referendum

Le ragioni del sì e del no. Studenti a lezione di dibattito politico

Due ore e quindici minuti: tanto è durato l’avvincente incontro “Le ragioni del sì e del no al Referendum” svoltosi presso la Sala Gandini di Seregno giovedì 24 novembre. Un incontro di forti contenuti e grande partecipazione che ha coinvolto una platea di oltre 150 studenti maggiorenni dell’Istituto Primo Levi di Seregno.   Chiari, appassionati e attenti a rispettare regole e tempi del dibattito politico, i due relatori Aldo Giannuli, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano, e l’avvocato Giuseppe Arconzo, ricercatore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano hanno illustrato ragioni ed effetti delle modifiche proposte nella Riforma della Carta costituzionale promossa dal Governo. 

Alla presentazione delle ragioni del sì e del no sono seguite le domande degli studenti, interessati ad approfondire aspetti legati a procedure – come l’elezione del Presidente della Repubblica – costi e funzioni, in particolare di Regioni e Cnel.

 “L’incontro mi è servito molto. Prima di partecipare al dibattito ero molto confusa e non avevo capito esattamente le implicazioni della proposta di riforma” –  spiega Carol Zappalà. Aggiunge Alberto Veronese: “Credo sia stato un evento davvero unico: non capita tutti i giorni di avere ‘a disposizione’ due docenti universitari del calibro dei relatori intervenuti”.
D’accordo sull’utilità dell’incontro e sulla necessità di riproporre il format anche in futuro, gli studenti Federica Barbagallo e Marco Donetti, che aggiunge: “In occasione di altre votazioni, proporrei un incontro di questo tipo anche per favorire gli studenti che, per il corso di studio scelto, non hanno occasione di studiare diritto fino al quinto anno”. Gli fa eco Diarra Cisse: “Spesso ci suggeriscono di informarci leggendo i giornali o seguendo i telegiornali, ma la verità è che la maggior parte di noi non lo fa”.

Soddisfatte anche le organizzatrici dell’evento, le docenti di diritto ed economia Fiorella Brambilla e Argentina Losurdo: “L’idea di questo incontro nasce dall’esigenza di fornire ai nostri studenti gli strumenti per esercitare consapevolmente il diritto di voto, in un’occasione così importante come il referendum costituzionale. Abbiamo così organizzato un percorso che si è articolato in due momenti: il primo di presentazione dei contenuti della riforma tenuto presso la nostra scuola da noi docenti e il secondo di approfondimento affidato a due personalità di alto profilo per la presentazione del le ragioni del sì e del no. È stata un’importante occasione di confronto in  cui i ragazzi hanno dimostrato  che, in presenza di stimoli adeguati, sono in grado di rispondere con maturità e  consapevolezza”.
 

A Meda Lunedì 21-11-016 Incontro Pubblico LE RAGIONI DEL NO ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI

A MEDA, il 21-11-016 presso il Centro Civico Radio in vicolo Comunale dalle ore 21.00
Incontro pubblico informativo sulle ragioni del NO alle modifiche Costituzionali con:

LUCREZIA RICCHIUTI - Senatrice della Repubblica
GIULIO CAVALLI - Scrittore, regista teatrale, aderente a Possibile
LORIS MACONI - Presidente ANPI di Monza e Brianza
MARCO DAL TOSO - Avvocato dell'Ass. Giuristi Democratici di Milano

Introduce e modera Alberto Colombo - Cons. Com. di Sinistra e Ambiente
PARTECIPATE e INFORMATEVI

AllegatoDimensione
le ragioni del no Meda 21-11-0165cmRGB.jpg449.27 KB

Monza - Beni Comuni: referendum sui soldi alle scuole private

SCUOLA PUBBLICA DELLA COSTITUZIONE BENE COMUNE.
COME A BOLOGNA, ANCHE A MONZA REFERENDUM.
IL FINANZIAMENTO DELLE SCUOLE PRIVATE COSTA AI CITTADINI 3.000.000,00 DI EURO L'ANNO.
SENTIAMO LA VOCE DEI CITTADINI

