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Divani, cucine e frigoriferi all’Inail Lombardia lavori gonfiati per arredare le case dei capi

di Emilio Randacio da la Repubblica del 12/10

IFONDI per la manutenzione degli immobili dell’Inail? Utilizzati per arredare «la cameretta » dell’appartamento del cassiere dell’Istituto per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro. Ma anche la cucina dell’appartamento sui Navigli del figlio, i «mobili del soggiorno », «l’arredo del bagno con la zona lavanderia». Con questo «gioco» basato su false fatture, in tre anni si sarebbero depredati oltre 200 mila euro delle casse dell’Inail Lombardia. Fino a quando, nel 2012, una inchiesta interna ha scoperto come veniva sperperato il denaro pubblico. Il pubblico ministero milanese Grazia Colacicco nelle scorse settimane ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio. Otto gli imputati e sei società a cui viene contestata la responsabilità della legge 231. Tra loro, oltre agli imprenditori consenzienti, il responsabile regionale della cassa dell’Istituto, Giuseppe Lovaglio, il funzionario del settore contabilità, Giuseppe Pennacchia, il prima vice e poi promosso cassiere — fino all’inchiesta interna — , Maurizio Della Cort e la dipendente Inail Franca Di Giovanni. Truffa, falso e corruzione le accuse prospettate dal pubblico ministero Colacicco.

E l’inchiesta, approdata due giorni fa all’udienza preliminare davanti al gup Giuseppe Gennari, vede già le prime richieste di patteggiamento. Per capire cosa è successo per almeno quattro anni nella contabilità Inail, bisogna prendere a prestito le parole di uno degli indagati, Massimo R., cinquantenne fabbro milanese. «Verso la fine del 2005 comincia a collaborare all’Inail come fornitore», inizia a raccontare al magistrato il 29 settembre scorso. «Si trattava in genere di lavori di manutenzione e fino al 2007 — racconta l’artigiano pentito — , le cose sono andate avanti senza alcun problema. I lavori svolti mi venivano pagati sulla base di un listino prezzi che all’epoca esisteva». Poi, sette anni fa, la svolta. «Verso la fine del 2007 vengo contattato da Dalla Cort e da Lovaglio — responsabile regionale della Cassa — che mi fanno la proposta di chiedermi la disponibilità per fare lavori di arredo fuori dagli uffici Inail». Il meccanismo, tutto sommato, è vecchio come il mondo. «Mi spiegano — continua l’indagato nel suo raccontoconfessione — di aumentare i preventivi per i lavori reali di circa il 20-30%.... l’accordo prevedeva che avrei dovuto mettere da parte la differenza tra il va lore effettivo del lavoro e quello dichiarato, creando una sorta di “tesoretto”, destinato ad essere utilizzato (come di fatto è successo), per arredare le loro rispettive case». I lavori si gonfiano, la differenza si mette da parte, e al momento opportuno, la si utilizza alla bisogna. In questo caso «gli appartamenti di Lovaglio, di Della Cort e Pennacchia».

«In genere — prosegue il ricchissimo ricordo — , non passava molto tempo tra l’accumulo di questo “tesoretto” e i lavori fatti nelle case dei dipendenti Inail. Si trattava di qualche mese, il vatempo necessario per accumulare il valore delle rispettive forniture ». Ed ecco come magicamente si materializza l’investimento. «Ho eseguito lavori a casa di queste persone. In particolare, ricordo di aver fornito e montato arredi in casa del figlio del signor Della Cort, in zona Navigli, forse Corsico». Non proprio bazzecole, visto che per questa ristrutturazione, l’ex fabbro diventato nel frattempo arredatore, falegname e tuttofare, ci ha lavorato «nell’arco di tempo 2007-2010». Ancora particolari: il signor Massimo ricorda al magistrato «di aver fornito e montato al figlio di Della Cort, la cucina, i mobili del soggiorno con tavolo e sedie, i mobili della camera da letto, forse anche i divani della sala, per un complessivo di quasi 10 mila euro ».

Stessa cosa — sempre secondo l’accusa — sarebbe stata fatta per il funzionario regionale della contabilità Inail. «Per Pennacchia, che abitava a Sesto San Giovanni ho fornito il soggiorno, i divani, l’arredo del bagno con la zona lavanderia, ho sostituito il frigorifero, il piano cottura e il forno e montato la cameretta del figlio». La memoria dell’ex fabbro si fa ancora più viva: «Ricordo che i divani erano rossi e di avergli fornito quelli che avevo in esposizione». Stesso «servizio» sarebbe stato passato anche per il più alto in grado, il «responsabile cassa» Lovaglio. Tutti denari delle casse Inail, usciti «per lavori inesistenti o gonfiati», e finiti più o meno direttamente nelle case-tasche dei funzionari dell’istituto.

Inail, nel 2011 in calo infortuni e morti sul lavoro

da DIRE

Roma - Infortuni e decessi sul lavoro in calo nei primi nove mesi del 2011. Lo dice l'Inail in una nota, in cui si legge che "l'andamento infortunistico nei primi 9 mesi del 2011 registra un calo di circa 26.000 casi denunciati (da 579mila a 553mila) rispetto allo stesso periodo del 2010, pari a -4,5%. Meno accentuata la flessione degli infortuni mortali, che passano da 697 a 691, in calo dello 0,9%". Inail divide poi gli infortuni sul lavoro secondo:

- L'attivita' economica: La riduzione degli infortuni, che riguarda tutti i rami di attivita', e' stata piu' pronunciata nell'industria (-6,7%) che nell'agricoltura (-4,9%) e nei Servizi (-3,1%). Il dato appare piu' significativo se si considera che le rilevazioni Istat attestano, nel periodo di riferimento, una crescita occupazionale complessiva compresa tra lo 0,1% e lo 0,4%. Nel settore costruzioni, in cui gli occupati risultano diminuiti del 1,2% gli infortuni fanno segnare un -9,8%. I casi mortali si contraggono nei servizi (-3,6%), crescono in agricoltura (+4,7%) e rimangono stabili nell'Industria".

- Il territorio: Il calo e' generalizzato, ma meno rilevante al Nord (-3,8%) che al Centro (-4,9) e al Sud (-6,4%), dove peraltro il numero di occupati e' cresciuto del 1,2%, contro lo 0,3% del Nord ed il -0,3% del Centro. Il Mezzogiorno vede una consistente flessione dei casi mortali (-13,9%), che invece aumentano al Nord (+6,6%) e al Centro (+4,3%).

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