Fabrizio Sala

Monza - Incontro Ecclestone-Maroni: Regione Lombardia sarà il main sponsor del GP?

24/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Bernie Ecclestone ha incontrato, venerdì mattina, il presidente Roberto Maroni.
L’incontro, seconda la nota diffusa da Regione Lombardia, è stato “molto cordiale” e nasce anche dalla crescente irritazione di Ecclestone per non essere ancora riuscito a risolvere la questione del Gran Premio d’Italia, dopo che anche l’ultima deadline per il rinnovo del contratto, che era stata fissata per febbraio, è passata da tempo.
Al vecchio Bernie non sono piaciute nemmeno le parole, ancora attendiste, del presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani, che ha dichiarato, ai margini della presentazione della Targa Florio: “La trattativa per il Gran premio di Monza continua, è complessa e molto onerosa. L'ACI dovrà sostanzialmente coprire il forte disavanzo tra le entrate e le uscite del Gran premio, abbiamo una grande responsabilità”.


Il patron della Formula 1 è andato subito al nocciolo della questione nell’incontro con Maroni: “Ho pronto il calendario del 2017, al momento però mi manca il 21° Gran premio. Devo sapere se l'organizzo a Monza o a Imola. Avrei dovuto già avere il contratto firmato dall'ACI mentre Imola è pronta con la penna in mano”.

Maroni ha confermato la disponibilità dell'investimento di Regione Lombardia per Monza: 70 milioni in sette anni per l'ammodernamento delle strutture. La cui prima tranche di 7,2 milioni è stata deliberata ma i fondi verranno erogati soltanto a fronte di ben definiti progetti.
Ecclestone ha allora giocato il suo jolly: da tre anni il Gran Premio a Monza non ha sponsor, Regione Lombardia potrebbe diventare main sponsor dell'appuntamento mondiale , una straordinaria vetrina per comunicare in diretta mondiale l'impegno per Monza (anche, e soprattutto, in vista delle elezioni comunali del prossimo anno).
Insomma, come si suol dire, Mister E ha battuto cassa.
Quindici giorni fa, nel paddock del Bahrain, Bernie aveva ricevuto Angelo Sticchi Damiani e Uberto Selvatico Estense di Formula Imola.
Il primo, vista la disastrosa situazione economica di Sias, non aveva alcuna lieta novella da comunicare e, con lui, Mister E si é dimostrato poco affabile; Selvatico Estense ha invece chiarito a Ecclestone che erano interessati anche ad alternarsi con Monza purché fosse previsto non un solo Gran Premio d'Europa, nel 2017 per sostituire la data di Baku, ma almeno tre o più edizioni.

La visita in Regione Lombardia è stato, però, un preciso segnale mandato all'ACI che non ha saputo finora concretizzare l'impegno preso.
Bernie Ecclestone manda spesso segnali mirati.

A metà febbraio dettò all'Agenzia Reuters questa dichiarazione: “Mi avevano detto che tutto era a posto, e invece... Non so che succederà, gli unici che possono risolvere la cosa sono quelli coinvolti in Italia: hanno tutto il tempo che vogliono, basta che sia entro fine febbraio”.

Il 20 marzo Daniele Manca sindaco di Imola dichiara: “Il nostro autodromo è davvero una piattaforma importante, stiamo facendo tutto il possibile per riportarlo nel posto dove deve stare nel mondo anche se non possiamo vivere di sola storia. Stiamo facendo investimenti importanti per ottenere le migliori prestazioni e poi la ruota gira”.

Subito Fabrizio Sala, braccio destro di Maroni prepara una nota annunciando la delibera da 7,2 milioni di euro per l'Autodromo.

A fine marzo, sulla Gazzetta dello Sport Ecclestone dichiara: “Monza avrà ancora il suo Gran Premio, sono certe che arriveremo a una soluzione favorevole”.

Dieci giorni dopo, dal Bahrain, altra dichiarazione: “Per discutere del futuro di Monza servirà un'altra riunione, ma bisognerà aspettare...”. “C'è la possibilità che Monza venga cancellata?” chiede il cronista. Risposta: “Un futuro in Formula 1 senza il Gp d'Italia? E' strano perché non avrei mai immaginato un mondiale senza un Gran premio in Francia, eppure ci siamo riusciti”.

Venerdì Ecclestone e Briatore avevano appena lasciato Palazzo Lombardia che subito parte la brevissima nota stampa della Regione. A cui fa seguito su Il Cittadino questa dichiarazione di Fabrizio Sala: “L'incontro è stato sicuramente molto positivo. Certo non potevamo firmare oggi per il rinnovo oltre il 2016, non siano di certo noi a doverlo fare. Siamo un'istituzione, ovviamente, non coloro che devono siglare un accordo. Ma è stata l'ennesima dimostrazione che la Regione c'è, anche molto di più di quel che si pensi”.

Un evidente assist al quasi giubilato Andrea Dell'Orto che è entrato nel comitato di gestione del settimanale brianzolo da quando la società Monza Brianza Edizioni srl , costituita nel maggio 2014 (coincidenza vuole in concomitanza con l'inizio della campagna elettorale per le elezioni dell'Automobile Club di Milano), ha acquistato il 50 % della Editoriale Il Cittadino srl.

 

Dalla Regione 110 mila euro a Misinto il paese di Sala, l’assessore all’Expo

di Andrea Senesi da il Corriere della sera

Centodiecimila euro per l’International Sparkling Award, un premio internazionale dedicato alle bollicine. I soldi in arrivo dalla Regione serviranno per finanziare «l’evento che si prefigge di diventare il primo premio internazionale» in fatto di spumanti e che si svilupperà nei prossimi sei mesi tra il sito Expo e il galà finale alla Villa Reale di Monza. L’ iniziativa — sottolineano però dall’opposizione — è organizzata dall’associazione Gam E20 Misinto, una onlus che ha sede appunto a Misinto, un piccolo Comune brianzolo di 5 mila abitanti di cui l’assessore all’Expo di Palazzo Lombardia, Fabrizio Sala (Fi), è stato sindaco per un decennio. Coincidenza strana, dicono quelli del Pd. L’associazione Game E20 di Misinto è nota poi nella zona per l’organizzazione di una importante festa della birra in stile bavarese che si tiene da una ventina d’anni proprio nella cittadina brianzola.

Della festa bavarese c’è proprio tutto, dalla locandina nei colori tipici, il bianco e l’azzurro, i fiumi di birra distribuiti agli ospiti sui tavoloni, la musica dal vivo e per finire il concorso «Miss maglietta bagnata». Il finanziamento da 110 mila euro è stato deciso dalla giunta regionale venerdì scorso, con una delibera che approva la partecipazione della Regione alla realizzazione di quattro iniziative: Milano per Gaber 2015 (a cui andranno 20 mila euro), il 19° Gran Fondo Internazionale Felice Gimondi (15 mila euro), il Premio Chiara Festival del Racconto 2015 (15 mila euro) e , appunto , l ’ International Sparkling Award, durante il quale un comitato, scelto dall’Università Statale di Milano, «avrà il compito di selezionare i cento migliori vini provenienti da vari Paesi del mondo: Italia, Spagna, Russia, Stati Uniti, Sud Africa». «Siamo certi che l’iniziativa sia meritoria e che sarà ben organizzata — commenta il consigliere regionale del Pd Fabio Pizzul —, ma non sfugge che un contributo tanto importante non si veda molto spesso. Ricordiamo che al Festival della Letteratura di Mantova, evento di grande richiamo di pubblico, la Regione lo scorso anno ha accordato un contributo di soli 20 mila euro, con la spiegazione che di più non si poteva dare. Siamo certi, se non altro, che gli organizzatori godano della piena fiducia dell’assessore Sala. Se sarà stato un buon investimento lo valuteremo a posteriori». L’assessore Fabrizio Sala si difende. Soldi all’associazione del mio paese? «È una pura coincidenza e io in quella riunione di giunta non ero neanche presente. L’idea era quella di dar vita a un premio internazionale per mettere in competizione le bollicine di tutti i paesi. Tutto qui. Che l’associazione sia di Misinto non importa, la cosa che conta è la qualità dell’evento». «Per la cronaca — aggiunge l’assessore regionale all’Expo — io ora abito a Lentate sul Seveso e sono diversi anni che a Misinto non ricopro cariche pubbliche»

Fabrizio Sala go home!!! (il M5S chiede le dimissioni del sottosegretario all'Expo dopo le rivelazioni dell'Espresso)


di Gianmarco Corbetta (consigliere regionale Movimento 5 stelle) da gianmarcocorbetta.it 

In passato Fabrizio Sala era già assurto agli onori delle cronache e noi del M5S avevamo già parlato di vicende che riguardano l’assessore nientemeno che alla Casa, Housing sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese.

(Marzo 2013) Da candidato alle elezioni regionali Fabrizio Sala viola la legge sulla propaganda sotto elezioni, rivestendo in modo illecito un intero edificio nel comune di Varedo con i manifesti e le gigantografie della sua campagna elettorale.

(Dicembre 2013) Sulla stampa appaiono alcune rivelazioni tratte dalle carte dell’indagine Clean City – che ha fatto luce sulle mazzette e gli appalti truccati per la gestione dei rifiuti a Monza –  in cui l’ex Consigliere Provinciale Daniele Petrucci si presenta dai titolari dell’impresa Sangalli a chiedere somme di denaro, dichiarando di essere “l’emissario” dell’ex Vice Presidente e Assessore all’Ambiente Fabrizio Sala.

(Gennaio 2014) Fabrizio Sala ha assunto in Regione come collaboratore, in base ad un rapporto fiduciario, Oronzo Raho, ex presidente di Brianzacque, successivamente inquisito per le ipotesi di reato di turbativa d’asta, corruzione, concussione nelle indagini relative agli appalti per lo smaltimento rifiuti e lo scandalo Clean City a Monza.
(Maggio 2014) Fabrizio Sala, stando alle carte delle indagini sulla cupola degli appalti Expo, sarebbe uno dei personaggi politici su cui ha scommesso Gianstefano Frigerio, capo della cupola stessa. Frigerio, annotano i magistrati, «mantiene da lungo tempo contatti con Sala, che ha tra l’altro anche attivamente sostenuto nella “corsa” post-elettorale al ruolo di Sottosegretario presso la Regione Lombardia con delega all’Expo». Non solo. E’ sempre Frigerio che ha «esplicitamente richiesto a Fabrizio Sala, nel corso di una telefonata se questi conosceva Paris, evidenziando proprio l’opportunità di un prossimo accordo tra i due». Illuminante un’intercettazione di Frigerio: «Paris continua a dirmi… “ma ci sono pochi collegamenti nel centro destra”… i riferimenti sono troppo fragili. Gli dico: fai riferimento a Fabrizio, che è un uomo serio!». Sarebbe bello sapere cosa significa essere un “uomo serio” agli occhi di un criminale della portata di Frigerio.

(Marzo 2015) Escono sull’Espresso le intercettazioni delle telefonate tra il costruttore monzese Angelo Narducci, condannato in primo grado a gennaio per alcune bonifiche fasulle e Fabrizio Sala, all’epoca Assessore Provinciale all’Ambiente (e quindi alle bonifiche).

Angelo Narducci e Fabrizio Sala sono in ottimi rapporti, come dimostrano le telefonate intercettate nel 2010 e pubblicate sul sito dell’Espresso. “Devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì” dice Narducci a Fabrizio Sala nell’intercettazione.

In un altro passaggio Sala chiede al costruttore di trovare una casa per l’onorevole Mario Balducci. «A me interessa nel senso che intanto gli facciamo un favore, poi vedremo», dice Narducci che si sente rispondere da Sala “Poi dopo, lui c’è”.

Lo scambio di battute prosegue con un eloquente “se ti devo trattare da amico, ti tratto da amico, se ti devo trattare da assessore, ti tratto da assessore” di Narducci, con Sala che asseconda l’interlocutore “certo”, che  prosegue “però poi vorrei anche essere trattato come un amico, ecco”. “beh certo” conclude Sala.

L’ultima intercettazione è, a mio giudizio, la più grave:
Sala: “Vedo che te costruisci case, ma le costruisci solo su terreni edificabili”.
Narducci: “Putroppo ho anche una bonifica da fare, pensa”.
Sala: “E allora sei nelle mie grinfie”.
Narducci: “Quindi mi sa che devo passare da te”.
Sala: “Cazzo, allora sarai tra le mie grinfie, preparati a un carotaggio profondo un chilometro e a uno sbancamento di 50 cm”. I due ridono.
D’altronde è questo il leitmotiv delle bonifiche di questi anni in Brianza: cordialità, scambio di favori, affari fatti assieme da politici e costruttori, trattamento da amici, battute, risate… con un contorno di funzionari dell’Arpa corrotti e terreni da bonificare che non vengono bonificati.

Degli inquinanti che rimangono nei terreni con il rischio di finire nella falda a nessuno importa. O del potenziale rischio alla salute di chi ha comprato quei nuovi appartamenti e si è fidato: del costruttore, della politica, dei controlli dell’amministrazione pubblica che poi si sono rivelati fasulli.
Gente come Fabrizio Sala dovrebbe dimettersi subito e andare a casa per difendere il buon nome e tutelare l’istituzione regionale e invece ce lo ritroviamo a gestire il più importante avvenimento lombardo degli ultimi anni, l’Expo.

Attenzione qui non si tratta di sostituirsi ai giudici, che fino ad oggi non hanno trovato nulla di penalmente rilevante nei comportamenti dell’Assessore; qui la questione è prettamente di opportunità politica, è una questione etica, scusate la parolaccia.

Può un assessore che viene definito “uomo serio” da un criminale come Frigerio, che lo indica ad un altro criminale come interlocutore giusto per intrecciare rapporti con la politica; un assessore che assume in Regione un collaboratore che poi viene  arrestato per corruzione; un assessore che viola le leggi delle campagne elettorali; un assessore il cui nome viene usato da un politico quando va a estorcere denaro ad un imprenditore; un assessore che quando si occupa di bonifiche in provincia di Monza e Brianza scambia favori, ride, scherza e viene trattato da amico da parte di un imprenditore edile condannato per false bonifiche… può questo assessore rimanere al suo posto? Può essere considerato un politico affidabile nella gestione della cosa pubblica?

Eppure fare politica in modo etico si può. E ce lo insegna, tanto per rimanere a Monza, il consigliere comunale Gianmarco Novi del MoVimento 5 Stelle. Novi è un piccolo imprenditore e gestisce un autolavaggio; prima di diventare consigliere aveva vinto una gara per il lavaggio delle auto del comune. Allo scadere del contratto, una volta diventato consigliere comunale, ha rinunciato a partecipare alla nuova gara, così come non ha risposto al sollecito del Consorzio del Parco di Monza che gli chiedeva un’offerta per i servizi della sua ditta. Novi avrebbe potuto aggiudicarsi questi lavori e non ci sarebbe stato nulla di illecito. In un momento di crisi come questo avrebbero fatto molto comodo. Eppure ha rinunciato per senso etico e per opportunità politica.

E’ questo il senso di quanto diceva Paolo Borsellino, quando affermava che un politico non solo deve “essere onesto” ma deve anche “apparire onesto”.

Noi non sappiamo se Fabrizio Sala sia un politico onesto, quello che è certo è che “non appare” onesto e per questo deve andare a casa!
 

“Romani si dimentica degli amici”. La telefonata tra Narducci e Fabrizio Sala

di Fabrizio Gatti da l'Espresso

IL PASSAGGIO PIÙ piccante è verso la fine della telefonata. Angelo Narducci, il costruttore condannato poche settimane fa in primo grado a un anno e 4 mesi per le bonifiche fasulle, parla con Fabrizio Sala, allora assessore all’Ambiente (e quindi alle bonifiche) della Provincia di Monza. È una mattina di inizio febbraio 2010. Oggi Sala è assessore regionale all’Expo nominato dal governatore leghista della Lombardia, Roberto Maroni.

Narducci: «Comunque ti sei dimenticato di me, perché io ti avevo chiesto una roba, non mi hai fatto sapere un cazzo».
Sala: «Cosa mi hai chiesto, oh?»
Narducci: «Eh, ti avevo chiesto di vedere lì cosa mi viene fuori che devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì...».
Sala: «Aaaahhh. Hai ragione, hai ragione, hai ragione, hai ragione, hai ragione, hai ragione. Cazzo, stavo pensando a tutt’altro io».
Narducci: «Eh, ma tu ormai ti sei dimenticato degli amici».
Sala ride.
Narducci: «Sei diventato come Romani», l’attuale senatore ed ex ministro del Pdl, Paolo Romani.
Sala: «No. Allora, hai detto due cazzate, una più grossa dell’altra».
Narducci: «Romani si è dimenticato degli amici, fidati».
Sala: «Romani si è dimenticato degli amici?».
Narducci: «Sì. Di me di sicuro, per lo meno. Di me di sicuro».
Sala: «Questo può darsi che sia vero. Nulla di più probabile».
Narducci: «Nonostante essere stato bravo e magnanimo nell’appartamento che gli ho venduto a suo figlio». Il figlio del senatore, Federico Romani, è capogruppo della lista di centrodestra nel nuovo consiglio riformato della Provincia di Monza.
Narducci: «Nonostante quello, ti dico che si è dimenticato degli amici».
Sala: «Figlio di puttana Romani».
Narducci: «Sai che suo figlio è andato nella casa di via..., a Monza?».
Sala: «No, non sapevo».
Narducci: «Gli ho dato un appartamento, un bell’appartamento. Gli ho fatto il suo sconto tra virgolette amico. E poi però lo chiami al telefono: sono impegnato, non ci sono, sono a Roma, boh. Va beh, dai. Non è bello... L’ho chiamato che avevo bisogno una cosa. Una cosa importante. E alla fine è successo che meno male che mi sono attivato fra virgolette per le cose mie. Se no, se era per lui...».
Sala: «Eh, Romani...».
Narducci: «...era lì ancora. Eh, lo so, però sai, io dico che prima o poi tornano... E scusami te, un conto se siamo amici ti tratto da amico. Se invece sei l’onorevole, ti tratto da onorevole. Punto».
Sala: «Giusto, giusto».
Narducci: «Va bene. Se vuoi, cioè, quindi. È un po’, io dico, il discorso tuo: cioè, ti devo trattare da amico ti tratto da amico, ti devo trattare da assessore, ti tratto da assessore».
Sala: «Certo».
Narducci: «Però voglio dire, sai benissimo, mi conosci ormai da un po’. Io queste differenze purtroppo non riesco a farle. Dico sempre che sei un amico».
Sala: «Certo».
Narducci: «Però poi vorrei essere anche trattato come un amico, ecco». Poco prima Sala aveva chiesto a Narducci di aiutarlo a trovare una casa per i genitori di un parlamentare, Mario Valducci, attuale consigliere all’Autorità di regolazione dei trasporti.
Narducci: «L’appartamento glielo troviamo. Se vogliam fare bella figura, l’appartamento glielo troviamo».
Sala: «Eh, questo qua insomma. Mario a parte che è una brava persona... Poi dopo, lui c’è...».
Narducci: «Eh, io sai poi, a me interessa nel senso che, voglio dire, intanto gli facciamo un favore, poi vedremo ecco».

Brianza - Caro assessore c’è un conto per te

di Fabrizio Gatti da l'Espresso

DICE AL TELEFONO il costruttore sotto inchiesta per le bonifiche fasulle: «Devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì». Risponde l’assessore provinciale all’Ambiente di Monza: «Aaaahhh». E ripete sei volte: «Hai ragione». Il costruttore si chiama Angelo Narducci e a gennaio è stato condannato a un anno e quattro mesi con la sospensione condizionale della pena. L’amico politico è Fabrizio Sala: eletto nel frattempo in Regione per il Pdl, è stato scelto dal presidente Roberto Maroni per rappresentare la Lombardia nei lavori e nelle manifestazioni di Expo 2015. Sala non ha nulla da temere. Non è mai stato indagato. Nemmeno Narducci ha nulla da temere: farà ricorso in appello e, com’è suo diritto, manderà il processo in prescrizione. Fine.

Storie di ordinaria Provincia nella (una volta) ricca Brianza. Qui hanno decisamente vinto i Gattopardi. Tra la politica e la giustizia, in questi ultimi anni è stata moltiplicata la politica. Così da fine gennaio Tribunale e Procura sono costretti a chiudere un giorno alla settimana. Mancano 37 impiegati amministrativi, 14 cancellieri. E forse non ci sarebbero abbastanza scrivanie per ospitarli, perché ormai i fascicoli arretrati hanno preso il sopravvento sulle persone. Già adesso i magistrati ricevono avvocati, indagati e testimoni in spazi grandi come sottoscala. A fine gennaio, la clamorosa decisione della presidente del Tribunale, Anna Maria Di Oreste, e del procuratore, Corrado Carnevali: limitare a tre ore al giorno l’apertura degli sportelli e chiudere gli uffici al pubblico di mercoledì. Vi ricordate il tweet del ministro Marianna Madia il 21 gennaio? «Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli di province». Testuale. Bene: appena due direttori amministrativi andranno dalle Province al Tribunale di Monza e un funzionario al giudice di pace. Ad Avellino ne arrivano 9. A Napoli 151. Una presa in giro, protestano i pochi magistrati della Brianza. A quattro chilometri dal palazzo di giustizia, la storia cambia.

Ecco la nuovissima sede della Provincia di Monza. L’ha inaugurata Fabrizio Sala, ospite d’onore, lo scorso ottobre nonostante la riforma e i tagli all’orizzonte. Il palazzo è lungo quasi come tutta via Montevecchia, periferia scomoda, lontana dagli altri servizi: tre piani di cemento, vetrate a specchio. Un mausoleo al federalismo di quartiere che è costato 24 milioni e mezzo. Adesso basta sedersi in macchina e contare quante persone entrano ed escono. All’ora di punta, dalle 11 alle 12 di una mattina qualunque, sul foglio restano sedici crocette. Hanno speso 24 milioni e mezzo per sedici utenti all’ora. Sarebbe bastato un chiosco. È vero che non tutti gli uffici sono stati trasferiti qui. Ma dopo la riforma, molte stanze resteranno vuote per sempre. La Brianza è uno dei tanti modelli di spreco autonomista che ha attraversato l’Italia. In cinque anni la Provincia di Monza ha messo insieme 287 dipendenti, 26 collaboratori, 12 milioni di spesa annua per il personale e 120 milioni di bilancio per raddoppiare sedi e servizi che fino al 2009 già forniva la Provincia di Milano. E guardate la Sardegna. Quattro delle prime sei mini Province sono sarde. Ogliastra, la più piccola, conta 57 mila abitanti. Lanusei, uno dei due capoluoghi, è un paese di poco più di cinquemila persone. Il Medio Campidano ha centomila residenti e Sanluri, il capoluogo, 8.400. Un referendum regionale le ha abolite insieme con Carbonia e Olbia fin dal 2012.

Ma soltanto tre mesi fa la Regione ha nominato i commissari che dovrebbero condurle allo scioglimento. Nel frattempo la gestione provvisoria continua a produrre atti e spese: 592 dipendenti, 21 milioni e 252 mila euro di costo all’anno soltanto per gli stipendi dei quattro enti. Cosa è cambiato allora? L’aggiunta di due lettere, la «e» e la «x»: nei documenti ora appare la scritta «ex Provincia». Fino al 2009 nemmeno la Provincia di Monza esisteva. Certo, la sua istituzione ha portato grande attività in Brianza. Soprattutto per i magistrati. Prima le dimissioni dell’assessore al Personale tirato in ballo nelle telefonate dei boss della ’ndrangheta. Poi la lapidazione dell’assessore alla Sicurezza con l’accusa inventata di violenze sessuali: costretto anche lui alle dimissioni, ma perché dava fastidio alle speculazioni urbanistiche. Terzo terremoto, l’arresto del vicepresidente Antonino Brambilla, che dopo tre anni sul sito ufficiale appare ancora come vicepresidente. In Brianza nemmeno il lento progresso digitale della pubblica amministrazione riesce a tenere il passo degli scandali. Dopo Brambilla alla vicepresidenza arriva proprio l’assessore provinciale all’Ambiente, Fabrizio Sala, principe dei Gattopardi di provincia. Ed è il suo trampolino.

La telefonata con Narducci viene intercettata nel 2010 durante l’inchiesta che coinvolge l’amico costruttore, il funzionario dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, Sebastiano Pupillo, e un architetto. Tutti e tre condannati in primo grado. Tutti destinati alla prescrizione, come spiegano gli avvocati della difesa, Attilio Villa e Stefania Bramati e Roberto De Vito, parte civile. La Procura e il Tribunale, azzoppati dalla mancanza di personale, hanno impiegato troppo tempo. Secondo l’accusa, Pupillo falsificava le relazioni in modo che si potesse risparmiare sulla bonifica dei terreni industriali trasformati in aree residenziali. Narducci dà la colpa al funzionario: Pupillo faceva tutto a sua insaputa. Una difesa alla Claudio Scajola, l’ex ministro della casa regalata con vista sul Colosseo. La conversazione, depositata agli atti, rivela che i presunti beneficiari dei favori del costruttore di Monza sono Fabrizio Sala, l’attuale senatore Paolo Romani. E suo figlio Federico, che anche dopo la riforma è rientrato nel consiglio della Provincia di Monza: come capogruppo del centrodestra, ha approvato il bilancio presentato dalla nuova maggioranza Pd.

Nessuno di loro è indagato, ovviamente. È soltanto semplice, provinciale quotidianità. Narducci racconta di avere venduto un bell’appartamento a Federico Romani. Con «il suo sconto tra virgolette amico», sottolinea. Sala gli chiede invece di trovare una casa ai genitori di «Mario, l’onorevole». Si tratta di Mario Valducci, attuale consigliere all’Autorità della regolazione dei trasporti, tra i fondatori di Forza Italia e allora deputato del Pdl. «Non conosco questo Narducci», precisa l’ex parlamentare: «Conosco invece Sala e non escludo di avergli chiesto se poteva indicarmi locali da affittare. Ma senza alcuna risposta, mio papà ha fatto da sé». Fabrizio Sala comunque è rimasto nel settore: oltre all’Expo e alla Internazionalizzazione delle imprese lombarde, il governatore Maroni gli ha affidato come terza delega proprio l’assessorato alla Casa. Tra Gattopardi i favori non sono mai gratis. «A me interessa nel senso che, voglio dire», ricorda Narducci, «intanto gli facciamo un favore, poi vedremo».

Sala lo rassicura sulla presunta gratitudine dell’onorevole: «Poi dopo, lui c’è». Da queste parti non si è nemmeno amici: ci si «tratta» da amici. È diverso. «È un po’ il discorso tuo: ti devo trattare da amico, ti tratto da amico; ti devo trattare da assessore, ti tratto da assessore», avverte Narducci. Scherzano anche sulle bonifiche: «Purtroppo ho una bonifica da fare», dice il costruttore sotto inchiesta. «Allora sei nelle mie grinfie», replica Sala. «Quindi mi sa che devo passare da te», deduce Narducci. «Preparati a un carotaggio profondo un chilometro e a uno sbancamento di cinquanta centimetri», risponde il principe brianzolo. Ridono. La prima grande differenza con il passato è che oggi gli elettori hanno perso ogni forma di controllo. Presidenti e consiglieri li votano gli amministratori comunali. Grazie alla riforma delle Province, i cittadini non contano più nulla.

Monza - I rapporti tra Fabrizio Sala e Narducci, il costruttore delle false bonifiche

di k.ts.

Ci sono anche i rapporti tra l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Monza e Brianza, Fabrizio Sala, adesso sottosegretario regionale all’ Expo, e il costruttore Angelo Narducci, condannato per le false bonifiche, nell’inchiesta di Fabrizio Gatti pubblicata sull’ultimo numero dell’Espresso in edicola da oggi.

Le bonifiche, per cui Narducci è stato condannato dal tribunale di Monza a un anno e quattro mesi, erano fatte solo sulla carta con la collaborazione di un dirigente dell’Arpa di Monza e Brianza, Sebastiano Pupillo ( condannato a 2 anni e sei mesi) di Desio.
Coinvolto nell’inchiesta e condannato anche l’architetto Gianfranco Tremolada (1 anno e 8 mesi), per lui un passato da tangentista all’epoca di Mani Pulite.


L’inchiesta condotta dagli uomini della Polizia Provinciale di Monza e Brianza aveva accertato che in 120 siti le bonifiche erano state fatte solo sulla carta, mentre su alcuni terreni su cui si era costruito era stata verificata la presenza di inquinanti tra cui metalli pesanti.

A guardarla bene - aveva dichiarato il comandante della Polizia Provinciale, Flavio Zanardo - si può paragonare per area interessata a una Santa Giulia, però non concentrata ma dispersa sul territorio”.

Per le bonifiche mai eseguite di Santa Giulia sui cui terreni inquinati è sorto un intero quartiere è in corso il processo a Milano che corre per evitare l’incombente prescrizione ( vedi Processo Santa Giulia, niente prescizione (per ora) ).
Sul banco degli imputati non salirà il re delle bonifiche, Giuseppe Grossi, nel frattempo deceduto.
Un filo legava Giuseppe Grossi a Massimo Ponzoni, ex assessore regionale all’Ambiente, un filo che passava da Rossana Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli.

Un filo più diretto lega Angelo Narducci e Fabrizio Sala, i due sono in ottimi rapporti come dimostrano le telefonate intercettate nel 2010 e pubblicate sul sito dell’Espresso.
Devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì” dice Narducci a Fabrizio Sala nell’intercettazione (vedi Caro assessore c’è un conto per te).
Fabrizio Sala si é giustificato così con l’Espresso: “Svolgo dal 1997 attività da promotore finanziario. Sono tenuto al rispetto del segreto professionale, del segreto bancario e soprattutto della privacy”.

In un’altra è il politico di Forza Italia a chiedere un favore a Narducci, il costruttore, un favore per un amico onorevole (vedi L’onorevole cerca casa).
Nell’intercettazione, Narducci si lamenta anche per avere venduto un appartamento a un “prezzo amico” all’ex consigliere provinciale Federico Romani, figlio di Paolo Romani, capogruppo al Senato di Forza Italia, ma successivamente il padre, incassato l’appartamento scontato per il figlio, non si faceva trovare mentre Narducci aveva l’urgenza di parlargli.

L’appartamento è poi stato messo in vendita, attraverso lo stesso Narducci, nell’agosto del 2014 da Federico Romani, secondo quanto scrive Marco Pirola, il “Mino Pecorelli” della Brianza, il cui giornalismo sembra più interessato a mandare messaggi che devono essere letti da chi di dovere piuttosto che ad informare l’opinione pubblica (vedi Monza, Romani è di nuovo cambio casa).

Ma quella che più colpisce è una terza telefonata, in cui il controllore, l’assessore all’Ambiente Fabrizio Sala, e il controllato, Angelo Narducci, si danno di gomito parlando della bonifica di terreni sui quali Narducci poi andrà a costruire.
E’ Fabrizio Sala ad andare sull’argomento.

Sala: “ Vedo che te costruisci case, ma le costruisci solo su terreni edificabili”.
Narducci: “Non è vero, ho provato anche a costruirle su terreni agricoli”.
Sala: “ Agricoli non interessa ancora me, passi da me se c’è una bonifica
Narducci: “Putroppo ho anche una bonifica da fare, pensa”.
Sala: “E allora sei nelle mie grinfie”.
Narducci: “Quindi mi sa che devo passare da te”.
Sala: “Cazzo, allora sarai tra le mie grinfie, preparati a un carotaggio profondo un chilometro e a uno sbancamento di 50 cm”.
I due ridono.

Si parla di grinfie ma sembrano carezze (vedi Se c’è una bonifica sei nelle mie grinfie) .

D’altronde è questo il leitmotiv delle bonifiche di questi anni in Brianza e in Lombardia.
Cordialità , scambio di favori, affari fatti assieme da politici e costruttori, funzionari comunali e dell’Arpa corrotti: Sebastiano Pupillo a Monza, Paolo Perfumi a Milano nell’inchiesta Santa Giulia, e terreni da bonificare che non vengono bonificati.

Degli inquinanti che rimangono nei terreni con il rischio di finire nella falda a nessuno importa.
O del potenziale rischio alla salute di chi ha comprato quei nuovi appartamenti e si è fidato: del costruttore, della politica, dei controlli dell’amministrazione pubblica che poi si sono rivelati fasulli. E’ vero, interviene la magistratura ma il danno ormai è fatto e le leggi sui reati ambientali restano in questo paese di “manica larga”.

Gente come Angelo Narducci dovrebbe cambiare mestiere e invece scontata la pena irrisoria ce li si ritrova nuovamente attivi sul mercato immobiliare.
Fra un po' un suo avvocato manderà una email alle testate giornalistiche online con la richiesta di rimozione di tutti gli articoli che citano il suo nome legato a questa inchiesta sulle false bonifiche, appellandosi al diritto alla privacy, al diritto all'oblio e minacciando cause legali. Di solito i condannati che possono permettersi buoni avvocati fanno così.

Gente come Fabrizio Sala meriterebbe di essere mandata a casa dagli elettori e invece ce lo ritroviamo a gestire il più importante avvenimento lombardo e italiano del 2015, l’Expo.

L’inchiesta di Fabrizio Gatti, oltre alla Brianza, si allarga a tutta Italia e tocca la questione delle Province e degli sprechi che ancora vi si annidano dopo la loro parziale messa in liquidazione (vedi Province, lo spreco che resiste. Viaggio fra Gattopardi e privilegi).

 

Regione, la Lega rinuncia al rimpasto FI cambia gli assessori a Casa e Trasporti

di Andrea Senesi da il Corriere della sera

Un rimpasto di partito più che di giunta. Due nuovi assessori di Forza Italia che entrano nella squadra di Maroni al posto di due che escono. E così nelle caselle minori: due sottosegretari azzurri che vanno a rimpiazzare altrettanti uscenti. Il bergamasco Alessandro Sorte sostituirà sulla poltrona di assessore ai Trasporti il bresciano Alberto Cavalli; il brianzolo Fabrizio Sala si occuperà di casa (ma anche di Expo) al posto di Paola Bulbarelli. Il milanese Giulio Gallera entrerà in giunta da sottosegretario con il compito di seguire la nascita e lo sviluppo della Città metropolitana e il comasco Alessandro Fermi prende il posto di Maurizio del Tenno (Attuazione del programma). Fin qui tutto previsto o quasi. La sorpresa di giornata arriva dal fronte Lega. Perché anche il partito di Maroni aveva più volte annunciato l’intenzione di cambiare una pedina nella scacchiera dei suoi assessori. Doveva entrare il pavese Angelo Ciocca al posto, si diceva, dell’assessore alla Cultura Cristina Cappellini.

Invece niente. Il Carroccio è rimasto fermo. Qualcuno dice che l’avvicendamento è solo rimandato e che anzi tra qualche mese i leghisti potrebbero puntare a un bersaglio più grosso, magari alla sanità oggi in mano al forzista Mario mantovani. È il rimpasto di Forza Italia, almeno per ora. Nel partito di Berlusconi si sono apertamente scontrate due cordate, quella della coordinatrice regionale Mariastella Gelmini e quella del numero due della Regione Mario Mantovani. Il round è andato all’ex ministro dell’Istruzione che ha spinto per Sorte assessore e per Fermi sottosegretario. Anche per questo la Lega ha scelto dio stare alla finestra. È un’operazione chiesta e voluta a gran voce da Forza Italia non da noi, sembra suggerire l’immobilismo lumbard. Lo si legge anche tra le righe del comunicato ufficiale di Roberto Maroni: «Il presidente ha ritenuto di poter procedere oggi stesso all’avvicendamento richiesto da Forza Italia, vista la decisione di attuare la legge Delrio lasciando sostanzialmente immutato il sistema delle competenze che la Regione ha trasferito negli anni alle Province, che manterranno quindi le deleghe attuali».

Può invece legittimamente cantar vittoria Mariastella Gelmini: «Il riassetto di giunta centra l’obiettivo che Forza Italia aveva delineato da subito; rinforzare il rapporto con i territori lombardi attraverso il lavoro degli eletti». È il secondo «riassetto» in otto mesi nella giunta Maroni Ad aprile furono quelli dell’Ncd a pretendere più spazio in squadra per i loro uomini. Per la cronaca ieri gli alfaniani sono tornati a brontolare. Un minuto dopo il vertice di maggioranza decisivo, il capogruppo Luca Del Gobbo e il segretario Alessandro Colucci hanno (ri)aperto il fuoco amico: «Già eravamo scettici sull’opportunità di appoggiare un cambio interno alla compagine di Forza Italia, ora, se verrà confermata, siamo stupiti dalla scelta di Maroni di creare anche una nuova delega alla Città metropolitana. Si tratta allora di un vero rimpasto su cui non c’è stata condivisione». All’attacco anche il Pd che chiede al governatore di presentarsi in aula per relazionare del nuovo maquillage di giunta: «È l’ennesimo tentativo di tenere insieme una maggioranza divisa e litigiosa, facile prevedere che non sarà sufficiente, visto che Lega e Lista Maroni restano a bocca asciutta, mentre Ncd perde una competenza». Una giornata interminabile di trattative, vertici, riunioni. Al fianco di Maroni, Gelmini e il braccio destro di Berlusconi Giovanni Toti. Il governatore ieri era atteso in Procura per essere interrogato dal pm Eugenio Fusco sulla vicenda Eupolis: non si è presentato.

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