Russi

Bovisio Masciago - Mobili e crisi Russia-Ucraina. Walter Mariani: “Non resisteremo più di due mesi”

di Matteo Pucciarelli da la Repubblica

WALTER Mariani con la sua piccola azienda a Bovisio Masciago lucida mobili “upper class”, pensati soprattutto per il mercato estero. I fatturati, a causa del blocco russo, si sono già dimezzati, racconta lui.

Quali erano i vostri rapporti commerciali con Mosca?
«Noi lavoriamo insieme a una grande impresa italiana che si occupa di tutto il settore del mobile, con showroom nella capitale e San Pietroburgo. Quello pensato per il mercato russo è generalmente un arredamento di qualità e di lusso. Se andiamo a vedere le commesse, circa il 60 per cento del lavoro era destinato laggiù».

Cosa è cambiato nelle ultime settimane?
«Da tre mesi a questa parte, cioè dall’inizio della crisi ucraina, sono cominciate le difficoltà con i clienti russi: merce non ritirata, preventivi a cui non è più arrivata risposta, continui rinvii, anche nei pagamenti. A volte motivati, spesso con scuse vere e proprie. Con il rischio, se la situazione non si sblocca nel giro di poco, di ritrovarci con milioni di euro di prodotti invenduti».

Ma l’embargo non tocca il settore del legno e dell’arredo...
«No, ufficialmente no. Nei fatti però tutto il comparto lamenta questo cambiamento di “atteggiamento”, per così dire. Ci siamo rivolti anche ai rappresentanti del commercio russo a Milano, che negano ogni ostruzionismo. Un muro di gomma. Ma insomma, la questione è tutta politica».

Fare a meno dei russi è possibile?
«Guardi, qui non stiamo parlando di mobili Ikea, di camerette da due o tremila euro. Ultimamente abbiamo lavorato a una commessa in Azerbaijan, una villa con arredi di lusso per due milioni di euro. Tutti prodotti artigianali, con camere che arrivano a costare 250mila euro di mobilia. Rinunciare su due piedi a un mercato rivolto a 350 milioni di abitanti, dei quali un 10 per cento ricchissimo, è impossibile. Il mercato italiano non esiste quasi più e comunque non è sufficiente. Cittadine come Meda e Cantù vivono da diverso tempo grazie ai russi».

Verosimilmente, quanto tempo avete per risolvere la questione?
«Due mesi, oltre cominceranno le chiusure. Le sanzioni, se si va avanti così e non si trova in tempi brevi una soluzione, sono tutte a nostro danno».

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