Anpi

Elezioni in Brianza, l'Anpi chiede ai candidati un impegno antifascista

27 maggio 2017

Comunicato stampa

L'ANPI MONZA E BRIANZA CHIEDE AI CANDIDATI UN IMPEGNO ANTIFASCISTA
L’11 giugno prossimo si terrà una tornata elettorale che in Brianza interesserà otto importanti comuni.
Per affrontare le criticità della nostra società quali la mancanza di lavoro, l’immigrazione, le intollerabili ingiustizie sociali abbiamo bisogno di ricostruire le basi di un’etica pubblica e di attenerci ai grandi valori che hanno ispirato la nostra Costituzione.

Le amministrazioni comunali sono state e saranno le istituzioni più vicine ai cittadini, LE PRIME CHIAMATE AD affrontare le tante emergenze sociali.
Abbiamo bisogno che i nostri paesi siano amministrati da persone oneste e da forze politiche che
assumano come orientamento la difesa dei più deboli, la solidarietà, la costruzione di una società
solidale e accogliente.

Nella situazione di crisi hanno preso vigore forze politiche che puntano sulle paure dei cittadini e sull’egoismo degli individui.
Hanno alzato la testa perfino movimenti ed associazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo, segnaliamo che il fenomeno ha ormai assunto dimensioni preoccupanti: sono ormai troppi gli episodi e le provocazioni dei gruppi neofascisti:
- occupazione dei consigli comunali a Monza e a Desio
- apertura di sedi in vari paesi della nostra provincia
- innumerevoli oltraggi e danneggiamenti contro i simboli della Resistenza come la distruzione dello striscione esposto in onore dell’eroe della Resistenza Gianni Citterio.
A tutti i candidati l'ANPI chiede un forte impegno per contrastare questa deriva e li invitiamo ad esprimere chiaramente la loro volontà di rafforzare la credibilità delle istituzioni e di contrastare
le inaccettabili iniziative delle forze NEOFASCISTE.
Invitiamo, altresì, i nostri iscritti, i simpatizzanti e tutti i cittadini a dare il loro voto a quei candidati e a quelle forze politiche che si sono sempre dimostrati coerenti con i valori della democrazia, della giustizia sociale e del contrasto ad ogni forma di rinascente neofascismo.

 

Seregno - Lapide dei repubblichini. Anpi Verano: E' una violenza contro la storia, deve essere rimossa

LA LAPIDE POSTA AL CIMITERO DI SEREGNO CHE RICORDA I MILITARI SEREGNESI APPARTENENTI ALLA REPUBBLICA DI SALO' E' UN ATTO DI VIOLENZA CONTRO LA STORIA, LA VERITA' E LA GIUSTIZIA, 
DEVE ESSERE RIMOSSA.

Al cimitero di Seregno è stata posta una lapide a ricordo delle vittime seregnesi che appartenevano alla Repubblica Sociale Italiana, che sono riconosciute come “vittime della violenza nel nome di una patria straziata”.
Quella lapide è un insulto alla storia italiana, alla memoria collettiva, alla giustizia e alla verità.

