Politica

DS: piccoli omicidi tra compagni

Considero Giuseppe  Civati l'uomo politico migliore di cui la sinistra democratica dispoga oggi nel Nord Milano. Lo era già probabilmente nel 2002 quando guidò la battaglia elettorale che portò la sinistra alla vittoria storica contro Radice e in questi cinque anni ha dimostrato di essere ancora cresciuto in competenze e capacità. Purtroppo il suo partito sembra non apprezzare le sue qualità, come in Italia spesso capita ai migliori, in tutti i campi. Per rimanere al calcio basti ricordare i casi di Rivera, Baggio e Del Piero, che non a caso è il suo idolo. Che i Ds di Milano e Provincia siano un partito destinato allo sfacelo più vergognoso non è una novità. Chi non ha le fette di salame sugli occhi ne è cosciente da tempo e non si meraviglia più di tanto se i vertici locali della Quercia pur di autoconservarsi si comportano in modo assurdo e autolesionista. Ma quello che sta accadendo oggi al segretario monzese dei Democratici di Sinistra supera qualsiasi immaginazione. Il partito è affondato in tutto il Nord Milano per motivi anche locali, ma soprattutto nazionali, e solo a Monza si cerca di addebitare la sconfitta a Giuseppe Civati. Dopo averlo escluso dalle candidature e dopo averlo emarginato e boicottato in tutti i modi, questi cialtroni cercano adesso di addebitargli il loro fallimento, per farlo fuori definitivamente e non trovarselo tra i piedi nel futuro Partito Democratico. Leggere per credere dal blog di Giuseppe Civati.Vorrei rassicurare le numerose mosche cocchiere che si sono fatte vive in questi giorni: sono uno di quelli che quando perde, anche se le responsabilità sono di altri, tende a scusarsi e ad andare a casa. In questi ultimi due anni, ho potuto ammirare una vasta gamma di fenomeni di dubbio gusto: nel 2005 sono stato accusato di aver preso troppi voti e per questo spesso emarginato; nel 2006 ci hanno lasciato a piedi con il parlamentare monzese o brianzolo che chiedevamo (si trattava di un posto solo su trentasei eletti in Lombardia dall'Ulivo) e sono stato l'unico a denunciare questa vergogna, lasciando tutte le cariche del partito di cui faccio parte, proprio perché non ero riuscito a imporre la nostra posizione; nel 2007, dopo essere stato eliminato tipo Grande fratello e senza alcuna spiegazione da tutti ma proprio tutti gli organismi dirigenti dei Ds e del futuro Pd, ho fatto fino in fondo la campagna elettorale per Michele Faglia (pur non essendo candidato, per le note ragioni che in molti conoscono) e ora qualcuno sostiene che sono da individuare quale principale responsabile della sconfitta. Non credevo di essere così decisivo (anzi, non lo sono proprio mai stato considerato quando si trattava di celebrare vittorie), ma ribadisco: mi assumo tutte le responsabilità. Farò il consigliere regionale fino alla fine del mandato - a meno che qualcuno non voglia sollevarmi anche da quell'incarico - e poi mi dedicherò ad altro. Perché le mosche cocchiere si possono anche sopportare: ma non quando sono troppe, né troppo a lungo.

ForumMonza: 

DS, autopsia di una sconfitta

L’autopsia di ieri sera, con i militanti dei DS convocati dai dirigenti alla Sala Maddalena attorno al cadavere della giunta Faglia, per discutere e capire le ragioni del decesso elettorale del centro sinistra, non sembra aver prodotto un referto molto diverso da quello già contenuto nelle dichiarazioni rilasciate a caldo dei leader del partito più forte della coalizione. L’Ulivo ha perso quasi dieci punti rispetto alle politiche di un anno fa e il 6% rispetto al 2002 – hanno scritto i DS in un documento distribuito ai militanti initolato "La sconfitta più amara" -. Un dato simile a quello di tutte le città del Nord dove hanno prevalso i temi nazionali su quelli locali. I voti in meno sono stati dragati dalla Lista Faglia, ma non hanno sostituito quelli perduti dalle liste civiche, la cui uscita di scena non era stata prevista. I mezzi messi in campo da Berlusconi per riprendersi Monza sono stati dieci volte superiori a quelli messi in campo dal centro sinistra , affermano i responsabili dei Ds, e la comunicazione elettorale è stata inadeguata. Non solo in termini quantitativi, ma anche in termini di strategia, perché costruita su sondaggi che si sono rivelati sbagliati.I Ds nel loro amaro “bilancio” ammettono l’incapacità i ribattere alle “strumentalizzazioni” del centro destra (così definiscono le proteste sul depuratore di San Rocco che hanno fatto perdere molti voti all'Ulivo nel quartiere più rosso di Monza) e l’errore di puntare sulle realizzazioni di basso profilo, quali i dossi e le piste ciclabili a cui è stato ridotto nella comunicazione l’operato della giunta Faglia. Una comunicazione, inoltre, che per i contenuti e le forme scelte ha finito per rivolgersi quasi esclusivamente ai propri elettori e non a tutti i cittadini. Insomma si è insistito con una campagna localista senza tenere conto di quel che accadeva a Roma. Inoltre si è puntato sulla carta della Cascinazza senza valutare correttamente il suo valore “mobilitante” che si è rivelato uguale a zero, visti i risultati ottenuti nelle circoscrizioni vicine a quell’area. I leader Ds prendono atto (con molto ritardo) che i “terzi” sono scomparsi, ma nell’analisi che registra l’uscita di scena di Mosca, non c'è un cenno di autocritica; quelli che tre anni fa avevano rotto con lui senza preoccuparsi delle conseguenze, oggi sembrano voler dare al capo di Insieme per Monza buona parte della colpa della loro sconfitta al primo turno.Da dove ripartire, si chiede la segreteria dei DS, che ieri sera si è doverosamente presentata dimissionaria? Da un’opposizione “di governo” da portare avanti in consiglio comunale per difendere quanto è stato fatto in cinque anni, dalla promozione di un’attività di informazione e denuncia dell’operato della nuova giunta, anche in vista delle elezioni provinciali del 2009, dalla nascita del Partito Democratico sui temi emergenti del dibattito politico nazionale, sulla Festa dell’Unità da promuovere con la federazione provinciale brianzola, ma soprattutto su un forte ricambio dei dirigenti politici.

