Seregno

Seregno - Mazza: "Ogni promessa è debito". L'intercettazione con Lugarà che incastra il sindaco

26/09/2017

di k.ts.

Edoardo Mazza, sindaco di Seregno, è stato arrestato questa mattina per corruzione.
In cambio dei voti garantitagli dall'imprenditore edile Antonino Lugarà, un passato nella DC, gambizzato negli anni '90 nell'ambito di una faida di 'ndrangheta che contrapponeva la famiglia Miriadi ai boss Peppe Flachi e Coco Trovato, il sindaco avrebbe facilitato le pratiche per la trasformazione dell'area ex pulman Dell'Orto, area di cui Lugarà era diventato proprietario.
L'imprenditore, anch'esso arrestato, è considerato contiguo alle organizzazioni mafiose di stampo 'ndranghetista.
Il comando dei Carabinieri ha diffuso un video in cui si vedono prima a colloquio Mazza e Lugarà, poi si sentono le intercettazioni tra lo stesso Lugarà e un consigliere di maggioranza, Stefano Gatti di Forza Italia.
Infine l'intercettazione tra lo stesso Lugarà e Mazza.
Lugarà: “La prima pratica che doveva andare dopo la campagna elettorale, era la mia. La prima”.
A cui il sindaco di Seregno risponde così: “Ogni promessa è debito, no?”.

I tre, Mazza, Gatti e Lugarà, erano stato fotografati durante la campagna elettorale del maggio 2015, insieme a Mario Mantovani anche lui indagato, poi arrestato nell'ottobre del 2015 per tangenti nella sanità lombarda, durante un rinfresco elettorale nella panetteria Tripodi di Antonino Tripodi, arrestato nel 2010 nell'inchiesta Infinito sulla presenza della 'ndrangheta in Lombardia e condannato per l'arsenale di armi che occultava nel suo garage (vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss. Ora il ballottaggio).

La panetteria era stata chiusa nel gennaio del 2016 per ordine della Prefettura perché considerata contigua con la 'ndrangheta (vedi Seregno - 'Ndrangheta. Revocata la licenza a Tripodi, smarrimento tra i tripodisti).

L'ex assesore all'urbanistica Barbara Milani avrebbe ricevuto forti pressioni da parte del sindaco Mazza e del vicesindaco Giacinto Mariani per favorire alcune operazioni urbanistiche. A seguito delle pressioni ricevute, Barbara Milani avrebbe presentato un esposto alla Procura e poi si è  dimessa nel maggio di quest'anno, denunciando anche altre situazioni poco chiare (vedi Seregno - La lettera di dimissioni dell'assessore all'Urbanistica Barbara Milani e anche Seregno - Il distributore di Giussani, il pozzo fantasma e le dimissioni dell'assessore Milani).

Il video delle intercettazioni.

Seregno - Imprenditore legato alla 'ndrangheta ha favorito l'elezione del sindaco. Arresti in corso

LEGIONE CARABINIERI “LOMBARDIA”
Comando Provinciale di Milano

Comunicato Stampa
 
MILANO – MAXI BLITZ DEI CARABINIERI CONTRO ‘NDRANGHETA, TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI E CORRUZIONE. 27 MISURE CAUTELARI IN CORSO DI ESECUZIONE
 
 
È in corso, dalle prime ore dell’alba, nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Pavia e Reggio Calabria, una vasta operazione di contrasto alla ‘ndrangheta condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, in esecuzione di 3 provvedimenti applicativi di misure cautelari personali emessi nei confronti di 27 soggetti dal G.I.P. del Tribunale di Milano – Dott. Marco Del Vecchio, su richiesta delle Dottoresse Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Sara Ombra della locale Procura Distrettuale Antimafia, e dal G.I.P. del Tribunale di Monza – Dottoressa Pierangela Renda, su richiesta dei Dott. Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della Procura della Repubblica di Monza.


I destinatari delle misure cautelari (21 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio) sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.
L’attività trae origine dagli approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano sui noti summit di ‘ndrangheta tenutisi a Legnano (MI) e a Paderno Dugnano (MI), già oggetto di indagini nell’ambito dell’operazione “Infinito”. L’investigazione ha consentito di identificare gli elementi di vertice della locale di Limbiate (MB) e di individuare un sodalizio dedito al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, con base nel comasco, composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (RC), legati a cosche di ‘ndrangheta di notevole spessore criminale. Nel corso delle investigazioni è inoltre emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno (MB), che intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi vari per raggiungere i suoi scopi. In tale contesto, in particolare, è stato altresì accertato il ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezione dell’attuale Sindaco di Seregno, facendo emergere come l’intercessione fosse legata al proprio interesse di ottenere, da parte degli organi istituzionali dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.
 
Ulteriori dettagli saranno divulgati nel corso della conferenza stampa prevista per le ore 11.30 presso la Sala Stampa del Comando Provinciale Carabinieri di Milano, in via della Moscova n. 21, alla presenza dei vertici delle Procure della Repubblica di Milano e Monza e Brianza.
 
Milano, 26 settembre 2017

Seregno - La lettera di dimissioni dell'assessore all'Urbanistica Barbara Milani

31 maggio 2017

Pubblichiamo in esclusiva la lettera di dimissione dell’assessore all’Urbanistica e all’Edilizia privata, Barbara Milani, indirizzata al sindaco Edoardo Mazza, per conoscenza al segretario comunale Francesco Motolese e inviata in copia anche a tutti i consiglieri comunali.

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Seregno - Il distributore di Giussani, il pozzo fantasma e le dimissioni dell'assessore Milani

31 maggio 2017

di k.ts.

Qualche anno fa avevamo scritto di Emilio Giussani, il proprietario della Giussani Scavi e di Brianza Inerti, molto vicino all’attuale sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, e al vicesindaco Giacinto Mariani.
Avevamo raccontato della sua capacità di aggiudicarsi i lavori del comune battendo la concorrenza con ribassi di poche centinaia di euro su appalti che valevano centinaia di migliaia di euro (vedi Appalti d'oro per Giussani. In meno di nove anni incassati 4 milioni dal comune), come se possedesse la sfera di cristallo e riuscisse a guardare nel futuro. 
Emilio Giussani, cavatore, scavatore, stradino, costruttore e immobiliarista, ha recentemente affinato le sue capacità “magiche” e ha fatto sparire dalla sede operativa della sua azienda quello che aveva tutta l’aria di essere un distributore abusivo di gasolio, giusto 24 ore prima che i tecnici comunali ispezionassero il luogo per verificarne l’effettiva presenza.

La storia inizia qualche mese fa, quando Gussani presenta al comune la richiesta di costruire un distributore di carburanti ad uso privato interno, cioè per il rifornimento dei soli mezzi della ditta, presso la sede della sua società in via Macallè.
La richiesta viene da prassi inoltrata allo Sportello Unico Attività Produttive. 

Il Suap, esplicate le pratiche di sua competenza, chiede all’ufficio urbanistica se esistono cause che impediscono il rilascio dell’autorizzazione.
Un problema in effetti c’è, il distributore ricade nella fascia di rispetto di un pozzo della rete idrica di Seregno e quindi, secondo quanto prevede la normativa, il distributore di carburanti lì non si può mettere.

Per il funzionario dell’ufficio urbanistica, però, il pozzo è dismesso da anni, nonostante sia stato inserito nel PGT entrato in vigore nel gennaio del 2015.
Non sarebbero, quindi, quindici, ma uno in meno, i pozzi che soddisfano per l’80% il fabbisogno idrico dei seregnesi (Seregno è in deficit idrico e il 20% del suo fabbisogno gli viene fornito dai pozzi nel comune di Meda).
Bisogna, quindi, prenderne atto e modificare il PGT.


Ogni modifica al Piano di Governo del Territorio prevede l’approvazione in consiglio comunale.
La presentazione della proposta spetta all’assessore competente, nel caso Barbara Milani, assessore all’Urbanistica, che, per preparare la relazione da portare in consiglio, vuole sapere perché e da chi è stato chiuso il pozzo. E qui iniziano i problemi.

Brianzacque, il gestore unico del sistema idrico nella Provincia di Monza e Brianza, quel pozzo dice di non averlo mai gestito. Nel 2007, infatti, quando la società riceve il patrimonio idrico da varie aziende municipalizzate tra cui Aeb - la società che fino ad allora aveva gestito il servizio idrico a Seregno - il pozzo non compare nella dote.
L’assessore chiede di vedere le analisi che hanno portato alla chiusura del pozzo.
Ma non le hanno gli uffici comunali, non le ha Aeb, non le ha Brianzacque (forse il pozzo era gestito da Alsi, l’Azienda Alto Lambro, poi confluita in Brianzacque; almeno così sembra dall’intestazione che compare nel sistema Sif della Provincia di Monza e Brianza, vedi documento).

Si fanno, invece, avanti i vertici di Reti+ (società del gruppo Aeb-Gelsia) convinti che il pozzo sia in disuso da trent’anni, perché inquinato dai nitriti.
Ma anche Reti+ non ha le analisi delle acque.
Insomma si rimane nel vago, di analisi nemmeno l’ombra e di certezze poco o niente.

Intanto, mentre si cerca di dipanare la matassa del pozzo fantasma, arriva sulla scrivania dell’assessore la foto di quello che sembra a tutti gli effetti un distributore di carburante già funzionante sull’area della Giussani srl. Un distributore con tanto di struttura di contenimento, tettoia contro gli agenti atmosferici, estintore e segnale di pericolo di incendio.

La Milani gira la foto ai funzionari del comune, invitandoli ad attivarsi. Giussani ha pure precedenti di abusivismo, è stato, infatti, pizzicato ad allargare la sua cava del 40% rispetto all’area autorizzata, invadendo alcuni terreni agricoli ricadenti nel Plis (Parco locale d’interesse sovracomunale).
Anche in quel caso è stato lo zelo della Milani a far emergere l’abuso, superando lentezze e ritrosie. Il precedente assessore all’Urbanistica, l’attuale sindaco Edoardo Mazza che ha lavorato alla stesura del PGT non si era accorto di nulla, anche se l’allargamento di ben 23mila metri quadri al di fuori del perimetro autorizzato è chiaramente visibile anche su google earth, almeno dal 2014 (nella foto, solo l’area marroncina è quella autorizzata, mentre si vede che la cava occupa anche alcune aree tratteggiate appartenenti al Plis)

Passa un mese, ma i funzionari responsabili non si muovono, la Milani preme e sollecita, alla fine dagli uffici si rassegnano e chiamano Giussani.

- “Dovremo fare un’ispezione.”
- “Questa settimana non ci sono, venite venerdì.”
- “Va bene, a venerdì.”

Giovedì pomeriggio, nella sede della Giussani srl, l’attività è febbrile, i camionisti sono in fila a riempire di gasolio i serbatoi dei mezzi, mentre gli operai scavano (nella foto si vede la montagnola di terra davanti al distributore).
La sera la colonnina del distributore non c’è più, spariti e sigillati i tubi della pompa, il cartello di pericolo incendio finisce poco più in là, rimane la struttura in muratura e sul suolo la sagoma rettangolare di uno scavo che sembra proprio corrispondere a quella di una cisterna interrata rimossa.

