Bovisio Masciago

Bovisio Masciago - Non paga i contributi dei dipendenti imprenditore finisce in carcere

di Alessandro Crisafulli da il Giorno del 05/10

UN ARTIGIANO Di 46 anni residente a Bovisio è stato arrestato su ordine di carcerazione del tribunale di Monza perchè non versava i contributi Inps dei dipendenti. I militari della compagnia di Desio sono andati a prelevarlo a casa, l’altra mattina, e lo hanno portato dietro le sbarre del carcere monzese, dove dovrà stare per tre mesi. Si tratta dell’esito di un cumulo di pene per lo stesso reato, che ha portato quindi il giudice a decidere per far scattare le manette. L’artigiano, infatti, era già noto per questo tipo di azione illegale. Non è chiaro se dovuta alla crisi o a un tentativo di fare il «furbo». Di certo, i casi di questo genere negli ultimi anni si sono moltiplicati a dismisura, proprio a causa della drammatica situazione economica che ha portato tanti imprenditori vicini al lastrico. Esattamente un anno fa, a Ravenna, fece rumore il caso di un imprenditore edile e di un titolare di un esercizio pubblico di Faenza che furono assolti dalla medesima accusa, perchè non sussisteva reato. In entrambi i casi è stata ritenuta sussistente la mancanza del necessario dolo di volersi sottrarre al pagamento dei contributi, sussistendo invece una giustificazione contingente, ovvero la mancanza di fondi a causa della persistente crisi economica. La mancanza di liquidità infatti è uno dei maggiori problemi per tante aziende oggi, che cercano quindi delle scappatoie, mettendosi nei guai. «Dobbiamo scegliere se pagare i contributi o gli stipendi ai nostri dipendenti», si giustificano in coro i datori di lavoro, sebbene consapevoli di commettere un reato. E sono centinaia i casi che vengono registrati ogni mese dalla Procure.

DEL RESTO, i controlli sono molto più stringenti rispetto al passato: grazie a protocolli di intesa tra Inps e Procure, le segnalazioni si trasformano ben presto in verifiche, accertamenti e poi emissioni degli avvisi di pagamento. Chi proprio non ce la fa a ottemperare al proprio debito con lo Stato finisce in un tunnel da cui poi è difficile uscire. I settori più a rischio riguardano le cooperative e le imprese edili.
Ma non mancano, nell’elenco dei procedimenti penali, ditte commerciali con due o tre dipendenti, come ristoranti e negozi. Già nel 2009 un caso analogo avvenne proprio a Bovisio, con un imprenditore edile condannato dal giudice Anna Letizia Brambilla del Tribunale di Desio a due mesi di reclusione e mille euro di multa per non aver versato oltre 77mila euro di contributi all’Inps di Desio, che fece la segnalazione. In quel caso la pena fu tramutata in una multa di 2.280 euro. 

Bovisio Masciago - No alle rotatorie «inutili» Sì alla nuova elementare

di Veronica Todaro da il Giorno del 04/10

UN INVESTIMENTO certo: tre milioni e 400mila per la nuova scuola elementare che verranno stanziati nel bilancio 2015, insieme al completamento di via Fallaci, altri 160mila euro, per rendere più snello il traffico intorno all’area del futuro sottopasso di Ferrovie Nord.

INTANTO, se le idee sono chiare per il futuro bilancio, l’Amministrazione comunale ha presentato l’altra sera in Consiglio una variazione sul bilancio attuale, «per renderlo più trasparente», andando a eliminare opere pubbliche approvate dalla precedente Giunta di centrodestra e di «improbabile realizzazione». Il bilancio previsionale, approvato ad aprile, prevedeva infatti interventi come la rotatoria tra via Europa e via Bertacciola e quella tra corso Milano e la Strada Nazionale dei Giovi. «Entrambi gli interventi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Bosisio – non sono realizzabili perché non sostenibili dal punto di vista finanziario. I fondi per le rotonde sono vincolati a un milione e 100mila euro derivanti dall’alienazione di alcune proprietà comunali che non si sono concretizzate».

ALTRI interventi erano legati agli introiti da oneri di urbanizzazione, la cui previsione ad aprile è stata eccedente di 200mila euro, e soprattutto dei fondi di compensazione ambientale legati a Pedemontana, che superano di poco il milione di euro. «Questi soldi – continua l’assessore – non arriveranno né nel 2014 né nel 2015. Quindi è inutile tenere in bilancio la greenway e le rotatorie tra Corso Italia e la tangenziale sud e tra via Bonaparte e la Nazionale dei Giovi. A livello di investimenti abbiamo pertanto deciso di puntare forte sulla nuova scuola, stanziando 3,4 milioni di euro nel 2015 e sul completamento di via Fallaci». 

