Politica

Innovatore e/o Paraculo?

Innovatore o gran paraculo? Da sinistra (L'Unità) a destra (Libero) ieri e ancora oggi tutta la stampa nazionale ha commentato e discute il discorso di investitura a leader del futuro Partito Democratico che Walter Veltroni ha pronunciato al Lingotto di Torino. Tra questi due giudizi estremi, ma non antitetici, si collocano la massa dei commenti degli italiani che seguono la politica e che hanno atteso la mossa del sindaco di Roma per capire se di svolta vera si trattava e in che misura questa avverrà in autunno, con le primarie annunciate per la scelta del leader del centro sinistra. Di certo c'è che il discorso è piaciuto a tutti quelli che in Italia chiedono davvero un cambiamento e considerano il tiket Prodi-Berlusconi ormai obsoleto e insopportabile. Dalla sinistra polpottista del Pci, a quella polpettista di Prodi, si arriva finalmente alla sinistra meltpottista di Veltroni, come ha osservato Oscar Giannino? Una sinistra italiana giovane e moderna, non più classista e finalmente contaminata dal liberalismo e dalla società aperta, che dalle turrite città etrusche appollaiate sulle colline guarda più all'America che all'Europa, più a New York che a Londra?Il presidente (uscente) di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo ha apprezzato molto il discorso pronunciato ieri da Walter Veltroni a Torino: "La sua è una candidatura importante".. "Dopo la nostra assemblea, poche personalità politiche erano entrate nel merito delle questioni da noi sollevate. Una di queste è stato Veltroni", ha detto Montezemolo, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea degli industriali friulani. "Dopo il discorso di Torino, spero si possa aprire un nuovo capitolo - ha spiegato -, una nuova stagione di rapporti con una classe dirigente politica moderna e vicina ai problemi veri del paese". I sindacati e la sinistra dell'Unione l'hanno accolto meno entusisticamente. Il discorso di Walterdisney come l'ha definito una perfida Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera, era fatto per piacere se non a tutti alla maggior parte di chi l'ha ascoltato e letto sui giornali, ma qualcosa di chiaro è stato detto, una scelta vera è stata indicata, e i potenziali elettori del centro sinistra l'hanno capita. Adesso si spera che le primarie di ottobre siano una gara vera tra visioni e progetti e non un'investitura malamente mascherata come è stata quella di Prodi. Per questo sono molti gli elettori che si augurano veder scendere in campo da qui alle primarie, a contendere la leadership di Veltroni, personaggi come Bersani, Letta o Rutelli, e magari altri. Se la svolta deve essere vera che sia seria.

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La destra blocca le circoscrizioni

Riceviamo dal Consigliere,  Stefano Ferrazzi, della Circoscrizione 4, e volentieri pubblichiamo:Giovedì 28 giugno alle 21 si è riunito il Consiglio della Circoscrizione 4, con all’ordine del giorno la convalida degli eletti e la nomina del Presidente e del Vicepresidente. Ad un mese dalle elezioni la maggioranza di centrodestra non è stata ancora in grado di presentare un programma condiviso di governo e di segnalare un nominativo per ricoprire la funzione di Presidente del Consiglio. La coalizione di centrosinistra, con il Gruppo dell’Ulivo e il Gruppo della Lista Faglia ha invece esposto il proprio programma per la Circoscrizione ed ha indicato i propri candidati alla carica di Presidente e Vicepresidente. Con arroganza inferiore solo all’incapacità di governare, la maggioranza di centrodestra ha respinto tale programma senza averne alcuno alternativo, così come accaduto anche nelle altre Circoscrizioni in cui il centrodestra è maggioranza. La mancata presentazione del documento politico programmatico è vergognosa, perché denota una mancanza di rispetto verso gli elettori e i cittadini. Denunciamo l’accaduto per sottolineare ai cittadini della Circoscrizione 4 come una seduta consiliare (con relativi costi in termini di denaro pubblico e di tempo prezioso per le opere da intraprendere) sia stata sprecata a causa dell’inefficienza e delle profonde spaccature che solcano il centrodestra monzese, diviso al proprio interno da lotte di potere che si riflettono negativamente sulla Città e sui quartieri, provocando la paralisi delle istituzioni e l’impossibilità di procedere nell’affrontare gli urgenti problemi della comunità.Il Gruppo dell’Ulivo e il Gruppo della Lista Faglia della Circoscrizione 4 auspicano che nel futuro la maggioranza di centrodestra voglia dimostrare maggior rispetto per le istituzioni e per i cittadini, i quali potranno in qualsiasi momento comunicare con i consiglieri della coalizione di centrosinistra al seguente indirizzo: ULIVOFAGLIAC4@HOTMAIL.IT

