Lazzate

Comunicato Stampa Andrea Monti: Il Parco Groane è a rischio fusione

31 marzo 2016 - COMUNICATO STAMPA MONTI ANDREA 
IL PARCO GROANE È A RISCHIO FUSIONE

Si triplica l’estensione del Parco, con l’annessione del PLIS della Brughiera,  ma la Provincia di Como non mette un quattrino. A rischio la sostenibilità economica del Parco Groane. Ma non si fermano.
Tratto da http://www.ilmonti.com/parco-groane-rischio-fusione/
Domani 1 aprile (e non è un pesce d’aprile) è convocata una comunità del Parco delle Groane, in cui verranno presentati i risultati del tavolo operativo, costituito per lavorare sull’ipotesi di accorpamento del PLIS (Parco Locale Interesse Sovracomunale) della Brughiera Briantea con il Parco delle Groane. Con questa fusione triplicheranno le aree poste sotto tutela, un cambiamento tutt’altro che marginale, soprattutto dal punto di vista dei costi di gestione. E qui viene il bello, anzi il brutto. Attualmente i contributi economici più importanti del Parco Groane vengono garantiti dal Comune di Milano, dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Provincia di Monza e Brianza. Seguono i comuni afferenti al Parco, con quote meno rilevanti. Il problema è che in questi mesi di estenuanti trattative, nonostante la caparbietà dimostrata dal Presidente Della Rovere, non si è riusciti a convincere la Provincia di Como (potenzialmente uno dei più importanti contributori) a formalizzare un impegno economico. Emblematiche le parole del Presidente Maria Rita Livio messe a Verbale di una riunionetenutasi lo scorso 11 febbraio a Villa Saporiti:
La presidente Maria Rita Livio ha ribadito il parere favorevole alla partecipazione diretta della Provincia di Como al progetto (come del resto già dichiarato in una riunione plenaria a Cantù il 18-11-2014). Tuttavia ha sottolineato l’impossibilità, stante la situazione incerta e precaria delle istituzioni provinciali, di definire una quota di partecipazione elevata della provincia, anche per le future implicazioni economiche, ma di volere manifestare comunque un impegno formale.
Significa che Como aderirà al nuovo Parco Regionale ma senza metterci il becco di un quattrino. Bella forza.
Ma non è finita qui. La Provincia di Monza, pur approvando l’adesione, ha specificato che non è disposta a metterci un euro in più, anzi con l’allargamento l’obiettivo sarà quello di ridurre i contributi economici .
Ecco cosa prevede il dispositivo:
senza comportare incrementi delle quote associative a carico della Provincia di Monza e della Brianza, che dovrà tendere ad una riduzione della stessa in relazione alla redistribuzione delle quote associative derivanti dal nuovo assetto territoriale
Una deliberazione analoga, con le dovute sfumature, verrà approvata da Comune di Milano e da Città Metropolitana.
Ricapitolando: si decide di triplicare le aree del Parco delle Groane con i tre principali contributori (Comune di Milano, Città Metropolitana e Provincia di Monza) che annunciano una contestuale riduzione dei loro contributi e il nuovo grande socio, la Provincia di Como, che aderisce senza metterci un quattrino. Escludendo a priori che si possa chiedere ai comuni un sacrifico più grande delle quote che già attualmente assicurano con qualche fatica, significa che il Parco non si troverà più nelle condizioni di mantenere gli attuali standard qualitativi. Qualche interrogativo, vista soprattutto dai soci del Parco Groane, sorge spontaneo: ma perché i contribuenti della Provincia di Monza e Milano debbono pagare anche per quelli di Como che non intendono farlo? E perché debbono ridurre le risorse a tutela del proprio Parco solo perché quelli di Como preferiscono spendere i loro quattrini altrove? Magari in altri servizi che ritengono più importanti e strategici? È legittimo poi che si utilizzino i quattrini di un Ente per coprire i servizi di un altro? La situazione appare come un gran pasticcio.
Insistere con l’idea dell’allargamento a queste condizioni è qualcosa di più di un azzardo, significa mettere a repentaglio il futuro stesso del Parco delle Groane. Perché poi chi si prenderà la responsabilità politica, quando le risorse non saranno garantite, di tornare indietro? Non la Regione, che sarà felice di accogliere le istanze che arrivano dal territorio, non i comuni di Como che otterrebbero finalmente il riconoscimento sognato, non la Provincia di Como che si vedrebbe cadere un parco gratis dal cielo e non il Presidente del Parco, che non potrà certo distruggere ciò che ha faticosamente costruito. Il rischio è che si andrà avanti nonostante tutto, sperando magari che arrivi qualcuno con il cavallo bianco. Come nelle favole.
Proprio per questo motivo avevo presentato un emendamento in Consiglio Provinciale, in cui chiedevo di vincolare la scelta di allargamento all’adesione economica della Provincia di Como:
PROPOSTA DI EMENDAMENTO
Al punto 1 del deliberato, dopo la parola «generale» inserire:
«oppure nel caso non venga confermato nessun contributo economico da parte della Provincia Area Vasta di Como»
Emendamento naturalmente bocciato, perché l’arroganza di questa maggioranza non concede spazio ad un minimo di riflessione politica, nemmeno quando c’è in ballo il futuro del nostro Parco e dei nostri cittadini utenti. A metà aprile si voterà la fusione nell’assemblea dei soci, giusto in tempo per giocarsi il risultato in campagna elettorale. Con buona pace del Parco e del suo futuro.

Lazzate - Completata la nuova variante, via San Lorenzo riapre

di Gabriele Bassani da il Giorno del 17/07

RIAPRIRÀ oggi il transito lungo la via San Lorenzo verso Cermenate: è stata completata la nuova variante realizzata nel cantiere delle opere accessorie per la Pedemontana. Adesso il tratto che collega il centro di Lazzate alla provinciale per Appiano non si presenta più come un lungo rettilineo (teatro in passato di incidenti stradali anche gravi), bensì con una nuova doppia curva che servirà ad aggirare una delle basi del ponte che attraverserà l’autostrada Pedemontana, la quale scorrerà invece in trincea, da Est a Ovest, sotto il piano campagna. Secondo quanto comunicato alla Polizia locale, la via San Lorenzo, con la variante, non dovrebbe essere più chiusa. Sarà invece chiusa, probabilmente dalla prossima settimana, la via Carducci, strada che collega con Bregnano, attraverso la zona dei boschi del Battù, sulla quale vige già un’ordinanza che fino ad oggi non è stata eseguita per non impedire del tutto il collegamento tra Nord e Sud. A questo punto i lavori per la preparazione di Pedemontana sul territorio di Lazzate proseguono con lo spostamento della tratta fognaria dell’area artigianale di via I maggio. In particolare, nelle prossime 3 settimane, sarà chiuso al traffico l’angolo tra via Ferrari e via Biagi. Dovrà infatti essere realizzato ex novo un tratto di condotta fognaria che andrà a sostituire l’esistente, il quale dovrà essere rimosso per far posto alle fondazioni della trincea in cui scorrerà la nuova autostrada.

Lazzate - Scuola, il Tar da ragione al comune, Misinto dovrà pagare

di Gabriele Bassani da il Giorno del 29/06

IL TAR ha dato ragione a Lazzate: Misinto dovrà versare gli arretrati degli ultimi quattro anni di costi di gestione della scuola media, inserita nel plesso scolastico che i due comuni realizzarono insieme 40 anni fa.

LA VICENDA è lunga e complessa e prende origine dal 2010: sostanzialmente la Giunta comunale di Misinto ha contestato la validità delle due convenzioni per la gestione di scuola media, asilo nido (finchè era aperto) e centro sportivo, stipulate nel 2001 e nel 2002 alle quali era stato applicato un tacito rinnovo. Nel merito Misinto ha contestato i conti della gestione che venivano presentati dal Comune di Lazzate, decidendo per questo di non provvedere al pagamento, a partire dal 2010. Così il Comune di Lazzate ha deciso di rivolgersi al Tar, che ha disposto l’obbligo per il Comune di Misinto di provvedere al saldo del dovuto, come documentato da pezze giustificative entro 120 giorni, per non incorrere nel rischio di una segnalazione alla Corte dei conti. «Una vittoria per noi scontata, dato che non poteva essere altrimenti», dice l’assessore lazzatese Andrea Monti, aggiungedo però che «lascia un po’ di amaro in bocca». Monti infatti afferma di condividere quanto scritto dal giudice nella sentenza: «Dovrebbe essere buona norma (in quanto declinazione del savoir-faire istituzionale che dovrebbe caratterizzare i rapporti fra Amministrazioni pubbliche), che, prima di rivolgersi al Giudice, essi dovrebbero esaurire tutte le possibilità di composizione delle loro vertenze che l’ordinamento giuridico, i modi di esercizio dell’attività amministrativa, e le buone prassi amministrative, offrono loro».
Secondo Monti, Lazzate avrebbe tentato queste strade senza esito e per questo non restava che il Tar, perché, ha detto con una battua, «va bene il savoir-faire istituzionale, ma non passare per pirla».
Da Misinto, l’attuale assessore all’Istruzione, Alessandro Basilico, ha così commentato: «Paghiamo oggi l’insensata cocciutaggine dell’Amministrazione di Nuovi Orizzonti (Pdl-Lega) che abbiamo criticato per anni. A noi spetta ora il compito di ripartire, ricostruendo una leale collaborazione con il Comune di Lazzate», mentre l’ex sindaco Enrico Zanotti rimarca i numerosi incontri svolti con il comune confinante al fine di trovare un accordo sulla vicenda, ribadendo la convinzione che la convenzione in essere fosse da considerarsi superata.

Brianza - Pedemontana. I sindaci in Regione: stop agli espropri

di Monica Guzzi da il Giorno

NUOVO incontro in Regione su Pedemontana. Questa volta a sollecitare il vertice con il neoassessore a Infrastrutture e mobilità, Alberto Cavalli, sono stati i sindaci dei Comuni a cavallo fra la Brianza e il Comasco.

OBIETTIVO, discutere un’ottimizzazione del tracciato della variante alle SP33 e 133 (TRCO 11), opera connessa alla Pedemontana nella zona di confine fra le due Province di Monza e Como, che hanno partecipato entrambe all’incontro, insieme con sindaci e assessori dei Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Misinto, Lazzate, Cogliate, Ceriano Laghetto e Saronno. I Comuni hanno anche chiesto di sospendere le operazioni di esproprio, che stanno procedendo con tempi molto ristretti per le valutazioni da parte dei cittadini interessati.
«Il problema riguarda la TRCO 11, opera connessa che parte dalla futura uscita di Lazzate e va verso Saronno - spiega Andrea Monti, assessore provinciale e assessore al Territorio di Lazzate -. Il tracciato iniziale era una linea retta nord-sud. Poi è stato cambiato fra Rovellasca e Misinto, deviando verso ovest e sovrapponendosi all’attuale provinciale. La strada che avrebbe tagliato parte dei campi di Misinto è stata spostata su una provinciale che già c’è. Salvati i campi, ma ne sono derivati altri problemi, mentre è nato un comitato che si batte per cambiare il percorso, così come vorrebbe anche il sindaco uscente di Rovello Porro. Oggi però si potrebbe cambiare solo con l’accordo di tutti i Comuni».