ForumMonza: 

Perché Faglia non è più sindaco?

Per cercare di rispondere a questa domanda occorre anzitutto ricordare che l’elezione di Faglia nell’estate del 2002 fu il frutto di una serie di incredibili coincidenze a suo favore: la politica suicida della CdL, che non ripresentò né il precedente sindaco né i precedenti assessori ricorrendo ad un candidato esterno alla città, il ballottaggio raggiunto in extremis per una manciata di voti, l’appoggio di Mosca e di IxM con il suo lusinghiero risultato, la Lega che corse da sola al primo turno, insomma una congiunzione astrale di quelle che si ripresentano ogni mille anni. Ciò avrebbe dovuto indurre Faglia e i suoi sodali ad essere assai più prudenti nella valutazione di un’eventuale rielezione, perché era evidente che i loro avversari non avrebbero rifatto i medesimi errori, né si sarebbero ripresentate le medesime condizioni. Se vogliamo poi esaminare più a vicino i motivi del perché Faglia ha perso (ovvero, in altri termini, perché una consistente parte di coloro che lo avevano votato nel 2002 hanno fatto altre scelte) credo se ne possano indicare almeno tre.1) Certamente ha contato lo scarsissimo credito che gode in questo momento il governo ulivista nazionale così come nelle scorse settimane tutti i sondaggi rivelavano. E la cantilena che si trattava di elezioni amministrative e non politiche conta assai poco quando c’è sempre più gente che fatica ad arrivare alla fine del mese e spegne la TV quando vede il faccione di Prodi che li rassicura sul “risanamento” o che convoca l’ennesimo vertice tra i suoi litigiosissimi ministri. Che questo motivo sia centrale lo dimostra anche il fatto che non si è trattato di uno scivolone locale, ma che in tutta la Lombardia e in buona parte del Norditalia l’Ulivo abbia arretrato enormemente le sue precedenti posizioni. E siccome non ci voleva molta fantasia a capire che aria tirava, non ho francamente compreso la mossa ulivista di invitare a Monza in ridicola parata i propri leader nazionali (da Fassino a Rutelli, da Veltroni a Pecoraro Scanio e altri ancora) facendo così il gioco della destra che ha invitato ben due volte Berlusconi e poi tutto il suo stato maggiore, da Fini a Casini alla Mussolini e ha subito gettato la partita sul “politico” andante. Fossi stato nei vertici del centrosinistra locale avrei evitato come la peste che i leader ulivisti nazionali venissero a Monza, perché così facendo schiacciavano il governo locale su quello nazionale, col bel risultato di non guadagnare neppure un voto ma di perderne molti tra coloro che ne traevano l’equazione Faglia=Prodi.2) Un secondo motivo, che pochi considerano ma a me pare importante, è la rottura con Mosca e l’uscita di IpM dalla coalizione. Si dirà che anche con Mosca e il suo 2,6 % Faglia avrebbe perso lo stesso, ma non è così. Questo perché la riproposizione dell’ alleanza Faglia+Mosca avrebbe puntato l’attenzione degli elettori sul carattere di “alleanza civica” della coalizione e sui risultati amministrativi eventualmente conseguiti, sottraendo spazio al confronto puramente “politico” che vedeva il centrosinistra perdente. E anche qui, senza voler riaprire una querelle infinita sui motivi di quella scelta, il centrosinistra locale non solo non ha capito la gravità di quella rottura, ma anzi alcuni mi sono sembrati, all’epoca, quasi “sollevati” che quel “rompiscatole” se ne fosse andato e hanno badato più a far ponti d’oro a qualche transfuga che non a capire che così iniziavano a scavarsi la fossa. Mosca e IpM andavano tenuti all’interno della coalizione oltre ogni ragionevole limite perché assicuravano settori di elettorato che un centrosinistra tradizionale non avrebbe mai coperto.3) Infine, last but not least, lo scontento per alcune scelte della giunta Faglia tra i suoi precedenti elettori (nonostante l’ex sindaco non se capaciti…). E non mi riferisco a quelle critiche che alcune volte rimbalzano sui forum nostrani (mancato abbattimento delle sopraelevate, progetto Carbonara, politica culturale modesta, ecc.) che in fondo toccano piccole élites intellettuali ma a quella che è la madre di tutti gli errori, ovvero il “cantinone” di Piazza Trento. Farsi trovare alle elezioni col “buco” aperto, i lavori fermi per anni, due Natali consecutivi col centro che sembrava Beirut ha aperto un solco incolmabile tra Faglia e una buona parte dei commercianti che nel 2002 gli diedero la fiducia. Se proprio si voleva fare quell’opera si doveva cominciare l’iter nel primissimo periodo del mandato, rinunciando magari al vezzo tutto intellettuale del “concorso internazionale” che fece perdere molti mesi, e soprattutto si doveva assolutamente evitare di muovere anche una sola pietra prima che il contenzioso con gli ambulanti non arrivasse a sentenza tombale. E invece, vinto il primo grado a Tar, Faglia e la sua giunta hanno fatto una mano a poker, contando che la cosa sarebbe finita lì, cominciando i lavori (“bella” anche l’idea di tagliare subito gli alberi, un taglio assolutamente non necessario nella fase iniziale dei lavori ma dall’alto significato simbolico…) e trovandosi poi una sentenza avversa da parte del Consiglio di Stato e il blocco dei lavori per quasi due anni. Quanti i voti persi con queste astute mosse? Migliaia direi, e non solo tra coloro che in centro lavorano. A recuperare i quali non serviva certo la “difesa” ad oltranza della Cascinazza, un tema che scalda una percentuale minima di monzesi e per altri è solo frutto di una ritorsione politica nei confronti del proprietario. Infine: da qualche tempo ho trasferito la mia residenza fuori Monza e quindi sapevo di non andare a votare né per Faglia né per Mariani né per Mosca. Questo mi ha permesso di assistere a queste elezioni come “osservatore” e non come “pasdaran” di questo o di quell’altro. Il mio necessario distacco dagli avvenimenti, un vero e proprio “effetto di straniamento”, permette alle volte di arrivare molto più vicini alla verità che non la partigianeria più sfrenata. Se mi è permesso farlo, lo consiglierei ora ai molti afflitti del mondo ulivista.

ForumMonza: 

Gente che va, gente che viene..

Cambio della guardia a Palazzo. Metà della giunta uscente passa ai banchi dell'opposizione e si prepara a cambiare ruolo. Il neo-sindaco Mariani si è insediato e ha già firmato il suo primo documento, la proroga del contratto di concessione dell'Autodromo, che è stato prolungato di altri 4 mesi per confrontarsi con Letizia Moratti e stabilire i termini del rinnovo. Donna Letizia, come è noto, vorrebbe limitare il periodo a tre anni mentre Mariani nel suo programma elettorale parlava addirittura di 20 anni, di restauro di tutte e due le sopraelevate e di altri investimenti per rafforzare l'impianto da lui considerato fondamentale per Monza. L'ex sindaco Faglia, invece, sembra intenzionato a fare il capo dell'opposizione. Dopo una notta agitata e un principio di smarrimento, ha deciso di calarsi nella nuova parte e ha dichiarato che se Mariani farà marcia indietro su alcuni punti qualificanti della sua ex amministrazione "temi come la cooperazione internazionale, la pace, la città delle bambine e dei bambini o gli indirizzi culturali" la sua opposizione sarà intransigente. Se poi il nuovo sindaco oserà toccare la Cascinazza ne vedremo delle belle: "Sono pronto a incatenarmi sui banchi del Consiglio comunale" ha avvertito. La nuova maggioranza in queste ore è impegnata a risolvere il difficile e delicato dossier delle nomine. Tutti si chiedono cosa farà Carugo che è stato inviato da Formigoni a Monza e al quale l'elettorato di CL ha garantito una gran messe di voti. Che sia lui il candidato alla poltrona rovente dell'Urbanistica? L'opposizione, o meglio il segretario del suo partito più forte, sembra invece orientata a puntare le sue carte sulla chimera del Partito Democratico. Pippo Civati è deciso a proporre questa sera ai suoi iscritti e militanti, riuniti a tambur battente alla Sala Maddalena, la costituzione di un gruppo unico in consiglio comunale tra Ulivo e Lista Faglia e un percorso a tappe forzate per la fondazione a Monza del nuovo soggetto politico.

