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Comunicato Stampa Andrea Monti: Il Parco Groane è a rischio fusione

31 marzo 2016 - COMUNICATO STAMPA MONTI ANDREA 
IL PARCO GROANE È A RISCHIO FUSIONE

Si triplica l’estensione del Parco, con l’annessione del PLIS della Brughiera,  ma la Provincia di Como non mette un quattrino. A rischio la sostenibilità economica del Parco Groane. Ma non si fermano.
Tratto da http://www.ilmonti.com/parco-groane-rischio-fusione/
Domani 1 aprile (e non è un pesce d’aprile) è convocata una comunità del Parco delle Groane, in cui verranno presentati i risultati del tavolo operativo, costituito per lavorare sull’ipotesi di accorpamento del PLIS (Parco Locale Interesse Sovracomunale) della Brughiera Briantea con il Parco delle Groane. Con questa fusione triplicheranno le aree poste sotto tutela, un cambiamento tutt’altro che marginale, soprattutto dal punto di vista dei costi di gestione. E qui viene il bello, anzi il brutto. Attualmente i contributi economici più importanti del Parco Groane vengono garantiti dal Comune di Milano, dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Provincia di Monza e Brianza. Seguono i comuni afferenti al Parco, con quote meno rilevanti. Il problema è che in questi mesi di estenuanti trattative, nonostante la caparbietà dimostrata dal Presidente Della Rovere, non si è riusciti a convincere la Provincia di Como (potenzialmente uno dei più importanti contributori) a formalizzare un impegno economico. Emblematiche le parole del Presidente Maria Rita Livio messe a Verbale di una riunionetenutasi lo scorso 11 febbraio a Villa Saporiti:
La presidente Maria Rita Livio ha ribadito il parere favorevole alla partecipazione diretta della Provincia di Como al progetto (come del resto già dichiarato in una riunione plenaria a Cantù il 18-11-2014). Tuttavia ha sottolineato l’impossibilità, stante la situazione incerta e precaria delle istituzioni provinciali, di definire una quota di partecipazione elevata della provincia, anche per le future implicazioni economiche, ma di volere manifestare comunque un impegno formale.
Significa che Como aderirà al nuovo Parco Regionale ma senza metterci il becco di un quattrino. Bella forza.
Ma non è finita qui. La Provincia di Monza, pur approvando l’adesione, ha specificato che non è disposta a metterci un euro in più, anzi con l’allargamento l’obiettivo sarà quello di ridurre i contributi economici .
Ecco cosa prevede il dispositivo:
senza comportare incrementi delle quote associative a carico della Provincia di Monza e della Brianza, che dovrà tendere ad una riduzione della stessa in relazione alla redistribuzione delle quote associative derivanti dal nuovo assetto territoriale
Una deliberazione analoga, con le dovute sfumature, verrà approvata da Comune di Milano e da Città Metropolitana.
Ricapitolando: si decide di triplicare le aree del Parco delle Groane con i tre principali contributori (Comune di Milano, Città Metropolitana e Provincia di Monza) che annunciano una contestuale riduzione dei loro contributi e il nuovo grande socio, la Provincia di Como, che aderisce senza metterci un quattrino. Escludendo a priori che si possa chiedere ai comuni un sacrifico più grande delle quote che già attualmente assicurano con qualche fatica, significa che il Parco non si troverà più nelle condizioni di mantenere gli attuali standard qualitativi. Qualche interrogativo, vista soprattutto dai soci del Parco Groane, sorge spontaneo: ma perché i contribuenti della Provincia di Monza e Milano debbono pagare anche per quelli di Como che non intendono farlo? E perché debbono ridurre le risorse a tutela del proprio Parco solo perché quelli di Como preferiscono spendere i loro quattrini altrove? Magari in altri servizi che ritengono più importanti e strategici? È legittimo poi che si utilizzino i quattrini di un Ente per coprire i servizi di un altro? La situazione appare come un gran pasticcio.
Insistere con l’idea dell’allargamento a queste condizioni è qualcosa di più di un azzardo, significa mettere a repentaglio il futuro stesso del Parco delle Groane. Perché poi chi si prenderà la responsabilità politica, quando le risorse non saranno garantite, di tornare indietro? Non la Regione, che sarà felice di accogliere le istanze che arrivano dal territorio, non i comuni di Como che otterrebbero finalmente il riconoscimento sognato, non la Provincia di Como che si vedrebbe cadere un parco gratis dal cielo e non il Presidente del Parco, che non potrà certo distruggere ciò che ha faticosamente costruito. Il rischio è che si andrà avanti nonostante tutto, sperando magari che arrivi qualcuno con il cavallo bianco. Come nelle favole.
Proprio per questo motivo avevo presentato un emendamento in Consiglio Provinciale, in cui chiedevo di vincolare la scelta di allargamento all’adesione economica della Provincia di Como:
PROPOSTA DI EMENDAMENTO
Al punto 1 del deliberato, dopo la parola «generale» inserire:
«oppure nel caso non venga confermato nessun contributo economico da parte della Provincia Area Vasta di Como»
Emendamento naturalmente bocciato, perché l’arroganza di questa maggioranza non concede spazio ad un minimo di riflessione politica, nemmeno quando c’è in ballo il futuro del nostro Parco e dei nostri cittadini utenti. A metà aprile si voterà la fusione nell’assemblea dei soci, giusto in tempo per giocarsi il risultato in campagna elettorale. Con buona pace del Parco e del suo futuro.