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Politica: la "sinistra" ricomincia dalla Pace

Ognuno fa il fuoco con la legna che ha. Tramortita dalla batosta elettorale la "sinistra" neocomunista si aggrappa alla Pace (con la maiuscola) per dare un segnale di esistenza in vita e porsi alla guida del movimento pacifista. Dopo essersi praticamente disinteressata nei 5 anni in cui è stata al governo di problermi seri quali il disagio dei senza casa a Monza e dei cittadini inquinati di San Rocco, oggi la formazione politica guidata da Marco Fraceti e Vincenzo Ascrizzi tenta di mobilitare le sconfitte truppe del centro sinistra raccogliendo la bandiera, anzi il cartello, della pace che l'assessore Romeo, come suo primo gesto "politico", ha pensato bene di togliere dalle strade monzesi, quasi fosse questo il suo principale mandato di governo.  Che il gesto di Romeo (perché sei tu Romeo?) sia stato inutilmente provocatorio e piuttosto ridicolo, da segnalare appunto come  una tipica manifestazione di intolleranza e di scarsa sensibilità culturale e forse caratteriale, appare chiaro a tutti i moderati di buon senso, come a tutti però appare chiaro che la reazione dei "comunisti" monzesi sia eccessiva e al limite del ridicolo. Basta leggere il volantino diffuso dal PRC per rendersene conto:  con la nuova "amministrazione guerrafondaia"... Monza "ritorna al Medioevo"..."mentre in città vengono spacciati ogni giorno chili di droga" e "si consumano centinaia di reati l'assessore dà la caccia agli ambulanti". Rifondazione Comunista, dopo aver dipinto a fosche tinte una città divenuta in meno di un mese una specie di Bronx dove ululano in continuazione le sirene di poliziotti e Carabinieri,  si dice "preoccupata" e propone al resto del centro sinistra cioè a "Ulivo, Lista Faglia e al movimento pacifista, alla Tavola della Pace, alle Organizzazione Sindacali e alle associazioni Cattoliche e Interreligiose di Monza e della Brianza", azioni di disobbedienza civile contro la rimozione dei cartelli e "una grande manifestazione cittadina per la Pace, la solidarietà e la legalità". Con questo caldo? (sotto il volantino di Rifondazione Comunista).DAI CARTELLI SEGNALETICI DI MONZA E' STATA TOLTA LA SCRITTA  "CITTA' PER LA PACE" Inaugurata la legislatura Mariani: in silenzio l'amministrazione GUERRAFONDAIA di Monza ha deciso la rimozione della scritta CITTA' PER LA PACE sui cartelli stradali di accoglienza in Monza. Tanto quanto è stato importante l'atto politico ed amministrativo di istituire anche una delega alle politiche della Pace e coerentemente attivare azioni concrete per manifestare questa scelta, tanto l'attuale amministrazione fa coerentemente l'esatto contrario: nessuna delega per le politiche per la Pace, via la scritta pacifista. Così Monza inizia a cambiare volto e a ritornare indietro; al medioevo. Alla Monza della solidarietà e dell'accoglienza, della Pace e dell'integrazione si passa alla Monza muscolare: deboli con i poteri forti e forti con i deboli. Mentre in città ogni giorno vengono spacciati e consumati chili di droghe il nuovo assessore Romeo ha pensato bene di aprire la caccia agli ambulanti; in questo modo vorrebbe ripulire il centro e risolvere il problema. Queste iniziative sono di pura estetica e propaganda ma non affrontano alla radice il problema. Ogni giorno in città si consumano centinaia di reati e vediamo che invece di istituire azioni condivise per una forte politica della LEGALITA' atte alla prevenzione, prevale l'azione puramente repressiva, utile per la propaganda ma inefficace nella lotta alla criminalità organizzata che sta alla base sia dello spaccio delle droghe, ma anche per quanto riguarda i reati di contraffazione, truffa, riciclaggio. Addirittura Romeo ha cercato strumentalmente di fare propria la brillante operazione di contrasto di Carabinieri e Polizia che sono riusciti recentemente ha sequestrare una grossa partita di cocaina sostenendo che anche da questo si vede il nuovo corso monzese da lui inaugurato. Per tutto questo il PRC di Monza è molto preoccupato per la piega che sta prendendo la politica monzese e intende lanciare a livello cittadino le seguenti proposte; ·        ADOZIONE DEI CARTELLI SEGNALICI  PER IMPEDIRE, CON LA DISOBBEDIENZA CIVILE, LA RIMOZIONE DELLA SCRITTA CITTA’ PER LA PACE;·        UNA MANIFESTAZIONE CITTADINA PER LA PACE, LA SOLIDARIETA' E LA LEGALITà. Contro il razzismo, xenofobia e contro la criminalità organizzata che governa il mercato delle droghe, il mercato clandestino delle persone e delle merciManifestazione da tenersi al più presto. Proposta che il PRC lancia ad   Ulivo, Lista Faglia e al movimento pacifista, alla Tavola della Pace, alle Organizzazione Sindacali e alle associazioni Cattoliche e Interreligiose di Monza e della Brianza.Partito della Rifondazione ComunistaMonza

