Ambiente

Meda elezioni amministrative 017: la scelta di Sinistra e Ambiente dopo un bilancio dell'attività in CC

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda non parteciperà alla tornata elettorale del giugno 2017. Molte le critiche avanzate contro il sindaco (ricandidato) Caimi, la sua giunta e il Pd.
Un'analisi lucida e impietosa anche del pessimo "metodo" con cui si fa politica a Meda e un bilancio dell'attività svolta dal gruppo in Consiglio Comunale.
Condizioni che portano Sinistra e Ambiente a non  fare alcuna scelta tra i candidati sindaci e le liste che si son presentate ma a continuare l'attività sul territorio cercando di consolidarsi coinvolgendo altre persone con cui si sono già aperti dialoghi.

Tutto su:
MEDA, AMMINISTRATIVE 017: LA SCELTA DI SINISTRA E AMBIENTE
e su:
SINISTRA E AMBIENTE: BILANCIO DI CINQUE ANNI IN CONSIGLIO COMUNALE

Pedemontana e Diossina: la Conferenza dei Servizi del 28-2-017

L'analisi di Insieme in Rete sui lavori della Conferenza dei Servizi tenutasi il 28-2-2017 che ha valutato gli ultimi documenti di APL sulla contaminazione da diossina TCDD sulle aree dove si prevede il passaggio dell'inutile autostrada.
Dettagli e materiale su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2017/03/pedemontana-e-rischio-diossina-la.html

Pedemontana e rischio diossina: APL elabora due documenti conseguenti alla Caratterizzazione

Per dar seguito alle richieste emerse al tavolo tecnico in Regione Lombardia del 19-10-2016, seppur con ritardo rispetto alle tempistiche previste dall'iter, Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha  elaborato e consegnato agli enti preposti due documenti conseguenti alla Caratterizzazione dei suoli contaminati dalla diossina TCDD. Si tratta dell'ELABORAZIONE DEL MODELLO CONCETTUALE DEL SITO dell'ANALISI DI RISCHIO SPECIFICA.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, dopo accesso agli atti, ha fatto una disamina attenta dei contenuti di questi elaborati e per dare un contributo informativo, s'è impegnato in una lettura di documenti tecnici di non facile ed immediata comprensione cercando di sintetizzarli.

Qui le mappe e i dettagli:
PEDEMONTANA, DIOSSINA E CARATTERIZZAZIONE: PRESENTATI IL MODELLO CONCETTUALE SITO E L'ANALISI DEL RISCHIO
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2017/02/pedemontana-diossina-e.html

 

Pedemontana e diossina: i risultati e le conseguenze della caratterizzazione

L'analisi del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE sui risultati della caratterizzazione dei suoli per rilevare il livello di contaminazione da diossina TCDD nelle aree intersecate dal progetto della tratta B2 e inizio C della Pedemontana Lombarda.
I dati dicono che c'è una contaminazione residua diffusa.
Numeri e prime valutazioni su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/10/pedemontana-e-diossina-i-risultati-e-le.html

Pedemontana: c'è altra diossina sulla tratta ma Meda, isolata, balla da sola

Escono le prime notizie relative ai dati della Caratterizzazione dei suoli contaminati da diossina TCDD che verranno interferiti dal tracciato dell'autostrada Pedemontana.
Dati che mostrano punti con ulteriori e aggiuntivi superamenti dei limiti di legge.
Eppure, come era purtroppo prevedibile, l'amministrazione di Meda continua a restare nella sua nicchia di compiacente passività, staccata rispetto alle azioni, alle valutazioni e alle comunicazioni unitarie dei Comuni di Cesano Maderno, Seveso, Barlassina, Desio e Bovisio Masciago.
Il commento di Sinistra e Ambiente sui comunicati dei Sindaci su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/10/pedemontana-ce-altra-diossina-sulla.html

Insiema in Rete: Pedemontana, la commedia continua

Mercoledì 5-10-016 s'è tenuto l'annunciato incontro tra i sindaci dei Comuni della tratta B2 di Pedemontana e il Presidente della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) Antonio Di Pietro, presenti anche i vertici di Concessioni Autostrade Lombarde (CAL).