Limbiate - Il Comitato anticemento attacca la Giunta: «No alla Spa nell’ultimo prato»

di Gabriele Bassani da il Giorno

«SALVIAMO l’ultimo prato verde del centro di Limbiate». Il nuovo fronte di battaglia del Comitato più Limbiate meno cemento, già protagonista di numerose azioni civiche negli ultimi anni, è un’area a verde sulla quale esiste un progetto per la trasformazione in Spa, centro benessere e campi da tennis.

SI TRATTA dell’appezzamento di via Cairoli, che si estende complessivamente per circa 60mila metri quadri e va dall’antico cimitero Monumentalino, fino a lambire la piazza Tobagi, a due passi dal centro della città. Un’area vincolata dal Parco delle Groane, che nell’ottobre del 2009 fu teatro di un’iniziativa popolare per bloccare la variante e la proposta di edificazione della precedente Giunta. «Pensavamo che l’area fosse salva, dopo la bocciatura da parte della Regione della variante di Prg del Parco delle Groane che vi prevedeva una colata di cemento per 16mila metri cubi - spiegano dal comitato -. Non volevamo crederci quando qualcuno ci ha informati che si stava studiando una manovra che avrebbe spazzato via una delle aree paesaggisticamente più pregiate di Limbiate. Abbiamo chiesto un incontro con la direzione del Parco e abbiamo scoperto che purtroppo è tutto vero».
La questione è nelle mani del Comune e, come spiegano dal comitato, guidato da Mauro Varisco, «l’assessore all’urbanistica, Paolo Ferrante, ci ha informati che la proprietà dell’area è intenzionata a inoltrare una istanza al Comune per la costruzione di due edifici di 5.500 metri quadrati complessivi di superficie lorda per la realizzazione di una Spa oltre a campi da tennis». Di qui la preoccupazione del Comitato e la critica nei confronti della maggioranza. «Quale atteggiamento assumeranno - si chiedono - i partiti di maggioranza che ricordiamo con tutte le loro bandiere contro il progetto di costruire su quell’area in epoca Romeo (il precedente sindaco, ndr)? È ridicolo incrementare da una parte il perimetro del Parco delle Groane ipotetico e rosicchiarne un pezzo da un’altra parte la cui progettazione è nelle mani del Comune». Per l’assessore Ferrante però il Comitato genera «allarmismo fuorviante».
«La proprietà ha presentato una proposta, com’è nel suo diritto, noi ne valuteremo i contenuti. L’ipotesi della proprietà non tiene conto della fascia cimiteriale di rispetto, quindi non è realizzabile in questi termini. Il polverone sollevato dal comitato è assolutamente pretestuoso».

Limbiate - Mombello e le ville storiche sotto il vincolo del Parco Groane

di Gabriele Bassani da il Giorno del 02/03

VIA LIBERA dalla maggioranza, Limbiate sceglie di mettere sotto il vincolo del Parco delle Groane un altro milione di metri quadri del proprio territorio, inserendo tutto il complesso di Mombello e le ville storiche della città. Con l’approvazione in consiglio comunale, si è avviata ufficialmente la procedura per aggiungere altri 1.089.003 metri quadri ai 4.643.000 di territorio limbiatese che già oggi sono sotto il vincolo del Parco delle Groane, facendo salire il totale di superficie vincolata dall’attuale 36% ad oltre il 44%, facendo di Limbiate il comune con più aree tutelate di tutti quelli che compongono l’ente.
A passare, non senza qualche perplessità espressa in aula, è stata la proposta formulata dalla maggioranza di centrosinistra, che in questa occasione si è mostrata compatta. Sotto la tutela del Parco Groane saranno inserite le aree dell’ex Antonini e del Corberi, a Mombello, la villa Mella, villa Rasini- Medolago, villa Pusterla e tutte le aree agricole di frangia presente nella fascia ovest al Villaggio del Sole e nella zona del Ceresolo già confinante con il Parco.

