la Brianzacque ad avere una governance in discontinuità con la precedente e un ricambio tra gli amministratori..
Appare veramente curioso da parte del Sindaco ritenere che in qualche modo il Movimento e il Comitato abbiano voluto i lavori del Master Plan. Abbiamo sempre avversato il management della Alsi (non si confonda il sostegno per la legittimità dell’affidamento del servizio che avrebbe potuto avvenire in suo favore con l’avversione alla scorrettezza che ha caratterizzato la sua gestione) e della Brianzacque.  Abbiamo mandato all’ANAC la variante del progetto Master Plan, mentre in Consiglio a Monza la si approvava. Appena abbiamo avuto sentore che in Brianzacque qualcosa di nuovo si stava muovendo abbiamo appoggiato la relativa progettualità. A noi pare che il Sindaco di Monza abbia abbandonato un progetto indifendibile per accettare quello nuovo, solo dopo che la realizzazione del vecchio progetto era divenuta impossibile per intervento dell’ANAC. Ora non vogliamo dire che via sia della mala fede in tutto ciò, ma ci pare che la confusione su tutta la vicenda sia dalla parte di chi detiene il potere e non di chi è all’opposizione. Da tempo chiediamo la costituzione di una commissione d’inchiesta sulle oscure vicende che hanno coinvolto il sistema idrico brianzolo, senza ottenere ascolto. La vicenda del Master Plan è solo una di queste oscure vicende su cui andrebbe fatta luce.

COMITATO BENI COMUNI MONZA E BRIANZA

Dalla Regione a Monza: gli strascichi in Brianza dell'arresto di Mantovani

Dai piani alti del Pirellone l’eco dello scandalo Mantovani arriva in Brianza. Angelo Bianchi, uno dei tre arrestati martedì 13 ottobre per tangenti sulla Sanità, ha lavorato anche in Brianza grazie ad un incarico datogli da Matteo Stocco (uomo di riferimento di Mantovani in Brianza ndr), direttore generale Asl di Monza. Una delibera finita sul tavolo del magistrato che si sta occupando dell’inchiesta sulle tangenti che ha portato in galera l’ex vicepresidente nonché ex assessore alla Sanità in Lombardia.

L’INCARICO ALL’ASL – Un incarico che l’arresto di martedì ha interrotto. La società “privata” di Angelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, ha ricevuto nel maggio di quest’anno un incarico dall’azienda pubblica brianzola. La delibera (n° 304 del 13 maggio 2015) gli affida “l’attività di supporto al R.U.P nell’ambito della ricerca di un immobile da adibire a sede legale dell’Al Mb – uffici amministrativi e ambulatori medici” è ora al vaglio del magistrato. In pratica Bianchi doveva dare una mano a Stocco nell’individuazione di un immobile da adibire a sede della Asl Mb il cui contratto di locazione per la sede attuale, scade il 31 marzo 2017. In tutto si tratta di 25mila euro che la società “Ingegneria Civile” dell’ingegner Angelo Bianchi di Melegnano si è aggiudicata, società scelta da Stocco tra altre due ditte invitate dalla Asl a partecipare alla gara.

LA DELIBERA – quando viene affidata la gara era in discussione al Pirellone la riforma del Sistema sanitario regionale che modifica di fatto il territorio delle Asl. Monza e Brianza non ci sarà più così come l’abbiamo conosciuta sino ad ora. Di pari passo alla riforma, Stocco chiede a Bianchi di aiutarlo a trovare una sede su Monza città per gli attuali uffici Asl seminati ovunque sul territorio. Sull’opportunità di tale scelta saranno altri a decidere. Certo è che il vincitore non è uno qualunque.

CHI E’ ANGELO BIANCHI – Angelo Bianchi, residente a Melegnano lavora come ingegnere del provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria. Per capire chi è veramente basta leggere il provvedimento di richiesta di arresto dove il Gip scrive che Mantovani, Di Capua e Bianchi hanno dimostrato “una spiccata capacità criminale” e una “propensione alla violazione delle regole”, spiegando che il carcere “appare l’unica misura adeguata e idonea a fronteggiare le esigenze cautelari”. Ma questo Stocco non poteva saperlo anche se politicamente è svelto e fedelissimo di Mantovani. Quello che poteva sapere al momento della delibera di maggio 2015 era che Angelo Bianchi era stato arrestato nel 2008 per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina e successivamente rinviato a giudizio con altri nel 2012. Ma Bianchi era uomo di Mantovani così come Stocco anche se negli ultimi mesi vista l’aria che soffiava attorno all’ex sindaco di Arconate nonché senatore di Forza Italia, Stocco ha cercato di ricollocarsi politicamente dalle parti sempre di Forza Italia con Fabrizio Sala. Tra un mese ci sono le nomine dei direttori generali e Stocco non vuole mollare la poltrona.