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE ha prodotto un comunicato molto critico di commento sugli esiti.
Il testo su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/10/pedemontana-continua-la-commedia.html

Meda: anche la documentazione conferma come ingiustificato il taglio dei tigli di via Seveso.

Durante l'incontro del 7-9-016 con i gruppi ambientalisti sulla vicenda del taglio dei tigli di via Seveso, l'assessore Buraschi s'era dichiarata sicura e certa della completezza documentale, pur non chiarendo a sufficienza se esistesse una relazione tecnica motivante la drastica scelta del taglio (vedi qui).
Ora la documentazione disponibile è stata consegnata, dopo debita richiesta, al Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente.
Una documentazione scarsa che conferma come il taglio sia ingiustificato e superficiali e frettolose le scelte dell'amministrazione Caimi.
Tutto su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/09/la-documentazione-conferma-come.html

Meda: Sinistra e Ambiente sul taglio ingiustificato dei tigli di via Seveso voluto dall'amministrazione di Caimi

Non possiamo esimerci dal commentare amaramente il taglio dei tigli di via Seveso a Meda, abbattuti dall'Amministrazione Comunale di Caimi in data 13-08-016.
Si tratta di una dozzina di alberi lì dimoranti da  circa 35-40 anni, a quanto ci risulta sani e dalle dimensioni tali da non dare preoccupazione rispetto alla loro stabilità nel rapporto tra la superficie di chioma e l'apparato radicale.
Appare inoltre decisamente una "furbata" la scelta del 13 agosto come data per il taglio, probabilmente per evitare qualsivoglia clamore, azione o richiesta di confronto e ripensamento da parte dei cittadini.
Tutti i dettagli e i commenti di Sinistra e Ambiente su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/08/sull-ingiustificato-taglio-di-alberi-in.html

A Meda approvata in CC la mozione di Sinistra e Ambiente per una memoria del disastro diossina dell'ICMESA

Il 27-7-016, nell'ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva, è stata discussa e approvata all'unanimità dei presenti (Sinistra e Ambiente, Pd, Meda per Tutti, Lega Nord e PdL/Ncd) la mozione di Sinistra e Ambiente sulla Memoria del disastro causato dall'ICMESA (azienda del gruppo Hoffmann- La Roche) con la fuoriuscita della diossina TCDD il 10 luglio 1976.
La mozione chiedeva la collocazione di un pannello illustrativo presso il muro della fabbrica all'entrata del Centro Sportivo di Meda.
Un pannello in continuità e a completare IL PERCORSO DELLA MEMORIA AL BOSCO DELLE QUERCE già presente nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce e l'acquisizione della mostra prodotta dallo stesso Parco sul disastro del 1976.
La proposta di Sinistra e Ambiente era anche quella di una collocazione permanente di questa mostra presso i locali della Biblioteca di Meda -Medateca-  affinchè la sua visibilità stimolasse la volontà d'approfondimento sull'argomento.
Quest'idea sembra al momento non applicabile a causa della situazione logistica dei locali della Medateca.
Nella discussione, Sinistra e Ambiente ha pertanto accettato alcuni emendamenti presentati dal Pd tenendo conto di questo fattore.
La mostra  “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” verrà dunque acquisita dal Comune di Meda e utilizzata in occasione di eventi pubblici sull'argomento.
Positivo anche l'emendamento concordato che impegna l'amministrazione a implementare le pubblicazioni sul disastro diossina dell'ICMESA presenti in Medateca.
Seguiremo con attenzione l'elaborazione di testo e immagini per il pannello da collocare presso il muro della fabbrica ICMESA all'entrata del centro sportivo di Meda.
L'intervento del Consigliere Comunale di sinistra e ambiente e il testo finale della mozione approvata su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/07/a-meda-approvata-in-cc-la-mozione-di.html

40 anni dal disastro diossina dell'ICMESA e la Memoria ....... corta

A Seveso sono in corso una serie di iniziative ideate dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la FLA, l’Agenzia Innova 21, Legambiente Lombardia e con il supporto della Fondazione Cariplo.
Seveso +40 è il titolo generale di questi incontri pensati per la “celebrazione” del quarantennale del disastro diossina TCDD dell'ICMESA di Meda.
All'incontro di sabato 28-05-016, "40 anni di Storia, storie di 40 anni" realizzato nella sede sevesina del Parco Regionale del Bosco delle Querce sono state chiamate singole donne e uomini a raccontare la loro storia e i loro ricordi di ciò che allora accadde.
Critico il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda su questo momento che ha evidenziato un impostazione sbilanciata e poco attenta ad una Memoria nella sua completezza. Eppure serve non dimenticare anche per i rinnovati rischi derivanti dalla Pedemontana, il cui tracciato passerebbe nelle zone A, b, R ancora contaminate - secondo le analisi chgimiche del 2008 - dalla diossina TCDD.
L'articolo di Sinistra e Ambiente su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/05/seveso-40-la-memoria-corta.html

Mozione di Sinistra e Ambiente per una memoria sul disastro diossina dell'ICMESA anche a Meda

Il 16-5-016 è stata presentata a Meda una mozione di Sinistra e Ambiente per un punto di memoria al muro dell'ICMESA, in continuità con i pannelli informativi del "Ponte della Memoria" (dislocati nella porzione sevesina del Bosco delle Querce) e per installare la mostra sul disastro dell'Icmesa e il Bosco delle Querce nella Medateca. Perchè la memoria va trasmessa e coltivata.
La mozione è stata messa all'OdG del Consiglio Comunale del 23-05-016.
Dettagli e testo della mozione su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/05/mozione-di-sinistra-e-ambiente-per-una.html

Pedemontana: partita a Seveso e Meda la caratterizzazione dei suoli. Le valutazioni e il report di Sinistra e Ambiente e di Insieme in Rete

Sono cominciati il 3-5-016 lungo la Via Vignazzola, lato Comune di Seveso e lato Comune di Meda, i carotaggi per il Piano di Caratterizzazione del suolo laddove il progetto per l'autostrada Pedemontana e per la sua viabilità complementare e di connessione intersecherà le zone A,B,R del disastro ICMESA del 1976.
I sondaggi servono per acquisire campioni di suolo da analizzare chimicamente allo scopo di rilevare il livello di contaminazione da diossina TCDD, diossine consimili e furani.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, aderente al coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, è stato sui cantieri dove si svolgono i sondaggi e ha prodotto anche per Insieme in Rete, un report fotografico commentato con le proprie valutazioni, riaffermando comunque il proprio giudizio sull'inutilità di questa impattante e dispendiosa autostrada.
Vedi report su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/05/a-seveso-e-meda-e-partita-la.html

Insieme in Rete sull'incontro dei Sindaci di MB con il Ministro Delrio sulla Pedemontana

Dopo l'incontro dell'11-04-016 dei Sindaci di MB con il Ministro Delrio, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE con un comunicato chiede espressamente alle istituzioni più coraggio e un coinvolgimento dei gruppi e delle associazioni ambientaliste per poter finalmente mettere la parola fine al progetto dell'autostrada Pedemontana, riparare i danni fatti realizzando le Compensazioni Ambientali sulle tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese, dare avvio a una progettualità condivisa sulla viabilità intercomunale, le politiche dei trasporti pubblici e gli investimenti ferroviari.

Il comunicato su:
GLI AMBIENTALISTI DI INSIEME IN RETE SU PEDEMONTANA E L'INCONTRO SINDACI-DELRIO
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/04/gli-ambientalisti-di-insieme-in-rete-su.html

e anche per gli aspetti concernenti le incondivisibili e anacronistiche affermazioni del sindaco di Meda Caimi:
INCONTRO SINDACI DI MB CON DELRIO: A CAIMI PIACE ANCORA LA FALLIMENTARE E IMPATTANTE PEDEMONTANA
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/04/incontro-sindaci-di-mb-con-delrio-caimi.html

Circolo Legambiente Giussani: Il futuro può cambiare

IL FUTURO PUO CAMBIARE: W I PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE GRUGNOTORTO-VILLORESI E BRIANZA CENTRALE!!!
 

