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Omicidio Vivacqua e tangenti per il PGT di Carate Brianza. I processi corrono paralleli

di Pier Attilio Trivulzio

Per la Procura di Monza l'omicidio a Desio del rotamat Paolo Vivacqua è stato un delitto commissionato dalla ex moglie gelosa.

E se invece fosse stata la ‘ndrangheta?
In Brianza comanda la 'ndrangheta e quel fiume di denaro che Vivacqua raccoglieva da banche ed uffici postali faceva gola a molti. E la 'ndrangheta lo sapeva. Conosceva i suoi affari e tutti i suoi movimenti.

Quando poi Vivacqua, cedendo a Bricoman Italia i terreni di via Marengo a Carate Brianza, si è ritrovato in un sol colpo tra le mani 6,171 milioni di euro in assegni circolari che subito il suo braccio destro e prestanome nelle società Loviro ed Edil VLB, Calogero Licata Caruso, ha provveduto a tramutare in moneta sonante, qualcuno ha deciso che andava eliminato.
E, 64 giorni dopo, gli ha mandato il killer che lo ha freddato con sette colpi di pistola calibro 7,65.

Era il 14 novembre 2011. Un lunedì. Da tempo Vivacqua non metteva piede nell'ufficio di via Bramante a Desio. Quella mattina ci arriva, parcheggia la Bmw davanti al palazzone grigio e s'appresta a programmare la giornata. Attorno alle 11.30 è cadavere. Nessuno vede il killer o i killer; nessuno sente gli spari.

Chiamati da Lavinia Mihalache, la nuova e giovane compagna che da cinque mesi gli ha dato un figlio, Nicolas, i carabinieri arrivano e constatano il decesso. Nel portafoglio oltre a poco più di mille euro, alcuni “pizzini” rivelano “che Vivacqua ha prestato denaro ed intrattenuto rapporti con appartenenti ad associazioni malavitose soggetti ad indagine da parte dell'Autorità giudiziaria di Milano, come “Domenico Zema, Mimmo o Zema (arrestato su ordine del giudice Simone Luerti, operazione Tibet - ndr)”.

Oltre a Zema vengono messi sotto controllo dai carabinieri una decina di pregiudicati. E tra questi Gino Guttuso. Uomo cardine del processo che lunedì si apre al Tribunale di Monza e vedrà alla sbarra l'ex moglie di Vivacqua, Germania Biondo, Antonino Giarrana, Antonino Radaelli, Salvino La Rocca e Diego Barba.
Le indagini, in ogni direzione e le intercettazioni telefoniche e ambientali – scrivono nel rapporto i carabinieri di Desio – hanno dato esito sempre negativo”.

Nulla emerge dai controlli e dalle intercettazione su Gino Gattuso che però poi diventa supertestimone indicando in Giarrana e Radaelli i killer, salvo poi ritrattare tutto davanti al giudice Alfredo De Lillo nel corso dell'incidente probatorio.
A far cambiare obiettivo ai militari di Desio è un rapporto dei colleghi di Campobello di Licata che riferiscono due episodi avvenuti nell'agosto 2010 a Ravanusa: i figli di Paolo Vivacqua, Davide e Antonio e, un paio di giorni dopo lo stesso Paolo, affrontano a muso duro l'investigatore privato Diego Barba chiedendogli conto della sua relazione con Germania Biondo.

Sulla scorta di questi episodi gli inquirenti scoprono telefonate intercorse tra Guttuso – che avrebbe prestato il suo scooter ai killer - La Rocca, Barba e Giarrana il 13 e il 14 novembre 2011.

Quelle telefonate – coincidenti, secondo la Procura, con l'orario dell'uccisione di Vivacqua– e alcune intercettazioni “piccanti” tra Germania Biondo e Diego Barba sono i capisaldi del processo che inizierà lunedì al Tribunale di Monza, presidente del collegio giudicante Giuseppe Airò, giudice a latere Alessandro Rossato.

Fu davvero una esecuzione – secondo Gattuso preparata per sei mesi – voluta da Germania Biondo per gelosia con la promessa al killer di 60mila euro in realtà mai versati? E' possibile che gli stessi personaggi, Giarrana e Radaelli, che a sangue freddo e senza commettere errori hanno eliminato Paolo Vivacqua, sette mesi dopo si trasformano invece in un'armata Brancaleone e sgozzano in un box Franca Lo Jacono, consuocera di Paolo Vivacqua, per rubare una valigia con i 6milioni di euro pagati da Bricoman Italia, seminando prove?

Valigia che poi in realtà esiste soltanto in una telefonata intercettata di Lavinia Mihalache, ultima compagna di Paolo Vivacqua.

A novembre 2011 un terzo dei soldi di Bricoman Italia (2.343.840 euro), in realtà, finisce su due conti della banca cinese Agricultural Bank of China.

La restante cifra non è stata mai trovata dalla Guardia di finanza che sta ancora indagando.

Intanto venerdì in aula è ripreso il processo per le tangenti pagate da Paolo Vivacqua ai politici dell'amministrazione Pipino per trasformare i terreni agricoli di Carate in edificabili.

In aula era presente soltanto Antonino Enrico Brambilla (difeso dall'avvocato Ivan Colciago), assenti Calogero e Angelo Miceli, Giorgio Giussani e Walter Longoni. A difendere le società Loviro srl, 3I srl e Bre srl gli avvocati Alessandro D'Adda e Ghezzi.

Martino Muzio, maresciallo della Guardia di finanza di Seregno, ha ripercorso l'iter delle indagini nell'ufficio di Desio di Paolo Vivacqua, la scoperta dei fogli excel con i pagamenti a persone che indicava come la “cooperativa” non soltanto per i terreni di via Marengo ceduti a Bricoman Italia ma anche per quelli di via Padova, via Tagliamento e per il fabbricato di piazza Risorgimento.
Nell'ufficio abbiamo trovato prospetti e annotazioni che facevano ipotizzare pagamenti corruttivi per rendere edificabili i terreni agricoli di Carate”, spiega il maresciallo definendo Felice Tagliabue “socio occulto del Vivacqua il quale da subito si è assunto la paternità dei documenti trovati dando un nome ai soci della “cooperativa”: Maurizio Altobelli, Giorgio Aldeghi e Giampietro Gerosa”.

Elenca quel prospetto con i pagamenti per un totale di 391.500 euro versati il 26 giugno, 28 e 30 luglio 2009, l'11 ottobre 2009 ed i risultati dei riscontri bancari sul conto n. 385 della BPM filiale di Seregno intestato alla società Loviro (con la Edil VLB aveva acquistato terreni via Marengo – ndr) sul quale solo Calogero Licata Caruso aveva la firma.

Riferisce dell'appunto manoscritto trovato nel portafogli del Vivacqua “31.7.2011 ac euro 50.000 Giorgio Cooperativa”. Dove Giorgio è riferito a Giorgio Aldeghi. Dall'esame dello stesso conto le Fiamme gialle risalgono a tre pagamenti di 10.000 euro ciascuno effettuati il 9, 10 e 11 giugno 2009, di 12.500 il 12 giugno ed altri due prelievi di 10.000 euro il 24 e 25 dello stesso mese. Tutti girati alla “cooperativa”.

Il maresciallo ricorda che dalla documentazione rinvenuta in via Bramante d'Urbino si risale al terreno seminativo di via Lombardia di proprietà dei fratelli Viganò che alla data del 31 marzo 2006 passa con il preliminare a Claudio Riva. “La parte più consistente dei terreni di via Marengo della Loviro srl – spiega - viene ceduta a Bricoman Italia, un'altra porzione più piccola alla società 3I srl “.
Soci della 3I srl sono Massimo Pirovano, Walter Longoni, Giorgio Giussani e attraverso la Emmetre Immobiliare srl Maurizio Altobelli, consigliere comunale e presidente della commissione edilizia a Carate Brianza.

Dalle perquisizioni e dall'ispezione dei computer degli indagati Massimo Pirovano, Felice Tagliabue, Giorgio Aldeghi, Gerosa Giampietro e Maurizio Altobelli, ed in particolare dal documento-testamento rinvenuto in casa di Massimo Pirovanonel caso dovesse succedermi qualcosa” gli inquirenti risalgono alle mazzette pagate ed ai corrotti. Per l'insediamento di via Tagliamento ai politici vengono pagati 150mila euro.
Nell'hard disk di Pirovano abbiamo trovato un file aggiornato al 6 gennaio 2012 dal quale erano scomparse le cifre pagate ai politici”, dice il maresciallo.

Spiega che “il prospetto trovato nell'hard disk di Pirovano è molto dettagliato. Ci sono le spese in una colonna uscite e poi in altra colonna, usciteB, il pagamento di 150mila euro per cambio destinazione terreno via Tagliamento; una scheda cantiere con l'operazione di 30mila euro pagati ad un politico e poi i prospetti per i terreni di via al Valà il cui insediamento è stato portato avanti dalla Art Edificare di Pirovano con la cifra di 60mila euro nella colonna usciteB ed un prospetto leggermene diverso riguardante la 3I srl che fa capo ad Altobelli, Pirovano e Longoni con l'annotazione 50mila euro cambio uso forfait”.

Il teste, maresciallo Muzio, sollecitato dal pubblico ministero Donata Costa riferisce che a seguito di perquisizioni, accertamenti, intercettazioni e ascolto di persona informate dei fatti come Altobelli, Pirovano, Tagliabue, Gerosa e Licata è pervenuta documentazione dai colleghi della Gdf di Paderno Dugnano.

Risultano pagamenti personali ad Altobelli?”, chiede il pubblico ministero. “Altobelli deteneva quote nella Emmetre Immobiliare e nella 3Isrl”, risponde il teste e precisa “Altobelli era socio anche in altra operazione immobiliare con 150mila euro di dazione al politico”.

Donata Costa passa a chiedere al teste in merito alla posizione dell'indagato Antonio Brambilla. “Ha percepito 30mila euro per consulenze relative a Bricoman”. Ricorda il pm che presso l'abitazione di Brambilla è stata sequestrata documentazione, il teste ricorda che il Brambilla in veste di consigliere comunale ha partecipato al Pgt.

Si parla di una email mandata dall'architetto Fabio Conca (non indagato) a Giorgio Aldeghi e da questi inviata ad Antonio Brambilla nella quale è detto “al fine di accelerare i tempi di approvazione e poter dare atto alla convenzione...la nostra squadra...”.

Relativamente alla posizione di Brambilla, Donata Costa precisa che a seguito di interrogatorio del luglio 2012 ed al sequestro di documentazione Brambilla viene indagato con riferimento al pagamento di una tangente di 150mila euro relativa all'operazione della 3I srl in via Tagliamento, terreno agricolo su cui insiste un vincolo del Parco della Valle del Lambro diventato edificabile col Pgt nel 2009.

Riferendosi al pm Donata Costa interviene l'avvocato Colgiaco: “L'interrogatorio del mio assistito Brambilla è del luglio 2012, il pm è andato avanti con le indagini fino al luglio 2013 oltrepassando i vincoli di sei mesi senza avere prorogato e quindi il teste non può riferire”.

La replica del pm: “Tutta la mia attività investigativa è depositata con gli atti 36/37/38 del 17, 18 e 23 ottobre 2012. Il 4 ottobre per delega si autorizza la Gdf a esaminare la documentazione acquisita da altro processo e riferire”.

Il Tribunale decide “l'acquisizione della documentazione fino al 13 ottobre 2012 e che l'informativa redatta successivamente non costituisce pertanto adozione”.

Si torna a parlare dell'area di via Tagliamento, del vincolo paesaggistico della Valle del Lambro risalente al 1994, dell'incarico avuto nel 2008 da Brambilla dal Parco Valle Lambro liquidato con 20mila euro; dell'inedificabilità di quel terreno che resta agricolo, della revisione delle norme tecniche del Parco Valle Lambro affidata al professor Pierluigi Paolillo del Politecnico di Milano, della pratica che giace fino al 2010 quando la Regione Lombardia pubblica sul suo bollettino che su quell'area “non sono ammesse edificazioni salvo quelle ospedaliere”.

Si approfondisce la questione del terreno agricolo di via Padova che una tangente di 30mila euro ha trasformato in edificabile. E qui il giallo. Il 5 marzo 2012 la Gdf accede alla banca dati e scopre che l'area di via Padova è “terreno seminativo”. Però quando i militari arrivano sul posto trovano che c'è in costruzione una palazzina con appartamenti di lusso già quasi finita.

L'udienza si chiude con la deposizione spontanea di Antonino Brambilla che si difende dalle accuse dicendo che “per aver fatto richieste in qualità di capogruppo ero il più malvisto da An e Lega perchè nel 2004 avevo fatto cadere la Giunta... Nella redazione sulla convenzione attuativa del piano ero consulente, la responsabile era Emma Boldrin. Ho redatto il testo sulle base fornitami dall'Amministrazione Comunale. E il mio testo era di puro accertamento e non decisionale”.

Aggiunge: “Una commissione aveva deciso l'edificabilità di via Tagliamento – confina con l'ospedale di Carate - per la realizzazione di un pronto soccorso, laboratori e comunque per esigenza pubblica... Ho iniziato a redigere le norme per il Parco Valle Lambro che comprende 35 Comuni e per predisporre il piano ho impiegato 17 anni, dall'83 al 2000. Poi però, per la variante si sono rivolti al professor Paolillo. Io mandai solo una bozza col disciplinare. Il Parco decise poi di fare un bando e se ne appropriò”.

Si torna in aula tra una settimana. Sono stati convocati come testi Maurizio Altobelli, Giorgio Aldeghi, Massimo Pirovano, Felice Tagliabue e Calogero Licata Caruso, unico detenuto.

Nella foto il Sostituto Procuratore, la Dott.ssa Donata Costa
 

Così in occasione del Gran premio la Banda Bassotti derubava la Sias

di Pier Attilio Trivulzio

Alla stessa velocità con cui i piloti di Formula 1 vincevano i Gran premi d'Italia a Monza, Enrico Ferrari direttore dal 1983 della Sias, Claudio Viganò, presidente della stessa società, e Marco Villa titolare di Acp&Partners – tra il 2007 e il 2012 - hanno fatto man bassa della cassa di Sias.

Per loro, Gran premio d'Italia e Superbike non erano avvenimenti sportivi bensì occasione per appropriarsi di denaro che finiva sui conti correnti personali. Enrico Ferrari provvedeva anche a farsi corrispondere in nero dagli organizzatori svizzeri di STW Kuno e Moto Center Thun e dalla tedesca PNC SportPromotion GMBH la metà della tariffa ufficiale per l'affitto della pista. 

A conti fatti tra il 2007 e il 2012 Enrico Ferrari si sarebbe appropriato di “almeno 1.033.400 euro”. Per questo la Procura di Monza ha disposto il sequestro di 1.900.106,2 euro per Enrico Ferrari e 1.167.195,81 euro per  Claudio Viganò.

Una sorta di Banda Bassotti che scappava col malloppo.

Interrogata il 25 maggio 2012 la dipendente di Sias Franca Vigani aveva dichiarato: “Su disposizione del dottor Ferrari Enrico in occasione del Gran premio di formula uno emettevo fatture verso Acp&Partners per operazioni inesistenti. In pratica il dottor Ferrari mi dava disposizione di raccogliere buona parte delle somme in contanti derivanti dalla vendita di biglietti al privato che consegnavo a Marco Villa di Acp&Partners il quale, contestualmente, emetteva assegno di pari importo....Ricordo che nei giorni della gara il Villa passava continuamente con pressanti richieste presso il mio ufficio a chiedere se c'erano contanti da portare via. Di sicuro la somma complessiva veniva consegnata al massimo nella giornata successiva alla gara in quanto, ribadisco, le richieste di Villa erano davvero pressanti”.

Gli esperti delle Fiamme gialle di Monza scoprono che nel 2007 Acp&Partner acquista da Sias biglietti di tribune per 93.617 euro, nel 2008 per 97.600, nel 2009 per 58.909; nel 2010 per 55.400 e nel 2011 per 40.975 euro.

L'analisi compiuta dalla Guardia di finanza – scrivono i magistrati – evidenzia che la vendita dei biglietti del Gran premio tra Sias e Acp&Partners sia afferente ad operazioni inesistenti finalizzate a creare una provvista di denaro contante nella disponibilità di Marco Villa che simulava il pagamento delle fatture in questione ottenendo il relativo ed immediato ristorno in contanti della somma da parte della signora Vigani Franca nelle mani di Villa Marco configurandosi così l'ipotesi delittuosa a carico di Ferrari Enrico quale artefice del “giro” con Acp&Partners nonché a Viganò Claudio quale “storico” Presidente del Consiglio d'amministrazione fino all'ottobre 2010”.

Sotto la gestione di Enrico Ferrari, in occasione del Gran premio di Formula 1 vengono stampati in particolare biglietti della serie “speciale” Sias ben oltre il 5 per cento sul totale stabilito dalla legge - dichiara il presidente di Sias Paolo Guaitamacchi autore assieme a Pietro Mazzo dell'esposto che nel gennaio 2012 ha dato origine all'inchiesta della Procura monzese -. A dirmelo è stato Marco Villa amministratore di Acp&Partners il quale mi ha riferito che i contanti ricevuti, di fatto venivano poi utilizzati per pagare l'acquisto di pass Paddock attraverso Pasquale Lattuneddu....In pratica con tale meccanismo Acp si paga i pass omaggio per il Paddock facendoli fatturare da Sias con una vendita fittizia di biglietti in quanto, di fatto, sono venduti al minuto...Prima del mio arrivo alla presidenza di Sias già il collegio sindacale aveva espresso riserve su pagamenti a società con sedi in paesi black list...A detta di Ferrari il tramite tra FOA e Sias per il rilascio dei pass (e cioè colui che ha indicato la società inglese) è il signor Pasquale Lattuneddu che credo viva tra Londra e Tempio Pausania”.

Le società inglesi a cui fa riferimento l'ex presidente Guaitamacchi sono la Blast Events Limited, AD Evolution Ltd e Ara Service Ltd. AD Evolution ha ricevuto 176.537 euro nel 2008, 181.915 nel 2009 e 178.320 nel 2010. In quanto a Blast Events Ltd gli importi fatturati sono stati 94.600 nel 2007, 99.000 nel 2008, 97.300 per il 2009.
Ara Service Limited sarebbe stata in realtà fornitore di Sias “per prestazioni Gran premio di F1”. La fatture emesse hanno lo stesso format di quelle utilizzate da AD Evolution Ltd ed inoltre la domiciliazione bancaria è la stessa con la sola differenza del numero di conto che risulta essere successivo di circa cinquanta numeri. Ara Service ha incassato 135mila euro nel 2010 e altri 135mila euro nel 2011.
Per i magistrati queste società possono tranquillamente essere considerate società “cartiere”.
“...il dottor Ferrari era solito chiedere negli anni 2008, 2009, 2010 il totale dei biglietti del Gran premio di formula uno venduti dalle maggiori biglietterie estere, ciò al fine di predisporre delle lettere che giustificassero il pagamenti da parte di Sias alla AD Evolution, società di diritto inglese, di una somma a titolo di costi per pubblicità e pubbliche relazioni nonché gestione di agenzie estere....- fa mettere a verbale Franca Vigani - Non vi è mai stata alcuna prestazione che potesse giustificare i pagamenti di Sias...Nella corrispondenza di Sias è sicuramente presente la corrispondenza fittizia proveniente dalla AD Evolution, ma in realtà predisposta da Ferrari che simulava i rapporti commerciali tra le due società”.

Maria Ulderica Olimpia Stefani, dipendente di Acp&Partners, conferma le dichiarazioni della Vigani, dice “..d'aver predisposto bonifici esteri ma non ricordo di avere mai avuto contatti con nessuna persona riconducibile alla AD Evolution Ltd... Posso comunque affermare che annualmente si provvedeva a conteggiare gli importi delle fatture emesse dalla Sias relative alla vendita di biglietti ed inoltre si andava a sommare gli acquisti dei pass paddock da Pasquale Lattuneddu che era pari a 40mila euro oltre alla commissione Acp per gli anni 2009 e 2008 mentre per il 2007 era pari a 35mila euro a cui va aggiunta la commissione Acp. L'importo totale così ottenuto che ammontava a circa 100/110mila euro veniva compensato da fatture emesse alla Sias dalla Blast e dalla Cast Monaco...Rilevo che l'importo totale è stato suddiviso in due parti, una di competenza di LATT, che ribadisco ritengo essere Pasquale Lattuneddu collaboratore di Bernie Ecclestone e l'altra di spettanza della Sias...”.

Che secondo i rumors raccolti nel paddock in occasione dell'ultimo Gran premio Pasquale Lattuneddu fosse il referente finale degli importi fatturati dalle tre società “cartiere” inglesi si è occupato Infonodo.org (vedi Le tangenti di Sias potrebbero essere finite in Canada. Domani in Tribunale processo agli ex dirigenti dell’Autodromo). Per la vicenda del Rally di Sardegna organizzato dalla società amministrata dalla sorella Adriana, il braccio destro di Bernie Ecclestone, ha il dente avvelenato con Angelo Sticchi Damiani presidente dell'Automobile Club d'Italia. Ne parla, sia pure in modo criptato con Enrico Ferrari in una telefonata intercettata dalla Gdf su ordine dei magistrati monzesi il 26 maggio 2012.

Lattuneddu: “Il tuo, il nostro amico sta cercando di parlargli (il riferimento è a Angelo Sticchi Damiani presidente dell'ACI che cerca Bernie Ecclestone-ndr).
Ferrari: “Eh, ho capito!”.
Lattuneddu: “Sapevi niente tu?”.
Ferrari: “No”.
Lattuneddu: “Non accennare nulla (a Ecclestone – ndr) ti prego, lascia perdere guarda...io gli ho dato (a Sticchi Damiani – ndr) la chanche di sentirlo un po' ma...
Ferrari: “No, io a suo tempo avevo detto...se ci riferiamo al nostro Presidente (Sticchi Damiani - ndr), giusto?
Lattuneddu: “Si!
Evidentemente riferendosi alla vicenda del Rally di Sardegna Ferrari riporta quanto gli ha detto il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani “anche lui stesso ha detto “basta devo farla finita con sta storia...mettiamoci una pietra sopra” ci andrò a parlare. Come avevi detto tu d'altronde, anche tu dal tuo lato ha detto...va be' basta, insomma...
Lattuneddu: “Si ma a me non me ne frega più un cazzo!
Ferrari: “Sì, esatto!
Lattuneddu: “Cioè, sinceramente, tra me e te te lo dico da amico, da fratello...”
Ferrari: “Si...
Lattuneddu: “Se non mi parla (Sticchi Damiani – ndr) è meglio, te lo dico sinceramente. Tanto io.. io Enrico sto pagando ancora dei mutui eh? Lo sai o no?”.
Ferrari: “Sì, sì, lo so”.
Lattuneddu: “Eh...gli ho anche detto a lui, cioè come faccio a dimenticare...
Ferrari: “Ah no no...non si tratta di dimenticare, si tratta di avere una...”
Lattuneddu: “Eh, non è facile...cioè tu praticamente non c'hai messo una lira è chiaro che...che te ne dimentichi facilmente no? Però... quando lasci i feriti a terra, cazzo. Quindi..
Ferrari: “Sì, sì...no questo lo capisco, certo”.
Lattuneddu si congeda così: “Un abbraccio e tieni duro li, tanto sappiamo tutti che tu Enrico verrai fuori bene, tranquillo che conoscono tutti la tua onestà”. Ferrari si schernisce: “Eh, eh, eh..”.
Lattuneddu: “E' la verità”.

É Lattuneddu che, su sollecitazione di Enrico Ferrari, a settembre del 2010 quando la dirigenza Sias è nell'occhio del ciclone con il presidente della Provincia Dario Allevi e il senatore lumbard Cesarino Monti che vorrebbero dare il benservito a Enrico Ferrari e a Giorgio Beghella Bartoli scrive questa email. “Voglio ringraziare te e il tuo staff per la grande organizzazione del Gran premio. E adesso posso dirti, dopo anni di collaborazione, che è l'evento meglio organizzato al mondo. Il nostro desiderio è di poter lavorare con te anche in futuro”.

Chissà, forse la data di spedizione di questa email potrebbe coincidere con la partenza del bonifico di 135mila euro alla Ara Service Limited...
 

Le tangenti di Sias potrebbero essere finite in Canada. Domani in Tribunale processo agli ex dirigenti dell’Autodromo

di Pier Attilio Trivulzio

Prima di finire nelle mani del destinatario o dei destinatari, hanno fatto il giro di mezzo mondo quei 1,6 milioni di euro fatturati da Sias, tra il 2007 e il 2011, alle società inglesi AD Evolution LimitedBlast Eevents Limited eAra Service “per operazioni inesistenti volte a mascherare una maxi evasione fiscale”.
Dopo essere stati depositati su un unico conto corrente in una banca di Londra, i soldi a cui la Procura di Monza e gli uomini della Guardia di Finanza stanno dando la caccia, potrebbero essere finiti in Canada e da qui trasferiti in Italia.
Dall’inchiesta ancora in corso sarebbe, infatti, emersa la casella postale 7239 dell'avvocato C. Paul W. Smith, partner dello studio legale Stewart McKelvey, al 44 di Chapman Hill a Saint John, New Brunswick, Canada.

Nei giorni dell'ultimo Gran premio d'Italia insistenti rumors indicavano in Pasquale Lattuneddu, braccio destro di Bernie Ecclestone, il presunto destinatario finale della somma.
Addirittura motivando che la cifra sarebbe servita a chiudere il contenzioso della sorella Adriana per la vicenda del Rally d'Italia – gara valida per il mondiale Fia - organizzato in Sardegna nel 2004 dalla società Europe Team di cui Adriana Lattuneddu era amministratrice.

Va però detto che – come ci informa l'avvocato Pierantonio Menapace - “il Tribunale di CAGLIARI (sentenza n.1830 del 21/0//2011) ha assolto Adriana Lattuneddu perché il fatto non sussiste” e, sempre secondo il legale della Lattuneddu, “la sentenza non è stata appellata ed è diventata definitiva né risultano in corso accertamenti di alcun genere”.  Nulla scrive invece l'avvocato Menapace sulla posizione processuale di Mario Pinna, coordinatore dell'area promozione dell'Esit.

Il pubblico ministero Guido Panni aveva chiesto per Mario Pinna la condanna a 2 anni e mezzo per truffa aggravata, peculato e falso ideologico e per Adriana Lattuneddu 2 anni per truffa aggravata.
La sentenza dunque non è stata appellata e però a quanto ci risulta erano stati decisi accertamenti per sapere se e quando Adriana Lattuneddu  aveva rimborsato all'ACI i soldi anticipati alla FIA per l'iscrizione della gara al Mondiale Rally 2004. Riesce cortesemente l'avvocato Menapace a farci avere copia della quietanza che l'Automobile Club d'Italia dovrebbe averle rilasciato a conferma dell'avvenuto rimborso?
Fatture per 1.168.000 euro erano state pagate dalla Regione Sardegna.

Della vicenda si era occupata anche la Camera nella seduta del 26 aprile 2005 (vediinterrogazione dell'onerevole Franco Cardiello).
L'interrogazione ipotizzava il “falso in atto pubblico che coinvolge anche gli amministratori dell'Automobile Club d'Italia a giudizio davanti alla Corte dei Conti e che la Camera arbitrale del Coni il 12 novembre 2004 ha evidenziato la scarsa trasparenza dell'intero procedimento decisionale seguito dall'ACI-Csai sia nella scelta della sede del Rally d'Italia che in quella dell'evento sportivo individuato senza alcuna aperta e trasparente procedura di selezione, per di più facendo affidamento su singole persone fisiche [...] aver concesso l'organizzazione del Rally d'Italia 2004 alla società Europe Team in maniera del tutto arbitraria e senza le necessarie garanzie, l'abuso commesso dal presidente dell'ACI-Csai il quale non avendone potere ha autorizzato il pagamento alla FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile che organizza il mondiale rally – ndr) della tassa relativa alla prova del mondiale al solo scopo di salvare la faccia e il mondiale a fronte del mancato pagamento da parte di Europe Team di Adriana Lattuneddu che non ha tenuto fede agli impegni assunti e non ha mai pagato”.

La risposta di Roberto Cota (Lega) fu che “Europe Team avrebbe restituito all'ACI-Csai a rate per contanti la tassa d'iscrizione anticipata alla Fia e che Europe Team aveva già organizzato due gare di campionato Formula 3000 in Sardegna”.

In realtà ad organizzare a novembre 2002 e nel 2003 il “Gran Premio del Mediterraneo” poi ribattezzato “Gran Premio Cagliari” valido quale ultima prova dell'Euro Formula 3000 furono – su sollecitazione di Pasquale Lattuneddu - la International Promotion di Pier Luigi Corbari e la Event Group. Alla realizzazione del circuito attorno allo stadio Sant'Elia di Cagliari collaborò la Sias, società di gestione dell'Autodromo di Monza.
Con la denominazione di “Gran Premio Cagliari” nel 2003 la prova valida per la Formula Superfound di Formula 3000 preceduta da una gara di Formula 3, il Sardinia Master, vinta da Robert Kubica, fu preceduta dalla esibizione di Jarno Trulli e Fernando Alonso con la Renault F1 e da Jean Alesi con la Mercedes Clk del DTM; a calendario anche nel 2004 il circuito di Cagliari venne però cancellato avendo Pasquale Lattuneddu deciso di puntare su una gara di prestigio mondiale, il Rally d'Italia.

Lo scorso 7 settembre abbiamo chiesto a Pasquale Lattuneddu una dichiarazione relativa ai rumors che lo vorrebbero coinvolto nell'inchiesta sul malaffare della Sias.
Non si è sottratto. “Non capisco perchè dovrei essere sentito dai magistrati – ci ha detto -. Anch'io ho sentito i rumors che mi danno coinvolto nelle vicende della Sias, però io non sono mai stato sentito e non capisco perchè dovrei essere sentito. Gli inquirenti facciano la loro indagine, vadano a Londra ad indagare. Su questa vicenda non si devono fare chiacchere, la sola cosa che conta è che il Gran premio rimanga a Monza”.
Per la verità, gli uomini del Colonello Mario Salerno della Guardia di finanza di Monza a Londra si sono recati l'estate dello scorso anno.

Per avere riscontri sulla rogatoria chiesta dal sostituto procuratore Walter Mapelli che il 7 marzo aveva scritto alle autorità inglesi chiedendo collaborazione per le fatture emesse da Sias a Blast Events Ltd, AD Evolution Ltd, Ara Service, FOM Formula One Management e FOWC Formula One World Championship.
Gli uomini delle Fiamme Gialle avevano fatto visita agli uffici di Bernie Ecclestone domandando ragguagli in merito a due fatture emesse da Sias a FOM e FOWC ottenendo – a quanto pare – risposte abbastanza convincenti.

Lo stesso comandante Salerno si è presentato sabato pomeriggio (6 settembre – ndr) in Autodromo al motorhome di Ecclestone per consegnare un documento – tradotto in inglese – con le istruzioni da seguire alla lettera per ottenere da Sias il saldo relativo al Gran premio d'Italia 2014.
I milioni di dollari previsti dal contratto dovranno essere richiesti indicando un conto bancario in Italia e quindi trasferiti sul conto della Formula One World Championship società che dal 2010, ha rilevato dalla FOA, Formula One Administration, tutti i diritti commerciali del Campionato Mondiale di Formula 1.

FOWC e FOA sono società interamente controllate dalla SLEC Holdings di Bernie Ecclestone che ha sede nel Baliato di Jersey, paradiso fiscale britannico.
Sempre dal 2010 FOA ha venduto tutte le sue attività alla controllata FOM, Formula One Management per 102milioni di dollari e FOWC per 1 dollaro (sì, solo un dollaro) che però ha raccolto i diritti di licenza dalla Allsport Management, società che si occupa della pubblicità sui circuiti del mondiale di Formula 1, Monza compresa.

E' attorno a questo turbine di società che le Fiamme Gialle di Monza stanno lavorando per dare un volto a chi alla fine ha davvero intascato quel 1,6milione di euro che Sias ha fatturato per 5 anni.
Il nome di Pasquale Lattuneddu compare in diverse intercettazioni mentre parla conEnrico Ferrari.

Va però detto che la seconda trance dell'inchiesta dei pm Walter Mapelli e Caterina Trentini sarà disponibile soltanto tra qualche giorno.
E' l'ultimo tassello che manca per completare il complicato puzzle del malaffare in Autodromo partito a febbraio 2012 con la denuncia dell'allora presidente di Sias, Paolo Guaitamacchi.
Giovedì 18 settembre in Tribunale a Monza, davanti al Collegio 4 presieduto dal giudice Alessandro Rossato inizierà il processo contro i 13 imputati: l'ex direttore Enrico Ferrari, l'ex responsabile tecnico Giorgio Beghella BartoliMarco Mario Villa (ex Acp&Patners),Stefano Tremolada (dipendente Sias), Emanuele Vialardi e Federica Evangelista(società Duepi) , i funzionari del Comune di Monza Giuseppina Panuccio e Mauro Ronzoni, l'ex comandante della Polizia locale di Biassono Francesco FalsettiCarlo Sala, vice comandante Polizia locale di Cinisello Balsamo, Gianni Zongaro della Edilimpianti di Vedano al Lambro e Silvia Villa.
Accusato di “falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico” ha patteggiato il dipendente del Comune di Monza Giuseppe Laurenza.

Mentre gli atti riguardanti Jury Re Cecconi e Ronny Cazzaniga che si occupavano della security in Autodromo sono stati trasferiti al Tribunale di Milano, competente anche per la posizione dell'ex contabile di Sias, Franco Becchere il cui nome compare nell'inchiesta della Dda di Ilda Bocassini con la pesante accusa di pedopornografia.
Sette i capi d'accusa – tra cui l'usura - contestati a Enrico Ferrari dal 1983 direttore della Società Incremento Automobilismo e Sport.

Intanto - come anticipato da Infonodo il 5 settembre - sono stati depositati presso la cancelleria del Tribunale i documenti relativi alla seconda tranche dell'inchiesta riguardanti l'ex presidente di Sias Claudio Viganò, l'ex contabile Franco Becchere, l'ex responsabile della Siae di Monza e Brianza Americo MartinoGabriele Aliprandi del Moto Club Biassono ed alcuni tesserati del sodalizio motociclistico.
Indagine chiusa.

Resta però ancora nelle mani della Guardia di finanza il filone delle società inglesi “beneficiate” da Sias.

Seregno - Fusione Gelsia, Acsm-Agam. All'advisor Banca Profilo 1 milione di euro con conflitto d'interessi dichiarato

di k.ts.

Sarà di circa un milione di euro il compenso che Banca Profilo incasserà dalla fusione fra i gruppi AEB-Gelsia e Acsm-Agam.

É quanto emerge dalla Lettera di Incarico di Banca Profilo inviata alle due municipalizzate brianzole che infonodo.org pubblica in esclusiva.
Il documento “riservato” - al suo interno, infatti, é esplicitato che “sono considerate Informazioni Confidenziali e dunque soggette all’obbligo di riservatezza, l’esistenza, il contenuto e le condizioni del presente Incarico” - contiene tutte le informazioni dell’incarico a Banca Profilo, compresi i compensi che questa percepirà.

La remunerazione complessiva dell’advisor finanziario - la banca d’affari milanese guidata dal monzese Matteo Arpe, famoso perché, nel 2007, ancora quarantenne, incassò una liquidazione fra i 40 e i 50 milioni di euro da Capitalia (vedi Capitalia, a Geronzi maxi liquidazione) - è distinta in due voci principali.

Il Retainer Fee (commissione temporale di consulenza) di 30mila euro al mese, per sei mesi, da corrispondere mensilmente, per una cifra complessiva non inferiore ai 180mila euro da dividersi equamente fra AEB-Gelsia e Acsm-Agam (AEB ha già liquidato a Banca Profilo fatture per € 93.455,82, vedi Seregno - Decolla la fusione tra AEB-Gelsia e Acsm-Agam).
Il Success Fee (commissione di successo) di 800mila euro che la società nata dalla fusione fra AEB-Gelsia e Acsm-Agam pagherà a Banca Profilo.
A tutti gli importi bisognerà aggiungere l’Iva e le spese di vitto, viaggio e alloggio “che l’Advisor (Banca Profilo - NdR) dovrà affrontare per l’espletamento dell’incarico”.
 

Il conflitto di interesse

Marco Baga, responsabile dell’Area Investment Banking di Banca Profilo, è la persona chiamata a coordinare il gruppo di lavoro che gestisce e gestirà l’operazione di fusione.

Baga è membro, dal maggio 2012, del Consiglio di Sorveglianza di A2A con una remunerazione annua di circa 60mila euro (vedi Relazione sulla remunerazione di A2A).
In A2A, Baga è stato voluto dal sindaco di Varese, Attilio Fontana (Lega Nord) e dal sindaco uscente di Bergamo, l’ex missino Franco Tentorio del PDL (vedi documento).

A2A a sua volta controlla il 21,94% delle azioni di Acsm-Agam, la multiutility nata dalla fusione delle municipalizzate di Como e Monza, che si appresta a fondersi con Gelsia.

Il conflitto di interesse del dottor Baga, advisor della fusione e allo stesso tempo membro del Consiglio di Sorveglianza di un’azionista importante di Acsm-Agam (una delle parti in gioco), è evidente e al punto 10 della Lettera di Incarico tale conflitto di interessi viene scritto nero su bianco (vedi sotto) per essere accettato da tutti i contraenti, compreso il gruppo AEB-Gelsia.

Gli step della fusione

Il lavoro del pool di professionisti guidati da Marco Baga si svolge in due fasi: la fase preliminare che terminerà con la predisposizione del Documento Informativo di presentazione dell’operazione di fusione (il documento su cui i soci, tra cui il consiglio comunale di Seregno, saranno chiamati a votare), e la fase esecutiva in cui Banca Profilo coordinerà i consulenti legali, contabili e fiscali individuati dai Mandanti (cioè AEB-Gelsia e Acsm-Agam) che “attueranno un adeguato programma di due diligence (debita diligentia)”. Cioè controlleranno con la “dovuta dilegenza” l’intera operazione.
Nel comunicato stampa dell’8 settembre, le due municipalizzate hanno reso pubblico l’incarico conferito ai due advisor legali.
Lo Studio Bonelli Erede Pappalardo, primo studio legale italiano per fatturato, seguirà AEB-Gelsia, mentre lo studio Bettini-Formigari e Pericu sarà l’advisor di Acsm-Agam (vedi Comunicato Lettera di Intenti).

La scelta degli advisor finanziari e legali è avvenuta senza bando di gara, anche se le due municipalizzate sono controllate da enti pubblici. In particolare AEB-Gelsia è una società a totale controllo pubblico, con il comune di Seregno che detiene il 72% delle azioni.

Una prassi poco trasparente. Se non altro per il semplice motivo che un bando di gara è un atto pubblico attraverso il quale si conoscono da subito i compensi che riceveranno i professionisti chiamati a gestire la fusione, mentre una Lettera di Incarico, come quella di Banca Profilo, è destinata a rimanere riservata, anzi impegna le parti contraenti alla riservatezza.

Quando, nel 2007, si realizzò la fusione tra le municipalizzate di Milano e Brescia per far nascere il colosso A2A, il comune di Milano, guidato allora da Letizia Moratti, fece bandi di gara al massimo ribasso per scegliere gli advisor (vedi bando del comune di Milano).

Quella maledetta fretta

Il movimento a tappe forzate con cui, invece, sta procedendo la fusione tra Gelsia e Acsm-Agam (con il bando di gara si sarebbero allungati i tempi) non risiede in ragioni industriali, economiche o finanziarie, ma ha motivazioni prettamente politiche.
Il ticchettio che fa da sfondo alla fusione è dell’orologio che corre e annuncia le elezioni amministrative a Seregno per il marzo 2015.
L’amministrazione guidata da Giacinto Mariani per quella data vuole completare la fusione di AEB-Gelsia con Acsm-Agam, privatizzando di fatto la municipalizzata seregnese, visto che la holding che nascerà sarà quotata in Borsa, così come è quotata Acsm-Agam.

Un passaggio epocale, per la vecchia Amsp (Azienda Municipalizzata Servizi Elettrici) di Seregno, poi diventata AEB-Gelsia.
Nata nel 1910, la società ha attraversato due guerre mondiali, il fascismo, la nazionalizzazione dell’aziende elettriche private del 1962 e poi la privatizzazione di quelle pubbliche degli anni ‘90.
Per arrivare, infine, ai nostri giorni a essere privatizzata da un ex gestore di locali di lap dance, sotto processo per appropriazione indebita - quale è il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani.

Cinque controllate? No, meglio sei

Secondo indiscrezioni, il business plan della fusione avrebbe previsto la nascita di una holding con cinque aziende controllate a cui affidare le attività core business della nuova società: distribuzione del gas, dell’energia elettrica, raccolta dei rifiuti, inceneritore, farmacie comunali, ecc..
Su esplicita richiesta del sindaco di Seregno, le società controllate dalla holding dovrebbero, invece, essere sei.
Sei nuovi consigli di amministrazione da eleggere sono meglio di cinque, anche per gli equilibri tra i partiti che parteciperanno alla nomina dei nuovi amministratori.

L’incarico dato all’Advisor, Banca Profilo, ha durata annuale e scadrà a fine gennaio 2015.
Per quella data sarà tutto fatto, ci si attende, infatti, che entro la fine del 2014 il processo di fusione si concluda (vedi intervista a Umberto D’Alessandro, vice presidente di Acsm-Agam).

Un consiglio comunale svuotato

Il passaggio formale di approvazione da parte del consiglio comunale di Seregno dovrebbe essere messo in calendario per metà ottobre.
Per legge il passaggio in consiglio comunale è un atto sostanziale, perché si decide il futuro di un bene pubblico di proprietà del comune di Seregno sul cui destino il consiglio comunale é sovrano.

Il voto del consiglio comunale da sostanziale diventa formale quando la macchina della fusione è già messa in moto e difficilmente può essere fermata, pena pagare comunque agli advisor l’intero compenso.

Al punto 9 - Revoca e rinuncia della Lettera di Incarico di Banca Profilo si legge, infatti: “ I Mandanti (AEB-Gelsia e Acsm-Agam) potranno revocare l’incarico all’Advisor (Banca Profilo) in qualsiasi momento [...]. La revoca comporterà il venir meno di tutti i diritti e/o tutte le obbligazioni delle parti, fatti salvo i diritti e gli obblighi concernenti i compensi previsti dall’Incarico”.

Compresa la Success Fee da 800mila euro?
Potrebbe essere.
Visto come è definita nella Lettera di Incarico, la Success Fee verrà pagata al momento della Finalizzazione dell’Operazione.

Finalizzazione dell’Operazione a sua volta definita, genericamente, come “il perfezionamento della sottoscrizione di aumenti di capitale, acquisto o scambio, ovvero il compimento di operazioni di analoga natura, incluse, ad esempio, fusioni, scissioni, operazioni di conferimento, trasferimenti di aziende o rami aziendali, ecc.. avente ad oggetto le Società, ovvero in subordine, la firma di un contratto vincolante di compravendita o permuta o comunque traferimento di partecipazioni sociali nelle Società. ” (vedi punto 4. Compensi e rimborsi).
Ma questo dipenderà, da come è stata poi definita, effettivamente, la Finalizzazione dell’Operazione, nel contratto sottoscritto tra le parti che non è stato reso pubblico né da AEB-Gelsia né da Acsm-Agam.

Come si è arrivati a questo punto?

I passaggi formali che stanno conducendo alla fusione tra AEB-Gelsia e Acsm-Agam, ormai data per cosa fatta, sono questi.

L’anno scorso il consiglio di amministrazione di AEB conferisce al presidente, Maurizio Bottoni, un mandato esplorativo (il verbale del consiglio di amministrazione in oggetto non è mai stato reso pubblico).

Il 17 gennaio 2014, il cda di AEB approva lo studio del progetto di aggregazione con Acsm-Agam (il verbale di questo consiglio di amministrazione non viene reso pubblico né acquisito dai consiglieri comunali di Seregno).

Il 21 gennaio 2014, in mattinata, un’analoga prospettiva viene presentata al Cda di Gelsia, ma non riceve il voto di approvazione, perché alcuni consiglieri oppongo un rifiuto mancando le condizioni e il tempo per valutare l’intera documentazione.
Secondo alcuni consiglieri di Gelsia, a una prima occhiata, la documentazione appare non aggiornata, dando l’impressione di essere relativa a un piano preparato in precedenza e lasciato nel cassetto per un po’ di mesi.
Lo stesso 21 gennaio, in serata, con un comunicato congiunto, l’annuncio che i consigli di ammnistrazione di AEB e di Acsm-Agam “hanno deciso di avviare lo studio di un progetto di aggregazione industriale e societaria” (si noti, nel comunicato, l’assenza del cda di Gelsia). Viene, quindi, conferito il mandato a Banca Profilo sulla base della Lettera di Incarico, lettera e contratto che AEB-Gelsia e Acsm-Agam non rendono pubblici.

Il 4 marzo 2014, il presidente di AEB, Maurizio Bottoni, si materializza in consiglio comunale per la “Relazione sulle attività del Gruppo AEB/Gelsia 2010-2013 e prospettive future” (vedi trascrizione Consiglio Comunale).

Introduce l’argomento fusione con Acsm-Agam con queste parole : “ Allora innanzitutto tengo a precisare che al momento c'è solo un progetto di valorizzazione, di valutazione, di valutazione dei due gruppi di riferimento, quindi Acsm-Agam e il gruppo AEB-Gelsia, col quale stiamo verificando i rispettivi dati economici e fisici attraverso l'intervento di un advisor che sta raccogliendo tutte queste informazioni per poter fare una valutazione di tutte quelle che sono le componenti dei due enti”.

E poi più oltre: “quello che vi sto dicendo, in questa slide, dove abbiamo analizzato, quelle che sono le motivazioni per le quali riteniamo che questo progetto, in corso di valutazione, quindi non c'è niente di firmato, è tutto in itinere, potrebbe potenzialmente assicurare, e cioè il miglioramento del posizionamento strategico, nelle prospettive di partecipare alle gare degli altri [...], a cominciare dalla nostra ovviamente”.

E conclude, così: “E quindi è questo il motivo per il quale, abbiamo iniziato questo percorso di valutazione, percorso che come dicevo prima, in questo momento, sta diciamo, si sta realizzando attraverso la raccolta di documentazione, di dati, che stiamo dando all'advisor, Banca Profilo, nominata di comune accordo, per valorizzare il tutto.
Quindi alla fine di questo percorso, evidentemente se ritorneremo, evidentemente a rappresentare tutta la situazione, per vedere quelli che possono essere le soluzioni ipotizzabili, in relazione a quello che sarà l'esito della verifica.
Io vi ringrazio dell'attenzione”.

Il 31 luglio 2014 vengono nominati dal sindaco di Seregno i nuovi consigli di amministrazione di AEB-Gelsia.
Confermati quasi tutti i vecchi consiglieri, tranne quelli caduti politicamente in disgrazia o scomodi. Come Vittorio Trabattoni, commercialista seregnese con studio a Monza, che aveva posto le obiezioni e aveva di fatto impedito, quel 21 gennaio del 2014, che il cda di Gelsia si pronunciasse, in tutta fretta, sulla scorta di una documentazione ritenuta datata e incompleta.

Dal cda di AEB è uscito, a luglio, anche Maurizio Bottoni, forse per lasciargli aperta la carriera politica o forse per evitargli di ripresentarsi davanti a quel consiglio comunale che, evidentemente, aveva preso per i fondelli.

L’8 settembre 2014, il comunicato congiunto AEB-Gelsia e Acsm-Agam annuncia “l’approvazione da parte dei rispettivi cda di una lettera di intenti non vincolante per le linee guida di un progetto di aggregazione industriale e societaria” (il contenuto della lettera di intenti non è stato reso pubblico), al contempo annuncia la nomina dei due advisor legali (i cui compensi non sono stati resi pubblici).

Per metà ottobre si prevede il passaggio per l’approvazione del progetto, nel consiglio comunale di Seregno: scontato il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza.
Qualcuno di loro valuterà senza aver letto nulla o capito poco della documentazione che gli verrà fornita per l’occasione.
Uno di questi, a caso, potrebbe essere Francesco Gioffré, il consigliere comunale “spalla” di Forza Italia, finito nell’inchiesta Ulisse sulla ‘ndrangheta a Seregno, il cui atteggiamento è stato considerato dai magistrati al limite della connivenza con gli ‘ndranghetisti (vedi documento).

A fine anno la fusione potrebbe essere cosa fatta e, per gennaio, Giacinto Mariani potrebbe aver portato in Borsa AEB-Gelsia. Sarà ancora in tempo per dire la sua sulle nomine nei nuovi consigli di amministrazione, prima di terminare, a marzo, il suo secondo mandato da sindaco.
 

Lettera Incarico Banca Profilo, fusione AEB/Gelsia-Acsm/Agam

Seregno - Decolla la fusione tra AEB-Gelsia e Acsm-Agam. All'advisor, Banca Profilo, AEB ha già liquidato fatture per circa 100mila euro

di k.ts.

Dopo la pausa estiva, la fusione tra AEB-Gelsia e Acsm-Agam ha subito una brusca accellerazione.
Lunedì, le due società hanno comunicato di aver firmato una lettera d’intenti in vista della loro aggregazione.
Scarno il comunicato stampa di appena una riga apparso sul sito di AEB, la municipalizzata seregnese che controlla il 72% di Gelsia(vedi link).
Più articolato e congiunto quello pubblicato sui siti di Gelsia e Acsm-Agam che riportiamo sotto.

Nel comunicato le due società informano che i consigli di amministrazione di Acsm-Agam e Aeb-Gelsia ( quest’ultima ha rinnovato i cda il 31 luglio, poco più di un mese fa - vedi comunicato) hanno firmato una lettera d’intenti non vincolante - il cui contenuto non è stato reso pubblico - con la quale “sono state condivise le linee guida di un progetto di aggregazione industriale e societaria, il cui avvio è già stato annunciato al mercato con il comunicato congiunto del 21 gennaio u.s. “.

Il comunicato prosegue con le motivazione sulla scelta della fusione e si conclude con la prospettiva di una calendarizzazione serrata: “Acsm Agam, Gelsia e AEB nelle prossime settimane intendono definire i termini del progetto di aggregazione, che sarà quindi sottoposto alla valutazione dei rispettivi Consigli di Amministrazione e dei soci”.

Advisor dell’intera operazione é Banca Profilo, i cui vertici sono in attesa di essere sanzionati da Consob per aggiotaggio e manipolazione dei mercati (vedi Sanzione per aggiotaggio in vista per Banca Profilo, advisor della fusione tra Acsm-Agam e AEB-Gelsia), mentre per le questioni legali AEB-Gelsia si avvale della consulenza dello Studio Bonelli Eredi Pappalardo con sede a Bruxelles, da anni primo studio legale italiano per fatturato, con ricavi di 135 milioni di euro nel 2013.
Acsm-Agam si appoggia, invece, allo Studio Bettini-Formigari-Pericu, nato nel 2009 dalla fusione fra la STLT del milanese Ivo Formigaro e lo studio genovese di Andrea Pericu e Andrea Bettini ( cofondatore dello Studio Bonelli Eredi Pappalardo e socio dello stesso dal 1999 al 2008) .

Le due municipalizzate brianzole non hanno comunicato il valore delle parcelle che andranno a pagare all’advisor finanziario e agli studi legali, tutti scelti senza bando di gara.
Non si sa quindi a quanto ammonteranno le spese sostenute quando la fusione arriverà nei consigli comunali per ricevere l’avvallo definitivo o essere respinta.

Dal momento dell’incarico, il 21 gennaio 2014, fino al 31 agosto AEB ha liquidato a Banca Profilo fatture per complessivi € 93.455,82, un analogo importo dovrebbe essere stato liquidato da Acsm-Agam.

Mentre il “tassametro” dei professionisti corre, indiscrezioni parlano di un esposto in viaggio verso l’Autorità Anti Corruzione di Raffaele Cantone sulla formazione dei nuovi cda di AEB e Gelsia.

Per alcuni dei nuovi consiglieri, che nominati il 31 luglio hanno approvato la lettera d’intenti nella prima settimana di settembre, passando quindi le ferie al mare a studiare le carte della fusione (sempre che abbiano votato con cognizione di causa), ci sarebbero i presupposti di inconferibilità degli incarichi.

Il decreto legislativo 39 del 2013, entrato in vigore il 04/05/2013, stabilisce infatti che:
a coloro che nell’anno precedente siano statti componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della stessa regione dell’amministrazione locale che conferisce l’incarico [...] oppure siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di province o comuni [...] non possono essere conferiti: [...] incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000”.

La legge precisa che gli incarichi di amministatore in oggetto sono gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo, consiglio di amministrazione ad esempio, delle attività dell’ente.

Secondo i cittadini che hanno presentato l’esposto a Cantone, nei nuovi consigli di amministrazione di AEB-Gelsia ci sarebbero i presupposti di inconferibilità per:

- Alessandro Boneschi, neo presidente di AEB, e presidente uscente di Gelsia Ambiente, nonché già presidente del collegio sindacale di Gelsia e dell’organo di vigilanza di AEB.

- Valerio Ciafrone e Gabriele Volpe, ex consiglieri della Provincia di Monza e Brianza, in carica fino al giugno di quest’anno, che sono stati nominati rispettivamente nei consigli di amministrazione di Gelsia e AEB

- Francesco Giordano, neo presidente di Gelsia, assessore della Provincia di Monza e Brianza ancora in carica in regime di prorogatio, ed ex presidente di Gelsia Reti.
Giordano è anche dipendente del gruppo AEB-Gelsia ed è stato inserito, anche se politico, nella truppa dei consiglieri di amministrazione, senza stipendio, che la nuova legge assegna ai dipendenti degli enti pubblici conferenti o agli stessi dipendenti della municipalizzata.

-Simone Villa, neoconsigliere di Gelsia Ambiente e consigliere comunale in carica della Lega Nord a Monza.

 

Lettera Di Intenti Acsm Agam, Gelsia e Aeb

Monza - Gran Premio, il giorno dopo. Scanagatti: “La Ferrari non ha vinto, l'Autodromo sì”. Capelli: molto soddisfatti per l'organizzazione

di Pier Attilio Trivulzio

Tutti soddisfatti per come si è svolto a livello organizzativo l'85° Gran premio d'Italia.
La viabilità è ritornata, senza problemi, alla normalità fin da un'ora dopo la conclusione della gara.

Giornate limpide ieri e oggi che fanno da buon presagio per il futuro.
Vista la passione che si respira a Monza non si può fare a meno d'essere ottimisti per il Gran Premio oltre il 2016
”, esordisce il sindaco di Monza Roberto Scanagatti appena tornato dal Comune dopo aver ufficialmente dato il via al porte aperte gratuite alla Villa Reale restaurata e aggiunge: “La Ferrari non ha vinto, l'Autodromo sì”.

L'intervento di Ivan Capelli, neo presidente dell'Automobile Club di Milano, è di ringraziamento alle forze dell'ordine che, “grazie al perfetto coordinamento, hanno fatto sì che tutto si svolgesse senza intoppi”. Capelli ha anche fornito il numero delle presenze: 140mila contro le 163mila del 2013 così suddivise: 20mila venerdì, 40mila sabato, 80mila domenica.

Il giovedì, giornata riservata ai possessori dell’abbonamento per la tre giorni, con accesso gratuito ai box e autografi dei piloti, ha richiamato in Autodromo 4mila tifosi.

Il dato di 140mila è riferito alle presenze, non ai biglietti venduti. L'incasso di Sias l'avremo soltanto tra qualche mese.

Nella settimana del Gran premio in Autodromo sono state 2.500 le persone addette al controllo e alla sicurezza. Personale della Royal Service.
In sala stampa 150 sono stati i giornalisti italiani accreditati e 350 quelli internazionali, 50 le televisioni che hanno trasmesso l'avvenimento visto in diretta da una media di 600milioni di spettatori.
Lo share della diretta televisiva Rai è stato del 33 % con 5milioni di spettatori, in lieve flessione rispetto allo scorso anno.
Il pubblico in Autodromo ha potuto seguire la gara anche sui 25 maxischermi posizionati lungo il circuito.
Sono stati 240 i commissari (volontari) in pista, la maggior parte dell'Automobile Club di Milano o degli Ac provinciali; 190 gli addetti al servizio antincendio della CEA.

Il prefetto dottoressa Vilasi ha comunicato che la prossima settimana verrà convocato un briefing per preparare il piano per l'edizione del Gran premio del prossimo anno che coinciderà con l'ultimo mese di Expo 2015.

Il fenomeno del “bagarinaggio telematico” è stato denunciato dal Colonello Mario Salerno, comandante della Guardia di finanza di Monza.

TicketOne e Sias hanno denunciato la truffa di 11 biglietti del Gran premio acquistati con carte di credito clonate. - ha detto- In parte le operazioni sono state bloccate. Il nostro lavoro è risalire a chi ha compiuto le operazioni via internet. Abbiamo anche provveduto al sequestro di 8 biglietti falsi acquistati dai bagarini fuori dal circuìto”.

Sono stati sequestrati anche magliette, cappellini e sciarpe con i marchi contraffati Ferrari e Gran Premio d'Italia.
Le Fiamme Gialle sono, quindi, risalite a un fabbricante di Rozzano a cui sono stati sequestrati 5 telai e macchinari per la microfilmatura. Il controllo dei venditori ha portato a 21 verbali per mancati scontrini.
Il caso di una turista tedesca, irretita dal gioco delle tre carte, ha portato all’identificazione di 10 persone, tutte straniere, che sono state accompagnate fuori dall'Autodromo perché sprovviste del biglietto d'ingresso.

Il 50 % del pubblico accorso al Gran premio si è servito dei convogli di Trenord (Milano Centrale-Biassono) per assistere alla manifestazione.
Non è stato reso pubblico il dato degli elicotteri atterrati nell'area del Roccolo.

Sono stati raccolti dai 150 addetti alla pulizia 400mila kg di rifiuti nel paddock e nelle altre aree in gestione a Sias mentre i rifiuti rimossi dentro al Parco, all'esterno dell'area Autodromo, sono stati: 90 tonellate di secco, 18 di cartone e 10 di alluminio (lattine).

Le manifestazioni collaterali al Gp, in centro Monza, hanno prodotto 17 tonellate di rifiuti in più.

Gp d'Italia. Lewis Hamilton scatenato s'impone. La Ferrari ammutolisce i tifosi e Sergio Marchionne dà il benservito a Montezemolo

di Pier Attilio Trivulzio

Pole position, giro più veloce e vittoria.
La seconda con la McLaren-Mercedes per Lewis Hamilton al Gran premio d'Italia dopo quella del 2012 .
Una sola sbavatura in partenza. Colpa dell'elettronica che fa cilecca e la freccia d'argento numero “44” viene superata da quella gemella di Nico Rosberg e dalle bianche Williams-Mercedes di Felice Massa e Valtteri Bottas.

Seguono le due Red Bull con Sebastian Vettel nettamente davanti al sempre sorridente, disponibilissimo e velocissimo Daniel Ricciardo. Le Ferrari arrancano. Non è giornata. Se ne accorgono subito i tifosi.

Ottantamila oggi, 140mila nei tre giorni.
Sapremo soltanto tra un paio di mesi, i numeri esatti, quando il nuovo management di Sias (con Andrea Dell'Orto presidente) ci farà avere il dato degli incassi.

Hanno ufficialmente esordito ieri gli uomini di “Sport e Rinnovamento” eletti nell'Automobile Club di Milano (che possiede il 70% delle azioni Sias).

Il presidente Ivan Capelli all'alba ha salutato uno per uno i 240 commissari di pista ed ha posato con loro per la foto ricordo; il giorno prima c'era stato l'incontro Capelli-Dell'Orto con Bernie Ecclestone: il primo rendez-vous per cercare di tenere a Monza la Formula Uno fino al 2020.

Bernie vuole 24milioni di euro e in più pretende l'utilizzo di tutto il fabbricato box, “Sassoli Building” compreso.
In pratica le salette che affittate alle squadre portano nel bilancio di Sias oltre 3milioni di euro.

Ieri nel paddock anche i consiglieri Marco Coldani e Pietro Meda.

Il nuovo che avanza fa ben sperare per il futuro. Insomma, Ivan Capelli e compagni hanno posto le basi per arrivare a rilanciare davvero l'Autodromo.

La parte più difficile sarà reperire il denaro per dare al Tempio della Velocità il volto di impianto sportivo capace di competere con le strutture che ospitano la Formula Uno.
E sì perché oggi, nei giorni del Gran premio, l'impianto dentro al Parco è coreografico (ieri la tribuna all'esterno della prima variante era tricolore); ci sono stati anche spari di fumogeni rossi.
Chissà, forse per propiziare il miracolo del Cavallino che invece non c'è stato.

Il disastro è avvenuto al 29° giro quando Hamilton ha spinto ottenendo il suo giro più veloce mentre la F14T veniva parcheggiata da Alonso nella via di fuga. Guasto elettrico o rottura del motore? Qual è la verità?

Non sapremo mai veramente quale male ha accusato la rossa dell'asturiano. Ma in fondo, che importa? E' stato costretto al ritiro e tanto basta.
I fans – storiditi dal ko di Fernando e dalla navigazione lontana di Kimi Raikkonen – hanno comunque invaso la pista e sono accorsi sotto il podio ad applaudire Hamilton, Rosberg e Massa (fino a ieri pilota Ferrari..).
Non c'è stata però come gli altri anni la sfilata di mille bandiere rosse col Cavallino. Sparite invece quelle della Lega e dei sardi. Fino all'anno scorso immancabili sotto il podio.

Si è sentita la nostalgia per l'assenza del vero, storico ed inimitabile “Cuore rosso” della passione ferrarista.
Oliviero Belometti che lo fece cucire trent'anni fa e per trent'anni l'ha portato in giro per il mondo (con l'autorizzazione e il sostegno di Maranello) affidando il “battito cardiaco” ad uno staff di 12 volontari, quest'anno l'ha lasciato nell'armadio. “Ho deciso di non venire quest'anno a Monza perché questa Formula Uno non mi piace più. Ho lasciato riposare il cuore...”.

Belometti non sapeva ancora del cartellino rosso dato dall'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, al presidente Luca Montezemolo.

Mentre si consumava il disastro Ferrari, l'Agenzia giornalista AGI batteva da Cernobbio le dichiarazioni pesantissime di Marchionne: “Il cuore della Ferrari è quello di vincere in Formula Uno. Vedere la Ferrari in queste condizioni avendo i migliori piloti, box di qualità eccezionale, ingegneri che sono veramente bravi e vedere che non vinciamo dal 2008...Alonso e Raikkonen sono campioni, mi dà fastidio che stiamo guardando da troppo tempo le cose che non vanno bene. Non voglio vedere gente in settima posizione o in dodicesima. Sono cose che non mi interessano”.

Altro affondo: “Quando in un'azienda non c'è convergenza di obiettivi le cose cambiano. E poi mi dà fastidio quando leggo sui giornali dichiarazioni di cose che io non avrei mai detto su di me”.

Il riferimento è alle dichiarazioni fatte sabato nel paddock di Monza da Luca di Montezemolo: non vinciamo perché non si fanno più i test... ed altre amenità del genere. Scuse per giustificare l'assoluta mancanza di competitività della F14T.

E' vero, Marchionne ha dichiarato anche che l'allontanamento di Montezemolo “non è in agenda” precisando, comunque, che “nessuno è indispensabile”.

Marco Mattiacci, team principal che ha preso il posto di Stefano Domenicali, a fine gara si è rifiutato di commentare le dichiarazioni di Marchionne. Di certo, a breve, Montezemolo lascerà Maranello.

Al suo posto arriverà – a fine stagione - un americano che da anni segue le gare della IRL, che corre la 500 Miglia di Indianapolis. Nel 2015 la casa di Maranello farà sinergie col team di Gene Haas che ha già prenotato i motori e si è iscritto al Circus di Bernie Ecclestone.

In quanto al Gran premio d'Italia c'è da dire che Hamilton ha vinto da Campione. Partito dalla pole, Hamilton ha avuto una brutta partenza, Rosberg l'ha bruciato ed è stato superato anche da Magnussen e da Massa. Terzo al 5° giro, secondo al 10° primo per due giri (24° e 25°) quando il compagno di squadra era stato chiamato al box per la sostituzione dei pneumatici, nuovamente secondo dal 26° al 28°. A quel punto, incollato alla coda della “freccia d'argento” di Nico l'ha indotto all'errore: Rosberg ha ritardato la frenata ed è andato dritto alla prima variante. Da quel momento, per la vittoria, la gara non ha avuto più storia. Ma alle spalle del duo Mercedes si sono fatti estremamente aggressivi sia il danese Bottas (Williams) sia Ricciardo (Red Bull) , entrambi scattati malissimo. Ricciardo, senza alcun timore riverenziale, ha inflato il quattro volte campione del mondo Vettel soffiandogli il 5° posto; mentre Bottas ha dato spettacolo ed entusiasmato il pubblico con i suoi sorpassi agguantando il quarto posto.
Momento di brivido col russo Kvyat quando si è...dimenticato di frenare e la sua Toro Rosso ha rischiato d'incornare la Ferrari di Raikkonen, la Red Bull di Ricciardo e la Force India di Hulkenberg. Fortunatamente ha soltanto arato l'erba a bordo pista sollevando nuvole di terra.

Con la vittoria a Monza, in classifica mondiale, Lewis Hamilton è a 22 punti da Rosberg (238), Ricciardo, terzo, ne ha 166, Bottas 122., Alonso 121 davanti a Vettel, Raikkonen ha solo 55 punti.
In quella costruttori la Ferrari è retrocessa al quarto posto, superata dalla Williams-Mercedes di 15 punti.

In mattinata mentre i piloti s'apprestavano a sfilare in parata e per l'occasione a Monza si sono rivisti tutte le vecchie glorie della Formula 1, compreso Emerson Fittipaldi ed Alain Prost venuti a Monza per sostenere con forza la candidatura dell'Autodromo ad ospitare la Formula Uno oltre il 2016.

Gli artificieri sono stati chiamati per un sospetto pacco bomba che, per precauzione è stato fatto brillare. In realtà conteneva soltanto lattine e acqua minerale.

Monza - Mapelli incontra i vertici di Sias: gli ultimi atti dell'inchiesta sul malaffare in Autodromo saranno depositati la prossima settimana

di Pier Attilio Trivulzio

Visita questa mattina in Autodromo del sostituto procuratore Walter Mapelli, titolare con la collega Caterina Trentini dell'inchiesta sul malaffare in Sias che ha già portato al rinvio a giudizio di 15 persone: tra queste l'ex direttore generale Enrico Ferrari e il responsabile tecnico Giorgio Beghella Bartoli (il processo inizierà il prossimo 18 settembre).

Mentre le monoposto di Formula 1 s'apprestavano a scendere in pista per le prime prove libere, assieme al magistrato, giunto in autodromo in bicicletta, è arrivato personale della Guardia di Finanza e di polizia giudiziaria per l’acquisizione di alcuni documenti.

Walter Mapelli è rimasto a colloquio con l'amministratore delegato di Sias e direttore dell'Automobile Club di Milano, Fabrizio Turci, e con il consulente, l’avvocato Federico Bendinelli.
Più tardi, in direzione Autodromo è giunto anche il nuovo presidente di Sias, Andrea Dell'Orto.
Assente Ivan Capelli, presidente di Ac Milano che controlla Sias, impegnato nella telecronaca diretta Rai delle prove.
Anche se nessuna dichiarazione è stata fatta dal magistrato quando ha lasciato l'Autodromo, è trapelato che durante la visita ha informato i dirigenti che, fissata per il 18 settembre l'apertura del processo a Palazzo di Giustizia di Monza, dalla prossima settimana inizieranno ad essere depositate le carte del secondo troncone dell'inchiesta.

Si sapranno, allora, i nomi del misterioso o dei misteriosi personaggi che si celavano dietro le società Ara Service, Blast Events Limited ed Ad Evolution tra il 2007 e il 2009 (Ad Evolution è succeduta ad Ara Service nel periodo 2010-2011). Società “dissolved” che hanno ricevuto bonifici presso il medesimo istituto bancario di Londra.

Risulterebbero pagamenti annuali regolari dopo il Gran premio d'Italia di Formula 1 con bonifici autorizzati da Acp& Partners, società chiusa nel dicembre di due anni fa, che faceva capo a Marco Villa (indagato).

Acp& Partners si occupava della raccolta pubblicitaria per Sias. Un contabile di questa società dovrebbe ricevere o aver già ricevuto un avviso di garanzia per quei pagamenti “in nero” che fanno riferimento alla fornitura di pass Vip validi per accedere al paddock controllato elettronicamente dalla Formula One Management di Bernie Ecclestone.

Nessuna smentita all'anticipazione di Infonodo del 4 settembre (vedi Autodromo: da domani è Gran Premio. Mentre la Procura indaga un personaggio del Circus della Formula 1) sul coinvolgimento nell’inchiesta di un personaggio che fa parte del Circus della Formula 1.

Voci non confermate riferiscono che la persona in questione sarebbe stata convocata, ieri in gran segreto, a Palazzo di Giustizia.
Comunque, bocche cucite sul suo nome e su quello di altri indagati.

Certi i nomi di Daniele Galbiati, per il giro dei biglietti per il Gran Premio e le gare minori, e dell'ex responsabile della Siae di Monza, Americo Martino.

Nell'elenco dei “nuovi” indagati anche l'ex presidente del Moto Club Biassono, Gabriele Aliprandi, a cui la Procura ha posto sotto sequestro l'abitazione, una vettura Bmw e bloccato un conto di 250mila euro, l’ex direttore Enrico Ferrari e l'ex presidente Claudio Viganò a cui sono stati sequestrati conti e immobili per complessivi tre milioni di euro.
Mentre a Giorgio Beghella Bartoli sarebbero stati sequestrati 700mila euro.

Indagato anche il contabile di Sias, Franco Becchere, su cui pende, da parte della Procura di Milano, l'accusa di pedopornografia. Il ragioniere si sarebbe intrattenuto con giovani ragazze contattate su siti internet nelle ore serali utilizzando i computer di Sias e un portabile, all’interno del quale i tecnici della Guardia di Finanza hanno recuperato dati interessanti sul giro di nero della dirigenza di Enrico Ferrari.

La lista completa degli indagati del filone 2 dell'inchiesta diventerà pubblica non appena i pm Walter Mapelli e Caterina Trentini depositeranno la documentazione, già pronta da diversi giorni.
Al momento, é tenuta ancora in cassaforte perché Mapelli e la Trentini, per esplicita scelta, non hanno voluto rovinare l'atmosfera della gara mondiale di domenica.

Gesto particolarmente apprezzato dalla nuova dirigenza di Sias che riteneva possibile un blitz durante i giorni del Gran premio d'Italia, così com'era avvenuto nel settembre 2007 quando i carabinieri avevano consegnato ai dirigenti della Mc Laren gli avvisi di reato con l'accusa di spionaggio industriale per i disegni della monoposto F2007 portati fuori dalla Gestione Sportiva di Maranello da Nigel Stepney e consegnati per la copiatura al tecnico della casa inglese Mike Coughland.
Con la Ferrari 2007, Kimi Raikkonen vinse il mondiale costruttori e la casa di Maranello il titolo costruttori. Mentre la McLaren, messa sotto processo dalla Fia, venne condannata al pagamento di 100milioni di dollari di multa e alla cancellazione dei punti accumulati dalla squadra nel mondiale costruttori.

 

Monza - Ultima ora news. Il sostituto procuratore Mapelli a colloquio con i vertici dell'autodromo

di Pat

Il sostituto procuratore Walter Mapelli é arrivato stamane in Autodromo, accompagnato da una decina di persone in borghese, probabilmente agenti di polizia giudiziaria, e ha chiesto di parlare con i vertici di Sias, la società che gestisce l’Autodromo.
L’incontro, che si sta svolgendo negli uffici della direzione di Sias, é iniziato alle h. 9,45 e sta ancora proseguendo.

Mapelli in questo momento è a colloquio con Andrea Dell’Orto, neo presidente di Sias, Fabrizio Turci, amministratore delegato di Sias, e con l’avvocato Federico Bendinelli, consulente della Società Incremento Automobilismo e Sport (Sias) controllata dall’Automobil Club Milano.

Walter Mapelli Caterina Trentini sono i magistrati titolari dell’inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio dell’ex direttore dell’autodromo Enrico Ferrari, di Giorgio Beghella Bartoli e di altri coimputati (vedi Monza - Autodromo e corruzione. Il processo inizia a settembre. Accolte le richieste dell'accusa), per vicende legate alla gestione dell’Autodromo di Monza.

Un altro troncone dell’inchiesta, che sta proseguendo dopo le rogatorie internazionali, interessa, invece, le false fatture emesse da Sias a favore di alcune società britanniche.
Negli ultimi giorni era girata voce di un possibile coinvolgimento nell’inchiesta di un personaggio di vertice della Formula 1.

L’arrivo di Mapelli in Autodromo, non per una visita di cortesia, potrebbe essere il segnale che la Procura di Monza intenda sfruttare i giorni del Gran Premio e l’arrivo del circo della Formula 1 a Monza per sentire persone, altrimenti, difficilmente raggiungibili.

A breve, aggiornamenti

Autodromo: da domani è Gran Premio. Mentre la Procura indaga un personaggio del Circus della Formula 1

di Pier Attilio Trivulzio

E da domani è Gran Premio d'Italia di Formula Uno. Ovviamente epicentro all'Autodromo con tante manifestazioni di supporto: a Monza in piazza Trento e Trieste; a Biassono col tributo a Michele Alboreto; a Villasanta che allestirà un mostra dedicata a Ayrton Senna.

Per quanto riguarda l'Autodromo domani pomeriggio dalle 15.30 ingresso libero alla corsia box e sessione autografi dei piloti soltanto per coloro che sono in possesso del biglietto valido tre giorni.
Ieri conferenza stampa di presentazione dell'85/a edizione ed esordio della nuova squadra che ha vinto le elezioni dell'Automobile Club Milano con Ivan Capelli presidente, Pietro Meda, Marco Coldani ed Enrico Radaelli consiglieri. Squadra che ha già eletto a presidente di Sias, la società di gestione dell'Autodromo Nazionale, Andrea Dell'Orto.

Esordio velato da polemiche per il mancato invito ad assistere per  Carlo Edoardo Valli, Michele Nappi, Bruno Longoni, Luca Ronzoni: insomma, la squadra “affondata” dalla lista “Sport e Rinnovamento capeggiata da Ivan Capelli. Non si è visto neppure l'ex presidente di Sias Claudio Viganò mentre invece, sorridente ed abbronzato, c'era Paolo Guaitamacchi, che ha presieduto Sias dal 23 dicembre 2010 al 19 luglio 2012. Fu lui a denunciare nel febbraio del 2012 alla Procura di Monza le “sensazioni” sulla gestione del direttore Enrico Ferrari. Che il 18 settembre dovrà comparire in aula al processo che lo vede imputato assieme ad altre 15 persone per i numerosi reati ipotizzati dai sostituti procuratori Walter Mapelli e Caterina Trentini.

Che per inciso s'apprestano a chiudere la seconda tranche dell'inchiesta che coinvolgerebbe una figura importante del mondo della Formula 1.
Torniamo però all'esordio di Ivan Capelli, 16° presidente dell'Automobile Club Milano. “Il 16 un numero che mi porta bene  –. Nell'88 era il numero della mia March con la quale finii 5° qui a Monza, al Gran premio d'Italia. Ancora 16, gli anni del mio rapporto con la Rai per seguire i Gran premi. Ho visto la Formula 1 correre su nuove piste e qualcuna, come India e Corea è già sparita dal calendario, dobbiamo rilanciare e trovare le guste risposte per assicuraci il futuro del Gran premio andando a ridiscutere con Ecclestone il rinnovo dal 2017 al 2020 quando, in Formula uno, scadrà il Patto della Concordia”. Aggiunge d'aver incontrato Ecclestone in occasione della trasferta in Ungheria ma che "la trattativa vera partirà questo fino settimana in Autodromo".

C'è chi ha pensato, e non a torto, che sarà una trattativa pesante dal punto di vista finanziario. Certamente simile per molti versi a quella trasferta a Maranello di Ottorino Maffezzoli per convincere Enzo Ferrari a far ritornare il Gran premio d'Italia a Monza che era emigrato a Imola nel 1970. Maffezzoli parlava e il Drake restava impassibile: una statua di marmo. S'era portato una bella somma i contanti dentro una valigia. Appoggiava mazzette di banconote sulla scrivania e soltanto quando la vaiglia fu vuota Ferrari garantì che la Formula 1 sarebbe tornata a Monza nel 1971 e però chieste all'Automobile Club di Milano l'impegno a garantire finanziariamente, per un decennio, il Gran premio a Imola.

Abbiamo fermamente voluto Andrea Dell'Orto come presidente di Sias, farà da ulteriore volano ai progetti futuri vista la sua abilità industriale, l'introduzione sul territorio (è presidente di Confindustria MB) e le conoscente nel mondo motociclistico”.

E' vero, ha rapporti con la Dorna che organizza sia la Motogp che il Mondiale Superbike.
Ci tiene, Dell'Orto a far tornare nel circuito dentro al parco le derivate di serie dopo due anni di assenza, senza contare che addirittura la Federazione Motociclistica Italiana ha invece abbandonato l'Autodromo Nazionale dal 2011. Equipara il circuìto ad un “impianto industriale, radicato sul territorio; ha creato tradizione e tecnologia di cui la Formula 1 non può fare a meno e, aggiunge, non si può comperare la storia ed è la storia il know how dell'impianto”. Dice di voler far partire il rilancio “dal sistema unico Parco, Villa Reale, Autodromo, opportunità da sfuttare fin dall'evento Expo 2015. Dobbiamo rimetterci a ragionare con una nuova consapevolezza, sapendo che questi asset possono avere un futuro e uno sviluppo se tutti facciamo la nostra parte: imprenditori, privati, istituzioni. Ho avuto la disponibilitò ed ora mi aspetto i fatti. E' una afida chiara la nostra che ha come obbiettivo primario tenerci la Formula 1 ma al tempo stesso sviluppare l'impianto. Ci abbiamo messo la faccia, non vogliamo certo perderla”. Una sola sbavatura quando fa capire che si adopererà non soltanto per riportare il Mondiale Superbike ma addirittura vorrebbe la MotoGp....

Per la verità aggiunge anche la Mille Chilometri e il Wtcc; Ivan Capelli lo frena. “Quando una manifestazione si perde il difficile è recuperarla anche perchè la trattativa presuppone nuovi contratti finanzariamente più gravosi”.

E si sa come i bilanci Sias non navighino in buone acque. Oltretutto con una vendita dei biglietti del Gran Premio che è indietro del 13 per cento rispetto allo scorso anno nonostante i listini decurtati. E' pur sempre vero però che per accedere al prato si devono comunque spendere 100 euro. E da qui si parte al rialzo per gli altri posti. Fino agli 837 euro per assistere dalla tribuna all'Ascari la domenica. Già, pranzo compreso.

A dare un assist al presidente di Sias e a Ivan Capelli ci pensa Angelo Sticchi Damiani che presiede l'Automobile Club d'Italia che assicura: “Un segnale l'abbiamo già dato deliberando un eventale partecipazione nel capitale di Sias”. Strappa l'applauso quando dopo aver parlato di momento difficile e complicato garantisce: “Fino a quando sarò presidente dell'ACI posso assicurarvi che il Gran Pemio d'Italia si farà a Monza”. Impegno preciso, peccato che il suo mandato scadrà nel 2016, anno di scadenza dell'attuale contratto tra Sias e Formula One Management...

Non aggiungono nulla gli interventi dell'assessore allo sport della Regione Lombardia Antonio Rossi e del presidente del Coni provinciale Marzorati che subito chiede l disponibilità di una saletta come ce l'ha la Regione Lombardia.

Scopri invece autodromista convinto il sindaco Roberto Scanagatti il quale a nostra domanda ricorda che “nel '94 quando ci fu la guerra per le piante da abbattere per salvare il Gran premio con un piccolo orgoglio ho avuto un po' il ruolo di pontiere riuscendo a compensare gli alberi da tagliare con i 10miliardi di lire della Regione”.

Se per prolungare il contratto oltre il 2016 dovessero venire chieste modifiche importanti al tracciato valuteremo a fondo il problema e vedremo di trovare una soluzione” ma ribadisce che allo stato attuale “c'è un progetto che va al di la dell'Autodromo ed è un progetto di cui l'Autodromo è parte integrante per il rilancio di un sistema economico  della Brianza che come tutto il Paese fa fatica a riprendersi. Mi ripeto l'Autodromo è parte fondamentale del progetto. Le istituzioni devono semplicemente accompagnare questa sfida perchè questa sfida riguarda tutti, non soltanto l'Autodromo”.

1994, Gran Premio d'Italia cancellato. L'estate calda dell'Autodromo di Monza

di Pier Attilio Trivulzio

Il 13 agosto di vent'anni fa, mentre il Circus della Formula Uno era in Ungheria, la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) annunciava ufficialmente la cancellazione del Gran premio d'Italia in quanto i lavori di sicurezza sulla pista di Monza, richiesti con lettera inviata alla Sias a metà maggio, subito dopo la morte di Ayrton Senna a Imola, non erano stati fatti. Il Gran premio d'Italia era in calendario per l'11 settembre.

Vent'anni fa come oggi l'impianto brianzolo viveva la sua lunga, calda estate. Questa è la cronaca di quelle torride giornate.

Il 20 maggio la Sias aveva ottenuto dal Comune di Monza il rinnovo della convenzione con scadenza 1999. Per ottemperare alle richieste della FIA il responsabile tecnico Giorgio Beghella Bartoli aveva preparato un progetto che prevedeva l'abbattimento di 524 alberi per creare le nuove vie di fuga. Il 12 luglio Gerhard Berger, pilota Ferrari e rappresentante della Gpda, l'Associazione dei Piloti di Formula Uno, s'incontrava in Autodromo con i dirigenti della Sias ed al termine della riunione, incalzato da una nostra domanda sul suo giudizio relativo al progetto che gli era stato sottoposto dalla Sias, con un largo sorriso e senso dell'humor rispondeva: “E' come se a Montecarlo, per creare le nuove vie di fuga, mi avessero detto, abbatteremo tutti i palazzi confinanti con la pista!”.

Due giorni dopo la Regione Lombardia boccia la procedura d'urgenza per il taglio degli alberi mentre in Autodromo, Beghella Bartoli – senza aver preventivamente richiesto ai Comuni di Monza e Milano formalmente proprietari delle strutture all'interno dell'impianto – fa demolire la grande tribuna all'esterno delle curve di Lesmo e chiede ad una società bresciana, la costruzione di una nuova di più ridotte dimensioni su progetto elaborato, e mai realizzato, dall'ex amministratore di Sias Giuseppe Bacciagaluppi negli Anni Cinquanta. La tribuna in ferro verrà realizzata ma mai montata dato che la Soprintendenza e il Parco della Valle del Lambro dicono di no.

Intanto si scatena la protesta e la rabbia degli ambientalisti: Wwf e Lega Ambiente presidiano il Parco, i militanti si legano agli alberi, li abbracciano. A dare sostegno alla protesta arriva a Monza anche Marina Lante della Rovere.
Aldo Moltifiori, sindaco leghista di Monza, bolla così gli ambientalisti “quattro culi che abbracciano il loro totem”.

Il 20 luglio altro no all'abbattimento degli alberi. Questa volta è il Ministro dei Beni Ambientali, Domenico Fisichella ad opporsi al taglio.
Da Parigi la FIA avverte che il termine ultimo per i lavori è fissato per il 22 luglio. O i lavori vengono fatti oppure il Gran premio d'Italia verrà cancellato dal calendario mondiale. Il 2 agosto Sias rivede il piano di “disboscamento” riducendo da 524 a 123 le piante da abbattere. E' prevista una chicane alla seconda di Lesmo. I disegni finiscono sul tavolo di Gianni Letta che scrive una lettera al presidente della FIA Max Mosley sposando la modifica. Il 5 agosto il Consiglio dei ministri dà legittimità costituzionale alla legge regionale per Monza con il voto contrario del ministro Fisichella.

Il 10 agosto la giunta regionale approva il progetto della Sias e stanza 10 miliardi di lire per la riqualificazione del patrimonio arboreo del parco di Monza; la soprintendente Lucia Gremmo conferma la sua opposizione e ricorda che il parere espresso è vincolante.

Mentre la giunta lombarda decide, in Ungheria dove si corre il Gran premio i piloti si riuniscono ed esprimono parere negativo alla chicane a Lesmo. “E' più pericolosa che altrove – sentenziano – perchè in quell posizione sarebbe cieca, ci troveremmo ad imboccarla arrivando a forte velocità vedendola soltanto all'ultimo minuto”.

La Fia non può fare altro che emettere un comunicato annunciando la cancellazione del Gran premio d'Italia dell'11 settembre.
Sentita la notizia Umberto Bossi lascia Pontedilegno e alle 3 del mattino, in canottiera, si presenta a Villa San Martino ad Arcore. Discute tre ore con Silvio Berlusconi, dopo una pastasciutta con gli scampi convince il premier ad andare in Autodromo. L'elicottero è pronto, Polstrada e carabinieri hanno sotto controllo il percorso; il sindaco Moltifiori arringa i giornalisti definendo il Ministro Fisichella “nostalgico degli stivaloni”; dichiara che “c'è una coincidenza di interessi per portare il Gran premio d'Italia al Mugello”. “Montezemolo non s'impegna chiaramente a favore dell'Autodromo perchè dietro alla Ferrari c'è la Fiat e dietro la Fiat Gianni Agnelli”.

Dichiarazioni che pesano e provocano la cancellazione dell'arrivo in Autodromo di Bossi e Berlusconi.

A tentare di rassicurare Max Mosley che in una lettera l'11 agosto aveva espressamente chiesto al Governo “Can you tell me the precise position”.
Ditemi con precisione qual è la vostra posizione. Non possiamo contare sulla vostra incertezza relativa ai lavori autorizzati”.

A tranquillizzare definitivamente Mosley vanno all'aeroporto di Cannes il sottosegretario Gianni Letta, il presidente della Regione Lombardia, Paolo Arrigoni e il vice Riccardo Marchioro.

Per evitare la chicane alla seconda di Lesmo, Michele Alboreto propone che la curva venga rallentata chiudendo il raggio della curva stessa: è l'uovo di Colombo. In quanto alle piante, Sias decide che quelle secolari di Lesmo vengano rimosse e trapiantate sul viale laterale del Mirabello.

Se ne incaricherà la Sposta srl, società di Canneto sull'Olio. La spesa: un milione di lire ciascuna. Con un caldo insopportabile iniziano i lavori, le radici delle piante secolari vengono fasciate con teli di yuta che viene continuamente bagnata. Però le querce in attesa della nuova destinazione restano sotto il solleone mentre viene allargata all'esterno tra la prima e la seconda curva di Lesmo la via di fuga e la strada per i mezzi di soccorso.

Per questi lavori iniziati e portati avanti senza alcuna autorizzazione il 24 agosto su esposto dei Verdi e del Pds il sostituto procuratore di Monza Rita Caccamo avvisa di reato il presidente di Sias, Giulio Fumagalli Romario, il direttore Enrico Ferrari, il responsabile tecnico Giorgio Beghella Bartoli e il geometra Sensi.

La quercia secolare alla variante della Roggia viene abbattuta sotto gli occhi delle televisioni con Beghella Bartoli che dichiara alla vista del torrente d'acqua che si riversa sulla pista quando l'enorme tronco tocca l'asfalto: “Era morta da tempo. Colpita da un fumine”.

Sì, è vero, un fulmine l'aveva colpita, ma la quercia era sanissima. Come risulta dalla relazione della Forestale, tenuta per anni segreta, che ha vivisezionato il tronco.

I lavori d'allungamento della via di fuga alla variante della Roggia fino al limite della tribuna, la modifica della seconda curva di Lesmo e il disboscamento all'Ascari nonché la riasfaltatura della pista vengono portati a conclusione giusto in tempo per assicurare le prove libere della Formula Uno in vista del Gran premio d'Italia.
La FIA fa retromarcia, Monza resta a calendario. La pole position è di Jean Alesi con la Ferrari che sfiora i 250 di media. Un ultimo disperato tentativo di Berger di fare meglio del compagno di squadra, anche se ha ricevuto la bandiera di fine qualifiche, s'insabbia all'Ascari. Ci fossero state ancora le piante Berger avrebbe di sicuro riportato fratture. Ci riprova all'indomani nel corso del warm up. Questa volta ritarda la frenata alla variante della Roggia, la monoposto finisce contro la tribuna!

Avviato all'ospedale San Gerardo viene visitato e rimesso: nulla di rotto.
Il Gran premio d'Italia parte e viene subito interrotto per l'incidente che coinvolge Verstappen, Zanardi e Morbidelli.

Vince Damon Hill con la Williams-Renault, Gerhard Berger (Ferrari) e Mika Hakkinen (McLaren-Peugeot) finiscono sul podio.

La gara di Alesi che con la straordinaria pole ottenuta ha mobilitato nella notte quasi centomila tifosi ferraristi venuti a Monza da ogni parte d'Italia e dall'estero, è durata soltanto 14 giri. In centomila delusi e ammutoliti lasciano l'Autodromo.

Per quanto riguarda l'attualità si stanno concludendo i lavori di asfaltatura all'esterno della curva parabolica. E' stata in parte eliminata la sabbia come da richiesta della Federazione Automobilistica Internazionale.

 

Seregno - Trezzi rassegna le dimissioni. L'ultimo consigliere leghista seregnese abbandona il sindaco e il partito

di k.ts.

Era rimasto l’ultimo consigliere comunale della Lega Nord che vive e abita a Seregno dopo che nel maggio dell’anno scorso, sei consiglieri leghisti (Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell’Orto, Mario Gerosa, Alex Paro e Claudio Tono) e un assessore ( Riccardo Liviero) avevano rassegnato le dimissioni a seguito dello scandalo +Energy (vedi Seregno - Si dimettono sei consiglieri della Lega Nord. Mariani non ha più la maggioranza). I sei erano poi stati sostituiti da quattro riempilista (Valeria Kullmann di Arcore, Alessandro Tomini di Usmate Velate, Andrea Castelnovo di Cogliate e Luca Ruggeri di Limbiate) che nelle elezioni del 2010 avevano raccolto complessivamente 2 voti di preferenza.

Settimana scorsa, Roberto Trezzi ha inviato una lettera (vedi sotto) alla segreteria provinciale della Lega Nord annunciando il suo distacco dal partito.
Trezzi fino a giugno di quest’anno era anche consigliere della Provincia di Monza e Brianza. Nato a Seregno quaranta anni fa, siede in consiglio comunale dal marzo 2005 e, a quanto preannunciato, ha intenzione di finire il suo secondo mandato che scade nel marzo del 2015 anche se non più nella Lega Nord ma come indipendente.

Nella lettera di dimissioni che inizia con il ricordo dei suoi anni di militanza nella Lega Nord, militanza iniziata nel 1992, Trezzi accusa il commissario della sezione di Seregno, Marco Tognini, di agire come un “despota” con il quale “non è possibile avere un dialogo” e lamenta uno storico deficit di democrazia e di dialogo tra la Giunta guidata dal leghista Giacinto Mariani e i consiglieri comunali del suo partito:
Per anni ho votato insieme ai miei ex colleghi consiglieri comunali di tutto e di più, senza poter mai davvero obiettare perché le convocazioni del consiglio funzionavano, e ancora funzionano, cosi: entro il giovedì arrivava la convocazione per il martedì successivo con i punti iscritti all'OdG; lunedì, il giorno prima del consiglio, con le delibere già scritte, si doveva andare alla conferenza capigruppo e solo in tarda serata ci si trovava per il consueto incontro di sezione ed il martedì ci si presentava in consiglio (quindi senza poter discutere preventivamente le delibere prima della loro iscrizione all'ordine del giorno).
Vorrei sottolineare come il Sig. Sindaco per anni non si è mai fatto vedere in sezione se non per sporadici passaggi e quindi non avevamo molta scelta sulle delibere....e quando abbiamo preteso il giusto....apriti cielo!”.

Nella lettera, Trezzi ricorda anche la recente debacle del sindaco alle elezioni europee:
Con la sezione, così come la vogliono lui e il commissario, i risultati innegabili sono: Sindaco da nove anni prende poco più di 900 preferenze e dà la colpa di questo risultato, tra gli altri, anche al sottoscritto”.

Un passaggio è anche dedicato alle recenti nomine in AEB-Gelsia:
siamo spariti ovunque, anche a Giussano l'Alberto ha la spada spuntata, e invece che fare auto critica, specialmente da parte del segretario provinciale, si pensa ad altro....alle partecipate! Guarda caso chi è stato nominato?”.

Il riferimento anche se non si fanno nomi sarebbe ad Alessandro Boneschi, nel 2005 candidato alle elezioni comunali per l’Udc che dopo un avvicinamento alla Lega Nord è stato premiato con la nomina, prima a presidente di Gelsia Ambiente (2013) e poi, quest’anno, a presidente di AEB.
Boneschi che ha preso la tessera di socio sostenitore e di socio militante della Lega solo nel 2013, ha diretto il comitato elettorale per Giacinto Mariani alle europee di maggio.

Nella Lega vale il doppio tesseramento, i soci sostenitori diventano soci militanti dopo un periodo, all’incirca un anno, in cui dimostrano la partecipazione attiva alla vita della sezione (vedi Statuto Lega Nord).
I vecchi militanti della sezione di Seregno sostengono che Boneschi abbia saltato alcuni passaggi previsti dal regolamento, tra cui, oltre al periodo di gavetta, il fatto che la sua candidatura non era stata comunicata alla sezione che avrebbe potuto sollevare obiezioni.

In un’assemblea, il commissario Marco Tognini si è però difeso sostenendo che la proposta di militanza di Boneschi era stata pubblicizzata correttamente appendendo il comunicato per tre settimane, dal 1°al 21 agosto 2013, nella bacheca della sezione.

Altra miltanza lampo quella di Edoardo Vismara, la cui fidanzata Veronica Frizzarin è stata nominata dieci giorni fa nel consiglio di amministrazione di Gelsia.

Il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, attraverso le nomine in AEB-Gelsia ha premiato anche due membri attivi del suo comitato elettorale: Marco Pellegrini e Cristian Missaglia e chi da Monza ha sostenuto la sua candidatura, come Alberto Rivolta, segretario provinciale della Lega Nord e Simone Villa, al momento consigliere comunale a Monza.

Con le dimissioni di Roberto Trezzi, il sindaco Giacinto Mariani ha perso tutti i nove della Lega Nord eletti nel 2010 in consiglio comunale a sostegno della sua giunta.
Oltre ai sei già ricordati, bisogna infatti aggiungere Federica Forcolin e Davide Giannobi che prima sono usciti dalla Lega e poi si sono dimessi. E se la Forcolin è stata sostituita dal biassonese Stefano Casiraghi, il posto di Davide Giannobi è rimasto scoperto.

Quasi in contemporanea con la decisione di Trezzi sono arrivate o stanno arrivando lettere disciplinari di ammonizione ai sette dimissionari dell’anno scorso ( Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell’Orto, Mario Gerosa, Alex Paro, Claudio Tono e Riccardo Liviero) e anche per Roberto Trezzi sarebbe in arrivo un provvedimento disciplinare che se e quando arriverà cadrà nel vuoto visto che Trezzi non è più della Lega Nord.
 

Lettera di dimissioni Roberto Trezzi

Sanzione per aggiotaggio in vista per Banca Profilo, advisor della fusione tra Acsm-Agam e AEB-Gelsia

Nuove nomine AEB-Gelsia, potrebbe rimanere fuori Maurizio Bottoni

di k.ts.

La Consob ha deciso di procedere nel processo sanzionatorio per aggiotaggio nei confronti di Banca Profilo, della controllata Arepo BP e dei suoi vertici nelle persone di Fabio Candelli e Matteo Arpe.

Lo rende noto Banca Profilo in un comunicato stampa diramato ieri.
Nella nota (vedi comunicato stampa) l’istituto finanziario comunica di aver chiesto l’annullamento o la revoca del provvedimento sanzionatorio contestando l’imparzialità della Consob e il mancato rispetto dei requisiti di equità e contraddittorio.

Le sanzioni, annunciate da Consob con lettera del 30 giugno 2014, sono relative ad operazioni fatte tra il 21 giugno 2011 e il 27 maggio 2013 sulle azioni di Banca Profilo e considerate illecite e di manipolazione dei mercati.
Banca Profilo attraverso il riacquisto delle proprie azioni, durante le negoziazioni in Borsa e nelle aste di chiusura, avrebbe artificialmente tenuto alto il prezzo e di conseguenza, secondo Consob, fornito “indicazioni false e fuorvianti in merito al prezzo delle suddette azioni”.

L’esistenza dell’inchiesta avviata da Consob nel maggio 2013 era stata resa nota da un comunicato di Banca Profilo del 19 dicembre 2013 (vedi comunicato stampa).

Nel gennaio di quest’anno Banca Profilo veniva scelta da AEB-Gelsia e Acsm-Agam (vedi comunicato congiunto) come Financial Advisor per il progetto di aggregazione tra le due società brianzole.

Le due vicende sono scollegate ma la notizia della sanzione a Banca Profilo potrebbe innescare polemiche sulla sua scelta come advisor della prevista fusione.

Al momento non essendo note le sanzioni non si sa che ricadute avranno sulla banca e sul suo management.
É certo che una sanzione comminata da Consob avrà ricadute reputazionali dando voce alle critiche già arrivate in Brianza e in particolare a Seregno (vedi comunicato PD) sulla prevista aggregazione.

Dubbi e critiche sollevati anche sulle modalità in cui si é proceduto ad approvare il piano di fusione, con conseguente affidamento dell’incarico a Banca Profilo.
Il cda di Gelsia, convocato nella mattina del 21 gennaio 2014, non ha, infatti approvato il piano di aggregazione perché alcuni consiglieri avevano opposto un rifiuto mancando le condizioni e il tempo per valutare l’intera documentazione. Tre giorni prima il cda di AEB (controllante di Gelsia) aveva dato il via libera al progetto di fusione annunciato con comunicato congiunto Acsm-Agam e AEB-Gelsia nel pomeriggio del 21 gennaio a Borsa chiusa (vedi Seregno - Acsm-Agam/AEB-Gelsia, luci e ombre di una fusione).

Nomine AEB-Gelsia

Sembra intanto fatto per le nomine del gruppo AEB-Gelsia, il cui socio di maggioranza è il comune di Seregno con più del 70% delle azioni.

Manca ancora l’ufficialità ma ci sarebbe l’uscita di Maurizio Bottoni dal giro delle poltrone.
Bottoni dopo la presidenza di AEB coltiva l’ambizione di diventare il candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali del 2015.
Rientrerebbe invece l’ex assessore della prima giunta Mariani, Mario Novara, per lui la presidenza di Gelsia Reti in sostituzione di Fausto Giordano che passerebbe alla guida di Gelsia.
Alessandro Boneschi dalla presidenza di Gelsia Ambiente si trasferirebbe a quella di AEB, sosituito da Massimo Borgato già consigliere di Gelsia Ambiente.

Desio - La discarica delle 'ndrangheta avrà un piano di caratterizzazione. Impegno di Regione Lombardia in vista della bonifica

di k.ts.

Il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato l’Ordine del Giorno che impegna Regione Lombardia a pagare il costo - stimato in circa 150mila euro - del piano di caratterizzazione per la bonifica dei terreni di via Molinara a Desio, adibiti illegalmente a cava e a discarica di rifiuti industriali pericolosi.

L’OdG é stato presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianmarco Corbetta (vedi video), ed è stato votato all’unanimità dall’assemblea nella seduta di ieri.

La “cava” illegale di via Molinara era stata sequestrata nel settembre del 2008 dalla Polizia Provinciale di Milano nell’ambito dell’inchiesta Star Wars che aveva portato alla luce un traffico illegale di rifiuti.
I rifiuti venivano interrati a Desio in via Molinara e a Seregno in un terreno di proprietà della moglie di Fortunato Stellitano.

Proprio Stellitano, con precedenti per associazione mafiosa, era a capo della banda che gestiva il traffico.
I mezzi, utilizzati per il trasporto e per smaltire i rifiuti, erano rubati e venivano poi rivenduti in Romania dalla banda. Come deposito dei mezzi, Stellitano utilizzava un’area a Briosco posta anch’essa sotto sequestro (vedi documento).

Negli otto mesi dell’inchiesta, gli uomini della Polizia provinciale di Milano, guidati da Flavio Zanardo (dal 2009 comandante della Polizia provinciale di Monza e Brianza), avevano eseguito intercettazioni sulle utenze usate da Stellitano e dai suoi complici.
Era emerso un quadro preoccupante sulle protezioni offerte da alcuni noti politici desiani alle attività di Stellitano - ritenuto legato ai Moscato di Desio e alla cosca della ‘ndrangheta Iamonte di Melito Porto Salvo.

Nell’inchiesta erano comparsi i nomi di Rosario Perri, ai tempi dirigente dell’Ufficio Tecnico di Desio e Massimo Ponzoni, assessore regionale all’Ambiente (vedi La Brianza trema per l’inchiesta sulla ‘ndrangheta). Durante gli appostamenti la polizia provinciale identificò anche l’auto di quest’ultimo presente sui terreni utilizzati dagli ‘ndranghetisti per seppellire i rifiuti industriali.

Coinvolti e condannati per altri procedimenti giudiziari, né Rosario PerriMassimo Ponzoni sono stati, però, chiamati a rispondere davanti all’autorità giudiziaria sui presunti rapporti intrattenuti con personaggi legati alla ‘ndrangheta.

Il legame tra Massimo Ponzoni e la ‘ndrangheta è tornato d’attualità, nel maggio di quest’anno, durante l’audizione di Fernando Dalla Chiesa (direttore dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Milano) alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie, quando il senatore Salvatore Titto Maggio (Scelta Civica) ha chiesto: “Intervengo semplicemente per una considerazione che mi era risultata lampante rispetto alle considerazioni sull'incapacità [della ‘ndrangheta NdR ] di raggiungere livelli istituzionali quali quello regionale o comunale semplicemente per segnalarvi un fatto (pag. 29 del report dell’Osservatorio sulla criminalità dell’Università di Milano). Un consigliere regionale della Lombardia, Massimo Ponzoni, è notoriamente esponente di ambienti ’ndranghetisti della provincia di Monza e Brianza, quindi mi chiedevo come mai questo dato non vi risulti”.

La risposta articolata di Dalla Chiesa si può sintetizzare in due frasi: “Nel caso del consigliere Ponzoni, dichiarato dal giudice Gennari «capitale sociale della ’ndrangheta», la condanna che ha recentemente subìto non chiama però ancora in causa la criminalità mafiosa, ma è una condanna per corruzione. [...] Quello di Ponzoni è sicuramente uno dei casi di intermediazione tra pubblica amministrazione locale e pubblica amministrazione regionale, dove corruzione e criminalità organizzata si intrecciano, quindi sicuramente un caso paradigmatico” (vedi resoconto stenografico).

Il costo complessivo per la bonifica dei terreni contaminati da amianto, idrocarburi e dai residui di lavorazione industriale contenenti anche metalli pesanti quali piombo e cromo sono stati stimati in 2,5 milioni di euro.
Soldi che con tutta probabilità verrano pagati dalla collettività visto che i condannati sono risultati nullatenenti (vedi Desio - Il Comune pagherà la bonifica della discarica della ’ndrangheta).

Nonostante la condanna in sede penale con sentenza che ha previsto un risarcimento di 50mila euro per il comune di Desio e di 30mila per quello di Seregno - parti civili al processo (vedi Discarica della ‘ndragheta: rimborsate Desio e Seregno) - e nonostante le richieste avanzate in sede civile dai due comuni per i risarcimenti, molto difficilmente le due amministrazioni otterranno i soldi per le bonifiche.

Per il momento, oltre a non ricevere un euro dai condannati, hanno dovuto sostenere i costi legali dei processi. Seregno ha già anticipato più di 20mila euro per le spese legali (vedi determine 2009 e determine 2012-2014 ) in attesa un giorno di rifarsi sui condannati.

Aspettando che la discarica a Seregno come promesso diventi un parco (vedi Seregno, diventerà un parco la discarica abusiva della 'ndrangheta), sui giornali l'amministrazione informa che l'opera di bonifica costerà 350mila e partirà nel 2015 ( vedi articolo) anche se sul bilancio del comune di Seregno i soldi per la bonifica non sembra siano stati nemmeno stanziati.

Dopo gli arresti di Stellitano e dei suoi complici, dalle colonne del Corriere della sera, Andrea Galli scriveva: “Cento camion che attraversavano Briosco, Desio e Seregno. Un frastuono e un traffico che possibile non s' accorgesse nessuno? E possibile che nei Comuni, gli uffici tecnici fossero all' oscuro di quanto accadesse sui propri prati? E i sindaci Giampiero Mariani (Desio) e Giacinto Mariani (Seregno)[...]? E i vigili? Ispezionavano? “.

Qualche giorno dopo, in consiglio comunale, Giacinto Mariani si era difeso sostenendo che l’inchiesta era partita da un segnalazione dell’amminstrazione di Seregno (vedi Discariche della ‘ndrangheta e consiglio comunale).

Circostanza, di fatto, smentita dagli inquirenti che fanno risalire l’origine dell’inchiesta alla segnalazione di una Guardia Ecologica Volontaria fatta alla Polizia Provinciale.
Il comune di Seregno ci mise invece quasi tre anni per richiedere l'abbattimento di costruzioni abusive sui terreni degli Stellitano, abusi edilizi segnalati alla Polizia Locale di Seregno nel 2005. I primi sopralluoghi del comune di Seregno, datano 9 e 31 marzo 2006.  
Emise l'ordinanza di abbattimento dei manufatti solo nel maggio 2008 quando l'inchiesta della Polizia Provinciale era già in corso da alcuni mesi.

 

Monza - Autrodromo. La lista Capelli vince le elezioni per il rinnovo del consiglio di Ac MIlano

di Pier Attilio Trivulzio

Una serata lunga e tempestosa per l'elezione del Consiglio dell’Automobile Club di Milano, dodici ore per lo spoglio di 3.776 schede - 11,13% degli aventi diritto, nel 2008 erano stati il 10,27% - con momenti ad alta tensione. 
A controllare le operazione erano presenti anche gli avvocati della Lista1 “Sport & Rinnovamento”: Geronimo La Russa, escluso dalla candidatura per un “buco” di tre mesi del rinnovo della tessera, ed un collega di studio.
A notte fonda il verdetto: vittoria della Lista1 con Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Enrico Radaelli e sonora sconfitta della lista - che l'ex consigliere di Acm, Simonpaolo Buongiardino aveva in sintesi battezzato gerontocomio “240 anni in tre” – con Carlo Edoardo Valli, Bruno Longoni, Michele Nappi, Luca Ronzoni. 

Vittoria che Luca Ronzoni proclamando i vincitori ha definito sub judice. Intenzione, infatti della lista sconfitta è chiedere il controllo del tesseramento di Pietro Meda e Marco Coldani.

Entro fine mese si riunirà il Consiglio con l'elezione scontata di Ivan Capelli alla presidenza dell'Automobile Club di Milano e di Andrea Dell’Orto in Sias.
Esaurita la parte burocratica, i quattro del Rinnovamento dovranno gettare le basi per il rilancio dell'Autodromo di Monza prima ancora di quello dell'AC Milano.

E sì perchè il lavoro più gravoso e impegnativo dovrà riguardare la società di gestione dell'Autodromo. Dovranno essere esaminati i conti di Sias, trovate le risorse per i lavori di riqualificazione che non necessariamente dovranno partire dal progetto costosissimo (80 milioni di euro) preparato da un pool di tre ingegneri e illustrato mesi fa a Roberto Maroni dal presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani.

Un progetto che prevede nuovi uffici della direzione, la realizzazione di un fabbricato alle spalle del vecchio paddock, la trasformazione dell'area coperta dietro ai negozi da anni ridotta a magazzino, la riqualificazione di tribune e servizi.

Dovrà, inoltre, tornare a funzionare tutto l'anno il ristorante della tribuna centrale.
Se si vuole che l'Autodromo faccia parte del tour Expo 2015 i lavori devono essere progettati e realizzati in fretta.

L'Autodromo, inoltre, dovrà tornare ad avere un calendario ricco di manifestazioni sportive e non, pubblicizzate e non riservate ai soliti mille incalliti tifosi.

Certo, il Gran premio d'Italia di Formula Uno dovrà restare la gara clou della stagione. In gioco, però, anche l'accordo con la Dorna per la Superbike con conseguente adeguamento della pista, tenendo conto che oggi queste moto di derivazione hanno prestazioni da MotoGp e adeguare il tracciato dentro al parco a motociclette che fanno i 340 km/h non sarà uno scherzo.

Negli Anni Sessanta all'esterno della curva parabolica c'era il terrapieno.
Nel 1965, durante la Mille Chilometri, vi si schiantò Tommy Spychiger, ucciso, il capo mozzato di netto. Il terrapieno venne arretrato, in seguito l'esterno della parabolica diventò una spiaggia di Rimini.
Adesso la Fia ha imposto: via la sabbia, quel tratto deve essere asfaltato.

Sono già stati appaltati i lavori, così come quelli della sopraelevata che dal 3 luglio scorso, “costa” a Sias una penale di 1.000 euro al giorno per non il non rispetto dei tempi previsti dalla convenzione firmata con il Comune. E il tassametro continuerà a girare fino a quando i lavori non saranno completati.

Il nuovo Consiglio dell'Automobile Club di Milano (socio di maggioranza in Sias) dovrà affrontare questi ed altri problemi.

Intanto, il 18 settembre, inizierà il processo per la malagestione dell'Autodromo.
L'inchiesta non è ancora conclusa. Sta ancora lavorando sodo la Guardia di finanza in accordo con i sostituti procuratori Walter Mapelli e Caterina Trentini. Ai 15 già rinviati a giudizio (Enrico Ferrari per lui ultima accusa di peculato, Giorgio Beghella Bartoli, Emanuele Vialardi e gli altri) si devono aggiungere Gabriele Aliprandi e quattro soci del Moto Club Biassono accusati di false fatturazioni a Sias per il lavoro dei commissari in pista e, solo per Aliprandi, l'appropriazione indebita. A lui sono stati posti sotto sequestro conto corrente, titoli, una Bmw e posto il vincolo sull'abitazione in cui vive.
E ancora l'impiegato dell'ufficio sportivo di Sias, Daniele Galbiati per i biglietti venduti in nero, Americo Martino, ex dirigente della Siae di Monza accusato, così come Enrico Ferrari e il contabile Franco Becchere, di corruzione per le mazzette pretese tra il 2008 e il 2011 per chiudere un occhio su pass e biglietti.
La seconda tranche dell'inchiesta di Mapelli e della Trentini è alle battute finali ma promette nuovi clamorosi colpi di scena.

E' questo lo scenario con cui il nuovo Consiglio dell'Automobile Club di Milano si troverà a dover fare i conti. Non soltanto, quindi, la difficilissima e quasi impossibile trattativa con Bernie Ecclestone per tenere a Monza la Formula Uno.

Ce la faranno Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda ed Enrico Radaelli a risollevare dalla polvere Autodromo e Automobile Club Milano?

Hanno entusiasmo da vendere. Ma, senza soldi e persone giuste ai posti di comando, l'entusiasmo potrebbe non bastare.
 

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