Stato di calamità e sconti sulla Tari. Bovisio mette un argine al Seveso

di Veronica Todaro da il Giorno

UN PROGETTO per piazza Mozart, l’aggiornamento della rete fognaria, lo studio delle sponde, ma anche un nuovo piano comunale delle emergenze e il potenziamento delle attrezzature. Sono questi i versanti su cui si sta muovendo l’Amministrazione comunale dopo l’alluvione dell’8 luglio. Un lavoro lungo e delicato che comprende anche l’iter di richiesta del decreto di calamità naturale e le operazioni per la defiscalizzazione della Tari per le famiglie e le attività coinvolte. Se molti cittadini lamentano il fatto che non si stia facendo nulla, la realtà è che sul versante della messa in sicurezza del territorio e su quello della gestione delle emergenze c’è molto da dire. È stato il sindaco Giuliano Soldà ad illustrare, martedì sera, durante il Consiglio comunale, gli interventi messi in atto e i prossimi su cui concentrarsi. «Per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio - ha spiegato il primo cittadino - dobbiamo esaminare lo stato di sicurezza delle sponde dei ponti e valutare le modalità per superare l’effetto piscina nella zona compresa tra via Lambro e don Bosco. Sul versante del piano fognario daremo incarico ad un professionista per l’aggiornamento della rete fognaria in maniera da definire i tratti critici e porvi rimedio». È su piazza Mozart però il progetto più atteso: «Abbiamo eliminato l’ipotesi di una parete di contenimento provvisoria sul bordo del fiume, per cui dobbiamo definire un progetto che mantenga caratteri architettonici accettabili a seguito del possibile innalzamento dei muretti di delimitazione delle aiuole, il mantenimento di un passaggio verso il torrente e il posizionamento di una paratia mobile». Il progetto potrebbe essere pronto già nei prossimi giorni. Il Comune sta cercando anche di reperire i fondi necessari per proseguire il completamento dell’argine di piazza Mozart attraverso il posizionamento di massi, a continuazione del precedente intervento. Anche la Protezione civile e i Vigili del fuoco stanno predisponendo un intervento straordinario per il taglio di tutte le piante che potrebbero mettere a rischio l’abitato. Tra le tante idee c’è anche quella di un idrometro, mentre è in corso la raccolta fondi per le attrezzature della Protezione civile. «Stiamo raccogliendo materiale, foto, dichiarazioni, articoli - conclude il sindaco - per il libro Il Seveso e la sua gente».

Bovisio Masciago - Alluvione Seveso. Cittadini contro Comune e Regione per avere il risarcimento dei danni

di Veronica Todaro da il Giorno 

MENTRE C’È CHI, come i residenti di piazza Mozart, è appeso alla speranza che Regione Lombardia si pronunci sullo stato di calamità dopo l’alluvione dell’8 luglio, c’è chi si è stancato di aspettare e ha promosso un ricorso davanti alla Corte d’Appello di Milano, Tribunale regionale delle acque pubbliche, per accertare le responsabilità di quanto accaduto e ottenere il risarcimento dei danni subiti.

IN SOSTANZA tre cittadini, A.M.G., C.T. e I.G, residenti nella zona di via Matteotti, hanno richiesto un accertamento tecnico preventivo per accertare la responsabilità di Regione Lombardia e del Comune di Bovisio Masciago, in via solidale o alternativa, per i danni patrimoniali e non, subiti in seguito all’esondazione.

L’AMMINISTRAZIONE comunale per prima ha ritenuto opportuno dover resistere in giudizio per tutelare le ragioni dell’Ente, nominando un consulente tecnico di parte. Pochi giorni fa si è tenuta la prima udienza durante la quale la Corte d’Appello ha accolto l’istanza dei ricorrenti, nominando un consulente tecnico d’ufficio per tutti gli accertamenti del caso.

«IL TECNICO - sottolinea il sindaco Giuliano Soldà - avrà il compito di verificare che i danni citati dai tre cittadini abbiamo un riscontro effettivo e dall’altro capire le responsabilità dell’ente locale e della Regione, tenendo conto che si è trattato di un evento eccezionale. Non sappiamo ancora quali siano i tempi e le modalità. Il nostro consulente e quello nominato dalla Regione seguiranno tutti i lavori del Ctu per andare a fondo alla questione, ricercando cause e concause». Intanto Regione Lombardia ha avviato il percorso nei confronti dello Stato per il riconoscimento della calamità naturale: il pronunciamento spetta ora al Ministero delle Finanze che dovrà decidere se e quanto concedere ai Comuni interessati dall’alluvione.

DAL CANTO SUO il Comune non è stato con le mani in mano. In più occasioni infatti il sindaco e l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bosisio hanno incontrato il geometra Claudio Brambilla, della Ster di Monza, la sede territoriale di Regione Lombardia, per la verifica dell’entità dei danni e per trovare soluzioni.

«UNA POTREBBE essere l’installazione di paratie mobili in piazza Mozart - continua il primo cittadino - insieme all’innalzamento di un metro dei muretti di contenimento di delimitazione delle aiuole. Per legge non possiamo toccare le sponde, se non attraverso l’autorizzazione della Ster e del prefetto, visto che all’interno dei quattro metri dell’alveo è proprietà del demanio. Di fatto le modifiche si basano su determinati calcoli idraulici non da poco».

«STIAMO PROCEDENDO ad un esame specifico di tutte le sponde - sottolinea il sindaco Giuliano Soldà - Poi convocheremo tutti i frontisti, di modo che i tecnici della Ster possano informarli sugli obblighi e le competenze». 

Bovisio Masciago - Pasticcio sull’asilo di via Tiepolo. Comune in debito di 231mila euro

di Veronica Todaro da il Giorno

NON SOLO il danno non è stato provato ma oggi il Comune è ancora in debito con l’impresa che aveva eseguito i lavori, fallita per causa dei mancati pagamenti. È stata una sentenza della Corte d’Appello di Milano a riportare agli onori della cronaca la vicenda dell’asilo nido di via Tiepolo, la struttura al centro di accese contestazioni dal 2009 tanto da finire sui tavoli della Procura della Repubblica prima, poi in Tribunale. Nella sentenza del dicembre 2013 ma solo da pochi giorni sul tavolo del sindaco Giuliano Soldà, si legge che per quanto riguarda i lavori non si ravvisa né danno, né truffa, né frode allo Stato. Anzi, il presunto danno sopportato dal Comune «non è certo, non è liquido e neppure esigibile». Il procedimento si era aperto dopo i primi rilievi: l’edificio non era collaudabile, era inagibile e assolutamente insalubre, privo di opere di completamento e con una serie di gravi problematiche a carattere costruttivo. A processo erano finiti sei imputati con l’accusa di truffa e frode. Un socio dell’impresa era stato condannato con rito abbreviato e aveva fatto ricorso ed erastato assolto in Appello. Per gli altri era proseguito il processo. Il Comune, all’epoca guidato da sindaco Emanuele Galimberti, si era costituito parte civile per chiedere i danni.

Oggi, il neo sindaco Giuliano Soldà, che dal 2004 al 2009 faceva parte della Giunta che aveva ordinato i lavori, ha revocato il mandato all’avvocato. «La Corte d’Appello - spiega il primo cittadino - inserisce nella sentenza affermazioni che ci fanno ritenere inutile continuare a pagare gli avvocati in assenza di un risarcimento certo. Se all’ultimo grado di giudizio saranno condannati gli imputati che hanno scelto la via del rito ordinario, di sicuro faremo valere le nostre ragioni». Fino ad oggi il Comune ha speso 131mila euro per spese legali, più altri 100mila euro per spostare provvisoriamente i bambini del nido nella sede di via Isonzo. «In totale – prosegue Soldà - 231mila euro, a cui si aggiungono le parcelle non ancora pagate al collaudatore, per scoprire che l’impresa non ha diritto a circa 100mila euro dei 600mila che chiede, per lavori non eseguiti alla perfezione». La Corte d’Appello sottolinea anche che le motivazioni che stanno alla base della vicenda giudiziaria, sono irrilevanti dal punto di vista penale e basate soltanto su motivi politici: «A partire dalla denuncia del Sindaco di Bovisio Masciago Emanuele Galimberti - si legge nella sentenza - che è sì stata genesi del presente processo penale ma più che altro per deferire all’Autorità giudiziaria il comportamento dei Consiglieri comunali della precedente Amministrazione: costoro sono il vero bersaglio polemico ed oggetto di querela». 

Bovisio Masciago - Mobili e crisi Russia-Ucraina. Walter Mariani: “Non resisteremo più di due mesi”

di Matteo Pucciarelli da la Repubblica

WALTER Mariani con la sua piccola azienda a Bovisio Masciago lucida mobili “upper class”, pensati soprattutto per il mercato estero. I fatturati, a causa del blocco russo, si sono già dimezzati, racconta lui.

Quali erano i vostri rapporti commerciali con Mosca?
«Noi lavoriamo insieme a una grande impresa italiana che si occupa di tutto il settore del mobile, con showroom nella capitale e San Pietroburgo. Quello pensato per il mercato russo è generalmente un arredamento di qualità e di lusso. Se andiamo a vedere le commesse, circa il 60 per cento del lavoro era destinato laggiù».