Solo per una testimonianza , in corsivo riporto alcuni estratti del libro di Aldo Cazzullo “VIVA L'ITALIA” al fine di contribuire a portare alcuni frammenti di verità storica.
Il presidente del tribunale speciale rivolto agli accusati dice:
"avete nulla da aggiungere in vostra difesa?"
Il generale Perotti si alza: "se il capitano Balbis e il tenente Geuna hanno responsabilità, essi lo debbono esclusivamente all'obbedienza prestatami. Chiedo che ne venga tenuto conto"
Il tenente Geuma si alza e dice: "Voglio dire che quello che ho fatto l'ho fatto di mia spontanea volontà e non per istigazione del generale Perotti, e siccome io sono scapolo mentre il generale Perotti è padre di tre figli, chiedo al tribunale di voler dare al generale la pena dell'ergastolo che è stata chiesta per, e a me la morte".
Il generale Perotti grida "Viva l'Italia", gli imputati rispondono "Viva l'Italia". Il tribunale si ritira.
Il generale Perotti, il capitano Balbis, il tenente Geuna erano tra i capi del Comitato di Liberazione Nazionale del Piemonte e il tribunale speciale fascista della Repubblica di Salò li mandò a morte fucilati al poligono di tiro del Martinetto.
Il capitano Balbis era un decorato di Al Alamein. Il giudice del tribunale di Salò che lo interroga nel processo farsa gli rinfaccia: "Capitano, voi siete un valoroso, voi avete avuto un'alta onorificenza germanica, voi dovevate dare tutto per salvare la patria". E Balbis risponde: "Io, ho dato tutto per la mia Patria. Ho camminato sempre sulla linea dell'onore, non ho mai dimenticato l'ideale del soldato e perciò del mio giuramento di fedeltà alla Patria”.

Questa risposta al funzionario di un regime fantoccio nelle mani di Hitler c'è la motivazione per individuare non solo quale fosse la parte giusta nella guerra civile, ma anche quale fosse la vera Italia, e quale il governo legittimo. Balbis non mostra soltanto come chi combatté i nazisti avesse ragione, e chi li appoggiò avesse torto, in poche lucidissime parole dimostra che i resistenti -i partigiani, la popolazione civile, i cinquemila fucilati di Cefalonia, i militari rinchiusi nei campi di prigionia in Germania- hanno servito l'Italia e adempiuto al loro dovere mentre i nemici che davano loro la caccia che li fucilavano, li impiccavano, li torturavano, hanno servito un esercito straniero e invasore.

Sul frontespizio della lapide posta al cimitero di Seregno a ricordo collettivo e onore dei martiri seregnesi della Repubblica di Salò è riportato “vittime della violenza nel nome di una Patria straziata”.
Furono proprio i militi della Repubblica di Salò che straziarono la Patria e le loro vittime, tantissimi partigiani. decine di migliaia di militari che si rifiutarono di schierarsi con gli occupanti nazisti e i loro alleati della Repubblica di Salò, decine di migliaia di cittadini italiani di origine ebraica deportati nei campi di sterminio, tantissimi civili vittime dei carnefici.

Vorremmo solo ricordare alcuni nomi di questi carnefici e dei loro gruppi:
La Guardia nazionale Repubblicana, le SS italiane, la X° flottiglia Mas, le Brigate Nere, la Legione Muti, la banda Kock incaricata di torturare e assassinare i cittadini italiani e collaborazionista del generale Kappler, la banda Carità, ufficialmente chiamata “Reparto dei servizi speciali.
La X° Mas in Garfagnana è tristemente ricordata. Questa una testimonianza di don Aristide Lavaggi parroco di Miseglia: Il 24 agosto militari della X° MAS provenienti da La Spezia incendiarono il paese di Guadine, uccisero tredici persone e ne ferirono altre. Poi ritornarono e incendiarono Gronda, Redicesi e Resceto. A Guandine i giovani militi della X° MAS avanzarono sparando all'impazzata; giunti in località Pozzo Scuro uccisero Pucci Domenico, che andava loro incontro verso Forno; qualche metro più avanti, sparando verso le selve, uccisero Novani Pietro, che era su un albero a tagliare un ramo; ai piedi dell'albero c'era la moglie Menichini Fidalma e il figlio di circa otto anni. La donna, vedendo cadere il marito, mandò un grido di dolore e di spavento che richiamò l'attenzione dei militi, alcuni dei quali si recarono sul luogo e, mentre il bambino riuscì a fuggire, la madre fu uccisa accanto al marito. Lì vicino furono uccisi Manchini Nerito e Faggioni germana. Entrati nel paese, sempre sparando, uccisero altre otto persone, alcune sulla strada, altre sulla soglia di casa. Poi, dopo il massacro, il reparto dà fuoco alle case, distruggendo quasi totalmente il paese. 

Il reparto di Bertozzi funesta poi la Lunigiana e il Canavese, trasformandosi in una squadra di torturatori, che si diverte a incidere la X della Decima Mas sui petti e sulle schiene di donne e uomini.
Tante sono le testimonianze che indicano molti militi italiani della Repubblica di Salò tra i carnefici e i massacratori si Sant'Anna di Stazzema, guide e informatori della Brigata Nera di Massa Carrara oltre alle famigerate SS italiane che collaborarono attivamente nei rastrellamenti di cittadini italiani di origine ebrea come all'Hotel Meina, sul Lago Maggiore e a Merano.

La Repubblica di Salò approva e appoggia esecuzioni contro i cittadini di origine ebrea; con il manifesto politico della Repubblica Sociale Italiana, la Carta di Verona del 14 novembre 1943, che al capitolo 7 intima che “tutti i membri della razza ebraica sono stranieri e parte di nazione nemica”; l'ordine di polizia numero 5 del 30 novembre 1943 annuncia che ogni cittadino ebreo sarà destinato ai campi di concentramento, tranne i malati e gli ultrasettantenni. Tutte le proprietà ebraiche saranno sequestrate e dal 4 gennaio '44 confiscate.
Dal 1 dicembre iniziano i rastrellamenti e le deportazioni con la banda Kock, la Legione Muti, la Guardia nazionale Repubblicana, le Brigate nere e le SS italiane.
I ragazzi della Repubblica Sociale Italiane, la Repubblica di Salò, furono i volonterosi carnefici di Hitler, mentre tanti italiani, cittadini comuni e attivisti del movimento partigiano, rischiarono più volte la vita prodigandosi per salvare molti cittadini ebrei.

Questi i “bravi ragazzi spinti da un loro ideale” che con la lapide a Seregno si vogliono ricordare, commemorare e onorare. Si vuole sostenere che quei “ragazzi” non parteciparono mai a atti di violenza e anzi ne furono “vittime”; è invece vero che quei “ragazzi” sapevano che la Repubblica di Salò era impegnata nella deportazione verso i campi di sterminio di decine di migliaia di cittadini ebrei.

Non molto lontano da Salò, a Bassano del Grappa nel settembre 1944 quindi quando già si sapeva delle stragi di Sant'Anna e della deportazione dei cittadini ebrei, la Repubblica Sociale Italiana insieme alle SS tedesche danno avvio all'operazione Piave. Vengono affissi manifesti in tutta la zona che dicono “chi si presenterà avrà salva la vita e lavorerà per l'Organizzazione Todt -civili al servizio dei militari- o entrerà nella Flack -la contraerea”.

Le persone influenti della zona, sindaci, maestri, sacerdoti, gli stessi genitori invitano i giovani a presentarsi.
Il 26 settembre gli abitanti di Bassano, compresi i tanti bambini che giocano sul viale centrale, vedono arrivare i camion e scendere i loro fratelli maggiori con le mani legate dietro la schiena. Nel silenzio rotto solo dagli ordini secchi in tedesco, i ragazzi vengono appesi agli alberi. Il viale è molto lungo, ma poiché gli alberi non bastano alla fine i renitenti alla leva nella Repubblica Sociale Italiana penderanno dagli alberi di altre due vie della città. I cappi sono cavi del telefono. A infilarvi le teste dei loro coetanei sono giovani fascisti della Repubblica di Salò, di 18, 17 e anche 16 anni, alcuni inquadrati nei reparti della contraerea. I cappi sono legati da una lunga fune al camion. Il boia Karl Franz Tausch coordina l'esecuzione, spiega come e quanto stringere i cappi attorno al collo, ordina ai camion di accelerare. Il cappio si stringe attorno al collo dei primi trentuno condannati. I giovani fascisti sono incaricati di tirare le gambe di coloro che respirano ancora.
E' quasi mezzanotte. Fra gli impiccati c'è un malato di mente, che grida disperato. C'è il maestro elementare di Mirandola. C'è un ragazzo di 17 anni, Cesare, che si trovava sul Grappa per curarsi una malattia ai polmoni, un altro Giovan Battista, che ha appena compiuto 16 anni; suo fratello Giuseppe, diciottenne, è stato fucilato due giorni prima. Un quindicenne viene giustiziato nella Caserma Reatto con altri prigionieri; nel plotone d'esecuzione ci sono ragazzi della sua età o anche più giovani.

Alla fine i carnefici vanno al caffè Centrale e all'Hotel Cardellino a brindare e a festeggiare.
Tra il 20 e il 28 settembre l'Operazione Piave massacra 264 renitenti alla leva e giovani partigiani. Solo trenta cadono in combattimento. Gli altri sono appesi agli alberi di Bassano o fucilati e sepolti in fosse comuni. 

Quasi tutti i prigionieri si erano presentati spontaneamente.
Volutamente ho riportato solo testimonianze delle gravi torture e massacri subiti da cittadini civili; non ho riportato testimonianze di torture, violenze e massacri subite da partigiani, che avevano scelto di combattere contro gli occupanti nazisti e il governo fantoccio di Salò; così come non ho riportato testimonianze delle violenze subite dai tanti militari che volontariamente hanno confermato fedeltà alla Patria e rifiutato ogni collaborazione con il governo fascista di Salò, come i militari della Divisione Acqui che in cinquemila furono fucilati a Cefalonia.

Ai “ragazzi di Salò” colpevoli di aver straziato la Patria e complici di violenze e massacri, non deve essere dato nessun ricordo collettivo, tanto meno menzioni onorificenze e onore.

A quei 18 cittadini seregnesi, che in 17 hanno scelto fino alla fine della guerra, il 1944 e il 1945, di stare dalla parte dell’occupante, del torturatore, dell’autore di violenze, massacri, stragi e persecuzioni , può essere riconosciuta solo la pietà umana e il ricordo dei famigliari.
Quella lapide è un atto di violenza e un insulto a tutti gli italiani, alle vittime della violenza e dei massacri perpetrati dai “bravi ragazzi” della Repubblica Sociale Italiana, 
alle nostre leggi e alla nostra democrazia.
QUELLA LAPIDE DEVE ESSERE RIMOSSA !!!!!!

ANPI Verano Brianza

Meda: presidio antifascista il 29-09-015 contro l'apertura della sede di F.N

E' arrivata a Meda la pessima notizia dell'apertura di una sede provinciale di Forza Nuova.
Sinistra e Ambiente aderisce e sarà presente al
PRESIDIO IL 29-09-15 DINANZI ALLA SEDE ANPI DI MEDA
VIA ROMA 4 DALLE ORE 20.00.
SI INVITANO I CITTADINI AD ESSERE PRESENT
I
Vedi volantino e altri dettagli su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.co.id/2015/09/meda-presidio-antifascista-il-29-09-015.html

Limbiate - ANPI: Nazismo e perescuzione dei disabili, due importanti iniziative

"Nazismo e persecuzione dei disabili"

DUE IMPORTANTI INIZIATIVE DELL'A.N.P.I.
realizzate in collaborazione con l'Istituto di Agraria "L. Castiglione" di Limbiate,le Associazioni dei disabili e le Amministrazioni comunali di Limbiate e Bovisio Masciago

16 Novembre a Limbiate, inaugurazione della Mostra "Aktion T4" e Convegno sulla "Disabilità oggi (in tempi di crisi)".
Da giovedì 21 a sabato 30 Novembre la mostra "AKTION T4" sarà esposta presso la Sala mostre, 3° piano del Palazzo municipale di LIMBIATE
(orari: vedi locandina allegata)

Domenica 1 Dicembre a Bovisio Masciago,
Rappresentazione teatrale.

Due giorni sulla disabilità, cominciando con l'esposizione all'interno dell'area dell'ex manicomio di Mombello (oggi all'interno dell'istituto di Agraria Castiglioni) della mostra "Aktion T4", che racconta e documenta la storia dello sterminio dei disabili nella Germania nazista.

Il pomeriggio dell'inaugurazione si terrà un Dibattito pubblico sulla disabilità oggi con le Associazioni.
La mostra resterà nell?Istitituto di Agraria fino al mercoledì successivo per essere visitata dagli studenti della scuola e poi sarà trasferita nella Sala mostre del palazzo comunale di Limbiate dove rimarrà fino a fine novembre.
Domenica 1 dicembre a Bovisio Masciago spattacolo teatrale conclusivo recitato dalla compagnia "L'Allegra Brigata" del centro riabilitativo di Carugate, composta da attori abili e disabili, con la regia di Annamaria Ronzio.

L’iniziativa “Uno di noi” è nata dalla riflessione delle sezioni A.N.P.I. di Bovisio Masciago e Limbiate sullo sterminio dei disabili ad opera dei nazisti, e successivamente ha cercato di capire qual' è la situazione dei cittadini disabili nel nostro tempo, quale considerazione e quale contributo la nostra società possa offrire a tutti coloro che si trovano a vivere una situazione di disabilità, in prima persona o a fianco di propri cari, per malattia, incidenti o vecchiaia.

Aktion T4 by infonodo

Limbiate - Niente soldi all'Anpi. L'associazione attacca il sindaco De Luca

di Gabriele Bassani da il Giorno del 03/11

IL COMUNE IN DEBITO con l’Anpi, rischiano di saltare i «viaggi della memoria» con gli studenti e gli eventi commemorativi in città. E’ un appello con punta polemica quello rivolto nei giorni scorsi dal presidente dell’Anpi di Limbiate, Rosario Traina a nome del direttivo dell’associazione, all’Amministrazione comunale, sostenuta da una maggioranza di centrosinistra, con a capo il sindaco Raffaele De Luca. Motivo del «disappunto» formalizzato e manifestato pubblicamente dall’Anpi è il mancato trasferimento dal Comune all’Anpi delle somme solitamente riservate all’organizzazione degli eventi, persino quelli già effettuati negli anni 2012 e 2013. «Oggi — scrive il direttivo dell’Anpi — siamo, perdurando questa situazione, nella condizione non solo di non poter organizzare alcunché per il prossimo anno, ma persino nell’ingiustificabile ritardo nell’onorare impegni finanziari per le iniziative già svolte». «Rischiano di perdersi — aggiunge il presidente Traina, che è anche consigliere comunale di maggioranza — idee e progetti sulla Memoria storica di decennale tradizione; nati con l’Amministrazione Fortunati (centrosinistra) e diventati “orgoglio della città e delle scuole” con Romeo (centrodestra) sono diventati esempio di come su valori condivisi qualcosa di buono si riesce a costruire anche a Limbiate. Di chi è la responsabilità? Della politica? Della burocrazia comunale? Mi dispiacerebbe, e l’interessato per primo mi creda, che De Luca passi alla storia come l’artefice di tutto ciò».
A cercare di spegnere sul nascere la polemica ci ha provato lo stesso sindaco De Luca, puntualizzando che «il protrarsi delle operazioni di liquidazione del contributo, pur disdicevole, è dovuto esclusivamente ad una allocazione imprecisa della risorsa nei capitoli di bilancio, cosa che abbiamo sanato nell’ultima seduta di giunta». Insomma il sindaco respinge l’accusa, neanche tanto velata da parte dell’Anpi, di voler quasi «boicottare» l’attività. «Il finanziamento delle iniziative per la Memoria — ha annunciato De Luca — d’ora in poi sarà inserito direttamente tra i progetti didattici all’interno del Piano per il diritto allo studio».
Questo dovrebbe rendere più semplice il trasferimento dei finanziamenti. «E’ risaputo perchè dichiarato pubblicamente più volte -ha voluto sottolineare il sindaco- che esiste un mio personale impegno affinchè le iniziative per la memoria continuino nel tempo».

Musica @ FOA Boccaccio 003

10/11/2012 - 15:00 to 23:00

Sabato 10 Novembre due importanti appuntamenti

nel pomeriggio

VOCI DELLA PROTESTA

convegno organizzato dall'ANPI Monza e Brianza a partire dalle ore 15
presso la Camera del Lavoro di monza e Brianza (via Aspromonte, ang via
Premuda, Monza)

http://boccaccio.noblogs.org/post/2012/10/25/voci-della-protesta/

in serata

SMASH REPRESSION

a partire dalle ore 21 presso la FOA Boccaccio 003 di via Rosmini 11 a
Monza,

serata musicale (6 gruppi) a sostegno di Supporto Legale

http://boccaccio.noblogs.org/post/2012/11/04/smash-repression/

Lissone, Anpi chiede di dedicare una piazza alla memoria di Sandro Pertini

da Il Giorno

DEDICARE un luogo di Lissone all’ex Presidente partigiano Sandro Pertini.
È la proposta avanzata al Comune dal presidente della sezione cittadina dell’Anpi, Renato Pellizzoni, con una lettera aperta in occasione dei 33 anni dalla nomina di Pertini alla Presidenza della Repubblica. «L’8 luglio 1978 veniva eletto Presidente della Repubblica Sandro Pertini - scrive l’Associazione Partigiani lissonese -. Nel 33esimo anniversario della sua elezione, chiediamo all’amministrazione comunale che sia dedicato un luogo della città a Pertini, un Presidente della Repubblica molto amato dagli italiani». Alla richiesta si è associato anche il circolo lissonese del Pd.

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Besana, si apre la Festa dei ANPI con i familiari di Vittorio Arrigoni

http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=639

da Il Giorno
articolo di
L.B.

— BESANA -
SI ALZA il sipario, questa sera, sulla festa provinciale organizzata dall’associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Fino al 19 giugno il centro sportivo di Montesiro in via De Gasperi ospiterà gli eventi nel ricco programma di manifestazioni organizzate dal comitato provinciale per l’edizione 2011. Il filo conduttore della manifestazione besanese sarà «Dall’unità d’Italia: vecchie e nuove r-esistenze». Ospiti d’onore della prima serata i familiari e gli amici di Vittorio Arrigoni, attivista brianzolo rapito e ucciso recentemente da un gruppo jihadista salafita, che interverranno per nel dibattito «Palestina: rompere l’assedio, conquistare il diritto alla vita e alla pace».

L’APPROFONDIMENTO sulla situazione mediorientale è stato affidato a Hani Gaber, console Anp (Associazione Nazionale Palestinese) per il Nord Italia. Domani il filo conduttore della serata sarà invece il lavoro. In una disamina storica che traccia un quadro sulla situazione italiana negli ultimi 150 anni con i segretari brianzoli di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Laini, Marco Viganò, Antonio Zurlo e Antonio Pizzinato Anpi nazionale e il coordinatore di Monza e Brinza Loris Maconi. Venerdì culturale riservato alla presentazione della mostra «Brianza partigiana». Sabato sarà dato spazio ai giovani della Foa Boccaccio 003 che presenteranno dei video autoprodotti, un dibattito con il laboratorio lapsus sulle nuove destre e la presentazione alle 20 di musiche e letture per lo spettacolo Monza fascista. Chiude la manifestazione alle 10 di mattina un appuntamento dedicato alla Costituzione con Vittorio Angiolini, docente universitario di diritto costituzionale e Tullio Montagna, presidente Anpi Regionale Lombardia.

 

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