A scuole chiuse e con in vista le vacanze, l'amministrazione comunale monzese a maggioranza centro"sinistra", si appresta a rinnovare la convenzione per il finanziamento delle scuole private monzesi. Finanziamento che dovrebbe riconoscere il valore sociale dell'attività della scuole paritarie a Monza per circa 3 milioni di euro l'anno. Con questa settantennale politica Monza è la città in Europa col maggior numero di scuole private. Tutto questo mentre la scuola pubblica cade a pezzi, si tagliano i servizi pre e post scuola e si aumentano le rette per la refezione scolastica. E se le famiglie vogliono far fare ai propri figli attività extracurricolari devono pagare. Inoltre gli impegni assunti in campagna elettorale sulla difesa e l'estensione della scuola pubblica si dimenticano e si accampano scuse sui bilanci che sarebbero subordinati alle politiche nazionali e globali. Ma per il finanziamento delle private tutto questo non vale; non c'è verifica di spesa (spending review). Si tenga conto che oltre a queste agevolazioni le famiglie che mandano i figli alle private ricevono anche il BONUS SCUOLA della Regione Lombardia.
PER QUESTA SERIE DI MOTIVI IL COMITATO BENI COMUNI CHIEDE A SINDACO E ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE NONCHE' ALLE FORZE POLITICHE DELLA MAGGIORANZA PD, SEL,IDV E CITTA PERSONE DI SOPRASSEDERE ALLA DECISIONE E DI SOTTOPORLA NEL CORSO DELL'ANNO SCOLASTICO PROSSIMO ALLA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI PER ALTRO PREROGATIVA PROGRAMMATICA DEL SINDACO.

AI CONSIGLIERI COMUNALI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE CI PERMETTIAMO DI RICORDARE L'ART 33 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

La Costituzione recita all'art 33:
(.......)

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

per Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza
Marco Fraceti

Seregno - FdS: sabato raccolta firme referendum articoli 18 e 8

Sabato 17 Novembre in piazza V. Veneto a Seregno dalle ore 14:30 alle ore 18:00 si terrà un banchetto per raccogliere le firme per i quattro referendum sull’articolo 18, l’articolo 8, le pensioni e l’indennità dei parlamentari.
E’ finalmente prevista una giornata soleggiata, speriamo dunque di raccogliere un buon numero di firme.

Limbiate - FdS: Referendum per entrare nell'Area Metropolitana Milanese

La Federazione della Sinistra di Limbiate (Rifondazione - Comunisti Italiani) a conclusione dell'Assemblea degli iscritti e simpatizzanti, riunita martedì 18 settembre, ha redatto il Comunicato allegato

Lanciamo la proposta di costituzione di un Comitato cittadino per la raccolta delle firme a sostegno della richiesta di Referendum che vadano a ripristinare i Diritti al Lavoro ed uno Stato sociale dignitoso.

Proponiamo al Consiglio comunale di esprimersi sul destino amministrativo della nostra città.

Come è noto, la provincia MB è destinata a scomparire per confluire con Como ? con Lecco ? con Sondrio ? con Varese ?

NOI  SOSTENIAMO  UN'ALTRA SCELTA: ENTRARE  NELL'AREA  METROPOLITANA  MILANESE.

REFERENDUM!!!

DECIDANO I CITTADINI.

Lombardia - Referendum per l'acqua: "Ad un anno dai Referendum: vogliamo l’acqua pubblica in tutta la Lombardia!" c.s.

Si celebra l’anniversario della vittoria ai Referendum, ma l’acqua resta sotto l’attacco del governo Monti e della giunta Formigoni

Ad un anno dai Referendum: vogliamo l’acqua pubblica in tutta la Lombardia!

“Occorre modificare la legge regionale lombarda, che consente ancora la privatizzazione degli acquedotti!”

Esattamente un anno fa, il 13 giugno 2011, si festeggiava la straordinaria vittoria dei due Referendum nazionali sull’Acqua, coi quali la maggioranza (ben 27 milioni) degli Italiani ha chiesto che l’acqua sia considerata un bene comune, non privatizzabile, gestito secondo criteri di solidarietà e pertanto fuori dalle logiche del mercato e del profitto.

Ma ad un anno di distanza, l’acqua è ancora sotto l’attacco dei privatizzatori. Già ad agosto 2011, a soli due mesi dalla vittoria referendaria, il governo Berlusconi (sostenuto da Pdl e Lega, con l’opposizione di Pd e Udc) aveva tentato una manovra, solo in parte rientrata, per obbligare i comuni a mettere sul mercato, ovvero a privatizzare, la aziende di gestione dei servizi pubblici locali, tra cui l’acqua. Ma la sferzata pro-mercato si intensifica ora col governo Monti (sorretto da una diversa maggioranza composta da Pdl, Pd e Udc, con la Lega schierata all’opposizione) che, col pretesto dello “sviluppo” per uscire dalla pesante crisi economica, sta conducendo una pressante campagna politica e giuridica per la liberalizzazione dei servizi pubblici, col rischio che anche la gestione dell’acqua venga affidata al mercato e ai privati.

I cittadini e i Comitati per l’acqua pubblica di tutta Italia non hanno mai smesso di lottare strenuamente contro queste nuove ondate di privatizzazioni. Sabato 2 giugno, decine di migliaia di persone hanno sfilato a Roma davanti ai palazzi del potere per chiedere il rispetto dei referendum, ovvero una gestione pubblica e partecipata dell’acqua e dei servizi primari.

Nel frattempo il compito di attuare i referendum è delegato ai Sindaci, che dovrebbero introdurre gestioni totalmente pubbliche dei servizi idrici, applicando tariffe che escludano profitti per i gestori degli acquedotti. Ma spesso gli stessi primi cittadini si rendono “complici” della privatizzazione: col paradosso del pedissequo rispetto delle leggi, i Sindaci finiscono per avallare le ricette liberiste dei governi (Berlusconi o Monti, pari sono), ma nel contempo non rispettano il volere che la maggioranza degli Italiani ha espresso col voto ai referendum!

È quello che rischia di succedere anche nelle principali città del Nord Italia, i cui Sindaci (tutti di centro-sinistra) stanno ipotizzando la cosiddetta Multiutility del Nord, che si formerebbe dalla fusione delle ex municipalizzate di Milano e Brescia (A2A), di Torino, Genova e dell’Emilia (Iren), di Bologna (Hera). Una maxi azienda da quotare in Borsa, che trascinerebbe nella speculazione finanziaria anche la gestione dell’acqua di città lombarde, legate ad A2A, come Brescia, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo, Monza. Alla faccia dei referendum!

A complicare le cose in Lombardia vi è l’attuale quadro normativo e la totale inerzia della giunta Formigoni: nella nostra Regione occorre modificare al più presto la legge regionale (approvata nel 2010, ovvero prima del referendum), che ancora prevede la privatizzazione. I Comitati acqua della Lombardia, che avevano fortemente contestato la norma voluta dalla giunta Formigoni, poche settimana fa sono ritornati alla carica, consegnando ai Consiglieri regionali un Appello (sottoscritto da centinaia tra sindaci, assessori e consiglieri comunali, associazioni) in cui si chiede di modificare la legge regionale, riattribuendo ai Comuni la titolarità sui servizi idrici e introducendo una gestione pubblica e partecipata degli acquedotti.

In definitiva, ad un anno di distanza da quel 13 giugno 2011, la politica fa esattamente il contrario di quanto votato coi referendum, dimostrandosi sempre più lontana dai desiderata dei cittadini.

Dalla pesante crisi economica si esce anche con un efficiente governo pubblico dei beni comuni, da contrapporre ai disastri del libero marcato.

In Lombardia, così come in tutta Italia, è tempo che l’acqua venga sottratta alle logiche del mercato e del profitto, scongiurando la privatizzazione e prevedendo una gestione pubblica ed efficiente dei servizi idrici.

Roberto Fumagalli, referente regionale Lombardia Referendum Acqua

12 giugno 2012

Solaro - Electrolux: referendum sull'accordo

I lavoratori Electrolux di Solaro stanno votando il referendum sull'accordo, cui si è giunti dopo estenuanti trattative, che prevede la cassa integrazione di 2 ore al giorno per tutti i 1100 lavoratori,  allo scopo di salvare i 136 esuberi annunciati dalla dirigenza. Una riduzione di orario per tutti "per non lasciare a casa nessuno" sottolinea Rosa Cuomodelegata sindacale Fiom Cgil.

Una soluzione che graverebbe sui lavoratori per il 5% del salario (visto che le due ore verrebbero retribuite all'80%) e che i sindacati stanno perseguendo con la speranza che la crisi del settore, che attanaglia tutta l'europa, venga spazzata via da una auspicabile ripresa economica.

 

 

Pedaliamo insieme per il referendum

Domenica 5 giugno. Vuoi fargli il quorum? Vieni a pedalare con noi!

Ore 15.30 in P.zza Concordia, davanti alla basilica di S.Giuseppe, per informare i cittadini di Seregno sui temi del referendum del 12 e 13 giugno!




scarica la locandina e diffondi!

Conferenza stampa Comitato Referendario Seregno

Il Comitato Seregnese a sostegno dei Referendum per l'acqua pubblica, contro il nucleare ed il legittimo impedimento, organizza una conferenza stampa GIOVEDI' 26 MAGGIO alle ore 18:30 presso la sede ACLI di via Carlini.
L'argomento riguarderà la campagna elettorale e le iniziative previste.

Nasce a Seregno il Comitato per il Sì ai referendum

Si è costituito a Seregno il Comitato referendario che raccoglie anime politicamente diverse sotto un'unica bandiera, quella appunto del Comitato Referendario il cui fine è di collaborare insieme senza sigilli politici, e di informare, attraverso banchetti ed eventi in piazza i seregnesi relativamente al referendum del 12 e 13 giugno

Lettera di protesta degli italiani in Messico

Noi, italiani residenti in Messico, esprimiamo con fermezza la nostra indignazione per la grave situazione in cui versa il nostro paese: l’Italia è logorata dal decadimento del sistema politico e dai continui conflitti istituzionali che ne compromettono la vita democratica.

La pochezza ideologica, culturale ed etica del governo Berlusconi non può rappresentare il nostro essere italiani. Ci indignano l’esercizio di un potere vincolato alla finzione mediatica, l’intolleranza verso la libertà di pensiero,  l’operato di una maggioranza parlamentare che dimentica le reali urgenze del paese e calpesta la solidità della nostra Costituzione con una gestione del potere corrotta e personalizzata.

Non accettiamo la politica di un governo che non sa garantire la dignità sociale ai cittadini, miope e ottuso nel gestire le dinamiche migratorie e incapace di favorire il dialogo necessario tra Europa e Mediterraneo. Un governo che mortifica la ricerca universitaria e la cultura, investe preziose energie in guerre ingiuste e non affronta il problema del precariato. Un governo che persegue con estrema irresponsabilità una politica energetica incentrata sul ritorno al nucleare e punta alla privatizzazione dell’acqua, dell’istruzione e della salute.

Sosteniamo con forza i referendum del 12 e 13 giugno e ci uniamo a quella parte di paese che non accetta più una democrazia simulata, facendo nostro lo stato d’animo delle tante persone che da mesi riempiono le piazze delle città d’Italia.

Anna Maria Satta, Rosalba Piazza, Rossella Bergamaschi, Luisa Montoni, Maria Teresa Trentin, Gabriele Ciapparella, Clara Ferri, Raffaele Cesana, Diego Barboni, Fabrizio Lorusso, Brando Torri, Stefania Zoccatelli, Luisa Rossi, Alessandra Masserotti, Paolo Pagliai, Alessandro Raveggi, Chiara Donà, Andrea Mutolo, Luciano Valentinotti, Bruna Ghidoni, Francesca Gargallo, Sabina Longhitano, Marinella Miano, Diego Lucifreddi, Paola Giovine, Larrier Giovine, Roberto Benini, Claudio Albertani, Donatella Di Benedetto, Armando Volterrani, Maddalena Forcella, Guillermo Almeyra, Federico Mastrogiovanni, Cinzia Margherita Battista, Paola Capon, Laura Lascialfare, Gianni Cannata, Manuela Loi, Raffaella De Antonellis, Marina Piazzi, Nina Caldarella, Manuela Derosas, Carlo Almeyra, Pablo Moya Rossi, Patrizia Romani, Franco Grasso, Dianora Zagato, Andrea Alì, Isabella Spagnuolo Borgia, Giovanna Serredi, Anna Lucia Coppa, Rossella M. Bergamaschi, Francesca Caregnato, Marco Persiani, Guido Persiani, Maria Luisa Scuri, Franca Bizzoni, Stefano Milano, Corina Giacomello, Gianfranco Marano, Alessio Zanier, Eleonora Biasin, Annunziata Rossi, Andrea Cirelli, Andrea Spotti, Alessandro Lanzetta, Matteo Dean, Giovanna Cavasola.

4 dicembre Il popolo dell'acqua torna in piazza

Il popolo dell'acqua torna in piazza!

 

Il 4 dicembre 2010 in tutta Italia i movimenti per l'acqua pubblica torneranno in piazza. Iniziative in tutte le regioni (leggi qui quali - in aggiornamento) daranno vita a nodi pulsanti di una rete che, da nord a sud, difende dalla privatizzazione un bene primario come l'acqua.

Ma la nostra battaglia non è solo di resistenza perché abbiamo rilanciato, contro una cinica e neoliberista visione della realtà, una serie di possibilità che tracciano un'alternativa possibile alla gestione del servizio idrico.

La creazione di enti di diritto pubblico che garantiscano la collettività dalle speculazione delle multinazionali e dei poteri forti di casa nostra sostenuti in maniera bipartisan; ma anche la prospettiva di un nuovo pubblico non statalista che faccia della partecipazione dei cittadini e dei lavoratori le gambe su cui muoversi. Ma soprattutto che venga garantita la ripubblicizzazione dell'acqua e che venga garantito un diritto di tutti noi!

In quella giornata chiederemo innanzitutto la moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi”, ovvero lo stop immediato della messa a gara dei diversi servizi idrici, e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale. Questo almeno fino a quando i cittadini e le cittadine non si saranno potute esprimere attraverso un referendum che 1.400.000 persone hanno chiesto che venga realizzato. Chiediamo da subito che la consultazione venga comunque effettuata entro, e non oltre, il 2011.

Per questa battaglia è necessario l'impegno e l'attivazione di tutti e di tutte per poter garantire la forza, la partecipazione e l' indipendenza di un percorso che difende un bene comune fondamentale per la vita. Per questo avviamo una campagna di autofinanziamento per rendere autonomo economicamente questo movimento, per poter affrontare al meglio la campagna referendaria e poter sostenere la sua comunicazione ed organizzazione. Lo facciamo attivando due strumenti: la donazione e la sottoscrizione con restituzione, con i quali chiunque, con qualunque cifra potrà sostenere ed attivarsi.

Vinciamo insieme i referendum !

L'acqua è un diritto. La privatizzazione ce la toglie. Fermiamoli.

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