UNA QUESTIONE complicata dalla molteplicità di interessi in campo, ma la Regione si è detta intenzionata ad approfondire il caso.
«La settimana prossima - si è impegnato l’assessore Cavalli - sarà riunita la segreteria tecnica dell’accordo di programma, alla presenza dei Comuni, delle Province, del concessionario Autostrada Pedemontana Lombarda Spa e del concedente CAL Spa per approfondire tutti gli aspetti delle proposte di variante al tracciato avanzate dai Comuni».


Nessuna intesa fra i Comuni sullo spostamento
di Gabriele Bassani da il Giorno

— MISINTO —
SE NE RIPARLERÀ tra una settimana: per il momento non c’è intesa tra i Comuni coinvolti per lo spostamento dell’asse della bretella di collegamento con Pedemontana. Delusione da parte degli esponenti del Comitato per una Pedemontana vivibile, che l’altro giorno hanno seguito l’incontro tecnico in Regione, sperando in un’intesa unitaria, che al momento non è stata raggiunta.
Il Comitato, che raduna persone di Misinto, coinvolte direttamente negli espropri e nel passaggio della futura bretella davanti alle proprie abitazioni e anche persone di Rovello Porro e Rovellasca, ribadisce il dissenso rispetto al progetto presentato, evidenziando la necessità di introdurre correttivi, in particolare spostando l’innesto della bretella qualche decina di metri più a Nord, ovvero sull’attuale via Turati. Avevano fatto ben sperare le parole dell’ex sindaco e oggi sottosegretario regionale Fabrizio Sala, che nei giorni scorsi, parlando anche a nome dell’Amministrazione comunale aveva anticipato: «Non siamo contrari a priori alle modifiche del tracciato, purchè queste non vadano a danneggiare i cittadini di Misinto». Il riferimento è in particolare alla frazione Cascina Nuova, che si vuole lasciar fuori dal tracciato.
Al tavolo di martedì però sono state sostanzialmente confermate le posizioni già manifestate anche se una nuova riunione tecnica è già stata convocata giovedì 22 maggio in Regione, dove sono di nuovo invitati i sindaci ai quali prima di quell’incontro verrà trasmesso un documento predisposto da alcune delle Amministrazioni coinvolte. 

Lomazzo - Sfilano in corteo i No Pedemontana per fermare i cantieri

di @nonymous2

Circa duecento manifestanti hanno sfilato per le strade di Lomazzo per ribadire il loro no a Pedemontana. Il corteo che ha visto anche la partecipazione dei comitati: Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza, No Varesina Bis di Tradate, No Tem e No Tav, si è mosso sotto lo sguardo vigile di un imponente servizio di pubblica sicurezza che ha scortato i manifestanti fino al cantiere di Pedemontana a ridosso del bosco della "Moronera".

Lomazzo è sede dello snodo tra l’autostrada A9 (Milano - Como) e la Pedemontana, ed è l’inizio della tratta B1 che dovrebbe proseguire fino allo svicolo di Lazzate per poi congiungersi con l'attuale superstrada Milano-Meda per arrivare a Cesano Maderno. Da lì, deviando verso Desio, inizia la tratta B2.

Il Coordinamento No Pedemontana ha proposto di fermare i lavori proprio a Lomazzo.

"Il problema maggiore - ci spiega Davide Biggi uno dei portavoce del Coordinamento promotore della manifestazione - è convincere i cittadini che non vogliamo trasformare Lomazzo in un terminale dell'autostrada con il rischio di riversare tutto il traffico su quello locale. La nostra proposta è congiungere la Pedemontana con l'autostrada A9 e rinunciare invece al raccordo con la Milano-Meda".

Questo ridimensionamento del progetto risolverebbe anche le numerose criticità legate al passaggio dell’autostada sui terreni di Cesano Maderno, Meda e Seveso inquinati dal disastro dell'Icmesa del 1976.

C'è ancora diossina, a pochi centimetri di profondità, nei terreni che verrebbero sbancati dai cantieri di Pedemontana. I sindaci dei comuni interessati hanno chiesto informazioni e rassicurazioni sul pericolo di movimentare terreno inquinato. Rassicurazioni che fino ad oggi non sono arrivate (vedi I segreti della diossina. Ancora nessuna risposta da Pedemontana sulle informazioni chieste dai sindaci).

Il 4 aprile è stato, inoltre, votato a larga maggioranza un Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Desio nel quale si chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri "di intervenire presso gli enti competenti al fine di limitare la realizzazione dell'opera infrastrutturale Pedemontana Lombarda, alla tratta A (tra lo svincolo di Cassano Magnago sulla A8 e lo svincolo di Lomazzo sulla A9)".

Secondo Elena Bertani del Coordinamento No Pedemontana: "L'autostrada è indifendibile, tanto più che le opere di compensazione sono state tutte cancellate. Questo fatto crea oggettiva difficoltà anche per chi cerca un approccio che non sia una opposizione decisa all'intero progetto".

Un partecipante che desidera rimanere anonimo ha aggiunto: "C'è un altro elemento critico per il passaggio di Pedemontana e riguarda Rovello Porro".

Il riferimento è all'incidente nucleare di Rovello Porro, avvenuto 28 anni fa presso la Luigi Premoli & figli, raccontato da Massimo Bonfatti di Mondo in cammino e Paolo Scampa di AIPRI (vedi Rovello Porro - Una Chernobyl dimenticata alle porte di Milano? ).

Un altro tassello che si aggiunge al mosaico dei danni ambientali in Brianza e nel nord milanese che gli scavi delle "grandi opere" rischiano di aggravare.