E’ stato l’unico punto discusso nell’ultima seduta di consiglio, anticipato dal settimo al primo punto all’ordine del giorno, per riuscire a completare l’iter in tempi rapidi così da inserire la modifica dei confini già nel piano di revisione che andrà a breve in discussione nell’assemblea dei sindaci del Parco. Un’accelerazione contestata in aula sia da Luca Mestrone di Forza Italia, che ha poi deciso di abbandonare l’aula, sia da Giuseppe Carrara, della lista Limbiate civica, che ha criticato il medodo. Le ragioni di questa operazione sono state indicate in maniera chiara da Giulio Fossati, di Sinistra e partecipazione, una delle liste promotrici: «Lo facciamo perché Limbiate non riesce a tutelare quell’area — ha detto riferendosi in particolare a Mombello — ed è necessario vincolarla perché non si rischi di perderla». Anche Giancarlo Brunato della lista Limbiate Solidale punta l’attenzione su Mombello: «Senza vincolo del Parco, cosa ne sarebbe stato dell’Antonini e del Corberi? Da anni tanti enti (Provincia, ASL, ecc.) non hanno fatto nulla, ma forse per un motivo ben preciso. Oggi si fa un primo passo verso la riqualificazione e la salvaguardia di quest’area».

Alberto Zoia, per Limbiate Civica, ha ribadito tutte le perplessità, soprattutto per il rischio di aumentare la burocratizzazione su quelle aree, mentre Giuseppe Carrara ha evidenziato che in questa operazione vengono coinvolte aree private con il rischio di creare problemi tecnici. L’operazione viene sostenuta anche dal Partito democratico, con Sandro Archetti e Pietro Cuppari, che rivendicano l’impegno ad impedire l’ulteriore cementificazione di aree di pregio del territorio comunale, non senza avere richiamato l’esperienza, giudicata negativa del piano per Villa Medolago, recentemente revocato dalla giunta. 

Limbiate prova ad allargare i confini del Parco delle Groane

di Gabriele Bassani da il GIorno

«ALLARGARE» il Parco delle Groane di oltre 1 milione di metri quadrati, ponendo sotto vincolo alcuni pezzi pregiati di territorio limbiatese. È la proposta che si accinge a portare in Consiglio comunale la maggioranza di centrosinistra, attraverso una iniziativa che vede per una volta compatte le tre componenti Pd, Sinistra e partecipazione e Limbiate civica. «Più Parco e più ossigeno per le future generazioni» è l’obiettivo a cui puntano i tre gruppi che sostengono l’Amministrazione, chiedendo al Parco delle Groane di avviare le procedure per ampliare i propri confini su ulteriori pezzi del territorio limbiatese.

LA PROPOSTA è di inserire all’interno del territorio del Parco delle Groane anche l’area dell’Ospedale Antonini-Corberi, i parchi delle ville storiche di Limbiate come Villa Crivelli Pusterla, Villa Mella e Villa Rasini-Medolago e tutte le aree agricole di frangia presenti nella fascia ovest del Comune, nei quartieri Mombello e Villaggio del Sole, nonché nella zona denominata «Ceresolo», tutte confinanti con l’attuale perimetro del Parco. Complessivamente si tratta di un’area di 1.089.003 metri quadri, che andrebbe ad aggiungersi ai 4.643.000 metri quadri di territorio limbiatese che già oggi sono sotto il vincolo del Parco delle Groane. Si passerebbe cioè dal 36% di territorio vincolato a oltre il 44% «Con questa azione il Comune di Limbiate consolida in modo determinate la sua leadership tra i comuni inclusi nel Parco delle Groane, arrivando a occuparne 1/6 della superficie, cioè il 16,6%, ambendo così a diventarne il capoluogo» spiegano i promotori dell’iniziativa, tra cui Sandro Archetti del Pd, Giulio Fossati per Sinistra e partecipazione e Giancarlo Brunato di Limbiate solidale.

TRA LE OPPORTUNITÀ di questa operazione anche quella di far rientrare le ville storiche limbiatesi nella rete degli edifici storici presenti nel Parco delle Groane tra cui la Villa Arconati di Bollate, Villa Borromeo, Villa Palazzetta e Villa Ponti a Senago, Villa Mirabello e Villa Raimondi a Lentate sul Seveso e Villa Dhò (anche chiamata La Petitosa) a Seveso. Richiamando anche l’origine storica del nome Limbiate (da «limite», ad indicare il confine delle Groane) si vuole puntare a fare della città una «porta d’ingresso al Parco». Un progetto ambizioso ma che certamente incontrerà qualche resistenza: «Molte - commenta Sandro Archetti - saranno le pressioni contrarie da parte di chi non ha ancora capito che tutelare le aree sensibili della città, non è più solo un vezzo ambientalista, ma una necessità umana».