Cosa è cambiato nelle ultime settimane?
«Da tre mesi a questa parte, cioè dall’inizio della crisi ucraina, sono cominciate le difficoltà con i clienti russi: merce non ritirata, preventivi a cui non è più arrivata risposta, continui rinvii, anche nei pagamenti. A volte motivati, spesso con scuse vere e proprie. Con il rischio, se la situazione non si sblocca nel giro di poco, di ritrovarci con milioni di euro di prodotti invenduti».

Ma l’embargo non tocca il settore del legno e dell’arredo...
«No, ufficialmente no. Nei fatti però tutto il comparto lamenta questo cambiamento di “atteggiamento”, per così dire. Ci siamo rivolti anche ai rappresentanti del commercio russo a Milano, che negano ogni ostruzionismo. Un muro di gomma. Ma insomma, la questione è tutta politica».

Fare a meno dei russi è possibile?
«Guardi, qui non stiamo parlando di mobili Ikea, di camerette da due o tremila euro. Ultimamente abbiamo lavorato a una commessa in Azerbaijan, una villa con arredi di lusso per due milioni di euro. Tutti prodotti artigianali, con camere che arrivano a costare 250mila euro di mobilia. Rinunciare su due piedi a un mercato rivolto a 350 milioni di abitanti, dei quali un 10 per cento ricchissimo, è impossibile. Il mercato italiano non esiste quasi più e comunque non è sufficiente. Cittadine come Meda e Cantù vivono da diverso tempo grazie ai russi».

Verosimilmente, quanto tempo avete per risolvere la questione?
«Due mesi, oltre cominceranno le chiusure. Le sanzioni, se si va avanti così e non si trova in tempi brevi una soluzione, sono tutte a nostro danno».

Bovisio Masciago - Pendenza sbagliata nelle zone asfaltate. Il collaudo del nuovo mercato a dicembre

di Veronica Todaro da il Giorno

IL COLLAUDO ufficiale e definitivo potrebbe essere previsto per la fine dell’anno. Anche perché se è vero che l’area che ospita il mercato settimanale in corso Milano è stata inaugurata ad aprile, le criticità emerse non hanno permesso di concludere l’iter di collaudo. A questo proposito, l’Amministrazione comunale alla fine del mese di luglio, ha incontrato l’impresa che si era occupata dei lavori, la quale si è assunta l’impegno di completare gli interventi di risistemazione dell’area senza costi aggiuntivi per il Comune, per un’opera costata oltre un milione e 600mila euro. «Per quanto riguarda uno dei maggiori problemi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bosisio - quello delle pendenze sull’asfalto della pavimentazione, sono stati effettuati dei test di ripristino e compensazione su un’area limitata: i risultati sembrano essere promettenti e se si dimostreranno stabili la soluzione verrà estesa a tutte le zone critiche». Come campione è stata presa in esame una zona della piazza in corrispondenza di una vasta pozzanghera.
Il problema è infatti la pendenza sbagliata sulle zone asfaltate. Questo comporta la formazione di zone di ristagno dell’acqua dove stazionano gli ambulanti, un disagio ma anche un potenziale pericolo.
L’Amministrazione ha poi proposto l’introduzione di alcune migliorie, tra cui una segnalazione più evidente per i cancelli, ora poco visibili al buio e il posizionamento di portali all’ingresso dell’area parcheggio, per limitare l’accesso ai mezzi pesanti che potrebbero velocizzare il deterioramento della pavimentazione. I lavori, che dovrebbero partire entro 15 giorni, potrebbero concludersi per la fine del mese di ottobre, di modo da poter avviare le pratiche relative al collaudo dell’intera opera. Per quanto riguarda la struttura da adibire a bar invece, sono pervenute due offerte in seguito alla riapertura del bando, che prevedeva un contratto di sei anni più sei a partire dalla data di sottoscrizione dell’atto, con un canone base annuo di 20mila euro modulato fino a 40mila. Già nei prossimi giorni è prevista l’apertura delle buste: l’assegnazione del locale avverrà in seguito alla verifica della compatibilità delle proposte con il progetto.
Intanto, qualche giorno fa, l’assessore ha incontrato una delegazione di ambulanti che volevano essere informati sui lavori. Il riscontro è stato positivo: il nuovo mercato piace. 

Due mesi dopo l’alluvione a Bovisio Masciago regna ancora la devastazione

di Veroniac Todaro da il Giorno del 29/08

SONO PASSATI 52 giorni dall’esondazione del Seveso, eppure in piazza Mozart il tempo sembra essersi fermato alla data dell’8 luglio, quando il fiume ha devastato case e vite. Il palo con il cartello che indica la sosta per un’ora è ancora piegato, i sacchi di sabbia posti dalla Protezione civile fanno del loro meglio per sostituire un argine inesistente, ma non è abbastanza, l’erba è cresciuta a dismisura, l’immondizia di quei giorni in parte è rimasta lì e l’odore di muffa e marcio è ancora nell’aria a mano a mano che ci si avvicina al complesso residenziale.

