Regiona Lombardia

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Lombardia - Beffa sui fondi Ue fermi 178 milioni di Garanzia giovani

di Matteo Pucciarelli da la Repubblica

DOVEVA rappresentare la svolta: un grande piano a favore dei 260mila “neet” della regione, i giovani che né studiano né cercano lavoro. E invece Garanzia giovani, progetto europeo lanciato nel maggio scorso in pompa magna per il quale alla Lombardia sono stati destinati 178 milioni di euro in due anni, si sta rivelando un flop. Gli iscritti sono sotto le attese. E anche chi ci ha provato non se la passa meglio, nel senso che di risposte ne sono arrivate ben poche. Il programma è rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni senza occupazione. Ci si iscrive sul portale dedicato, si sceglie la regione dove si vuole tentare di entrare nel mondo del lavoro e dopodiché le varie regioni danno l’opportunità di scegliere tra un operatore pubblico o privato accreditato. Il quale dovrebbe prendersi in carico il singolo iscritto e orientarlo tra offerte di stage, tirocini, apprendistati e magari contratti veri e propri. I residenti in Lombardia che si sono iscritti sono 8.136: a conti fatti, meno del 3% della platea a cui le misure sono state rivolte, cioè i famosi 260mila “neet”. Poi ci sono altri 10mila giovani che hanno scelto di optare per la Lombardia, il record fra tutte le altre regioni per scelta da parte dei fuori sede. La seconda parte del problema riguarda le chance di successo del programma in sé.

Alla Afol (il vecchio centro per l’impiego) di Milano città, ad esempio, sono arrivate 300 iscrizioni. Ad oggi nessuno dei ragazzi è mai stato chiamato per il colloquio successivo. In Lombardia la giunta ha deciso di inserire Garanzia giovani dentro uno strumento già attivato in precedenza, cioè la Dote unica lavoro. In teoria un modo per risparmiare tempo; in pratica invece il ministero del Lavoro, in attesa di dare l’assenso definitivo all’idea, non ha ancora versato un euro. E non essendoci i fondi se non sulla carta, la macchina di fatto non parte. «Mancano i decreti ministeriali per l’assegnazione degli incentivi alle aziende che assumono», conferma l’assessore regionale al Lavoro Valentina Aprea. Anche gli operatori privati non brillano: secondo Adapt, centro studi fondato da Marco Biagi, oltre il 90 per cento delle offerte di Garanzia giovani sono in realtà vecchi annunci delle agenzie interinali ripubblicati. «Chiederò ai nostri uffici — aggiunge Aprea — di mandare una nuova mail agli iscritti per assicurare che saranno tutti contattati dagli operatori. Comunque dal maggio scorso ad oggi in 1.500 hanno trovato un inserimento grazie a Dote lavoro».

Lombardia - Al voto la legge ammazzaforeste

di Andrea Montanari da la Repubblica

LE ASSOCIAZIONI ambientaliste l’hanno soprannominata la legge “ammazzaforeste”, che aprirebbe la strada alle gare di motocross nei parchi e alla cementificazione non solo nelle zone di montagna, ma anche in pianura. Alzando dagli attuali 15 a 30 anni il periodo di tempo entro il quale un bosco di montagna potrà essere tagliato senza bisogno di autorizzazioni. E da 5 anni a 15 quello in cui anche il proprietario di un’area in pianura già edificabile e destinata ad uso produttivo potrà tagliare arbusti e specie arboree senza più dover pagare ai Comuni delle compensazioni. L’opposizione di centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle in Regione sono pronti a salire sulle barricate per difendere i 621mila ettari di suolo lombardo coperti da boschi e foreste. Più di un quarto del territorio regionale. Per questo hanno presentato 52 emendamenti contro il progetto di legge 124 oggi all’ordine del giorno del Consiglio regionale. A far discutere è il principio introdotto nell’articolo 1 che modifica il precedente testo della legge 31 del 2008 come chiesto e ottenuto dal consigliere regionale Carlo Malvezzi del Nuovo centrodestra, durante il tormentato iter del provvedimento nella VIII° Commissione Agricoltura, Foreste e Parchi. Le associazioni ambientaliste sostengono che la legge «è stata scritta per compiacere la piccola, ma agguerrita lobby di chi ama scorrazzare con moto, Suv e fuoristrada lungo sentieri e mulattiere».

L’associazione Parco Sud, Cai Lombardia, Fai, Legambiente, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Orobie vive, Touring club e Wwf, hanno scritto una lettera per spiegare le loro ragioni. «La legge punta ad attribuire competenze autorizzative ai sindaci, sebbene i Comuni non dispongano di tutte le strutture tecniche necessarie a valutare gli interventi su ambiti forestali; ad attenuare la definizione di bosco; a consentire la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico nei pressi dei boschi; ad ampliare le possibilità di autorizzare manifestazioni motoristiche in aree forestali e lungo sentieri e mulattiere». Anche se su quest’ultimo punto il nuovo testo prevede che la deroga debba essere autorizzata «dopo un parere preventivo vincolante degli enti gestori interessati ».

Dall’opposizione, il Pd Marco Carra attacca: «È inaccettabile la modifica unilaterale del concetto di bosco di pianura, che per essere tale deve attendere 15 anni anziché 5 come ora». Sulla stessa linea il grillino Gianpietro Maccabiani: «È un progetto di legge di cui beneficeranno in pochi e che va contro l’interesse dei cittadini lombardi e della tutela dell’ambiente». Sul fronte opposto, il presidente della commissione Agricoltura Alessandro Fermi di Forza Italia difende la legge di cui è relatore: «Non è affatto vero. Si tratta solo di un aiuto a quegli imprenditori che nonostante la crisi decidono di allargare la loro attività su un terreno che era già edificabile e destinato ad area produttiva». Dello stesso avviso Dario Bianchi della Lega: «Vogliamo solo dare una mano ai giovani agricoltori che decidono di riprendere l’attività sui terrazzamenti lasciati abbandonati da anni ».

Monza - Beni Comuni: Appello ai consiglieri regionali della Lombardia

Gentilissime/i,
il consiglio regionale della Lombardia nei prossimi giorni, avvierà alcune importanti discussioni sulla questione della mobilità delle persone e delle merci nella regione, come Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, riteniamo che della Vostra discussione dipenderà il futuro della regione in materia di sviluppo sostenibile.
Il Consiglio regionale ha una grande opportunità per invertire la rotta sino a questo momento seguita da almeno un ventennio, riteniamo che in questo momento l'allarme sia ai massimi livelli, sia per l'eccessivo consumo del suolo (il doppio della media nazionale)m, sia per i livelli di inquinamento dell'aria e del suolo le cui cause principali sono dovute ai troppi veicoli circolanti in regione.
Alcuni dati importanti su cui dovreste effettuare una seria riflessione a prescindere lo schieramento di appartenenza, ma per il Bene Comune:
Consumo di suolo in Italia: raddoppiato dal 1956. Lombardia maglia nera con oltre il 10%

Un'indagine dell'ISPRA nuova conferma del devastante consumo di suolo in Italia, raddoppiato dal 1956, con una percentuale nazionale passata dal 2,8 al 6,9%. La cementificazione viaggia al ritmo di 8 m2 al secondo. Lombardia maglia nera con oltre il 10% del territorio "sigillato". I risultati emersi dal Convegno ISPRA del 5 febbraio a Roma. Pubblichiamo la tabella del consumo di suolo per regione e il comunicato congiunto ISPRA-Unione Europea;

Km di strade di per diverse tipologie escluse le strade dei 1.544 comuni tranne i capoluoghi di provincia:
Strade regionali e provinciali Km 10.301
Strade di interesse nazionale Km 946
Autostrade Km 589
Strade comunali(solo nei capoluoghi di provincia) Km 4.644
Totale strade: Km 16.480
Nei restanti comuni manca il dato, ma esso si presta ad essere inquietante.
Rete ferroviaria
La rete ferroviaria della Lombardia conta 1869 km di binari e circa 400 stazioni di cui 95 fungono da interscambio.Su di essa attualmente circolano 1500 treni al giorno i quali trasportano circa 559.000 passeggeri percorrendo quasi 27 milioni di chilometri all'anno.

Come nel resto del paese, le linee ferroviarie lombarde si suddividono in due tipologie: le linee di proprietà statale e quelle di proprietà regionale, queste ultime un tempo definite concesse in quanto gestite da società private in regime di concessione.

Rete statale
Le ferrovie statali sono gestite da RFI, società del gruppo Ferrovie dello Stato, competente per quanto riguarda la manutenzione e la sicurezza degli impianti, la vendita delle tracce di circolazione e l'esercizio delle stazioni ferroviarie afferenti alle linee. Per quanto riguarda le ferrovie ubicate sul territorio della regione, esse appartengono al compartimento di Milano

Ferrovie dello stato in Lombardia:
doppio binario elettrificato Km 790
binario semplice elettrificato Km 603
binario semplice non elettrificato Km 278
Ferrovie nord:  Km 198
Totale km 1.869

Il divario è enorme tra rete stradale e rete ferroviaria, non è più comprensibile e compatibile anche sul piano economico che si continui a costruire strade e svincoli, bisogna cambiare filosofia.
Non c'è più tempo da perdere, non possiamo aspettare inermi che accada il peggio. Siamo consapevoli che sono sedimentati gli interessi di lobby e speculatori legati alla vecchia mobilità.
Occorre attivarci per il cambiamento.
Le autostrade regionali sono già un fallimento annunciato, ed ogni euro che verrà speso per questi ecomostri della pianura sarà un euro tolto a famiglie, imprese ed enti locali.
Senza contare gli effetti su smog, agricoltura e paesaggio dei cittadini lombardi. Non vogliamo in alcun modo essere complici di queste scelte e vi chiediamo di non esserlo anche voi.
Occorre far sentire una voce diversa da quella che, coccolata da banche e media, vuole farci credere che gli 11 (undici) miliardi da spendere per fare l'inutile BreBeMi, la disastrosa TEM e la dannosa Pedemontana rappresentino il futuro che tutti i lombardi aspettano. Perchè il futuro non passerà di lì, non c'è nessun indicatore che lo lasci supporre. E a maggior ragione non passa nemmeno da tutti gli altri progetti autostradali in lista d'attesa, dalla Broni-Mortara alla Cremona-Mantova, dal TIBRE all'IPB, dalla Pedemontana Bis all'autostrada della Valtrompia.

Non c'è bisogno di nuove autostrade, ma di una MOBILITA' NUOVA. Una mobilità che incroci i bisogni quotidiani di lavoratori e studenti, che decongestioni le città, che conceda spazio e sicurezza a ciclisti e pedoni, che utilizzi meglio le infrastrutture ferroviarie, che consenta a nuovi operatori di mettere a disposizione una maggiore e più qualificata offerta di mobilità e che innovi i concetti di logistica per le merci per tagliare drasticamente il numero di camion che percorrono la nostra rete stradale e autostradale.

In allegato alcuni file specifici che dimostrano quanto sia importante lavorare e progettare il nostro futuro in modo diverso.

Distinti saluti,

Per il Comitato Beni Comuni di MB.

Biagio Catena Cardillo.

http://www.facebook.com/ComitatoBeniComuniMonzaEBrianza http://www.facebook.com/#!/groups/comitatobenicomuni/
benicomunimb@gmail.com

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »