Dell'Orto

Monza - Autodromo. Dell'Orto e Ferri vogliono 750 mila euro per andarsene

di Pier Attilio Trivulzio

Il 16 marzo dell’ anno scorso Andrea Dell'Orto è stato nominato presidente e amministratore delegato di Sias, il 30 marzo Francesco Ferri è diventato procuratore della società di gestione dell'Autodromo Nazionale.
In un anno Dell'Orto ha ricevuto da Sias 135 mila euro; Ferri 231mila euro nel solo 2015, a cui si devono aggiungere le consulenze pagate alla sua società, la Innext srl.
Lunedì pomeriggio nella sede di corso Venezia dell'Automobile Club di Milano, il Consiglio presieduto da Ivan Capelli, ancora una volta ha concluso la seduta senza prendere decisioni in merito a Dell'Orto e Ferri.
I quell’occasione i due dirigenti Sias hanno fatto arrivare al Consiglio una nota con le loro richieste per lasciare la società.
Dell'Orto chiede 250 mila euro per levare il disturbo, Ferri – che a gennaio aveva preteso un contratto che lo cautelasse contro il licenziamento - chiede invece il doppio, 500mila euro.

Entrambi, inoltre, pretendono da ACM il salvacondotto, una manleva, che li tuteli da future azioni di responsabilità. Vorrebbero insomma l'identica manleva concessa a suo tempo da Carlo Edoardo Valli all'ex direttore di Sias, Enrico Ferrari, ora a giudizio assieme all'ex presidente Claudio Viganò.

SI MUOVE IL COLLEGIO SINDACALE
Il Collegio sindacale di Sias, presieduto da Beniamino Lo Presti, che decadrà con l'approvazione del bilancio 2015, nei giorni scorsi ha chiesto ad Andrea Dell'Orto di giustificare gli “80 mila euro ricevuti lo scorso anno per la specifica attività di promozione delle operazioni utili al rinnovo dei contratti con FOM e FOMC di Bernie Ecclestone per il Gran premio d'Italia di Formula 1” e i “55 mila euro ricevuti quest'anno per il lavoro di ricerca di finanza straordinaria inerenti il reperimento di fondi necessari a garantire il pagamento di 6,5 milioni di dollari per il contratto con Ecclestone dal 2017”.
In buona sostanza il collegio sindacale chiede giustificazione per gli emolumenti già incassati da Dell’Orto e relativi ad operazioni non ancora finalizzate.

Infatti, ad oggi, non soltanto Sias non ha firmato con le società di Ecclestone alcun contratto che garantisca a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017, ma neppure ha ottenuto dalle banche il prestito per pagare il contratto in scadenza.
Né, tanto meno, ha avuto garanzie che per il futuro Sias potrà contare sul prestito annuo di 6,5 milioni di dollari da integrare con i 12,5 milioni che ci mette l'ACI per pagare la Formula 1.
La gestione di Dell'Orto e Ferri ha prodotto un buco di bilancio vicino ai 2 milioni di euro. Perdite accumulate anche a causa delle troppe consulenze.
La consulente per il personale dell’Autodromo ha incassato per il lavoro svolto l’anno scorso un bonifico da 122mila euro.

Monica Marinone della Innext srl ha ricevuto nel 2015 una consulenza da 61mila euro, per il 2016 Ferri aveva messo a budget 70 mila euro in suo favore, però, “non essendo consulenza verificabile in dettaglio” é stata cancellata e l'importo dirottato su altri soggetti.
A pesare sono anche le costose manifestazioni disertate dal pubblico.
Il 27 settembre dello scorso anno Dell'Orto ha personalmente organizzato nel prato della Gerascia il primo incontro “Monza Polo Cup” promossa da Engel&Volkers che aveva da poco inaugurato un infopoint dell'Autodromo in centro Monza alle spalle del Comune.
Siamo veramente contenti di ospitare la Monza Polo Cup, contribuirà a rendere il nostro circuìto un luogo sempre più trasversale e accessibile ad un target variegato”, aveva dichiarato Dell'Orto che per la manifestazione si è avvalso della consulenza da 5.000 euro di Veronica Beretta, fashion stylist e vetrinista, candidata del Pdl alle elezioni amministrative del 2012 a Monza. La consulenza le è stata pagata dopo tre mesi, senza che lei passasse in Sias a firmare il contratto sul quale non era nemmeno specificato il motivo della sua consulenza.
La manifestazione è costata altri 10 mila euro per i lavori di preparazione del verde ben rasato e qualche migliaio di euro per risistemare il prato della Gerascia rovinato dal calpestio dei cavalli.
Quest'anno Sias ci riprova passando dal Polo al Golf.
L’Autodromo ha, infatti, messo in calendario dal 15 al 18 settembre l'Open d'Italia di Golf,
che, però, così come lo scorso anno, avrà sede ed è organizzato dal Golf Club Milano
che non ha niente a che vedere con l’Autodromo a parte il fatto che i due impianti sportivi sono confinanti. Nella brochure della manifestazione si legge che l’Autodromo metterà a disposizione i parcheggi e i prati per i “campi pratica”.

Pesano sul bilancio di Sias che adesso affronta il rischio reale della messa in liquidazione, anche il pagamento di progetti ad personam quali le modifiche alla pista per far entrare in calendario la Superbike e i benefit (non deliberati dal cda) di cui godono Dell’Orto e Ferri come le due Range Rover da 60 mila euro l’una, quella di Dell'Orto con l’autista, i telepass e le carte di credito aziendali.

Ieri Sias ha ufficializzato il calendario 2016.
L’inizio della stagione é fissato per il 1. aprile con il Ferrari Challenge e come sempre si chiuderà a novembre con il Monza Rally Show. Per quest’anno é stata cancellata la Historic Monza.
In totale sono sette gli appuntamenti motoristici nella stagione 2016 dell’Autodromo, anno che doveva essere quello del grande rilancio.

Monza - AC Milano rinvia il cambio ai vertici di Sias. Dell'Orto non molla la poltrona


di Pier Attilio Trivulzio

Nel luglio del 2012, ci mise pochi minuti il Consiglio dell'Automobile Club di Milano, presieduto dall'immobile collezionista di poltrone Carlo Edoardo Valli, a dare il benservito a Paolo Guaitamacchi, reo di voler guardare troppo a fondo nei conti della società di gestione dell'Autodromo di Monza.
Tentenna invece, oggi, Ivan Franco Capelli a sfiduciare l'attuale presidente di Sias, Andrea Dell'Orto e a rispedire alla Innext srl il procuratore Francesco Ferri.

Ieri in corso Venezia, sede storica dell'Automobile Club di Milano, era in programma un Cda che avrebbe dovuto azzerare il Consiglio di Sias facendo decadere Andrea Dell'Orto, invece è stata fumata nera.

Anche se per andare incontro a Ecclestone è tornata prepotente la candidatura di Federico Bendinelli, Dell'Orto avrebbe fatto pressione su Ivan Capelli chiedendogli di non essere sfiduciato in questo momento, così da consentirgli di presentarsi a giugno al Consiglio di Confindustria e tentare la carta della elezione nel Consiglio Nazionale.
Invece Francesco Ferri dovrebbe andarsene da subito.
I due manager di Sias sono stati bollati da Bernie Ecclestone come “inadeguati” ed è stato pesantemente criticato il loro operato. Ecclestone non ha neanche gradito la messa all'angolo di Bendinelli, da lui designato come suo punto di riferimento in Autodromo, all'indomani del blitz della Guardia di finanza di Monza di quattro anni fa.

Invece di venire a firmare il contratto per la Formula Uno pensano a spendere soldi per riportare a Monza la Superbike, e per riportarla hanno fatto preparare un progetto di ristrutturazione del circuito senza neppure chiedermi un parere – si è sfogato Bernie con i suoi più stretti collaboratori –. E' stato Tilke (Hermann Tilke progettista degli autodromi della Formula Uno – ndr) a dirmelo: “Guarda Bernie che Monza ha indetto un bando perché vogliono rifare la pista per adeguarla alle moto, tu ne sai qualcosa?” Ho risposto che no. Quando Ivan Capelli e Dell'Orto sono venuti a parlarmi non mi hanno detto nulla. Dell'Orto preferisce parlare con la Dorna. Da me volevano soltanto uno sconto sul contratto e insistevano a parlarmi della storia del Gran premio....Non voglio più trattare con loro”.

Ecclestone aspetta soltanto che Angelo Sticchi Damiani (presidente dell'ACI – ndr) venga a Londra e dica: Bernie, abbiamo i soldi, firmiamo il contratto - aggiunge il nostro interlocutatore che preferisce non essere citato -. Ecclestone sa esattamente qual è la situazione economica della Sias, sa che Sias non può fare fronte al contratto con la FOM (Formula One Management Ltd – ndr) e ciò ha messo in crisi anche Sticchi Damiani. Vorrà dire che se Monza non ha i soldi la Formula Uno andrà da un'altra parte. Imola è interessata....”.
E conclude ponendoci una domanda: “Perché Ivan Capelli è così restio a sfiduciare il presidente della Sias?”.

Sulle elezioni vinte da Ivan Capelli, primo degli eletti con 2000 preferenze e leader della lista “Sport e Rinnovamento”, aleggia il mistero mai chiarito dell’acquisto - avvenuto negli ultimi giorni utili prima delle indizioni delle elezioni - di 526 tessere di socio ACI ordinario e 282 di socio ACI speciali.
Prova dell'acquisto massiccio di queste tessere – che lo scorso anno non sono state rinnovate – sono la nota ACI del 14 aprile 2014 (vedi documento a pag.2) che quantifica in 45.629 i soci ammessi al voto di cui 33.392 soci ordinari e 12.237 soci speciali; e quella successiva del 16 aprile (vedi documento) che rettifica i dati.
Il totale degli ammessi al voto sale a 46.437 di cui 33.918 soci ordinari e 12.519 soci speciali. Costo delle tessere acquistate negli ultimi giorni utili, circa 50mila euro.

A quale scopo fare incetta di un così massiccio numero di tessere dell'ACI?
Semplice: l'AC Milano è socio di maggioranza di Sias che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza e possiede un cospicuo patrimonio immobiliare grazie alla Immobiliare ACM che è dentro la Sias col 30 per cento del capitale.

I promotori della lista “Sport e Rinnovamento” in un primo tempo avevano pensato di affidare la presidenza di Sias a Dario Allevi (all'epoca ancora presidente della Provincia di Monza e Brianza), salvo poi pensare alla candidatura di Alberto Dossi, presidente del colosso Sapio SpA e ripiegando all'ultimo minuto sul presidente di Confindustria Monza e Brianza, Andrea Dell'Orto.

Aperte le urne il 22 luglio 2014 ed eletto Ivan Capelli alla presidenza dell’Automobile Club di Milano, il 5 settembre Dell'Orto entra nel Consiglio di Sias.
Il 16 marzo 2015 viene nominato presidente e amministratore delegato.
Per le cariche non chiederò alcun compenso”, dichiara nel corso della serata di premiazione dei piloti tesserati con l'Automobile Club Milano distintisi durante la stagione sportiva.

Ed in effetti non avanza richieste per i quattro mesi del 2014.
Lo scorso anno però racconta una attendibile gola profonda vicina all'ACI “incassa i 25mila euro della spending review e si fa assegnare un bonus straordinario di 55mila euro legato alla firma del contratto del Gran premio d'Italia di Formula Uno fino al 2022, anche se il contratto a tutt'oggi non è stato firmato”.

Il programma triennale per il rilancio dell'Autodromo presentato da Francesco Ferri, chiamato in Sias come consulente dallo stesso Dell’Orto, prevedeva un “piano B” senza il Gran premio di Formula Uno e con un contratto con la Dorna per riportare a Monza il Mondiale Superbike.
Con la Dorna c’è anche il ritorno in autodromo della derivate di serie che veniva dato per certo già da quest'anno tanto è vero che la stessa Dorna ha inserito Monza in calendario con la data del 24 luglio. E' su questo piano B e soltanto su questo che Dell0Orto e Ferri si sono concentrati senza nemmeno chiedersi quel che ne pensavano la Fia e la Fom.
Per la verità, Ferri ha pensato anche ad assicurarsi un lauto stipendio nell'ordine dei 200mila euro oltre a collaborazioni pagate alla società di cui è socio, la Innext. Il tutto garantito da un contratto triennale che in caso di licenziamento prevede il pagamento dell'intero importo.

Il Consiglio di Sias di cui fanno parte oltre ad Andrea Dell'Orto, Massimo Ciceri, Alessandra Marzari (in rappresentanza dei Comuni di Monza e Milano), Ivan Capelli ed Enrico Radaelli avrebbe approvato “al buio” il contratto-salvacondotto che garantisce Ferri in caso di licenziamento. Addirittura lasciando che fosse il presidente Dell'Orto a stabilire l'importo da liquidare al procuratore.

Appena insediatosi, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano ha chiesto una “due diligence” affidata a Fidal-Studio Pirola per analizzare il valore e le condizioni di Sias.

Dopo un anno di gestione Dell'Orto-Ferri, la situazione finanziaria è critica tanto che si avvicina lo spettro della messa in liquidazione, cosa che genera una giustificata preoccupazione tra i dipendenti.
Ad accrescere le perdite di una società in crisi dopo le malefatte dell'ex direttore Enrico Ferrari – secondo la Procura avallate dall'ex presidente Claudio Viganò, entrambi rinviati a giudizio con il processo in corso - ci sono scelte discutibili, come l'accordo con Puzzle Comunication del trio Stefano Marostica-Pierluigi Berna-Felice Caprotti per gestire in esclusiva il Monza Rally Show (come se mancassero in Sias le risorse umane per organizzare l'evento).
La Puzzle Comunication è da sempre vicina alla Beta Utensili, società della famiglia Ciceri il cui controllo è passato da qualche mese alla Tamburi Investment.

Massimo Ciceri, consigliere di Sias, attraverso Puzzle Comunication, ha da sempre provveduto ad affittare e sponsorizzare le auto partecipanti al Monza Rally Show (in alcune edizioni partecipando lui stesso in veste di “navigatore”).
La Puzzle Comunication gestirà anche il prossimo business dei kart sul tracciato ricavato all'interno della curva parabolica dove, a settembre, in occasione del Gran premio vengono parcheggiate le motrici della Formula Uno.

Un costo che ha inciso non poco sul bilancio deficitario della Sias è poi il contratto con la GI.VI.CO di Gigi Vignando, che ha alleggerito il suo staff “scaricando” su Sias i contratti di due suoi dipendenti e strappato per sé un ricco contratto di collaborazione.
Allo stesso tempo é riuscito a raggiungere un accordo con l’autodromo per la cessione del suo archivio video per una cifra che s'aggira attorno ai 250mila euro, anche se del materiale da consegnare a Sias pare non esista un vero e proprio inventario.
Il ruolo che Vignando si é ritagliato, oltre a quello di fare da cassa di risonanza alle dichiarazioni di Andrea Dell'Orto nella trasmissione del giovedì sera che conduce su Telenova, e di speaker in occasione delle manifestazioni motoristiche in calendario, dove si fa notare gridando a squarciagola “Pooooooole!”.

Sabato, nel salone di corso Venezia a Milano sarà lui a fare da moderatore all'incontro “Lo sport: tenacia, professionalità e valori” a cui interverranno oltre a Ivan Capelli, Giorgio Terruzzi, Giancarlo Bruno, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, che forse aggiornerà sulla trattativa con Bernie Ecclestone.

Intanto l'Autodromo di Imola ha già pronto il progetto per spostare il centro medico allargando così il paddock ed alzando di un piano l'immobile per la sala stampa, così da essere pronta per la Formula Uno che manca dal circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari da dieci anni, vittoria di Michael Schumacher con la Ferrari.

 

Marzari (Sias): potrebbe essere rivista la convezione tra l’Autodromo e i comuni di Monza e Milano

di Pier Attilio Trivulzio

Laurea 110 e lode in medicina e chirurgia, specializzazione in chirurgia d'urgenza e pronto soccorso, Alessandra Marzari lavora all'Ospedale Ca' Granda di Niguarda. Presidente del Consorzio Vero Volley, a metà febbraio è stata scelta dai Comuni di Monza e Milano quale quota rosa per entrare nel Consiglio d'Amministrazione della Società Incremento Automobilismo e Sport (Sias) che da sempre gestisce l'Autodromo Nazionale di Monza.
Nel 1980 suo marito Aldo Fumagalli decise di sponsorizzare col marchio Candy le Tyrrell di Formula Uno, ottenendo una grande e inaspettata pubblicità con quella foto al Gran premio di Montecarlo dell’auto di Derek Daly in volo sopra la Mc Laren di Alain Prost, l'Alfa di Bruno Giacomelli e la Tyrrell del compagno di squadra Jean Pierre Jarier .

Ora che la stagione motoristica in Autodromo è iniziata con le gare del Blancapain GT Endurance Series e del Lamborghini Super Trofeo abbiamo posto alcune domande alla consigliera di Sias.

Nell'ultimo Consiglio di Sias avete confermato il ruolo di consulente all'avvocato Federico Bendinelli?
L'avvocato Federico Bendinelli è un consulente che viene considerato anche perché ho capito che ha una serie di competenze nei rapporti con Bernie Ecclestone. In realtà, confermarlo, non è competenza stretta del Consiglio, è competenza dell'amministratore delegato. Però ne abbiamo parlato ed abbiamo dato parere favorevole. Capisco anche che chi organizza il Gran premio di Formula Uno abbia bisogno di un riferimento organizzativo e per questo mi sembra siano tutti orientati a mantenerlo. Non è stata però una cosa votata”.
Perché a Francesco Ferri è stata data una procura e non è stato nominato direttore?
Credo sia un problema di assetto della società. Penso che proprio dal punto di vista della gestione sia più facile lavorare in questo modo per un periodo limitato perché il contratto scade tra poco, alla fine di quest'anno. E' un tecnicismo però abbiamo preferito così. Perché alla fine cosa è successo? L'attività della nuova gestione é iniziata poi da metà marzo si è formato il cda e questo è ancora un periodo di assestamento delle cariche. Abbiamo quindi scelto un po' delle cose più di facile gestione“.

Si parla di 16 consulenti, non è un numero eccessivo?
E' come la questione delle cariche, siamo in fase di rivalutazione, adesso, con lo studio dell'organigramma troveremo la quadra. Detto sinceramente, non siamo ancora entrati nello specifico perché abbiamo parlato di piano industriale e di strategie, occorrerà vedere quale programma prenderà il cda.
Finora è stato un cda interlocutorio e quindi non è un argomento che abbiamo ancora toccato. L'organigramma sarà il tema dei prossimi Cda tutti già calendarizzati con scadenza bimensile.
Da questo punto di vista c'è molta attenzione, alla fine mi sembra che questo Cda, non so se lo posso dire, vada a due velocità: una parte istituzionale che ha le sue tematiche e invece una parte manageriale che è Massimo Ciceri e Andrea Dell'Orto ...e poi c'è Ferri come procuratore....
Secondo me l'importante sarà far dialogare queste due entità. Entrambe hanno delle valenze, entrambe hanno positività ed entrambe hanno pecche che vanno sistemate per gestire una società a capitale pubblico. Quindi la bravura sarà unire queste due anime perché una va a 100 all'ora e l'altra no”.

A noi risulta che lo scontro in atto tra AC Milano e Sias partirebbe dal contratto siglato con la Innext (società di consulenza aziendale) di Francesco Ferri
Sono sincera, le giuro non lo so. Sicuramente loro ne parlano, sicuramente se ne parla ma appartiene ad una di quelle questioni più operative che non abbiamo ancora affrontato”.

Si dice che la ruggine deriverebbe dal fatto che ACM si sarebbe ritrovata con un un contratto blindato di Innext
Queste cose deve capire che a noi arrivano indirettamente. Il Cda alla fine, rispetto a queste cose operative, ne viene a conoscenza se viene fatta una specifica richiesta e se poi il presidente decide di metterla all'ordine del giorno. Ovviamente ci sono dettagli che noi sappiamo, però diciamo che questa cosa la deve gestire l'amministratore (Andrea Dell'Orto -ndr) . A noi del Cda arriva un po' il prodotto finito. Ovvio che adesso abbiamo duecentomila cose da fare tra cui i contratti che non so se l'amministratore delegato vorrà condividere con noi, col Cda o meno. Anche se lui su alcune questioni è obbligato, su altre questioni ha libertà.. Sulla questione contratti sicuramente occorrerà che tutto diventi molto chiaro; in merito alle domande che lei mi ha fatto ci dovranno essere dei comunicati. Tutte queste cose che appartengono alla schiera delle questioni non limpidissime, non necessariamente che ci sia del male, però bisogna che loro le affrontino. E' un Cda veramente eterogeneo che quindi da garanzie per tutta una serie di cose. Bisogna poi vedere anche sul pregresso avendo ereditato pesanti situazioni. Non mi sembra comunque un Cda di persone che hanno cose personali, non so come dire... Almeno io non ho avuto questa impressione”.

Qual è il ruolo dell'ex amministratore di Sias Fabrizio Turci?
Fabrizio Turci ha il ruolo di uditore, si è reso disponibile nel passaggio delle consegne. Con lui non è stato rinnovato alcun contratto. Turci si è dimostrato persona garbata in grado di collaborare benissimo per rendere questo passaggio di Cda più veloce e corposo possibile”.

Si parla del possibile investimento di Assolombarda in Autodromo (vedi Assalombarda entrerà nel capitale dell’Autodromo con dieci milioni di euro), legato al passaggio di Confindustria MB, il cui presidente é sempre Andrea Dell’Orto, nella stessa Assalombarda. Che ne pensa?
Quando mi dice una cosa così a me diciamo non suona strana nel senso che tutto l'impegno di Confindustria MB per Sias è chiarissimo. Dalle elezioni dell'Automobile Club di Milano Confindustria MB si è impegnata e credo che se non ci fosse stato questo impegno di Confindustria MB per il rinnovamento non so se si riusciva a fare questa operazione. Anche lì però c'è un Cda, un'assemblea, quella di Monza la vedo dura..Non mi suonerebbe strano se gli iscritti a Monza e Brianza facessero la scelta di mantenere la propria identità perché loro a questa tengono tantissimo ed hanno ragione. Ovvio che però Confindustria MB non possa chiedere ai disastrati comuni di Monza e Milano di metterci soldi e neanche di ridurre la convenzione. Non sarebbe una cosa accettabile. Anche se penso che questa convenzione dell’Autodromo potrebbe essere materia di rivisitazione“.

Con un comunicato Sias precisa che “non ci saranno cessioni di quote e non sono fondate le notizie di un interesse di Assolombarda e nemmeno di un possibile investimento di Cariparma o dell'entrata di non ben specificati Fondi arabi”.

Con questo comunicato, di fatto, la società ufficializza anche una “rottura” con l'Automobile Club d'Italia che con una delibera da tempo aveva dato disponibilità ad entrare nell'azionariato.
Una rottura forse dovuta alla decisione presa dall'ACI che ha costruito una pista per i corsi di guida federali – che sarà operativa da domani - ad Arese nell'area ex Alfa Romeo che dista pochi chilometri da Monza. L’ACI ha anche trasferito in toto ad Arese la struttura che operava all'autodromo di Vallelunga e che sovvenzionava annualmente con un contributo di 600mila euro.

In ogni caso ad una attenta lettura – e senza fare dietrologie - il comunicato risulta chiarissimo: a gestire l'impianto sarà soltanto Sias che è sì una società le cui azioni sono possedute al 70 per cento dall'Automobile Club di Milano e il restante 30 dall'Immobiliare ACM ma d'ora in poi a prendere le decisioni importanti saranno unicamente gli uomini in grisaglia, cravatta azzurra e scarpe nere lucidissime: i Dall'Orto friends.

Quelli che appoggeranno la sua idea di far confluire “entro maggio” Confindustria MB in Assolombarda.

 

Monza - Assolombarda entrerà nel capitale dell'Autodromo con 10 milioni di euro. Ma il GP d'Italia continua ad essere a rischio

di Pier Attilio Trivulzio

Tutto come previsto. Andrea Dell'Orto, presidente di Confindustria Monza Brianza, offre in dote ad Assolombarda l'invidiabile patrimonio composto da un migliaio di aziende brianzole ed in cambio ottiene 10milioni di euro.

Soldi che serviranno per acquisire, forse, la maggioranza delle quote di Sias SpA, società di gestione dal 1922 dell'Autodromo di Monza. Di cui dal 22 luglio dello scorso anno Andrea Dell'Orto è presidente. E di cui ricoprirà anche la carica di amministratore delegato.

Attualmente il capitale di Sias SpA è detenuto al 70 per cento dall'Automobile Club di Milano, il restante 30 dall'Immobiliare ACM.
Sulla fusione (o per meglio dire sulla rottamazione) di Confindustria Monza Brianza - che per inciso ha una storia lunga 113 anni essendo stata la prima Confindustria d'Italia nata “per difendere gli interessi del territorio” - si esprimerà a maggio l'assemblea generale di Assolombarda.

Il primo passo per la fusione era stato fatto in giunta dove la proposta portata da Dell'Orto aveva ottenuto 28 sì, 13 no e un paio di astenuti.
L'altro giorno, martedì 24 marzo, l'assemblea straordinaria ha approvato la bozza di fusione. “Così potremo far passare le nostre istanze a Roma e pensare a servizi sul territorio”, ha spiegato Dell'Orto. Traduzione. Riusciremo a convincere Matteo Renzi ad appoggiare il nostro progetto di rilancio dell'Autodromo Nazionale.

Di sicuro si sa che nelle casse della società inquisita dalla magistratura monzese – stamattina in udienza (pubblico ministero Walter Mapelli) si è parlato di usura, reato per il quale è a giudizio l'ex direttore Enrico Ferrari che rischia una condanna di 6 anni - e oberata da pesanti debiti entreranno 10milioni di euro. Vera e propria boccata d'ossigeno che tranquillizzerà i molti creditori che da tempo avevano iniziato a mostrare evidenti segni di nervosismo ed erano pronti a varcare il portone del Tribunale di via Vittorio Emanuele.

Dieci milioni però non sono che una goccia nel mare degli impegni finanziari a cui Sias – se vuole mantenere a Monza il Gran premio d'Italia di formula 1- deve far fronte.
I miglioramenti delle strutture comportano investimenti e – se saranno indette serie gare d'appalto non come quelle per Expo o di Sias sotto la gestione Ferrari-Beghella Bartoli – potrebbero bastare una cinquantina di milioni di euro. Non i 70 del progetto chiesto dal presidente dell'Automobile Club d'Italia Angelo Sticchi Damiani a tre ingegneri e depositato in Regione Lombardia.

A cui vanno aggiunti altri 7-8milioni per adeguare la pista (o meglio per modificare) la pista alle esigenze delle gare iridate della superbike. Lavori richiesti dalla Dorna che organizza il mondiale e già notificati a Sias. Lavori necessari per riottenere dalla Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) l'omologazione del tracciato.

Per dar corso alle modifiche è necessario il benestare del Comune di Monza e del Parco della Valle del Lambro poiché c'è da disboscare alla prima variante e all'Ascari. E' previsto il sacrificio di circa 160 alberi. Facile pensare quanto sarà dura l'opposizione al progetto. In ogni caso, se passerà lo stretto di piazza Trento e Trieste, i lavori non potranno di certo essere pronti per il 2016. Dunque, eventualmente il Mondiale Superbike non potrà tornare prima del 2017.

Andrea Dell'Orto sponsorizza ad ogni piè sospinto il ritorno delle derivate di serie all'Autodromo. E ben si capisce. La sua azienda, la Dell’Orto Carburatori di Cabiate fornisce alla Dorna le centraline per la Moto3 e per le derivate di serie. Dunque...
E poi sua è anche la Do Design (vedi rettifica, sotto) di Monza che realizza cappellini e gadget legati alle gare motociclistiche.

Vabbè, lui stravede per le due ruote.
Ma la Formula 1 che è il cardine per tenere in vita la concessione con i Comuni di Monza e Milano?
Sias rinnova con Bernie Ecclestone?
Una volta che Assolombarda entra nel capitale sociale di Sias chi mette i 20milioni di dollari che il patron del Mondiale Piloti chiede per il rinnovo quadriennale fino al 2020? Chiedendo anche l'esclusiva dell'intera struttura durante il Gran premio per il suo Paddock Club?

Il voto dell'assemblea generale di Assolombarda si esprimerà sul progetto di inglobamento di Confindustria Monza Brianza a maggio. Ecclestone ha fissato la scadenza per la firma del nuovo contratto prima del Gran premio di Montecarlo. Leggi entro metà maggio. Dunque i tempi sono strettissimi.

Siamo sicuri che Sias andrà per tempo a firmare il contratto con la FOM a Londra? Ad oggi, verbalmente, Andrea Dell'Orto ha confermato la consulenza all'avvocato Federico Bendinelli. E' l'uomo che Bernie ha voluto per interfacciarsi con Sias da quando in pista è entrata la magistratura monzese.
Bendinelli avrà mandato di dare assicurazione a Ecclestone per il rinnovo o avrà il compito di comunicare, come accade dopo ogni disgrazia, che il paziente è defunto?
Speriamo proprio di no. Comunque incrociamo le dita.

Di certo l'ingresso a gamba tesa di Assolombarda in Sias SpA non piacerà all'Automobile Club d'Italia che nel 2012 – dopo lo scandalo - aveva deliberato d'entrare nell'azionariato con un investimento di 300 o 600mila euro. 

Non so se Assalombarda entrerà con questi dieci milioni e non so neanche se lo possono fare” ha dichiarato a infonodo.org il presidente di ACI Sticchi Damiani.

- Questo ingresso le dispiacerrebe?
No, mi  farebbe solo piacere. Bisognerà solo vedere con quale formula entreranno. ACI o non ACI, l’importante è trovare i soldi da dare a Bernie Ecclestone.
Al di là di aspetti tecnici che sono complessi trattandosi di società a capitale pubblico, per Sias  sarebbe un grosso vantaggio, ma dieci milioni non sono sufficienti
”. 

Per la cronaca Sias, dal 2007 al 2013, ha ricevuto dall'ACI sovvenzione per l'organizzazione del Gran premio d'Italia (di cui ha i diritti) per 2milioni 450mila euro così ripartiti: 400mila nel 2007; 500mila nel 2008; 420mila nel 2009; 350mla nel 2010; 280mila nel 2011; 300mila nel 2012; 200mila nel 2013.
Dopo la vicenda delle “bolle” in pista nel 2012, comparse alla curva parabolica in occasione della gara superbike (bolle scoperte soltanto grazie alle intercettazioni telefoniche) l'ammistratore delegato di Sias Fabrizio Turci chiese ad ACI un finanziamento di “almeno 400mila euro per lavori richiesti dalla Fia per il Gran premio d'Italia”.

Nient'affatto: i lavori furono necessari perchè c'erano infiltrazioni d'acqua che uscivano sull'asfalto che la società a cui erano stati appaltati l'anno precedente (la CCC – ndr) non erano stati fatti a dovere. L'ACI comunque deliberò un contribuito di 300mila euro.

Rettifica

Contrariamente a quanto scritto l'ing. Dell'Orto non partecipa direttamente o indirettamente alla Do Design srl di Monza. Ci scusiamo per l'errore con il presidente di Sias e con la Do Design. 
Pubblichiamo di seguito integralmente le richieste di rettifica che ci sono state inviate da parte dello stesso Andrea Dell'Orto (pag.1-2) e della società Do Design (pag.3), nella persona del suo legale rappresentante, Maurizio Mangiarotti.
Nelle due lettere sia Dell'Orto sia Mangiarotti contestano, oltre l'errata attribuzione della proprietà di Do Design, anche altri particolari contenuti nell'articolo.
Rimandiamo per un quadro più esaustivo alla lettura delle due missive e, più sotto, alla risposta dell'estensore dell'articolo, Pier Attilio Trivulzio.

 

Rettifica Dell'Orto-Do Deseign

Risponde l'autore dell'articolo Pier Attilio Trivulzio

Da parte di chi scrive non c'è stata alcuna volontà di ledere l'immagine e la dignità dell'ingegner Andrea Dell'Orto e della società Do Design.
Parlando di Sias, Società Incremento Automobilismo e Sport che gestisce l'Autodromo di Monza di cui Andrea Dell'Orto è presidente dal luglio 2014 non si può prescindere dal ricordare che la passata gestione è attualmente a processo con pesanti accuse penali. E delle udienze in Tribunale Infonodo ne ha dato e continuerà a dare puntuale resoconto.
Una sola doverosa precisazione: l'accordo della Dall'Orto SpA per la fornitura della centralina è soltanto per le Moto3 e non per le derivate di serie. Questione di lana caprina puntualizzare che la Dell'Orto ha partecipato e vinto il bando indetto dalla Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) e non della Dorna. Sappiamo benissimo che i regolamenti li fa la FIM e quindi a lei spettano le scelte tecniche e che Dorna è invece l'organizzatore dei campionati: sia Motomondiale che World Superbike (WSBK).
Detto questo puntualizziamo: il marchio De Design è nato all'interno della Dell'Orto SpA, ed è stato registrato come Do Design - Beyond the Race all'Ufficio Italiano Marchi  e Brevetti il 16 luglio 2010 e a livello internazionale il 16 settembre 2010 (vedi link), cioé anni prima che Maurizio Mangiarotti desse vita alla società Do Design.

Secondo quanto si legge dalla visura camerale della Do Design il marchio é stato acquistato dalla Do Design dello stesso Mangiarotti - in rapporto d'affari con la Dell'Orto SpA – per 48mila euro. Questa cifra figura tra le immobilizzazioni della società iscritte a bilancio, oltre a 4mila euro serviti per dare vita al sito www.do-design.it. Nelle banche dati italiane e internazionali, il marchio Do Design, nella stessa grafia usata dal sito Do Design, risulta però ancora di proprietà della Dell'Orto spa, mentre rappresentante (representetive) é l'azienda di abbigliamento Abit srl di Sommariva del Bosco (Cuneo). Non sappiamo se questo è dovuto a un ritardo nelle comunicazioni agli uffici brevetti oppure se il contratto intercorso tra la Dell'Orto spa e la Do Design non sia stato di cessione del marchio ma un contratto di licenza del marchio.

Dalla visura camerale risulta che la società Do Design srl, che ha un capitale di 15mila euro - equamente suddiviso al 50 % tra Maurizio Mangiarotti ed Energy RE srl - è stata iscritta alla Camera di Commercio di Monza e Brianza il 24 gennaio 2013 ed ha iniziato ad operare dal 20 febbraio successivo.

Mi chiedo come mai nel sito ufficiale della Dellorto Motosport (vedi link)  è presente la pagina DoDesign, e sul sito della Do Design é scritto nella pagina About us adesso rimossa (vedi sotto) che “Per il quarto anno consecutivo TM Racing si affida a DoDesign per la realizzazione del Team wear e della collezione replica dei colori tipici dell'azienda pesarese”?
E ancora: “DoDesign progetta e realizza merchandising ufficiale dei piloti del WSBK”. Ed infatti il marchio DoDesign ha iniziato a circolare nel 2010 con i capi d'abbigliamento di Max Biaggi, tornato a correre le gare del Mondiale Superbike in sella all'Aprilia.
Ed ancora: “DoDesign attraverso la rete Dellorto distribuisce la linea MA-FRA Bike line”.
Due indizi fanno una prova. Andrea Dell'Orto non è titolare della DoDesign, e di ciò chiediamo venia per quanto scritto, però è sicuramente vicino alla società che realizza utili con abbigliamento, cappellini e altro merchandising  di team e  piloti che corrono le varie specialità delle due ruote. Motociclismo che Dell'Orto - nel ruolo di presidente di Sias - sponsorizza ad ogni pié sospinto. Com'è avvenuto nel corso della recente presentazione alla stampa del piano industriale per rilanciare l'Autodromo Nazionale di Monza. Vedi la dieci giorni di Moto dal 1. al 10 maggio organizzata nel paddock.

Formula Uno addio, Monza perde il Gran premio d'Italia

di Pier Attilio Trivulzio

L'Autodromo di Monza cambia pelle. Il piano industriale di rilancio di Sias – illustrato ieri pomeriggio al Consiglio dell'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza della società di gestione dell'impianto brianzolo – punterà tutto sulle due ruote e quindi potrebbe esserci un addio alla Formula Uno, dal 2017.

Per attuare il programma relativo alle due ruote il presidente Andrea Dall'Orto, dopo aver designato Francesco Ferri a prendere il posto di direttore, occupato per trent'anni dell'inquisito Enrico Ferrari (prossima udienza in Tribunale il 12 febbraio), ha chiamato nello staff il monzese Riccardo Tagliabue. Sarà lui, rampollo della famiglia di petrolieri proprietari della Lombarda Petroli con impianti a Villasanta a intrattenere i rapporti con la Federazione Motociclistica Italiana.

Con la Federazione Internazionale e con la Dorna, Dell'Orto tratterà, invece, in prima persona. La sua società che ha sede a Cabiate, fornisce le centraline alle Moto3 che corrono il Motomondiale. E attraverso la Do Design di Monza produce abbigliamento per i piloti delle due ruote. Business is business.

Con Dorna ha iniziato una trattativa per riportare a Monza il mondiale Superbike; ma prima dovrà ottenere dalla Giunta di Monza l'autorizzazione a fare pesanti modifiche alla pista.

Dovranno essere abbattuti alberi alla prima variante che si congiungerà al “curvone” di Biassono passando attraverso il bosco ed utilizzando parte dell'originaro tracciato. E all'Ascari. Con una deviazione a sinistra, anche in questo caso sacrificando il bosco, alla fine del tratto di pista in discesa. C'è poi il problema della curva parabolica che per la FIM dovrebbe tornare ad avere la configurazione 2012 vale a dire senza la modifica (asfaltatura esterna laddove iniziava la sabbia) imposta lo scorso anno dalla Fia per il Gran premio d'Italia. E' prevedibile che la richiesta dei lavori troverà numerosi ostacoli, oltre a richiedere un investimento stimato tra i 3 e i 4 milioni di euro. E, soprattutto, le modifiche di tracciato, dovranno essere preventivamente sottoposte ed approvate dalla Fia, nel caso Sias decida di rinnovare il contratto con la Fom di Bernie Ecclestone per la Formula Uno dal 2017 al 2020.

Ma questa eventualità non si pone dal momento e, a detta del direttore in pectore Francesco Ferri, “il piano industriale 2017 è previsto con o senza la Formula Uno”.
Com'è noto i conti di Sias sono più rossi della Ferrari, l'ultimo bilancio si è chiuso con debiti per 12milioni di euro.
Ecclestone per rinnovare vuole oltre a 20milioni di dollari e la disponibilità totale delle terrazze sopra i box. Vale a dire le salette del Sassoli Building che, in occasione del Gran premio, Sias vende agli sponsor incassando 3 milioni di euro.
Senza Formula Uno però Sias non avrà più titolo per restare dentro l'impianto. La convenzione parla chiaro. Non basterà certo riportare a Monza l'appuntamento del Mondiale Superbike a garantire alla società di gestione la permanenza dentro al parco. A meno che Andrea Dell'Orto non pensi di “scippare” a Imola la Motogp sperando che la Giunta monzese valuti equipollente le due ruote iridate al Gran premio di Formula uno. E del resto un tempo l'Autodromo viveva il suo settembre motoristico proponendo sia il Gran premio che il Motomondiale.

Ma questi ragionamenti valgono per il domani. Quel che più ci preme è capire quale piano di rilancio è stato preparato dagli uomini della Innext. Francesco Ferri lo definisce piano industriale. Ma l'Autodromo è un'industria particolare nel cui statuto è scritto che ha il preciso scopo di incrementare l'automobilismo e lo sport.

 

Monza - Autodromo. Dell'Orto per cambiare marcia. Preisdente di Sias se vince la lista Sport e Rinnovamento

di Marco Galvani da il Giorno

«L’AUTODROMO è l’asset più importante del nostro territorio ma non è valorizzato come merita». Andrea Dell’Orto, 44 anni, grande appassionato di calcio, sci, tennis, volley e golf, vicepresidente esecutivo della Dell’Orto spa (azienda di famiglia leader nella produzione di carburatori, pompe d’inizione) oltre che numero uno di Confindustria Monza e Brianza, guarda all’Autodromo con gli occhi e il piglio dell’imprenditore. E del designato alla prossima presidenza della Sias. È lui la «persona giusta» secondo i candidati di «Sport e rinnovamento», una delle due liste in corsa per il rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’Automobile club di Milano (le elezioni saranno il 22 luglio). In caso di vittoria la cordata guidata dall’ex pilota Ivan Capelli ha già scelto anche il futuro del circuito.
Del resto Dell’Orto con il mondo del motorsport è legato a doppio filo. E poi per lui l’Autodromo è innanzitutto «passione». Ma «oggi c’è anche la consapevolezza che come imprenditori dobbiamo impegnarci a valorizzare quel bene». «Quando vado all’estero tutti mi chiedono di portarli a vedere l’Autodromo e purtroppo provo dispiacere a mostrare un impianto che come potenzialità potrebbe dare di più». Proprio il «senso di abbandono che provi quando entri in circuito» diventa «il motivo in più per dire che si può e si deve rinnovare. A maggior ragione in questa fase di rilancio e in ottica Expo». C’è, innanzitutto, l’aspetto agonistico che va allargato: «Ora abbiamo solo perso gare di auto e di moto, a cominciare dalle Superbike. Un peccato, perché oggi che l’organizzatore è lo stesso della MotoGp si potrebbe imbastire un certo discorso di crescita. Monza non ha nulla da invidiare ad altre piste, per questo bisogna capire cosa c’è da fare e le condizioni per non accontentarsi e puntare al top». C’è pure una struttura che va ammodernata, e poi il fronte commerciale e promozionale: «Perché, ad esempio, in occasione della Fiera internazionale del motociclo a Milano non si crea un link con l’Autodromo per una sorta di Fuorisalone a Monza dove le case costruttrici possono venire a provare in pista i vari modelli?».

DELL’ORTO è perfettamente consapevole che di lavoro ce ne sarebbe da fare molto: «Il rilancio è fattibile perché ormai tutti si sono resi conto che se non lo fai oggi si rischia davvero di perdere l’Autodromo». L’importante è «avere unità d’intenti con le istituzioni, voglia di ricostruire con un serio progetto che abbia sostenibilità, con chiarezza e trasparenza di obbiettivi. Un’operazione che, inevitabilmente, porterà anche nuovi posti di lavoro».
marco.galvani@ilgiorno.net

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