Lazzate - Pedemontana, parte il cantiere. Accelerazione dei lavori per l’Expo 2015

di Gabriele Bassani da il Giorno

SE FINO A IERI si poteva pensare che fossero solo parole e impegni sulla carta, ora la Pedemontana comincia a prendere forma concretamente sul territorio di Lazzate, con l’arrivo dei primi picchetti che segnano le aree di cantiere. Sono spuntati la scorsa settimana, in seguito all’intervento sul posto di una squadra di tecnici, annunciatasi in Comune con tutte le autorizzazioni del caso e che ha provveduto a posizionare i punti di riferimento dell’intervento, in particolare nell’area dei boschi del Battù e a nord della zona industriale di via I maggio, al confine con Cermenate e Bregnano. Qui sono stati posizionati i pali interrati con il nastro bianco e rosso che delimitano le aree del cantiere principale e quelle della fascia di rispetto. Nei giorni precedente erano stati effettuati i carotaggi del terreno sul quale dovrà passare la nuova arteria autostradale e anche la bretella di collegamento, opera connessa che scenderà verso Sud, creando una sorta di tangenziale esterna di Lazzate, andando a incrociare la via Vittorio Emanuele a ridosso del confine con Rovellasca. Sono stati prelevati campioni di terreno scavato in profondità e raccolto in appositi sacchi identificati con luogo e data di raccolta.
L’accelerazione ai lavori pare sia dovuta all’approssimarsi di quel primo termine fissato per il 31 dicembre del 2014, in modo da rendere fruibile l’opera, o perlomeno una parte di essa, per Expo 2015. Non tutto il progetto infatti sarà realizzato. Pare certo ormai che sia accantonato, almeno a breve termine, l’intervento sulla cosiddetta tratta B2, quella che riguarda il tratto esistente di Milano-Meda, da trasformare in Pedemontana. Resta invece, seppur modificato, il tratto B1, quello che riguarda più direttamente Lazzate e che prevede di collegare la Milano-Meda con l’uscita autostradale di Lomazzo per poi intersecare la parte già in fase avanzata che collega la A8 con la A9.

«STIAMO SEGUENDO con attenzione l’evolversi della situazione e naturalmente anche l’avvio dei cantieri- spiega l’assessore Andrea Monti -. Di sicuro,il venir meno di buona parte dei finanziamenti e i contenziosi relativi all’appalto potrebbero creare qualche problema all’avanzamento dell’opera. Vigileremo sul territorio». 

Clean City - Misinto e Lazzate estranee ai fatti contestati a Brambilla

di Gabriele Bassani da il Giorno

L’ARRESTO di Claudio Brambilla ha provocato sgomento anche a Misinto e a Lazzate, Comuni brianzoli dove il funzionario ricopriva il ruolo di segretario comunale. A Misinto aveva assunto l’incarico quest’anno in seguito alla convenzione stipulata con i comuni di Chiuduno (Bg) capoconvenzione, Misano di Gera d’Adda, Spirano, Parzanica, Lanzo d’Intelvi, Berzo San Fermo, Pellio Intelvi e Urgnano. Poche le parole di commento del sindaco di Misinto, Enrico Zanotti: «Abbiamo appreso dagli organi di informazione quanto accaduto al segretario comunale. Facciamo presente che i fatti a lui addebitati, ove corrispondenti al vero, non sono in alcun modo collegati all’attività svolta nel Comune di Misinto. Questa Amministrazione ha chiesto al Comune capoconvenzione di attivarsi nelle sedi più opportune». A Lazzate, Brambilla era «a scavalco», ovvero in sostituzione del segretario titolare, dopo che negli ultimi sei mesi, ben 3 nominati hanno rinunciato all’incarico, chi per motivi di salute chi per scelta.

Lazzate - «Bilancio, una relazione sgangherata. Ma il revisore dei conti non l’ha vista?»

di Gabriele Bassani da il Giorno

CHI CONTROLLA il controllore? La questione, certamente non nuova nel dibattito non solo politico e non solo in Italia, si è riproposta l’altra sera in consiglio comunale a Lazzate, dove il gruppo di opposizione si è scagliato contro l’operato del revisore dei conti, tecnico nominato qui come in tutti i comuni dalla prefettura, proprio per controllare che i bilanci siano in regola. «Ci è stata fornita una relazione al bilancio di previsione, strumento essenziale, che definire incompleta, imprecisa, approssimata, fatta male e piena di contraddizioni è ancora dire poco» si sfoga Giacomo Gregori, capogruppo della lista Lazzate in Comune. «C’erano mancanze grossolane, come intere tabelle con celle lasciate in bianco salvo poi far comparire dei totali che non si capisce da dove possano essere usciti. Ritengo incredibile che un documento così importante e delicato come la relazione del revisore dei conti possa arrivare in aula in quel modo.
Se è evidente che la prima responsabilità è di chi l’ha compilata, ovvero del revisore dei conti, non si può fare a meno di pensare che nessuno aveva mai letto prima quel documento, tanti e tali erano le mancanze e gli errori. Qui non stiamo parlando di inutili formalismi, in questo caso la forma è anche sostanza. Come si fa a votare un bilancio avendo in mano una relazione tecnica piena di vuoti ed omissioni?». In consiglio le contestazioni dell’opposizione non avrebbero ottenuto spiegazioni accettabili, secondo quanto riferito dallo stesso capogruppo. «Per questo — aggiunge Gregori — ho chiesto espressamente che si prendano provvedimenti». Il revisore dei conti, che un tempo veniva scelto dal consiglio comunale, dal 2012 viene nominato dalla prefettura tramite sorteggio da una lista di nominativi.
«Un meccanismo che evidentemente non va bene se prima non si effettua un minimo di selezione, per capire chi è in grado o meno di svolgere questo compito per la pubblica amministrazione, che è cosa totalmente diversa rispetto a fare il contabile per un’azienda privata» ha sottolineato Gregori. Per la maggioranza della Lega Nord, «l’opposizione anche questa volta s’impunta su questioni tecniche invece di intervenire nel merito del bilancio» come riferito dal vicesindaco Giuseppe Zani.
«Nella discussione di un bilancio preventivo ci saremmo aspettati interventi sui diversi capitoli, sugli stanziamenti da mantenere o da modificare, su cose diverse da fare e su come pagarle, invece non è stato presentato alcun emendamento, alcuna proposta alternativa».