IL TITOLARE del bar La Piazzetta, Claudio Dabbeni, fa del suo meglio per invogliare i clienti, ripristinando i tavolini all’aperto e mettendosi persino a tagliare l’erba davanti al suo locale. All’interno due pannelli bianchi invitano gli avventori a lasciare un commento su quanto è successo, un modo forse per sdrammatizzare e per essere incoraggiati ad andare avanti allo stesso tempo. C’è chi ironicamente ha scritto: «La prossima volta che decidete di pulire tutto il bar non fate uscire il Seveso». Dabbeni se l’è vista brutta: il bar è rimasto chiuso per 15 giorni e la conta dei danni parla di 100mila euro, con la perdita dell’intero magazzino e di parte degli arredi. Così come se l’è vista brutta «Il nido di Wendy», l’asilo nido che riaprirà lunedì e che per due mesi interi ha dovuto correre dietro a lavori di bonifica e sanificazione ad alti livelli, rifacimento della pavimentazione, tinteggiatura dei locali e acquisto di mobili e suppellettili per accogliere al meglio gli oltre 25 bambini che tra pochi giorni torneranno a scuola. In piazza Mozart da sei anni, il nido ha subito danni per 70mila euro ma con un sorriso amaro, una delle titolari, Valentina Comi, dice: «È acqua passata». Eppure la forza di rialzarsi non manca, nonostante un cavo elettrico volante attraversi buona parte del porticato per portare corrente nelle parti comuni del condominio che sovrasta bar e asilo, nonostante i citofoni rotti, nonostante il fatto che più di 30 famiglie abbiano perso auto, moto, biciclette e quant’altro stivato nei box o nelle cantine: i ricordi di un tempo, le foto di famiglia, i giochi dei bambini. Ci sono persone con problemi di mobilità che da settimane non escono di casa, perché gli ascensori non funzionano dal giorno dell’esondazione, c’è chi è tagliato fuori dal mondo perché il telefono fisso è muto da due mesi. Quadri e contatti sono ossidati e a parte i costi proibitivi, si parla di 50mila euro per ogni ascensore da far ripartire, tre in totale, più le spese per i citofoni e le centraline, altri 50mila euro, i tecnici sostengono che nei sotterranei ci sarebbe ancora troppa umidità per poter procedere con i lavori di ripristino.

L’ACQUA del Seveso, passata anche attraverso le scale condominiali raggiungendo un’altezza di quasi un metro e novanta, ha distrutto piastrelle e lastre di marmo, ha spazzato via intonaci, divelto le porte delle cantine e sradicato le saracinesche dei box. Il primo segno di ritorno alla normalità al piano meno uno è stata la sostituzione del motore del cancello elettrico: anche se le auto, per chi ha potuto permettersene una nuova, sono parcheggiate nelle vie limitrofe, è stato un piccolo passo e la prima di una lunga serie di spese da dover affrontare per far rivivere la quotidianità. La tranquillità, quella no, la paura è ancora negli occhi di tutti.

Bovisio Masciago - Alveo del fiume Seveso ostruito. Protezione civile in campo, rimossa una robinia

di Veronica Todaro da il Giorno del 12/08

L’ALLERTA era scattata per due cipressi che a causa delle forti piogge si erano rovesciati con la chioma nel Seveso. Ma una volta arrivati all’interno di un proprietà privata di via Don Bosco, i volontari del gruppo comunale di Protezione civile hanno fatto un’altra scoperta. Un’enorme robinia, trascinata probabilmente dall’alluvione di un mese fa, incastrata nell’alveo del fiume. Grazie al basso livello dell’acqua, i volontari hanno potuto rendersi conto da vicino dello stato del tronco e dei rami. La preoccupazione maggiore è stata, quindi, quella di togliere la pianta che con una piena futura avrebbe potuto essere trascinata e creare intoppi allo scorrere dall’acqua, andando magari ad incastrarsi sotto un ponte fino a provocare possibili esondazioni.