ForumMonza: 

PD, Provvidenza e miracoli

Da Repubblica del 30/5/2007: "I numeri dicono che nelle sette province al voto l'Ulivo perde mediamente l'8,4% rispetto a cinque anni fa. La sinistra radicale lascia sul terreno circa il 3 per cento dei consensi. Ad Ancona Ds e Dl arrivano al 30 per cento dei consensi, una percentuale che cinque anni fa era stata raggiunta dai Ds da soli. A Como l'Ulivo perde il 7% e la sinistra radicale il 4%. A Genova il Pd perde il 9 per cento e la "Cosa Rossa" l'1 per cento. A La Spezia Ds e Dl perdono il dieci per cento secco. E a Vicenza, nonostante le marce e le battaglie contro la base militare, la sinistra radicale esce dimezzata: dall'8,2% al 4,3%." Cosa potrebbe accadere in un futuro ravvicinato, visto quel che è accaduto e sta accadendo? Che da una parte il Pd - proprio per come sta nascendo - non allarghi il suo consenso ma, addirittura, lo restringa e dall'altra la Nuova sinistra, formata dalla somma delle tante sinistre di vecchia data o di nuovo conio (fuoriusciti DS ecc,) diventi essa stessa residuale.Per ora infatti i dati, anche se relativi  ad una tornata amministrativa e non direttamente politica, ci dicono questo: il Pd è partito male e non ha l'appeal che i suoi fondatori pensavano avesse e la Nuova sinistra sembra probabilmente, a molti elettori che vi avrebbero dovuto far riferimento, realisticamente inadeguata ai compiti. Di qui i risultati elettorali che, soprattutto al Nord, ma un po' ovunque, segnalano che non si sta avviando il percorso atteso da chi non si riconosce nel centrodestra e nel centro UDC  e, neppure, vuol rassegnarsi all’astensionismo mugugnante. E come potrebbero aver fiducia tutti costoro se le strategie - quando fortunosamente s’intravedono  - appaiono confuse e prima di esse sembra venire, ancora una volta, la distribuzione delle poltrone col bilancino? E la contesa si incentra su quelle?In una situazione in cui l’affidabilità del personale politico è, nel senso comune, ridotta a livelli minimi lo si chiama a far da testimonial di una offerta politica fumosa. E neppure chi si dichiara interessato ad altre prospettive di sviluppo del PDpropone alternative efficaci, se non per se, forse. Nel Pd ingessato alla nascita, infatti,  le componenti femminili e giovanililamentano la loro esclusione dal Comitato per la costituente e reclamano giustamente accessi e posti adeguati: ma come lo fanno? Ciascun per sè, i giovani da una parte (Sofri List), le donne dall'altra: chissà poi che vengano i pensionati, le casalinghe, i lavoratori autonomi, le badanti , le colf e i trans e via dicendo, in una indedità riedizione del corporativsmo del fascismo sociale. Ciascuno con la sua quotina o la sua procedura d’accesso dedicata (ingresso riservato, posti limitati).Nessuno - o quasi - di costoro che si curi (con la dovuta forza d’impatto che pure sarebbe consentita dai numeri che tutti assieme rappresentano) non di assegnare quote e procedure riservate d’ingresso a questo o a quello, ma di costruire i meccanismi che rendano il nuovo partito veramente democratico nelle modalità di accesso e di formazione dei gruppi , ad ogni livello. Sarebbe curioso un Partito democratico che riproponga i percorsi di formazione dei dirigenti e delle strategie politiche propri della politica precedente, anzi, a volte ancora più rigidi. E invece potrebbe accadere: sia nel Pd che nella Nuova sinistra in troppi sanno di essere, personalmente, all’ultima spiaggia e dunque la battigia sulla quale gli altri cercan di sbarcare è strenuamente presidiata e difesa. Chi la potrebbe forzare? I risultati elettorali dimostrano, purtroppo, che la società che dovrebbe premere per ottenere un partito diverso assiste, si ritrae, comincia a guardare altrove. Il nuovo partito dovrebbe autoriformarsi da se: come sarà possibile, se qualcuno o qualcosa di esterno non spinge in questa direzione, dando forza a chi - anche da dentro - vuole davvero la stessa cosa? E' penoso che - persino dopo i risultati elettorali conseguiti che rendono la situazione precaria del Pd evidente ed allarmante,  non si trovi dimeglio cheavvitare il dibattito sull'accelerazione per trovare il nuovo leader capace di far da testimonial alla promessa di rinnovamento.L'Uomo della Provvidenza, insomma (Veltroni o un altro): forse, annusata l'aria che tira, s'è capito già che ci vuole un "miracolo"? E' per questo che, invece di avviare una riflessione seria sul tema della spiritualità "laica" e di quella religiosa - che non riguarda solo i Dico ma il senso di fondo dell'impegno civile e che potrebbe anche scoprire più di un puntoconcreto di incontro - qualcuno ha cominciato a rivolgersi a papa Ratzinger?

ForumMonza: 

Monza, il giorno dopo

Monza il giorno dopo. Gli sconfitti del centro sinistra si leccano le ferite e si guardano in giro per vedere cosa è rimasto in piedi. Cominciando dai numeri del futuro Consiglio comunale in cui entreranno una schiera di ex amministratori: secondo i primi conteggi nove eletti dell'Ulivo, cinque della lista Faglia, uno di Rifondazione comunista. Antonio Marrazzo, ex assessore alle opere pubbliche, supera le mille preferenze ed è il più votato. Con lui sono confermati l’ex vice sindaco capolista, Roberto Scanagatti, l’ex assessore Paolo Pilotto, Egidio Longoni, Rosario Montalbano, Maurizio Beghin, l’ex assessore Paolo Confalonieri, Sergio Civati e Carmine Bubba. Tra gli eletti della lista Faglia si confermano Boscarino,  gli assessori Rossi e Viganò, Elena Colombo e Massimiliano Dalla Muta. L’ex assessore Vincenzo Ascrizzi rappresenterà Rifondazione Comunista. In tutto la futura opposizione monzese potrà schierare 15 consiglieri che si confronteranno con i 25 eletti del centro destra. Intanto la sinistra comincia a esaminare e valutare la sua sconfitta anche se per le analisi politiche e le loro conseguenza si dovrà attendere ancora. L'impressione è che non sarà facile comprendere (ed ammettere), le ragioni del fallimento.Sul blog di Giuseppe Civati, il segretario dei DS che a queste elezioni è stato lasciato in panchina dal suo partito, si legge: “Abbiamo invece perso di dieci punti, dieci punti che non erano previsti….Colpa di una tempesta elettorale che ha coinvolto tutto il Nord, dove siamo andati malissimo più o meno ovunque, con dati che, se possibile, peggiorano il risultato delle politiche dello scorso anno….A Rho il centrodestra ci doppia, perdiamo a Carnate e in tutte le altre cittadine della Brianza. Soffriamo anche in città tradizionalmente nostre, a Sesto appena sopra il 50%, a San Donato al ballottaggio. Siccome però non siamo a Milano e qui siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità, dobbiamo riflettere su alcuni elementi che balzano agli occhi. A Cazzaniga, dove il voto è d'opinione, è stata una vera e propria disfatta. A San Rocco, ha certamente pesato la questione degli odori, benché Faglia avesse fatto il possibile per mitigarli e il consenso è sceso proprio nel quartiere in cui erano state realizzate più opere e più interventi. A San Donato, nonostante l'incubo Cascinazza, abbiamo perduto voti a favore della destra, che proprio per la Cascinazza si è tanto spesa in questa campagna. Soltanto a Cederna e a San Giuseppe i dati sembrano più confortanti. I limiti della nostra campagna elettorale evidentemente sono stati tanti, e sono il primo a volerli interpretare e comprendere. Lo faremo nei prossimi giorni”. Insomma non l'avevano previsto, non se n'erano accorti, colpa della tempesta elettorale..

ForumMonza: 

Sinistra all'opposizione, Domani è un altro giorno

Colpi di scena non sembrano più possibili e la partita a Monza sembra chiusa: Mariani e il centro destra hanno vinto al primo turno. Ai vincitori e agli sconfitti adesso tocca guardare avanti. Gli ultimi dati aggiornati alle 22.19 del Ministero dell'Interno danno ormai vincente Marco Mariani con il 52,4% mentre il sindaco uscente arriva al 42,7%. Monza ha deciso e dopo cinque anni di governo boccia il centro sinistra con un  verdetto inequivocabile del quale di deve prendere atto. I leader delle liste civiche Mosca e Moccia forse non entreranno nemmeno in Consiglio comunale, mentre l'Ulivo monzese, ma soprattutto DS e Margherita, escono da questa prova fortemente ridimensionati, raggiungendo insieme un risicato 20%. Nel 2002 solo i DS avevano raccolto oltre il 17%. La Lista Faglia ha rastrellato l'11% dei voti portandoli via  soprattutto a loro. Che farà da domani l'architetto prestato alla politica: tornerà al suo tiralinee o entrerà in consiglio comunale a fare il capo dell'opposizione? Ci sarà tempo per capire meglio.  Domani è un altro giorno.

ForumMonza: 

Proiezioni: vince Mariani al primo turno

Secondo la prima proiezione delle 16.30 il candidato del centro destra, Marco Mariani, avrebbe  conquistato il Comune di Monza al primo turno con il 56,4% dei voti e 8 punti di vantaggio su Michele Faglia, che si fermerebbe al 38,2%. Se la proiezione dovesse venire confermata anche dai risultati finali si tratterebbe per il centro sinistra monzese di una sconfitta clamorosa.

ForumMonza: 

Il Cantinone e i costi della politica

La vicenda di piazza Trento e Trieste sta diventando surreale e dimostra come la politica abbia esosi costi diretti  ma ancora più rischiosi costi indiretti e logiche del tutto particolari (al Nei un posto costa più che in piazza duomo). In un msg a questo forum Antonio De Cupis si dichiara essenzialmente interessato a che tutta la procedura di assegnazione dei posti auto  avvenga facendo ricorso a criteri trasparenti: per il resto, chi s'è visto s'è visto, siamo in Italia. Non so se la sua è apprensione da prenotazione incerta. Spero di no per lui, perché qui le certezze non esistono. Ancora di più: se  la domanda di posti dovesse superare l'offerta si aprirebbero orizzonti controversi per diversi motivi. Il primo è che negli atti ufficiali (bando e modulo di prenotazione) non ci sono proprio  criteri per compilare eventuali graduatorie se le domande di una categoria eccedessero da sole l'offerta. Chi prenota, prenota al buio sotto questo aspetto. La categoria dei proprietari residenti, per intenderci, potrebbe pigliarsi tutto, con tanti saluti alle altre categorie. Infatti, stante i pochi criteri attuali, solo una volta esaurite le loro domande si potrà passare  alla categoria successiva, e via dicendo. Se qualcuno avesse la curiosità di legger bene gli atti ufficiali,noterebbe anche che nulla impedisce a un proprietario di più appartamenti,  magari esercente anche un'attività professionale, di presentare tre prenotazioni tutteegualmente soddisfacibili : la prima per un posto auto come proprietario residente, la seconda come proprietario non residente, la terza come esercente attività. Se le domande della prima categoria, quella dei proprietari residenti, non esauriranno l'offerta, il fortunato signore di cui sopra - uno e trino - potrà veder soddisfatta anche la sua seconda domanda e così via. Guardate che l'ipotesi non è teorica:  ci sono già prenotazioni multiple, anche se nessuno lo dice, ne sulla stampa, ne sulle fonti ufficiali comunali e neppurenei partiti. Un silenzio singolare, no? E se in fase di prenotazione questo sta accadendo,  è fatto che la dice lunga anche su quanto i ceti e le persone interessate ritengano o meno conveniente l'operazione; su quali siano le loro disponibilità economiche; su quanto "alto" sia concretamente il costo del posto auto rispetto al mercato. Ne conseguirà anche che qualcuno che godesse di questa specie di prendi tre e paghi due destini, logicamente, uno dei due posti acquisiti a locazione (con annesso appartamento). Di quanto aumenterà il valore fondiario di quelle proprietà visto che si tratta praticamente di una concessione di posto auto più che vitalizia?  E di quanto anche l'affitto relativo? Credete che il prorietario non residente si "accontenterà" di un l'aumento dell'affitto pari al costo che deve sopportare per l'acquisto della concessione (300 euro annuali)? Non penso...Senz'altro, invece, tenderà ad avvicinarsi il più possibile - visto che di mercato si parla -   alla differenza tra quanto costa oggi nel centro storico la concessione del posto auto comunale e l'affittare un posto auto in uno dei garage o silos privati già  esistenti (almeno il doppio).Poichè questa è la situazione e io non sono Mao Tze Tung e dunque non godo del grande caos che pare esserci sotto il cielo monzese in fatto di cementi e parcheggi, mi sembra che qualcuno, finche si può, vi debba porre rimedio ( e se no la smetta di riempirmi di mail la posta elettronica e di santini la casella postale. E' stufo persino il mio tergicristallo). Non è che non gli si son fatte notare alcune macroscopiche incongruenze: se si gira altrove, vuol dire che gli stan bene. Perché tra l'esser sostenitori di Stalin e delle requisizioni forzate e il concetto di libero mercato sostenuto da questa amministrazione e dai suoi aficionados ci potrebbero almeno stare  comportamenti e metodi più avveduti ed equi.Gli altri cittadini monzesi, che comunque   già finanziano con le proprie tasse la gestione della città, acquisiranno certamente la possibilità di parcheggiare, a turno, nei posti rimanenti (più o meno la metà...), ma non credo saranno lororiservate condizioni di favore vagamente simili a quelle dei residenti in centro storico. Cosicché le buonanime finanzieranno in futuro l'operazione  3 x 2 anche con l'esborso del costo del parcheggio orario, nel caso volessero o dovessero recarsi in centro. Questo riformismo rovesciato  è tale  che il centrodestra, non fosse per la Cascinazza, sarebbe probabilmente il primo a sottoscriverlo. Anzi: nonostante la Cascinazza, lo sta di fatto sottoscrivendo visto che non ne parla proprio (abitano in centro storico anche loro? Perchè non spiegano agli esercenti non proprietari, fanalino di coda,  che per loro potrebbe non restar nemmeno un posto mentre qualcuno potrebbe farsene almeno due?). Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma spesso non si sbaglia.  Vedremo, anche dopo le elezioni. Chissà che tra i nomi degli acquirenti dei posti auto...

ForumMonza: 

Civati chiede: "Non votatemi"

Stasera chiude la campagna elettorale per le  amministrative di Monza. Il centrosinistra, con una occupazione senza precedenti della città, che dimostra il grande valore strategico attribuito dai partiti dell'Unione al governo della capitale brianzola; il centro destra con un comizio del Presidente della Regione, Roberto Formigoni, venuto ad appoggiare in extremis il candidato Mariani. Si chiude anche la lunga campagna elettorale fatta dal non-ricandidato Giuseppe Civati che ha lanciato a questo proposito sul suo blog l'inusuale messaggio "Non votatemi" ai tanti elettori di sinistra che in questi giorni lo hanno incontrato o gli hanno telefonato per garantirgli il loro voto. Evidentemente nessuno riesce proprio a comprendere perché il centro sinistra e soprattutto i DS si siano voluti privare di un tale elemento di forza proprio in una competizione decisiva come questa. "Non votatemi" chiede Civati ai suoi elettori, anche perché l'idea di travasare i suoi voti sull'altro Civati del centro sinistra non deve piacergli molto. Più che giusto: a ciascuno il suo.

ForumMonza: 

Pippo e il Partito Democratico

L'ultima trincea della battaglia politica che Giuseppe "Pippo" Civati, segretario dei DS di Monza. sta combattendo nella sua città è quella del Partito Democratico. Stasera a presentare Piero Fassino ai militanti dei DS e agli elettori del centro sinistra all'Arengario, non sarà lui, bensì Fabio Maggioni, segretario della locale Margherita. Una scelta simbolica e "creativa" che Civati ha fatto per informare il leader della Quercia che a Monza il PD è già nato e lui non se n'era accorto. Temo che Pippo si stia facendo trascinare dalla sua generosità oltre il raziocinio. Sul suo blog, il consigliere regionale monzese morde il freno e la voglia di correre gli ha ormai preso la mano, come si evince dalla lettura di questo suo ultimo messaggio: «Piero, ma metti qualche ragazzo, metti le donne. Fregatene della nomenklatura, quelli un posto ce l'hanno già». Così Goffredo Bettini a Piero Fassino, l'altra sera. Purtroppo non è stato ascoltato e il Comitato promotore del Pd sembra proprio quella fusione fredda dei gruppi dirigenti, quella sommatoria di Ds e Dl dei piani alti che da mesi ormai sentiamo esorcizzare più o meno da tutti. E' tutto così prevedibile che viene quasi da piangere. Perché non coinvolgere semplici cittadini, elettori delle primarie, sorteggiati in Friuli e in Sicilia, ad Aosta e a Taranto, qualche amministratore locale sconosciuto, un po' di giovani? E le donne, non dovevano essere la metà? E dovevano essere proprio 45 (che numero è, oltretutto)? E ci dovevano proprio stare Rovati e la sua carta intestata? E i focolarini (!) sì, ma gli ambientalisti no? L'età media è 57 anni (ma si può, dopo tutta la retorica che è stata versata sulla necessità di un ricambio generazionale?): un giovane partito con un grande futuro. Alle spalle. Le loro.

ForumMonza: 

Campagna continua

Apoteosi elettorale per il centro sinistra. Se qualcuno aveva ancora un dubbio sul fatto che a Monza l'Unione si gioca tutto, prenda nota di questa inusitata invasione di comizi vip: stasera Piero Fassino, segretario degli ex DS e plenipotenziario del futuro PD, alle ore 21 all'Arengario. Domani addirittura saranno attivi in città, fin dalle ore 18, ben cinque palchi della coalizione che sostiene Faglia. Il primo fisso all'Arengario dove parleranno Enrico Letta e Pierluigi Bersani, gli altri in piazza Santa Caterina da Siena, a Cederna, dove alle 21 suoneranno i Dadaiko; a San Rocco, nella piazza antistante il centro civico, dove si esibiranno i Chicabum! con musica e danze; presso i giardini di via Toscana con il ballo liscio; in via Sempione, con Stefano Vergani in concerto. Il sindaco  uscente e i rappresentanti della coalizione si alterneranno sui cinque palchi, attraversando tutta la città, e poi torneranno per il comizio conclusivo in piazza Roma alle 22.30.