Il venerdì mattina passano i tecnici comunali per il controllo: tutto a posto, il distributore di carburanti non c’è.
Giussani è salvo. Rischiava una denuncia penale oltre che per abusivismo, per mancanza del Certificato di Prevenzione Incendi dei Vigili del Fuoco, cosa che ovviamente quel distributore non poteva avere.

L’assessore, allora, dice basta e se ne va.
Sarà colpa degli uffici che percepisce neghittosi soprattutto quando c’è da tenere la schiena dritta davanti ai costruttori, sarà una Giunta che non l’apprezza e scambia la sua meticolosità per pedanteria, o sarà il vice sindaco che adesso fa fuoco e fiamme e prima l’aveva voluta in Giunta - ma se la sarà immaginata una velina da manovrare - e invece Barbara Milani (che ha pure partecipato a Miss Padania e fatto un po’ di televisione) è un avvocato ed ha anche il dottorato; insomma ne sa più di Giacinto Mariani che non ha brillato neanche a prendere il diploma da ragioniere.

Ieri Barbara Milani ha rassegnato la dimissioni, le sono bastati due anni per capire com’è l’andazzo a Seregno, chiamatela scema.

 

Migrazioni ed integrazione in Brianza. Spettacoli e incontri organizzati dalle Acli

22 febbraio 2017

Conosciamo le varie problematiche che interessano la Nostra provincia e una, non tra le ultime, è quella sempre più emergenziale dell'immigrazione.

Prima di affrontare operativamente occorre cercare di capire per informare e condividere meglio problemi e soluzioni ribadendo quei valori di solidarietà, accoglienza, integrazione e collaborazione che sia il Vangelo e la Costituzione riportano.

Le iniziative che si svolgeranno rientrano in un Progetto Territoriale organizzato e coordinato dai Circoli ACLI “Alta Brianza” che vogliono approfondire la tematica delle migrazioni e delle integrazioni al fine di affrontare, con il “contributo alternativo” dell'attore senegalese Mohamed Ba, la complessità dell'evento con ragion di causa, senza pregiudizi o cadere in facili populismi.

Il Coordinamento ACLI Alta Brianza ritiene di offrire, anche così, alla Cittadinanza un'opportunità per aiutare a capire meglio l'evento epocale che sta avvenendo.

Venerdì 24 febbraio 2017 – ore 21 – a Meda Presso il salone polifunzionale dell’oratorio S. Crocefisso - Via General Cantore 1.
Ne parleremo con il dott. Giambattista Armelloni, già presidente regionale delle Acli Lombardia.

Giovedì 16 marzo 2017 – ore 21- a Triuggio Presso il salone teatro dell’oratorio S. Luigi - via Marconi 1
Rappresentazione teatrale il Riscatto di e con Mohamed Ba

Giovedì 6 aprile 2017 – ore 21- Seregno Presso il teatro S. Valeria - Via Wagner 85
Rappresentazione teatrale gli Invisibili di e con Mohamed Ba Seregno 19 Febbraio 2017 Il Coordinamento ACLI Alta Brianza

Monza - L'ingombrante presenza della moglie del boss nel bar della Provincia

14 febbraio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

Anna Saladino, moglie di Pio Candeloro boss della 'ndrangheta, arrestato a Seregno nel giugno 2010 (Ordinanza Infinito) e condannato in via definitiva ad una pena di 20 anni, dal marzo 2015 lavora a Monza in via Grigna, sede della Provincia di Monza e Brianza.
Sta dietro al banco del bar, si occupa della ristorazione, batte scontrini ed incassa. E' stata assunta dalla Cooperativa sociale MAR Multiservizi che ha sede operativa a Gallarate ed è amministrata da Paola Oliva Lonelli.


Direttore operativo e responsabile degli inserimenti del personale della MAR Multiservizi, il napoletano Quintino Magarò, consigliere comunale a Gallarate della DC a metà anni 80, nel 2001 torna in consiglio comunale con il CDC-CDU, nel 2006 con l’Udc e nel 2011 con la lista di destra “Mucci Orgoglio Gallaratese”, quando ottiene il record di preferenze (385).

Nella veste di direttore generale della Cooperativa Primavera, Quintino Magarò riesce a far aggiudicare la gara d'appalto del comune di Gallarate da 1,3 milioni “per attività integrative scolastiche per gli anni 2010-2012” alla sua cooperativa che non ha né i necessari requisiti tecnici né quelli finanziari. L'esposto della esclusa Cooperativa Eurotrend accende i fari su Magarò che viene condannato con rito abbreviato per associazione a delinquere e truffa allo Stato a 3 anni di carcere. La pena viene confermata in secondo grado.
Dal 2009 al 2012 truccando con un software i cedolini di 1750 soci e lavoratori occasionali la Cooperativa Primavera ha sottratto ai lavoratori 500 mila euro di contributi INPS, evaso 1,4 milioni di Irpef ed altri 1,5 milioni di evasione contributiva. La Guardia di finanza ha posto sotto sequestro 18 immobili e quote societarie per il valore di 3 milioni.
Le vicende giudiziarie convincono, nel dicembre 2015, Quintino Magarò a rassegnare le dimissioni dal consiglio comunale di Gallarate, dopo tre anni di sospensione.

A marzo 2015, MAR Multiservizi firma il contratto quinquennale con la Provincia di Monza e Brianza, lo scorso settembre Magarò era a Mantova a brindare per l'appalto triennale del bar-bouvette del Tribunale.
La Cooperativa si è anche aggiudicata la gestione del bar della Sogemi all'Ortomercato di Milano (in passato pesantemente infiltrato dalla ‘ndrangheta), e ancora il bar del Comando Carabinieri di Brescia, dell'IRIS Versari di Cesano Maderno, un bar a Monza ed un altro a Milano.
Qualcuno comincia, giustamente, a preoccuparsi. La presenza di Anna Saladino che trova lavoro in Provincia, assunta da un condannato per associazione a delinquere e truffa allo Stato, desta preoccupazione e origina l’esposto che finisce in Procura.

Il curriculum della donna vanta quattro anni in società con la zia, Sebastiana Saladino, nella gestione del Tricky Bar di Seregno di proprietà del comune di Seregno, gestione ceduta in fretta e furia quando il marito Pio Candeloro, Tony per gli amici, venne arrestato.

Nel luglio del 2010, mentre a Seregno in giunta ci sono pareri discordanti sulla proposta per la “concessione del patrocinio con l'utilizzo del logo e altri interventi alla società Tricky Bar per l'iniziativa Calabresella mia”, nonostante il bar abbia maturato sei mesi di affitto non pagato al comune - che verranno poi rateizzati e saldati dalle tre gestioni che si succederanno -, arriva la notizia dell’arresto di Pio Candeloro a chiudere la questione e ad evitare un maggiore imbarazzo dopo che il comune aveva già concesso al bar il patrocinio per una serata di preselezione di Miss Italia.

Forse per questo la lettera del dicembre 2010 inviata al comune, proprietario dei muri, da Sebastiana Saladino per comunicare l’avvenuta cessione della gestione a terzi del bar di piazza Liberazione, si chiude con la frase emblematica: “Sicuri d'avervi fatto cosa gradita”.

L’esposto sulla presenza della Saladino nel bar della Provincia e la successiva indagine che è stata aperta, arrivano in un momento in cui le istituzioni manifestano una maggior attenzione in Brianza sulle licenze commerciali e sul pericolo che queste finiscano in mano e personaggi legati alla criminalità organizzata.
In particolare c’è da ricordare le misure prese dalla Prefettura di Monza nei confronti di alcuni bar di Seregno ( Seregno - 'Ndrangheta. Revocata la licenza a Tripodi, smarrimento tra i tripodisti) e della Dylangroup di Cesano Maderno (vedi Cesano Maderno - 'Ndrangheta. Tra i soci di Marziano della Dilancar c'è anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli).

La presidente della cooperativa Mar Multiservizi, Paola Leonelli, ha dichiarato alla stampa che “nulla sapeva che la signora Saladino, in possesso dell’invalidità, fosse coniugata con il Sig. Candeloro, condannato per reati di criminalità organizzata di stampo mafioso” e ha aggiunto che la Saladino è stata assunta all’interno delle quota riservata alle persone svantaggiate che la legge prescrive per le cooperative sociali: un terzo dei dipendenti.

La famiglia di Pio Candeloro e Anna Saldino è ben integrata nella realtà sociale brianzola, con amicizie un tempo importanti che non sono venute a mancare anche in tempi recenti, come quella con Massimo Ponzoni, l’ex assessore regionale per anni uomo di punta di Forza Italia in Brianza, condannato per bancarotta.
Mai rinviato a giudizio, ma più che sfiorato dal sospetto di una vicinanza agli ambienti ‘ndranghetisti, Ponzoni venne definito dal Gip Gennari “capitale sociale della ‘ndrangheta”, in un capitolo dell’ordinanza che il magistrato dedicò ad alcuni politici e che inizia così: “È chiaro che, se l’obiettivo dei nostri (gli ‘ndranghetisti - ndr) è quello di mettere le mani su appalti pubblici, avere ottimi rapporti con esponenti politici rappresenta un capitale aggiunto di notevole valore e considerevole interesse”. La sorella di Massimo, Laura Ponzoni, è stata arrestata nel febbraio del 2016, insieme al marito, il costruttore Argentino Cocozza, nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga che ha visto coinvolto anche Carmelo Pio, nipote di Candeloro.

Naturalmente ci sono anche le amicizie delle coppia Candeloro Pio- Anna Saladino con personaggi del mondo della ‘ndrangheta, come Arturo Sgrò medico chirurgo al Niguarda di Milano, arrestato nel gennaio dell’anno scorso e vicino alla ‘ndrina degli Iamonte di Melito Porto Salvo, clan di appartenza dello stesso Pio Candeloro, e Paolo De Luca, il “boss invisibile”, arrestato a novembre dell’anno scorso e vicino agli Stagno, collegati ai clan Galati e Mancuso di Vibo Valentia così coma la famiglia Cristello, un tempo potenti e ricchi esponenti della ‘ndrangheta a Seregno, grazie alla gestione privilegiata del canale di traffico della droga, adesso fortemente in declino dopo i tanti arresti e l’uccisione nel 2008, in una faida interna al clan Cristello-Stagno, di Rocco Cristello.

La famiglia Pio-Saladino si intreccia poi con altre famiglie, quella di Tripodi che gestisce l’omonimo bar-panetteria chiuso per ordine della Prefettura nel gennaio dell’anno scorso (Antonino Tripodi ha sposato la nipote di Pio Candeloro), e la famiglia Conti, di origine siciliana, proprietaria di vari locali pubblici, le pizzerie Aldo e Aldo2 e il bar Mosquito a Barlassina, la birreria The Stone a Seveso, le pizzerie Aldo3 e Aldo4, rispettivamente a Meda e a Seregno, tutti locali che vennero posti sotto sequestro cautelativo quando nell’ottobre 2015, nell’ambito dell’Operazione July, venne sgominata un’associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti al cui vertice c'era Aldo Conti, personaggio dal noto passato criminale. In quella indagine sono emersi collegamenti, oltre che con un’organizzazione criminale albanese, anche con esponenti della ‘ndrangheta.

ps: nella foto Pio Candeloro e Anna Saladino al Tricky Bar di Seregno poco prima degli arresti del luglio 2010.

La Compagnia Anfiteatro di Seregno debutta all'Out Off con lo spettacolo ARIA

07/02/2017

ARIA, una fiaba sulla libertà
Debutto domenica 19 febbraio ore 16 – Teatro OUT OFF , Via Mac Mahon, Milano.
Per prenotazioni teatrooutoff.it  tel. 02 3453 2140

È al debutto il nuovo spettacolo della compagnia ANFITEATRO con Naya Dedemailan, scritto da Francesco Niccolini, diretto da Roberto Aldorasi, con le scenografie di Antonio Panzuto, premio “Maschere del Teatro 2016”.

“ARIA” è una fiaba moderna sulla libertà di espressione, sulla fuga dall’oppressione, dalla dittatura, dai divieti, sul rapporto padre e figlia. Un’opera intensa, dura ma ironica al tempo stesso in cui la penna di Niccolini ha saputo affrescare personaggi profondi e lacerati dal proprio bisogno di realizzazione. La metafora della mancanza di “ARIA” , che è anche il nome della protagonista adolescente, è un monito a tutti noi di guardare oltre il mare che ci divide da un mondo dove la libertà è una conquista o da dove si fugge per cercarla, mettendo a rischio la propria vita.


In scena Naya Dedemailan che con intensità e rigore restituisce la vivida realtà di un’umanità in cerca della propria identità, alternando i personaggi con estrema naturalezza e facendoci emozionare, sorridere, sognare e condividere con loro il percorso difficile della fuga per la libertà
“Non è affatto scontato per chi vive alle nostre latitudini saper apprezzare il sapore della libertà. Io stessa sulla mia pelle ho sperimentato cosa significa vivere in un paese dove la libertà è una parola vuota perché la libertà non esiste.– dice l’attrice Naya Dedemailan originaria di Cuba dove ha lavorato al Conjunto Dramatico de Camaguey per 10 anni – Una libertà che tutti sognano e allo stesso tempo ne hanno paura. E’ lacerante decidere di lasciare il proprio paese ed i propri affetti ma altrettanto difficile prendere consapevolezza che esiste un mondo diverso dove tu puoi essere te stessa senza paura”
“ARIA” è destinato un pubblico giovane, dal primo ciclo delle scuole medie alle superiori, ma la messa in scena e lo sviluppo lo rendono adatto ad una platea universale. 

SINOSSI
Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Un regalo enorme, bellissimo. Troppo bello per essere vero. Per essere capitato proprio a te. È quello  che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un'isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria. È la prima cosa bella che accade nella vita di Liguor. Anzi, la seconda, ma la prima non ha avuto il coraggio di dirla a nessuno: al lavoro Liguor ha incontrato una donna di cui si è innamorato. Che lavoro sia, nessuno lo sa. Per questa donna Liguor farà una cosa grandissima e meravigliosa. Neanche questa cosa Liguor la vuole raccontare a nessuno. Gli anni passano, Aria diventa una ragazzina e finalmente un giorno Liguor prende una grande, difficile e importantissima decisione, che cambierà per sempre le loro vite...

NOTE DELL’AUTORE
«Ci sono delle parole che vanno pronunciate con cautela e rispetto. Perché sono compromettenti: da certe parole dette non si torna indietro. Una di queste è PROMESSA.  Altre parole invece ci ricordano l'imprevedibilità delle nostre vite e degli incontri. Parole come DESTINO, FORTUNA, ATTESA. Ci  poi sono parole che hanno un prezzo duro da pagare. Sono parole che hanno anche un valore immenso, e spesso dimenticato, la più bella e sorprendente di tutte è: LIBERTA’. Ecco, ora prendiamo tutti questi pensieri e le parole importanti di prima, mischiamoli, curiamoli e coltiviamoli: noi vorremmo costruirci una fiaba, un po' magica un po' comica un po' surreale. Una fiaba così non può che essere leggera come “ARIA”».

NAYA DEDEMAILAN, attrice www.anfiteatro.eu
Diplomata al Cojunto Dramatico de Camaguey , una delle più importanti compagnie teatrali di Cuba e vincitrice nel 2001 e 2003 del premio Arte Escenica, per le sue interpretazioni in Don Juan, La Mandragora e Un Shakespeare para Dos Ofelias. Ha lavorato con i registi Adriana Quesada, Lourdes Gomez e Mario Junquera (Odin Theater), svariando tra Moliere, Shakespeare, Garcia Lorca e Macchiavelli. Per ANFITEATRO che ha fondato nel 2014 ha interpretato  Gaya - Hip – Un dito contro i bulli – Family Story scritti e diretti da Giuseppe Di Bello.

FRANCESCO NICCOLINI, drammaturgo http://www.francesconiccolini.eu/
Nato ad Arezzo il primo giugno 1965, si è laureato in Storia dello Spettacolo all'Università di Firenze. Diplomato in Patafisica Involontaria al Collegium Pataphysicum Mediolanense.
Attraverso il suo lavoro di drammaturgo, vigila sul malessere dell'umanità. Ha vinto il Premio Flaiano 2016, il premio Persefone con I Duellanti e premio Teatro Nudo Teresa Pomodoro con Paladini di Francia. Nel 2015 con André e Dorine il festival Festebà, e con Corrispondenze e con Per Obbedienza il festival dei Teatri del Sacro. Con La Grande Foresta ha vinto il premio Eolo 2013 come migliore novità. Con Paladini di Francia ha vinto il Premio della Critica 2009, il Premio Eolo 2009; con Vita d'Adriano il premio Enriquez per la drammaturgia 2009; con Canto per Falluja il premio Enriquez per il teatro civile 2009; con Doctor Frankenstein il premio al miglior attore protagonista al festival internazionale Fadjr di Teheran.

ROBERTO ALDORASI , regista
Ha studiato e lavorato in Danimarca, all’Odin Teatret.
Con  “Questi Fantasmi & Sons” la compagnia fondata insieme a Mira Noltenius nel 2008, ha realizzato progetti in Danimarca, Svezia, Germania, Brasile, Regno Unito, Siria e Libano.  Ha lavorato con The Jasonites e il Laboratorio di Altamira agli spettacoli Don Giovanni e Il Giardino, all’interno dei corsi di teatro dell'Università di Ferrara. 
Con Giorgio Barberio Corsetti dal 2012 ha collaborato per Don Carlos al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, e per La Sonnambula al Teatro Petruzzelli di Bari.
E' stato suo assistente ne La Guerra di Kurukshetra ed insieme hanno diretto Pier Paolo! Nel 2013 ha lavorato a Educazione Siberiana di Nicolai Lilin, prodotto da Teatro Stabile di Torino e con Francesco Niccolini ha diretto Kater e Andrè e Dorine. Nel 2015 come coreografo, vince il premio I Teatri del Sacro con lo spettacolo Corrispondenze e ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto con I  Duellanti, con Alessio Boni e Marcello Prayer.

ANTONIO PANZUTO, scenografo http://www.antoniopanzuto.it/
Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che sfugge alle etichette con sorridente discrezione. Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi. Inventa originali spettacoli teatrali con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole, dipinte a pennellate larghe e incostanti. Nelle sue scenografie crea ambienti nei quali l’arte visiva scommette su come possa diventare scena, luogo di luce e di movimento creando particolari ambienti, set cinematografici sul palcoscenico e realizzando un particolare uso della video animazione.

INFO + 39 338 3722 657
micheleanfiteatro@gmail.com
anfiteatrosede@gmail.com
www.anfiteatro.eu

Le ragioni del sì e del no. Studenti a lezione di dibattito politico

Due ore e quindici minuti: tanto è durato l’avvincente incontro “Le ragioni del sì e del no al Referendum” svoltosi presso la Sala Gandini di Seregno giovedì 24 novembre. Un incontro di forti contenuti e grande partecipazione che ha coinvolto una platea di oltre 150 studenti maggiorenni dell’Istituto Primo Levi di Seregno.   Chiari, appassionati e attenti a rispettare regole e tempi del dibattito politico, i due relatori Aldo Giannuli, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano, e l’avvocato Giuseppe Arconzo, ricercatore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano hanno illustrato ragioni ed effetti delle modifiche proposte nella Riforma della Carta costituzionale promossa dal Governo. 

Alla presentazione delle ragioni del sì e del no sono seguite le domande degli studenti, interessati ad approfondire aspetti legati a procedure – come l’elezione del Presidente della Repubblica – costi e funzioni, in particolare di Regioni e Cnel.

 “L’incontro mi è servito molto. Prima di partecipare al dibattito ero molto confusa e non avevo capito esattamente le implicazioni della proposta di riforma” –  spiega Carol Zappalà. Aggiunge Alberto Veronese: “Credo sia stato un evento davvero unico: non capita tutti i giorni di avere ‘a disposizione’ due docenti universitari del calibro dei relatori intervenuti”.
D’accordo sull’utilità dell’incontro e sulla necessità di riproporre il format anche in futuro, gli studenti Federica Barbagallo e Marco Donetti, che aggiunge: “In occasione di altre votazioni, proporrei un incontro di questo tipo anche per favorire gli studenti che, per il corso di studio scelto, non hanno occasione di studiare diritto fino al quinto anno”. Gli fa eco Diarra Cisse: “Spesso ci suggeriscono di informarci leggendo i giornali o seguendo i telegiornali, ma la verità è che la maggior parte di noi non lo fa”.

Soddisfatte anche le organizzatrici dell’evento, le docenti di diritto ed economia Fiorella Brambilla e Argentina Losurdo: “L’idea di questo incontro nasce dall’esigenza di fornire ai nostri studenti gli strumenti per esercitare consapevolmente il diritto di voto, in un’occasione così importante come il referendum costituzionale. Abbiamo così organizzato un percorso che si è articolato in due momenti: il primo di presentazione dei contenuti della riforma tenuto presso la nostra scuola da noi docenti e il secondo di approfondimento affidato a due personalità di alto profilo per la presentazione del le ragioni del sì e del no. È stata un’importante occasione di confronto in  cui i ragazzi hanno dimostrato  che, in presenza di stimoli adeguati, sono in grado di rispondere con maturità e  consapevolezza”.
 

Seregno - +Energy e Pgt, due vicende che corrono parallele ma si intrecciano almeno per alcuni protagonisti

05/10/2016

di Brianzabeat

+Energy e l’approvazione del Pgt sono due vicende che corrono parallele, ma che in qualche modo si intrecciano, almeno in alcuni dei suoi protagonisti.
Infatti il PGT su cui lavorava l’amministrazione guidata da Giacinto Mariani, socio di fatto di +Energy, prevedeva la trasformazione urbanistica da industriale a commerciale con conseguente valorizzazione delle aree di proprietà della Effebiquattro e della Immobiliare Stefania di Mario Barzaghi, a sua volta socio di +Energy.
Per dare una misura approssimativa della valorizzazione dell'area Effebiquattro  qualora il PGT fosse stato approvato così come era stato proposto, si consideri che per quella specifica zona di Seregno, un metro quadro di un negozio e di un ufficio valgono dalle tre alle cinque volte un metro quadro di un magazzino o di un capannone industriale (vedi sito).

L’accostamento tra le due vicende non è stato considerato diffamatorio da tutti e tre i giudici del Tribunale di Monza (vedi Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società) che hanno valutato le richieste di risarcimento danni nei confronti di Gatti e dell’Espresso presentate da Giacinto Mariani, Luigi Spenga e Mario Barzaghi.

Vale la pena, quindi, stilare una breve cronologia per i nostri lettori che non conoscono le vicende.


11 agosto 2009 - L’architetto incaricato Giorgio De Wolf deposita in comune, con protocollo riservato, il nuovo PGT.
Sull’area dove sorge lo stabilimento Effebiquattro di Mario Barzaghi e sulle aree confinanti è previsto un intervento urbanistico di 121mila metri quadrati di superficie edificabile e la costruzione di un edificio di 65 metri di altezza.

30 Marzo 2010 - Alle elezioni Giacinto Mariani viene confermato sindaco di Seregno e nello stesso giorno il consigliere regionale Massimo Ponzoni riceve un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta.
Il 3 dicembre 2009 la Guardia di Finanza aveva sequestrato in casa di Sergio Pennati, commercialista di Ponzoni, un documento in cui lo stesso Pennati descrive, tra le altre cose, l’influenza di Ponzoni sui PGT di Desio, Seregno, Monza, Lentate.
A Seregno Pennati dedica solo una frase, ma significativa: “ Il suo uomo è Attilio Gavazzi che con il genero Andrea Attolini sta predisponendo il PGT, sempre con il Ponzoni che dà il benestare delle aree che a lui interessano”.
Nello stesso documento Sergio Pennati scrive che alcuni giornalisti sono sul libro paga di Massimo Ponzoni, tra questi anche il direttore dell’Esagono, Marco Pirola.

Nell’aprile del 2010 si forma la nuova giunta Mariani, Attilio Gavazzi viene sostituito come assessore all’Urbanistica da Edoardo Mazza, conserva però la carica da vicesindaco e gli viene assegnato l’assessorato ai Servizi Sociali.

Mentre il PGT rimane fermo e i suoi contenuti non vengono divulgati, nel giugno del 2010 Giacinto Mariani e Luigi Spenga, tramite la Aperta Fiduciaria, costituiscono, con l’Immobiliare Stefania (società della famiglia Barzaghi), la società +Energy.
Da subito +Energy opera in collaborazione con la Simec controllata, secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, da elementi della camorra.

All’interno della maggioranza e in particolare della Lega Nord di Seregno si consuma una dura spaccatura sul PGT e sulla gestione dell’urbanistica.
Scrivono i giudici del Tribunale di Monza nella sentenza che ha assolto Luca Talice dall’accusa di aver commesso violenza sessuale nei confronti di Federica Forcolin e Davide Giannobi:
Sta di fatto che all’interno della maggioranza alla guida del comune di Seregno era in atto una vera e propria guerra dal settembre 2010, quando era stata resa nota la bozza del PGT (Piano di Governo del Territorio). La maggioranza si era, infatti, divisa in due fazioni, la prima schierata con Talice che si opponeva radicalmente alla trasformazione delle aree verdi in edificabili, la seconda facente capo al sindaco sostenitore della bozza contemplante appunto dette trasformazioni urbanistiche. Dalle intercettazioni è dato capire che, con il sindaco Giacinto Mariani erano schierati, oltre al vicesindaco Attilio Gavazzi, Maria Teresa Viganò, Marco Berizzi, Marco Formenti, Forcolin e Giannobi, quest’ultimi distanziatisi dalla “corrente” di Talice ben prima che divenissero pubblici i fatti per cui è a processo e dunque, non in conseguenza dell’isolamento che avrebbero subito a causa delle loro denunce, ma per scelta autonoma propria. Scelta, peraltro, artatamente tenuta nascosta, in quanto i due avrebbero dovuto fingere di rimanere sostenitori delle idee portate avanti da Talice ” (vedi sentenza Talice).

Un fatto inedito, sempre riferibile a quel periodo, viene raccontato da Luca Talice nel libro sulla sua vicenda giudiziaria di prossima pubblicazione.

Ai primi di settembre del 2010, un mese e mezzo prima della denuncia di Forcolin e Giannobi, il senatore della Lega Nord, Cesarino Monti, si propone come mediatore tra la posizione della sezione della Lega Nord e quella del sindaco Giacinto Mariani e mi invita a un “pranzo della pace”.
Per avere un testimone, per evitare di essere messo in mezzo e perché non mi fido, mi presento con l’assessore e amico Riccardo Liviero. Mangiamo la pizza e parliamo di tutto ma non di urbanistica. A fine pranzo, Giacinto Mariani si alza per andare in bagno, il senatore Monti arriva al nocciolo della questione senza troppi preamboli: “In politica - mi dice - bisogna accettare compromessi, anch’io in Senato ho votato cose che non mi piacevano. Voi dovete approvare questo PGT. Siamo d’accordo?”.
Io e Liviero lo guardiamo stupiti, ma non diciamo una parola.
La pizzata della pace è fallita, Giacinto Mariani non ha ottenuto la promessa di votare un PGT a scatola chiusa, che non ci piace, visto che a una prima occhiata, è molto lontano da quel consumo zero di suolo che era l’obbiettivo della sezione della Lega Nord di Seregno. A mio e a parere della maggioranza della sezione è un PGT dei costruttori e non della città.
La rottura tra noi e loro si è consumata in silenzio, ma è evidente”.

Fine settembre, primi di ottobre del 2010 Federica Forcolin e Davide Giannobi raccontano a Giacinto Mariani e a Marco Formenti le presunte violenze sessuali da parte di Luca Talice.
Al processo il teste Giacinto Mariani ricorda così il momento della rivelazione:
Abbiamo fatto una cena fuori Seregno, fine settembre - primi di ottobre 2010, adesso la data sinceramente non me la ricordo, siamo andati in pizzeria, ci siamo seduti, abbiamo ordinato, poi dopo abbiamo cominciato a parlare della sezione. Marco ha cominciato a dire: “Ci sono dei problemi in sezione sugli indirizzi politici, su determinati comportamenti”, io a quel punto ho detto: “scusate, vado in bagno”, sono andato in bagno, quando sono rientrato dalla toilette c’era il Marco Formenti bordeaux, i due ragazzi che piangevano”.

11 gennaio 2011 - Il settimanale Esagono, diretto da Marco Pirola, rivela l’inchiesta che vede Luca Talice accusato di violenze sessuali ai danni di Davide Giannobi e Federica Forcolin.

Nel Marzo del 2011 Fabio Mascheroni viene sostituito come amministratore da Mario Barzaghi e la sede legale di +Energy viene trasferita in via Leonardo da Vinci 55 a Meda, dove c'è la sede operativa e legale della Aben's Professional, i cui soci dal 2004 sono Giacinto Mariani e Marco Formenti.
Tra il settembre del 2009 e il luglio del 2012 compare come socio di Aben's Professional anche Vito Potenza, assessore al Bilancio del comune di Seregno e coordinatore provinciale dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

Nella primavera del 2011 la Guardia di Finanza si presenta diverse volte nell’ufficio tecnico del comune di Seregno per acquisire documenti.

Scriverà Laura Ballabio su il Giorno nel febbraio 2013, all’indomani della notizia dell’inchiesta che vedrà Attilio Gavazzi imputato per corruzione. “Seregno, il suo Pgt e i suoi progetti urbanistici sono nel mirino della Procura di Monza dalla primavera del 2011, quando, tra maggio e giugno, furono ben quattro le visite agli uffici comunali, in particolare all’ufficio tecnico in via XXIV Maggio. Anche in quel caso la lente era puntata sull’urbanistica cittadina e sull’allora bozza del Piano di governo del territorio” (vedi articolo).

30 maggio 2011 - Attilio Gavazzi viene estromesso dalla Giunta Mariani dove ricopriva il ruolo di assessore ai Servizi Sociali e di vicesindaco.

10 Giugno 2011 - Giorgio De Wolf, l’estensore del PGT, incontra la Commissione consiliare Territorio del comune di Seregno per presentare il suo lavoro. A domanda del consigliere dell’UDC, Piergiorgio Borgonovo, su chi siano stati i suoi referenti risponde:
Un professionista non definisce gli indirizzi dello sviluppo di una città, ma cerca di tradurre nel concreto gli obiettivi che gli vengono sottoposti. Nella prima fase del mio lavoro, non ho mai avuto la possibilità di incontrare la commissione ed anche con l'ufficio tecnico ho potuto lavorare solo in seconda battuta. I miei referenti sono stati il sindaco (Giacinto Mariani) e l'assessore (Attilio Gavazzi)” (vedi Seregno Pgt, l'estensore De Wolf: «Referenti, sindaco e Gavazzi») .

12 luglio 2011 - In una seduta convulsa viene cancellato il progetto di PGT (vedi delibera di Consiglio comunale). Viene, quindi, affidato allo stesso De Wolf l’incarico di redigere un nuovo PGT.

Nel dicembre 2011 vengono sequestrate a Pasquale Pirolo, uomo legato alla camorra, carte relative alla Simec, società che ha stretto un rapporto commerciale con +Energy.

16 gennaio 2012 - Viene spiccato mandato di arresto nei confronti di Massimo Ponzoni. Diventa di dominio pubblico il memoriale di Sergio Pennati nel quale l’ex socio e commercialista di Massimo Ponzoni indica Attilio Gavazzi e il genero Andrea Attolini come gli uomini attraverso i quali lo stesso Ponzoni influenza le scelte urbanistiche a Seregno.

24 settembre 2012 - Viene costituita la Eco Art di Cesano Maderno, riconducibile alla moglie di Cincotto. Scriveranno gli inquirenti quando a gennaio 2013 sequestrano anche la Eco Art dopo aver sequestrato qualche mese prima la Simec: “Ciò che colpisce, inoltre, è la data della sua costituzione (il 24 settembre del 2012) proprio in prossimità della emissione, da parte di questo Tribunale, del decreto di sequestro (11 ottobre 2012) in estensione che avrebbe colpito – di lì a pochi giorni – il gruppo di società (SIMEC – CTIDA – BERKELEY) che le indagini svolte dalla DIA di Napoli e dalla Questura di Caserta avevano consentito di individuare come società ‘infiltrate’ dalla camorra casertana attraverso l’amicizia sorta tra Pasquale Pirolo, Del Vecchio Gaetano ed alcuni imprenditori e tecnici del nord Italia tra cui, appunto, Cincotto Ugo Ersilio e Zanardi Federico”.