Matteo-Stocco-Asl-Monza
Matteo Stocco, direttore generale Asl, fedelissimo di Mantovani
TUTTI GLI UOMINI DI MARIO – Matteo Stocco per anni ha agito in Brianza per nome e per conto di Mario Mantovani. Un fedelissimo insomma. La punta di diamante di una squadra ben organizzata. Nella spartizione delle poltrone sanitarie più importanti, quella della Asl di Monza e Brianza era finita a Forza Italia e in particolare alla corrente di Mario Mantovani mentre l’ospedale San Gerardo era finito in quota Lega. Stocco ha collocato nei posti chiave della Asl tutti fedelissimi di Mario. Mario Nicola Francesco Alparone, fratello del sindaco di Forza Italia di Paderno Dugnano amico di Mantovani nominato direttore amministrativo con un curriculum da promotore finanziario. Silvano Lopez, direttore sociale in provenienza dalla Asl 1 (quella di Mantovani e di Expo) dove a capo c’è una vecchia conoscenza della Brianza come Giorgio Scivoletto rappresentante della terra di mezzo tra Comunione e liberazione e Mantovani stesso. Lo stesso Scivoletto intercettato nell’inchiesta che ha portato all’arresto del vicepresidente della Regione che al telefono chiamava “il capo”. Scivoletto era cresciuto all’ombra dell’ex direttore generale Asl il “laico” Pietrogino Pezzano poi, approfittando di un momento di difficoltà di quest’ultimo, gli aveva “fatto le scarpe” e si era buttato armi e bagagli con Cl riuscendo ad ottenere in cambio incarichi “pesantissimi” come la direzione della Asl 1 di Milano (quella di Expo), una delle più importanti d’Italia. Ed ancora, Patrizia Zarinelli, amica della moglie di Mantovani ed ex direttore Asl che a Monza fa il direttore sanitario. Tutti incarichi ben retribuiti e molto appetiti. Politicamente poi sul territorio Mario Mantovani poteva contare sino a poco tempo fa su Antonio Romeo ex sindaco di Limbiate che a breve entrerà in Regione come consigliere di Forza Italia al posto di Stefano Carugo nominato professore all’Università. Romeo però è stato il primo mesi fa a prendere le distanze da Mario quando ancora quest’ultimo detta legge. Insomma un gruppo di amici ben radicato in Brianza.
NUOVABRIANZA.IT
Marco Pirola

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Monza - Unione Artigiani: entro fine anno un salasso da 2,5 miliardi di euro per le imprese brianzole

TASSE, ALLARME DELLE IMPRESE BRIANZOLE: ENTRO FINE ANNO SALASSO DA 2,5 MILIARDI DI EURO
- comunicato stampa -

A tanto ammonta il dedalo di adempimenti fiscali di novembre e dicembre, secondo una stima dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza. Salasso che potrebbe anche essere raddoppiato se si considerassero tempo e costo spesi per risucire ad adempiere correttamente alle scadenze.

Le imprese di Monza e Brianza, tra novembre e dicembre, saranno chiamate a versare quasi 2,5 miliardi di euro di imposte, secondo una stima calcolata dall'Unione Artigiani Mb.

Tra il versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai lavoratori autonomi, l'Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, il versamento dell'ultima rata dell'Imu e della Tasi, le aziende dovranno onorare 25 scadenze fiscali: una media impressionante di un obolo ogni due giorni.

Secondo l'Unione Artigiani di Monza e Brianza ammontano a poco più di cento le tasse tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi. Tra le imposte più criticate, l'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale (che si configura come una tassa calcolata su una tassa) e l'imposta provinciale di trascrizione (che si paga alla Provincia, che dovrebbe essere stata soppressa, quando si acquista un'auto nuova).