Solaro, chiuso contenzioso con un agricoltore: al Parco Groane 15mila metri quadri di terreni

di Gabriele Bassani da il Giorno

IL PARCO GROANE lo aveva sanzionato per una serie di violazioni commesse su terreni vincolati e alla fine il proprietario ha pagato le multe cedendo i terreni. Si è chiusa nei giorni scorsi nell’assemblea della Comunità del Parco una vicenda che vedeva l’ente pubblico di tutela coinvolto in un contenzioso, civile e penale, nei confronti di un proprietario di terreni agricoli. Tutto inizia nel 2009 quando il Parco delle Groane, a seguito di una serie di accertamenti, emette un’ordinanza nei confronti di un uomo di Limbiate, proprietario di diverse aree inserite nel perimetro del Parco, contestando una serie di violazioni. Nei confronti del proprietario la sanzione amministrativa complessiva, con more e interessi, ammonta a ben 105.580 euro. Il proprietario tenta di resistere con un ricorso al tribunale civile, in primo e secondo grado e anche al tribunale penale, costringendo il Parco Groane alla difesa con un esborso complessivo di 17.500 euro circa, a cui si aggiungono spese tecniche che portano il totale della somma dovuta al Parco a 126mila 400 euro con pratica passata a Equitalia e l’impossibilità economica dichiarata dal privato di far fronte a questa sanzione. Per questo motivo l’Amministrazione del Parco, attraverso il direttore generale Mario Girelli, propone la via dell’accordo con la cessione di aree in contropartita. Seguono le perizie tecniche sul valore degli appezzamenti e si giunge infine alla permuta di un totale di 14.879 metri quadri di area seminativa e boscata che entra a far parte del patrimonio del Parco in cambio della cancellazione della sanzione. Un passaggio che è stato approvato all’unamità dall’assemblea con un plauso espresso anche dal rappresentante della Provincia di Milano per il lavoro di mediazione svolto che è riuscito a definire una vicenda che rischiava di restare incagliata a lungo e rischiava di comportare ulteriori danni a entrambe le parti. 

Limbiate - Greenland, resiste il sogno del Parco divertimenti ma è ancora sulla carta

di Gabriele Bassani da il Giorno

UN NUOVO protocollo d’intesa per far partire in tempi rapidi il nuovo progetto su Greenland, che punta a realizzare nella Città satellite un parco divertimenti all’avanguardia, prototipo da esportare nel mondo. È quanto messo sul tavolo l’altro giorno dalla riunione a quattro che ha visto coinvolti il Comune di Limbiate, il Parco delle Groane, la proprietà Parco Giochi Groane srl, e il Politecnico di Milano che si fa promotore della parte progettuale.

ALL’INCONTRO in Municipio a Limbiate erano presenti gli assessori Riccardo Alberti e Paolo Ferrante, il direttore generale del Parco, Mario Girelli, con il direttore tecnico Luca Frezzini e la presidente Barbara Calzavara e il nuovo amministratore delegato di Parco Groane, Loris Darsiè, titolare di un’azienda di Spresiano (Tv), specializzata nella realizzazione di parchi divertimento per ragazzi e famiglie, che esporta in diversi Paesi ed in particolare nel Medio Oriente, oltre che il prorettore del Politecnico di Milano, Alessandro Balducci.

«È STATO un incontro chiarificatore importante nel quale sono state presentate in maniera chiara le intenzioni della nuova proprietà e i passaggi tecnici necessari al raggiungimento degli obiettivi che condividiamo - ha dichiarato l’assessore Alberti, fornendo qualche dettaglio sulla realizzazione del progetto - Rispetto a quanto preventivato nel 2009, si rinuncerà alla creazione della tensostruttura così come alla creazione della struttura ricettiva alberghiera. Quello a cui punta la nuova proprietà è un parco tematico, che punti soprattutto sull’educazione ambientale e la green economy e diventi un luogo di sinergia con la scuola, per ospitare eventi e laboratori didattici. Un luogo che possa essere utilizzato durante la settimana dalle scuole e poi nei fine settimana dalle famigilie. È un progetto interessante che ci sentiamo di condividere perchè coerente con le nostre indicazioni sull’area in questione in tema di Piano di governo di territorio».

UN PROGETTO che però dovrebbe ripartire innanzitutto dalle modifiche al Protocollo d’intesa del 2009, che vedeva insieme Parco Groane, Comune di Limbiate e Regione Lombardia per la realizzazione di un grande parco divertimenti con un un impegno di ben 23 milioni di euro a carico della società. In realtà di quel che c’era sulla carta non è stato fatto praticamente nulla e a questo punto le condizioni sono cambiate, ma stavolta pare esserci una maggiore motivazione e il coinvolgimento di una società specializzata nella realizzazione di parchi a tema. «Non dimentichiamo anche il coinvolgimento diretto del Politecnico di Milano che per noi rappresenta anche una forma di garanzia sulla qualità del progetto», evidenzia Alberti. Tempi? «Entro la metà di dicembre sarà valutato un progetto definitivo poi, risolte le questioni burocratiche, la società è pronta a partire con i lavori con l’obiettivo di avere una parte del parco fruibile già nell’autunno 2014 e la sua totalità entro maggio 2015, in tempo per Expo».

Groane - Non solo divieti, controlli e multe. Il Parco è sempre più un’attrazione

di Gabriele Bassani da il Giorno

NON SOLO divieti: un Parco capace di creare valore aggiunto per le attività, per le iniziative e, in generale, per il territorio. È questo l’obiettivo a cui si lavora in questi mesi dentro il Parco delle Groane, ente regionale di tutela, che da 37 anni vigila su un patrimonio di poco meno di 4000 ettari di verde a nord di Milano e nel quale sono coinvolte anche due province (Milano e Monza e Brianza) e ben 16 comuni, da Bollate (il più a Sud) fino a Lentate sul Seveso (il più a Nord). Una scommessa per Barbara Calzavara, primo presidente donna dell’ente, che guida l’ex consorzio dal febbraio del 2012. «Dobbiamo riuscire a cambiare la percezione di molti cittadini che ancora oggi vedono il Parco solo come l’ente delle autorizzazioni e delle sanzioni, mentre oggi può e deve essere il motore di promozione del territorio», spiega.

LA CINTURA del Parco delle Groane infatti, comprende attività e servizi che nel corso degli anni sono nate e cresciute e meritano di essere conosciute e sostenute. Si va dalle aziende agricole a quelle florovivaistiche, dalle trattorie ai ristoranti che valorizzano i prodotti tipici, dalle associazioni di volontariato ambientale ai centri ippici. Insomma, vedere il Parco come opportunità, per lanciare quello che oggi si definisce «turismo locale». Tra i sentieri delle Groane oggi si snodano oltre 40 chilometri di piste ciclabili attrezzate, che tra l’altro scorrono accanto a veri e propri gioielli storici e architettonici, dalla Villa Arconati di Castellazzo alla Villa Valera di Arese passando dalle Ville Mirabello e Raimondi di Lentate, o dalla Villa Borromeo di Senago.

«UN PATRIMONIO ancora troppo poco conosciuto, che merita di essere valorizzato così come la grande ricchezza della flora e della fauna contenuta nei nostri boschi», spiegano dall’Ente, facendo riferimento all’impegno sul fronte dell’educazione ambientale, per il quale, attraverso un bando pubblico, è stato da pochi giorni affidato il nuovo incarico triennale, alla Cooperativa Koinè, puntando ad aumentare ulteriormente il coinvolgimento di tutte le scuole del territorio, attraverso lezioni e laboratori tematici sia a supporto della normale didattica scolastica, sia con veri e propri eventi nel corso dell’anno che coinvolgono anche le famiglie.
«Nei prossimi due anni si lavorerà in particolare sui temi di Expo 2015, che riguardano l’alimentazione e un approccio più compatibile con l’ambiente e le risorse del pianeta, cercando di trasferire queste linee guida all’interno dei programmi e delle attività». Allo studio anche la possibilità di introdurre un marchio di qualità destinato alle aziende che operano all’interno del Parco delle Groane, rispettandone i principi di difesa e valorizzazione del patrimonio ambientale.

Barlassina - Scoppia la polemica sul nuovo campo da golf

da il Giorno

IL CAMPO da golf scatena la polemica in Consiglio comunale. Donatella Galli consigliere provinciale della Lega Nord ha dichiarato guerra al progetto.
«Sono molti i barlassinesi ostili a questo nuovo scempio: 50.000 metri quadrati nel Parco delle Groane.
Stiamo parlando dell’ennesimo sfregio alla natura».

Solaro - Parco Groane, chi sgarra pagherà multe salatissime

di Ga.Bass. da Il Giorno

— SOLARO —
CHI NON RISPETTA le regole del Parco delle Groane, d’ora in poi la pagherà cara, con multe che possono arrivare anche a venti volte quelle applicate in passato. Lo prevedono le nuove procedure sanzionatorie, che riprendono le novità legislative della Regione in materia di tutela ambientale. Se prima le violazioni venivano quasi tutte equiparate e punite con sanzioni che arrivavano al massimo a 1.032 euro, adesso si calcola il danno effettivamente prodotto e il profitto realizzato dal trasgressore, applicando una sanzione tra il doppio e il triplo dello stesso nel caso in cui il danno sia riparabile o tra il triplo e il quadruplo in caso di danno irreparabile. Un esempio? L’abbandono nel Parco di rifiuti inerti o terra da riporto il cui smaltimento regolare in discarica sarebbe costato 1.000 euro, verrà sanzionato con una multa da 2.000 a 3.000 euro oltre all’obbligo di ripristino. In caso di «alterazioni morfologiche, trasformazioni colturali, alterazioni ambientali in genere non facilmente ripristinabili» la multa salirebbe da 3.000 a 4.000 euro. Ma in caso di abusi che modificano il valore del terreno o dell’immobile inserito nel Parco, la sanzione viene calcolata sull’aumento di valore e quindi è facile arrivare alle decine di migliaia di euro. Se prima qualche furbetto se l’era cavata con poco più di un buffetto dal Parco, adesso, chi sgarra, se scoperto, riceverà un bel cazzotto, economicamente parlando.
 

