Monza

Sanità Lombarda, l'eccellenza nella corruzione: da Daccò al Policlinico di Monza

19/10/2017

di Annalisa Berlingheri

Sanità, eccellenza della Lombardia”, un mantra per Roberto Formigoni.
Vero e proprio fiore all'occhiello, da sbandierare ad ogni piè sospinto.
Il ciellino firmò delibere con indebiti rimborsi per 200 milioni agli amici della Fondazione Maugeri tra il 1997 e il 2011 e al San Raffaele tra il 2001 e il 2011, in cambio ottenne 8 milioni di benefit, come l'uso di yacht, vacanze e una villa in Sardegna che è stata per metà sequestrata, per un valore di oltre 6,6 milioni di euro.

Parte dei soldi della Regione finivano sui conti del faccendiere Pierangelo Daccò, al quale sono stati confiscati 23 milioni di euro, sequestrati anche 15,9 milioni all'ex assessore Nicola Simone e 8 milioni all'ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino.

Accusato di corruzione, Formigoni è stato condannato in primo grado a 6 anni e a 6 anni d'interdizione dai pubblici uffici; Daccò a 9 anni e 2 mesi; Simone a 2 anni e 2 mesi; Passerino a 7 anni, Carlo Farina a 3 anni e 4 mesi.

L'inchiesta della Procura di Milano favorì il ricambio a Palazzo Lombardia.
La presidenza passò alla Lega Nord con Roberto Maroni che nominò suo vice il berlusconiano Mario Mantovani.
Peccato che due anni e mezzo dopo, Mario Mantovani, assessore alla Salute e sindaco di Arconate, venga arrestato, per reati commessi tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014. L'accusa è concussione, corruzione aggravata, turbativa d'asta. L'arresto avviene poche ore prima che il politico apra a Palazzo Lombardia il Convegno “Legalità e trasparenza”.

Turbativa d'asta del valore di 11 milioni e l'affidamento del servizio di trasporto di soggetti nefropatici sottoposti a trattamento dialico a favore di Croce Azzurra Ticinia Onlus di Giovanni Tomasini” , l’inchiesta coinvolge anche l'assessore all'Economia della Regione Lombardia, il leghista Massimo Garavaglia.

Le accuse a Mantovani riguardano anche altri fatti: la vicenda di 150 ragazzi terremotati della provincia di Mantova, ospitati dalla Cooperativa Serenitas - che fa riferimento a Mantovani - nell’ambito dell’inziativa “Un mare di solidarietà”,
il bizzarro screening sanitario gratuito disposto dalla Asl Milano 1 per gli studenti arconesi (di Arconate, Mantovani è sindaco – ndr) , screening che avviene in piena campagna elettorale del maggio 2014.
L'inchiesta porta al sequestro di una corposa documentazione oltre che nell'abitazione e nei molti uffici del politico del Pdl ad Arconate, a Milano, Pavia, Varese, Vercelli e Rimini.
All'arresto di Mantovani, indagato Garavaglia, segue quello di Fabio Rizzi (Lega Nord), presidente della commissione sanità di Regione Lombardia, arrestato assieme a Maria Paola Canegrati per le turbative d'asta del settore odontoiatrico.

La Canegrati quale amministratrice di un complesso sistema societario attivo nel campo dell'odontoiatria e ortodonzia di cui fanno parte tra le altre, la Servicedent srl, la Elledent srl, la Sytcenter srl procurava, attraverso turbative d'asta la corruzione degli associati Fabio Rizzi e Mario Longo e la corruzione di funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati delle singole aziende ospedaliere nonché la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale”, scrive il Gip Federica Centonze nell'ordinanza.

Fabio Rizzi – aggiunge il giudice delle indagini preliminari -. otteneva quantomeno parte delle spese relative alla campagna elettorale per la consultazione del 24 e 25 febbraio 2013 che ha portato all'elezione dello stesso al Consiglio Regionale della Lombardia e, assieme a Longo - tramite la società Spectre srl, le cui quote sono detenute dai predetti tramite intestazione fittizia – otteneva profitti derivanti dalla partecipazione del 50 per cento della società Sytcenter srl riconducibile alla Canegrati ed al pagamento agli stessi della somma di 50 mila euro in occasione della vendita a terzi da parte della Canegrati delle quote del suo gruppo”.

L'inchiesta della Procura di Monza affidata al sostituto procuratore Manuela Massenz prende le mosse dalla segnalazione di Giovanna Ceribelli, componente del collegio sindacale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate, che riferisce d'aver accertato numerose anomalie nella gestione dell'appalto del novembre 2009 relativo all'affidamento del servizio di odontoiatria.
L'attività di intercettazione portava alla individuazione di Pietrogino Pezzano, già direttore dell'Asl di Monza e Brianza ora a riposo, di fatto direttore generale del gruppo societario riconducibile alla Canegrati. Nonchè alla individuazione di numerosi funzionari addetti a servizi o strutture pubbliche in rapporti confidenziali con la Canegrati che cercavano da lei favori o vantaggi.

Fabio Rizzi e Marco Longo patteggiano 2 anni e 6 mesi pagando rispettivamente 70 mila e 180 mila euro, lady dentiera che fino al prossimo novembre non potrà uscire dal comune di Monza, aveva chiesto di patteggiare la pena di 4 anni e 2 mesi che però è stata negata. Le sono stati sequestri conti per 2,5 milioni.
Parlando con lady dentiera durante una telefonata il suo commercialista le dice: “Certo Paola che politici e non politici li conosci proprio tutti!”. Risposta: “Mirco, cazzo, ci ho trent'anni di marchette sulle spalle. Ho fatto trent'anni di marciapiede, ho battuto tutti”.
La Canegrati?- conferma Mario Longo che pensava di sbarcare in Cina e speculare con gli outlet del lusso - Ha amicizie con Diana Bracco e ottimi rapporti con Bruno Caparini, uno dei padri fondatori della Lega e uomo di fiducia di Michele Colucci”, ex capo gruppo socialista in Regione Lombardia.
Dalle dentiere alle protesi ortopediche

Chiusa l'inchiesta su Lady Dentiera il pm Manuela Massenz con la collega Giulia Rizzo inizia ad occuparsi della documentazione raccolta dalla Guardia di finanza di Milano nell’Operazione denominata “Disturbo” che coinvolge chirurghi ortopedici del Policlinico di Monza e degli Istituti Clinici Zucchi oltre ai responsabili della società Ceraver Italia srl che produce le protesi: in tutto 30 indagati.

E' il 22 novembre 2012, Flavio Acquistapace, cardiologo già in servizio presso il Policlinico di Monza sale in Procura e denuncia “...una gestione condotta in dispregio delle esigenze terapeutiche dei pazienti”.
La prima verifica viene effettuata acquisendo presso la Regione Lombardia i dati ufficiali dei DRG (Diagnosis Related Groups) e delle SDO, le schede di dimissione ospedaliera relative al periodo 2007-2012.

Il perito tecnico nominato dal sostituto procuratore, Manuela Massenz, deposita la sua relazione dalla quale emerge che al Policlinico di Monza i pazienti provenienti da fuori regione rappresentano il 24,5 per cento del totale dei pazienti ricoverati a fronte del 9 per cento dell'Ospedale Niguarda e del 4,7 dell'Ospedale Fatebenefratelli; che 2.368 pazienti sono stati interessati da quattro o più ricoveri nei reparti di ortopedia e cardio-chirurgico con punte di 19 ricoveri ripetuti; che i ricoveri effettuati nel fine settimana sono stati ben 2.202 di cui il 31,1 per cento in riabilitazione e ciò costituisce un'eccezione.

Inoltre il Policlinico di Monza effettua in media 12 operazioni a seduta a differenza di altri che ne effettuano 4 e che la punta massima di interventi è stato effettuato il 7 settembre 2009 quando in un solo giorno sono stati operati 36 pazienti. E ancora, in 1.243 giorni di sala operatoria il reparto di ortopedia ha impiantato protesi d'anca e di ginocchio con una media di 5/6 protesi per seduta. Il 16 gennaio 2010 sono state impiantate ben 16 protesi.
A seguito dei dati evidenziati ulteriori approfondimenti investigativi hanno disvelato una fitta rete corruttiva coinvolgente nedici chirurghi operanti presso il Policlinico di Monza ed altre strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, rivenditori di protesi e medici di base”, scrive il Gip nell'ordinanza che ha portato in carcere i chirughi Marco Valadè, Fabio Bestetti e Claudio Manzini oltre a Denis Panico, responsabile commerciale della Ceraver Italia srl e Marco Camnasio, agente di zona e specialista di prodotti della Ceraver. Per tutti e cinque l'accusa è “di associazione allo scopo di commettere reati contro la Pubblica Amministrazione mediante corruzione diretta ad incrementare le vendite delle protesi ortopediche Ceraver”.

Il solo Camnasio organizzava poi la distribuzione del prodotto farmaceutico integratore CONDRO24 da lui stesso prodotto, corrispondendo ai medici disposti a prescriverlo ai pazienti denaro e altre utilità.
Per Marco Valadè e Fabio Bestetti anche l'accusa di falsità materiale e falsità ideologica. Il 9 gennaio 2015 in sala operatoria ad impiantare le protesi della Ceraver era presente il solo Valadè ma la cartella clinica dava anche la presenza di Bestetti, identica situazione a parti invertite il 31 marzo e così il 7 e l'8 aprile. Mentre il 4 maggio dello scorso anno Valadè opera, falsamente risulta presente anche il chirurgo Bruno Arosio.

Intercettazione telefonica tra Fabio Bestetti e Marco Valadè del 5 giugno 2014. Valadè dice che va a Rimini due giorni ad incontrare quelli della Ceraver e rivela d'aver già iniziato a mettere le protesi. Valadè: “Non questo martedì, l'altro martedì gliene ho già messe tre. Una mono, una totale e una protesi di rotula che tanto entrano uguale, giusto?”. Bestetti: “Mh... E' bella la rotula...
Valadè: “Eh, infatti devo mettere una protesi di rotula su una protesi di Link che è stata messa a Como...poi gli faccio una mono...o una mono o due mono...oppure una mono e una totale...no, no, devo mettergliene almeno...Che rimanga tra noi...a prescindere da come dicevo il disturbo...come sono queste protesi” (ride). Bestetti: “No, no, ma è bella. A me la mono piace”. Valadé: “Gliene metto 70 in un anno... voglio dire, non è poco eh”.
Cinque mesi dopo i giudizi sulle protesi della Ceraver cambiano. Valadè a Bestetti: “...perchè abbiamo un po' di occhio....ma fanno veramente cagare...glielo ho detto oggi...” Ride. Anche Bestetti ride. Valadè: “...allora...scusa.. ci sono due difetti principali sai sulla cosa di taglio, praticamente del..della tibia.. Cioè ci vuole un palpatore, il loro palpatore fa cagare...capito...”.
Bestetti: “... fa cagare....allora non ce la fai, infatti...Valadè: “...Sì, sì bisogna fare la fotografia della Zimmer...e poi cazzo, la mascherina di taglio del femore.. anche quella lì è abbastanza disastrosa eh. La Zimmer ci ho messo 50 minuti a farla, la Ceraver richiede un'ora e quindici...”.
Scrive il Gip: “Bestetti e Valadè rappresentano un tassello essenziale del progetto di Camnasio e Panico, la disponibilità prontamente dimostrata ai corruttori si affianca alla spregiudicatezza e all'avidità dei due professionisti che afferrano immediatamente le potenzialità dell'accordo sodale. I due medici si integrano nella compagine sociale tanto da percepire come successo l'incremento di fatturato della Ceraver. I due comprendono che l'espansione della società comporta l'aumento delle potenzialità di gudagno personali in via proporzionale e diretta e si adoperano per contribuire ad allargare il mercato. E' Bestetti il primo ad aver instaurato il rapporto con Camnasio e Panico e coinvolge Valadè”. Il quale il 21 maggio 2015 parlando con Denis Panico della Ceraver dice: “...ho appena finito a Ivrea dove sono andato a mettere giù una tua seduta..Praticamente il 25 giugno ho 4 protesi tue, 3 mono e una totale. Se riesco ne aggiungo un'altra.. Ti dico solo che io allora, la prossima settimana ne ho tre a Monza perché faccio una totale e due mono a Monza ma perché non me le fan fare...”. Panìco: “..Me l'han detto ma come cazzo sono messi al Policlinico di Monza che vi fan perdere le sedute così...”. Valadè: “...giorni lì operano poi c'è il PS quindi di conseguenza ...quelli della zona saltano...vabè comunque confido di arrivare, sono già a quota 55 se tutto va bene per luglio voglio arrivare almeno a 70-75. Come primo inizio va bene?”. Quindi rivela a Panìco: “Sono partito da Ivrea, sto andando ad un appuntamento con una grande f... di 25 anni. E' ostetrica ma sta facendo la baby sitter pur di fare qualcosa, le ho proposto il lavoro...Viene giù in sala a gettone a vedere, se le piace...”.

I medici ricevevano dalla Ceraver dai 700 ai 100 euro a protesi, viaggi, convention che in realtà sono ospitate in albergo con amiche o escort . C'è un medico che si accontenta di finire su di una pubblicazione scientifica (“Ci costa 2400 euro deve quindi impegnarsi a impiantare almeno 3 o 4 protesi al ginocchio”). E chi come Fabio Bestetti chiede invece il biglietto aereo per l'amica che deve tornare dall'Argentina.

L'obiettivo di Marco Valadè è preciso: “La proiezione per Monza è 220 interventi. Se siamo fortunati arriviamo a metterne 300. Puntiamo a diventare uomini immagine, nel senso che se lavoriamo bene stiamo bene e ci divertiamo”.
Scrive il giudici: “l'accordo criminoso è avvenuto nel circondario di Monza dove insistono le strutture sanitarie presso le quali operavano i chirurghi Valadè, Bestetti, Manzini”.

L'avvocato Attilio Villa dopo l'interrogatorio in carcere del suo assistito Fabio Bestetti ha sollecitato un approfondimento dell'inchiesta sulle cartelle cliniche dei pazienti trattati. Direzione presa proprio dai giudici della Procura di Monza.

Intanto il 13 dicembre a Milano davanti alla prima sezione civile si aprirà il processo intentato dal pensionato 76enne Alberto Cavana contro il Policlinico di Monza. Chiede danni per oltre 100 mila euro. “Sono stato operato nel 2006 alla Clinica San Gaudenzio di Novara che fa parte del Policlinico di Monza – spiega, presente i suoi legali, gli avvocati Cesare Bruzzi Alieti e Lara Domenica Ferrentino il pensionato spezzino - e da un esame del sangue mi è stato scoperto un avvelenamento da metalli. Per otto anni ho vissuto il mio dramma, addirittura per un anno e mezzo sono stato costretto a letto. Sono anche piombato in stato depressivo. Nel 2013 ho rivisto il medico che mi aveva operato (non vuole rivelare se il nome compare tra gli indagati di Monza – ndr) ed appena gli ho spiegato i miei gravi problemi mi ha mi ha detto: venga subito a Firenze che la opero. La mia rabbia è che non ha mai richiamato i pazienti. E pensare che prima di operarmi mi disse: si fidi, ho operato anche la moglie del presidente americano Lyndon Johnson. Dovrei sottopormi ad una terza operazione. Non so se la farò”.

Hamilton umilia la Ferrari. Stona la propaganda leghista per il referendum

04/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Sebastian Vettel lascia l'Autodromo di Monza perdendo la leadership del mondiale. Pesantissima batosta quella rifilata dalle Mercedes alla casa di Maranello, dopo l'allucinante sabato (per i tifosi che dal mattino presto alle 16.40 hanno atteso di vedere girare in pista le monoposto ed hanno visto soltanto la safety car di Maylander), in cui Lewis Hamilton, ha rifilato sull'asciutto ben 36 secondi a Sebastian Vettel e qualcosa come 60 secondi a Kimi Raikkonen la cui monoposto è stata letteralmente svernicata dalla Red Bull di Daniel Ricciardo all'inseguimento di Vettel. Vattlery Bottas è finito secondo staccato dal compagno di squadra di soli 4 secondi dal compagno di squadra.

Dalle tribune le giubbe rosse di Maranello hanno esultato quando Raikkonen al primo giro ha superato Bottas, subito però risuperato sul rettilineo; e quando Vettel ha superato Raikonen, Stroll (Williams-Mercedes) e Ocon (Force India). Poi zitti zitti. Avevano già capito come sarebbe finita.

Bisogna togliere il sorriso a questi qui (gli uomini di Maranello – ndr) mi hanno fatto girare le balle”, è stato il pesantissimo dell'amministratore delegato di Fca al termine della gara, che Hamilton ha vinto a oltre 243 di media, mentre Ricciardo è stato autore del giro più veloce a 250,174 km di media, Hamilton è risultato secondo – sul giro più veloce a 249,793.

La massima velocità raggiunta sul rettilineo dei box è stata di Verstappen: 338,7 km, Hamilton 326, Vettel 324, Raikkonen 322,8.

Secondo i dati forniti con un comunicato ufficiale diffuso in sala stampa, in totale nel week end a Monza sono arrivati 185.000 spettatori.
Così le presenze: 12.000 giovedì, 34.000 venerdì, 46.000 sabato sotto la pioggia battente e 93 domenica. Da noi intervistato il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha invece “sparato”, solo per oggi, 125.000 spettatori. Aspettiamo comunicazione sull'incasso.

Dopo pole e stratosferica gara Hamilton merita un 110 e lode, anche perché quando l'Autodromo piano piano si stava svuotando si è presentato ai suoi tifosi (nessuna divisa rossa) lanciandosi a pesce sul nutrito gruppo: un bel gesto.
Centodieci a Ricciardo, vero leone in pista.

Se Raikkonen merita un 5 per la gara un 110 lo merita per essere andato giovedì sera in albergo a salutare un tifoso bergamasco malato di Sla che aveva vissuto, seguito da medico e ambulanza, l'intera giornata dedicata agli autografi in corsia box. Gesto decisamente da apprezzare che dimostra il cuore del finlandese. Abbiamo già detto che Vettel ha perso per 3 punti la leadership del campionato mondiale piloti; nel mondiale costruttori la Mercedes ha 62 punti di vantaggio sulla Ferrari e la Red Bull è terza forza staccata di 223 lunghezze.

Veniamo ora a parlare di quello che proprio non c'è piaciuto. Anzitutto il mega striscione della Regione Lombardia sotto il podio della premiazione che invitava a votare SI al referendum del 22 settembre piazzato dopo il Cuore della passione rossa. Con le bandiere della Lega Nord a fare da valletti.
Militanti leghisti fin dal mattino hanno “aggredito” con insistenza gli spettatori fermandoli per spiegare l'obiettivo del referendum che costerà ai contribuenti lombardi tra i 40 e i 50 milioni.
Più di uno è stato allontanato a male parole. “Siamo qui le vedere la gara, il referendum proprio non ci interessa”, è stata la frase più gentile. Si sono sprecati i “Maroni deve dimettersi”.

E per quanto riguarda la spettacolarizzazione della cerimonia sotto il podio non abbiamo apprezzato i “capelli d'angelo” tricolori sparati da un cannone che hanno oscurato la telecamera mobile della corsia box, e i troppi fumogeni rossi che hanno impestato l'aria per una decina di minuti.

Domanda maliziosa, chi li ha fatti arrivare in Autodromo ha dribblato i controlli col metal detector?

L'effetto “nuvola tricolore” che ha sovrastato gli spettatori sembra sia stata un'idea suggerita a Sias – che dovrà pagare la fattura – da qualcuno di Fratelli d'Italia. E' sperabile che la fattura non sia salata come il video di due minuti che ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Gran Premio, “video emozionale” da 100.000 euro realizzato dalla Film Master di Roma.

Motori: 

Hamilton stratosferico nelle prove. Pubblico lasciato senza informazioni

03/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Nessun rispetto per il pubblico pagante. Nessuna informazione agli sportivi che al Monza ENI Circuit – da oggi il comunicato dell'ACI formalizza ufficialmente la cancellazione della denominazione di Autodromo Nazionale di Monza – avevano preso posto sulle tribune e nei prati fin dalle 7 del mattino. Pazientemente, senza momenti di isterismo collettivo, che sarebbero stati in ogni caso più che giustificati, hanno atteso l'attuazione del programma previsto. Vale a dire qualifiche della Formula Uno, Gp3 e Porsche, nonché gara 1 della Gp2.
Certo la pioggia ha disturbato, a tratti è venuta giù abbondante. Però gli organizzatori si sono nascosti.
Nessun annuncio per dire: il programma cambia, abbiate pazienza.

Alle 15,43 “the Voice” Gigi Vignando ha aperto il microfono per dire alle giubbe rosse di Maranello: “Esce Vettel, fatevi sentire”. A quel punto dalla tribuna fronte box è partita un'ovazione. Peccato che sulla soglia del box Ferrari non è apparso Sebastian bensì Giancarlo Fisichella. Il pubblico è tornato a sedersi. A quel punto si è davvero materializzato Vettel che con la mano ha salutato. Un batter di ciglia ed è scomparso nel garage. Forse per proseguire un summit con Sergio Marchionne e Piero Ferrari.
Pubblico da 110 e lode. In attesa di sapere cosa verrà deciso in modo particolare per le qualifiche della Formula Uno previste alle 14. In realtà dopo l'interminabile carosello della safety car con Maylander alla guida che cercava di capire se l'asfalto drenava la pioggia e i piloti del Circus potevano affrontare in sicurezza le qualifiche, è stata aperta la pit lane e 9 monoposto hanno affrontato la prima variante, la Roggia, la variante Ascari e la parabolica. Grojean con la HASS motorizzata Ferrari ha subito sbattuto, nove monoposto entrate in pista e tra questi Vettel, Raikkonen, Hamilton e Bottas sono state fatte rientrare. Ed è ripresa l'allucinante attesa.
Hanno trovato l'accordo – m'informa il tre volte campione del mondo Jackie Stewart -. Le qualifiche iniziano tra pochi minuti. E' meglio per i piloti, le squadre, gli organizzatori. Non si può rimandare a domani il programma. Sarebbe il caos, biglietti da rimborsare per chi oggi è rimasto in attesa dello spettacolo”.

Il pilota scozzese, il 4 agosto 1968 corse e vinse il Gran premio di Germania con la Matra-Ford. Il circuito era il vecchio Nuerburgring, taboga di 22 km nella Foresta Nera. “Ho corso per due ore con la pioggia, la nebbia e la neve. Si, anche la neve. Quel giorno Graham Hill, mio compagno in BRM quando esordii in formula Uno vincendo a Monza il Gran premio ritardando la frenata a parabolica, arrivò dopo quattro minuti. Dietro di lui Rindt e Ickx, staccato di 5 minuti. Realizzai anche il giro più veloce”.
Altri tempi Jackie, altri piloti, altre monoposto...”.
Certo. Su quel circuito la formula uno non corre più. E poi con le potenze dei motori di oggi e i pneumatici extralarge occorre tenere bene in considerazione la sicurezza”.

Alle 16,40 accordo trovato. Scattano le qualifiche con Bottas nel Q1 davanti a Hamilton, Vettel, Verstappen, Stroll e Raikonen. Q2 miglior tempo di Vettel. Q3 fantastico ed emozionantissimo con Lewis Hamilton che sfodera tutta la sua classe e sul circuito bagnato si prende la pole rifilando oltre 1 secondo a Verstappen. Seconda fila: Ricciardo e Stroll; terza fila Bottas e Ocon; quarta fila Raikkonen e Vettel; quinta fila Massa e Vandoorne.

Per effetto delle penalità sulle power unit Renault sostituite sulle Red Bull di Verstappen e Ricciardo il giovane Lance Strole (Williams-Mercedes) partirà in prima fila al fianco di Hamilton. Vertappen è retrocesso 17°; Ricciardo, scatterà dall'ultima fila.

Dunque male le Rosse del Cavallino, peggior qualifica della stagione.
Oggi è previsto sole. Il popolo ferrarista spera comunque in un miracolo.

Motori: 

Mercedes davanti alle Ferrari. Personaggi del giorno Kubica e Hakkinen

02/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Com'era prevedibile è stata subito sfida in pista tra Ferrari e Mercedes con Lewis Hamilton in pole nelle libere del mattino a 255,770 di media e Valtteri Bottas a 256,182 al pomeriggio.
Il finlandese ha staccato di 56 millesimi il compagno di squadra.
Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, rispettivamente terzi e quarti in entrambe le sezioni, hanno rimediato distacchi contenuti: 140 e 398 millesimi. Seguono le Red Bull di Daniel Ricciardo e Mark Verstappen. Settima, a sorpresa, la Mc Laren-Honda di Stoffel Vandoorne davanti alla monoposto gemella di Fernando Alonso.

Detto del risultato della pista veniamo al personaggio del giorno: Robert Kubica. Polacco che quando correva in formula uno con la Sauber Bmw teneva la foto di papa Woytila sul cruscotto e, per sua ammissione “Mi ha salvato dallo spaventoso incidente avuto in Canada nel 2009 durante il Gran premio”. Due anni dopo, febbraio 2011, durante il Rally Ronde di Andora incappa in un altro incidente e questa volta davvero grave: perde l'uso del braccio destro. Cure mediche e forza di volontà lo aiutano a superare il brutto momento. Nei giorni scorsi è tornato al volante della Renualt F1 per capire se può superare il test FIA ed essere dichiarato abile a prendere parte al mondiale. E' fiducioso, potremmo già rivederlo il prossimo anno sulla monoposto gialla della casa francese.

E' stato il più gettonato del paddock. O meglio il gettonato del paddock monzese dal momento che davvero oggi la passerella non l'ha fatta nessun Vip, tutti assenti.

Vera disdetta dei fotografi che hanno dovuto accontentarsi dell'ex iridato (con la Mc Laren) Mika Hakkinen, anche lui un miracolato. Episodio accaduto nel novembre 1995 ad Adelaide per lo scoppio di un pneumatico durante le prove, dopo un paio di settimane giorni di coma si risvegliò, cinque mesi tornò al volante a Barcellona finendo 5°.

Nel 1999 diventò campione del mondo e due anni dopo si ritirò. E' rimasto negli annali il sorpasso mozzafiato a 300 all'ora fatto a Spa-Francorchamps a Michael Schumaher e Sergio Zonta che gli valse la vittoria.
Sono venuto a Monza per rivedere alcuni amici. Il ricordo che ho? Non bello: la pole conquistata, 29 giri al comando e il ritiro per un guasto al motore. Piansi”.
 

Motori: 

Niente nuovo motore per la Ferrari, ma Vettel è tranquillo

31/08/2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Ferrari non avrà il nuovo motore. Ad annunciarlo è Sebastian Vettel nel corso della conferenza stampa.
“Come hai sentito Seb l'ha appena detto – dice Alberto Antonini, capo ufficio stampa della casa di Maranello -. Abbiamo deciso che lo useremo in un altro Gran Premio. A Singapore, Malesia o Suzuka. Vedremo”.

Seb è tranquillo. Anzi, tranquillissimo. Si è materializzato alle 16,45 in corsia box dove i tifosi con in tasca l'abbonamento del Gran Premio d'Italia valido 3 giorni lo attendevano da quasi un'ora. Tifosi in rosso che però avevano iniziato a mettersi in fila a mezzogiorno, in attesa che alle 16 aprissero il cancello.
Hanno trovato la sorpresa di una corsia box dimezzata rispetto agli scorsi anni., ampio spazio, esagerato, tra loro e l'antro dove i meccanici stavano lavorando attorno alle due monoposto: quella di Seb e quella di Kimi.

Il quattro volte campione del mondo ha firmato autografi e s'è messo in posa per il selfie con le persone diversamente abili. Chiamato a gran voce ha accontentato anche quanti stavano oltre le lontane transenne. Con quattro bodyguards a controllare i più esagitati.
Kimi Raikkonen si è invece limitato a comparire cinque minuti d'orologio ed è poi scomparso. Doveva prepararsi a guidare fino al Castello Sforzesco di Milano la Ferrari sport anni cinquanta durante la passerella fino al vicino Old Fashion. Passerella d'un chilometro e mezzo. Un drink e a nanna.

Il vincitore del Gran Premio del Belgio, Lewis Hamilton, secondo nel mondiale staccato di soli 7 punti in tarda mattinata ha partecipato alla presentazione ufficiale della Dallara che correrà l'anno prossimo le gare abbinate alla Formula Uno.
Si è fatto immortalare a fianco dell'ultima fatica di Giampaolo Dallara. Tecnico di grande valore che ha la factory a Varano de' Malegari (Parma).

Molte novità tecniche nascoste sotto la pelle di kevlar di questa vettura. A colpire è l'ALO, la protezione che sarà obbligatoria dal 2018 e che dovrebbe essere montato anche sulle Formula Uno.

Una sorta di tettuccio rigido per proteggere il pilota in caso di ribaltamento della monoposto. Non piace a molti.
Attorno a questa Dallara che richiederà 1,5 milioni di euro per gestire la stagione, i pilotini che aspirano ad ottenere un sedile nella massima categoria. Lecler, che viene dal vivaio della Ferrari Academy, è il più quotato a fare il salto di categoria. E' bravo e davvero talentuoso.
I politici oggi non hanno fatto passerella. Il loro struscio inizierà domani.

Immancabile Roberto Maroni che nei giorni scorsi si è allineato alle dichiarazioni del neo sindaco di Monza, Dario Allievi non sapendo cos'altro dire ha sparato: “ Monza Circuit dovrà avere il suo museo”.

Maroni si sbilancio e annuncia che Regione Lombardia è disposta a sganciare i fondi. Attenzione: del museo dell'Autodromo si parla da vent'anni.
Fu il sindaco Michele Faglia a dire nel 2004 “Adesso che sono state rinnovate le strutture il museo si deve fare”.

L'architetto svizzero Mario Botta, su incarico dell'ex presidente di Sias, Giulio Fumagalli Romario, presentò il progetto dello “Stadio della Formula Uno” che prevedeva appunto il museo e i posti numerati per gli spettatori. Sias pagò il progetto che venne presentato alla Soprintendenza. L'unica riunione indetta per dare un parere si chiuse dopo neanche un'ora. Bocciato. Senza appello.

Poi con la disastrosa gestione di Andrea Dell'Orto, nel 2015 il padiglione del Museo regalato a Monza negli Anni Sessanta dall'editore di Quattroruote, venne ristrutturato. Costo oltre 300 mila euro. Inaugurazione con quattro auto sportive che Sias s'è fatta prestare, modellini delle auto di Senna, tute dei piloti messe a disposizione di appassionati. Una presa in giro. In realtà i lavori fatti dovevano servire per l'hospitalità della Pirelli in occasione del Gran premio.

La mostra sulle ultime giornate di Ayrton Senna con foto di Ercole Colombo e testi di Giorgio Terruzzi richiamò circa 6.000 paganti. Troppo pochi.
Anche quest'anno il museo è destinato agli ospiti Pirelli.

Un problema sarà la ristorazione. Funziona un self service della società Mirtillo legata a Fandango, e poi c'è il solito bar vicino ai negozi che vendono modellini, caschi, tute e quant'altro serve ai piloti.
Il ristorante della tribuna gestito per oltre cinquant'anni dalla famiglia Anzani è stato convertito a ospitalità. La palazzina ex Beta è stata rilevata dalla Immobiliare 32.

Per la sicurezza è stato riasfaltato il rettilineo di partenza, dall'uscita della curva parabolica (interessata da lavori nel 2012 dopo le bolle in pista in occasione del Mondiale Superbike) alla prima variante.
Ed è stato asfaltato il rettilineo della pista d'alta velocità.

Il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha annunciato che l'anello di velocità verrà messo in sicurezza “per consentire alle auto senza guidatore di svolgere test su lunghi chilometraggi”.
Vedremo se e quando i lavori cominceranno e quanto costeranno.

Su progetto dell'ingegner Giuseppe Rapisarda consulente di Sias l'anello di velocità è stato interessato da lavori di riqualificazione costati 700 mila euro. Cifra che l'ex presidente Paolo Guaitamacchi destinò nel bilancio 2012 , ma i lavori vennero effettuati tre anni dopo.

Domani prove libere sotto la pioggia (che è prevista) , sabato al mattino ultima ora di libere e alle 14 le qualifiche.
Domenica la gara: partenza alle 14, 52 giri di pista.

Prima del via Francesca Miechelin canterà l'Inno di Mameli, a sentirla anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 

Motori: 

Monza Circuit - L'autodromo cambia nome, la Ferrari spera nella vittoria

31/08/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Un'annata positiva per la Ferrari che arriva a Monza con Sebatian Vettel, leader del mondiale, con 7 punti di vantaggio su Lewis Hamilton.
La casa di Maranello celebrerà i suoi primi 70 anni, sperando di cogliere la ventesima vittoria nel Gran Premio di casa.
Lo scorso anno l'incasso dell'Heineken Gran Premio d'Italia è stato di 10.875.545 euro, 1.448.527 euro provenienti dalla vendita dei 19.000 biglietti di prato, mentre la promozione mirata per i soci delle Scuderie Ferrari Club portò il modesto
introito di 99.882 euro e soli 176 biglietti venduti.


In quell’occasione anche la casa di Maranello aveva girato le spalle a Sias preferendo l'hospitality del Paddock Club di Bernie Ecclestone.

Entrata col 75 per cento nel capitale di Sias, l'ACI ha deciso una massiccia campagna promozionale sull'avvenimento Gran premio d'Italia con la produzione di un “video emozionale” di 2 minuti costato 100 mila euro, un temporary manager per la comunicazione retribuito con 160 mila euro e 150 mila euro per produzione, monitoraggio e verifica del posizionamento dei banner del Gran Premio su Google.

Sarà da vedere a conti fatti a quanto ammonterà l'incasso, tenuto conto che ACI ha messo in vendita a prezzi speciali per i soci posti di tribuna e che alla vigilia dell'evento sono ancora disponibili diversi abbonamenti 3 giorni e biglietti per sabato e domenica per le tribune prima e seconda variante, sull'alta velocità a 450 euro, all'Ascari a 360 euro e per la tribuna coperta della curva parabolica, 255 per la parabolica interna che da quest'anno ha aggiunto altri 1000 posti.

Ma ciò che rende perplessi è (vedi www.monzanet.it F1 ticket) che a quattro giorni dal Gran Premio esiste la totale disponibilità dei posti all'Ascari della tribuna Amici dell'Autodromo con prezzi di 360 euro per l'abbonamento 3 giorni, 340 euro domenica e 120 euro sabato.
A giugno l'ACI ha fatto pervenire all'Associazione Amici dell'Autodromo una lettera nella quale in buona sostanza diceva: “troviamo un accordo”. Poiché l'accordo non è stato trovato, così, metà dei 450 posti è stata lasciata comuqnue agli Amici che hanno venduto i biglietti validi 3 giorni a 150 euro – riscuotendo l'incasso a titolo di quota associativa - con l'obbligo però di abbinarli all'acquisto del circolare prato.

Sarebbe intenzione di ACI, per l’anno prossimo, di sfrattare di fatto gli Amici dell'Autodromo, associazione nata dopo l'annuncio dell'Amministrazione di Elio Malvezzi che “a fine 1978 la convenzione con Sias non sarebbe stata rinnovata”.
Gli Amici la tribuna l'hanno costruita e pagata e dicono “è una operazione destinata a farci scomparire”.
Già, scomparire, così come la definizione di Autodromo Nazionale che
una sponsorizzazione da due milioni di euro l'anno (fino al 2019) ha cancellato, il nuovo nome è adesso Monza Circuit.

Se vogliamo dirla tutta l'impianto motoristico brianzolo torna alle origini.
Infatti, realizzato nel 1922 dentro al parco di Monza dopo soli 100 giorni di lavoro, per la gente era “il circuito”, il terzo nel mondo dopo Indianapolis e Brookland. L'unico impianto fisso in Italia alternativo alle gare automobilistiche, e motociclistiche, in salita.
Negli Anni Sessanta “il circuito” diventa per tutti “l'Autodromo” e qualche anno più tardi l'Autodromo Nazionale.
Da pochi giorni, grazie all'ENI, società di cui il Ministero del Tesoro detiene il pacchetto di maggioranza, l'Autodromo Nazionale diventa Monza Circuit .
Con il cane a sei zampe con la lingua infuocata, logo Agip che accoglie gli appassionati in arrivo al cancello di Porta Vedano.

Una sponsorizzazione che solleva un poco ACI dall'impegno triennale da 68 milioni di dollari firmato il 28 novembre dello scorso anno dal presidente Angelo Sticchi Damiani con FOMWC anche per via dello stato di crisi finanziaria in cui versa l'Automobile Club Milano (ACM), che, a marzo, obbliga l'ACI, ad acquisire la maggioranza della Società Incremento Automobilismo e Sport (Sias, valore del pacchetto azionario 550.000 euro) col 75 per cento delle azioni pagate 921.000 euro e presta ad ACM (socio al 25 per cento di Sias) due fideiussioni emesse dalla Banca Nazionale del Lavoro per 2,8 milioni di euro a favore del Comune di Monza per chiudere, con uno sconto del 30 per cento ed il pagamento dilazionato in 5 anni, il contenzioso per i tributi IMU e ICI relativi agli anni 2009-2016. Oneri finanziari dell'operazione a carico di Sias nell'ordine dell'1 % annuo sul capitale garantito.

Tra le clausole del contratto che regola il rapporto ACI-ACM, con Sias, a cui compete l'organizzazione del Gran premio d'Italia, è previsto entro il 30 giugno 2009 il diritto di ACI di rivendita all'Automobile Club di Milano delle azioni.

Alla luce della relazione della società di revisione Trevor srl - (che ha svolto la due diligence di Sias – ndr) è scritto nel contratto – il valore complessivo di Sias è stato stimato in misura pari ad euro 1.228.000 sul presupposto, tra l'altro, che Sias realizzi, per quanto riguarda l'annualità 2017, un reddito normalizzato (EBIT) al netto dei risultati relativi all'organizzazione e alla gestione del Gran premio pari ad euro 828.000, che ACI rimborsi a Sias i costi relativi al Gran Premio e che il patrimonio netto contabile di euro 700 mila di Sias rilevato nell'ultimo bilancio disponibile al 31 dicembre 2015 e rimanga invariato al 31 dicembre 2016. Il prezzo di rivendita delle azioni sarà rettificato in diminuzione o in aumento applicando la formula del metodo del valore medio all'EBIT di Sias del 2019 riferito alle attività diverse da quelle relative al Gran Premio di Formula Uno rispettivamente inferiori o superiori ad euro 828.000 e che ciò non dipenda dal mancato svolgimento di iniziative che abbiano marginalità positiva inserite nel budget di Sias 2017 già approvate”. Mentre nel caso in cui “all'atto della rivendita il costo del personale di Sias dovesse aumentare oltre il tetto di 2,75 milioni di euro è previsto un indennizzo pari al doppio del costo del personale”.

ACM tranquillizza ACI su alcune clausole previste dalla convenzione con il Comune di Monza. A tutto il 2014 sono stati realizzati lavori per 9.502.953 euro ed opere per 1.188.395 euro negli anni successivi.

In quanto all’indebitamento con Unicredit, Sias ha il debito di 1 milione di euro che scadrà a maggio 2020 e dal prossimo mese di novembre dovrà corrispondere gli interessi.
Inoltre, per effetto di sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Milano dovrà pagare ad Agriverde 718.000 euro ed è in atto presso il Tribunale di Reggio Emilia il contenzioso di 77.000 euro chiesto da Jarno Zaffelli per l'aggiudicazione della gara indetta da Sias quando presidente era Andrea Dell'Orto per il progetto – irrealizzato - di una nuova pista per riportare a Monza il Mondiale Superbike.

Altra causa pendente quella di un cliente Porsche a cui è stata rubata nel paddock, sorvegliato da personale e da videocamere, una 924 durante un evento della casa tedesca.

Martedì 29 agosto prima riunione del Consiglio d'amministrazione di Sias composto da Giuseppe Redaelli (presidente di Sias), Giuseppina Fusco (vice presidente di ACI), Cristina Pagliara (presidente ACI Gorizia), Alberto Dossi (in rappresentanza dei Comuni di Monza e Milano), Enrico Radaelli (Automobile Club Milano).

Giovedì dalle 19 i piloti partecipanti al Gran Premio faranno passerella al Castello Sforzesco di Milano al volante di prestigiose auto d'epoca.
Parte anche a Monza Gp Green con manifestazioni di supporto in piazza Trento e Trieste e vie del centro.
Venerdi prove libere. Sabato qualifiche e domenica alle 14 partenza dell'Heineken Gran Premio d'Italia sulla distanza di 52 giri.

Motori: 

Monza - Autodromo: Alberto Dossi pronto ad entrare nel Cda di Sias

22/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Presidente del colosso industriale Sapio SpA, azienda produttrice di gas dal 1922, lo stesso anno d'inaugurazione dell'Autodromo di Monza, Alberto Dossi è in attesa di una telefonata del neo sindaco Dario Allevi per entrare nel Cda di Sias, società di gestione dell'impianto sportivo che ospita il Gran premio d'Italia di Formula Uno, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale.

Tre anni fa mi venne offerta la presidenza di Sias e detti la mia disponibilità. Sapevo che avrei preso l'Autodromo in un momento difficile – racconta Alberto Dossi a InfonodoDopo essermi consultato in azienda con il mio socio Maurizio Colombo e miei stretti collaboratori, dissi alle persone che mi contattarono, Enrico Radaelli (allora presidente degli Amici dell'Autodromo, oggi delegato regionale del Coni e membro del Cda di Sias) e Pietro Mazzo, che avrei accettato a condizione di vedere prima i conti perché come presidente di un'azienda di cui assieme a Colombo deteniamo il 51 per cento del capitale e dal 1990 abbiamo come socio col restante 49 per cento la multinazionale americana Air Products, devo avere delle garanzie. Non posso occupare posti che possono arrecare danno all’immagine della mia persona e di riflesso all'azienda. Quindi ho precisato: voglio vedere bene la situazione finanziaria. Il giorno dopo a presiedere Sias hanno messo Andrea Dell'Orto”.

Alberto Dossi è al comando di un'azienda che ha 1.600 dipendenti, stabilimenti oltre che in Italia in Francia, Germania, Turchia, Slovenia, fattura 500 milioni di euro e ne investe circa 50 in ricerca e sviluppo.

Non è che si è spaventato quando ha visto i conti dell'Autodromo?
Non siamo mai arrivati alla presentazione dei conti! Eravamo alle fasi preliminari in cui io, fatta una serie di approfondimenti, sarei stato pronto a sciogliere le riserve. Vede, in Confindustria Monza e Brianza ero vice presidente con delega a ricerca e sviluppo. Dalla sera alla mattina mi hanno detto: no, no, tu sei figura troppo importante per ricerca e sviluppo, l'Autodromo è chiacchierato, tu non puoi entrare. Ti chiediamo di fare un passo indietro. Come uomo di squadra ho risposto: Va bene, non gradisco ma accetto. Ed ho fatto un passo indietro. Il giorno dopo sulla poltrona di Sias c'era seduto Andrea Dell'Orto. In Confindustria Monza e Brianza non si sono comportati male, di più. Ho dato le dimissioni e non ho più voluto saperne di Dell'Orto, di Massimo Mannelli, di Francesco Ferri, di nessuno. E poi abbiamo visto i risultati. A detta di tutti quella di Andrea Dell'Orto è stata la gestione dell'Autodromo più scellerata ed incapace.
Il passo successivo in Confindustria è stato l'ingaggio di Ivan Capelli per la presidenza dell'Automobile Club Milano; ma su questa fase della vicenda mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Ora attendo tranquillo la chiamata di Dario Allevi che certo, appena insediato ha molti problemi da risolvere ma siamo sotto Gran premio d'Italia è l'Autodromo deve poter lavorare con un Cda a 5 e non a 3 come ora. Un Consiglio composto dal presidente Giuseppe Redaelli, Giuseppina Fusco in rappresentanza di ACI, ed Enrico Redaelli per l'Automobile Club Milano ed altri due elementi. Mi auguro d'essere scelto da Dario Allevi per rappresentare Monza. Sono certo di poter dare un valido contributo. Una donna di nomina ACI completerà la squadra”.

Ho visto il mio primo Gran premio nel 1962, avevo dieci anni. Vinse Graham Hill con la BRM, le Ferrari con Mairesse e Baghetti finirono al quarto e quinto posto. Sono stato amico dei fratelli Tino e Vittorio Brambilla; Tino ebbe da Enzo Ferrari le monoposto di Formula 2 che portavano il nome del figlio Dino e non riuscivano a vincere le gare. Tino riuscì a migliorarle e portarla al trionfo ad Hochemheim nel 1968 e l'anno dopo alla Temporada Argentina; Vittorio vinse sotto la pioggia con la Beta- March il Gran premio d'Austria 1975. Per i Brambilla avevo talento, partecipai ad un corso di guida di Henry Morrogh e m'iscrissi ad una gara. Mio padre lo scoprì e mi mise davanti all'alternativa: l'azienda o le corse. Optati per l'azienda. Anche se poi ho corso una Mille Miglia e qualche gara amatoriale”. 

Monza - La Ferrari fa volare la vendita dei biglietti per il GP d'Italia

18/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Ferrari fa scintille nella prima parte del mondiale con Sebastian Vettel davanti a Lewis Hamilton nella classifica di campionato, poi però la stupida bravata a Baku con la ruotata alla Mercedes dell'inglese e i problemi al pneumatico anteriore sinistro a Silverstone - non solo sulla sua monoposto ma anche a quella di Kimi Raikkon – vedono squagliarsi il vantaggio del tedesco da più 20 ad un solo punto.

Manca un mese e mezzo al Gran premio Heineken d'Italia di Formula 1 che si correrà a Monza il 3 settembre. Con però ancora due appuntamenti iridati in Ungheria e Belgio prima dell'arrivo del Circus della Formula 1 all'Autodromo.

Per la Ferrari la gara di Silverstone - giro di boa del mondiale - è stata una Caporetto: entrambe le monoposto frenate da problemi di gomme a pochi giri dalla conclusione. Raikkonen con un veloce pit stop è riuscito a conservare il gradino più basso del podio; Vettel è invece scivolato al settimo posto. E ora, nel mondiale piloti, ha un punto di vantaggio su Hamilton; mentre nel mondiale costruttori – il solo titolo che conta per l'amministratore di Fca Sergio Marchionne – la Mercedes è leader con 330 punti contro i 275 della Ferrari e i 174 della Red Bull.

Intanto in Sias, dal 1. aprile, i 46 dipendenti hanno il contratto della Confcommercio e non più quello dei Metalmeccanici.

Carlo Conti ha smesso di occuparsi dei conti dell'Autodromo. Il dirigente del settore amministrazione e finanza, in ACI dal 2003 e inviato dallo scorso autunno dal presidente Angelo Sticchi Damiani in missione a Monza per conoscere la reale situazione della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, è stato nominato direttore centrale della neonata “direzione strategica per le politiche del gruppo”.

In attesa che il bando per la ricerca di un direttore amministrativo di Sias trovi persona competente a questo incarico, Sticchi Damiani ha quindi dovuto affidare ad Alfredo Scala, amministratore delegato e direttore generale di Vallelunga SpA le deleghe previste per Carlo Conti, fatta eccezione per quella relativa alla sicurezza. Scala è una garanzia per Monza e per ACI.

Scrupoloso e pignolo, documenti alla mano, Carlo Conti aveva relazionato ACI sul rischio di entrare in società con Sias. Anche in considerazione della decisione di Regione Lombardia di non acquisire quote (dopo aver annunciato la volontà di entrare col 20 per cento) ed elargire il solo contributo di 5 milioni per l'edizione 2017.

Ma in ballo c’era la firma dell'accordo con la FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia, dopo che Sticchi Damiani s'era già formalmente e pubblicamente impegnato a rinnovare l'oneroso contratto con Bernie Ecclestone prima per 4 anni (fino al 2020) e poi per 3 (fino al 2019), dopo il defilarsi di Regione Lombardia che del resto aveva già disatteso l'annunciata messa a disposizione di Sias di “70 milioni in dieci anni per il rinnovo delle strutture”.

Su incarico del presidente ACI, gli ingegneri Pietro Giannattasio, Maurizio Crispino e Francesco Sylos Labini con la collaborazione di Francesco Rapisarda, il 30 aprile 2013, avevano preparato una dettagliata relazione che prevedeva le opere da eseguirsi in tre fasi tra il 2014 e il 2016 comprendenti tra l'altro la demolizione e ristrutturazione della pista, l'intervento di manutenzione straordinaria della pit lane che presenta “diverse criticità funzionali e strutturali”, lavori di adeguamento dei sovra e sottopassi, in particolare dei sottopassi del rettifilo delle tribune il cui costo era stimato in 600 mila euro e la “riqualificazione e impletamento dei bagni pubblici” con un costo di 500 mila euro; la riqualificazione della tribuna d'onore (2,8 milioni) e 2,4 milioni per riqualificazione di 25 tribune a cui dovevano aggiungersi 1,6 milioni per il paddock e 5 milioni per il nuovo ristorante-bar da realizzarsi nell'ex area Festival.

Inutile dire che non avendo Regione Lombardia mantenute le promesse, i lavori neppure sono iniziati.

Soltanto da alcuni mesi nuovi bagni pubblici sono stati realizzati dietro alla tribuna centrale ed una visita, sollecitata da Angelo Sticchi Damiani dopo una rovente telefonata del presidente Jean Todt allertato dagli organizzatori francesi di ACO (24 Ore Le Mans) agli ingegneri Giannattasio e Crispino piombati a Monza all'indomani della gara di 4 Ore ELMS sono stati deliberati i lavori dei servizi igienici dentro al paddock. Mentre opere di ammodernamento delle tribune, per renderle più comode, sono state eseguite ed a breve inizieranno anche lavori alla pista.

Lavori annunciati a marzo da Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano, nel corso della premiazione dei soci sportivi. “Aci Milano ha investito tutta la propria energia e determinazione per tenere a Monza il Gran premio – aveva dichiarato -. Il Gran premio 2016 ha chiuso un'era e ne apre un'altra, abbiamo davanti un futuro di nuove iniziative e migliorie per il circuito”.

Al 30 aprile l'ACI ha versato alla FOM i 22 milioni di dollari previsti dal contratto siglato il 29 novembre 2016 (fino allo scorso anno il pagamento avveniva il giorno dopo il Gran premio – ndr).

Grazie ai numeri di immatricolazioni PRA, il bilancio ACI ha chiuso con un segno positivo di 49 milioni prima del pagamento delle tasse. Mentre in negativo per 35 milioni sono state invece le attività istituzionali.

Le prestazioni della Ferrari hanno dato una bella spinta alle vendite dei biglietti del Gran premio; anche se c'è da dire che bastava acquistare la tessera ACI da 30 euro per aver diritto a biglietti di tribuna parabolica interna scontati da 250 a 140 euro (rivista ACI L'Automobile – Giugno 2017).
Sarà quindi da verificare quanto ha reso alla fine la biglietteria, tenuto conto che l'organizzazione del Gran premio richiede una cifra attorno ai 19 milioni di euro.

Finora gli incassi non hanno mai raggiunto gli 11 milioni di euro.
Quest'anno, poi, c'è un'altra voce di spesa: “spettacolarizzazione del Gran premio”, affidata a Fandango SpA.
Di cosa si tratta non si sa. Si ipotizza legata alla pubblicizzazione dell'evento Gran premio a Milano, come da accordi con Liberty Media.

Motori: 

Monza - L'ANPI esprime solidarietà a Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica minacciato

Comunicato stampa

Paolo Berizzi ,giornalista de “La Repubblica” ha scritto alcuni articoli sulla situazione di Monza, mettendo in evidenza come la nuova maggioranza sia stata significativamente sostenuta dalle forze della destra neofascista, tanto che un assessore della nuova giunta si dichiara espressione di lealtà azione, noto gruppo della galassia della nuova destra. Per questo motivo Berizzi è stato insultato e minacciato da esponenti della destra. L’ANPI di Monza e Brianza esprime piena solidarietà a Paolo Berizzi . Questo episodio dimostra una volta di più l’aggressività e l’intolleranza delle forze che si richiamano alla destra neofascista . Per questo L’ANPI sollecita una decisa risposta da parte di tutte le istituzioni affinché siano pienamente rispettati i primi e i valori sanciti dalla nostra Costituzione.
ANPI provinciale di Monza e Brianza

Omicidio Vivacqua, processo d'Appello. La testimonianza di Selmi apre una crepa nella sentenza di primo grado

6 giugno 2017

di Pier Attilio Trivulzio

“Un vero e proprio noir nel cuore dell'operosa Brianza. L'intera vicenda assume le tinte fosche del romanzo popolare fatto di gelosia, rancore e sordidi interessi economici”, fu il commento dei carabinieri, quando nel marzo 2014 il Gip del Tribunale di Monza firmò l'ordinanza d'arresto per Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca, accusati di aver ucciso Paolo Vivacqua (Antonino Giarrana e Antonio Radaelli erano già in carcere per l'uccisione di Franca Lojacono).

In primo grado, dopo 22 udienze, Germania Biondo ex moglie del rotamat di Ravanusa - ucciso nel suo ufficio di Desio la fredda mattina del 14 novembre 2011 - viene “assolta per non aver commesso il fatto”.

Nel corso della seconda udienza del processo di Appello che si sta svolgendo al Tribunale di Milano, un altro basilare tassello del teorema viene messo in discussione.

Il teste Marco Selmi, colonnello della Guardia di finanza depone ed alla domanda del Procuratore Generale Galileo Proietto: “Barba, che è imputato in questo processo, lei l'ha mai conosciuto?”.
Mai. Questo cognome per la prima volta l'ho appreso dopo la deposizione che io ho reso a Monza”.
PG: “Poiché agli atti di questo processo risulta una deposizione testimoniale di avere saputo che Cascardo Attilio (socio di Barba nell'agenzia investigativa – ndr) si sarebbe rivolto ad un colonnello della Guardia di finanza per avviare un'indagine le chiedo se ha mai conosciuto o sentito parlare di Cascardo Attilio”.
Selmi:“Mi fu presentato occasionalmente a Sondrio nel 2011 da un colonnello dei carabinieri investigatore che ora si trova in Libia”.
PG: “Cascardo le ha fornito degli elementi, non come fonte confidenziale , ma elementi per aprire un'indagine nei confronti...”.
Selmi è categorico: “No!
PG: “Dopo quella presentazione a Sondrio ha rivisto Cascardo?”.
Selmi: “Sì, quando ero comandante a Lodi; ma non c'entra niente con l'attività investigativa”.
PG: “E neanche gliene parlò a Sondrio?”, insiste il Pg.
Selmi: “No”.

Passaggio importante della testimonianza di Selmi, perché smentisce quello che i giudici scrivono nella sentenza di primo grado: “Significativa è la deposizione del colonnello Selmi dalla quale emerge il ruolo di confidente del Barba, persona che sa muoversi bene all'interno delle forze dell'ordine... Ulteriore tentativo di depistaggio è rappresentato dalla indicazione che l'omicidio di Vivacqua avrebbe potuto essere maturato in ambito familiare dei fratelli di Lavinia Mihalache”.
E ancora: “Barba tenta il colpo vincente: 'vanificare' le dichiarazioni di Guttoso Gino e screditare Mignemi Luigi indicando Nappa Giuseppe a fare dichiarazioni che indicano Barba e la Biondo d'accordo con i fratelli Mihalache per uccidere Paolo Vivacqua. La mente di questa pista falsa e subdolamente artificiale è Barba , e in questo caso Nappa è il braccio”, è la conclusione dei giudici monzesi.

PG Galileo Proietto: “Per quanto riguarda sia l'indagine per le fatture false, per associazione per delinquere, reati fiscali e poi per quanto riguarda l'omicidio di Paolo Vivacqua , che è poi seguito, lei ha raccolto elementi provenienti da fonti confidenziali e le ha trasmesse ai reparti operativi?”.

Selmi: “Le informative certo che, si. Le prime informative sul gruppo Vivacqua sono sul finire del 2010, quando ero comandante provinciale a Sondrio. Queste informative emergevano in un ambito diverso investigativo e anche giudiziario. È in questo contesto che, sviluppata l'attività informativa delle fonti confidenziali, decidemmo di trasferire le informazioni ai reparti milanesi, d'accordo col procuratore dell'epoca, il dottor Napoleone.
Nel marzo 2011, se non ricordo male, poiché gli step informativi erano già sette o otto, segnalammo una cassetta di sicurezza dicendo tra le altre cose: “Guardate che c'è una chiave in quel posto, la chiave di quella cassetta è intestata a questo, dovrebbero esserci 180 mila euro”. Ci risposero che ne avevano trovati 160 mila”.

PG: “A chi avete dato queste informazioni?”.
Selmi: “Io le ho trasmesse al Comando provinciale di Milano e a tutto il sistema informativo della Guardia di finanza. Trasferito da Sondrio a Lodi ho continuato ad attivare le reti informative tant'è che ad un certo punto, delegato da Monza a condurre le indagini sull'omicidio, riattivai le fonti confidenziali, informazioni assunte e semplicemente trasmesse”.

PG: “Per quanto riguarda l'omicidio, non ha mai ricevuto informazioni confidenziali quando era comandante a Lodi?”.
Selmi: “Certo che sì. Le ho avute dalla rete informativa che ho riattivata su specifiche richieste dello stesso pubblico ministero. Ho fatto un'informativa diretta al pubblico ministero dicendo: “Questa è la riattivazione, questo è quello che abbiamo saputo. Noi ci asteniamo dal fare qualsiasi attività d'indagine. E' evidente che poi queste cose il pubblico ministero le avrà trasmesse ai reparto interessati all'omicidio o anche all'altra indagine in materia di reati tributari che era quella che aveva innescato...”.

PG. “Sull'omicidio di Vivacqua informazioni non ne ha trasmesse?”.
Selmi: “Mai. Io ho trasmesso qualcosa a febbraio su un'ipotesi di possibile omicidio in corso d'esecuzione, o meglio, in fase di preparazione. Tant'è vero che fui convocato alla Procura di Milano dal pm Albertini e le dissi: “Fate indagini”.

L'avvocato Celi di parte civile chiede a Selmi: “Una precisazione: cosa intende per omicidio in fase di progettazione?”.
Selmi: “Progettazione, ho precisato, perché l'informazione era questa: Paolo Vivacqua stava progettando un omicidio ai danni di qualcuno, per questa progettazione sarebbe salito su nel monzese un soggetto siciliano. Noi trasmettemmo questa informazione a cui ne seguì un'altra in cui dicemmo: “Guardate che il soggetto che è salito dovrebbe essere questo. Lo identificammo e segnalammo che c'erano dei collegamenti con la Sicilia e trasmettemmo queste cose dicendo: “Noi non abbiamo fatto accertamenti. Fu in conseguenza della prima informativa che sono stato chiamato dalla dottoressa Albertini alla quale ho detto: “Con la mia esperienza di criminalità organizzata, so che a volte quando si sta preparando un omicidio, poi l'obiettivo dell'omicidio arriva prima. Fate indagini”.

Avvocato Manganello: “In che periodo siamo?
Selmi: “Maggio 2011”.

PM Galileo Proietto: “Lei è stato incaricato dal pubblico ministero di riattivare l'indagine? Ho capito male?”.
Selmi: “Esattanente così. C'è stato uno step prima: fui chiamato dal collega che dirigeva il gruppo della Guardia finanza di Monza dicendomi: “Guarda che qua è successo questo, ci puoi dare una mano per approfondire?”. Io dissi: “Non c'è problema, riattivo la rete” e cominciai a trasmettere alcune informazioni e, praticamente, quasi contestualmente fui convocato dalla dottoressa Donata Costa che non sapeva della informazione che io avevo trasmesso a maggio perché evidentemente c'era stata difficoltà di comunicazione tra Procure. Per cui, presa cognizione di quella, fui richiamato, evidentemente anche perché il collega della Guardia di finanza di Monza ebbe forse a descrivere che i contenuti delle informazioni trasmesse erano sostanzialmente attendibili. Quindi alla richiesta di riattivare risposti che sì, non c'era problema”.

PG: “Leggo dalla deposizione da lei rilasciata in Tribunale a Monza che ha ricevuto informazioni su una pista che portava ai fratelli della convivente della vittima?”.
Selmi: “Sì. E quello che ho scritto. E' quello che ho saputo”.

PG: “Mentre invece riguardo all'altra pista, tra virgolette siciliana, non c'era più nulla?”.
Selmi: “Io sono abituato a non forzare il confidente. Chiedo: “Dimmi quello che sai”.

PG: “Ha mai fornito informazioni confidenziali per lo sviluppo delle indagini alla Guardia di finanza di Gorgonzola che già lavorava con la Procura di Milano sulle società di Vivacqua?”.
Selmi: “Paradossalmente no. Mi spiego. Acquisita la notizia, la inserisco in un sistema dedicato. Dal sistema dedicato viene passata al Comando provinciale competente per territorio e contestualmente al Comando generale a Roma e a tutto il sistema italiano perché ci possono essere ricorrenze che interessano più ambiti territoriali”.
PG: “La risposta è?”.
Selmi: “Il Comando provinciale l'ha sicuramente girata a Monza e questo lo so perché Monza fu fatta una richiesta a me. “Mi dite se sono attendibili queste notizie?”. La risposta fu: “Sono attendibili”. Avevano trovato la chiave della cassetta e dentro la cassetta c'era il denaro contante. In quanto alla sua domanda se ho mai fornito direttamente alla Guardia di finanza di Gorgonzola notizie confidenziali sullo sviluppo delle indagini rispondo no. Se sono arrivate a Gorgonzola sono arrivate tramite gerarchico”.

Esaurite le domande per il colonello Selmi è la volta della testimonianza del luogotenente dei Carabinieri Giovanni Azzaro: “Dall'epoca dell'omicidio, dal 14 novembre 2011 a maggio/giugno 2013 sono state condotte dal nucleo investigativo di Monza; noi subentriamo ufficialmente dal 13 maggio 2013 avanzando delle richieste alla Procura di Monza in relazione a notizie acquisite da fonte confidenziale (Gino Guttuso - ndr). Chiediamo di poter acquisire i tabulati del traffico telefonico su alcune utenze di soggetti che ci erano stati indicati come soggetti coinvolti nell'omicidio”.

L'avvocato Manuela Cacciuttolo che difende la Biondo e in appello anche Barba, si oppone in quanto riferisce di fonti confidenziali. A lei si associa l'avvocato Angelo Pagliarello difensore di Giarrana.

Presidente Fabio Tucci: “Al solo fine di comprendere perché all'esito delle informazioni ricevute dalla fine le indagini sono state indirizzate in una certa direzione. Sotto questo profilo la domanda è ammissibile”.
Azzaro: “Acquisiti, i tabulati lasciano intravedere uno spiraglio investigativo che poi è stato...Diciamo dall'estate 2013 all'inizio 2014 quando gradualmente poi via via le operazioni di intercettazione telefonica, ambientale e quant'altro vengono concluse...”.

PG. “Avete intercettato i telefoni oppure intercettazioni ambientali anche di Diego Barba e della signora Biondo?Avete avuto difficoltà per intercettare Barba e la Biondo?”.
Azzaro: “Inizialmente no per quanto riguarda le utenze telefoniche. Attività invasiva qualora l'obiettivo da colpire è un'autovettura perché bisogna mettere in atto intrusioni vere e proprie. Ricordo il caso in cui avevamo predisposto l'attivazione di intercettazioni ambientali e GPS sull'autovettura di Germania Biondo. L'avevamo convocata in caserrma, lei si presentò accompagnata dalla madre che rimase sull'auto...Uscita dalla caserma l'auto fu seguita, la Biondo scese e si incontrò al bar con Barba mentre la madre rimase sulla vettura”.

PG: “Erano stati apprestati altri strumenti per evitare intercettazioni?”.
Azzaro: “Non sono mai stati intercettati colloqui telefonici tra la Biondo e Barba però sono stati intercettati colloqui ambientali in quanti i due si vedevano”.

PG. “Diego Barba utilizzava sistemi di bonifica delle autovetture, lo avete riscontrato?”.
Azzaro: “Barba era investigatore privato...Potrei dire degli stratagemmi per non essere ascoltato in maniera diretta, ai quali entrambi ricorrevano quando dovevano incontrarsi...Comunicavano tramite una loro amica, Luisa Aronico. La donna fungeva da collegamento tra i due. Abbiamo intercettato diversi sms e conversazioni telefoniche sia da parte di Barba verso la Aronico sia da parte della Aronico verso la Biondo. I contenuti degli sms e le conversazioni sono talmente chiari che è ovvio che i due si incontravano o si vedevano“.

PG: “Se la Aronico non c'era come comunicavano?”.
Azzaro: “In maniera diretta. Tra le loro utenze telefoniche, non mi risulta che vi fossero contatti diretti. Ci sono state circostanze in cui, entrambi sotto intercettazione, hanno interessato le medesime celle...Ricordo un'occasione: quando si sono trovati a Desenzano del Garda nella medesima unità di tempo e spazio. No..no, non li abbiamo seguiti. E' stata fatta ricostruzione delle celle interessate al traffico telefonico. In quell'occasione stessa cella stessa data e fascia oraria. Analogo episodio a Seregno”.
PG: “Dai servizi d'osservazione è emerso qualcos'altro sul modo di comunicare dei due?”.
Azzaro: “Si.Si. La Biondo gestiva una cartoleria, non ricordo se a Biassono o Macherio. Le celle di Barba interessavano le stesse celle. I due avevano l'accortezza di non farsi vedere assieme in luoghi noti....La nostra ipotesi investigativa è che evitavano di farsi vedere in pubblico essendoci una relazione incontrovertibile”.

Esaurite le domande del Procuratore generale l'avvocato Cacciuttolo chiede ad Azzaro se ha elementi per dire che la sistemazione di un pacchetto di fazzoletti di carta messo tra la plafoniera dell'auto e l'interruttore della plafoniera è stato messo dalla signora Biondo. “E' una sua deduzione, valutazione o supposizione?”.
Azzaro: “No. Ho detto che in altre indagini, anche in materia di narcotraffico e criminalità organizzata sono accorgimenti rudimentali però molto validi riscontrati in altre indagini”.

Cacciuttolo: “Può averli messi anche qualcun altro, per esempio chi riferisce, come le fonti confidenziali...”
Azzaro: “Non so chi l'abbia messo”.
Presidente Fabio Tucci: “Il suo pensiero è stato questo?”.
Azzaro: “Si”.
Cacciuttolo: “Lei prima ci ha riferito di intercettazioni ambientali tra la Biondo e Barba, stiamo parlando del 2013?”.
Azzaro: “No, 2014. Estate 2014”.
Cacciuttolo: “Non è possibile, li hanno arrestati il 29 marzo 2014”.
Azzaro: “Mi correggo, 2013. Giugno o luglio”.
Cacciuttolo: “Rispondendo al pm ha riferito che la Biondo aveva aperto un negozio, una cartoleria”.
Azzaro: “Si recava presso questa cartoleria ma non so se fosse intestata a lei. Non abbiamo fatto accertamenti. Non siamo mai andati nel negozio”.
Cacciuttolo: “Il 1. luglio 2013 la signora Biondo ha aperto un'attività a Sovico”.

Appare in difficoltà il luogotenente Azzaro quando il legale dell'ex moglie di Vivacqua lo incalza chiedendogli dei contatti telefonici tra Luisa Aronico e Diego Barba. Dodici in totale dalla morte di Vivacqua all'arresto della Biondo.

Ottiene dal teste un “No” in risposta alla domanda se siano mai stati disposti OCP (pedinamenti - ndr) dopo la triangolazione telefonica Barba-Aronica-Biondo.
Una lunga lista di no quando gli viene chiesto se la Aronico è mai stata sentita a sommarie informazioni o il commercialista Bianchi; che la moglie di Diego Barba aveva spostato la residenza da Desio a Campobello di Licata essendosi presentato un problema per il pagamento delle cartelle IMU e ICI; quando le intercettazioni a tre riguardano il problema dell'apertura della partita Iva per il negozio di Sovico....Ennesimo no sul viaggio a Desenzano del Garda del 14 luglio 2013. C'è l'intercettazione della Biondo in auto con la madre, parlano dei figli che vogliono vedere e comprare la casa di Desenzano. E i carabinieri di Desio che intercettano non lo sanno. La loro inchiesta si è basata soltanto sull'aggancio delle celle telefoniche.

“E' evidente presidente”, commenta il PG Proietto.
Presidente Fabio Tucci: “Si, è assolutamente evidente. Oramai la domanda è stata fatta....”.

Cacciuttolo: “Lei è a conoscenza della relazione del colonnello Selmi?”.
Azzaro: “Ne sono venuto a conoscenza dopo il processo”.

Cacciuttolo: “Selmi ha detto di averla depositata nel 2012 in Procura a Monza. E lei su domanda del presidente di Corte d'Assise in relazione al problema delle fonti dichiarò: “Diciamo, un'altra notizia che, a nostro avviso, è parsa non corrispondente alla realtà dei fatti, è quella a suo tempo acquisita dal colonnello della Guardia di finanza di Lodi, Selmi, che ha riferito alla Procura con un'annotazione riguardante una certa situazione”. Questo disse il 26 gennaio 2015”.

Presidente Fabio Tucci: “Avvocato, la domanda qual è?”.
Cacciuttolo: “Gli ho chiesto se era a conoscenza della relazione Selmi , mi ha detto di averlo saputo soltanto dopo questo procedimento. Faccio presente che loro lo sapevano in corso d'opera però non hanno ritenuto la notizia rilevante. La mia domanda è: avete fatto attività d'indagine sulla relazione Selmi?”.
Azzaro: “No, perché l'abbiamo saputo dopo. Infatti Selmi non l'ha riferita a noi, l'ha riferita alla Procura, al pubblico ministero titolare del procedimento dell'epoca (Donata Costa – ndr). E' chiaro che alla fine delle indagini, li abbiamo confrontati e la mia deposizione riguardava l'averlo saputo dopo, non durante le indagini”.

Cacciuttolo: “Dalla dottoressa Costa un input di investigare questa fonte non vi è mai arrivato”.
Azzaro: “No”.

L'avvocato Salvatore Manganello difensore di Salvino La Rocca chiede lumi sulla sicurezza del sistema utilizzato per le intercettazioni.
Azzaro: “E' indicativo. Può essere variabile la copertura in base a tanti fattori....
Manganello: “Quindi per fare un esempio: aggancio una cella di Seregno e mi trovo nel paese confinante?”.
Azzaro: “Sì, Seregno è attaccato a Desio e a Cesano Maderno, può capitare...”.
Manganello: “Quindi senza attività di OCP il riscontro non è assolutamente certo. E' giusto dire così?”.
Azzaro: “Si, è chiaro che...”.
Avvocato Pagliarello. “Le vostre intercettazioni riguardano La Rocca, Barba, la Biondo...chi erano altri interessati da queste intercettazioni, per esempio Guttuso?”.
Azzaro: “No”.
Pagliarello: “C'erano poi le ambientali. Oltre alle telefonate in entrata e uscita. In quel periodo, in una qualsiasi di quelle telefonate, ha mai sentito parlare dell'omicidio di Vivacqua?”.
Azzaro: “Durante le conversazioni telefoniche? No”.
PG: “Sono andati i suoi uomini a perquisire Diego Barba? Hanno constatato casseforti, che c'erano armadi in metallo?”.
Azzaro: “Infatti sono state sequestrate armi..”.
Alessandro Frigerio legale con Salvatore Manganello di Salvino La Rocca si oppone.
il tema del riesame è necessariamente circoscritto – dice -. E' una precisazione di tema introdotto nell'esame diretto e che, all'esito del controesame, rimane contestato”.
Presidente Fabio Tucci: “E' vero però l'abbiamo condotto con una certa libertà, anche in favore della difesa”.
Frigerio: “Azzaro, dai tabulati da voi acquisiti nel 2013 avete provveduto a verificare la compatibilità delle dichiarazioni testimoniali rese a voi nell'immediatezza del fatto?”.
Azzaro: “I tabulati riguardavano soggetti poi oggetto di intercettazione da parte nostra”.
Frigerio: “Non siete mai venuti in possesso dei tabulati telefonici anche della vittima relativamente al periodo di intercettazione di Gorgonzola, quindi prima e dopo l'omicidio?”.
Azzaro: “No”.
Frigerio: “Nessun tipo di controllo neanche sulle dichiarazioni della signora Mihalache Lavinia? Nessun tipo di controllo è stato fatto?”.
Azzaro: “No”.

Alimenta dubbi sulla sua credibilità la testimonianza di Luigi Mignemi che incalzato dalle domande dei difensori Gianluca Orlando e Angelo Pagliarello finisce per abbandonare l'aula e però viene nuovamente invitato dal presidente a continuare la testimonianza basti dire che, su domanda dell'avvocato Pagliarello, Mignemi dichiara: “C'è un particolare che mi ha detto Giarrana, che questo signore (Paolo Vivacqua – ndr) nel momento in cui è stato ucciso era su una cattedra, sulla cattedra nel suo ufficio, perciò non mi ha detto altro, che hanno cercato del denaro”.
Pagliarello: “Cioè una cattedra nel senso che era sopra con il fisico, con il corpo?”.
Mignemi: “Sì, penso che era...la cattedra, come sono io, mi sparano e io...”.
Pagliarello: “E Vivacqua finisce sulla cattedra?”.
Mignemi: “Penso”.

Il corpo di Paolo Vivacqua venne trovato disteso sotto la scrivania.

Mignemi è personaggio coinvolto in processi per aver fatto parte della 'ndrangheta , in particolare del clan di Giuseppe Mazzaferro (processo Fiori di San Vito e Isola Felice), nonché accusato di furto, ricettazione e stalking.
Nel processo Isola Felice, è stato accusato di rapine agli uffici postali per finanziare le 'ndrine. Mignemi ha ottenuto le attenuanti della collaborazione.

Prossima udienza l'8 giugno. Di scena le parti civili: l'avvocatessa Daria Pesce per i fratelli Antonio, Gaetano e Davide Vivacqua e l'avvocatessa Ambra Ferretto per Lavinia Mihalache e il minore Nicolas Vivacqua.

Elezioni in Brianza, l'Anpi chiede ai candidati un impegno antifascista

27 maggio 2017

Comunicato stampa

L'ANPI MONZA E BRIANZA CHIEDE AI CANDIDATI UN IMPEGNO ANTIFASCISTA
L’11 giugno prossimo si terrà una tornata elettorale che in Brianza interesserà otto importanti comuni.
Per affrontare le criticità della nostra società quali la mancanza di lavoro, l’immigrazione, le intollerabili ingiustizie sociali abbiamo bisogno di ricostruire le basi di un’etica pubblica e di attenerci ai grandi valori che hanno ispirato la nostra Costituzione.

Le amministrazioni comunali sono state e saranno le istituzioni più vicine ai cittadini, LE PRIME CHIAMATE AD affrontare le tante emergenze sociali.
Abbiamo bisogno che i nostri paesi siano amministrati da persone oneste e da forze politiche che
assumano come orientamento la difesa dei più deboli, la solidarietà, la costruzione di una società
solidale e accogliente.

Nella situazione di crisi hanno preso vigore forze politiche che puntano sulle paure dei cittadini e sull’egoismo degli individui.
Hanno alzato la testa perfino movimenti ed associazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo, segnaliamo che il fenomeno ha ormai assunto dimensioni preoccupanti: sono ormai troppi gli episodi e le provocazioni dei gruppi neofascisti:
- occupazione dei consigli comunali a Monza e a Desio
- apertura di sedi in vari paesi della nostra provincia
- innumerevoli oltraggi e danneggiamenti contro i simboli della Resistenza come la distruzione dello striscione esposto in onore dell’eroe della Resistenza Gianni Citterio.
A tutti i candidati l'ANPI chiede un forte impegno per contrastare questa deriva e li invitiamo ad esprimere chiaramente la loro volontà di rafforzare la credibilità delle istituzioni e di contrastare
le inaccettabili iniziative delle forze NEOFASCISTE.
Invitiamo, altresì, i nostri iscritti, i simpatizzanti e tutti i cittadini a dare il loro voto a quei candidati e a quelle forze politiche che si sono sempre dimostrati coerenti con i valori della democrazia, della giustizia sociale e del contrasto ad ogni forma di rinascente neofascismo.

 

Costruzion.e e Idra Patrrimonio: dopo le indagini interne BrianzAcque sporge denuncia alla Procura

12/05/2017

Comunicato Stampa
 
Appalti tra  Idra Patrimonio  e Costruzion.e: conclusi gli accertamenti, BrianzAcque sporge denuncia all’Autorità Giudiziaria
Monza, 12  maggio 2017 - Si sono concluse le verifiche contabili ed amministrative svolte dai consulenti incaricati da Brianzacque S.r.l. nell’ambito dell’attività di controllo e supervisione dell’operato delle società da essa acquisite.


Gli accertamenti hanno avuto per oggetto la gestione degli appalti tra Idra Patrimonio S.p.a. e Costruzion.e S.r.l. per l’esecuzione, negli anni 2009 e 2010, delle opere fognarie nei comuni di Agrate Brianza e Ornago. 
La presenza di numerose anomalie, incongruità ed irregolarità nella contabilità  in relazione agli appalti  ha portato Brianzaque S.r.l. a presentare denuncia – querela alla competente Autorità Giudiziaria per l’accertamento delle eventuali ipotesi di reato configurabili e delle conseguenti  responsabilità penali dei soggetti coinvolti. 
Sono attualmente in corso da parte della Procura della Repubblica le necessarie indagini preliminari, all’esito delle quali la Società si riserva ogni più opportuna azione a tutela dell’immagine e del patrimonio aziendale.
Idra Patrimonio e Costruzion.e oggi non esistono più. La ex  Costruzion.e  è   società confluita in Brianzacque nel 2015  attraverso Idra Patrimonio, nell’ambito del vasto processo di aggregazione,  che ha dato vita al primo gestore unico del servizio idrico integrato su base provinciale della Lombardia. 
Nel  luglio del 2016, a seguito di un accertamento notificato a BrianzAcque da parte dell’Agenzia delle Entrate, il Presidente della public company dell’acqua brianzola, Enrico Boerci, di pieno accordo con il Comitato di Controllo Analogo dell’azienda,  aveva  dapprima fatto scattare un’indagine interna e quindi, nominato una speciale commissione composta da due esperti: la dott.sa Giovanna Ceribelli, commercialista e revisore dei conti e Pier Carlo Beretta, ingegnere civile ed esperto di collaudi e di contabilità di cantiere, che di recente hanno concluso il proprio lavoro, a seguito del quale  è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica.  

 

Monza - Redaelli presidente di Sias, solo 5 milioni da Regione Lombardia per il GP

06/05/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Quando nel 2015 il Gran premio d'Italia di Formula 1 rischiò di essere cancellato dal calendario mondiale, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il suo vice, Fabrizio Sala, scesero in campo, annunciando il contributo di 70 milioni di euro in dieci anni per il parco della Villa Reale e per Autodromo.
Secondo il loro piano, Regione Lombardia sarebbe entrata nell'azionariato di Sias con una quota del 20 per cento, contribuendo con 10 milioni di euro l'anno fino al 2019 alla firma del contratto con la FOM di Bernie Ecclestone che aveva fissato il prezzo per il rinnovo triennale a 68 milioni di dollari.

Poi, però, letta la due diligence della società di revisione Trevor, che ha redatto il documento ufficiale su cui è poi stato deliberato il valore delle azioni di Sias, Regione Lombardia ha deciso di defilarsi ed ha deliberato il solo contributo di 5 milioni di euro anziché 10 milioni di euro per l'edizione 2017 del Gran premio d'Italia.
Un dietrofront che ha costretto ACI, nel corso del suo ultimo Consiglio generale, ad approvare la rimodulazione del budget di bilancio con una previsione inferiore ai 20 milioni di euro: “Sapevamo prima di firmare il contratto con Ecclestone che sarebbe stata dura – spiega il presidente dell'ACI - e però siamo gente seria che mantiene gli impegni e le responsabilità e per questo ci siamo accollati l'oneroso impegno. Fortunatamente l'inizio di stagione positivo con la Ferrari che è leader del campionato ci sta dando una mano”.

Per la corsa di settembre, già alcune tribune sono sold out e se il trend positivo continuerà, Sias riuscirà a superare l'incasso 2016 che è stato di poco superiore ai 10 milioni, a fronte dei costi per organizzare l’evento che si aggirano tra i 19 e i 21 milioni di euro.

L'assemblea di Sias tenutasi ieri a Milano ha annunciato il cambio al vertice dell'Autodromo Nazionale.
A presiedere Sias, società di gestione dell'impianto automobilistico, l'Automobile Club d'Italia – ora socio di maggioranza col 75 per cento del capitale, il restante 25 per cento resta all'Automobile Club Milano – ha designato Giuseppe Redaelli, 67 anni (li compirà il 7 maggio) , industriale di Varese, nonno brianzolo di Barzanò, gradito a Regione Lombardia. “Abbiamo voluto privilegiare il territorio nominando Redaelli che è anche a capo del Comitato degli Automobile Club regionali”, precisa Angelo Sticchi Damiani.
Titolare di una tipografia che da anni ha commesse di lavoro dalla Regione, Redaelli è dal 2010 presidente dell'Automobile Club Varese.
Tra i fondatore dell'associazione Varesevive; nel 2012 ha ricevuto dal Coni la medaglia d'oro quale vincitore del campionato di regolarità auto storiche e il premio “Lombardia per il lavoro” consegnatogli dall'allora presidente Roberto Formigoni.

Esordisce così il neo presidente, concedendo la sua prima intervista in esclusiva a Infonodo: “Discontinuità col passato e il desiderio di costruire un nuovo futuro. Senza alimentare aspettative che potrebbero non concretizzarsi. Il nostro obiettivo è che Monza da fiore all'occhiello del territorio diventi fiore all'occhiello nazionale”.

La gestione di Sias con l'ACI socio di maggioranza è totalmente cambiata, così com'è cambiata la gestione della FOM di Ecclestone ceduta a Liberty Media. Ieri in Autodromo abbiamo incontrato Chase Carey,Ceo del colosso americano che ha rilevato da Ecclestone la Formula Uno e che prima di venire a Monza è stato a colloquio con Roberto Maroni e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Con loro, presente anche Angelo Sticchi Damiani sono state pianificate iniziative per tenere alto l'avvenimento Gran premio senza dimenticare il brand Monza. Occorre una nuova filosofia: Monza dev'essere Monza tutto l'anno e non soltanto a settembre quando corre la Formula Uno”.

Presidente, Liberty Media ha in mano un contratto che gli garantisce 66 milioni di dollari in tre anni, il presidente dell'ACI è convinto che potrà rinegoziare al ribasso la cifra?
Sticchi Damiani è dell'avviso che si possa arrivare ad un accordo più efficiente e performante per tutti. Non penso proprio ad una revisione del contratto firmato a novembre dello scorso anno. Liberty Media ci ha fatto intendere una parziale disponibilità di progetto per il futuro. La mia è una sensazione, Chase Carey non appare un despota. Insomma, non dice: avete firmato un contratto e lo dovete rispettare. E' un imprenditore e quindi è chiaro che non vorrà perdere il suo vantaggio. Anzi, vorrà acquisire un ulteriore vantaggio! Non ci vedrà nemici ma amici con cui trovare intese. Non sarà un percorso facile e neppure breve. Quale imprenditore dopo aver acquisito un'azienda che gli garantisce 66 milioni di dollari richiama per dire gli altri hanno scherzato, adesso rivediamo la cifra al ribasso? Carey sa bene che dovremo trovare un'intesa. Se il business funziona per Monza funziona anche per lui, altrimenti...”

Regione Lombardia dopo aver promesso 10 milioni l'anno inizialmente per quattro anni e poi per tre ed aver lasciato intendere che sarebbe entrata come socia in Sias si è defilata e per il Gran premio – come ci ha confermato il presidente dell'ACI metterà a disposizione soltanto 5 milioni...
Credo che essendo state fatte promesse tra gentiluomini in un modo o nell'altro le promesse saranno mantenute”.

Al primo consiglio di Sias Giuseppe Redaelli non siederà sulla poltrona a lui riservata. “Non lo faccio mai – spiega -. Non mi piacciono i presidenti che fanno pesare il loro potere. In Sias decideremo a livello collegiale, non sono abituato a fare il despota. Programmi e progetti si concordano in gruppo. Faccio molto squadra. Poi magari faccio anche battaglie e litigo. E però discuto. Stimolo la discussione”.
Prima di congedarsi manda un particolare ringraziamento a Pier Lorenzo Zanchi che l'ha preceduto. “E' doveroso. Lo scorso anno ha fatto un buon lavoro. Mi aiuterà per alcuni mesi ad entrare nello spirito della gestione di Sias”.

Inizialmente saranno tre e non cinque i membri del Consiglio. Con Giuseppe Redaelli e Giuseppina Fusco (una carriera all'ENI prima di passare all'ACI) designati dall'ACI nel Cda ci sarà Enrico Radaelli a rappresentare il socio di minoranza, l'Automobile Club Milano. Non appena il Comune di Monza annuncerà il suo rappresentante (potrebbe essere riconfermata Alessandra Marzari) ACI comunicherà il nome scelto per completare il Consiglio. Nel caso Monza non dovesse confermare la Marzari e nominare un uomo, il quinto consigliere di nomina Aci sarà una donna.

Pedemontana con Di Pietro in Provincia di MB: cronaca di un disastro annunciato.

Il 7-4-017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  Presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE.
Qui il report e i commenti del coordinamento ambientalista.
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2017/04/pedemontana-con-di-pietro-in-provincia.html

Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

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