I VOLONTARI hanno quindi iniziato a tagliare i rami e parte del tronco, ma nelle prossime ore dovranno procedere a rimuovere l’enorme fusto. Probabilmente l’intervento verrà coadiuvato con l’aiuto di volontari dei comuni limitrofi, che metteranno a disposizione attrezzature idonee per il sollevamento del tronco. Intanto ci sono volute più di quattro ore per l’operazione di sradicamento dei rami e di pulizia del fusto. Nel giro di una settimana è la seconda situazione di pericolo a cui i volontari hanno dovuto far fronte. Poco più di sette giorni fa infatti, un’altra pianta, questa volta in via Vittorio Veneto, aveva sfondato il muro di cinta di una proprietà privata e il muro di cinta delle Ferrovie Nord, tranciando i cavi dell’alta tensione caduti sui binari e bloccando la circolazione dei treni. Anche in quel caso ci erano volute più di due ore prima che il grosso pino del diametro di un metro e 20, forse l’esemplare più grosso presente a Bovisio Masciago, fosse rimosso dai volontari e dai Vigili del fuoco di Bovisio, con l’aiuto del personale delle ferrovie e degli operai all’opera nel cantiere per la realizzazione del sottopasso. A far precipitare la pianta il violento nubifragio che si era abbattuto su Bovisio Masciago. Per rimuovere il fusto era stata addirittura utilizzata una gru in uso al cantiere che ha rimosso dai binari la parte più pesante del tronco. «In questo caso si è trattato di un albero all’interno di una proprietà privata - ha sottolineato il sindaco Giuliano Soldà -. Ma proprio dopo questi episodi prenderà il via un’indagine fitostatica di tutte le piante sul territorio comunale per verificarne lo stato di salute». 

Bovisio Masciago - Sottopasso ferroviario: 70 giorni alla consegna. Ma i lavori non sono partiti

di Veronica Todaro da il Giorno

SETTANTA giorni alla fine dei lavori. O almeno è quello che segnala il pannello luminoso a pochi metri dal passaggio a livello di via Roma. Peccato però che lo scavo per il sottopasso non sia ancora partito e che quindi non sia possibile che, in poco più di due mesi, i cittadini di Bovisio Masciago possano dire basta alle interminabili code davanti alle sbarre abbassate. Per chiarire la situazione, nei giorni scorsi il sindaco Giuliano Soldà ha incontrato i rappresentanti di Ferrovie Nord e di Regione Lombardia. «Il problema ora è la collocazione del terreno che verrà asportato al momento dello scavo – spiega -. Si tratta di circa 13mila metri cubi di terra. I primi 3-4 mila metri cubi verranno portati in discarica, perché si tratta di terra sporca e contaminata. Ma il resto?». Secondo l’accordo sottoscritto dalla precedente Giunta, la terra avrebbe dovuto essere collocata nel centro di addestramento della Protezione civile in via Bertacciola. «Le questioni sono due – prosegue il sindaco -: per prima cosa non era stata richiesta l’autorizzazione alla proprietà: e poi la Giunta Galimberti ha revocato il contratto di affitto con Terna. Come era possibile quindi portare lì il terreno?». L’operazione di smaltimento della terra ora costerà alle casse comunali circa 300mila euro, una cifra non prevista nel progetto. «Così come nel progetto da 4 milioni di euro non erano previste altre spese a carico del Comune, quali i costi per lo studio della viabilità, della creazione della rotonda tra via Stoppani, via Foscolo e via Vittorio Veneto per almeno 160mila euro, oltre alla rotonda su via Fallaci - elenca il sindaco -. I mezzi pesanti, pullman e camion non potranno accedere al sottopasso ma bloccheranno la possibilità di svolta alle auto una volta in coda per il passaggio a livello. Dobbiamo anche essere pronti con lo studio della viabilità».

Bovisio Masciago - Consiglio aperto sui danni del maltempo. Il sindaco: «Visiterò le case alluvionate»

di Veronica Todaro da il Giorno

NON SI SONO lasciati scappare l’occasione e hanno gremito la sala consiliare dopo aver letto l’Ordine del giorno. Si è aperta infatti con la comunicazione del sindaco Giuliano Soldà la seduta del consiglio comunale che ha cercato di fare chiarezza sull’esondazione del Seveso, sugli interventi adottati e su quelli futuri. Ma i cittadini colpiti dall’alluvione hanno chiesto la parola. E dopo una consultazione tra i consiglieri è stato deciso di trasformare la prima parte della seduta in un consiglio comunale aperto. Gli stessi residenti hanno quindi chiesto rassicurazioni e il sindaco ha dato la sua disponibilità a verificare di persona lo stato di cantine e appartamenti dei casi più critici. Niente accuse da parte dei cittadini, solo la volontà di capire il perché di un fenomeno di tale portata e come l’Amministrazione intenda muoversi. «Stiamo studiando le soluzioni - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bosisio -. Innanzitutto il ripristino delle sponde. Abbiamo verificato che è inutile l’utilizzo di cemento armato perché facilita la velocità di scorrimento dell’acqua. Meglio degli speroni per difendere le sponde che rallentino l’acqua. In secondo luogo il contenimento dei volumi: l’innalzamento delle sponde non è la soluzione ottimale perché creerebbe problemi alla struttura dei ponti». Infine la verifica del ponte di via Marconi perché durante l’esondazione dai parapetti trafilava l’acqua.

«DOBBIAMO mettere in cantiere prove di tenuta e collaudi strutturali», continua l’assessore. Intanto lunedì Bosisio e Soldà hanno incontrato il geometra Claudio Brambilla, della Ster di Monza, la sede territoriale di Regione Lombardia, per verificare l’entità dei danni. «Ci ha confermato - sottolinea Bosisio - che il Comune ha seguito la prassi in maniera corretta nell’invio delle schede per la prima stima dei danni pubblici e di quelli privati e sulle attività e spese di primo intervento. La stima è di un milione di euro, cifra destinata a raddoppiare». Ciò significa che nel caso in cui la Regione riconosca lo stato di calamità naturale, dovrebbero arrivare anche i rimborsi. Durante il Consiglio la Lega Nord, tramite Giovanni Sartori, ha lanciato alcune proposte per aiutare i cittadini. In primo luogo è stata richiesta la collaborazione nell’istituire un numero di conto corrente nel quale convogliare le offerte, risultato di una possibile raccolta fondi. Oltre alla richiesta della sospensione, per le famiglie colpite, del pagamento delle tasse sulla casa per almeno due anni.

Bovisio Masciago - Il mercato diventa un acquitrino. Il vicesindaco: lavori da rifare

di Veronica Todaro da il Giorno del 23/07

È BASTATO un temporale un po’ più violento del solito, per portare alle luce tutte le criticità della nuova area di corso Milano che ospita il mercato settimanale.

A POCO più di tre mesi del taglio del nastro, la nuova Amministrazione comunale deve rimettere mano all’opera costata oltre 1 milione e 600mila euro.
«La criticità maggiore - spiega Paolo Bosisio, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici - è legata alla pendenza sbagliata sulle zone asfaltate. Questo comporta la formazione di pozzanghere nelle zone di stazionamento degli ambulanti».
Un grave errore progettuale sarebbe stato quello di posizionare i tombini di scolo solo nelle zone laterali e non in quella centrale.
L’acqua penetrerebbe anche nelle torrette a scomparsa a cui i commercianti si allacciano per usufruire della corrente elettrica. Di certo un disagio e un rischio. «Si tratta di problemi strutturali - continua l’assessore - che vanno sistemati quanti prima. L’altro problema è legato ai parcheggi che si allagano e che sono sottodimensionati rispetto all’utenza che si reca al mercato».
Il problema potrebbe essere ovviato a breve. Dopo la decisione di fermare i lavori della rotatoria proprio davanti all’area del mercato, lo spazio destinato alla rotonda verrà riconvertito per far defluire il traffico, creando nuove aree di sosta.

ANCHE il prato verso corso Milano si trasforma in una grossa pozza d’acqua. Sotto l’area verde di fatto è stata collocata una vasca di drenaggio troppo piccola però, che tracima trasformando il prato in un acquitrino.
Come se non bastasse l’altra grossa criticità emersa è relativa alla struttura da adibire all’attività di somministrazione di alimenti e bevande. «Era stato pensato come bar - sottolinea Bosisio - è stato trasformato in un’area ristorante senza le caratteristiche idonee, un unico locale tra cucina e ristorazione, senza requisiti igienico-sanitari».
Il bando di gara, che prevedeva un contratto di sei anni più sei a partire dalla data di sottoscrizione dell’atto con un canone base annuo di 40mila euro, è sempre andato deserto.

«ABBIAMO contattato l’impresa che si è occupata dei lavori - conclude il vicesindaco - per la sistemazione di tutte le criticità rilevate. Per l’allagamento in particolar modo, perché potrebbero crearsi seri problemi anche per la sicurezza, soprattutto con il sopraggiungere dell’inverno. L’asfaltatura non eseguita a regola d’arte creerebbe infatti alcune fessure tra una rullata e l’altra dove si insinua l’acqua che con il freddo potrebbe trasformarsi in ghiaccio». 

Bovisio Masciago - Protezione civile e pompieri, troppe spese. Il Comune è pronto a disdire la sede

di Veronica Todaro da il Giorno

A DARE la disdetta ci aveva pensato qualche mese fa il sindaco del momento Emanuele Galimberti. Dopo 12 anni di affitto, rinnovabili per altri 12, il Comune avrebbe dovuto trovare la soluzione insieme alla proprietà per non versare più ogni anno 60mila euro per l’utilizzo dell’area di via Bertacciola 100, sede del centro di addestramento della Protezione civile e dei Vigili del fuoco, intitolata al Cavalier Gianfranco Ratti.
Oggi a sciogliere il nodo sulla sorte dell’area e dei volontari spetta a Giuliano Soldà, impegnato insieme al vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Paolo Bosisio, a trovare una via d’uscita. Se così non fosse, entro la fine dell’anno Protezione civile e Vigili del fuoco sarebbero costretti a lasciare la propria sede. «Il centro costa ogni anno alle casse del Comune all’incirca 100mila euro – spiega il primo cittadino -, di cui 60mila per l’affitto, il resto per il pagamento delle utenze sia per la parte della Protezione civile sia per i Vigili del fuoco, oltre alla manutenzione del verde e dell’intera area».

DAL 2005, infatti, al Ministero dell’Interno, da cui dipende il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e di conseguenza il distaccamento dei Vigili del fuoco volontari di Bovisio Masciago, istituiti proprio quell’anno, non sarebbe stato chiesto di versare all’Amministrazione comunale il dovuto per il mantenimento del distaccamento. «Non abbiamo introiti economici derivanti dall’area – continua il sindaco – nonostante le sue potenzialità». Il centro, struttura all’avanguardia nel panorama regionale e nazionale, è il luogo ideale per corsi di formazione sulla sicurezza ed esercitazioni. Ditte e società dovrebbero solo versare la relativa tariffa di utilizzo. Ma fino ad oggi i casi sono stati sporadici. «Ci siamo messi in contatto con la proprietà dell’area, Terna – prosegue il primo cittadino – per lanciare le nostre proposte: l’acquisizione gratuita da parte del Comune dell’area o il riscatto». La superficie del centro, pari a circa 78mila metri quadrati, è vincolata: potrebbe essere sfruttata dalla proprietà come area agricola, per impianti tecnologici o per pubblica utilità, come è accaduto finora. Il valore del sito si aggira tra i 2 e i 3 milioni di euro.

INTANTO bisognerà procedere alla verifica del sottosuolo e alla sua bonifica, per via della contaminazione degli olii rilasciati dai trasformatori dell’Enel, che fino al 1993 circa occupava l’area con i suoi impianti. Oltre a Terna, l’Amministrazione comunale ha già preso contatti anche con Regione Lombardia e con il Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Il prossimo passaggio sarà il coinvolgimento della Provincia e dei Comuni che fino ad oggi hanno utilizzato il campo per le esercitazioni dei propri corpi di Protezione civile. «Tutto il sistema della Protezione civile – conclude Soldà – converge a Bovisio Masciago, ma siamo noi a pagare le spese. Per questo vogliamo coinvolgere gli altri Comuni e gli Enti superiori per creare una rete».
Il centro era nato da un’idea di Gianfranco Ratti, sindaco dal 1995 al 2005, che era riuscito nell’intento di trasformare un’area degradata e rifugio di senza tetto nel primo centro polivalente per l’addestramento dei Vigili del fuoco, dei gruppi comunali e delle associazioni di Protezione civile.

Viaggia con una pistola e il colpo in canna. Arrestato a Bovisio pregiudicato di 78 anni

di Sonia Ronconi da il Giorno

UN PENSIONATO 78enne pregiudicato finisce in manette con l’accusa di detenzione e porto abusivo di armi e munizioni e ricettazione. L’ennesimo arresto messo a segno dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Desio. F.C. è un 78 enne originario di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), ma residente a Bresso. Il pensionato stava viaggiando sulla sua auto, quando un posto di blocco l’ha costretto a fermarsi per un controllo. Alle domande dei militari, mentre controllavano patente e libretto, sul perché si trovava in Brianza, l’uomo ha dato risposte vaghe che hanno insospettito i carabinieri che hanno deciso di perquisire l’autovettura dell’anziano calabrese. Un fiuto che ha premiato gli uomini dell’Arma: infatti, nel vano portabagagli hanno scovato una pistola marca «Beretta» modello 98 FS, calibro 9 x 21, con un colpo in canna e 7 proiettili; altri 8 proiettili sono stati rinvenuti nel vano portaoggetti della portiera anteriore del lato guidatore; inoltre all’altezza della cintura la persona perquisita occultava un coltello a serramanico. L’arzillo malvivente è stato pizzicato privo anche del porto d’armi. Inoltre, non è stato in grado di fornire alcuna spiegazione circa il rinvenimento della pistola. Gli inquirenti hanno successivamente fatto degli accertamenti, scoprendo che la pistola era stata rubata il 4 dicembre del 2007 in un’abitazione di Lomazzo (Como). Il pensionato calabrese, con precedenti penali per reati contro la persona, il patrimonio e legati al possesso illegale di armi, è stato tratto in arresto in flagranza e trattenuto in camera di sicurezza in attesa del giudizio con rito direttissimo. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza, sono ancora in corso e puntano a scoprire per quale motivo il plurigiudicato stava viaggiando con un’arma carica.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »