villa reale

Monza - Villa Reale. I comitati chiedono il rispetto del Parco e di annullare gli MTV digital days

Comunicato stampa

Al Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza

ci rivolgiamo a Lei nel suo ruolo di autorità cui compete la tutela e la valorizzazione del complesso monumentale costituito da Parco, Villa e Giardini Reali per esprimerle la preoccupazione che sta suscitando nella collettività la notizia diffusa dalla stampa della scelta della Villa Reale e dei Giardini Reali per ospitare  gli MTV digital days, http://www.monzatoday.it/eventi/mtv-digital-days-reggia-11-12-settembre...., un festival della musica elettronica e tecno assolutamente non idoneo a quel delicato contesto.
Fin troppo facile immaginare l’impatto che la manifestazione in oggetto potrà avere sugli equilibri delicati dei preziosi Giardini e di tutto l’insieme architettonico. Tanto più sapendo che la due giorni sarà gratis.
Come ha evidenziato anche il recente concerto di Manu Chao, che ha avuto come conseguenza incidenti gravissimi ad alcuni spettatori nonché un corredo di sporcizia, spaccio di stupefacenti, ubriachi  allo sbando, etc. (Giornale di Monza del 23.6.15), vi sono problemi di sicurezza che inevitabilmente questo tipo di concerti provocano, difficilmente gestibili tanto più in un contesto come quello del monumento che il Consorzio da Lei presieduto è chiamato a tutelare.

Non si può pretendere che i cittadini rispettino il regolamento del Parco – che giustamente vieta di  giocare a pallone e andare in bicicletta nei Giardini Reali, fare grigliate e piantare tende nel Parco per rispettarne il decoro e salvaguardarli – se poi si consentono manifestazioni che mettono concretamente a rischio e minano la dignità e il prestigio di un complesso monumentale che merita di essere conosciuto e riconosciuto a livello internazionale per il suo valore in sé e non svilito a "location"/contenitore di qualsiasi cosa.

Le chiediamo di esercitare la sua autorità dirottando altrove questo festival, che potrà senz'altro svolgersi in luoghi più adatti.

Se la nostra voce non le bastasse a convincerla della necessità di annullare questa e di evitare altre future manifestazioni di analoga natura, la invitiamo a tenere in considerazione la costernazione dei cittadini che si stanno facendo sentire con le loro mail inviate sui social attraverso il link
http://parcodimonza.blogspot.it/2015/06/grandi-concerti-nei-giardini-del...

Comitato per il Parco “Antonio Cederna”
Comitato La Villa Reale è anche mia

Monza 24 giugno 2015

Monza - Mostre, eventi e manutenzione. Sette sponsor per Villa Reale

di Rossella Redaelli da il Corriere della sera

MONZA Parco e villa Reale cercano sponsor e, per ora all’appello hanno risposto in sette. I nuovi «partner della Reggia di Monza» hanno presentato proposte per restaurare mobili, illuminare la villa, provvedere alla manutenzione, sostenere la realizzazione di mostre ed eventi. Tra i primi sponsor, che beneficeranno delle agevolazioni fiscale introdotte dall’Art Bonus, ci sono solo realtà del territorio e grandi catene internazionali. In primis le Gallerie Commerciali Italia Spa (Gruppo Auchan) che a Monza con la Villa Reale condividono la prospettiva lungo il viale Cesare Battisti: finanzieranno eventi, mostre e arredo urbano nel parco. Le Officine Locati di Monza, azienda di saracinesche nata nel 1925, festeggia i 90 con una sponsorizzazione mirata alla realizzazione di un video sulla Reggia, mentre la Colombo Filati di Sovico, celebra i 40 anni nel mondo dei tessuti d’arredo con il restauro di alcuni mobili. Wall & Wall Sagl, società specializzata nella risoluzione di problemi di muri umidi, interverrà sugli impianti e il gruppo iGuzzini sulle luci. «Siamo soddisfatti e vogliamo fare un bando per raccogliere altre adesioni», commenta il direttore del Consorzio Lorenzo Lamperti.

Monza - Villa Reale ai privati. Il Tar respinge il ricorso

da il Corriere della sera del 12/02

Il Tar ha respinto il ricorso, presentato dal Comitato «La Villa reale è anche mia», contro il bando che ha affidato i restauri e la gestione della reggia ad un privato per i prossimi 22 anni. Dal 2010 il Comitato aveva raccolto oltre 10 mila firme per dire «no» all’uso commerciale della Villa (nella foto Radaelli il Museo del design) e poi aveva fatto ricorso senza chiedere la sospensiva per non bloccare il restauro.

Monza - Triennale in Villa Reale. Esposizione e formazione. Il progetto regna nel Belvedere

di Marco Vinelli da il Corriere della sera

La Triennale ritorna alle origini: infatti, da domenica 14 dicembre, Triennale Design Museum, Triennale di Milano e Camera di Commercio di Monza e Brianza presentano una selezione di pezzi dalla Collezione permanente del design italiano negli spazi del Belvedere della Villa Reale di Monza. Dopo oltre novant’anni, la Triennale torna, in qualche modo, ai luoghi natii: nasceva nel 1923 la Biennale delle Arti Decorative, le cui prime edizioni si erano svolte nella Villa Reale di Monza. Perché proprio a Monza? Perché lì c’era la disponibilità della Villa, da poco acquisita dal demanio; sempre lì, nel 1922, veniva inaugurato l’Isia, un istituto per le arti decorative che si configurava come una sorta di Bauhaus locale; Monza, infine, con i suoi 15.000 addetti agli inizi del secolo, era il nucleo generatore dell’industria del mobile che spaziava in tutta la Brianza. Alla I Esposizione internazionale delle arti decorative del 1923 avevano partecipato tutte le regioni italiane e 14 nazioni straniere, con una presenza di oltre 200.000 visitatori. Nell’ultima edizione monzese, la quarta del 1930 a cadenza triennale, era stato dato più spazio all’architettura: un segnale di come l’esposizione stesse adeguandosi ai mutamenti in atto nelle arti applicate.

A partire dalla V Triennale, nel 1933, le successive manifestazioni si sono svolte a Milano, nel Palazzo dell’Arte. «Gli spazi del Belvedere della Villa Reale di Monza saranno dedicati alla promozione e alla valorizzazione del design, che in Brianza è nato e continua a trovare terreno fertile per lo sviluppo — osserva Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza che, con la Triennale, ha in gestione gli spazi — e Triennale Design Museum sarà un luogo della memoria, che ci fa recuperare le radici della nostra identità. Al contempo, i medesimi spazi ospiteranno una realtà dinamica, fatta di incontri e di momenti di formazione, un ponte fra passato e futuro, un laboratorio di condivisione e di tutela del “saper pensare” e del “saper fare”. La nostra finalità è quella di creare un dialogo fra le competenze tradizionali della bottega artigiana e l’innovazione dei nuovi “makers”». Il Belvedere della Villa Reale, all’ultimo piano, ospitava le stanze della servitù; consentiva, però, una magnifica vista (da qui il nome) sul parco della dimora reale.

Qui viene presentata una selezione di oltre 200 pezzi iconici, testimonianza delle innovazioni, delle sperimentazioni e dell’eterogeneità della storia del design italiano. «Gli oggetti esposti — spiega Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale design museum — , tutti appartenenti alla Collezione permanente del Triennale Design Museum, sono ordinati cronologicamente e suddivisi per decadi, in modo da rappresentare tutte le fasi della storia italiana contemporanea: dal Dopoguerra fino agli anni della vorticosa mutazione che ha colpito anche il design, con l’avvento dei new media e della rivoluzione digitale». Nel segno della continuità anche il progetto di allestimento della mostra, realizzato dall’architetto Michele De Lucchi, già autore del recupero degli spazi del Belvedere e del restauro della Triennale e degli spazi del Triennale Design Museum. L’allestimento adotta casse da imballaggio in legno naturale come basi neutre per gli oggetti esposti, in modo da far risaltare il design, le forme dei manufatti in mostra. Per tutti i pezzi esposti, oltre alla spiegazione scritta è previsto un innovativo sistema di didascalie digitali, attivabili con un Qrcode, che forniscono approfondimenti e aneddoti su oggetto, autore e azienda. Gli accordi con la Triennale non si limitano all’esposizione degli oggetti storici, prevedono anche incontri, conferenze, lecture e iniziative didattiche per bambini e famiglie.

Monza - La Triennale alla Villa Reale. Tornano le arti applicate che hanno reso ricca la Brianza

di Philip Daverio da il Corriere della sera

Lo sapevano già i francesi del XVIII secolo che Monza non era da tenere sotto gamba: dalla Brianza provenivano allora i fusti cesellati delle poltrone Luigi XV che poi i trinariciuti parigini laccavano a colore o a gomma arabica e ricoprivano con le preziose stoffe di Aubusson o con le Savonnerie. I discendenti di Renzo e Lucia s’erano dati da fare e lo fecero con tale convinzione che la loro pratica da falegnami, intagliatori, impiallacciatori (pensate al Giuseppe Maggiolini a Parabiago!) fu di gran aiuto alla regina Margherita, quella che dopo avere mangiato il pollo con le dita e avere dato il nome alla pizza tricolore, si fece ridecorare in gusto horror vacui le stanze regali della reggia di Monza dove amava passare l’estate e dove suo marito si fece sparare dopo una notte d’amore con la Litta. Qui stanno le origini d’una delle migliori fasi dell’artigianato italiano. Qui sta pure la radice delle piccole imprese artigianali che divennero quelle industrie che hanno portato il design italiano nel mondo.

Nella Villa di Monza, oggi restituita all’uso con un rapido ed elegante restauro sorto fra interesse pubblico lombardo e intervento privato della Italiana Costruzioni di Roma, si rivede oggi nell’atrio d’ingresso la lapide commemorativa della nascita di ciò che diventerà la Triennale di Milano: «Guido Marangoni deputato di popolo al Parlamento, insigne critico d’arte e scrittore, oratore facondo, ideò e, secondato dalla concorde munificenza di Milano e di Monza, in questa villa già suntuosa dimora di re ordinò le prime non superate mostre d’arte decorativa a cui tutte le nazioni convennero in fraterna gara di civiltà e di bellezza ». Il tono era d’epoca, nel 1941, e leggermente retorico, ma il contenuto è tuttora di somma importanza. Marangoni aveva infatti intuito nel 1923 la potenzialità della Brianza e ne aveva fatto il centro di comunicazione d’un sistema produttivo che passò poi come sede di esaltazione alla Triennale di Milano nel 1933, in quell’edificio che fu progettato per l’occasione da Giovanni Muzio e regalato alla città dal Senatore Bernocchi, nato industriale tessile e diventato poi proprietario delle acciaierie Tosi. E infatti in quegli anni, quando Casa Savoia decide di abbandonare dopo il regicidio le residenze milanesi, sia Palazzo Reale in città che la Villa a Monza, questa non decade immediatamente ma assurge al nuovo ruolo di luogo espositivo e di scuola delle arti applicate che verrà diretta da Guido Balsamo Stella.

Erano gli anni nei quali in varie città italiane, da Firenze a Venezia, si stavano istituendo quelle scuole d’arte e di mestiere che il presente ministero sta tentando con scarsa abilità di riformare e che allora invece furono il fulcro della formazione d’una classe artigiana rinnovata. Ora la spirale magica della Storia sembra tornare sulle coordinate del passato e una parte importante delle collezioni della Triennale se ne va al Villa Reale di Monza per andare a costituire un embrione di Museo delle Arti Applicate dove l’avventura creativa di mezzo secolo di design potrà essere consultata con regolarità e facilità. Lo spazio prescelto è dei più suggestivi. Si trova all’ultimo piano della villa, in quel Belvedere che una volta stava fra le camere della servitù come spazio ameno per ammirare il cannocchiale ottico del parco, quello che con orgoglio si continua a definire il più grande parco cintato d’Europa. Quell’ultimo piano ebbe una sorte drammatica durante la Seconda guerra mondiale, quando divenne luogo d’accoglienza per gli sfollati e fu poi lasciato alla triste sorte d’una decadenza integrale. Oggi è stato restituito con un restauro leggero che lascia ogni traccia della sua complessa avventura grazie ad un progetto delicato e poetico di Michele De Lucchi: si vedono molte delle travi che ne costituiscono la complessa carpenteria, rimangono i lacerti delle decorazioni a stencil e alcune pitture probabilmente realizzate dai primi allievi della Scuola.

L’ambiente è di forte evocazione e sembra adatto ad una esposizione di oggetti disegnati. L’invito al visitatore prevede ovviamente un percorso anche alle stanze sottostanti, restaurate, queste, con estrema sapienza e con il recupero di quei pavimenti intarsiati che della Brianza furono la specialità. Si riscopre così una serie di ridecorazioni volute in epoca sabauda e che si posero spesso sopra i decori neoclassici del Piermarini. In un’Italia che troppo sovente si lamenta del suo stato di irrisolvibile degrado, girare per la Villa sembra una boccata d’aria fresca.

Monza - A fine mese la sentenza su Villa Reale. I comitati contestano la gestione privata

da il Corriere della sera

MONZA É arrivato al rush finale il ricorso al Tar contro il bando di gestione di Villa Reale di Monza. Ieri mattina i giudici del Tribunale hanno acquisto la documentazione e hanno rinviato il processo a fine mese per la sentenza. Il ricorso era stato presentato a settembre 2011 dal comitato «La Villa è anche mia», che raccoglie numerose associazioni ambientaliste e comitati cittadini di Monza e Brianza. La sentenza, con le relative motivazioni, è attesa entro la fine di novembre. Il ricorso è l’atto finale di una lunga battaglia contro il bando di ristrutturazione dell’ex reggia varato da Regione Lombardia. Il comitato non ha mai criticato i lavori di recupero conclusi la scorsa estate, ma si è sempre opposto ai termini della gestione, concessa al privato nonostante il costo della ristrutturazione (26 milioni) sia stato coperto all’80% da risorse pubbliche.

(R. Ro.)

Monza - Villa Reale, fiera sulle nozze nei saloni appena restaurati «Così si svilisce la reggia»

di Rossella Redaelli da il Corriere della sera

MONZA Si annuncia come «il primo salone espositivo del matrimonio». Ma ha già sollevato proteste e polemiche il «percorso espositivo ed emozionale» tra abiti da sogno, trucchi, fotografie, fedi nuziali, addobbi floreali, bomboniere, ricevimenti e viaggi di nozze. Tutto per colpa della sede scelta: le sale appena restaurate del primo piano nobile di Villa Reale. Che domani e domenica ospiteranno «Wedding Reale»: la mostra si dipanerà dal salone delle feste alla sala degli arazzi, dalla sala del trono alla sala degli uccelli, dalla sala da pranzo ufficiale a quella di famiglia, fino alla sala bianca d’angolo.

Con sessanta professionisti del settore pronti ad aiutare i futuri sposi a realizzare un matrimonio da favola magari sul tema del «new garden» come lo hanno interpretato gli espositori in omaggio al parco e ai giardini reali. «I partecipanti avranno l’occasione per far conoscere la propria attività — dice Sara Giovanna Carletti, wedding designer e direttrice dell’evento — in un contesto di rara bellezza e fascino, riconosciuto a livello internazionale e oggi definito uno dei luoghi più rappresentativi di Expo». Basta visitare il sito dell’evento per scoprire che, tra le location che si propongono per ricevere banchetti nuziali, c’è la stessa Villa Reale con il catering del nuovo ristorante.

La notizia fa storcere il naso ai promotori del Comitato «La Villa Reale è anche mia» che, dal 2010, hanno avviato una raccolta di 10 mila firme e un ricorso al Tar contro l’uso commerciale di un monumento storico. «Sta accadendo quanto temevamo — commenta Roberto D’Achille, avvocato e portavoce del comitato —, questa fiera è chiaramente il preludio di quello che sarà il destino della Villa: diventerà un luogo per banchetti e cerimonie. Francamente pensiamo che la reggia sia un monumento che dovrebbe avere una dignità ben più elevata, non svilita al ruolo di un centro commerciale. Mi auguro che il tribunale regionale mostri sensibilità per questi temi, altrimenti rischiamo una deriva dei nostri beni culturali».

Monza - Villa Reale. Il sindaco Scanagatti frena sull’hotel nell’ala nord «Abbiamo altri progetti»

di Monica Guzzi da il Giorno

«UN HOTEL a cinque stelle nell’ala nord? Apprezzo l’entusiasmo dell’ingegner Navarra, ma abbiamo l’ambizione di volare più alto».

ROBERTO Scanagatti, sindaco di Monza nonché presidente del Consorzio per la gestione della Villa Reale e del Parco, frena sull’ipotesi di risanare l’ala più malata del complesso piermariniano grazie a un progetto di recupero alberghiero. L’idea, già proposta in via riservata al governatore Maroni e allo stesso sindaco a fine giugno, è stata resa nota lunedì, in occasione della riapertura dei cancelli della reggia, da Attilio Maria Navarra, presidente di Italiana Costruzioni, l’impresa capofila del pool che si è aggiudicato i lavori di restauro e la conseguente gestione ventennale del corpo centrale. Un’operazione da 15 milioni di euro circa, un anno e mezzo di lavori, che avrebbe già riscosso l’interesse di diversi albergatori. Ma il sindaco frena. «Come consorzio abbiamo una bussola per gli interventi di recupero data dal progetto Carbonara, che per l’ala nord prevede attività in continuità col corpo centrale, quindi spazi polifunzionali, esposizioni, collezioni, oltre a una scuola di alta specializzazione che a mio parere si potrebbe raccordare con l’attività storica dell’Istituto d’Arte, che qui rimarrà - chiarisce il sindaco -. Il progetto Carbonara parla di uso foresteria, ma riferendosi ai soli ammezzati dell’ala nord, e in ogni caso si tratterebbe di foresteria di tipo istituzionale, capi di stato, delegazioni straniere. Questa è una suggestione straordinaria. Da una parte hai l’Isa e il Belvedere con la storia del design, dall’altra un istituto di alta specializzazione orientato all’innovazione. Quanto all’hotel a cinque stelle, il problema non è certo quello di aumentare da ricettività dell’area». Un riferimento evidente ai progetti ministeriali sul Mirabellino, l’unica villa del Parco rimasta al Demanio dello Stato.
Quanto al futuro dell’ala nord, «di proposte al consorzio ne arrivano tante: aspettiamo un momento perché immagino che, sull’onda della riapertura della Villa, ne arriveranno altre. Si tratta di valutare e cercare i finanziamenti, perché su questo versante non tutto arriva dal privato», continua Scanagatti.
Che mette i puntini sulle i: «Dei 26 milioni serviti per il restauro del corpo centrale voglio precisare che il pubblico ne ha messi 20. È il pubblico che ha finanziato i restauri, mentre il privato ha fatto bene quello che in un Paese normale dovrebbe sempre fare. Col project financing il privato ha l’interesse a fare presto e bene, per mettere a frutto il risultato. Il circolo virtuoso è evidente».
Un’occasione anche per rispondere alla polemica di chi l’ha accusato di voltafaccia dopo avere remato contro l’operazione Villa Reale quando stava all’opposizione. «Ricordo che in origine il Belvedere doveva diventare un ristorante e sotto erano previsti negozi: qualcosa è cambiato...», precisa. La conclusione: «Di fronte a proposte straordinarie tutto si può rivedere, ma se sono di livello superiore. Abbiamo l’ambizione di coinvolgere istituzioni e fondazioni di livello internazionale».

Monza - Villa Reale. La proposta di Navarra (Italiana Costruzioni): «Un albergo nell’ala nord per salvarla dal degrado»

di Monica Guzzi da il Giorno del 09/09

UN RESORT nell’ala dell’ex Pinacoteca. Potrebbe essere questo il prossimo cantiere della reggia, un edificio imponente, fatto complessivamente di 700 stanze, due piani nobili e due ammezzati, di cui solo un terzo - sebbene si tratti della porzione più significativa - è stato recuperato.

DOPO il brindisi ai restauri da 25 milioni di euro del corpo centrale, si pensa già al futuro: il cantiere dell’ala nord, quella più degradata, al punto da convincere negli anni Ottanta la Soprintendenza a intimare al Comune la chiusura per pericolo di crolli della Pinacoteca, attraversata da una pericolosa frattura nel soffitto. Da allora il degrado nelle stanze abitate dagli Asburgo è solo aumentato. Ma i tempi sono maturi secondo Attilio Maria Navarra, presidente di Italiana Costruzioni, l’impresa che ha restaurato il colonnato del Bernini a San Pietro e che ha guidato i restauri del corpo centrale, restando anche nella gestione del secondo piano nobile, creando con Civita un’apposita società, Cultura Domani, che promuoverà le mostre negli appartamenti degli imperatori di Germania, della duchessa di Genova e del principe di Napoli. «Abbiamo bisogno di tutti per cavalcare questo circolo virtuoso che è appena iniziato», dice Navarra, lanciando un appello a sfruttare il momento magico della reggia, destinata nel 2015 a diventare sede di rappresentanza di Expo, per non fermarsi e realizzare altri obiettivi.
La proposta è destinata a far discutere, poiché il dibattito sulla «privatizzazione» della reggia è sempre stato acceso in città.
Ma l’idea di un utilizzo alberghiero della parte a torto considerata meno pregiata potrebbe diventare un progetto concreto, previsto peraltro anche dal piano Carbonara, vincitore del concorso internazionale di riprogettazione dell’edificio piermariniano.
«Il 27 giugno ho mandato al governatore Maroni e al sindaco Scanagatti la nostra proposta», spiega Navarra, specificando che si tratta di un’idea e non ancora di un progetto, frutto di sopralluoghi e del confronto con alcuni importanti albergatori. «L’ala nord - prosegue il presidente di Italiana Costruzioni - è la parte più prestigiosa ma anche la più ammalorata, con problematiche strutturali. Potrebbe ospitare un’attività alberghiera nel rispetto del bene monumentale, con parti fruibili anche a chi non paga una stanza. Il modello è quello della catena alberghiera delle case e dimore storiche, che svolge attività imprenditoriali nei beni monumentali. Ci sarebbero già soggetti interessati. Ora serve un segnale politico».
Previsto un anno e mezzo di lavori, per un investimento di 15-16 milioni. «Una stima puramente parametrica - precisa Navarra -. Non abbiamo fatto un progetto, per farlo serve un via libera, è un investimento di 300-400mila euro. Certo è l’ala più difficile, con problemi di umidità e di risalita capillare, perché è l’ala meno esposta al sole. Dal punto di vista monumentale invece è un gioiello, molto simile al secondo piano nobile, con stucchi, legni, vetri, parquet e marmi molto belli».
Ma la posta è importante: «Mantenere viva una macchina come la Villa Reale dal punto di vista imprenditoriale è possibile se l’opera viene riqualificata con i parcheggi, i giardini, i collegamenti. Il corpo centrale va inserito in un processo virtuoso». Facendo i conti anche con la burocrazia. «Vedete la fontana? I lavori della Soprintendenza sono partiti tre mesi fa. Noi li avremmo conclusi in 15 giorni - sentenzia Navarra -. Non è un giudizio di merito, il loro è un approccio diverso».

Monza - Viabilità rivoluzionata. Strade intorno al Parco off limits per le auto

di Martino Agostoni da il Giorno

MONZA si sta preparando all’appuntamento annuale più importante e, a cinque giorni dal semaforo verde sul rettilineo dell’Autodromo, è partita in città l’organizzazione per accogliere i migliaia di tifosi attesi per il fine settimana del Gran premio. E, come ogni anno, la principale priorità da affrontare per rendere compatibile e meno traumatico l’evento internazionale sia per chi arriva a Monza sia per i monzesi, è la viabilità urbana e la tutela del Parco. Anche per questa edizione del Gp, il Comune si affida al più che collaudato piano della mobilità che ormai da un decennio viene ripetuto nei tre giorni di competizioni in Autodromo, modificando la circolazione nelle principali direttrici che portano in città e limitando tutta la circolazione lungo le strade attorno al Parco. Si è iniziato già da ieri ad applicare un regolamento speciale per la circolazione all’interno dei 720 ettari del Parco dove, se viale Cavriga è stato riaperto al transito dei veicoli dopo la chiusura alle auto del mese di agosto, resta invece in vigore il divieto di circolazione per caravan e tutti i mezzi pesanti, ad accezione di trasporti merci destinati all’Autodromo, mentre ai commercianti con licenza di aprire le proprie bancarelle nel week-end di gara l’accesso sarà consentito da venerdì mattina, quando il Parco sarà chiuso per tutti i veicoli ad accezione degli autorizzati. La circolazione sarà vietata fino a mezzanotte di domenica così come il 5, 6 e 7 settembre il parcheggio di «Porta Monza» sarà chiuso e riservato ai soli bus turistici.

IN CITTÀ l’impianto generale del piano di mobilità scatta venerdì mattina e segue l’obiettivo di tenere il grande flusso di traffico delle auto dei tifosi e dei bus turistici ai margini della città, lungo i viali attorno a Monza dove verranno preparati grandi parcheggi collegati con il Parco tramite servizi continui di bus navetta. Quindi le strade che portano agli accessi dell’Autodromo saranno chiuse e percorribili solo ai veicoli autorizzati, i mezzi pubblici verranno incrementati con linee dedicate al trasporto dei tifosi da e verso la stazione oltre al potenziamento degli stessi servizi ferroviari, con l’attivazione nel week-end di treni speciali integrativi sulla tratta dalla fermata Biassono-Lesmo a Milano Centrale e della linea tra Milano e Monza. Nello specifico dalle 6.30 del 5 settembre e fino alle 24 del 7 settembre sarà vietata la circolazione a tutti i veicoli, incluso i residenti, nel Parco e i semafori lungo gli assi di sfollamento dell’Autodromo saranno disattivati e presidiati da agenti. Poi dalle 5 del sabato e fino alla fine del deflusso di tifosi dal circuito della domenica, sarà chiuso da piazzale Virgilio l’asse di viale Battisti e viale Brianza, e poi le vie Manara e Monte Rosa.

Monza - La Versailles brianzola ritorna alla sua città. Porte aperte a settembre

di Monica Guzzi da il Giorno del 31/08

LA VERSAILLES brianzola spalanca le porte. Dopo la fine dei lavori del grande cantiere di restauro, che ha comportato la chiusura al pubblico per un anno e mezzo, e gli ultimi interventi di queste settimane per arrivare alla sistemazione esterna, con il ripristino della fontana e i lavori sull’avancorte, dall’8 settembre la Villa Reale riaprirà a tutti.

INGRESSO gratis tutti i giorni dall’8 al 18, musica e spettacoli, oltre all’inaugurazione del bar e del ristorante: sono le iniziative promosse da tutti i protagonisti dell’operazione recupero, guidati dal Consorzio Villa Reale e Parco, per «riscoprire - come recita il biglietto d’inivito pubblicato on line - uno dei più affascinanti tesori dell’arte e della storia del nostro territorio».
«Non sarà un programma di visite guidate, ma una restituzione della Villa Reale restaurata alla città», spiega Lorenzo Lamperti, direttore del Consorzio di gestione della Villa Reale e del Parco. Chiunque potrà accedere al primo e al secondo piano nobile, oltre al Belvedere, destinato a ospitare il Museo del design in collaborazione con la Triennale di Milano, opere da oltre 24 milioni di euro realizzate da una cordata guidata da Italiana Costruzioni. Dall’8 saranno aperti anche il bar e il ristorante gestito dalla F&Degroup di Marcello Forti.
Sarà l’occasione per toccare con mano il risultato dei lavori iniziati nel marzo iniziati a marzo 2012, che hanno interessato il piano terra (interventi sulle pareti e componenti lignee, consolidamento delle strutture), il primo piano nobile (consolidamento del cornicione del Salone delle Feste, restauro della Sala Bianca) e il Belvedere (consolidamento e messa in sicurezza). I lavori più corposi hanno riguardato il secondo piano nobile. Sono stati realizzati interventi di consolidamento, pulitura, messa in sicurezza, integrazione pittorica e delle parti mancanti su volte, parquet e apparati lignei. Restaurati anche lo scalone d’onore e la facciata della reggia.
Conclusi a fine maggio gli interventi più corposi, sono partiti nelle scorse settimane i cantieri della Soprintendenza per il ripristino della fontana, che potrà tornare a zampillare da ottobre, e del Consorzio per la sistemazione dell’avancorte. Queste opere, dal costo di 300mila euro, hanno portato a una nuova chiusura degli spazi della Villa nei mesi estivi. Ripristinati la pavimentazione esterna e gli impianti di illuminazione a raso, mentre la cancellata e le colonne in granito, realizzate nel periodo napoleonico dall’architetto ticinese Luigi Canonica, sono state ripulite e consolidate.
Entro l’8 settembre Tpm terminerà anche la prima tranche dei lavori di riqualificazione dei parcheggi di Porta Monza nel Parco.

L’APERTURA dall’8 settembre (orari lunedì-sabato 10-21 e domenica 10-19) prevede anche diverse iniziative collaterali. Sabato 13 settembre dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18 «Le Relazioni Pericolose», performance teatrale tratta dal romanzo epistolare di De Laclos a cura della compagnia La Danza Immobile, e dalle 18 alle 19 performance jazz con Felice Clemente e Javier Perez Forte, in collaborazione con Blue Note Milano. Domenica 14 dalle 10 alle 19 gruppo di rievocazione storica «Le Feste Galanti», con comparse in maschera; di nuovo le «Relazioni Pericolose» e due esibizioni musicali: l’Ensemble d’ottoni dell’Accademia Teatro alla Scala e i Solisti di canto dell’Accademia Teatro alla Scala con celebri arie d’opera del repertorio italiano.

Monza - In Villa Reale torna a zampillare la fontana delle Biennali d’Arte

di Monica Guzzi da il Giorno del 27/07

LA VILLA REALE riaccende la sua fontana. Terminati i lavori di restauro dell’edificio, con una spesa di 24 milioni sul corpo centrale cui se ne aggiungono altri 12 e mezzo spesi dal ministero per i Beni culturali su facciate, coperture, appartamenti reali e nove stanze del primo piano nobile, ora si lavora sul biglietto da visita della reggia piermariniana: i suoi cortili, che saranno tirati a lucido e diventeranno off limits alle auto, e la fontana degli anni Trenta, il cui recupero è rimasto a lungo bloccato da una contesa sull’opportunità o meno di ripristinarne gli zampilli.

LA FONTANA a forma di conchiglia che per anni ha legato la sua immagine alla facciata neoclassica della villa è arrivata infatti un secolo e mezzo dopo la costruzione dell’edificio piermariniano, esattamente all’epoca dell’ultima Briennale delle Arti ospitata a Monza prima di traslocare a Milano. Ora, superata l’impasse, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano avvierà i restauri grazie a un finanziamento di 360mila euro. Il progetto è stato redatto dall’architetto Annamaria Terafina e dal geometra Gianpiero Bonnet, con il coordinamento del soprintendente Alberto Artioli. I lavori saranno realizzati dall’associazione temporanea di impresa Cosmi srl/SIAL Impianti srl di Settimo Milanese. La grande fontana a conchiglia del primo cortile compreso fra le due cancellate è frutto della sistemazione dello spazio d’ingresso dei primi decenni del Novecento ed è una testimonianza del gusto per le arti decorative tipico del periodo. All’epoca la reggia di Monza fu la sede delle prime quattro Biennali internazionali per le Arti decorative avvenute negli anni 1923, 1925, 1927 e 1930, eventi che poi si trasformarono nelle Triennali di Milano, con sede nel Palazzo del Muzio nel Parco Sempione.
I lavori di ripristino dureranno cinque mesi. La vasca esistente sarà restaurata, mentre per evitare interventi invasivi il sistema dei giochi d’acqua ed eventuali componenti del sistema di pompaggio saranno installati sotto il pelo dell’acqua nel punto più profondo. Le singole lavorazioni sono state precedute da una serie di indagini, analisi e campionature.
Intanto si lavora anche al recupero complessivo dell’avancorte. A dare l’annuncio è Lorenzo Lamperti, direttore generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. «Si tratta del recupero di un’area importante, che negli ultimi anni era stata impropriamente utilizzata come parcheggio - dice -. È il primo di una serie di interventi di restauro programmati per ridare splendore all’ingresso della reggia, anche in previsione dell’imminente apertura al pubblico di settembre».

DA QUALCHE giorno l’area è vietata alle auto. Il progetto prevede il ripristino della pavimentazione esterna degli impianti di illuminazione a raso e adeguate lavorazioni sui parterre di verde. Anche la cancellata e le colonne in granito, realizzate nel periodo napoleonico dall’architetto ticinese Luigi Canonica, subiranno interventi di pulitura, ripristino e consolidamento statico. Anche in questo caso le singole lavorazioni sono state precedute da analisi e campionature. Stanto al programma, i lavori termineranno entro le prima settimana di settembre.

Monza - Villa Reale, riesplode la polemica. E il 9 luglio la parola passa al Tar

di Monica Guzzi da il Giorno del 28/06

LA FINE dei restauri in Villa Reale riaccende le polemiche sul futuro della Versailles brianzola, fra battibecchi politici e ricorsi al Tar. A dividere, la scelta, sostenuta a suo tempo dal centrodestra e contestata dagli avversari che oggi guidano la città, di affidare il recupero del cuore della reggia a una formula che, in cambio dei lavori, ne affida la gestione ventennale ai privati.

I PRIMI fuochi d’artificio sono scoppiati giovedì stesso, durante e dopo la cerimonia di fine lavori. Protagonisti i leghisti e il presidente-commissario forzista della Provincia Dario Allevi, che hanno rivendicato la primogenitura dell’operazione, portata avanti fra mille contestazioni dall’allora sindaco lumbard Marco Mariani, e accusato il centrosinistra oggi al governo di incassare il risultato dopo avere remato contro.
Di parere opposto il comitato per il Parco, che torna a contestare la scelta del project financing e ricorda che il 9 luglio il Tar si esprimerà sul ricorso.
Il primo a sparare a zero è stato Dario Allevi, che prendendo la parola alla cerimonia di fine lavori ha ringraziato l’ex sindaco Mariani, ottenendo l’applauso della platea, e ha ricordato quanti tra i contrari ora cantano vittoria. Un’allusione evidente al sindaco del Pd Roberto Scanagatti - che peraltro aveva già spiegato come il progetto sulle destinazioni d’uso fosse stato migliorato strada facendo - ripresa molto più platealmente dal capogruppo leghista in Regione, il monzese Massimiliano Romeo, che ha accusato il centrosinistra di «atteggiamento ipocrita».
«Fa specie - dice Romeo - vedere tutta la sinistra, dall’attuale sindaco Pd Scanagatti all’ex primo cittadino Michele Faglia farsi belli di questo evento, dopo aver osteggiato in maniera durissima l’iniziativa di restauro». E Romeo ricorda «le 12mila firme raccolte dal Pd e dalla sinistra contro quella che definivano la svendita ai privati della Villa Reale». Pronta la replica del capogruppo Pd in Regione, Enrico Brambilla, brianzolo di Vimercate. «Le discussioni del passato non riguardavano i lavori di ristrutturazione della Villa Reale bensì la gestione del bene nel suo complesso - sottolinea Brambilla -. L’attacco di Romeo è pretestuoso, tant’è che il sindaco Scanagatti nel suo intervento ha riconosciuto il lavoro positivo svolto da chi lo ha preceduto. Bisogna guardare avanti e concentrare le energie perché ora c’è la partita più complicata».
Intanto però si riapre il fronte delle carte bollate poiché, fa sapere il comitato per il Parco, il 9 luglio si terrà l’udienza di merito per l’accertamento dell’illegittimità o nullità della concessione per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori relativi al corpo centrale della Villa, l’esecuzione dei lavori e la gestione delle opere.
«Oltre 11mila cittadini e oltre cento personalità del mondo politico, culturale e artistico italiano hanno aderito all’appello del movimento “La Villa Reale è anche mia” per esprimere il loro dissenso sull’operazione - ricorda il comitato per il Parco -. Un esempio di privatizzazione di un bene culturale in cui l’Ente pubblico abdica al dovere costituzionale di salvaguardare un patrimonio di interesse nazionale da tramandare alle future generazioni».

Monza - Nuova Villa Reale spa. Comunicato stampa e video del restauro

Cerimonia di fine lavori per questo primo caso in Italia di project financing al servizio di una realtà culturale pubblica

Attilio Maria Navarra, Nuova Villa Reale Monza Spa, “Orgogliosi di poter restituire, in tutta la sua originaria bellezza, alla comunità monzese e al Paese, nei tempi previsti e nel pieno rispetto del piano di investimenti, il capolavoro del Piermarini. Grazie alla piena collaborazione tra pubblico e privato, l’Italia torna a riappropriarsi non solo di un insigne monumento, carico di memoria storica e di qualità artistica, ma soprattutto di un luogo vivo e vitale pensato per promuovere attività ed eventi culturali e sociali”.

Monza, 26 giugno 2014 – La Villa Reale di Monza torna al suo antico splendore. Si sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di restauro curati da Nuova Villa Reale Monza Spa, società controllata da Italiana Costruzioni Spa, e partecipata da Malegori Comm. Erminio Srl e Na.Gest. Global Service Srl.

Il bando di Infrastrutture Lombarde (Regione Lombardia) per la progettazione, restauro e gestione della villa rappresenta il primo caso di project financing di una realtà culturale pubblica. L’intervento è stato reso possibile grazie anche al contributo di Arcus Spa, società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo.

In poco più di due anni quasi un centinaio fra operai e restauratori hanno lavorato nel corpo centrale della reggia, una struttura di 10 mila mq per oltre 40 stanze, 3.500 mq di superficie, 2.000 mq di parquet, 800 mq di superfici lapidee e 1.200 metri di impianti.

Alla cerimonia di fine lavori di restauro hanno preso parte, fra gli altri, Caterina Bon Valsassina, direttore regionale per la Lombardia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, Roberto Scanagatti, sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Attilio Maria Navarra, amministratore delegato di Nuova Villa Reale Monza Spa e presidente di Italiana Costruzioni Spa.

I lavori, iniziati a marzo 2012, hanno interessato il piano terra (interventi sulle pareti e componenti lignee, consolidamento delle strutture), il primo piano nobile (consolidamento del cornicione del Salone delle Feste, restauro della Sala Bianca) e Il Belvedere (consolidamento e messa in sicurezza). I lavori più corposi hanno riguardato il secondo piano nobile. Sono stati realizzati interventi di consolidamento, pulitura, messa in sicurezza, integrazione pittorica e delle parti mancanti su volte, parquet e apparati lignei. Restaurati anche lo scalone d'onore e la facciata della reggia.

Entro fine agosto saranno conclusi i collaudi tecnici e a settembre il complesso architettonico del Piermarini sarà aperto al pubblico.

Per i prossimi 20 anni Nuova Villa Reale Monza Spa si occuperà della gestione degli spazi della reggia con il supporto di un comitato scientifico, composto da professionisti di spicco nel mondo dell’arte, della cultura e dell’informazione, e di un comitato di vigilanza e controllo che garantirà la qualità e l’efficienza della gestione. Nuova Villa Reale Monza Spa sarà affiancata da società di lunga esperienza nel ramo culturale-museale (Triennale di Milano), della ristorazione (F&Degroup di Marcello Forti) e degli eventi (Vision Plus).

“E' una grande soddisfazione – ha dichiarato il Sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza - vedere come i lavori appena conclusi abbiano riportato al suo antico splendore uno dei gioielli più preziosi della nostra città e del suo territorio. Un bene che arricchisce il patrimonio dell'Italia, a pochi mesi da Expo, e che presto, da settembre, sarà a disposizione di tutti i cittadini. Intendo proporre, in accordo con il concessionario, un periodo di apertura straordinaria al pubblico della Villa Reale e una serie di iniziative per far arrivare il più lontano possibile il messaggio che un bene di eccezionale valore è tornato sulla scena del ricco panorama culturale italiano. E' stato svolto un ottimo lavoro e di questo dobbiamo essere grati agli architetti, ai tecnici, agli operai e ai restauratori che si sono impegnati con passione e competenza. Desidero inoltre ringraziare tutti i membri del Consorzio per la proficua attività svolta in questi due anni: sempre in stretto e costruttivo rapporto con Nuova Villa Reale Monza, credo di poter dire che siamo riusciti a collaborare per promuovere e sostenere le migliori soluzioni per un uso pubblico e di gran qualità degli spazi appena restaurati. La scelta dei soggetti che in diversi modi avranno il compito di gestire gli spazi recuperati, testimonia della volontà di valorizzare la villa quale museo di se' e come luogo che si candida a ospitare mostre ed eventi di livello internazionale, a partire dall'esposizione permanente sul design in collaborazione con Triennale Milano. Tutto ciò in vista di Expo 2015 e con l'ambizione dichiarata di voler mettere in moto un volano economico a vantaggio di tutto il territorio”.

“Siamo molto soddisfatti – ha commentato Attilio Maria Navarra, amministratore delegato di Nuova Villa Reale Monza Spa e presidente di Italiana Costruzioni Spa – del lavoro svolto dai nostri professionisti nell’arco di questi due anni. La reggia di Monza è finalmente tornata a risplendere e fra qualche mese, dopo aver portato a termine i necessari collaudi, potremo restituirla ai monzesi e, più in generale, agli italiani. Siamo contenti di aver partecipato attivamente a questo primo caso di gestione mista del patrimonio culturale pubblico che preservi la fruizione da parte dei cittadini e lo mantenga nel tempo con una gestione imprenditoriale. Vorrei ringraziare in modo particolare le istituzioni locali e tutti gli attori coinvolti in quest’opera per la loro preziosa collaborazione. Anche se può sembrare scontato voglio ribadire con l’occasione che la villa è e resta dei brianzoli e sarà sempre a disposizione della comunità”.

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