15 ottobre 2012 - Il nuovo PGT viene depositato all’Ufficio tecnico ed è pubblicamente visionabile. La trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro che nella prima stesura del PGT era presentata come un tutt’uno viene spezzata in quattro ambiti di trasformazione economica Ate 1, 2 , 3 , 4. L’ambito di trasformazione Ate 3 insiste sullo stabilimento Effebiquattro, gli altri su aree limitrofe (vedi documento). Alcuni elementi, ad esempio l’altezza delle costruzioni e la percentuale dell’area da cedere ad uso pubblico vengono demandati a successivi piani attuativi.

5 novembre 2012 - Esce la notizia del sequestro della Simec di Cesano Maderno, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ritiene “l’attività di detta società riconducibile a Pasquale Pirolo (uomo del clan Bardellino ndr), in società di fatto con il Cincotto”.

21 dicembre 2012 - Mario Barzaghi rileva tutte le quote di +Energy , tra queste anche quelle coperte da fiduciaria e riferibili di fatto a Giacinto Mariani e a Luigi Spenga.

Il 9 aprile 2013 alle ore 16, secondo quanto riportato nell’atto notarile, Mario Barzaghi si reca dal notaio e mette in liquidazione +Energy (l’atto viene registrato in Camera di Commercio il 17 aprile 2013).
Qualche ora dopo, la mattina del 10 aprile 2013, Fabrizio Gatti si presenta nella sede dell’Effebiquattro per intervistare Mario Barzaghi su +Energy, sul suo assetto societario e sui rapporti tra +Energy e Simec (vedi Giornalista io ti ammazzo), un’inchiesta su cui sta lavorando da settimane..

18 aprile 2013 - Viene pubblicata su l’Espresso e su infonodo.org l’inchiesta su +Energy. Si dimettono sei consiglieri della Lega Nord e un assessore.

19 aprile 2013 - Giacinto Mariani indice una conferenza stampa sul caso +Energy nella quale nega il suo coinvolgimento nella società e attribuisce l’inchiesta giornalistica de l’Espresso e di infonodo.org ai tentativi della mafia di screditarlo.
La mia persona che cerca sempre di mettere la propria faccia nel contrasto alla criminalità da fastidio, perché a questo punto tre indizi fanno una prova, e i giornalisti o presunti tali costruiscono delle questioni inesistenti, io faccio uno più uno fa due e quindi questa è la situazione attuale”.

12 dicembre 2013 - Il Consiglio Comunale adottata il nuovo PGT , sull’area dove sorge l’Effebiquattro è sempre prevista una trasformazione urbanistica.

25 febbraio 2014 - L’Immobiliare Stefania e la Effebiquattro presentano ricorso al Tar della Lombardia contro il PGT dalla Giunta guidata da Giacinto Mariani e adottato dal consiglio comunale. Viene anche richiesto al comune di Seregno un risarcimento per presunti danni subiti.

28 giugno 2014 - Il PGT viene approvato dal Consiglio comunale. Le quattro aree di trasformazione economica, tra cui quella dell’Effebiquattro, vengono tutte cancellate.

 

Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società

05/10/2016

di Brianzabeat

E’ stata depositata mercoledì 21 settembre la sentenza del Tribunale civile di Monza sulla richiesta di risarcimento danni presentata da Giacinto Mariani nei confronti di Fabrizio Gatti e del settimanale L’Espresso per un articolo sulla vicenda +Energy:
In Brianza tra Lega e clan.Il sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dell'Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno .

L’articolo in questione, frutto di un’inchiesta condotta da Gatti su una segnalazione raccolta da infonodo.org (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT), ha prodotto querele sia in sede penale sia in sede civile, con richiesta di risarcimento danni per complessivi 27 milioni e 200mila euro nei confronti di Gatti e de L’Espresso, a cui si sono aggiunti i 50mila euro chiesti da Giacinto Mariani all’ex segretario del Pd di Seregno, Mauro Brivio e all’ex sindaco Gigi Perego che avevano utilizzato alcuni brani dell’articolo per alcuni manifesti politici.

Se sul piano penale le denunce sono state archiviate o in via di archiviazione, non avendo ravvisato le Procure competenti - quella di Velletri per L’Espresso che ha sede a Roma e quella di Monza per i due politici del Pd di Seregno - gli estremi per un rinvio a giudizio per reato di diffamazione; sul piano civile, invece, gli esiti e le sentenze emesse da tre giudici del Tribunale di Monza sono state contrastanti.

Il 26 aprile 2016 il giudice, il dott. Alessandro Gnani, ha condannato Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento danni di 130mila euro in favore di Mario Barzaghi, a fronte di una richiesta di risarcimento di 26,1 milioni di euro.
Il 28 luglio 2016 il giudice, la dott.ssa Caterina Caniato, ha respinto in toto le richieste del capitano Luigi Spenga che aveva richiesto un risarcimento di 400mila euro e lo ha condannato, come parte soccombente, a pagare 28mila euro di spese processuali.
Infine, il 6 settembre 2016, la dott.ssa Cristina Ravera ha condannato Fabrizio Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento di 34mila euro in favore di Giacinto Mariani, contro i 500mila richiesti.

Le tre sentenze che non concordano sulla lettura e le interpretazioni di singole frasi hanno confermato, però, la veridicità complessiva dell’inchiesta giornalistica che consisteva nell’esposizione di una serie di fatti principali:

- La partecipazione di Giacinto Mariani e del capitano Luigi Spenga nella +Energy, coperti da una società fiduciaria e utilizzando o meno dei prestanome (la compagna dell’uno e la madre dell’altro).
- I rapporti tra +Energy e Simec quando già Simec era sotto il controllo di personaggi legati al clan dei casalesi.
- Il fatto che mentre l’amministrazione Mariani si apprestava a presentare il PGT con l’importantissima trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro, il sindaco Giacinto Mariani diventava socio di Mario Barzaghi patron dell’Effebiquattro.

Per quanto riguarda la partecipazione di Giacinto Mariani alla società +Energy, scrive, infatti, nella sentenza la dott.ssa Ravera: «A ciò occorre aggiungere che la veridicità dell’assunto di un diretto coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione di +Energy è confermato da Fabio Mascheroni, già amministratore unico di detta società, nel corso della sua intervista, prodotta in atti, non oggetto di contestazione da parte dell’attore. Fabio Mascheroni ha, infatti, dichiarato che “sono stato contattato sia dal capitano Spenga che da Giacinto Mariani e anche da Barzaghi, mi è stato offerta l'opportunità di fare l'amministratore a questa società”, alla domanda dell’intervistatore: “Torniamo alla società, ma chi erano veramente i soci di +Energy?”, Mascheroni ha risposto “Io posso solo confermare i nomi che ha già fatto Mario Barzaghi nell'intervista all'Espresso. Alla fine le persone con cui io interagivo costantemente erano il capitano Spenga, il sindaco Giacinto Mariani e Mario Barzaghi. In forma minore la compa... i due avvocati”. E ancora, alla domanda “Ecco, e poi alle riunioni, le riunioni della società chi partecipava?” Mascheroni ha dichiarato “Sempre Giacinto Mariani, Spenga e Barzaghi”. Dal che ne discende che il riferimento ad un collegamento fra Giacinto Mariani e +Energy risulta assistito da una verità intrinseca».

Riguardo alla partecipazione di Spenga nella società +Energy, la dott.ssa Caniato, oltre a citare la testimonianza di Mascheroni, aggiunge: “Nell’atto di citazione il capitano Spenga non nega ed anzi conferma che la madre fosse socia della +Energy al 20% e si limita ad affermare la propria estraneità dagli affari della società. Non ha fornito alcuna giustificazione circa tale intestazione né ha effettuato alcuna puntuale contestazione ed invero nemmeno commento sul contenuto delle interviste (quella al Cavalier Barzaghi e quella, successiva alla pubblicazione dell’articolo, all’amministratore Mascheroni), che lo indicavano come direttamente coinvolto con la società.
[…] Il mascheramento del rapporto societario (tramite fiduciaria e tramite prestanome con un diverso cognome) di per sé conduce ad un sospetto e legittima l’esercizio del diritto di critica e l’inferenza che fosse nota al Capitano oltre che al Sindaco , la natura non limpida degli affari”.

Sui rapporti tra +Energy e Simec, la società che secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere era controllata dal clan dei casalesi, scrive sempre la dott.ssa Ravera che ha valutato la querela di Giacinto Mariani:
«Orbene, alla luce di tali risultanze emerge che, al tempo in cui +Energy ha intrattenuto rapporti commerciali con Simec (ossia negli anni 2010 e 2011), quest’ultima era già collegata alla criminalità organizzata (segnatamente, alla figura di Pasquale Pirolo, persona di fiducia di Antonio Bardellino, esponente di spicco della criminalità organizzata casalese) attraverso l’amministratore unico Ugo Ersilio Cincotto, di guisa che l’accostamento fra la notizia del sequestro preventivo di Simec e +Energy non appare inveritiero».

Su questo tema è ancora più esplicita la sentenza della dott.ssa Caniato:
Inoltre l’intervenuta collaborazione del Capitano Spenga nell’operazione “Infinito” – menzionata nell’articolo - ha conferito al medesimo una competenza professionale ed una esperienza specifica in materia di criminalità , per le quali risulta non solo più grave il suo coinvolgimento in affari con la Simec, ma anche inverosimile una sua completa inconsapevolezza circa la reale natura del proprio socio d’affari. Inoltre la sua competenza in ambito comunale consente di considerare inverosimile una sua inconsapevolezza circa gli auspicati faraonici progetti edilizi (poi naufragati per mancanza di approvazione comunale come descritto e provato in dettaglio dal giornalista)“.

E’ stato giudicato veritiero e non diffamatorio, anche il ritratto che Gatti ha fatto di Giacinto Mariani descritto come ex tenutario del night club Lilì la Tigresse, dove “donnine in tanga si dimenano nella lap dance” e come “socio di impresari che nella loro discoteca di Lissone ospitavano killer della ‘ndrangheta” (e offrivano loro bottiglie di champagne - ndr).
Non fosse bastato quanto scritto dal magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessandra Dolci, che si era espressa in merito a una querela presentata da Mariani contro infonodo.org per un articolo che trattava l’argomento, arriva la conferma della dott.ssa Ravera che scrive:
Orbene, la veridicità del riferimento alla pregressa titolarità da parte di Giacinto Mariani di locali a luci rosse non è stata oggetto di contestazione alcuna da parte dell’attore e risulta documentalmente dimostrata.
Parimenti, la circostanza che importanti esponenti della ‘ndrangheta (Cosimo Gallace e Antonio Belnome) frequentassero un locale (Noirclub di Lissone), gestito da una società (Titty S.r.l.), i cui soci erano, a loro volta, soci con Giacinto Mariani di altre società (Moltissimo S.r.l. e Carte S.r.l.) è documentalmente provata
”.

 

La dott.ssa Ravera che ha giudicato la querela sporta da Mariani ha invece considerato non veritieri e diffamatori due periodi dell’articolo di Fabrizio Gatti:

- “La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali”. Perché secondo la Ravera :”I convenuti non hanno, infatti, offerto alcun elemento a dimostrazione di presunte appropriazioni indebite da parte di +Energy e Simec degli incentivi statali”.

- “Cioè la società che verrà sequestrata per camorra e quella del ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si impegnano fin dall'inizio a mantenere segreta qualsiasi informazione «ad esempio documenti, progetti, risorse tecniche, dati societari». Un accordo superfluo. È scontato che nessuno parlerà. Perché mai un sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro partner commerciale è un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese?”. Perché secondo la Ravera, Gatti metterebbe in modo indebito in relazione l’accordo di riservatezza firmato da +Energy e Simec con il fatto che la società sarebbe stata successivamente intestata a un disoccupato di Maddaloni.

Al di là dell’interpretazione di questi singoli passaggi che verranno vagliati in Corte d’appello a Milano, a seguito degli inevitabili ricorsi, resta il dato politico dell’intera vicenda adesso confermato dal primo grado di giudizio del tribunale.

Resta, cioè, il fatto che a distanza di tre anni, l’ex sindaco e attuale vice sindaco Giacinto Mariani non ha dato risposta a domande importanti e non lo ha fatto né in consiglio comunale, né sui giornali e nemmeno nelle aule dei tribunali.

- Perché ha partecipato alla società +Energy?
- Perché per farlo ha utilizzato una fiduciaria e la compagna, Antonella Mauri?
- Perché ha sempre negato, più o meno esplicitamente, un suo diretto coinvolgimento nella società?
- Non è stato quantomeno inopportuno e sospetto costituire una società con i proprietari di Effebiquattro e dell’Immobiliare Stefania, proprio nel momento in cui il Consiglio Comunale si apprestava ad approvare un PGT, su cui lui, se non altro per la carica ricoperta, aveva influenza e responsabilità?

Nel consiglio comunale di martedì scorso, Giacinto Mariani ha relazionato sulla sentenza del Tribunale civile, alla fine invitando l’intero consiglio, maggioranza e opposizione, a mettere una pietra sopra la vicenda (vedi video).
Sono intervenuti consiglieri e amministratori, fra i quali il sindaco Edoardo Mazza, che si sono congratulati con Mariani e non hanno sollevato obiezioni né fatto domande.
Avere il senso delle istituzioni significa anche chiedere a un amministratore coinvolto in vicende poco limpide di non mentire e di chiarire la propria posizione senza lasciare zone d’ombra, sgombrando il campo da dubbi e sospetti che ricadono sulla sua figura istituzionale ancor prima che sulla sua persona.
Non facendo domande, i casi sono due.
O i consiglieri e gli amministratori di Seregno hanno poco rispetto per le istituzioni che rappresentano, oppure conoscono già risposte convincenti e plausibili sulla partecipazione di Giacinto Mariani in +Energy .
In quest’ultimo caso, dovrebbero renderle note anche all’opinione pubblica, visto che il vicesindaco Mariani non è stato in grado di farlo in tre anni e nemmeno in Tribunale.

Per maggiore completezza di informazione pubblichiamo le sentenze del Tribunale civile di Monza relative alle richieste risarcimento danni promosse da Luigi Spenga e Giacinto Mariani contro Fabrizio Gatti e l'Espresso.

 

Sentenze Mariani e Spenga by infonodo on Scribd

Benvenuti a Seregno

23 / 07 / 2016
di Davide Ripamonti
membro del coordinamento PD Seregno

Martedì 12 luglio 2016 è stata scritta un’altra brutta pagina politica della città di Seregno. Il filo conduttore della narrazione durante il Consiglio Comunale è stato il dare forma e legittimità al concetto di DISCRIMINAZIONE.
È stato approvato il REGOLAMENTO SULLA CITTADINANZA ATTIVA che prevede la possibilità per i cittadini di iscriversi ad un albo comunale per dedicare volontariamente parte del proprio tempo a fini di utilità sociale come previsto dall’art. 118 della Costituzione:

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.


Ma l’Amministrazione Comunale ha vincolato questa possibilità alla residenza nel nostro Comune da almeno 5 anni, pertanto una persona che viene a vivere a Seregno non può contribuire, donando del tempo, ad attività a beneficio della collettività. In sostanza viene discriminato come cittadino di serie B.
Interessanti sono le motivazioni:
Consigliere Mauro Antonio Edoardo di Mauro (Fratelli d’Italia)
“…è necessaria una verifica morale e sanitaria per valutare il rischio…maggiore è la conoscenza che abbiamo del candidato minore è il rischio.”
Attendo 5 anni durante i quali sarò sottoposto a un vigile controllo da parte di un ente non meglio specificato che allo scadere del periodo di quarantena certificherà che la mia condotta morale sia più o meno rispondente alle aspettative del cittadino modello di Seregno, sperando inoltre che la mia storia sanitaria sia libera da qualsiasi ombra.
Consigliere Edoardo Trezzi (Lega Nord):
“…bisogna essere seregnesi comprovati….prima mi dici chi sei poi ne parliamo”
Ecco una nuova categoria dello spirito: la Seregnesità, condizione senza la quale non è possibile partecipare attivamente alla vita della comunità nella quale risiedo. Probabilmente verrà istituita una pubblica cerimonia, dopo i cinque anni di residenza, nella quale verrà distribuito l’attestato di Seregnesità e allora si potrà essere dei Cittadini di Seregno con la C maiuscola.
Una domanda sorge spontanea: l’ultimo periodo dell’Amministrazione Mariani si è retto attraverso la presenza di consiglieri leghisti non residenti a Seregno e tuttora Assessori e consiglieri non risiedono a Seregno. Quindi come volontario non posso contribuire al bene comune se non dopo 5 anni ma se occupo una carica politica si? Ulteriore discriminazione.
Ciò che è un’ottima iniziativa, il cui regolamento in origine non prevedeva la residenza da almeno 5 anni, si è trasformata, per chi ha costruito il proprio progetto politico sulla paura dell’ALTRO, in una battaglia che perde di vista lo spirito originario che risiede nella PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA VITA DELLA COMUNITA’, e abbiamo visto con quali motivazioni.

Quali sono i criteri che dopo 5 anni stabiliscono la moralità di una persona e che le permettono o meno di iscriversi all’Albo dei Volontari, quale la verifica sanitaria? Caso vuole che durante la stessa seduta è stato approvato dalla maggioranza un Ordine del Giorno dal titolo:
NO ALLA TEORIA “GENDER”, SI ALLE DIFFERENZE TRA I GENERI ED AL CONTRASTO DELLA DISCRIMINAZIONE VERSO LE DONNE.
Negli ultimi anni è stata teorizzata l’”ideologia gender” che propone l’attuazione di progetti di educazione sessuale nei quali l’educazione all’ affettività ha la tendenza a diventare educazione alla genitalità e masturbazione precoce (?????????), priva di riferimenti etici e morali, fin dall’ età infantile. Il paradigma della “teoria gender” vorrebbe che il sesso biologico fosse slegato completamente dal genere……secondo tale teoria, infatti non si nasce maschio o femmina per questioni genetiche, ma si diventa uomo o donna (o nessuno dei due) in base a fattori esclusivamente culturali.

Se i messaggi allarmistici riguardanti la "teoria del gender" (o "ideologia gender") sono massicciamente presenti sui mass media, al contrario non compaiono nelle riviste scientifiche accreditate, quelle cioè riconosciute dalla comunità scientifica quali punti di riferimento imprescindibili per l'avanzamento delle scienze psicologiche e sociali. (Psicologia contemporanea marzo-aprile 2016 N.254)
Esistono degli studi di genere (gender in Inglese) che costituiscono un campo di indagine interdisciplinare che si interroga sul genere e sul modo in cui la società, nel tempo e a latitudini diverse, ha interpretato e alimentato le differenze tra il maschile e il femminile, legittimando non solo disparità tra uomini e donne, ma anche negando il diritto di cittadinanza ai non eterosessuali. Gli studi di genere non negano l’esistenza di un sesso biologico assegnato alla nascita, né che in quanto tale influenzi gran parte della nostra vita. Sottolineano però che il sesso da solo non basta a definire quello che siamo. La nostra identità, infatti, è una realtà complessa e dinamica, una sorta di mosaico composto dalle categorie di sesso, genere, orientamento sessuale e ruolo di genere.
Educare al genere significa dunque interrogarsi sul modo in cui le varie culture hanno costruito il ruolo sociale della donna e dell’uomo a partire dalle caratteristiche biologiche (genitali). Contrastare quegli stereotipi e quei luoghi comuni, socialmente condivisi, che finiscono col determinare opportunità e destini diversi a seconda del colore del fiocco (rosa o azzurro) che annuncia al mondo la nostra nascita.
Il neologismo “femminicidio”, tanto utilizzato negli ultimi anni di cronaca, non significa omicidio di una donna. È l’omicidio di una donna che viene uccisa perché non risponde alle aspettative di genere che gli uomini hanno su di lei; viene uccisa in quanto donna che si sottrae al suo stereotipo di genere che la colloca in un ruolo di dipendenza sociale ed affettiva.
Interessante un progetto portato avanti dall’Amministrazione Comunale nelle scuole cittadine:
http://www.impariascuola.it/sites/default/files/media/allegati/pariloimp...
da “PARI lo imPARI a scuola”. Un progetto sulla parità di genere realizzato nelle scuole di Seregno. Novembre 2014
Il progetto imPARIaSCUOLA è stato realizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità nelle due edizioni PARI e DI(S)PARI lo imPARIaSCUOLA (a.s.2012-2013) e PARI lo imPARIaSCUOLA (a.s.2013-2014) come percorso di sensibilizzazione sul tema delle differenze di genere in chiave preventiva, culturale ed educativa nelle scuole di Seregno. È stata ed è una iniziativa educativa importante per le ragazze e i ragazzi della nostra città nella quale l’Amministrazione e io abbiamo creduto fortemente e per la quale i fatti hanno dato ragione: questo quaderno ne è un piccolo segno. Infatti, con la collaborazione attiva dei genitori e degli insegnanti, le ragazze e i ragazzi sono stati accompagnati a riconoscere e valorizzare le differenze di genere, ad avvicinarsi ai propri desideri autentici, a capitalizzare le opportunità che questo progetto contiene nella costruzione della propria identità personale e sociale, un’ulteriore occasione di crescita per ciascuna/o di loro. Vorrei che questo quaderno rappresentasse oltre che una testimonianza dell’esperienza vissuta, un’occasione di conoscenza di possibili percorsi educativi e di prevenzione su queste tematiche di forte e spesso drammatica attualità e, per chi vuole avvicinarsi professionalmente a questi argomenti, un utile strumento didattico da utilizzare anche nel futuro. Un ringraziamento ai partners di questo progetto: alla Consigliera di Parità, Serenella Corbetta, per la generosità con la quale ci ha consentito di attingere dalla sua esperienza progettuale sul tema, consolidata negli anni nella provincia di Milano e Monza; ad AFOL Milano per la disponibilità e per gli spunti tecnici e metodologici offerti nel realizzare un progetto specifico per Seregno, ai tre Istituti Comprensivi della città “A. Stoppani”, “A. Moro”, “G. Rodari”, ad AFOL Monza Brianza con i “CFP S. Pertini” e “G. Terragni”, nella figura dei loro dirigenti, docenti e genitori, che hanno deciso di aggiungere al proprio straordinario lavoro, un ulteriore investimento di energie; a Regione Lombardia, che ha scelto il nostro progetto, per due annualità tra i tanti, e ha così contribuito, anche economicamente, alla realizzazione della sperimentazione.
Ilaria Anna Cerqua Assessore alle Politiche sociali e servizi alla famiglia, alle Politiche educative, scolastiche e dell’infanzia e alle Pari opportunità.