"Il commento a questi numeri sarebbe superfluo - tuona il segretario generale dell'Unione Artigiani Mb, Marco Accornero -, se non stessimo parlando di aspetti talvolta drammatici per la quotidianità di ciascun imprenditorebrianzolo, soprattutto se piccolo come nel caso degli artigiani. Urgono provvedimenti di semplificazione perchè, al di là della pesentezza insostenibile del carico fiscale gravante sulle imprese, va rimarcato il costo nascosto, e a sua volta ormai insostenibile, che la miriade di adempimenti fiscali impone agli imprenditori. I 2,5 miliardi stimati di tasse da pagare entro fine anno potrebbero anche raddoppiare se sommassimo tutti costi sostenuti dalle imprese per adempiere al loro pagamento. Sotto questo profilo non siamo affatto un Paese civile e siamo ben lungi da qualsiasi paragone con l'Europa."

Monza - Unione Artigiani: Pedemontana, a fianco di Provincia e Comuni

PEDEMONTANA: UNIONE ARTIGIANI AL FIANCO DI PROVINCIA E COMUNI
- comunicato stampa -

Aperto sostegno e condivisione da parte dell'associazione degli artigiani brianzoli con riguardo alla lettera inviata dal presidente Allevi e da sedici Sindaci al governatore Maroni. Forte preoccupazione circa la possibile mancata realizzazione completa del tratto B1, che metterebbe a repentaglio anche le attività economiche del territorio.

L'Unione Artgiani di Monza e Brianza interviene sul caso-Pedemontana e si schiera apertamente con il presidente della Provincia Mb, Dario Allevi, e con i sedici Sindaci dei Comuni interessati dal passaggio della tratta B1 di Pedemontana.

Una lettera indirizzata al Governatore Roberto Maroni è partita infatti dalla sede provinciale di Monza: a firmarla, oltre al Presidente Dario Allevi, 16 Sindaci interessati dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana Lombarda: Arcore, Barlassina, Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Lazzate, Lentate sul Seveso, Lissone, Macherio, Monza, Seregno, Seveso, Sovico, Vedano al Lambro e Vimercate.

Riuniti in un vertice straordinario in Via Tommaso Grossi lo scorso venerdì 14 marzo, i Sindaci insieme alla Provincia chiedono al Governatore un incontro urgente, se possibile entro una decina di giorni, ed esprimono " forte disagio e grande preoccupazione circa la realizzazione della tratta B1 della Pedemontana, i cui lavori sono iniziati da qualche giorno senza la necessaria garanzia di un crono programma certo e di una copertura finanziaria sicura per i lotti successivi".

La posizione degli Amministratori è stata più volte espressa nelle sedi istituzionali deputate, quali il Collegio di Vigilanza e la Segreteria Tecnica: "Se le cose rimanessero così - spiegano - le conseguenze sarebbero inevitabili sul sistema della mobilità brianzola, a partire dalla ex SS35 Milano-Meda già oggi perennemente congestionata, fino ad arrivare all'intera viabilità secondaria.Qui non si sta cercando di fermare l'opera - proseguono - né tantomeno si sta chiedendo di non realizzarla ma esattamente il contrario: vorremmo avere la certezza che sia completata in tempi certi con tutte le opere connesse e di compensazione già approvate nel progetto definitivo".

"L'Unione Artgiani - interviene il segretario generale Marco Accornero -  sostiene appieno l'azione intrapresa dalla Provincia e dai Comuni, condividendo in particolare le preoccupazioni in merito alla possibile mancata realizzazione del tratto B1 di Pedemontana, vitale non solo per i cittadini, ma soprattutto per tutte le attività produttive già oggi quotidianamente alle prese con un congestionamento del traffico che penalizza gravemente l'economia."

"Abbiamo sempre sostenuto il progetto Pedemontana - spiega Accornero - soprattutto per i risvolti diretti a velocizzare la cronica lentezza dei trasporti che transitano per la Brianza. Anche noi, come la Provincia e i Comuni, sottolineamo come la presa di posizione volta a domandare chiarezza e certezze non vada interpretata come una contrarietà all'opera, bensì come una sollecitazione a risolvere le criticità emerse in modo definitivo e urgente. Per questo ci pare opportuno e doveroso il convolgimento anche delle parti sociali, come l'Unione Artigiani che rappresenta migliaia di micro, piccole e medie imprese della Brianza, ma anche di Milano e provincia, interessate alla realizzazioen di Pedemontana, in un momento tanto delicato."

