Lealtà azione

Monza - L'ANPI esprime solidarietà a Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica minacciato

Comunicato stampa

Paolo Berizzi ,giornalista de “La Repubblica” ha scritto alcuni articoli sulla situazione di Monza, mettendo in evidenza come la nuova maggioranza sia stata significativamente sostenuta dalle forze della destra neofascista, tanto che un assessore della nuova giunta si dichiara espressione di lealtà azione, noto gruppo della galassia della nuova destra. Per questo motivo Berizzi è stato insultato e minacciato da esponenti della destra. L’ANPI di Monza e Brianza esprime piena solidarietà a Paolo Berizzi . Questo episodio dimostra una volta di più l’aggressività e l’intolleranza delle forze che si richiamano alla destra neofascista . Per questo L’ANPI sollecita una decisa risposta da parte di tutte le istituzioni affinché siano pienamente rispettati i primi e i valori sanciti dalla nostra Costituzione.
ANPI provinciale di Monza e Brianza

Calcio Monza - "Da Emery solo proclami, ma speriamo se la cavi, abbiamo già sofferto troppo"

di Dario Crippa da il Giorno del 05/10

SCONCERTO. Preoccupazione, disillusione, rabbia. Paura. Il tornado arrivato in queste ore dall’estero - Brasile e Singapore su tutti - sul conto del presidente del Monza Anthony Emery Armstrong e sulla sua presunta situazione debitoria, non può che destare i peggiori umori fra i tifosi dei colori biancorossi.
Andrea Arbizzoni, ex assessore allo Sport e per anni portavoce dei Sab, gli ultras del Monza, non le manda a dire: «Le notize che stanno arrivano non sembrano incoraggianti. Se quanto dipinto sui giornali stranieri fosse vero, l’immagine del presidente Armstrong certo non ne uscirebbe bene. E ho un dubbio: se davvero i debiti rimasti dalla precedente gestione targata Clarence Seedorf ammontano a due milioni di euro come si è detto, sarà dura farvi fronte e programmare: altro che proclamare di voler raggiungere la serie B e addirittura la serie A in queste condizioni. Speriamo non ci siano contraccolpi troppo pesanti per le sorti della società e quindi della squadra». Arbizzoni ne ha viste tante nella sua lunga militanza da tifoso del Monza, fra presidenti-banditi e fallimenti ma «non posso nascondere stavolta di essere davvero basito. Posso dire soltanto che mi trovo a condividere la posizione che la Curva Sud ha sempre espresso su questa nuova proprietà: non mi sono mai fatto ingolosire troppo dalle promesse, non sono mai stato fra i “talebani” che avevano sposato la nuova società senza colpo ferire. Siamo rimasti già scottati troppe volte in passato...».

FAUSTO MARCHETTI, da anni portavoce dei Sab, non si tira indietro: «Siamo sempre stati critici, l’approccio che Armstrong ha avuto con Monza sin dal primo istante non ci ha convinti. Da lui abbiamo udito soprattutto proclami roboanti ed esagerati, senza vedere di contro dei fatti, anche sulla questione della ristrutturazione dello stadio. Insomma, più fumo che arrosto... Certo, la speranza è l’ultima a morire». Si spiega anche così l’approccio della tifoseria alla partita di ieri, pur arrivata in un momento di crisi di risultati. In curva Sud è stato innalzato uno striscione che recitava: «E quindi... chi aveva ragione?». «Daremmo il beneficio del dubbio anche al peggiore degli assassini, figuriamoci se non lo facciamo con Armstrong, con cui pure siamo entrati in polemica in passato più volte. A non convincerci è stato ad esempio il cambio di gestione tecnica lo scorso anno e la costruzione di una nuova squadra con costi così onerosi, firmando contratti troppo lunghi e onerosi che ci hanno spaventato: chi li onorerà se il presidente dovesse andar via?».
Alessio Manazzale, tifoso storico dei biancorossi, è fatalista: «Sembrava tutto troppo bello: si temeva che prima o poi sarebbe scoppiata la bolla, speravamo soltanto di aver raggiunto nel frattempo almeno la promozione in serie B. Purtroppo è un po’ che girano voci negative, in fondo già l’anno scorso quando la squadra perdeva si sapeva che gli stipendi venivano pagati all’ultimo giorno del mese. Speriamo ora che al 10 arrivino gli stipendi... Il problema è che a Monza siamo sfortunati e, dopo Armstrong, non c’è nessuno: questa è la dura verità».
dario.crippa@ilgiorno.net


L’altra faccia del tifo: «Vogliamo ancora fidarci». Della Valle: «Tutti criticano ma nessuno investe»
di Dario Crippa da il Giorno del 05/10
— MONZA —
LO SCENARIO non è certo dei più sereni. E anche fra i tifosi del Monza si registrano posizioni contrastanti, specie sui social network. Se la società ha annunciato ieri un silenzio stampa polemico, c’è chi critica questo atteggiamento. Ma c’è anche chi, come il gruppo «Tribuna Ovest Monza», solitamente abbastanza vicino alla società, ricorda fiducioso su Facebook: «Non dimentichiamo che il presidente Armstrong qualche settimana fa è stato lodato dal Financial Time (e non è la prima volta) testata sicuramente informata e di maggiore importanza rispetto ai quotidiani o pagine web in cui si screditava la sua azienda e il suo operato». Oppure c’è chi, come il gruppo «Brianza Biancorossa», invita alla calma: «Giornata veramente difficile, Pea tiene lontano “le voci” e il linciaggio mediatico di oggi verso società e presidente, dormiamoci su... una cosa è certa, uno è colpevole dopo tre gradi di giudizio, attendiamo gli eventi e sempre e solo.... forza monza!». Fra i tifosi storici, una presenza abbastanza assidua allo stadio Brianteo è quella dell’avvocato penalista Raffaele Della Valle: «Qualcosa non funziona, abbiamo perso tre partite di fila dopo un avvio di campionato ottimo... E sul presidente Armstrong, che dire? La verità è che tutti criticano in Brianza, ma gente che tiri fuori i “danéee” non ce n’è mai. A Monza non trovi dieci imprenditori disposti a investire 500mila euro per uno nella squadra della città... Speriamo solo che non finisca come ai tempi del presidente D’Evant, quando siamo falliti...». Anche il presidente della Provincia Dario Allevi mette le mani avanti: «Non conosco la vicenda e quindi non posso esprimermi... Ho incrociato Armstrong allo stadio e mi è sempre sembrato una persona che aveva tanti progetti... speriamo». Già.

Monza - Sala municipale a Lealtà e azione. Il sindaco: rappresentata in Consiglio

di Rossana Brambilla da il Giorno

SCOPPIA la polemica dopo la conferenza indetta dai Giovani Padani e Lealtà-Azione all’Urban Center lo scorso venerdì sera. A rispondere alle richieste di Rifondazione Comunista, partito che aveva chiesto esplicitamente al sindaco Roberto Scanagatti di prendere una posizione antifascista e non mettere a disposizione uno spazio comunale a «pseudo movimenti culturali che nascondono scopi anticostituzionali e a stampo fascista», è stato direttamente il primo cittadino. Con una nota, arrivata direttamente dal Municipio, il sindaco ha fatto sapere che l’«Urban Center dispone di sale utilizzabili dietro pagamento, da tutti coloro che per motivi di lavoro o di discussione, anche pubblica, vogliano farne uso. Nel caso del dibattito di Lealtà-Azione, la richiesta è stata inoltrata e concessa ad un’organizzazione giovanile che è espressione di un gruppo politico rappresentato in Consiglio comunale che ovviamente, sul piano formale e politico, si assume tutte le responsabilità». Poche dunque le limitazioni all’uso di tali locali. Solo una clausola vieterebbe infatti di occupare quelle aule. Come si evince dalla comunicazione, il sindaco non rilascia «nessuna concessione di spazi comunali a chi, ponendosi in contrasto con la Costituzione, ripropone, ancorché in modo mascherato, idee e pratiche riconducibili direttamente o indirettamente all’ideologia fascista o neofascista».

NON MOLTO CHIARO dunque il perché sia stata concessa l’aula per un’iniziativa organizzata anche da Lealtà-Azione, il cui simbolo era chiaramente stampato sui volantini dell’evento: un dubbio espresso anche da Rossana Valtorta, dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Monza. «Sarebbero bastati dei controlli. Navigando nel web si comprendere il forte legame che il gruppo ha con associazioni di estrema destra. A Milano la loro sede di viale Brianza è stata inaugurata nel 2010, con una conferenza in onore dell’ex generale belga delle SS Lèon Degrelle, condannato da un tribunale del proprio Paese come criminale di guerra. Questo smaschera già da solo, la loro matrice neonazista. Approfondendo si percepisce ancor meglio il legame tra Lealtà-Azione e l’anima più violenta, razzista e pericolosa del movimento xenofobo internazionale: gli Hammerskin. Si tratta di un gruppo creatosi da una costola del Ku Klux Klan. A Bollate gestisce la Skinhouse, punto di riferimento dei militanti di Lealtà-Azione prima dell’apertura della loro sede indipendente». Perplessi i vertici di Anpi. «Abbiamo chiesto al sindaco - conclude Valtorta -, di cancellare la conferenza il 20 settembre. Ma nessuno ci ha ascoltato. Spero solo di non assistere a episodi di violenza spinti dalle parole pronunciate lo scorso venerdì». 

Monza - Convegno omofobo? La protesta: «Sindaco, schierati contro i fascisti»

di Rossana Brambilla da il Giorno del 28/09

«IL SINDACO Roberto Scanagatti deve prendere una posizione antifascista e contrastare questi pseudo movimenti culturali, che altro non fanno che nascondere iniziative a stampo omofobo e razzista». Alzano la voce i membri di Rifondazione Comunista di Monza. A scatenare la loro rabbia, l’iniziativa tenutasi venerdì sera all’Urban Center dal titolo «Omofobia o Eterofobia, per opporsi a una legge ingiusta e liberticida», ideata dal Movimento Giovani Padani e Lealtà-Azione Monza e presidiata da carabinieri e polizia in tenuta anti sommossa. Fulcro del dibattito la nuova legge Scalfarotto e il «tentativo di manipolazione dell’infanzia» attuato, secondo i due gruppi organizzatori, attraverso il progetto «Rainbow promosso a Monza dal consigliere Gerosa e approvato dall’Amministrazione Scanagatti».

TALE INIZIATIVA prevede la proiezione di documentari in cui vengono trattati in modo semplice ed esplicativo i problemi che i gay vivono quotidianamente. Outing, incomprensioni, sentimenti vengono raccontati ai piccoli con dei cartoni animati. Un atteggiamento considerato dai Giovani Padani e da Lealtà-Azione «un indottrinamento alla ideologia di genere». «La Legge Scalfarotto sta facendo passare il messaggio che gli omosessuali sono una categoria di individui che deve avere dei favoritismi - sostiene il relatore Gianfranco Amato, avvocato e presidente di Giuristi per la Vita -. Stiamo mettendo queste persone sullo stesso livello di categorie represse, quali gli ebrei o i neri. Ma non mi sembra che le loro storie siano uguali. Ci sono inoltre dei risvolti. L’omosessualità non è una condizione che si può provare scientificamente. Chi vieta allora a una persona di fingersi gay per ricavarne vantaggi giuridici?». Posizioni forti che hanno portato Michele Quitadamo, di Rifondazione Comunista, a scrivere al primo cittadino: «Abbiamo bisogno che questa Giunta si schieri e che non conceda spazio a questi movimenti razzisti. Da oltre un anno, assieme all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ho inviato diverse comunicazioni in Municipio, denunciando fatti contro la nostra costituzione. Abbiamo più volte sollecitato una risposta. Ma tutt’oggi l’argomento non è ancora stato trattato. Intanto però in città si permette l’organizzazione di tali conferenze».

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