Dalle parole dell’Assessore il progetto è stato un ottimo progetto, dove il lavoro sulle differenze di genere crea le condizioni per avvicinarsi ai propri desideri più autentici, a costruire la propria identità personale e sociale...aggiungo io al di là degli stereotipi di genere.
Ma……
Il 10 dicembre 2015 la sezione cittadina della Lega Nord organizza una serata con l’Avvocato Gianfranco Amato dal titolo “La teoria gender e le sue implicazioni”, l’Avvocato Gianfranco Amato è il presidente dell’ Associazione “Giuristi per la vita” ed è uno dei maggior oppositori in Italia della Teoria Gender. In uno dei suoi libri dal titolo Gender (d)istruzione. Le nuove forme di indottrinamento nelle scuole Italiane (Fede e Cultura febbraio 2015), a pagina 59 riprende un suo articolo pubblicato sull' Avvenire del 19 aprile 2014 decretando che il progetto proposto IMPARI a Scuola è un tentativo di indottrinamento scolastico della "teoria gender"      http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Libretti%20gender%20altro%20choc%2...

Proseguendo nella lettura dell’ordine del giorno che ha come obiettivo l’avere un controllo sui progetti che le scuole del nostro territorio adottano per parlare di pari opportunità e affettività, possiamo leggere:
Convinzioni fallaci vorrebbero equiparare qualsiasi forma di unione e di famiglia, giustificando e normalizzando qualsiasi comportamento sessuale.

Ecco, è chiaro il problema: oltre alla condanna delle UNIONI CIVILI il nocciolo della questione risiede nell’OMOSESSUALITA’, comportamento ingiustificabile e assolutamente da stigmatizzare del quale non si può e non si deve parlare, orientamento deviato e malato della sessualità…. e tale deve rimanere.
Ecco un ulteriore DISCRIMINAZIONE e un possibile criterio di valutazione della moralità per la nostra Amministrazione: essere gay.

L’ Ordine del giorno presentato dalla maggioranza è nella premessa, un concentrato di cattiva informazione e mistificazione, ed il richiamo al progetto IMPARI a Scuola credo lo evidenzi a sufficienza. I “GIURISTI PER LA VITA” e la Onlus “PRO VITA” (richiamata dal consigliere Di Mauro su Seregno tv il 7 giugno scorso) nascono in concomitanza con la discussione del ddl sulle UNIONI CIVILI e il ddl Scalfarotto sull’OMOFOBIA, entrambe sono le maggiori organizzatrici di eventi per sensibilizzare sui pericoli della “teoria Gender”. Pertanto mi sembra chiara la loro mission.

Doveroso è il richiamo all’ art 3 della Costituzione:
Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni  personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Il pregio degli studi di genere e dei progetti portati avanti nelle scuole in nome della parità di genere è quanto citato nell’ art 3 della nostra Costituzione. La scuola è una palestra dove si apprendono e si sperimentano i rapporti sociali e tanto più saranno improntati al rispetto e non alla discriminazione, tanto più la paura e l’angoscia generata dall’ incontro con “l’ALTRO” potrà trasformarsi in ricchezza.

Chiara è la nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che chiarisce la polemica nata intorno all’art. 1 comma 16 legge 107/2015 legge “Buona Scuola” accusata di introdurre nel Piano delle offerte formative delle Scuole la cosiddetta “Teoria Gender”:
http://www.istruzione.it/allegati/2015/prot1972.pdf

La "teoria del gender" o "ideologia gender" é stata creata dai suoi stessi oppositori, per dare forma e contenuto a un "nemico" e dare sostanza a una paura. La paura per una società che è destinata a cambiare, a causa di diritti provenienti da una minoranza. Un fenomeno simile si è verificato negli Stati Uniti negli anni '50 quando i "neri d'America" hanno progressivamente richiesto e faticosamente ottenuto la parificazione giuridica. anche in quegli anni gruppi di intellettuali e religiosi evocarono lo sfaldamento della societá, la diffusione di malattie, e soprattutto la confusione che avrebbe causato nei bambini -bianchi e neri- l ' abolizione della segregazione scolastica. Anche in quegli anni si contrastò il processo di integrazione razziale invocando l'attentato ad un modello antropologico fondato sulla diversità biologica, nelle sacre scritture nelle prassi sociali, un modello che però si concretizzava nella segregazione fra le persone e nell'iniquità del diritto. Oggi una posizione del genere sarebbe considerata anacronistica e razzista, perlomeno dai più. Probabilmente, l'estensione dei diritti civili alle persone omosessuali avrà la stessa sorte: non creerà confusione nei bambini, non scardinerà modelli antropologici, non sfalderà il tessuto sociale. Anzi, dileguerà la paura del cambiamento e del progresso, la vera sostanza che da forma alla "teoria del gender". (Psicologia contemporanea marzo aprile 2016 n 254).

Pertanto……
Benvenuti a Seregno !!

Davide Ripamonti
membro del coordinamento PD Seregno

 

Seregno - Quel gioco d'azzardo che affligge le famiglie ma piace a mafie e usurai

03/07/2016

Riceviamo e pubblichiamo la lettera sul gioco d'azzardo e il problema della ludopatia a Seregno di Luca Lissoni.
In fondo una breve risposta della redazione di infonodo.org

Gentile redazione, c’è una minaccia per la nostra città di cui siamo solo parzialmente consci, che si diffonde a macchia d’olio. Una minaccia educativa, economica, sociale nonché una minaccia alla legalità, che dobbiamo contrastare.
Mi riferisco al gioco d’azzardo, che avanza inesorabilmente a Seregno, anche in contrasto con la normativa regionale vigente. Infatti, la legge regionale prevedrebbe l’impossibilità di aprire nuove sale per il gioco d’azzardo in un raggio a discrezione della giunta comunale, fino ad un massimo di 500 m, da scuole, ospedali, strutture operanti in ambito sociosanitario, luoghi di culto, impianti sportivi e centri di aggregazione giovanile, nonché di trasferire all’interno di tale raggio attività commerciali preesistenti in cui è permesso praticare il gioco d’azzardo.

Ugualmente, non è permesso installare nuove slot machine o autorizzare la pratica del gioco in esercizi preesistenti che si trovino all’interno di tale raggio. Tuttavia, sembrerebbe che questa normativa non sia stata affatto recepita nella città di Seregno. Anzi, gli esercizi in cui è permesso giocare d’azzardo continuano ad aumentare: sono più di trenta. Se è vero che è noto il numero di giocatori e l’ammontare di tali puntate non è noto, è chiaro che un numero così alto di sale slot, centri scommesse, o bar con slot machine è sintomatico di un problema sociale che non si può non affrontare.

Una presenza così massiccia di locali dediti al gioco d’azzardo è una problematica molteplice. In primo luogo, è una questione educativa. I centri scommesse vicino ad asili, scuole elementari, scuole medie, biblioteche, fanno sì che i ragazzi crescano abituati alla presenza del gioco d’azzardo nelle loro vite. Così come coloro che sono più spesso a contatto con i fumatori tendono a diventare fumatori, coloro che sono abituati a vedere persone che giocano, cosa abbastanza facile a Seregno, considerata l’esorbitante presenza di bar con slot e centri scommesse, tenderanno a loro volta a giocare più spesso. Riguardo a ciò, non è possibile negare che anche coloro che non sono affetti dalla malattia del gioco hanno iniziato a giocare prima del compimento della maggiore età: la sorveglianza degli esercenti può anche essere buona, ma, a meno che venga sempre controllato il documento di identità (cosa che tra l’altro non avviene in tutti i casi), è fisiologico che un minorenne riesca a giocare del denaro in un contesto dove il gioco d’azzardo è di casa. Inutile dire che la questione, oltre che educativa, è anche economica. In una città dove ci sono molte slot machine la popolazione tende ad impoverirsi.

La questione più grande rimane quella sociosanitaria. Il gioco patologico è una malattia, e non è possibile contrastarla se non si limita la presenza delle slot machine. L’impatto di questa malattia non si ripercuote però solo nel malato, ma anche in coloro che gli stanno vicini: il coniuge, i figli, gli amici. Il malato, se non aiutato, può non solo arrivare a giocarsi tutto, ma anche a contrarre dei debiti di gioco, che difficilmente sarà in grado di ripagare. Inizialmente li contrae da amici e parenti, poi quando questi si fanno restii a prestargli del denaro, non di rado accade che il malato finisca per disperazione a rivolgersi agli usurai: chi altro presterebbe del denaro a qualcuno che non ha più garanzie da offrire? Rivolgersi agli strozzini, oltre che ad un rischio economico, mette anche seriamente in pericolo la vita di queste persone, dei loro cari, dei loro figli.
Poniamo adesso due brevi domande.
Chi generalmente fornisce il denaro agli usurai?
Chi potrebbe avvantaggiarsi di una massiva presenza di sale da gioco per riciclare del denaro, essendo pressoché impossibile tracciare l’origine delle puntate?

Esattamente: la mafia. Ad esempio: un bar con slot si trova in difficoltà e rischia di chiudere. Si presenta un affiliato alla criminalità organizzata e gli dice che i soldi per andare avanti ce li mette lui, purché l’esercente sia disposto a riciclare il denaro sporco tramite l’emissione di vincite. La mafia ci mette dentro centomila euro, ne ha indietro settantacinquemila, venticinque vanno all’esercente, che ci paga sopra le tasse. Chi se ne accorge? Nessuno.

Una città in cui il gioco d’azzardo è di casa è un territorio favorevole alla criminalità organizzata. Per questo, per i problemi economici, per gli enormi costi sociali che comporta, tali da rovinare alcune persone e le loro famiglie, ed infine, perché il gioco è una malattia che rischia di intaccare anche i più giovani, è necessario intervenire subito per porre un freno a questa minaccia.

Infine, lancio una sfida ai cittadini seregnesi.
Materiale necessario: cartina di Seregno, compasso, pastello rosso.
Ritenendo che la distanza di 500m fosse eccessiva, ho preferito sceglierne una più ragionevole. Facciamo 300.
Fate una crocetta con il pastello in ogni punto della cartina in cui è presente un centro scommesse, un bar in cui è possibile giocare ad una macchinetta mangiasoldi, una ricevitoria od una sala slot. Ora puntate il compasso con raggio 300m (chiaramente riportati alla scala in cui è la cartina che avete davanti) in ciascuna scuola di ogni ordine e grado, in ciascun luogo di culto, ospedale o istituto sociosanitario. Quanti ne restano fuori, sul totale?

Luca Lissoni

Una proposta interessante a cui nel nostro piccolo vorremmo dare il nostro contribuito.
I luoghi dove sono installate slot machine a Seregno sono come si scrive più di 30, per la precisione 42.
Abbiamo provato a metterli su una mappa.
Speriamo  che sia di aiuto alla riflessione e a chi vuole seguire la proposta di costruire una mappa con le distanze dalle scuole dei locali dove si gioca.

la redazione di infonodo.org

 

 

Seregno - Cgil: Contro le mafie per trasparenza e legalità

Comunicato stampa

La Funzione Pubblica CGIL Monza e Brianza aderisce e parteciperà alla fiaccolata organizzata il 23 maggio per le vie del centro di Seregno, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci.
 
Ricordare chi è stato ucciso dalle mafie significa tracciare in modo indelebile il solco che deve separare la criminalità dal sistema democratico.

Mafia, camorra, n'drangheta, sacra corona unita occupano pezzi di territorio, hanno ampliato la loro influenza in realtà che si sentivano al riparo, tentano di piegare le istituzioni corrompendone l'autorevolezza.
 
I lavoratori delle Funzioni Pubbliche, che per definizione “fanno” tali istituzioni, sono chiamati quotidianamente a prendere una netta posizione contro ogni indebita ingerenza ed a sostegno di trasparenza e correttezza.
 
Affinché le amministrazioni pubbliche siano effettivamente il luogo dove i diritti si traducano in risposte concrete per i cittadini e siano presidi di legalità sul territorio.
 
 

Libera sceglie Seregno per manifestare contro le mafie: "Liberiamo Seregno dalle mafie"

LIBERIAMO SEREGNO DALLE MAFIE

E’ all’insegna di questo impegno che il Coordinamento di Monza-Brianza dell’Associazione “Libera nomi e numeri contro le mafie” ha deciso di commemorare il prossimo 23 Maggio a Seregno il 24° anniversario della strage di Capaci in cui furono assassinati: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinari. Abbiamo scelto Seregno perché da ormai un decennio in questa città si sono verificato fatti riportati dalla stampa che ci preoccupano, e che prefigurano il significativo rischio di un vero e proprio saccheggio del territorio per mano mafiosa.

Gli attentati degli anni 80, e più recentemente la faida della locale di ‘ndrangheta di Seregno-Giussano, la comparsa ripetuta della città di Seregno negli atti dell’inchiesta “Infinito” del 2010 e dell’operazione “Ulisse” del 2012 dimostrano la persistente presenza mafiosa nel tempo, a cui vanno aggiunti i preoccupanti avvenimenti degli ultimi mesi, che desunti da notizie stampa sono a conoscenza di tutti.


- ottobre 2015, viene chiusa a scopo preventivo la pizzeria “Aldo 3” di Seregno in una maxi operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Monza, secondo gli investigatori il locale sarebbe stato avviato con i proventi di un vasto traffico di cocaina.
- inizio marzo 2016, su disposizione della Prefettura di Monza, per pericolo di infiltrazione mafiosa. Il Comune di Seregno ha revocato due licenze commerciali a due locali pubblici : il “Bar Torrefazione” rilevato poco più di un anno fa dalla moglie di colui che è considerato il capo della locale di ‘ndrangheta di Desio; e il bar panetteria “Tripodi pane &caffè” gestito dalla famiglia Tripodi, uno dei cui membri è stato condannato per possesso e detenzione di armi nell’operazione “infinito”. In questo locale, peraltro, hanno scelto di organizzare eventi nell’ambito della campagna elettorale l’ex sindaco in occasione delle elezioni europee del 2014, e l’attuale sindaco in occasione delle elezioni amministrative del 2015.
- il giorno dopo la chiusura sulla saracinesca del bar panetteria “Tripodi pane &caffè” è apparso un lenzuolo recante la scritta “Noi vi vogliamo bene”. Episodio tipico dei contesti ad alta densità mafiosa.
- aprile 2016 i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano sequestrano l’immobile del “Caffè del corso”, in seguito ad accertamenti riferibili all’operazione anti-droga che aveva rivelato il traffico di cocaina dell’anno scorso.
Ci preme infine ricordare lo “sfogo” dai toni minacciosi davanti alle telecamere, che ha fatto il giro del web, dell’ex sindaco contro la redazione di un giornale online che aveva spesso rilevato, chiedendone conto, dei rapporti tra membri dell’amministrazione comunale e persone coinvolte, a vario titolo, nelle inchieste legate alle infiltrazioni mafiose.

E’ arrivato il momento di dire BASTA e chiedere l’impegno di tutti per
LIBERARE SEREGNO E LA BRIANZA DALLE MAFIE
Libera commemorerà l’anniversario della strage di Capaci il 23 Maggio con una fiaccolata per le strade di Seregno che partirà alle 20.30 dal cinema Roma (via Umberto I 14) dove ritorneremo per la proiezione in prima visione del film di Fiorella Infascelli “Era d’estate”, che racconta l’esilio all’Asinara dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

HANNO FINO AD ORA ADERITO
Collettivo AGITAmente, CGIL Monza-Brianza, CISL Monza-Brianza-lecco, CST UIL Monza-Brianza, Infonodo.org, SPI Cgil Monza Brianza, FNP Cisl Monza Brianza Lecco, UIL Pensionati, Associazione Diritti Insieme, Alisei, ACLI provinciale Monza Brianza, circolo ACLI di Seregno, Osservatorio Antimafie Monza-Brianza “Peppino Impastato”, Associazione “Senza Confini”, Brianza Sicura, Casa della Sinistra di Seregno, Legambiente di Seregno, Associazione Amici cinema Roma, Commissione Cultura Alternativa di Carate, Noi per Seregno 2015
Per chi volesse contattarci per adesioni o informazioni scrivere a mb@libera.it

 

A Seregno un “regime opaco” e una “condizione territoriale allarmante”

27/04/2016

Tratto da LaMeglioItalia.blog

Allarmante condizione territoriale, improntata a un regime opaco”. Queste le pesantissime considerazioni su Seregno della dott.ssa Pierangela Renda, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza.
È solo uno dei passaggi più significativi della sentenza con cui il Gip di Monza ha assolto il blogger Michele Costa di Infonodo dall’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex Sindaco di Seregno Giacinto Mariani, che attualmente ricopre la carica di vicesindaco nella Giunta di Edoardo Mazza.

Nell’udienza preliminare del 10 febbraio 2016, infatti, il Giudice si era pronunciato per l’assoluzione e oggi vengono rese note le motivazioni della sentenza.
Motivazioni di peso che impongono una riflessione seria sulla qualità dell’azione politica e amministrativa di Seregno di questi ultimi anni.


Andiamo con ordine. L’articolo pubblicato nel febbraio del 2013 dal titolo “Seregno – Piergiuseppe Avanzato dal processo All Iberian-fondi neri  Fininvest a una Costellazione di immobiliari” avrebbe offeso la reputazione di Giacinto Mariani, questa l’accusa della parte civile, perché metteva in luce i rapporti tra la Costellazione e Mariani e associava nomi di personaggi che avevano un “certo” passato con operazioni che, all’epoca dei fatti, interessavano il territorio di Seregno.
A sintetizzare i fatti descritti nell’articolo di Infonodo è lo stesso Gip:
Dopo avere descritto un discutibile profilo personale e imprenditoriale di [Piergiuseppe] Avanzato (indicato come soggetto coinvolto nel processo All Iberian e intraneo, pertanto, alle vicende di rilevanza penale che hanno riguardato Fininvest per la creazione di fondi neri; al contempo imprenditore del settore immobiliare in società con Malaspina Giuseppe, già condannato per omicidio e di recente vittima di vicende estorsive maturate nell’ambito della criminalità organizzata del vimercatese, collegata a quella operante nel territorio di Seregno) l’autore dell’articolo ha dato conto della riferibilità a detto immobiliarista di una importante area dismessa ubicata nel territorio di Seregno (area ex carburatori Dell’Orto, destinata ad operazioni immobiliari ovviamente suscettibili di necessario vaglio e controllo presso l’ufficio tecnico del comune di Seregno), precisando che la società ‘La Costellazione’ (che è soltanto una delle articolazioni in cui si snoda la galassia societaria riferibile ad Avanzato) si avvale dello studio tecnico di progettazione che ha realizzato opere di rifacimento del Moto Club Restaurant (di cui Mariani è socio) ed è tra i partnersufficiali di altri locali riferibili ai soci di Mariani stesso, tra cui il Noir di Lissone”.

Il Giudice ha ritenuto gli elementi contenuti nel procedimento non idonei e non sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio in quanto il “nucleo storico del narrato dell’autore dell’articolo è risultato rispondente al vero per una parte e oggettivamente non diffamatorio per il residuo”.
Interessante anche rilevare che quanto “al ruolo di rilievo imprenditoriale assunto nel comune di Seregno dall’immobiliarista Avanzato non vi è neppure contestazione in denuncia-querela, ove la persona offesa si duole dell’associazione alla sua persona della società ‘La Costellazione’”. E ancora, come “rispetto a tale profilo di doglianza” debba sottolinearsi “come non sia in alcun modo contestato che lo studio tecnico di cui si avvale la Costellazione abbia svolto attività professionali anche presso un locale riferibile a Mariani Giacinto”.
Il Gip ritiene “indiscutibile” (e “pregevole sotto il profilo del senso profondo del concetto di democrazia e di libera espressione del pensiero”) che Infonodo possa, o addirittura debba, “scandagliare i fatti e di conseguenza esprimere la propria valutazione critica in ordine alle scelte imprenditoriali del primo cittadino, che proprio per il ruolo pubblico rivestito è naturalmente esposto a pervasivi (e talvolta anche fastidiosi) giudizi sul proprio operato anche privato”.
Soprattutto alla luce dei “significativi” rapporti di Piergiuseppe Avanzato  con Giuseppe Malaspina da cui muovono le ragionevoli critiche sotto il profilo della gestione pubblica le relazioni sopraesposte tra Avanzato e Mariani.
Prende forma, dunque, quello “sfondo” di fatti ritenuto dal Gip “allarmante”. Tesi che trova il suo fondamento anche nel contenuto della richiesta di archiviazione avanzata nel 2013 dal sostituto procuratore Alessandra Dolci del Tribunale di Milano in relazione a querele sporte nei confronti del medesimo imputato su fatti collegati o del tutto simili a quelli narrati.

Quindi, non solo non c’è diffamazione, ma addirittura si osserva  “un contesto intrecciato di cointeressenze imprenditoriali” che ben prestano il fianco a valutazioni critiche. E, come scrive infine il Gip, un contesto nel quale si intravvede “un regime opaco” e, all’epoca dei fatti, una condizione territoriale allarmante.

 

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