Cesano Maderno

Cesano Maderno - 'Ndrangheta. Tra i soci di Marziano della Dilancar c'è anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli

di k.ts.

Giovedì scorso su richiesta della Prefettura il comune di Cesano Maderno ha emesso un’ordinanza in cui impone la cessazione di ogni attività alla Dilangroup , società specializzata nella vendita di auto nuove e usate via internet.

L’interdittiva della Prefettura, notificata lunedì al rappresentante legale, Giandomenico Marziano, è stata presa “perché sono stati acquisiti sufficienti elementi per ritenere la sussistenza di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa”.
Soci della Dilangroup sono con un 50% ciascuno: lo stesso Giandomenico Marziano, nato a Melito Porto Salvo (RC) nel 1978 e Giuseppe Laganà, anche lui nato a Melito Porto Salvo e residente a Seregno.

Giuseppe Laganà é considerato dalle forze dell’ordine come uomo molto vicino a Pio Candeloro, il capo della locale di Desio condannato a 23 anni di reclusione.
Nell’ordinanza dell’inchiesta Infinito compare in vari passaggi significati, ad esempio in questo:
Pio Candeloro organizza incontri conviviali, come uso negli ambienti della ‘ndrangheta, in cui chiama a raccolta tutti i suoi affiliati e le persone a lui contigue.
Un esempio in tal senso giunge dalsummit” del 07.03.2009, indetto ed organizzato dal Capo Società PIO Candeloro, tenutosi presso il ristorante “Garibaldi 24” di Desio, al quale partecipano, oltre al PIO, PENSABENE Giuseppe, SGRO’ Giuseppe, MANNA Domenico, LAGANA’ Giuseppe, il già citato imprenditore edile ANTONICI Giovanni Paolo unitamente ad altri soggetti”.

L’interdittiva della Prefettura sarebbe stata motivata proprio dagli elementi raccolti nei confronti di Giuseppe Laganà.

Ma se Giandomenico Marziano da un parte nella Dilangroup vanta un socio considerato vicino agli ambienti mafiosi, tanto da meritarsi la chiusura dell’attività per ordine della Prefettura, dall’altra può vantare soci che ricoprono le più alte cariche istituzionali del paese.

E’ il caso della Dilancar Low Cost, capitale sociale 900 euro, costituita il 06/11/2014, cioè tre mesi dopo la costituzione della Dilangroup di Mariziano e Laganà, stessa sede sociale in via Don Vignoli 47 a Cesano Maderno, stessa attività: il commercio all’ingrosso di autoveicoli via internet.

Nella Dilancar Low Cost compaiono come soci con ciascuno il 50% delle quote, lo stesso Giandomenico Marziano e il vicepresidente del Senato l’onorevole Roberto Calderoli della Lega Nord.

La terza società di cui è socio Marziano e la concessionaria Dilancar, stessa sede sociale delle altre due, in cui compaiono come soci sempre con un 50% ciascuno, Giandomenci Marziano e Fallara Luciana, già titolare della Dilancar di Motta San Giovanni, provincia di Reggio Calabria.

A diretta richiesta di spiegare questa strana situazione di trovarsi socio da una parte con un personaggio legato ad ambiente mafiosi e dall’altra con Roberto Calderoli da vent'anni uomo di spicco della Lega Nord, Giandomenico Marziano ha preferito non rispondere alle nostre domande.

Resta il fatto che ci troviamo difronte a una strana triangolazione tra mafia, imprenditoria, politica e istituzioni.

Una triangolazione che ricorda, ma qui il rapporto è ancora più diretto, quella che era venuta alla luce dalla nostra inchiesta giornalistica in collaborazione con Fabrizio Gatti dell’Espresso e che riguardava +Energy.

In quel caso avevamo Mario Barzaghi, vicepresidente di Confindustria Brianza, Giacinto Mariani, sindaco della Lega Nord e Luigi Spenga, capitano dei carabinieri, tutti soci di +Energy che stringevano una collaborazione commerciale con la Simec, sequestrata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché considerata controllata da Pasquale Pirolo legato al clan dei casalesi (vedi Una fiduciaria Aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico).

 

Calderoli Roberto

Comunicato Stampa Andrea Monti: La Ricchiuti chiederà lo scioglimento anche del Consiglio di Cesano?

La Ricchiuti chiederà lo scioglimento anche del Consiglio di Cesano?

Nel giorno in cui la Ricchiuti chiede lo scioglimento del Consiglio di Seregno, anche a Cesano viene chiusa un'attività per sospetta infiltrazione mafiosa. Oserà chiedere lo scioglimento del Consiglio di un sindaco PD?

Tratto da http://www.ilmonti.com/la-ricchiuti-chiedera-lo-scioglimento-anche-del-c...