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Consiglio comunale, lunedì 2 luglio

Ricevo  dal Consigliere Roberto Scanagatti, questa nota che volentieri pubblico ringraziandolo per la precisazione che corregge una informazione errata contenuta nella mia cronaca di ieri (c.ar.)Ho avuto modo di leggere la cronaca del consiglio odierno e forse a qualcuno può interessare sapere che il calendario del consiglio comunale prevede la prossima seduta per lunedì 2 luglio con l'illustrazione del Bilancio consuntivo 2006. Seguirà la seduta di lunedì 9 con l'illustrazione da parte del sindaco della linee programmatiche a cui farà seguito la seduta di giovedì 12 con la discussione sul medesimo oggetto.Infine lunedì 16 si dovrebbe concludere la discussione del consuntivo 2006.

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Inga eletto Presidente

Domenico Inga è il nuovo Presidente del Consiglio comunale di Monza. Lo hanno eletto con 24 voti i soli consiglieri della maggioranza al terzo tentativo, perché alla seconda votazione è finita nell'urna, non si sa come, una scheda in più.La sua elezione è giunta alla fine di una lunga mattinata di discorsi su temi "alti", monopolizzata interamente dalla minoranza che per tre ore di fila, dalle 10 alle 13, ha intrattenuto il folto pubblico presente con  interventi su: democrazia, libertà, rappresentatività, istituzioni, voto segreto, moderazione, continuità, ecc. Sono stati anche citati nell'ordine Calvino, Sciascia e Garcia Marques. Tutto per ribadire la gravità della decisione di dimettersi dall'incarico di presidente dell'assemblea comunicata da Daniele Petrucci sabato scorso dopo la sua elezione a sorpresa con i voti della minoranza. Alla fine il voto e l'elezione di Inga che ha subito rassicurato tutti sulla sua volontà di esercitare la delicata carica con la massima moderazione.Prima c'erano stati tra gli interventi due comunicazioni degne di nota: la prima di Scanagatti che aveva confermato ufficialmente per Michele Faglia il ruolo di portavoce dell'opposizione, il quale dal canto suo ha chiesto al sindaco garanzie per il futuro di Monza come "Città della Pace". Un futuro minacciato, pare, dall'assessore Romeo che ha iniziato a togliere dalle strade le targhe che definiscono così la capitale brianzola.I leghisti come vanno al potere cominciano subito a togliere dai muri quello che li infastidisce: il sindaco di Verona ha tolto il ritratto del Presidente Giorgio Napolitano, Romeo le targhe sulla Pace. Il prossimo appuntamento col Consiglio comunale dovrebbe essere per venerdì prossimo, alle ore 20. Ordine del giorno: Linee programmatiche del sindaco.