Solaro - I volontari del Parco delle Groane «amici» delle rondini

di Ga.Bass. da Il Giorno

Parte il progetto per favorire e monitorare la presenza dei volatili
— SOLARO —
LE GUARDIE volontarie del Parco delle Groane saranno protagoniste anche quest’anno del progetto «è ora di aiutare le rondini». Dopo gli importanti risultati raggiunti nell’anno 2011, proseguirà anche nelle prossime settimane la raccolta dei dati sulla nidificazione delle rondini e sulla diffusione di nozioni relative ai comportamenti di questi uccelli. Nel 2011 il Parco delle Groane è risultato al quarto posto per concentrazioni di rondini tra le 10 grandi aree della Lombardia in cui si è sviluppato il progetto di monitoraggio, che ha preso come riferimento ben 420 cascine configurandosi come il più grande progetto di censimento delle rondini a livello mondiale.

IN PARTICOLARE all’interno del Parco è emersa una preferenza delle rondini per la zona più a Sud, verso Bollate, come area per la nidificazione.
La presenza della rondine è considerata indice di qualità dell’ecosistema. A coronamento di questo progetto è già stato messo in calendario un fine settimana di attività, il 24 e 25 marzo prossimi: il primo giorno dedicato ai gruppi Gev, veterinari e agricoltori, il secondo giorno con l’apertura al pubblico e la possibilità di partecipare a laboratori didattici sull’argomento.
Per informazioni sul progetto e l’eventuale adesione come volontari è possibile consultare il sito www.aiutiamolerondini.org .
 

Cesano - No della Provincia di Monza alla riapertura del depuratore Snia

di GABRIELE BASSANI da Il Giorno

—CESANO MADERNO— DOPO IL NO “TECNICO” arriva anche il “no” politico all’ipotesi di ampliamento e riattivazione del depuratore dell’ex Snia, nei boschi delle Groane a pochi passi dal confine con Limbiate e Bovisio e dall’Oasi naturalistica della Lipu. L’altra sera in Consiglio provinciale è stato votato all’unanimità il documento proposto dalla Lega Nord per esprimere chiaramente il dissenso nei confronti dell’ipotesi di riapertura dell’impianto per il trattamento di liquami e fanghi che dopo avere servito per anni la Snia e la Nylstar è stato ora acquistato all’asta da una diversa società con l’intenzione di rimetterlo in funzione.

IL DOCUMENTO politico approvato dal Consiglio provinciale aveva già avuto un primo via libera all’unanimità martedì sera nel Consiglio comunale di Limbiate, dove era approdato per iniziativa del gruppo locale della Lega Nord che ne aveva chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno in forma urgente, accolta dal presidente e dai gruppi consiliari che l’hanno poi approvato. Il documento, oltre a contenere una presa di posizione chiara di contrarietà alla riattivazione e ancor più all’ampliamento dell’impianto in questione, contiene l’invito alla Giunta provinciale ad attivarsi per partecipare nell’azione di ricorso in atto presso il Tar in sostituzione e/o in aggiunta alla Provincia di Milano, insieme ai Comuni di Cesano Maderno, Limbiate e Bovisio Masciago. Il ricorso infatti, fu avviato nel 2006 contro il rilascio della Via (valutazione di impatto ambientale) da parte di Regione Lombardia, per il potenziamento dell’impianto che avrebbe dovuto passare da 5500 abitanti equivalenti a 46000 abitanti equivalenti. La Provincia di Monza e Brianza nacque più tardi ma non prese il posto della Provincia di Milano nel ricorso. Contro questo atteggiamento dell’ente provinciale brianzolo hanno puntato il dito anche i comitati civici che negli ultimi mesi si sono mobilitati su questo problema, dal Comitato Villaggio Snia di Cesano al “Più Limbiate meno cemento”. Ma proprio l’altro giorno, dagli uffici del settore Ambiente della Provincia è partita la nota di preavviso del diniego dell’autorizzazione all’ampliamento e alla riattivazione dell’impianto, motivata richiamando i contenuti del ricorso al Tar, facendo riferimento in particolare all’area del Parco delle Groane in cui è inserito il depuratore.

A SPINGERE per una presa di posizione politica chiara, tra gli altri anche l’assessore provinciale leghista Andrea Monti. Nel rivendicare l’azione politica, il direttivo provinciale della Lega Nord, ha sottolineato che su questo tema «la Sinistra si era limitata a semplici interrogazioni » maanche che «al momento del voto il Pdl ha registrato solo tre consiglieri su dodici».

Solaro, nuovo ribaltone al Parco Groane: ripristinato il Cda di Pellone

di gom da Il Giornale di Desio

SOLARO- Prosegue la vicenda travagliata del Consiglio di Amministrazione del Parco delle Groane, a colpi di ricorsi e controricorsi. Con decreto datato 21 ottobre, il Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del Tar della Lombardia del 28 settembre scorso, che ripristinava il Cda presieduto dal vicepresidente Alberto Malinghero, dopo le contestazioni seguite alle ultime elezioni. E’ stata pertanto riconfermata la formazione con presidente Alessandro Fede Pellone. Dal momento che la sentenza definitiva sarà pronunciata dalla Camera di Consiglio il prossimo 8 novembre, Fede Pellone, sentiti gli altri membri del Cda, ha comunque deciso di attendere il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato, limitandosi all’ordinaria amministrazione. «La procedura è abbastanza anomala, anche se legittima - ha notato il sindaco Renzo Moretti - La Provincia di Milano ha fatto ricorso al Consiglio di Stato in merito alla sentenza di sospensiva, senza notificare alla controparte, come si fa solitamente.

Se la decisione finale verrà presa l’8 novembre, non c'è quindi ancora nessuna sentenza vera, ma nel contempo c'è questa sospensione. La situazione diventa così delicata ed è importante vedere cosa accadrà, per poterne poi discutere e fare le dovute verifiche conseguenti al verdetto finale nell’assemblea dell’11 novembre». In queste settimane il Parco delle Groane è impegnato nel l’approvazione del nuovo Statuto. I vari comuni aderenti al Consorzio sono chiamati a deliberare l’adeguamento alla normativa.

Solaro, centrosinistra nel cda del Parco Groane? Il presidente: «Se ne può parlare»

da Il Giorno
articolo di
Gabriele Bassani

 

— SOLARO —
DIALOGO POSSIBILE per una modifica del Cda del Parco delle Groane. L’apertura arriva direttamente dal presidente Alessandro Fede Pellone che, dopo il rinvio del pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dai sindaci di centrosinistra, che ritengono illegittimo l’attuale consiglio di amministrazione, composto di 5 membri tutti indicati dal centrodestra, si dichiara personalmente favorevole ad un accordo. «Premetto che io ritengo pienamente legittimo questo consiglio d’amministrazione e di conseguenza anche tutti gli atti fin qui deliberati e quelli che si troverà a deliberare», spiega Fede Pellone. «Visto che il Tribunale amministrativo ci ha concesso 3 mesi di tempo per affrontare il problema credo che ci siano margini per trovare un’intesa tra le parti. E’ chiaro che però si tratta di un’intesa totalmente politica, che spetta all’assemblea, ovvero ai sindaci. Per quanto mi riguarda - aggiunge con un filo d’ironia - dopo il voto di maggio è venuta meno anche l’ipotesi di una mia incompatibilità» (non è stato rieletto consigliere comunale della città di Milano, ndr). La palla quindi passa ora ai sindaci che compongono l’assemblea dei soci dell’ente territoriale, formato da 17 comuni e 2 province. L’attuale Cda, in carica dallo scorso mese di gennaio, è scaturito dall’applicazione di una maggioranza schiacciante del centrodestra in assemblea, arrivato a controllare oltre il 97% delle quote e che per questo motivo, dopo alcuni tentativi di intesa falliti col centrosinistra, ha deciso di nominare tutti e 5 i membri del Cda. Il ricorso al Tar fu presentato già qualche settimana dopo l’insediamento del nuovo direttivo.

 

Solaro, Cda parco Groane: il Tar decide a settembre

da Il Giorno
articolo di
Gabriele Bassani

— SOLARO —
E’ STATA RIMANDATA alla fine di settembre la decisione del Tar sul futuro del consiglio d’amministrazione del Parco delle Groane.
Il rinvio di circa 3 mesi del pronunciamento anche sulla sospensiva chiesta dai sindaci di centrosinistra è stato deciso accogliendo l’invito dell’Avvocatura del Comune di Milano, che in seguito all’insediamento della nuova Giunta, ha espresso la necessità di un maggiore approfondimento della questione. In ballo c’è la regolarità della nomina del nuovo consiglio d’amministrazione, avvenuta alla fine dello scorso mese di gennaio, dopo mesi di stallo sulla decisione da prendere in seguito alle dimissioni da presidente dei Rosario Perri, risalenti all’estate dell’anno scorso. I sindaci di centrodestra, che fino a poche settimane fa rappresentavano la quasi totalità delle quote del Parco delle Groane (oltre il 97%) decisero di approfittare della situazione per azzerare l’intero Cda e nominarne uno nuovo. Fu introdotta la riduzione dei membri da 7 a 5 prevista per legge e, dopo il fallimento di alcuni tentativi di mediazione, si decise che tutti e cinque venissero indicati dal centrodestra. Soluzione che non piacque per nulla, fin dall’inizio, ai sindaci del centrosinistra, che nel ricorso al Tar lamentarono la mancata rappresentatività all’interno del nuovo consiglio dell’Ente oltre alla decisione di sostituire anche consiglieri il cui mandato sarebbe scaduto solo nell’estate del 2012. A maggior ragione, dopo il risultato elettorale di fine maggio, i sindaci di centrosinistra sono sul piede di guerra, visto che a questo punto, con i “ribaltoni” di Milano e Limbiate e il commissariamento di Senago, la percentuale di quote targate centrodestra è scesa al 54,2%. «A questo punto, vista la mutata situazione politica - ha commentato il sindaco di Solaro Renzo Moretti, portavoce dei sindaci di centrosinistra in questa battaglia - è assolutamente opportuno che si trovi al più presto un accordo per rivedere tutto il Cda del Parco e riequilibrarne la composizione». Secondo Moretti è da interpretare in questo senso il tempo concesso dal Tribunale amministrativo al Comune di Milano. «In caso di mancato accordo, andremo fino in fondo nella nostra battaglia e c’è il rischio che tutti gli atti prodotti dal Cda in questo periodo possano essere invalidati».

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Seveso, il Parco delle Groane si allarga e abbatte i tralicci dell’elettricità

da Il Giorno
articolo di 
SONIA RONCONI

 

 

Con l’ampliamento approvato in Regione interventi anche sugli elettrodotti
— SEVESO —
IL CONSIGLIO regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità il Progetto di legge che amplia il Parco regionale delle Groane e istituisce al suo interno il parco naturale. Grandi benefici nella frazione Altopiano che con il Fosso del Ronchetto e il Parco del Biulè entrano nel progetto. Inoltre, un quadro normativo che va a tutelare gli ambiti che presentano maggior valenza naturalistica e paesaggistica dove sono previste disposizioni che, pur vietando interventi invasivi che mettano a rischio gli habitat naturali, consentiranno azioni di risanamento delle linee degli elettrodotti nei casi in cui queste opere siano finalizzate alla tutela della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

LA VICENDA, come sottolineato dal consigliere regionale Massimiliano Romeo, interessa particolarmente l’area di Seveso Altopiano. Proprio per questo alla seduta che ha approvato il Progetto di Legge erano presenti l’assessore alle grandi opere Floriana Belotti e il consigliere e membro del Comitato per il risanamento degli elettrodotti Bruno Zoggia insieme ad altri rappresentanti del Comitato stesso.
«Il risanamento degli elettrodotti è uno degli obiettivi più importanti del nostro mandato amministrativo e la decisione del Consiglio Regionale rappresenta una tappa significativa e fondamentale per arrivare all’obiettivo finale – ha dichiarato l’assessore Belotti –. Positiva è la collaborazione con Terna a cui abbiamo chiesto soluzioni tecniche e progettuali al fine di raggiungere l’obiettivo di risanamento degli elettrodotti», ha concluso Belotti.
«Dopo anni di attesa la decisione del Consiglio Regionale ha per noi un’ importanza storica – ha aggiunto il consigliere Zoggia -. Finalmente iniziamo a vedere un segnale concreto e anche per questo dobbiamo ringraziare tutto il Consiglio Regionale che, approvando l’ampliamento del parco delle Groane, ha autorizzato la possibilità di risanare gli elettrodotti, segno che la tutela dell’ambiente deve essere parallela alla tutela della salute di tutti i cittadini».

GRANDE soddisfazione per Marzio Marzorati ora Consigliere Comunale e ai tempi assessore all’Ambiente del Comune di Seveso che da sempre ha curato due aree verdi. «Sono soddisfatto perché la proposta che si fece a suo tempo trova oggi nel lavoro della Regione un positivo epilogo per la nostra comunità. Il Fosso del Ronchetto poi è un’area di estremo valore anche sociale perché sottratta a suo tempo a una speculazione che sarebbe stata devastante e recuperata da Legambiente e Wwf. Per il Fosso del Ronchetto, come il Corridoio del Biulè, è un riconoscimento al lavoro sussidiario dell’associazionismo locale».

 

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