Lazzate - Bossi alla festa della Lega Nord: Libereremo la Padania

di badseeds

Umberto Bossi è intervenuto domenica 21 luglio all'appuntamento annuale della Lega Nord di Lazzate.
Il senatur è salito sul palco attorno alle 22 in una piazza non gremita che gli organizzatori hanno cercato di popolare di magliette verdi con la promessa di una birra gratis.
Bossi  è partito proprio dall'attualità, da quel caso Kyenge e dalle accuse di razzismo rivolte al suo movimento dopo le dichiarazioni dell’onorevole Calderoli.
La Lega non è razzista, ha sottolineato Bossi. Razzisti sono coloro che eleggono un ministro soltanto perchè di colore.

E ribadendo il suo no alla cittadinanza agli stranieri ricorda come la legge Bossi-Fini avesse il compito di preservare l'Italia dalla “invasione” dei migranti.
"Sono cento milioni gli immigrati che potrebbero arrivare in Italia", ed è necessario che il loro ingresso venga regolamentato in base alla richiesta di lavoro. “Ma la sinistra, - prosegue Bossi -  prima ha preso i voti dei lavoratori interni, ora vuole anche quelli dei lavoratori esterni".
Una buona parte dell'intervento, e non avrebbe potuto essere altrimenti, ha riguardato l’ex sindaco e senatore Cesarino Monti, scomparso giusto un anno fa. 
La figura di Cesarino Monti è stata presenza costante  della serata, così come durante l’intera campagna elettorale che nel maggio di quest’anno ha riconsegnato Lazzate alla  Lega Nord.
Bossi lo ricorda come un compagno di tante battaglie e un esempio per i più giovani. Ricorda il  Cesarino che diventò un caso nazionale dopo aver istituito i "concorsi padani", ovvero concorsi pubblici  con punteggi che favoriscono i residenti.
"Spero che anche voi", rivolgendosi direttamente agli amministratori sul palco e al neo Sindaco Pizzi, tornerete a fare i concorsi padani.  Qualche applauso dalla folla, qualcuno cerca senza troppo successo  di innescare il coro "Bossi Bossi...".
Il fondatore della Lega  affronta anche il tema dell'economia e della crisi dei consumi, auspicando una diminuzione delle tasse e una nuova politica sui trasferimenti agli enti locali.
Il problema delle tasse che finiscono in larga parte nelle casse dello “Stato centralista” rimane un tema decisamente caldo e il pubblico lo dimostra con un applauso.
Nel suo discorso Bossi non risparmia una frecciatina all’alleato Silvio Berlusconi  domandandosi cosa ci stia a fare  al governo.  “Forse teme che se non starà al governo perderà le televisioni”.
Il senatur prova a riaccendere gli entusiasmi di una piazza comunque distratta ripescando un classico della propaganda leghista: l’autonomia del nord Italia.
"Libereremo la Padania, e io starò qui finchè non porteremo a casa questo risultato". Aggiungendo "o con i mezzi della democrazia o con qualcosa d’ altro". Un  militante tra la folla in maglietta verde urla "allora dacci i fucili!", la piazza accenna un timido applauso.
Qualche minuto ancora riservato ai saluti  per i “fratelli di Lazzate” e al grido di "Padania libera!" Umberto Bossi chiude il comizio.  Viene accolto alla discesa dal palco da uno sparuto drappello di sostenitori e dai carabinieri della scorta, mentre il Va pensiero suonato a tutto volume aleggia su una piazza che è rimasta per tutto il tempo distante e priva di entusiasmo.
Oramai appare chiaro a tutti che i cavalli di battaglia della Lega hanno fatto il loro tempo. I tanti anni passati alla guida di questo paese e gli scandali che hanno travolto i quadri del partito hanno messo a dura prova  la credibilità e l'appeal della Lega Nord anche in una delle sue storiche roccaforti.
A Lazzate il ricordo di Monti è ancora vivido e la Lega può trarre beneficio da un elettorato che localmente ha rinnovato la propria fiducia agli amministratori Lumbard.
Ma nei confronti del partito e dei suoi vertici nazionali il clima è decisamente cambiato e l’accoglienza riservata ad Umberto Bossi lo ha dimostrato chiaramente. Così come lo hanno dimostrato le ultime elezioni politiche facendo  registrare a Lazzate un testa a testa tra Lega Nord e Partito Democratico.

Lazzate - Il senatùr nel feudo di Cesarino: «Ripartiamo dai concorso padani»

di Gabriele Bassani da il Giorno

DAL PALCO «amico» di Lazzate e ad un anno esatto dalla scomparsa del sindaco senatore Cesarino Monti, domenica sera Umberto Bossi ha rilanciato le grandi battaglie del borgomastro brianzolo, invitando tutti i sindaci della Lega a guardarlo come esempio, a cominciare dai «Concorsi padani».
«Non abbiate paura, come non ha avuto paura Cesarino. Punti in più ai residenti in paese nei prossimi concorsi per le assunzioni in Comune, questa è la strada da percorrere».
Un richiamo alle origini, alle battaglie di principio combattute con coraggio, pronti a scontrarsi anche con le istituzioni centrali, sapendo di avere i cittadini dalla propria parte: riparte da qui Bossi, lasciando solo sullo sfondo le polemiche degli ultimi giorni, pur ribadendo anche da Lazzate quanto già riferito qualche giorno prima: «Considero una forma di razzismo anche la nomina del ministro Kyenge solo perchè nera».