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Spoils system nelle società comunali

E' cominciato a Monza lo spoils system nelle aziende e società controllate dal Comune. Il primo amministratore a cui è stata comunicata da Mariani la revoca del mandato, è Piercarlo Beretta, Presidente di ALSI Spa, il consorzio proprietario dell'impianto di depurazione di San Rocco, molto contestato dagli abitanti del quartiere per i suoi irrespirabili miasmi. Il manager, che si era anche candidato alle ultime elezioni amministrative sotto le insegne della lista Faglia, ha già convocato per il 28 giugno prossimo un CdA a cui l'intero vertice della società molto probabilmente  si presenterà dimissionario. Piercarlo Beretta non era molto amato a San Rocco e nemmeno a Monza; nel segreto dell'urna, infatti, pare abbia raccolto in tutto solo 13 voti. Lo spoils system nelle aziende comunali non è però un'invenzione di Mariani. Nel 2002 Faglia non aspettò 15 giorni per chiedere la revoca di tutti gli amministratori delle società controllate. Un precedente che evidentemente  ha fatto scuola

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Mariani, adelante...si puede

La giunta Mariani ci riprova, dopo la falsa partenza della settimana scorsa. Domani mattina è convocato per la seconda volta il Consiglio comunale con un nuovo ordine del giorno. Rimandata la nomina della Commissione Elettorale, l'assemblea prenderà atto formalmente delle dimissioni del Presidente, Daniele Petrucci, eletto sabato scorso a sorpresa da cinque franchi tiratori di Forza Italia che hanno cercato e trovato sponda nella minoranza. La figuraccia (un chiaro avvertimento diretto a Paolo Romani) ha provocato le ire del neo sindaco, che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) imposto a muso duro le dimissioni di Petrucci e la ricandidatura del malcapitato Domenico Inga. Intanto, dentro il Palazzo (vedi nella foto d'epoca dell'archivio di Giuseppe Motta), si dice che gli eletti del Centro Destra monzese stiano dando spettacolo. Consiglieri che fanno fuoco e fiamme per ottenere, in virtù del loro alto incarico, un telefono cellulare "di servizio", a spese naturalmente dei cittadini. Neo assessori che litigano furiosamente per l'assegnazione degli uffici e relativa mobilia (il più ambito sembra essere quello appartenuto a Marrazzo), e siamo appena agli inizi. Insomma, il Circo Barnum ha montato il tendone in Piazza Trento&Trieste e il divertimento è assicurato. Ma per i monzesi non sarà gratuito.Purtroppo.

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L'Uomo della Provvidenza

Roma, 17:59PD: Veltroni a colloquio con Prodi a Palazzo ChigiQuesto il titolo trepidante di Repubblica.it. Secondo l'editore del giornale partito del centro sinistra questo è il problema che tiene col fiato sospeso gli italiani. Siamo tutti un fremito.

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Kabul: Hanefi è libero

Dopo una carcerazione durata tre mesi, Rahamatullah Hanefi, collaboratore di Gino Strada e mediatore del sequestro Mastrogiacomo, è definitivamente, e finalmente, libero. Lo riferisce il sito di Peacereporter, legato a Emergency. Il manager dell'ospedale dell'associazione umanitaria a Lashkargah, tenuto in prigione dai servizi di sicurezza afgani, dopo la liberazione del giornalista italiano, ha lasciato oggi il carcere di Kabul. "Sono vivo", ha detto in lingua pashtu a Gino Strada che lo ha atteso all'uscita con una macchina, "sto bene", ha aggiunto in italiano e ha infine esclamato: "Thank you italian people". Per la sua liberazione in Italia erano state raccolte dal sito di Repubblica oltre 32mila firme.

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Ma Mariani ci sa fare?

Ieri nell’aula del Consiglio comunale di Monza mi sono divertito, ma anche immalinconito. Mi dispiace sempre vedere una brava persona presa per i fondelli da quelli che credeva suoi amici e alleati. Stavo seduto immediatamente dietro Roberto Scanagatti e ho potuto seguire bene tutte le manovre della nuova opposizione che nella vicenda dell'elezione a sorpresa di Petrucci si è mossa con consumata abilità, dimostrando abbondantemente di saperci fare. Davvero professionali, tempi perfetti, interventi brevissimi e mirati, nemmeno una sbavatura, insomma chapeau. Il gavettone scientifico al centro destra, evidentemente preparato da giorni con i cinque franchi tiratori della maggioranza, è stato di un’eleganza magistrale. Davvero da manuale. Una cosa mi ha soprattutto colpito della vicenda: l’ingenuità di Mariani, che è persino andato a scusarsi con Faglia per non averlo consultato, dopo che questi aveva annunciato l’astensione dell’opposizione all'elezione del Presidente del consiglio, ignorando che gli avevano già armato la trappola e pregustavano la sua figuraccia che rendeva evidente la fragilità della maggioranza, e dunque dell’accordo che stava sotto la sua elezione. Mariani sembra non rendersi conto di essere stato usato molto biecamente, lui e il suo sincero amore per Monza, e di trovarsi a interpretare una parte che non era quella che probabilmente si aspettava. Se i suoi compagni di strada si sono permessi di buttarglielo in faccia così platealmente fin dalla prima seduta vuol dire proprio che non lo tengono in alta considerazione. Il collega che mi stava seduto a fianco nel banco dei cronisti e lo conosce bene, uscendo alla fine della seduta, mi ha detto: “Ci è rimasto molto male, gli è venuta improvvisamente la faccia triste e stanca, adesso vedremo se tirerà fuori dall’armadio il vecchio Mariani e saprà metterli in riga. Non sarà facile, quelli dimostrano di non essere per niente cambiati. Sembra di rivedere le stesse scene già viste con Colombo”. Marco Maria Mariani ha fatto la sua campagna elettorale contro Faglia affermando: “E’ ora di cambiare, scegli chi sa fare”. I cittadini monzesi  hanno scelto, ma adesso è lui che deve dimostrare di saperci fare.

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Uniti si vince

Forza Italia-Mariani, 1 a 0. Finisce così, con la maggioranza che affonda clamorosamente alla prima prova del voto in Consiglio Comunale, la seduta inaugurale della nuova amministrazione di Marco Maria Mariani. Un fulmine a ciel sereno che ha colpito il neo sindaco, rovinandogli la festa, quando questa mattina l’assemblea monzese ha votato per l’elezione del Presidente del Consiglio designato, il forzista Domenico Inga  che è stato invece bruciato a sorpresa dalle tensioni che evidentemente ancora attraversano il suo partito. Il rombo di tuono risuonato nell’aula è stato fortissimo e Mariani non l’ha certo gradito. Fino a quel momento a Palazzo tutto era andato liscio sotto la guida del consigliere anziano Ghezzi: nomina dei consiglieri, giuramento del sindaco, candidatura di Inga a presidente dell’assemblea. A quel punto l’opposizione, per bocca di Faglia, annunciava l’astensione perché “non era stata consultata” e si andava al primo voto a scrutinio segreto. Mentre i commessi preparavano le schede Mariani ha raggiunto tra i banchi l’ex sindaco e si è scusato dello sgarbo istituzionale: “Hai ragione, dovevamo farlo, ma gli altri mi avevano detto che nel 2002 non li avevate consultati..” (cosa non vera ndr). Al primo voto Inga non raccoglieva i voti sufficienti. Si prepara la seconda votazione per la quale ne bastavano 21, ma è qui che è scattato l’agguato. Quando l’ultima scheda entra nell’urna Roberto Scanagatti, che dall’inizio della seduta manovrava i suoi consiglieri come un esperto generale sul campo, si è girato verso la stampa e ha avvertito: “Adesso ci divertiamo, gli facciamo vedere noi come si fa politica”. Quando sono stati letti i risultati dello scrutinio è infatti stato eletto al suo posto il consigliere Daniele Petrucci del Mida che ha raggiunto i 21 voti, 16 dell’opposizione che gongolava, e cinque franchi tiratori della maggioranza. Sconcerto sui banchi della Giunta e proclamazione del nuovo Presidente che faticosamente (la sua nota balbuzie era peggiorata dall’emozione) ha iniziato a dirigere i lavori dell’aula, mentre dal pubblico qualcuno esclamava: “sadici”, rivolto ai banchi dell’opposizione. A quel punto la maggioranza ha chiesto la chiusura dei lavori rimandando alla prossima seduta l’elezione della commissione elettorale e provocando l’opposizione irridente della minoranza che ha  maramaldeggiato con molto garbo sulle evidenti difficoltà del centrodestra. Difficoltà ammesse dal sindaco stesso che prima di congedare tutti ha preso la parola per segnalare il suo malumore nei confronti dei "suoi" consiglieri. Nel pistolotto Mariani ha ricordato la sua precedente esperienza e in particolare (guarda un po’) le “accese, ma leali e aperte discussioni” avvenute in occasione del dibattito sul Piano Regolatore Benevolo, per riaffermare che lui preferisce “la buona fede di chi non è d’accordo, ma ci mette la faccia, a chi si nasconde, fa gli agguati e crea inutili pasticci”. Poi si è rivolto all’opposizione riconoscendo ai precedenti amministratori che ne fanno parte, di avere offerto subito collaborazione e disponibilità alla quale lui ha risposto “sì a 360°” e ha dichiarato pubblicamente la sua “gratitudine” a chi vorrà aiutarlo a capire meglio quello che si stava facendo “perché a costruire si fa una fatica enorme e io non voglio demolire niente di quanto di positivo è stato fatto”. Mariani ha concluso facendo gli auguri ai nuovi e vecchi consiglieri ai quali ha raccomandato di “usare la testa prima di schiacciare il bottoncino”. Insomma, visto l’aria che tira Mariani cerca di tenersi buona l’opposizione che appare fin dalla prima prova dell’aula più affidabile della sua maggioranza. Se il buongiorno si vede dal mattino…

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Gay Pride con "patrocinio limitato"

Un altro sabato "a due piazze", un'altra grande manifestazione popolare che lacera il tessuto già malandato del governo di centro sinistra e rende davvero improbabile e fantomatico il futuro del Partito Democratico che si vorrebbe creare mescolando insieme i residui delle sinistre ex democristiane ed ex comuniste. L'appuntamento fatale per Fassino e Rutelli è quello col Gay Pride in agenda domani a Roma dove è previsto l'arrivo da tutta Italia di 100mila persone. Da una parte a tirare la coperta corta della maggioranza ci sono i teodem - capofila i duri e puri, come la senatrice brianzola Emanuela Baio Dossi, la senatrice Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione un attacco alla famiglia e ai principi fondanti della società.   Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio alla manifestazione, ma ridotto, "all'evento e al corteo",  non alla piattaforma politica del Gay Pride. In mezzo tra le due sponde sempre più lontane della maggioranza, c'è il popolo omosessuale che arriva all'appuntamento di Roma con una piattaforma molto precisa: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alla famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; denuncia "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero", cioè il Vaticano.

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Un deputato all'Urbanistica

Paolo Romani sarà l’assessore all’Urbanistica della giunta Mariani che si insedierà ufficialmente sabato prossimo a Monza.  L'annuncio è stato dato stasera con una conferenza stampa e non c'è di che stupirsi. E’ stato infatti il parlamentare di Forza Italia, già uomo-azienda di Silvio Berlusconi, a promuovere, organizzare e gestire il consenso politico necessario alla candidatura Mariani. Il nuovo Consiglio Comunale, uscito dalle recenti elezioni amministrative, è convocato in sessione straordinaria sabato 16 giugno alle ore 9,00 e in quella sede Romani assumerà l'incarico. L’ordine del giorno, infatti, prevede: convalida degli eletti, giuramento del Sindaco, elezione del Presidente del Consiglio, presentazione della Giunta, nomina della Commissione elettorale comunale. La scelta del Presidente è molto importante per garantire la qualità del dibattito, il rispetto dei regolamenti e dei diritti dei consiglieri, l’attività del Consiglio comprese le riunioni dei Capigruppo. La nomina di Paolo Romani ha colto di sorpresa il centro sinistra monzese che non se l'aspettava. Ciò dimostra che l’ex maggioranza che sosteneva Faglia non era al corrente del ruolo chiave giocato dal deputato di Forza Italia nell’accordo politico "ad alto livello" che ha dato il via libera alla candidatura di Mariani, non prevista nè gradita dal centro destra locale, come la proliferazione di liste civiche ha ampiamente dimostrato. Un accordo, i soliti "bene informati" ne favoleggiano da mesi, che sarebbe nato nello studio di un famoso avvocato (già impegnato in politica) che avrebbe convinto Romani ad adoperarsi per ottenere l’appoggio del Cavaliere alla candidatura di Mariani, a fronte evidentemente di un patto sull'Urbanistica di cui lo stesso Romani sarà il garante come la nomina lascerebbe intendere.E il patrocinatore della causa di Mariani cosa avrebbe ottenuto in cambio dei suoi buoni uffici? Elementare dicono gli instancabili mormoratori; la prestigiosa candidatura  a Presidente  del centro destra alle elezioni provinciali brianzole del 2009.