Senza scomodare Leonardo Sciascia, che aveva già intuito il pericolo anni fa
In nome dell’antimafia si esercita una specie di terrorismo, perché chi dissente da certi metodi o da certe cose è subito accusato di essere un mafioso o un simpatizzante (Intervista al Tg2)
l’errore di approccio di quelli come la Senatrice Lucrezia Ricchiuti, lo si intuisce fin dal nome del movimento/gruppo (o qualcosa di simile) che ha fondato:«LaMeglioItalia». Come dire che l’Italia migliore è quella che sta dalla parte della Ricchiuti, Partito Democratico. La «MeglioItalia» è solo quella che la segue, che la pensa come lei. Gli altri, evidentemente, sono i peggiori, la PeggioItalia: sono magari mafiosi, o comunque loro amici. Sono conniventi con i criminali, lestofanti, ladri e farabutti. Ovvio, non è così. Anche perché, dato lo scarso successo dell’iniziativa (la pagina Facebook conta la miseria di 289 «Mi Piace»), dovrebbe significare che siamo tutti indistintamente «LaPeggioItalia». Confondere i piani tra lotta alle mafie e appartenenza politica è assurdo e soprattutto pericoloso. Credere che le mafie abbiano una specifica appartenenza partitica è semplicemente idiota, perché le mafie si alimentano dell’aderenza con il potere, anche a livello locale. E da qualche anno la stragrande maggioranza dei comuni in Italia è retta da maggioranze di centro sinistra. Ma naturalmente, una volta costruita la propria carriera politica su questa tesi, la senatrice non può che seguire l’onda. Ed ecco che l’occasione del provvedimento di chiusura di due attività commerciali a Seregno è l’occasione propizia: la maggioranza a Seregno è di Centro Destra e risulta facile alzare i toni, spararla grossa e tirare in ballo direttamente la politica: ecco partire la richiesta ad Alfano di scioglimento del Consiglio Comunale di Seregno per infiltrazione mafiose. Booom! Scoppia la bomba, ci si frega le mani, si finisce sui giornali e si conquista qualche comparsata. Il giochino è sempre lo stesso. Ed è inutile abbozzare qualsiasi difesa, perché come ammoniva Sciascia: «chi dissente da certi metodi o da certe cose è subito accusato di essere un mafioso o un simpatizzante».
Oggi ci pensa però la perfida cronaca a rompere le uova nel paniere alla Ricchiuti. La notizia è che a Cesano Maderno è stata chiusa una rivendita di automezzi per infiltrazioni mafiose. La cosa carina è che i giornali locali titolano la notizia proprio sotto la richiesta di scioglimento del Consiglio di Seregno avanzata dalla Ricchiuti.
Perché non dare il bis di richieste allora? Il problema è che a Cesano non governano i brutti e cattivi del centro destra, quelli della «PeggioItalia», al contrario Cesano Maderno è proprio il comune dove il primo cittadino è l’uomo simbolo del PD brianzolo, quel Gigi Ponti che è pure Presidente della Provincia. «A Seregno ci sono stati dei precedenti preoccupanti», qualcuno potrà abbozzare una difesa. Vero. Ma anche a Cesano, giusto nel marzo 2014, veniva arrestato il marito di un consigliere di maggioranza, proprio con l’accusa di essere vicino alla criminalità organizzata nell’operazione in cui si scovava la banca della ’ndrangheta. Fu lo stesso Gigi Ponti a liquidare la questione come un fatto grave ma privato e poi tutta la maggioranza aveva fatto quadrato:
non esiste nessun atto amministrativo o politico che possa adombrare o mettere in discussione l’operato di Consiglieri o Assessori di questa Amministrazione, la reciproca stima e l’unità dell’azione politica
Naturalmente nessuno qui sta sostenendo il contrario, ma quello che è giusto sottolineare è il plateale doppiopesismo. In questo caso non si trattava del parente di un titolare di un bar in cui il Sindaco forse andava a bere un caffè. La questione coinvolgeva direttamente il marito di un consigliere di maggioranza. All’epoca però Ponti e la sua maggioranza si poterono giustamente difendere (e ci mancherebbe, visto che un minimo di garantismo dovrebbe ancora esistere). Perché invece la maggioranza di Seregno sarebbe automaticamente collusa con le mafie e addirittura il Consiglio Comunale andrebbe sciolto?
A questo punto mi pare scontato che la senatrice, presa in mezzo a questo curioso scherzo del destino, si affretti ad avanzare una simile richiesta di scioglimento anche per il Consiglio di Cesano. Se non lo farà, e credo che non lo farà, sarà l’ennesima conferma che questi sono solo dei professionisti dell’antimafia. Sono dei finti paladini della giustizia e del bene comune a corrente alternata, solo se fa comodo alla parte politica che gli ha garantito uno scranno d’oro e un lauto stipendio, una bella carriera politica insomma. Gente la cui credibilità diventa sempre più vicina allo zero.

LA MAGIA DELLE GEMME

21/02/2016 - 14:30 to 18:15

DOMENICA 21 FEBBRAIO, ore 14.30
VISITA GUIDATA
“LA MAGIA DELLE GEMME”
Attraverso i sentieri dell'Oasi alla scoperta delle strategie delle piante per superare il freddo, scoprendo varietà, colori e forme delle gemme . L’inverno è ormai alle spalle e gli alberi sono pronti a risvegliarsi donandoci lo spettacolo delle fioriture multicolori. 

Donazione a partecipante: € 3,50; bambini e Soci Lipu € 2,00. 
GRADITA PRENOTAZIONE

UN NIDO PER LA CINCIA

14/02/2016 - 14:30 to 18:00

DOMENICA 14 FEBBRAIO, ore 14:30
LABORATORIO PER BAMBINI dai 5 agli 11 anni
“UN NIDO PER LA CINCIA”
Posizionando cassette nido nel giardino di casa, si possono aiutare quelle specie, come le cince, che nidificano in cavità e che sono in difficoltà dove queste ultime sono scarse. E poi una cassetta nido occupata, l’andirivieni degli adulti al nido e i piccoli che fanno “capolino”, permette di seguire da vicino gli uccelli e da senz’altro una grande soddisfazione! Se si aggiunge che sarete voi (armati di martello e chiodi) a costruirla, la soddisfazione sarà doppia e il vostro birdgarden sarà invidiato da tutti. Al termine verrà offerta la merenda a tutti i partecipanti.
Donazione a partecipante: € 15,00; Soci Lipu € 12,00. 
GRADITA PRENOTAZIONE

Per maggiori informazioni: tel 0362.546827, oasi.cesanomaderno@lipu.it

COSTRUIAMO UNA MANGIATOIA

31/01/2016 - 14:30 to 17:30

LABORATORIO PER BAMBINI
“COSTRUIAMO UNA MANGIATOIA”

Il vostro birdgarden non può essere definito tale senza una mangiatoia in legno costruita da voi. Improvvisatevi falegnami e, a colpi di martello, riuscirete a creare una fantastica area di sosta per tutti gli uccellini che decideranno di passare l’inverno insieme a voi. Una volta posizionata a casa o a scuola e riempita di semi e granaglie, sarà un piacere vedere volare tutt’intorno a voi  i vostri piccoli amici.  Al termine verrà offerta la merenda a tutti i partecipanti. 

Donazione a partecipante: € 15; 
Soci LIPU € 12.
GRADITA PRENOTAZIONE
Per maggiori informazioni: tel 0362.546827, oasi.cesanomaderno@lipu.it

Mangiatoie con materiale riciclato

17/01/2016 - 14:30 to 17:30

DOMENICA 17 GENNAIO, ore 14.30
LABORATORIO PER BAMBINI
“MANGIATOIE CON MATERIALE RICICLATO”

Nei mesi invernali neve e freddo possono rendere arduo il compito di trovare cibo ai piccoli uccelli che decidono di trascorrere da noi la stagione fredda. Come aiutarli? Semplice: basta costruire delle mangiatoie (con materiale di riciclo), dove mettere a disposizione dei piccoli amici affamati semi, granaglie ed altro. In questo modo il vostro giardino di casa o di scuola sarà pieno di amici durante tutto l’inverno. 

Donazione a partecipante: € 7; 
Soci LIPU € 5.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Per maggiori informazioni: tel 0362.546827, oasi.cesanomaderno@lipu.it

Visita guidata: il riposo della natura

24/01/2016 - 14:30 to 17:30

DOMENICA 24 GENNAIO, ORE 14.30
VISITA GUIDATA: “IL RIPOSO DELLA NATURA”

Visita guidata attraverso i sentieri dell’Oasi alla scoperta delle strategie degli animali per sopravvivere alle rigide temperature dell’inverno.  

L’appuntamento è fissato per DOMENICA 24 alle ore 14.30 con ritrovo presso il Centro Visite. (durata max 3 ore)

Donazione a partecipante: € 3,50; bambini e Soci LIPU € 2.
GRADITA PRENOTAZIONE – 
Per maggiori informazioni: 
tel 0362.546827

V° edizione Brianza Film Corto

Festival V° edizione 2015 Serata di premiazione 13 Novembre 2015 ore 21 Autorium Disarò Piazza M. Arrigoni Cesano Maderno Ingresso gratuito

Seregno - Lega Nord e Forza Italia i partiti delle tasse comunali, lo dicono i numeri

di k.ts.

Ultimi giorni di campagna elettorale a Seregno, domani si vota.
I due candidati hanno affrontato, da ultimo, il tema della riduzione delle tasse e della pressione tributaria.
Edoardo Mazza, candidato sindaco per Forza Italia-Lega Nord, ha promesso la riduzione di Imu e Tari grazie ai dividendi del gruppo AEB-Gelsia, controllato al 70% dal comune di Seregno (vedi struttura societaria di AEB/Gelsia).

Visto che in campagna elettorale si parla finalmente di numeri e di entrate tributarie del comune siamo andati a vedere i dati ufficiali dei bilanci consuntivi che i vari comuni sono tenuti a depositare al Ministero dell’Interno e che poi sono pubblicati in forma chiara (non i pdf illeggibili che pubblica il comune di Seregno) sul sito dello stesso Ministero e visionabili da tutti: politici, giornalisti, semplici cittadini.

Gli ultimi dati presenti sono quelli del 2013 visto che l’amministrazione di Giacinto Mariani ha deciso di posticipare a dopo le elezioni l’approvazione del bilancio consuntivo del 2014.

Il quadro complessivo del bilancio 2013 si può trovare a questo indirizzo (Bilancio consuntivo comune di Seregno).

Le Entrate generali del comune di Seregno sono state nel 2013 di € 45.568.373,57 (vedi Quadro entrate) , in particolare, le Entrate Tributarie sono state di € 20.922.579,58.

Un indicatore utile per capire quanto un comune è affamato di tasse è la Pressione Tributaria che evidenzia il prelievo tributario medio pro capite ed é così indicata: (Entrate tributarie) / (Popolazione). Secondo la sua definizione, più elevato è il valore del rapporto, tanto maggiore è il prelievo fiscale a livello comunale (vedi Guida alla lettura dei bilanci comunali).
Visto che Seregno ha una popolazione residente di 44.272 abitanti (vedi dati) la pressione tributaria a livello comunale per i cittadini di Seregno è stata di € 472,6 per abitante.

Questo in termini assoluti, vediamo adesso in termini relativi, cioé confrontando i dati di Seregno con un comune gemello, Lissone che nel 2013 aveva 44.333 abitanti (vedi dati), cioè 51 abitanti in più di Seregno.

Nel 2013 le Entrate generali del comune di Lissone sono state di € 31.782.558,80 (vedi Quadro Entrate) cioè 13,8 milioni in meno di Seregno.
In particolare le Entrate Tributarie del comune di Lissone sono state di € 17.369.491,38, cioè 3 milioni e 553mila euro inferiori a quelle del comune di Seregno.
In pratica, non solo Seregno ha entrate totali superiori a Lissone, ma nello specifico anche le Entrate Tributarie del comune di Seregno sono superiori rispetto a quelle di Lissone.

Calcoliamo adesso la Pressione Tributaria che grava su ogni cittadino di Lissone secondo la formula (Entrate tributarie) / (Popolazione) e otteniamo: € 391,8 per abitante.

In media un cittadino di Seregno ha pagato 80 euro in più al proprio comune, in tasse e tributi, rispetto a un cittadino di Lissone.

Prima sorpresa. A Seregno l’amministrazione guidata da un sindaco della Lega Nord sui giornali si lamenta della pressione fiscale ma poi bastona i propri cittadini con le tasse.

E’ sempre stato così, i cittadini seregnesi hanno avuto una pressione tributaria sempre superiore agli abitanti di Lissone?
Guardando i dati dei bilanci di Seregno e di Lissone (scaricati attraverso il motore di ricerca del Ministero dell’Interno), e in particolare calcolando la pressione tributaria corretta dall’inflazione, si ha per i due comuni il seguente andamento della Pressione Tributaria per il periodo 2004-2013.

Un grafico analogo lo si può vedere sul sito Open Bilanci al seguente indirizzo dove vengono pubblicati i bilanci di tutti i comuni italiani in forma grafica, ma si possono scaricare anche i file in formato csv, ed è possibile anche fare confronti tra i bilanci di vari comuni.

Come si può vedere a partire dal 2010 la pressione tributaria è aumentata per compensare il taglio dei trasferimenti da parte dello Stato, ma a Seregno è aumentata in modo considerevole nonostante il comune abbia un bilancio nettamente più ricco di quello dei comuni vicini.

Se si prendono i dati delle Entrate complessive del comune di Seregno (44.272 abitanti, Lissone (44.333 abitanti), Desio (41.602 abitanti) e Cesano Maderno (38.126 abitanti) degli ultimi 10 anni, si vede di quanto il comune di Seregno è più ricco.

In dieci anni il comune di Seregno ha avuto entrate maggiori rispetto a Cesano Maderno per 112.7 milioni di euro, 53 milioni di euro in più di Desio, 116,3 milioni di euro in più di Lissone.

Come mai, allora - dopo dieci anni di amministrazione di Giacinto Mariani - a Seregno è diventato un problema anche il taglio dell’erba nei parchi pubblici?

 

Confartigianato Cesano-Meda-Seveso - Cena prenatalizia tra artigiani e sindaci

Comunicato stampa

UNA CENA AUGURALE ORIGINALE E BEN RIUSCITA TRA SINDACI E ARTIGIANI

Meda, 9 dicembre 2014 - La tradizionale cena degli auguri di fine anno organizzata dalla Confartigianato area territoriale di Meda, Cesano Maderno e Seveso quest’anno ha avuto luogo presso l’Hotel Habitat di Giussano, una elegante struttura di proprietà di uno degli associati: la società Giuseppe Dell’Erba snc, che si occupa anche di lavorazione e commercio di marmi. Come consuetudine, le occasioni conviviali sono organizzate dall’associazione con lo scopo di far conoscere gli associati tra loro, di creare opportunità per scambi di idee e nuove collaborazioni.

Quest’anno, visto anche il prestigio della location, il programma ha potuto includere la presentazione di un nuovo associato: la Polimedica Igea srl che ha suggerito il tema della serata presentando il metodo Olimpo con l’intervento del nutrizionista Carlo Spagnolo e del personal trainer Riccardo Scaglione.
Il nostro benessere è determinato da una corretta alimentazione abbinata all’esercizio fisico a questo scopo I giovani chef del ristorante dell’Hotel Habitat hanno collaborato con i giovani professionisti di Polimedica nel realizzare uno speciale menù, dagli ingredienti salutari e gustosi, abbinati sapientemente in modo da salvaguardare il giusto apporto di calorie e da soddisfare il palato più raffinato. Alla serata hanno partecipato ottanta persone, tra imprenditori dei Comuni di Meda, Cesano Maderno e Seveso. Erano presenti il Sindaco di Meda Giovanni Caimi accompagnato dal Vice Sindaco Simona Buraschi e Dall’Assessore al Bilancio Furio Cecchetti, il Sindaco di Cesano Maderno e Presidente della Provincia di Monza e Brianza Gigi Ponti, il Presidente del Consiglio Comunale di Seveso Giorgio Garofalo, il Direttore dell’ASL di Monza e Brianza Matteo Stocco, oltre al Segretario Generale di APA Confartigianato Paolo Ferrario e diversi funzionari dell’Associazione.

La serata è iniziata con un aperitivo e i saluti del presidente di sezione Filippo Berto e del Segretario Generale Paolo Ferrario; il Prof. Francesco Scaglione, titolare di Polimedica ha presentato agli ospiti la sua attività per la prevenzione e soprattutto per la conquista e il mantenimento dello stato di benessere psico-fisico. Tra una portata e l’altra ci sono stati gli interventi del nutrizionista e del personal trainer, che hanno illustrato i benefici di una dieta sana anche tramite il consumo di alimenti ormai poco conosciuti e una moderata attività fisica, il cui ritmo naturale varia per ciascuno di noi. La serata è stata vivace e allietata da un bel clima, in particolare è stato molto apprezzato il fatto che così tante aziende artigiane abbiano avuto il piacere di partecipare, segno che il supporto che ricevono dall’associazione è sentito e anche ritenuto utile e importante per lo sviluppo aziendale. Gli amministratori presenti hanno potuto constatare quanto gli artigiani siano una realtà presente, viva e dinamica sul territorio e, al momento del brindisi augurale, quanto sia importante il dialogo con loro.

Pedemontana e diossina: Movimento 5 Stelle interroga il Governo

Interrogazione a risposta scritta 4-07171
presentato da
TRIPIEDI Davide
testo di
Giovedì 4 dicembre 2014, seduta n. 345

TRIPIEDI, COMINARDI, CIPRINI, CHIMIENTI, PESCO, ALBERTI, CARINELLI, CASO, MANLIO DI STEFANO, PETRAROLI e DE ROSA.
— Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
in data 10 luglio 1976, dallo stabilimento ICMESA di Meda uscì una nube altamente tossica contenente varie sostanze inquinanti tra cui la molecola di TCDD (tetraclorodibenzo-p-diossina) che contaminò 1810 ettari di territorio nei comuni di Seveso, Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago, Desio e, in parti più piccole, Barlassina, paesi siti in provincia di Monza e Brianza e disposti sulla traiettoria di imminente costruzione dell'autostrada pedemontana Lombarda;

tale contaminazione è tutt'ora presente sostanzialmente nella stessa quantità di allora, come confermato da studi terminati nel 2003 svolti dal FLA (Fondazione Lombardia per l'ambiente) e da rappresentanti dei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio e da successivi studi svolti nel 2008 dalla società Pedemontana a seguito delle prescrizioni del CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica) sul progetto preliminare, limitatamente ai comuni di Cesano Maderno, Seveso e Meda, ai fini della verifica della presenza residua di diossina all'interno del suolo del territorio interessato dall'incidente ICMESA del 1976;
la molecola TCDD è un inquinante organico persistente e non è possibile rallentare il processo di diffusione della stessa nell'aria, nell'acqua e nelle catene alimentari, dato che la sostanza, una volta emessa in caso di incidenti industriali (come per il disastro di Seveso) o di dispersioni nell'ambiente (come per inceneritori e grandi impianti industriali che utilizzano il principio della combustione), penetra in tutti gli esseri viventi (piante, animali, uomo), nelle catene alimentari, nelle acque e nei terreni, con effetti che risultano essere irreversibili;

la sostanza, altamente tossica, è stata classificata dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come cancerogeno certo e inserita nel gruppo 1, quello riguardante gli inquinanti più pericolosi. È in grado di provocare danni gravissimi alla salute e tumori a pelle, cuore, reni, fegato, stomaco, sistema linfatico, creare malformazione nei feti umani con conseguenti nascite di bambini riportanti mutilazioni e, nel caso di deformazioni gravi, alla morte degli stessi anche in periodo fetale. Nei casi di esposizioni elevate e alla contaminazione diretta, alla comparsa di cloracne;

per gli animali in genere e per l'animale uomo, vi è più semplice accumulo nelle parti grasse data la costituzione molecolare delle diossine e della TCDD in particolare. Un'ampia e sempre più crescente ed autorevole letteratura scientifica, ne indica accumuli anche nel latte materno, anch'esso sostanza grassa, con le ben immaginabili conseguenze della trasmissione dal seno della madre al nascituro. Per citare uno tra i diversi e comprovati casi che confermano tale teoria, tra i più recenti vi è quello di Taranto riportato su «ilfattoquotidiano.it», in data 30 maggio 2014;

in data 17 settembre 2013, il consiglio della regione Lombardia ha approvato la mozione n. 72, che disponeva nuove rilevazioni ambientali nei comuni brianzoli colpiti dal disastro della diossina del 10 luglio 1976 dell'ICMESA di Seveso, disposti sul tracciato non ancora realizzato dell'autostrada pedemontana Lombarda;

in data 4 luglio 2014, la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, VIA e VAS, ha trasmesso il parere n. 1545 riguardante la valutazione di impatto ambientale dell'infrastruttura Pedemontana Lombarda, trasmessa alla società CAL (concessioni autostradali lombarde), dove numerose sono state le non ottemperanze rilevate dalla commissione tecnica. In tale documento facente riferimento in particolare alla tratta B1 dell'autostrada in questione, nelle 277 prescrizioni e raccomandazioni elencate, non vi erano a quanto, consta agli interroganti particolari analisi specifiche delle problematiche legate ai terreni contaminati dalla diossina, nemmeno nelle considerazioni di carattere generale non riguardanti la sola tratta B1;