Questo comunicato, oltre ad esprimere una viva e vibrante soddisfazione per l’adesione di Desio al PLIS del Grugnotorto-Villoresi, vuole essere un promemoria ed un monito per tutti i desiani amanti dell’ambiente e della loro città.
Si scrive per non dimenticare ciò che poteva essere e – per fortuna, per tenacia e per coraggio – non è stato.
Come si è arrivati a questo importante traguardo?
Dopo una battaglia, durata 12 anni ed iniziata nel 2004, che ha visto tutti gli amanti dell’ambiente di Desio uniti.
In quell’anno, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Pugliese decide di varare una miope, disorganica e dannosa variante urbanistica di natura industriale (leggere: costruzione di nuovi capannoni), che autorizza, a macchia di leopardo, su tutte le aree libere della città, la costruzione di diverse decine di nuovi immobili industriali (d’altra parte è noto che a Desio non esistono capannoni sfitti…). Il circolo di Desio, appoggia quindi il ricorso legale dinanzi al TAR mosso da Legambiente Lombardia nella persona di Andrea Poggio, l’allora presidente regionale.
Risultato? La regione nomina un commissario ad acta per ridimere la questione che ci dà in parte ragione, stralciando alcune aree che avrebbero di fatto compromesso il corridoio ecologico regionale previsto dalla stessa regione Lombardia, inserendo per la prima volta, all’interno delle norme urbanistiche locali il concetto di “corridoio ecologico”. Purtroppo però, anche se tale intervento risulta inibitorio per molti, non è così per tutti e alcuni capannoni industriali vengono comunque costruiti (vedere la zona dello svincolo di Desio Sud sulla Milano-Lecco).
L’anno dopo, il 30 aprile 2005, a Desio si organizzò perciò un convegno provinciale, "Il sistema del verde Nord Milano", organizzato da Legambiente, il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e la Provincia di Milano a cui parteciparono soggetti accomunati da una visione per la tutela delle aree verdi in un territorio altamente urbanizzato.
La richiesta avanzata all’allora amministrazione comunale di Giampiero Mariani,che si era appena insediata, era semplice: seguire l’esempio di Seregno e dare vita ad un PLIS che avrebbe unito in un unico corridoio ecologico (utile anche alla fauna umana ormai stretta dal cemento), il PLIS Brianza Centrale, ed il PLIS Grugnotorto-Villoresi. Questa proposta, non veniva solo dal circolo Legambiente di Desio, ma anche da regione Lombardia che aveva individuato a Desio proprio un importante corridoio della rete ecologica regionale.
Sono poi proseguite, negli anni successivi, le richieste di istituzione di un PLIS per Desio, anche perché, nel 2008, coerentemente con le indicazioni regionali, la Provincia di Milano definì un progetto, detto "Dorsale Verde Nord Milano", per la tutela ed il riequilibrio del territorio che, tuttavia, contrastava con quello autostradale di Pedemontana Lombarda, opera disegnata in gran parte proprio sul residuale sistema verde brianzolo, e contro cui il nostro circolo continua a battagliare ancora oggi, assieme ad altri volenterosi, all’interno del coordinamento “No Pedemontana”.
Tutto però continuò a cadere nel vuoto e si arrivò al PGT del 2009 della Giunta Mariani, che continuò a perseguire la logica di uno sviluppo ingiustificato e insostenibile della città. Ed ecco che viene decisa la costruzione del centro commerciale PAM e della torre del Polo tecnologico (ex-Autobianchi), oltre all’incremento edilizio delle cascine S. Giuseppe e Americana. Del PLIS, nonostante le richieste avanzate, nessuna ombra all’interno del PGT. Si replicò, sempre nello stesso anno, grazie al contributo di molte associazioni, con l’organizzazione di un convegno provinciale ad Albiate "Un nuovo parco per la Brianza Centrale, polmone verde per la nuova Provincia di Monza e Brianza", per rimettere al centro del dibattito culturale e politico questo importantissimo tema, proprio all’interno della neo provincia di Monza e della Brianza, che si scopre essere la provincia più urbanizzata d’Italia.
Altro grande passo: il 10/10/10 siamo in 1000, grazie all’impegno del bellissimo comitato NO-PAM, a scendere in piazza contro la PAM. La torre del Polo tecnologico invece sale, ed è ancora lì in “bella mostra” per tutti. Oggi è chiamata semplicemente “l’ecomostro”. Grazie a queste iniziative, e alla scoperta di una strada vicinale comunale che la PAM non aveva ancora acquistato, i propositi edificatori si rallentano. Siamo però nel 2010 è l’anno dell’inchiesta Star Wars e della cava Molinara. Si scopre che a Desio ci sono molti abusi edilizi. E’ l’epoca degli scandali, dei processi, dei politici corrotti e delle infiltrazioni malavitose che travolgono l’amministrazione comunale di allora, la quale è costretta ad andarsene.
Ed arriviamo agli ultimi anni. .Nel 2012, l’amministrazione comunale del sindaco Roberto Corti, approva una coraggiosa variante al PGT del 2009, che cancella la PAM e molte altre nuove costruzioni che avrebbero dovuto sorgere all’interno della cintura verde periferica di Desio, salvando anche le cascine S. Giuseppe e Americana: è l’inizio di un nuovo corso finalmente. Vengono riportate a destinazione agricola 1.500.000 mq di aree che nel 2009 erano state destinate all’urbanizzazione.
3 aprile 2016, siamo in bicicletta a festeggiare l’adesione di Desio al PLIS del Grugnotorto-Villoresi. Desio porta in dote tutta la cintura periferica verde della città che, con il PGT entrato in vigore nel 2015, è stata destinata, finalmente, a PLIS. Moltissime le persone che vanno ringraziate e che, gratuitamente, hanno contribuito a tenere alta l’attenzione su questo tema, dagli amici che formano il circolo Legambiente “R. Giussani”, a tutte le altre associazioni e alle persone generose che in questi anni ci hanno affiancato ed aiutato, non ultimo l’assessore Giovanni Borgonovo che ha seguito personalmente l’ultimo e forse più complicato miglio prima di questo grande traguardo. Su tutto questo delicato e lungo processo, come circolo siamo stati silenti, forse per scaramanzia, sino ad oggi. Ora però è tempo davvero di festeggiare.
Lunedì 4 alle 17:30 l’ultima firma ufficiale in sala consigliare e poi?
Sarà l’inizio di una nuova fatica, immaginare un futuro diverso, per il nostro nuovo PLIS, per la nostra città e per il nostro territorio, più compatibile e vicino alle nostre vite, con una speranza: che presto, prestissimo, i Parchi Locali di Iinteresse Sovracomunale Brianza Centrale e Grugnotorto-Villoresi, possano diventare un parco regionale.
Avanti tutta!
 
Circolo Legambiente
 “Roberto Giussani”

Comunicato Stampa Andrea Monti: Il Parco Groane è a rischio fusione

31 marzo 2016 - COMUNICATO STAMPA MONTI ANDREA 
IL PARCO GROANE È A RISCHIO FUSIONE

Si triplica l’estensione del Parco, con l’annessione del PLIS della Brughiera,  ma la Provincia di Como non mette un quattrino. A rischio la sostenibilità economica del Parco Groane. Ma non si fermano.
Tratto da http://www.ilmonti.com/parco-groane-rischio-fusione/
Domani 1 aprile (e non è un pesce d’aprile) è convocata una comunità del Parco delle Groane, in cui verranno presentati i risultati del tavolo operativo, costituito per lavorare sull’ipotesi di accorpamento del PLIS (Parco Locale Interesse Sovracomunale) della Brughiera Briantea con il Parco delle Groane. Con questa fusione triplicheranno le aree poste sotto tutela, un cambiamento tutt’altro che marginale, soprattutto dal punto di vista dei costi di gestione. E qui viene il bello, anzi il brutto. Attualmente i contributi economici più importanti del Parco Groane vengono garantiti dal Comune di Milano, dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Provincia di Monza e Brianza. Seguono i comuni afferenti al Parco, con quote meno rilevanti. Il problema è che in questi mesi di estenuanti trattative, nonostante la caparbietà dimostrata dal Presidente Della Rovere, non si è riusciti a convincere la Provincia di Como (potenzialmente uno dei più importanti contributori) a formalizzare un impegno economico. Emblematiche le parole del Presidente Maria Rita Livio messe a Verbale di una riunionetenutasi lo scorso 11 febbraio a Villa Saporiti:
La presidente Maria Rita Livio ha ribadito il parere favorevole alla partecipazione diretta della Provincia di Como al progetto (come del resto già dichiarato in una riunione plenaria a Cantù il 18-11-2014). Tuttavia ha sottolineato l’impossibilità, stante la situazione incerta e precaria delle istituzioni provinciali, di definire una quota di partecipazione elevata della provincia, anche per le future implicazioni economiche, ma di volere manifestare comunque un impegno formale.
Significa che Como aderirà al nuovo Parco Regionale ma senza metterci il becco di un quattrino. Bella forza.
Ma non è finita qui. La Provincia di Monza, pur approvando l’adesione, ha specificato che non è disposta a metterci un euro in più, anzi con l’allargamento l’obiettivo sarà quello di ridurre i contributi economici .
Ecco cosa prevede il dispositivo:
senza comportare incrementi delle quote associative a carico della Provincia di Monza e della Brianza, che dovrà tendere ad una riduzione della stessa in relazione alla redistribuzione delle quote associative derivanti dal nuovo assetto territoriale
Una deliberazione analoga, con le dovute sfumature, verrà approvata da Comune di Milano e da Città Metropolitana.
Ricapitolando: si decide di triplicare le aree del Parco delle Groane con i tre principali contributori (Comune di Milano, Città Metropolitana e Provincia di Monza) che annunciano una contestuale riduzione dei loro contributi e il nuovo grande socio, la Provincia di Como, che aderisce senza metterci un quattrino. Escludendo a priori che si possa chiedere ai comuni un sacrifico più grande delle quote che già attualmente assicurano con qualche fatica, significa che il Parco non si troverà più nelle condizioni di mantenere gli attuali standard qualitativi. Qualche interrogativo, vista soprattutto dai soci del Parco Groane, sorge spontaneo: ma perché i contribuenti della Provincia di Monza e Milano debbono pagare anche per quelli di Como che non intendono farlo? E perché debbono ridurre le risorse a tutela del proprio Parco solo perché quelli di Como preferiscono spendere i loro quattrini altrove? Magari in altri servizi che ritengono più importanti e strategici? È legittimo poi che si utilizzino i quattrini di un Ente per coprire i servizi di un altro? La situazione appare come un gran pasticcio.
Insistere con l’idea dell’allargamento a queste condizioni è qualcosa di più di un azzardo, significa mettere a repentaglio il futuro stesso del Parco delle Groane. Perché poi chi si prenderà la responsabilità politica, quando le risorse non saranno garantite, di tornare indietro? Non la Regione, che sarà felice di accogliere le istanze che arrivano dal territorio, non i comuni di Como che otterrebbero finalmente il riconoscimento sognato, non la Provincia di Como che si vedrebbe cadere un parco gratis dal cielo e non il Presidente del Parco, che non potrà certo distruggere ciò che ha faticosamente costruito. Il rischio è che si andrà avanti nonostante tutto, sperando magari che arrivi qualcuno con il cavallo bianco. Come nelle favole.
Proprio per questo motivo avevo presentato un emendamento in Consiglio Provinciale, in cui chiedevo di vincolare la scelta di allargamento all’adesione economica della Provincia di Como:
PROPOSTA DI EMENDAMENTO
Al punto 1 del deliberato, dopo la parola «generale» inserire:
«oppure nel caso non venga confermato nessun contributo economico da parte della Provincia Area Vasta di Como»
Emendamento naturalmente bocciato, perché l’arroganza di questa maggioranza non concede spazio ad un minimo di riflessione politica, nemmeno quando c’è in ballo il futuro del nostro Parco e dei nostri cittadini utenti. A metà aprile si voterà la fusione nell’assemblea dei soci, giusto in tempo per giocarsi il risultato in campagna elettorale. Con buona pace del Parco e del suo futuro.

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