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"Vai, facci sognare" compraci una banca

Ma di quali comunisti parla Berlusconi, quando dal palco del suo comizio mette in guardia gli italiani contro il quasi bollito centro-sinistra guidato da Prodi? Oggi chi ancora credeva ci fosse rimasto almeno un comunista nei DS identificandolo con lo sguardo sprezzante e il baffetto d'acciaio di Massimo D'Alema si deve rassegnare. Il sogno proibito del più leninista dei dirigenti politici della sinistra era diventare padrone di una banca. Non di svaligiarla con un manipolo di Guardie Rosse, no; lui  sognava di comprarsela grazie ai buoni uffici di Consorte, i soldini delle Coop  e sottobraccio al "compagno" Ricucci. Questa sconvolgente rivelazione ci è stata confermata dalla trascrizione di una telefonata del luglio 2005 nella quale l'attuale ministro degli Esteri disse all'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte che gli chiedeva se poteva andare avanti con l'operazione BNL: "Vai, facci sognare". Replicava Consorte: "E' uno sforzo mostruoso, ma vale la pena a un anno dalle elezioni". Già le elezioni, a questo doveva servire la banca e si sa, una banca val bene un Ricucci, il quale chiedeva a Consorte "datemi una tessera, non ce la faccio più". E noi che ci eravamo illusi..

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L'opposizione degli architetti.

In attesa che il nuovo sindaco di Monza sciolga la riserva su chi dovrà occupare la delicata poltrona dell’urbanistica, maggioranza e opposizione hanno già iniziato a fronteggiarsi su questa spinosa materia e in particolare sul campo (delle cento pertiche) del nuovo Tribunale, che sembra proprio essere il primo dei numerosi progetti di Faglia che la nuova giunta intende cambiare. Il confronto è avvenuto ieri nel corso di un incontro su questo tema promosso dai magistrati monzesi al quale però non hanno partecipato né l’ex sindaco né il suo assessore al territorio, ma solo l’ex vicesindaco, Scanagatti. Marco Mariani ha confermato quello che aveva già accennato in campagna elettorale e cioè che per lui è meglio spostare ancora il Tribunale alla ex Fossati Lamperti; una scelta che egli, allora sindaco, fece negli anni ’90 acquistando a questo scopo la grande area dimessa. Il suo successore Colombo cambiò idea e decise di spostare il Tribunale alla Caserma IV Novembre, dando vita alla saga del Rondò dei Pini, che Faglia concluse  decidendo invece di lasciare il Tribunale al suo posto e acquistando l’adiacente area di via Solera. Adesso che Mariani sembra deciso a tornare al suo progetto originario, l’ex assessore, oggi consigliere di opposizione, Alfredo Viganò, lancia l’allarme e chiama il centro sinistra alla mobilitazione. Secondo lui il Tribunale deve rimanere in centro per motivi culturali, sociali, economico-commerciali, amministrativi (costi di realizzazione), urbanistici e dulcis in fundo, ambientali. A parere di Viganò, infatti, costruire un Tribunale in un'altra zona vorrebbe dire realizzare un “nuovo ecomostro”, ma soprattutto vorrebbe dire turbare il “suo” PGT con non ben precisati “costi e perdite dei privati”. L’opposizione degli architetti è cominciata.

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