Monza - Unione Artigiani: soddisfazione per stralcio riforma RC Auto

STRALCIO RIFORMA RC AUTO, LA SODDISFAZIONE DEGLI ARTIGIANI

L'Unione Artigiani accoglie con particolare favore la sollecitazione mossa al governo volta ad eliminare l'articolo 8 del decreto "Destinazione Italia". Accornero: "Salve 300 carrozzerie milanesi e brianzole, per piu' di mille addetti".

L'Unione Artigiani accoglie con favore l'annunciato stralcio dell'articolo 8 del decreto "Destinazione Italia", inerente la riforma dell'Rc auto, in particolare del risarcimento "in forma specifica".

"Esprimiamo grande soddisfazione - afferma il segretario generale, Marco Accornero - per la scelta di rinunciare a trasformare in legge un provvedimento che avrebbe inciso negativamente sulla categoria dei carrozzieri e sulla libera scelta dei consumatori. Confermiamo la massima disponibilità per un confronto su questo tema particolarmente complesso, che però non può non coinvolgere e tener conto delle 14mila imprese di carrozzeria per circa 60mila addetti in Italia. Con questo stralcio sono state salvate il 30% delle carrozzerie milanesi e brianzole e più di mille dipendenti."

Secondo una indagine realizzata dall'Unione Artigiani, infatti, solo nelle province di Milano e di Monza e Brianza, con la riforma proposta che avrebbe assegnato i lavori di riparazione dei danni da sinistro alle sole carrozzerie convenzionate con le compagnie assicurative, sarebbero state messe a repentaglio almeno 300 imprese di carrozzeria, per più di un migliaio di addetti a rischio posto di lavoro.

"Ringraziamo per l'impegno nel sostenere le nostre posizioni di critica e nel perorare lo stralcio della riforma - rimarca Accornero - di tutti i parlamentari che si sono mossi in questo senso, in particolare del senatore Maurizio Sacconi e dell'onorevole Marco Carra."

"Ocorre pensare a un provvedimento ordinario - conclude Accornero - che consenta di verificare approfonditamente l'impatto di una riforma su tutta la filiera legata al settore del risarcimento dei danni da sinistro automobilistico, senza penalizzare le imprese artigiane indipendenti e la libertà di scelta dei consumatori."

SCACCO ALLA 'NDRANGHETA

Sabato 8 febbraio, ore 17,30 presentazione del libro:
SCACCO ALLA 'NDRANGHETA di Marco Fraceti, sarà presente l'autore

presso:
Libreria Un mondo di libri
Corso del Popolo 56 Seregno Cap 20831 (M.B.) tel 0362 231824

  • Un libro con il quale fare un viaggio nelle acque torbide del malaffare e della malapolitica italiana.
    Dalla calabria alla Lombardia si narrano storie vere di racket, usura, lupara bianca, appalti e traffici di ogni genere.
  • Da Polsi a Reggio Calabria, da san Vittore Olona a Desio e Seregno, da Bernate Ticino a Borgarello le storie di una potente organizzazione che ha subito non solo l’arresto e la condanna di più di 300 adepti, ma si è vista per la prima volta applicare il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
  • La denuncia dei ritardi legislativi e le coperture di cui godono ancora gli uomini della 'ndrangheta

Leggere per sapere, per conoscere e per continuare la dura lotta per affermare i valori della legalità.

Comunicazione a cura del PRC di Seregno

FLAI-CGIL MB: chiediamo un intervento a favore dei settori allevatori e forestali

Le dichiarazioni politiche rilasciate la scorsa settimana dal Ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo e dall'Assessore Regionale Gianni Fava nell'ambito della Fiera Zootecnica di Cremona, dimostrano una volta di più, semmai ce ne fosse bisogno, la spaccatura tra il Governo Centrale e Regione Lombardia sulle strategie da usare per aiutare il Settore Agricolo anche in prospettiva di Expo 2015 dove il tema principale “Nutrire il Pianeta” non combacia assolutamente con la Politica che questo Governo sta portando avanti.
Gli interventi di diminuzione dei Finanziamenti che negli ultimi anni stanno mettendo a repentaglio la parte di Agricoltura più produttiva del nostro Paese e sicuramente anche tra le Regioni Europee,  preoccupano il sindacato.
Quanto dichiarato dall'Assessore Regionale, rispetto all'impossibilità di Cofinanziare sia i progetti del Piano di Sviluppo Rurale che tutto il lavoro dell'Associazione allevatori, se questi soldi non vengono tolti dal Patto di Stabilità, crea un 'allarme oltre che occupazionale (450 Lavoratori delle Associazioni Allevatori e 400 del Settore Forestale rischiano il posto di lavoro )anche per la salute di tutti i cittadini.
Infatti l'Associazione Allevatori svolge un compito fondamentale di controllo per la sicurezza alimentare aiutando a rendere tutta la filiera dell'allevamento delle carni  e la produzione e trasformazione del latte con caratteristiche di qualità  superiori al livello Europeo.
Il settore Forestale invece seppur ridotto numericamente ai minimi termini lavora nel tentativo di salvaguardare il più possibile il  territorio montano dai dissesti idrogeologici che ormai colpiscono la maggior parte del nostro territorio.
Fai Cisl,  Flai Cgil e Uila Uil Lombardia chiedono a gran voce al Ministro De Girolamo un 'intervento deciso in favore di questi Settori  per arrivare all'inaugurazione dell'expo nel 2015 con il mondo Agricolo ancora in grado di competere con il resto dell'Europa  e non ridotto invece,  come sta avvenendo  ad un settore marginale  costretto ad importare materie prime di dubbia qualità per  continuare a trasformare alimenti che perderanno sempre di più la qualità che li ha resi famosi nel mondo.

M5S Monza e Brianza: Materne paritarie: una convenzione, anzi una concessione poco costituzionale

Il 5Stelle: “Materne paritarie: una convenzione, anzi una concessione poco costituzionale”

“Una contraddizione: con soldi pubblici forniamo un servizio garantito dalla Costituzione, calpestando la stessa carta costituzionale”, così ha commentato il consigliere del 5Stelle GMarco Novi. Il tema: la convenzione tra il Comune di Monza e le scuole dell’infanzia paritarie, votata nella seduta del consiglio comunale del 15 luglio scorso. Le cifre non sono da poco. “Con un bilancio non ancora approvato, è bene ricordarlo,” – sottolineano gli esponenti del Movimento – “votate una spesa di circa 1.8 milioni di euro l’anno per tre anni, dal 2013 al 2016, oltre alla garanzia di un pasto quotidiano per tutti.”

In aula, gli unici a difendere il dettato costituzionale e a votare contro il provvedimento sono stati proprio quelli del M5S. “Nell’art.33 si legge  “…Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato…”  ed è questa la direzione verso la quale ci si deve muovere, una scuola per tutti laica, inclusiva, gratuita e pubblica.”, ricordano i consiglieri Novi e Fuggetta.

“Non siamo contro il carattere confessionale degli istituti privati cittadini e neppure contro la libera iniziativa in questo campo, che può favorire una altrettanto libera scelta.” – ribadisce Novi – “Vorremmo invece che la proporzione tra materne comunali (1) e statali (7) da una parte e paritarie dall’altra (21) venga corretta nel tempo a favore delle strutture pubbliche”.

A sostegno delle istanze del 5Stelle anche il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, la cui voce è stata portata in Consiglio Comunale dai due esponenti grillini. Andrebbero individuate risorse per costruire e completare istituti per i minori in età prescolare, magari sacrificando opere non urgenti.

Nessuno degli emendamenti proposti da Novi e Fuggetta è stato accolto. Si chiedeva di accorciare i tempi della convenzione, in modo da indirizzare il governo cittadino verso la deliberazione di stanziamenti per finanziare i cantieri per le due scuole comunali dell’infanzia fermi da anni per mancanza di fondi.

Si chiedeva di abbassare il limite di reddito ISEE per usufruire dei fondi comunali da 45.000 a 30.000 euro. Il tutto sulla base di una considerazione: il 50% degli iscritti dichiara un ISEE superiore, appunto, a 45.000 euro. Ancora Novi spiega le motivazioni dietro questa richiesta: “Ci viene detto  “Non possiamo abbassare il limite di reddito (attualmente a 45.000 € di ISEE) poiché Monza è una cittadina ricca e molti resterebbero esclusi dai benefici”. Ebbene,  noi  teniamo a sottolineare che ISEE significa Indicatore Sociale Economico Equivalente. Esso indica, come minimo, un reddito pari a circa la metà di quello reale,”

Va altresì ricordato, sottolineano gli esponenti del 5Stelle, che quasi il 20% degli iscritti è residente fuori comune. Con il contributo dei monzesi paghiamo la scuola a cittadini non del nostro comune.

La votazione ha assunto anche connotazioni politiche extra moenia. A votare compatti a favore del provvedimento anche SEL e IDV: proprio quei gruppi che a Bologna si sono schierati, durante la campagna per il recente referendum sul finanziamento alle scuole paritarie, a favore del pubblico.

Comitato Beni Comuni MB - Dal fango della politica ai fanghi di Idra e Brianzacque: serve un sussulto di orgoglio!

CHIUSO L'IMPIANTO DI IDRA FANGHI E LICENZIATI I LAVORATORI: L'ENNESIMA VERGOGNOSA STORIA DI SPERPERO DI DENARO PUBBLICO E DI ATTACCO ALLA DIGNITA' DEI LAVORATORI CHE PERDERANNO IL LAVORO.
DAL FANGO DELLA POLITICA AI FANGHI DI IDRA E BRIANZACQUE: SERVE UN SUSSULTO DI ORGOGLIO!

In occasione dell’assemblea di Idra Patrimonio S.p.A., convocata per l’approvazione del Bilancio 2012, si richiede ai Soci di valutare la necessità di istituire una commissione, nominata da un’autorità indipendente come il Presidente del Tribunale, per verificare se esistano fattispecie causative di danni erariali nella gestione della Società. Il Comitato ha già provveduto a inviare denuncia alla Corte dei Conti Regionale, esattamente il 04 settembre 2012,  ma, per la lentezza con la quale la stessa procede nelle indagini, l’azione potrebbe risultare intempestiva, accertando il danno quando ormai difficilmente potrebbe essere riscosso qualcosa.
La situazione, rispetto a quanto previsto e denunciato circa un anno fa dal Comitato Beni Comuni, si è purtroppo aggravata in quanto la società Idra Fanghi srl ha cessato l’attività dell’impianto Athos, di proprietà della Idra Patrimonio Spa, licenziando i lavoratori dell’impianto stesso. Un impianto che non funziona, pagato con risorse pubbliche e affidato in gestione, senza gara, a una Società privata sono già elementi che giustificano ampie indagini volte ad accertare le responsabilità di quanto accaduto e a quantificare il relativo danno provocato all’erario. Il Comitato, in questa fase, non può che essere poco preciso nella quantificazione, non avendo accesso alla documentazione.
La cosa evidentemente più grave è quella del licenziamento dei lavoratori dell’impianto Athos, situazione che si somma a quella degli operai di Costruzione srl, in un gioco di trasferimenti e contratti che assomigliano molto al caporalato. Ma i diritti dei lavoratori e la loro dignità da chi sono difesi? Si rendono conto le forze politiche e sindacali a chi hanno affidato la gestione di una macchina così complessa? L’infelice esito di Idra Fanghi è solo l’anteprima di ciò che, purtroppo, con questo tipo di gestione potrebbe avvenire in Costruzione srl e nella società patrimoniale. I documenti fatti firmare con l’adesione delle organizzazioni sindacali non saranno riconosciuti. Le risorse economiche e finanziarie non ci sono e presto gli effetti di una gestione “allegra” emergeranno.
Certo l’appoggio delle forze politiche copre il tutto, al fine di non creare imbarazzo a importanti politici di livello regionale e nazionale. Ma quale credibilità hanno queste forze politiche che magari si dichiarano di sinistra, che affermano di voler combattere i costi della politica e che invece coprono sprechi e licenziamenti? Ma possibile che a questi politici non sia rimasto un minimo di dignità?
Con tutto lo spreco di denaro che viene fatto perché non nominare 3 professionisti indipendenti per verificare se quello che denunciamo corrisponde al vero? Siamo certi che i professionisti opereranno con celerità ed economicità perché la società civile è stanca della situazione in cui la politica ha messo il Paese. Il nostro appello nasce dalla constatazione dell’incapacità dell’organo amministrativo e di controllo della Società nel verificare quanto da tempo denunciato. L’episodio delle consulenze a Raho e Belotti non è che il più evidente segno di una mancanza di volontà ad affrontare seriamente la situazione. Tra l’altro, in presenza di determinati fatti, sull’organo di controllo incomberebbe l’obbligo di denuncia alle competenti autorità e la sua mancanza rappresenta una gravissima omissione. E’ opportuno che lo stesso si pronunci ufficialmente su tali questioni e metta i soci nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni. E per soci si intendono non solo chi partecipa alle assemblee ma anche i consiglieri comunali che, nell’espletamento del loro mandato, hanno il diritto di ottenere tutta la documentazione necessaria, diritto che viene regolarmente negato.
In occasione dell’assemblea di Brianzacque srl, poi, convocata per l’approvazione del Bilancio 2012, si richiede che si faccia chiarezza circa alcuni fatti poco trasparenti.
Non sono chiare, per esempio, le modalità di selezione del Direttore Generale Bratta. Si è fatta una pubblica selezione, come richiesto normalmente per i dipendenti? Oppure si è optato per una procedura ad evidenza pubblica, come nel caso di affidamento di incarichi professionali? Oppure esclusivamente in base a logiche di amicizia e partitocratiche?
Avremmo poi il piacere di leggere nella relazione al Bilancio degli strepitosi effetti che il contratto con la Newlisi ha prodotto nel trattamento fanghi. Quanto meno dei dati tecnici che spieghino come questo processo protetto da brevetto (e quindi coperto da segreto industriale) di proprietà di una società neocostituita che ha la maggioranza delle quote detenute da una società con sede in uno dei tanti paradisi fiscali (Lussemburgo) abbia avuto un contratto della durata di 10 anni per la modica cifra complessiva di 7.000.000 €. Forse con una gara alla quale potevano partecipare solo loro in quanto titolari di brevetto? Sì, solo la Newlisi ha partecipato alla procedura, risultandone perfino aggiudicataria.
Sarebbe bene che i dirigenti tecnici di Brianzacque esprimessero il loro parere sul processo Newlisi illustrandone tutti i benefici ambientali e soprattutto economici. Per dirigenti non intendiamo certo l’ing. Belotti, già defenestrato da Idra Patrimonio, ma che i contribuenti brianzoli hanno ancora l’onere (non l’onore) di retribuire come Direttore dei Lavori di Brianzacque! E nemmeno il suo alter ego che dirigente non lo è divenuta per un soffio, il cui marito, pare, precedentemente disoccupato, abbia ottenuto un contratto di consulenza proprio con la Newlisi! Quando il Governo Letta parla di creare occupazione e rilanciare l’economia si riferisce a simili sistemi?
Se quanto sosteniamo non risponde al vero perché non pubblicare apertamente una risposta? Perché i soci e i dirigenti non hanno il coraggio di dire apertamente come stanno le cose? Perché le segnalazioni arrivano sempre per vie ufficiose e nessuno trova il modo di utilizzare i canali ufficiali? Quali e quante pressioni vengono fatte affinché la verità non emerga? Quanto è costato al contribuente la telenovela “Brianzacque gestore unico” in termini di consulenze, promozioni e indennità varie?
Chiediamo che vengano ritirate le lettere di i licenziamento spedite ai lavoratori e che l’impianto di lavorazione fanghi, ritorni sotto la gestione diretta del pubblico, attuando la revisione progettuale e funzionale dell’impianto, oggi carente e non produttivo.
Chiediamo che si faccia chiarezza su tutte le situazioni poco trasparenti e che vengano eliminate tutte le condizioni di ingiustificato privilegio.
Chiediamo inoltre che si individuino i responsabili di tale scempio, onde permettere alla pubblica amministrazione la richiesta dei danni materiali e morali.
Lo sfascio del Paese che vediamo è colpa della Partitocrazia e anche il Presidente Napolitano lo ha apertamente dichiarato nel suo discorso di insediamento. Comprendiamo che chiediamo troppo, ma cercate di trovare un minimo di dignità e affrontare il problema per fare pulizia e togliere a una ristretta cerchia di potenti l’acqua brianzola, restituendola ai cittadini.
Se non ora quando?

Comitato Beni Comuni di MB                                                                      Monza 01 maggio 2013

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