IL RICORDO di Cesarino, «sindaco coraggioso» consente a Bossi di puntare più sul «come ripartire» anzichè soffermarsi su quello che è stato. Un atteggiamento che conquista la platea, come sempre particolarmente nutrita in questo che resta un feudo del Carroccio.
Ad accogliere Bossi sul palco c’era Andrea Monti, figlio di Cesarino, oggi assessore comunale e provinciale, al quale è toccato il compito di ricordare le battaglie più genuine della Lega, a cominciare dai costi romani trasferiti sui comuni padani, puntando il dito sulla Confcommercio, il cui ufficio studi ha scoperto che il federalsimo fiscale ha prodotto un aumento del 500% delle imposte locali.

«MA PERCHÈ non spiegano il motivo di questi aumenti? I costi degli enti locali sono aumentati in maniera esponenziale semplicemente perché sono enormemente aumentate le competenze e i servizi che lo Stato centrale ha posto in capo a Regioni, Province e Comuni. Ci vogliono far credere che il federalismo sia un costo, è solo un’operazione di killeraggio mediatico che ha come mandante il centralismo romano», ha tuonato Monti dal palco mettendo in guardia i tanti presenti per una serata che è stata essenzialmente di festa, con musica dal vivo e ristorante all’aperto.

PRIMA di Monti e di Bossi, sul palco di Lazzate è salito il neoeletto segretario provinciale della Lega Nord, Alberto Rivolta, che ha parlato di «serata da brividi, nel ricordo di un grande leghista», mentre Loredana Pizzi, attuale sindaco di Lazzate ha detto: «Non cercate di paragonarmi a Cesarino, perchè il paragone con Cesarino è impossibile, io posso solo cercare di fare del mio meglio per portare avanti i suoi insegnamenti».

Nova Milanese, Bellinzago, Macherio, Lazzate e Arese avranno sindaci donne. «Noi capaci di coniugare famiglia e impegno politico»

di Giovanna Maria Fagnani da il Corriere della sera

Sono mogli e madri. Sono donne con un lavoro a tempo pieno, abituate a incastrare la passione per la politica in giornate già piene di impegni. Ma c'è anche un'altra cosa che accomuna le cinque donne elette sindaco in questa tornata che ha visto una virata «in rosa» (un eletto su due è donna): la voglia di rendersi utili alla propria gente. «La convinzione che nella mia vita ci sia il posto anche per gli altri e non solo per lamia famiglia» sintetizza Rosaria Longoni, 57 anni, insegnante di lettere e primo cittadino di Nova Milanese. Un impegno per gli altri declinato in tante forme.

Michela Palestra, 40 anni, neosindaco di Arese, ingegnere e mamma di tre ragazzi di 11, 8 e 4 anni, lo ha fatto impegnandosi per la scuola, nel comitato genitori: «C'è bisogno di un volano, a volte, per sentirsi parte piena della propria cittadina e per me lo è stata la scuola».

Mariarosa Redaelli, 59 anni, sindaco di Macherio, maestra elementare in pensione, sposata con Paolo e madre di Michele, 35 anni, racconta: «Mi è sempre piaciuto occuparmi dei temi sociali, stare dalla parte delle donne, non da femminista accanita, ma per rivendicare ciò che ci meritiamo. Una figura che mi ispira? Nilde Iotti è stata una grande donna».

Dall'Italia al Benin e poi di nuovo a Bellinzago, per indossare la fascia di assessore e oggi di sindaco. Angela Comelli, neoeletta a Bellinzago, ha lavorato come volontaria in Benin per l'organizzazione non governativa Mani Tese, di cui è poi divenuta presidente e oggi coordinatore nazionale.

Loredana Pizzi, 60 anni, eletta a Lazzate con il 68 per cento, il risultato più alto di questa tornata, dedica la sua vittoria al marito Adriano, scomparso due anni fa. «Sarebbe stato fiero, ci teneva moltissimo» racconta ricordando la loro militanza nella lega Nord incominciata nel 1994. «Ma l'impegno per gli altri e per il mio partito mi ha aiutato anche nel momento della sofferenza». Quali doti femminili sperano di portare nella politica locale? «La capacità di ascolto e di mediare», «l'arte di vedere tutti gli aspetti di una questione » e poi «essere un po' madri di tutti». «Ho ricevuto auguri e congratulazioni—spiega la Longoni — ma la cosa più bella era che tutti i messaggi finivano con un "conta su di me" e sono felice perché so di non essere sola ».

Lega in festa a Lazzate nel solco di Cesarino

di Gabriele Bassani da il Giorno

CONSIGLIERI, ex consiglieri, militanti e simpatizzanti della Lega Nord, che si abbracciano, sventolano fazzoletti verdi e iniziano a cantare in coro il «Va’ pensiero».
UNA SCENA già vista diverse volte nei corridoi delle scuole elementari di Lazzate trasformate in seggi elettorali, e che si è ripetuta anche l’altro pomeriggio quando ormai lo scrutinio non aveva più nulla da dire, con due schede su tre col nome di Loredana Pizzi.
Il risultato finale, 68,1%, si è avvicinato moltissimo all’ultimo successo firmato da Cesarino Monti due anni fa. Per lo sfidante Giacomo Gregori il 31,9%. Alla fine qui di incerta c’era solo la percentuale, perché sull’esito del voto pochissimi avevano dubbi. Non ne aveva la candidata Pizzi, assessore uscente alla Cultura e all’Istruzione: «Incontro ogni giorno tanta gente a Lazzate e sapevo che c’era piena fiducia nella nostra squadra, che è la squadra di Cesarino, quella che da venti anni sta lavorando benissimo a Lazzate con risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Il risultato di Lazzate è, come già accaduto in passato, in controtendenza rispetto ad altre realtà brianzole, dove pure la Lega Nord ha segnato il passo. «Noi da sempre ci presentiamo coraggiosamente da soli e con il nostro simbolo perché siamo orgogliosi, non abbiamo paura e non abbiamo bisogno di nasconderci dietro finte liste civiche - dice il neoeletto sindaco lazzatese -. La gente ci conosce bene, sa cosa facciamo e quanto impegno ci mettiamo, per questo poi sa scegliere».
«Continuare senza Cesarino non è stato facile e non sarà facile, ma la nostra forza sta proprio nella squadra compatta», aggiunge Andrea Monti, assessore provinciale di Monza e Brianza. Uniti anche intorno alle salamelle e a un bicchiere di vino nel cortile della sede locale della Lega, dove l’altra sera si sono radunati a festeggiare come tradizione, con cancello e porte aperte.

Lazzate - Lega, è un trionfo. Pizzi raccoglie l’eredità di Monti

di Gabriele Bassani da il Giorno

SONO PASSATI due anni dall’ultimo voto amministrativo a Lazzate, ma la sotanza non cambia: più di due elettori su tre hanno scelto la Lega Nord per guidare il paese anche nei prossimi 5 anni. Loredana Pizzi è il nuovo sindaco con una percentuale che una volta si diceva «bulgara», ma che a Lazzate si era abituati a definire «cesariniana»: con lei il 68,11% dei votanti, solo un punto e mezzo in meno di quanto raccolse due anni fa l’indimenticato sindaco-senatore. Anche qui si è dovuto pagare lo scotto della disaffezione, pur se in maniera minore che altrove: 61,16% la percentuale dei votanti, rispetto al 68,59% di due anni fa. Lo sfidante, Giacomo Gregori, che guidava lista Lazzate in Comune e radunava espressioni del centrosinistra ma anche dei moderati di centro, si è dovuto accontentare del 31,89%. «Ero sicura di vincere per un motivo molto semplice: perché in queste settimane ho ascoltato molto la gente per strada e sentivo che c’era il desiderio di proseguire sulla strada tracciata, di premiare la buona amministrazione, di continuare a sostenere le idee di Cesarino e quello che è stato fatto per Lazzate in questi anni - è stato il commento del nuovo sindaco lazzatese -. C’è stato un calo di votanti e questo mi dispiace, ma d’altra parte voglio rivendicare che noi abbiamo avuto il coraggio di presentarci agli elettori con il nostro simbolo della Lega come abbiamo sempre fatto in questi venti anni e i lazzatesi sanno premiare il lavoro delle persone che ci sono dietro questo simbolo».

DATO deludente per lo sconfitto Giacomo Gregori: «Non avevamo alcuna illusione sulla vittoria, però certamente ci aspettavamo qualcosa in più - ammette -. Quello che abbiamo messo in piedi è un progetto di largo respiro che potrà crescere in futuro grazie al coinvolgimento di persone nuove, di giovani. Pensiamo a una possibile alternanza in Consiglio comunale proprio per dare spazio anche a volti nuovi, preparandoci a una opposizione su questioni concrete e non di ideologia».

Duello a Lazzate per l’eredità di Cesarino Monti

di Gabriele Bassani da il Giorno

A LAZZATE si torna a votare a meno di due anni dall’ultima volta, non per una crisi politica, bensì per l’unico caso in cui per la legge attuale, scattano in automatico le elezioni anticipate senza il commissariamento prefettizio, ovvero la morte del sindaco.

LANCETTE ferme al 22 luglio 2012, quando al culmine di un susseguirsi di notizie drammatiche sulle condizioni di salute di Cesarino Monti, giunse da Roma, dove era ricoverato in ospedale, l’annuncio della sua morte. Fu un vero e proprio choc per questa piccola comunità di 7.500 abitanti. Le redini dell’Amministrazione comunale sono passate nelle mani del vicesindaco Giuseppe Zani e del resto della Giunta scelta da Cesarino Monti dopo la terza elezione a sindaco del 2011 con circa il 70 per cento dei consensi. Oggi la Lega Nord, che ha qui una delle sezioni più longeve, nata nel 1989, si ripresenta in corsa solitaria, come è sempre stato qui, indicando come candidato Loredana Pizzi, 60 anni, assessore uscente alla Cultura e all’Istruzione.
La scelta di Loredana Pizzi è una scelta di continuità e lo slogan che l’accompagna è «la squadra di Cesarino», a sottolineare l’intenzione di proseguire con l’azione degli ultimi 4 lustri. In lista anche buona parte di assessori e consiglieri uscenti. «C’è un programma già bene avviato da portare a termine, senza però dimenticarci della situazione difficile che stiamo attraversando che pesa sulle famiglie e sulle piccole imprese locali», spiega la Pizzi. Sul fronte sociale, impegno a «stare lontani da logiche di assistenzialismo, aiutando con sistemi virtuosi le persone in difficoltà, contenendo la pressione fiscale».
A sfidarla ci sarà Giacomo Gregori, 62enne, dirigente di una fondazione di case di riposo, alla guida della lista civica «Lazzate in Comune», che parte dall’esperienza del centrosinistra locale allargando però l’orizzonte ad altri esponenti di associazioni e realtà locali. Già consigliere comunale, ha dato vita a questo nuovo progetto che punta a coinvolgere «persone che sentono di essere parte di una comunità civile e che vogliono mettersi a disposizione per il bene comune».
«Noi vogliamo anche rispondere al bisogno che ha la nostra società civile, la nostra comunità, di crescere anche nei suoi aspetti non materiali: nella cultura, nelle relazioni umane, nella solidarietà e nella dimensione etica e civile - dice -. Costruire opportunità di relazioni, di confronto e di espressione libera fra i cittadini è per noi un compito primario di una responsabile Amministrazione, nel rispetto di tutti». Tra le proposte della lista civica la creazione di uno Sportello anticrisi per le famiglie, il servizio civile comunale per coinvolgere i giovani in attesa di lavoro, la revisione della fiscalità e una Consulta per il bene comune, chiamata a vigilare costantemente su questi temi.


Tangenzialina e scuole i nodi da sciogliere nel futuro
di Gabriele Bassani da il Giorno

TRA LE SITUAZIONI lasciate in sospeso dalla brusca interruzione del mandato amministrativo c’è quella che riguarda il futuro dell’immobile dell’ex asilo nido e più in generale dei rapporti con il vicino Comune di Misinto, che ne condivide la proprietà così come per parte del plesso delle scuole medie e relativo centro sportivo.
Il servizio dell’asilo nido, la cui gestione era in carico al Comune di Misinto, è cessato due anni fa per questioni economiche e ad oggi le famiglie che ne hanno bisogno possono usufruire di contributi economici da parte del Comune per portare i bambini in altre strutture, private e non. Resta da risolvere un contenzioso sulla ripartizione delle spese per la scuola media, la cui gestione è affidata a Lazzate, mentre la proprietà dell’immobile, come per tutto il resto del comparto, è al 70 per cento di Lazzate e al 30 di Misinto. Nell’immediato futuro ci sarà da gestire anche l’impatto delle opere connesse a Pedemontana: per Lazzate è in programma la realizzazione di una sorta di tangenzialina Ovest-Nord, che andrà a collegare con la barriera del nuovo percorso autostradale che dovrebbe trovare sede nei pressi del confine con Bregnano e che, nei progetti, dovrebbe consentire un alleggerimento del traffico di attraversamento del centro.
 


In arrivo la caserma dei pompieri
di Gabriele Bassani da il Giorno

QUESTIONE di qualche settimana e Lazzate potrà contare anche sulla nuova caserma dei Vigili del fuoco, con un distaccamento di volontari che avrà competenza anche su Misinto, Cogliate, Ceriano, Lentate sul Seveso e Barlassina.
Arriva a compimento di un percorso partito qualche anno fa, con l’interessamento diretto del sindaco-senatore Cesarino Monti, che ottenne il decreto autorizzativo del ministero dell’Interno (e i finanziamenti) dopo avere garantito la presenza sul territorio di un primo nucleo di volontari già operativi presso altri comandi o di nuova formazione, che si sono fin da subito messi a disposizione anche per l’allestimento della nuova caserma. Un progetto che ha visto anche la partecipazione diretta di aziende ed imprenditori del territorio, che hanno donato arredi e strumentazione. La nuova caserma è in una parte dell’ex magazzino di via Laratta, dove negli ultimi mesi sono stati proprio i volontari a lavorare per gli ultimi ritocchi, l’allestimento degli uffici, dei locali ritrovo, della centrale operativa e delle camere.
L’entrata ufficiale in servizio ha solo bisogno del completamento della pavimentazione esterna per consentire il passaggio dei mezzi, già assegnati. Tra i progetti di riqualificazione in itinere c’è quello che riguarda un’altra parte del centro storico, dopo i lavori degli ultimi 10 anni che ne hanno fatto un borgo preso a modello anche da altre realtà: si tratta dell’ampliamento della piazza Giovanni XXIII verso est, attraverso una convenzione con privati, per la realizzazione di un nuovo edificio destinato a diventare la «casa delle associazioni» con la creazione contestuale di di nuovi posti auto al servizio delle vie centrali del paese, anche in occasione degli eventi stagionali che vengono ospitati in centro. 

Lazzate - Duello nel fortino leghista per l’eredità di Cesarino

da il Giorno del 28/04

DUELLO a Lazzate, dove si torna al voto con l’interruzione anticipata del mandato per l’improvvisa scomparsa del sindaco Cesarino Monti. Come nel 2009 saranno due gli schieramenti: da una parte la Lega Nord, che punta ad aggiungere record dopo 20 anni ininterrotti alla guida solitaria del Comune, ripartendo da una donna, come nel 1993. Questa volta tocca a Loredana Pizzi, 60 anni, assessore all’Istruzione uscente, indicata dal Carroccio per raccogliere la pesante eredità del sindaco-senatore. Una candidatura che vede il sostegno di tutti i consiglieri e la giunta uscente, confermati in lista, a partire dal vicesindaco Giuseppe Zani, oltre che dal consigliere uscente e assessore provinciale Andrea Monti. Il centrosinistra cede il passo ad una lista civica di area meno marcata, «Lazzate in Comune», un progetto lanciato da Giacomo Gregori, 62 anni, dirigente di una Fondazione che gestisce case di riposo, che si ripresenta come candidato sindaco, dopo esserlo stato in passato. Con lui in lista anche il candidato del 2011, Luciano Alfarano e anche Giovanni Pizzi, esponente della lista civica «L’Obiettivo» che si presentò nel 2008.

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