in data 26 novembre 2014, veniva pubblicata sul quotidiano «Corriere della Sera Milano», la notizia riguardante lo stato di elevata preoccupazione di sindaci e associazioni ambientaliste per la probabile imminente costruzione della tratta indicata con la sigla B2 dell'autostrada Pedemontana Lombarda, sui terreni inquinati dalla diossina del disastro del 10 luglio 1976;

il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, nello stesso articolo dichiarava che le bonifiche saranno effettuate, ogni traccia di diossina verrà cancellata, dichiarazione in linea con quelle rilasciate in passato da Pedemontana spa in più occasioni ma che mai hanno trovato seguito;
senza eventuali bonifiche, nel momento in cui dovessero partire i cantieri di Pedemontana, la diossina contenuta nei terreni inquinati tornerebbe in superficie creando un nuovo e gravissimo problema sanitario;

ad avviso degli interroganti la cosa ancor più grave è che nessuna istituzione abbia considerato con il giusto peso la problematica che porterebbero i lavori sui terreni contaminati dalla diossina –:
se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, non ritengano più che discutibile che allo stato della redazione del documento VIA e VAS, n. 1545 del 4 luglio 2014, vi siano stati così tanti punti dichiarati non ottemperati;
se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, siano a conoscenza del fatto che la società CAL abbia, successivamente alla pubblicazione del documento n. 1545 del 4 luglio 2014, ottemperato tutti i punti indicati come non ottemperati e se non lo ha fatto per tutti i punti, quali sono quelli non ottemperati e perché;
se i Ministri interrogati non ritengano che vi sia una sottovalutazione reale del pericolo della diossina, dato che non vi sono, allo stato attuale, interventi concreti da parte dei Ministeri, a fronte della certezza della presenza dell'inquinante TCDD nei terreni indicati e della sua pericolosità accertata, come ampiamente riportato sopra. (4-07171)

Interrogazione Pedemontana e Diossina-Comunicato Stampa

 

Pedemontana, incubo diossina. Il tracciato tra Lentate e Cesano prevede il passaggio su terreni ancora inquinati

di Diego Colombo e Marco Mologni da il Corriere della sera

SEVESO A 38 anni di distanza, la diossina fa ancora paura in Brianza. Questa volta per colpa della Pedemontana, l’autostrada che collegherà Varese a Bergamo e che attraverserà l’area inquinata dalla nube tossica fuoriuscita il 10 luglio 1976 dall’Icmesa, la fabbrica chimica del gruppo Givaudan responsabile del più grande disastro industriale d’Italia. Tra i sindaci e le associazioni ambientaliste di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago e Lentate sul Seveso cresce la paura per il rischio diossina. Quella zona, a ridosso della superstrada Milano-Meda, è stata bonificata soltanto in parte (i 4,5 ettari del Bosco delle querce, dove si trovano le due vasche col materiale e il terreno contaminato dalla sostanza tossica), mentre le aree adiacenti non sono mai state risanate. E lì, di diossina, ce n’è ancora. E tanta, se è vero che le ultime analisi effettuate hanno rilevato a distanza di oltre 30 anni lo sforamento dei limiti di legge in 56 terreni agricoli e in 10 aree industriali.

Un pericolo per le 100 mila persone che vivono a pochi passi da una bomba ecologica che gli scavi delle ruspe rischiano di riportare in superficie. Di qui la richiesta di sindaci e ambientalisti di effettuare nuovi carotaggi per rilevare le aree più a rischio. E di stanziare i fondi per la bonifica, prima di realizzare i sei chilometri d’asfalto tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno. «Tra Lomazzo e Lentate — afferma il sindaco di Seveso Paolo Butti -— non sono state fatte tutte le bonifiche previste da Pedemontana. Se i risanamenti non saranno effettuati neppure tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno ci sarà un problema ulteriore. Da noi infatti c’è il pericolo incombente di riportare alla luce la diossina». La possibilità è che saltino le bonifiche. Il problema infatti è la mancanza di soldi. «Sulla tratta tra Lentate e Cesano Maderno — spiega il geologo Gianni del Pero — sono necessari almeno 40 milioni di euro per il solo smaltimento dei terreni contaminati. Un costo enorme per Pedemontana che ha già seri problemi di bilancio. Ecco perché abbiamo forti preoccupazioni che si ripeta quanto è accaduto tra Lomazzo e Lentate, dove le bonifiche non sono mai state fatte. Per questo chiediamo che prima del via ai lavori si proceda ai controlli, al piano di caratterizzazione e alla bonifica».

Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, lo ha ripetuto nei giorni scorsi: «Le bonifiche saranno effettuate, ogni traccia di diossina verrà cancellata ». Ma le promesse di Maroni non sono rassicuranti per gli amministratori brianzoli. «Apprezziamo che anche Arpa Lombardia abbia capito la pericolosità della diossina e stia redigendo un piano di bonifica — replica Alberto Colombo, capogruppo di Sinistra e Ambiente di Meda —. Intanto però la commissione del ministero dell’Ambiente ha riscontrato il mancato rispetto di alcune prescrizioni in materia ambientale richieste dal Cipe». C’è poi il problema del traffico. «Durante i lavori, ma anche una volta ultimati — sostiene il sindaco di Bovisio Masciago Giuliano Soldà — è previsto il passaggio di decine di migliaia di automobilisti vicino ai terreni ancora contaminati dalla diossina. I rischi ci sono, eccome. E sono inaccettabili. Se le bonifiche non verranno realizzate, chiameremo i responsabili a rispondere davanti a un giudice».

Brianza - L’invasione degli studenti stranieri. Bilanci in crisi, mancano i mediatori

di Diego Colombo e Rossella Redaelli da il Corriere della sera del 19/10

MONZA Sono appena arrivati in Italia e sono già sui banchi. Arrivano in maggioranza da Bangladesh, Cina, Marocco, Egitto, Sri Lanka. Non parlano una parola di italiano. Gli alunni stranieri nelle classi di Monza e della Brianza sono una realtà sempre più in aumento e le risorse per accoglierli e favorire la loro integrazione all’interno delle classi sono sempre meno. La fotografia scattata dall’ufficio statistica del Comune di Monza dice che gli stranieri nelle scuole in città sono 1.869 di cui 514 solo nelle materne, in crescita di 1.400 negli ultimi 13 anni. Alla scuola primaria sono triplicati: erano 274 nel 2000, sono 768 oggi; quadruplicati alla secondaria di primo grado (da 121 a 430).

«Non navighiamo nell’oro — conferma l’assessore all’Istruzione Rosario Montalbano —, ma riusciremo a garantire gli interventi di mediazione culturale con un grosso sacrificio di bilancio. Sono prioritari per prevenire casi di disadattamento e di abbandono scolastico ». Ad anno scolastico iniziato da più di un mese i mediatori sono in classe da qualche giorno, ma l’ufficio scolastico sta ancora raccogliendo nuove richieste di bambini arrivati in queste settimane. «Lo scorso anno — spiega Antonio Coccia, responsabile dell’Offerta educativa e promozione del successo formativo — sono stati stanziati 30 mila euro per 1200 ore a 25 euro all’ora. Abbiamo garantito un sostegno a 58 studenti di 18 Paesi diversi e 13 diverse lingue. Per quest’anno abbiamo ricevuto richieste già per 36 alunni nel solo primo mese di scuola e il trend è in aumento: dovremmo arrivare a 2.000 ore».

Anche negli altri comuni della Brianza la situazione è simile, con un record a Limbiate dove nelle 71 classi delle elementari gli stranieri sono 267 su 1.566 (17%), mentre nelle 42 classi delle medie sono 162 su 969 (16,7%). Poco meno a Cesano Maderno, dove nelle elementari gli stranieri sono 230 su 1626 (14%), la stessa percentuale che si riscontra alle medie: su 930 iscritti, 130 non hanno nazionalità italiana. A Seregno su 8.583 iscritti alle scuole materne, elementari e medie sono 702, l’8,1% del totale. Le scuole con un numero maggiore di stranieri sono le Nobili (infanzia) con 45 e le Cadorna (elementari) con 28 stranieri. Per tutti sono previsti programmi di prima e seconda alfabetizzazione per favorire l’integrazione. A Desio gli alunni non italiani iscritti alle scuole primarie sono 199 (9,95%), quelli che frequentano le scuole medie sono 148 (12,9%). Una situazione simile si registra nelle scuole dell’obbligo di Lentate sul Seveso. Alle materne su 419 iscritti, gli stranieri sono 56 (13,3%), nelle elementari sono 73 su 516 (14,1%), mentre alle medie sono soltanto il 7,6% (24 su 312).

Sono il l 9,6 % gli iscritti stranieri nelle scuole superiori dei 50 comuni della provincia: su 26.020 studenti sono 2472, di cui 1.222 iscritti in un istituto tecnico, 922 nei professionali e 328 nei licei. Per loro non ci sono interventi previsti dalla Provincia, ma le scuole che hanno almeno il 10% di iscritti stranieri ricevono un finanziamento ministeriale per attivare corsi di italiano.

Cesano Maderno - Trattoria travolta dal fango: «Non incassiamo da mesi. E ora arrivano le tasse»

di Veronica Todaro da il Giorno

NOVE MESI di lavoro, poi l’alluvione che ha spazzato via ogni cosa, lasciando solo spese, debiti e tanta indifferenza. Oggi, a distanza di tre mesi esatti dall’8 luglio, quando il torrente Comasinella è esondato, Isabella Morganti, titolare della trattoria omonima sulla Strada Nazionale dei Giovi, non ha ancora potuto riprendere la propria attività.
E come se non bastasse, oltre ai 250mila euro di danni, qualche giorno fa sono arrivate anche le cartelle esattoriali del Comune di Cesano Maderno per le tasse sui rifiuti: 3.235 euro di Tari per il 2014 e 679 euro di Tares relativa al 2013.

«HO APERTO la mia attività ad ottobre dell’anno scorso — racconta Isabella —. Nemmeno un anno e ho già dovuto chiudere temporaneamente. A causa dell’esondazione ho perso quasi interamente la cucina della trattoria che si trova nel seminterrato, acqua e fango hanno invaso quasi completamente la zona operativa, il magazzino e tutti i locali annessi». Insieme a parenti ed amici, Isabella Morganti ha cercato di rimettere in sesto la trattoria, pulendo e ripristinando gran parte degli spazi. «Ma senza cucina sono impossibilitata a proseguire. Al momento devo di nuovo impegnarmi finanziariamente con le banche per avere credito. Poi dovrò trovare una soluzione, sto pensando al noleggio o al leasing per la cucina nuova».

INTANTO STA studiando una serie di opere da fare all’esterno del locale, sulla sua area privata, per bloccare eventuali altre esondazioni, di modo che l’acqua non arrivi più nel suo locale. E se sul fronte operativo Isabella ha le idee ben chiare, su quello personale si è sentita sola. «Nessuno si è degnato quella mattina di farmi visita, solo un assessore qualche giorno dopo si è presentato ma solo perché l’ho chiamato io.

MI SENTO ABBANDONATA e sento di essere una cittadina di Cesano Maderno solo quando ci sono soldini da prendere: in caso di necessità sbattono la porta in faccia. Mi sono imbattuta nella più bassa indifferenza e ignoranza di alcuni dipendenti comunali. Insieme ad altri commercianti sono riuscita ad incontrare il sindaco la settimana scorsa. Sono soddisfatta di aver parlato con il primo cittadino ma non ho concluso nulla».

LA RICHIESTA di Isabella riguarda ora le tasse. «Ho sentito che il Comune di Bovisio Masciago sta mettendo in atto le operazioni per la defiscalizzazione della Tari per le famiglie e le attività coinvolte. Perché il Comune di Cesano non fa lo stesso? È giusto, le tasse vanno pagate, ma in questo momento siamo in ginocchio. Basterebbe poco per venirci incontro. Anche perché da tre mesi il locale è chiuso e non sto producendo spazzatura».

Pedemontana - L’autostrada fa paura ai sindaci «Troppe incognite sul nostro futuro»

di Monica Guzzi da il Giorno

TUTTO o niente. Nonostante i ritardi dei lavori, con la chiusura di un tratto della Milano-Meda slittata da luglio ad agosto e da qui a ottobre, oltre a un quadro finanziario pieno di incognite, il cantiere avanza e i sindaci della tratta B2 della Pedemontana si mobilitano.

CHIEDONO il rispetto dei patti: lavori sì, ma a condizione che sia realizzata tutta l’opera, nel tracciato e nelle compensazioni, con le mitigazioni e gli interventi sulla viabilità locale. In caso contrario, per il territorio sarà il tracollo. Il rischio infatti, ora più che mai, è che l’autostrada senza soldi e senza prospettive si blocchi proprio sulla Milano-Meda, una strada già congestionata dal traffico, che potrebbe scoppiare con una sola auto in più.
I sindaci di Lentate, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano hanno bussato a tutte le porte. Aspettano un incontro, promesso, col governatore Maroni, e chiedono la convocazione di un collegio di vigilanza al più presto. Nel frattempo hanno portato un documento nei rispettivi Consigli comunali per denunciare quanto sta accadendo. «Il tempo passa senza riuscire a capire cosa ci attende - sbotta il sindaco di Cesano Maderno, Gigi Ponti -. Come si fa a lavorare senza sapere se un piano economico-finanziario di tale portata è confermato o meno? La situazione è confusa. E poi c’è la lotta contro il tempo, perché devono chiudere i cantieri in primavera, entro Expo. La domanda è: ce la faranno? E dove si fermeranno? Il rischio è che restino sulla Milano-Meda, come si temeva, con i lavori provvisoriamente sospesi».
Spiega il sindaco di Seveso, Paolo Butti (nella foto): «La defiscalizzazione servirà a coprire i maggiori costi subentrati e non i costi preventivati. A questo punto cade tutto il castello finanziario, tant’è che il progetto esecutivo della B2 non è ancora stato validato».
Per i sindaci «è inaccettabile collegare la superstrada a Pedemontana senza la certezza che tutta l’opera venga realizzata». Il rischio infatti è che su quest’area si concentri tutto il traffico in arrivo dalla nuova autostrada, spostato da Lomazzo a Lentate. «Un problema aumentato anche dal volume di traffico locale prodotto da Expo: sarà tutto movimento che dal mattino andrà verso Expo per tornare indietro la sera su un’arteria già satura», continua Butti. Per cercare di limitare i danni, dai sindaci arriva una richiesta e un suggerimento: poter gestire da subito i 60 milioni di euro promessi ai Comuni per le opere di compensazione. «In questo modo potremmo intervenire con rotatorie, sostituire semafori e realizzare opere che potrebbero ridurre il disagio».
Ma il piatto piange e l’assenza di fondi diventa pericolosissima quando si parla di diossina. Il tracciato della Pedemontana passa proprio su queste aree e da tempo i Comuni di Seveso e Desio chiedono verifiche puntuali sul sottosuolo. «Siamo stati convocati in Regione dal dipartimento Ambiente e Salute, che ha previsto una serie di controlli per verificare quanta diossina ancora c’è sul territorio. È chiaro che i costi della bonifica dipendono da queste analisi. O fanno le verifiche, oppure significa che non hanno intenzione di andare avanti e che puntano a fermarsi sulla Milano-Meda».

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