ForumMonza: 

Box in saldo per elettori di pregio

Continua la polemica sul prezzo ridicolo richiesto dal Comune di Monza per l’affitto dei box del “cantinone”. La giunta Faglia ha deciso, infatti, di concedere l’affitto (in esclusiva ai residenti del centro storico) di un posto auto nel futuro silos di Piazza Trento e Trieste, al prezzo di circa 300 euro l’anno per i 90 anni della durata della concessione. Alle critiche la ricandidata giunta e la maggioranza che la sostiene, ha risposto con grande sprezzo del ridicolo che si tratta di "un prezzo di mercato" e nega di aver ceduto i box sottocosto. Ma quanto vale oggi un posto auto in affitto a Monza? Di certo molto di più e non c’è bisogno di ricerche di mercato per scoprirlo. Basta consultare le inserzioni relative a questa tipologia di immobili per verificare che oggi un box a Monza costa dai 1.300 euro l’anno in via Donizzetti (Ospedale Nuovo), ai 95 euro al mese di via Cavallotti (Buon Pastore). Insomma siamo a circa 4 volte di più. Alcuni esponenti del centro sinistra per difendere questa scelta hanno parlato di virtuoso, anzi doveroso, tentativo di calmierare il mercato. Ma la realtà è un’altra. Questa è un’operazione demagogica e scopertamente elettorale rivolta ai pochi eletti (anzi elettori) del centro storico. Il messaggio è fin troppo chiaro: “fidatevi di noi che vi serviremo bene”. Un’operazione classista, insomma, in puro stile marxista di fronte alla quale non resta che cavarsi il cappello e dire: "Ben scavato vecchia talpa".

ForumMonza: 

Tunnel, i soldi sono arrivati solo l'altroieri

Mattinata di propaganda a Monza per il ministro Antonio Di Pietro che è intervenuto ad un incontro oganizzato dal centro sinistra  al ristorante Jonas di San Fruttuoso. Nel corso dell'incontro il ministro ha dichiarato cose che contraddicono palesemente le affermazioni del sindaco sul tunnel e che qualificano come inattendibili le sue "rassicurazioni" ai cittadini del quartiere. Di Pietro  questa mattina, ha detto che il Cipe solo due giorni fa ha approvato gli stanziamenti per il tunnel di viale Lombardia. Quindi, l'allarme lanciato in febbraio dai Comitati per la Galleria non era affatto allarmismo (come ha sempre detto il sindaco Faglia). A febbraio i soldi, infatti,  non erano ancora disponibili. Quanto al cantiere per le case popolari che interferisce con il cantiere principale del tunnel,  stamane il sindaco Faglia ha detto che il Comune ha chiesto ad Anas "di concordare come far convivere i due cantieri".  Quindi, anche in questo caso l'interferenza rischiosa segnalata dai Comitati di cittadini esiste eccome.

ForumMonza: 

Civati e Zanello: frottole in diretta tv

Ieri sera, su Telenova, trasmettono in diretta un confronto tra i candidati sindaci a Monza. In studio Monguzzi, Alboni, Zanello e Civati. Si parla del parcheggio di piazza Trento e la conduttrice riporta il messaggio di una spettarice che chiede se sia vero che i posti auto del parcheggio in costruzione vengono ceduti a 300 euro l'anno per novantanni. Civati e Zanello concordi ribattono che a loro non risulta. La conduttrice insiste: "Allora sono falsità?". Risposta di Civati: "Sì, i posti sono ceduti a prezzi di mercato". Affermazione che dimostra come far politica di mestiere significhi nella più benevola ipotesi esser ignoranti. Quei posti, infatti, costeranno agli affittuari 27.000 euro per 90 anni (più indicizzazione Istat forse, non si comprende chiaramente): il che significa esattamente 300 euro l'anno (dal bando ufficiale) con l'aggiunta di una esigua percentuale di tasse. Che hanno da dire i nostri due eroi della "politica giovane"?  Non leggono i bandi ufficiali pubblicati sul sito del Comune di Monza? Perchè tanta sicumera nell'accusare altri di menzogna? Oppure - per mestiere - se occorre raccontano anche frottole? O è sbagliato il bando? Oltretutto, 300 euro non è minimamente un prezzo di mercato, semmai di favore. Fatto, in questo caso, a categorie mediamente facoltose di residenti, professionisti, negozianti, commercianti del centro storico. Non lo sanno Civati e Zanello? Eppure hanno dichiarato di abitare nel centro di Monza. Insomma: o è un caso di ignoranza bipartizan che consiglierebbe loro più modestia e la lettura dei documenti ufficiali prima di aprir bocca, o è un caso di solidarietà bipartizan che solleva ombre di clientelismo politico-elettorale. Ombre talmente forti da non riuscir nemmeno a dire, come almeno ha fatto Alboni, che i parcheggi in centro "devono" costare meno cari, altrimenti la gente non li usa. Spero che Alboni si riferisse in generale a quelli a rotazione oraria, non a questa specie di locazione a vita a ceti privilegiati supportata anche con le tasse dei pensionati sociali.

ForumMonza: 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »