Inverigo

Inverigo - C'era una volta Villa Crivelli

Riceviamo e pubblichiamo il materiale fotografico arrivato in redazione che testimonia l'entità dei lavori, fortemente invasivi,  effettuati all'interno di VIlla Crivelli di Inverigo. La villa ha una lunga e tormentata storia densa di ombre che abbiamo cercato di documentare a più riprese su questo portale con diversi articoli (vedi Inverigo e l'ecomostro di Giorgio Pozzi​ Inverigo - Ecco il degrado di Villa Crivelli​Lele Mora, i furbetti del quartierino e il “sacco di Inverigo”​ ,Agri Trade e Villa Crivelli: fine della storia?​), fino alla protesta degli  operai della ditta che si occupava dei restauri, la Spini & Zoja, poi fallita (Inverigo - Villa Crivelli: operai sulla gru per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati​). Nel frattempo la proprietà è passata sotto il controllo di Giorgio Anzani e Luigino Songia (Grafiche Mariano) e i lavori di restauro sono proseguiti. La seconda tranche di immagini in nostro possesso verrà a breve pubblicata in un altro articolo sempre su questo portale.


Tramezze sollevate sui muri affrescati
 

 
Giardino, abbondante uso di cemento
Particolare del bagno costruito dentro la torre principale
Particolari scala giardino
 
 
Muri divisori innalzati in mezzo alle stanze
Aperture e scassi nel muro per il posizionamento dei quadri elettrici
 
Innalzamento tramezze dentro la "sala rosa"
 
Posizionamento dei quadri elettrici
 
 

 

Lele Mora, i furbetti del quartierino e il “sacco di Inverigo”

di badseeds

Politici corrotti, imprenditori senza scrupoli, bancarottieri con finanziarie nei paradisi fiscali, assaltano il territorio e si lasciano macerie alle spalle, contrastati nella loro avanzata dal coraggio e dalla tenacia di gruppi di cittadini riuniti in associazioni.

Inverigo per tanti anni è stato anche questo, un comune sotto il costante attacco della speculazione edilizia spinta da interessi milionari.

La prima vicenda risale alla fine degli anni 60 quando le immobiliari   Astaie e Victory   decidono di costruire un campo da golf con annesso complesso residenziale per oltre 1.330.000 metri cubi.  Il progetto verrà bocciato dal comune di Inverigo a seguito della dura opposizione delle associazioni cittadine, si aprirà un contenzioso e una colossale causa di risarcimento che peserà per decenni come una spada di Damocle sulle finanze comunali.

Nel 2000 inizia invece la ristrutturazione di “Villa Crivelli” di proprietà della Agri Trade S.r.l. di Giorgio Pozzi, una vicenda ancora in corso che ha lasciato alle sue spalle: un fallimento, un cantiere abbandonato e la costruzione di un ecomostro, come  documentato in vari articoli apparsi su questo sito.

L’ultima speculazione tentata, in ordine di tempo,  riguarda la costruzione di un albergo e di un complesso residenziale ai piedi della collina della storica Rotonda del Cagnola. Anche in questo caso la proprietà ha minacciato azioni legali di fronte ai primi no espressi in consiglio comunale.
 

Tanti grossi affari per un piccolo comune della Brianza di poco più di ottomila abitanti.

Il grande interesse delle immobiliari per Inverigo  si spiega con la sua posizione strategica tra Como e Milano e la bellezza dei suoi paesaggi; un luogo in grado di garantire sicuri rendimenti a progetti immobiliari di pregio. Una cordata di politici e imprenditori, affiatata, politicamente contigua,  legata da amicizie personali e da comuni interessi, se ne è accorta e ha messo da tempo le mani sulla città.

I protagonisti di questo assalto al territorio sono:
Giorgio Pozzi, costruttore, politico PDL,  consigliere regionale e presidente della Commissione Territorio della Regione Lombardia;
Giovanni Semeraro, attraverso la Building Real Estate Srl che ha rilevato la proprietà della Victory;
Giuseppe Riva, titolare della Riva Giardini, coordinatore del PDL a Lurago d’Erba e proprietario dell’area nei pressi della Rotonda del Cagnola sulla quale dovrebbero sorgere l’hotel, il motel con ristorante e le quattro palazzine residenziali.

Tutte persone  che hanno in comune una frequentazione con Lele Mora, adesso in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta per delle discutibili operazioni di compravendita immobiliare.

Lele Mora non ha mai nascosto la sua "grande amicizia" con Giorgio Pozzi e si è mobilitato per sostenere la candidatura dell’amico in occasione delle elezioni Regionali del 2010. Sono ancora reperibili in rete stralci della kermesse elettorale organizzata da Pozzi presso la Riva Giardini di Lurago d’Erba, alla presenza di tutto lo stato maggiore regionale del PDL e di politici nazionali del calibro di Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, socia del Billionaire.
Per l’occasione Lele Mora portò con sé le ragazze della propria scuderia, alcune delle quali compariranno nei verbali  delle intercettazioni tra Nicole Minetti e Silvio Berlusconi, intercettazioni in cui verrà tirato in ballo anche Giorgio Pozzi descritto in compagnia di una “fighissima rumena”.
Lo stesso Mora  si adopererà anche per un altro politico brianzolo e socio di affari di Pozzi, ovvero Massimo Buscemi.

Ma il sostegno di Lele Mora alle campagne elettorali di alcuni politici lombardi non si spiega solo con l’amicizia personale, fra di loro corre anche una comune passione per il mattone.
Dal 2007 Mora ha interessi con Giovanni Semeraro, mobiliere bresciano. I due sono coinvolti in vendite di immobili effettuate nel probabile tentativo di mettere al riparo l’impero finanziario di Mora minacciato dal fallimento e dal fisco. Compravendite che sono finite nel mirino della magistratura, come riporta Gianfrancesco Turano  nell’articolo pubblicato su l’Espresso del 23 giugno 2011.

L’intermediario tra Mora e Semeraro è Angelo Luigi Zavaglio che oltre ad essere amministratore del locale Billionaire beach di cui Mora è socio, è uomo di fiducia di Semeraro, nonchè Presidente nella CV Ultra S.A., altra società Lussemburghese riconducibile sempre a Giovanni Semeraro.
In una interrogazione parlamentare il senatore Lannutti ha, inoltre, chiesto al Governo di indagare i rapporti tra i manager legati a Semeraro, come Angelo Luigi Zavaglio e i "furbetti del quartierino", ovvero banchieri, finanzieri e immobiliaristi protagonisti delle scalate Antonveneta-Bnl.  Lannutti si domanda che ruolo abbiano giocato banche e finanziarie come la Fpm Realty, sempre riconducibile a Giovanni Semeraro e che ha tra i soci Giampiero Palenzona, fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit.

Un altro tassello per comprendere i rapporti tra un certo mondo dell’imprenditoria e la politica che  hanno trovato a Inverigo un punto di incontro lo fornisce la figura di Filippo Duzioni, referente nella zona per la Building Real Estate di Giovanni Semeraro.

Duzioni è in carcere per il suo coinvolgimento in un sistema di presunte tangenti versate a politici  per ottenere modifiche ai PGT di vari comuni  in Brianza e con l’accusa di aver finanziato illecitamente la campagna elettorale di Ponzoni per complessivi 300.000 euro. Prima di essere travolto dalle inchieste giudiziarie Duzioni si adoperò per salvare “tre navi che stavano per affondare portandosi con sé  i marinai di pregio”. Una di quelle navi era sicuramente la Pellicano Srl i cui soci erano tra gli altri: Giorgio Pozzi, Massimo Ponzoni, e Massimo Buscemi.

Agri Trade e Villa Crivelli: fine della storia?

 Il Comune può entrare in possesso delle fidejussioni, tra il silenzio della maggioranza e le ombre di nuove speculazioni immobiliari
di badseeds
Mancano pochi mesi alla scadenza della convenzione stipulata nel 2000 tra il Comune di Inverigo e la società Agri Trade Srl di Mariano Comense proprietaria di Villa Crivelli. Convenzione che prevede, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, la ristrutturazione delle antiche Carceri da destinare a centro anziani, il restauro della porzione di Giardino per farne un parco pubblico, il recupero delle terrazze panoramiche su via Crivelli con la scalinata interposta e il restauro di via Crivelli.  La convenzione era già scaduta una prima volta nel 2010, in seguito  è stata prorogata fino al 2012. 

Con l’interruzione dei lavori e  il  fallimento della Spini & Zoja, socia di Agri Trade Srl (società di Giorgio Pozzi, attuale presidente della Commissione Territorio di Regione Lombardia ndr), il Comune di Inverigo sarà presto nelle condizioni di incamerare le fidejussioni bancarie poste a garanzia della convezione.
Memoria storica di Villa Crivelli è l’ex custode , Matteo Piancone, sfrattato nell'ottobre del 2011 per consentire il completamento dei lavori mai eseguiti per il sopraggiunto fallimento della Spini & Zoja.
Dal suo punto di osservazione privilegiato  ha seguito l'avanzamento dei lavori e i prolungati e inaspettati fermi del cantiere,  ma ha anche assistito alla rimozione degli affreschi sulla torre, all'innalzamento di solette e tramezze che coprono i dipinti e al progressivo stato di abbandono della Villa.  "Quando sono iniziati i lavori,   durante la fase di consolidamento dei muri sono emersi dagli intonaci gli antichi affreschi della Villa. E' stato necessario allertare la Soprintendenza...  - racconta Matteo - Si capiva che qualcosa non andava perché i lavori procedevano a rilento, sensazione confermata parlando con i capicantiere. Gli operai venivano al lavoro ma rimanevano praticamente inattivi in attesa di disposizioni... La villa cadeva a pezzi ed era pericolosa anche per i pochi visitatori. Ho inviato una lettera alla prefettura e alla Procura della Repubblica per denunciare il degrado che vedevo".  
Siamo nel 2006, poco prima dell’inizio dei  restauri, diretti da Marcello Pozzi, fratello di Giorgio. Nel frattempo prosegue il via vai di potenziali acquirenti. A visitare i luoghi dove sorgeranno gli appartamenti di lusso arrivano in tanti: privati cittadini, facoltosi uomini di affari, famosi giornalisti come Enrico Mentana e anche politici, tra cui il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni
Nel 2008 inizia la grande campagna di marketing, si mostrano alla stampa  i lavori fin lì eseguiti annunciando che la Villa "tornerà presto agli antichi splendori". In realtà ne viene ristrutturata soltanto una minima parte.  "L'impressione - aggiunge Matteo - è che per semplificarsi i lavori e renderli meno onerosi abbiano deciso di sbarazzarsi quanto più possibile di ogni vincolo imposto dalla soprintendenza... Se un affresco viene lasciato senza protezioni e scompare sotto l'effetto delle intemperie non devi più sostenere i costi di restauro". 
Un andazzo che getta ombre sul progetto e che per Matteo trovano conferma nel 2010, quando accompagna la proprietà durante una delle  rare visite. "Davanti al Castrum, i proprietari e i tecnici hanno iniziato a parlottare e ho udito chiaramente che la ristrutturazione di quello stabile  (da riconsegnare al Comune come centro anziani ndr) non sarebbe mai stata eseguita. Ho cercato di comunicare i miei dubbi al sindaco Bartesaghi ma non sono stato ascoltato. Dopo le segnalazioni fatte anche alla soprintendenza non mi è rimasto altro che la denuncia pubblica. Dopo poche settimane ho ricevuto l'ingiunzione di sfratto.
Quello che invece rimane agli atti è che il Comune concede nel 2010 altri due anni di proroga per consentire alla società di consegnare le opere secondo convenzione. Il resto è evidente. Villa Crivelli, uno dei tesori paesaggistici ed architettonici del nostro territorio, è in completa rovina. A fianco del suo storico giardino sorge un ecomostro, un incompiuto edificio di tre piani in cemento armato adibito a rimessa auto.
 
 

Inverigo, una serata per la valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggisitco

di badseeds

Venerdì 17 febbraio presso la Sala Consiliare di Inverigo si è svolta l'iniziativa promossa dalle Associazioni Le Contrade, L'Orrido, Inverigo 2021 e Uniti per Inverigo dal titolo "Inverigo: vaorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico - artistico."

Un incontro che ha avuto particolare interesse all'indomani della bocciatura da parte della giunta comunale del progetto che prevedeva la costruzione di un albergo a ridosso della rotonda del Cagnola.

Ospiti della serata Darko Pandakovic, docente di Architettura del Paesaggio e consulente UNESCO, Fabio Cani, storico del Paesaggio e Fiammetta Lang, Presidente della sezione comasca di Italia Nostra.

Alla presenza di un pubblico folto ed interessato si sono quindi svolti gli interventi dei relatori cui è seguito un rapido giro di domande tra il pubblico.

Sono stati mostrati interessanti rendering sul consumo di suolo negli ultimi decenni, a dimostrazione di come il Comune di Inverigo abbia ben conservato il proprio paesaggio fino agli anni sessanta, gli anni del boom economico.  Da lì in poi l'assalto al territorio e la sua devastazione costante fino ai giorni nostri. Eppure Inverigo con  le sue Ville e in particolare con l'Orrido,  il Castello e la Rotonda del Cagnola, è un sito che gode di fama internazionale, come dimostrano le numerose pubblicazioni, studi, disegni, stampe, diffuse in europa fin dall'ottocento. 

Una delle principali cause del degrado paesaggistico deve essere ricercato nella mancanza di una legge che, dagli anni del boom economico ed edilizio in poi, riuscisse a razionalizzare il fenomeno delle espansioni delle città. La speculazione (attuata nella compravendita di terreni e nel cambio di destinazione d'uso che ne moltiplica il valore) ha condotto ad una urbanizzazione selvaggia. Ovviamente i posti "belli", assieme a quelli strategici per l'economia, sono stati, e rimangono tuttora, al centro delle maggiori speculazioni.

In Italia il tentativo di introdurre una razionalizzazione del fenomeno arrivò già dai primi anni 60, col ministro Fiorentino Sullo, che cercò attraverso "il regime dei suoli" di creare una legge che prevedesse l'esproprio da parte dei Comuni dei terreni destinati all'edilizia, lasciando solo il diritto di superficie alle società edilizie, mediante asta pubblica. Un tentativo che fallì sotto la pressione di feroci campagne stampa alimentate dalle potenti lobby delle banche e dei costruttori. Così come inattuata rimase la "legge ponte" del 1967.

Il risultato di questa mancata razionalizzazione fu la devastazione di ampie zone del "bel paese", da nord a sud.

A chiusura del giro di interventi Fabio Cani ha ricordato che il paesaggio deve essere vissuto come un processo in continua evoluzione nel corso della storia. Non si tratta quindi di adottare un'ottica puramente conservativista, ne di creare una graduatoria ipotetica tra zone e regioni (in polemica con un presunto primato italiano) quanto piuttosto di rendere questo elemento dialettico col territorio attraverso la fondamentale partecipazione delle persone, che più ancora che degli  "esperti", dovrebbero recuperare il legame autentico con il territorio in cui vivono.

La serata si è conclusa con alcune domande poste dal pubblico. Sono stati chiesti lumi sul  processo di "federalismo"  dei beni culturali, giudicato dai più deleterio per lo stato di conservazione del territorio, e considerazioni sullo strumento dei Piani di Gestione del Territorio, che hanno preso il posto dei vecchi Piani regolatori. Si sono susseguite anche proposte, rivolte all'amministrazione, per adottare nuovi criteri nella gestione urbanistica.

Per finire è stato stilato un documento da presentare all'amministrazione Comunale, un documento che impegni l'amministrazione Inverighese a riconsiderare con maggiore attenzione e con nuove modalità lo sviluppo urbanistico in un territorio così delicato come quello di Inverigo.

Inverigo - Ecco il degrado di Villa Crivelli

di badseeds

Abbiamo riassunto l'intricata vicenda riguardante Villa Crivelli di Inverigo in un articolo precedentemente pubblicato su questo sito. Al termine dell'articolo facevamo un appello ai lettori  chiedendo loro di inviarci materiale di cui fossero in possesso, foto o video che potessero ulteriormente documentare lo stato di abbandono della Villa. Qualche utente ha risposto al nostro appello e alla posta di redazione sono giunte alcune fotografie  che mostrano i lavori eseguiti all'interno della Villa.Sono interventi, come potete giudicare voi stessi, che sollevano alcuni interrogativi,  sia di carattere tecnico, sia in relazione ai permessi forniti e ai controlli eseguiti dalla sovraintendenza.

Nelle foto seguenti si vede ad esempio l'affresco tagliato in due da una tramezza che divide la stanza.

Le foto documentano il lato sinistro e destro dell'affresco, con tanto di condotti che fuoriescono dai pavimenti e che lasciano supporre un intervento analogo ai piani inferiori. A seguire la foto prima dell'intervento in cui si vede l'affresco nella sua interezza.

 

In una delle foto inviateci eseguite all'interno del cortile della villa compare una soletta che taglia a metà una delle finestre, segno che oltre all'abbassamento delle stanze è stato previsto anche il ridimensionamento delle stesse finestre sul lato del cortile.

Sotto il porticato del Pollack si intravede sullo sfondo una parte dell'affresco che è stato rimosso dall'interno della VIlla ed è rimasto appoggiato alla parete esterna, esposto agli eventi atmosferici e in rapido deterioramento.

 

Segue la foto dell'antico torchio, come si vede in uno stato di completo abbandono e anch'esso parzialmente esposto ai fenomeni atmosferici. Nelle cartoline che fotografano la Villa negli anni 60 e 70, non c'è traccia della finestra che compare nell'abbaino sopra la Villa. Non siamo però in grado di stabilire se si tratti di un'altro degli interventi eseguiti dalla Agri Trade durante i lavori di restauro o se sia un lavoro eseguito precendentemente dalla proprietà prima della cessione della stessa. Forse anche in questo caso potremo contare sulla collaborazione di qualche lettore.Per finire due foto che documentano lo scempio eseguito da Agri Trade, che ricordiamo è la società di Giorgio Pozzi, attuale Presidente della Commissione Territorio in Regione Lombardia. 

 

 

 

 

 

 

 

La prima è la panoramica da cui abbiamo preso il dettaglio sopra, e si riferisce al panorama della villa nel suo contesto circa una trentina d'anni fa. Segue invece una foto panoramica scattata due mesi fa che ci invia gentilmente Marco e che può essere raffrontata con la precedente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La redazione rimane aperta alle vostre segnalazioni.

 

 

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Inverigo e l'ecomostro di Giorgio Pozzi

di badseeds

Percorrendo la strada che da Inverigo conduce a Lurago d'Erba, Villa Crivelli ci appare sulla destra immersa nel complesso  di altri edifici storici abbandonati e nel verde dei giardini all'italiana e alla francese che la circondano. Su un lato della villa è ben visibile una  nuova costruzione  eretta a ridosso delle antiche mura, un'opera bollata dai cittadini di Inverigo come “ecomostro”.   

Si tratta dell'autorimessa riservata agli appartamenti lussuosi che avrebbero dovuto sorgere  all'interno della  villa, una volta terminata la sua ristrutturazione.  Un' opera  molto diversa  dal  progetto approvato che vedeva la rimessa interrata e sovrastata da un muro ricostruito in armonia  con il resto del complesso architettonico.   Risultato: una colata di cemento armato circondata da gru e dai resti di un cantiere abbandonato.

EcomostroL'edificio è stato costruito  in un contesto, dichiarato "di notevole interesse pubblico quale bene paesaggistico"  assieme al Viale dei Cipressi che attraversa la Villa e conduce al santuario di Santa Maria della Noce.  Tutta l'area della villa è posta sotto la tutela  della Regione Lombardia  e del parco Valle del  Lambro ma nonostante il luogo storico e l'entità dello scavo pare che i lavori siano stati  eseguiti senza il parere della sovrintendenza ai beni archeologici.
Il fallimento nell'ottobre di quest'anno della società Spini & Zoja, che aveva l'incarico dei lavori e ha causato il blocco del cantiere è soltanto l'ultimo episodio di una storia ventennale che coinvolge tutta l'area  e che inizia verso la fine degli anni 80 quando Agri Trade Srl acquista Villa Crivelli dall'allora proprietario, la famiglia Fumagalli Carulli.

Agri trade srl è una delle  società di Giorgio Pozzi, ex Assessore ai trasporti  attuale consigliere PDL in Regione Lombardia,  e Presidente della Commissione territorio.  Oltre a Pozzi sono soci di Agri Trade:  la fallita Spini & Zoja e i proprietari delle Grafiche Mariano, individualmente e attraverso la loro controllata lussemburghese, la GM Italy Holding SA RL.

Nel 2000  la società Agri Trade firma con il Comune di Inverigo una convenzione che prevedeva una serie di opere di compensazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Tra queste: la cessione di una parte del parco all'italiana al comune, un parcheggio pubblico, un centro anziani, una piccola biblioteca da collocarsi all'interno degli edifici del Castrum, l'accesso regolato del pubblico alla visita dell'antico torchio (uno dei più grandi d'europa) e del teatro.

Infine, preservare l'apertura al pubblico del tragitto dello storico viale dei Cipressi che attraversa il giardino e  delle terrazze della villa che dominano la valle. In cambio Agri Trade avrebbe ristrutturato la villa per adibirla a "borgo di lusso" con  la creazione di unità abitative e alberghi.

La convenzione stipulata  aveva una durata di 10 anni,  entro i quali  sarebbero dovuti terminare i lavori di ristrutturazione ed essere consegnate al Comune  le opere previste.
Pur ricevendo i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Lombardia (469.236.040 di vecchie Lire) non succede niente fino al 2005,  quando, con il parere favorevole del sovrintendete ai Beni Culturali, l'architetto Artioli,  vengono approvati ed avviati i lavori di restauro.

L'incarico di dirigere i lavori, eseguiti dalla Hermes Restuari di Monza, viene affidato a Marcello Pozzi, fratello di Giorgio.    I restauri  destano non poche perplessità tra gli addetti ai lavori per via di interventi  che agiscono massicciamente sulle strutture murarie, sugli affreschi, sulla larghezza delle finestre, sugli intonaci, sulle solette e sulle tramezze.

Nel 2008, in concomitanza con la candidatura del Comune di Inverigo  al "Club dei Borghi più belli di Italia", vengono pubblicate sui giornali le foto che mostrano lo stato di avanzamento dei lavori e  suggeriscono l'idea che presto Villa Crivelli potrà tornare a rivivere gli antichi splendori. Ma di lì a poco  i lavori vengono di nuovo sospesi.


Quelli che negli ultimi anni hanno avuto accesso all'interno della Villa  raccontano  che alcuni di quei  restauri sono già stati rovinati dalle intemperie e dai lavori per la costruzione degli appartamenti. Nessuno lo può certificare, nonostante le richieste di sopralluogo avanzate anche in consiglio comunale ad oggi non è possibile conoscere in che stato si trovi la villa al suo interno e la sovrintendenza non sembra intenzionata a far luce sulla vicenda. L'ultima ispezione che ha compiuto, avvenuta tra ottobre e novembre di quest'anno,  ha potuto solo constatare lo stato di abbandono dell'antico torchio, esposto ai danni degli agenti atmosferici. Anche le segnalazioni inoltrate al FAI, fatte da semplici cittadini, per ora non hanno sortito alcun effetto.

Nel 2010, alla scadenza della convenzione, delle opere da consegnare al Comune c'era soltanto una debole traccia:  una parziale sistemazione del giardino e il parcheggio non terminato. L'amministrazione comunale decise comunque di concedere un' ulteriore proroga alla Agri Trade, stipulando una  nuova convenzione della durata di cinque anni,  inserendo  delle scadenze precise ma consentendo anche alcune varianti al progetto originale come ad esempio l'eliminazione della servitù pubblica di transito sullo storico tratto del viale dei cipressi che costeggia la Villa.

Ad oggi non è possibile sapere cosa ne sarà di Villa Crivelli, mentre il Comune timidamente ha avviato le procedure per incassare la fidejussione posta a garanzia dell'opera.

In Regione Lombardia è in discussione un disegno di legge  di cui Pozzi è relatore, progetto che prevede l'erogazione di finanziamenti a soggetti pubblici e privati che intendano svolgere lavori di ristrutturazione  all'interno dei borghi certificati dal "Club dei Borghi più belli d’Italia". Segno che la proprietà è a caccia di ulteriori aiuti pubblici per finanziare l'intervento immobiliare su Villa Crivelli.

Inverigo non è nuova ad operazioni di questo tipo che hanno il chiaro sapore della speculazione immobiliare finita male. Già a metà degli anni '90 l'immobiliare milanese Astaie presentò sull'area della ex Victory un progetto di nuova città satellite nella Valle del Lambro, con un piano che prevedeva persino la costruzione sulle aree a rischio esondazione, 1.364.000 metri cubi per circa 15.000 abitanti. Il progetto si arenò di fronte alla fiera opposizione di alcune associazioni di Inverigo. Una causa giudiziaria per diversi milioni di euro è ancora in corso tra la proprietà e il Comune.

In anni recenti, l'ondata di speculazione che ha investito questo territorio ricco di bellezze naturali e architettoniche faticosamente preservate, ha lasciato qua e là segni tangibili e duraturi del suo passaggio.

L'autorimessa abbandonata ai piedi di Villa Crivelli ne costituisce una immagine emblematica.


 

Chi è Giorgio Pozzi

Pozzi, conosciuto anche come il "re del mattone" è a capo di circa una quindicina di  società, molte  delle quali operano nel settore immobiliare. Una di queste la Pellicano Srl aveva come socio un'altro ciellino doc, Massimo Ponzoni, fino al sopraggiunto fallimento a seguito della nota inchiesta per bancarotta fraudolenta. Sullo sfondo un buco di oltre 600.000 euro.  Un articolo de L'Espresso a firma Vittorio Malagutti dal titolo  "Premiato clan lady Lombardia" ci racconta di un Pozzi affaccendato in svariate speculazioni immobiliari, come quelle di Cabiate e Varese, per fare un esempio.
Uomo di potere, vicino a Comunione e Liberazione,   Giorgio Pozzi ama coniugare politica, affari e bel mondo (è nota la sua amicizia con Lele Mora e il suo nome comparirà anche nelle intercettazioni tra il Cavaliere e Nicole Minetti).

Nota della redazione: siamo alla ricerca di materiale documentale (video, foto) che possa attestare lo stato di degrado internamente a Villa Crivelli. Chiunque fosse in possesso di tale materiale è pregato di inoltrarlo alla redazione di infonodo (redazione@infonodo.org)

 

Inverigo - Convenzione Castello:Villa Crivelli 2010

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