trasporti

Pedemontana con Di Pietro in Provincia di MB: cronaca di un disastro annunciato.

Il 7-4-017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  Presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE.
Qui il report e i commenti del coordinamento ambientalista.
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2017/04/pedemontana-con-di-pietro-in-provincia.html

Seveso: al via la sperimentazione del servizio di navetta gratuito

L’Amministrazione informa che verrà attivato un nuovo servizio sperimentale di navetta gratuito rivolto alla cittadinanza.

Dal 9 marzo al 30 giugno, sarà possibile per i cittadini raggiungere, attraverso una corsa gratuita il mercato settimanale del mercoledì a Baruccana (sito in via Sant’Antonio).

Questo servizio, come anticipato sopra, è attivato in via sperimentale proprio per testare l’effettiva necessità da parte della cittadinanza, proprio per tale motivo quindi sarà attivo fino al 30 giugno.

Il servizio si aggiunge a quello del giovedì, che già oggi i sevesini utilizzano per raggiungere il Cimitero. 

La navetta seguirà il seguente percorso:

MERCOLEDì: destinazione MERCATO

PARTENZA ORE 8.30 RITORNO ORE  11.00
1° Fermata Via GROANE ALTEZZA CHIESA
2° Fermata Via VERONA
3° Fermata  P.zza C. FERRARI CHIESA SEVESO CENTRO
4° Fermata  SEMINARIO
5° Fermata  Via MEREDO
6° Fermata  MERCATO
…e ritorno

GIOVEDĺ: destinazione CIMITERO

PARTENZA ORE 9.30 RITORNO ORE 10.30
1° Fermata Via VERONA
2° Fermata Via GROANE ALTEZZA CHIESA
3° Fermata  P.zza C. FERRARI CHIESA SEVESO CENTRO
4° Fermata  SEMINARIO
5° Fermata  Via MEREDO 
6° Fermata Via DELLA ROGGIA
7° Fermata  Via TRENTO TRIESTE (UFFICIO POSTALE)
8° Fermata  CIMITERO
…e ritorno

Il Sindaco 
Paolo Butti

Limbiate - Lega Nord: Colpo di spugna del Governo sulla tramvia Milano-Limbiate. Dal PD ennesima promessa non mantenuta

Oggetto: comunicato su tramvia Milano Limbiate
 
Galli : “Colpo di spugna del Governo sulla tramvia Milano-Limbiate. Dal PD ennesima promessa non mantenuta”
“L’ipotesi circolava già da tempo e purtroppo ora ha anche i crismi dell’ufficialità: il Governo, con apposito provvedimento, ha tolto le risorse destinate alla riqualificazione della linea tramviaria Milano–Limbiate.” Così Cinzia Gallicapogruppo del Carroccio in Consiglio comunale a Limbiate, interviene in merito alla prosecuzione dell’iter di rinnovamento della storica tramvia.  “Un’opera attesa da anni e che avrebbe avuto importanti conseguenze  sul decongestionamento del traffico viabilistico, rischia ora di non vedere più la luce a causa dello sconsiderato atteggiamento del governo Renzi che, fino a pochi mesi fa, rassicurava sul finanziamento della metro-tranvia. Le risorse destinate alla Milano-Limbiate sono state dirottate, in pratica, per la copertura del debito che l’Area Metropolitana aveva ancora in corso con la società EXPO.” “Il colpo di spugna su questa infrastruttura – continua Galli - rappresenta un brutto colpo per il Trasporto Pubblico Locale in quell’area della Brianza e nel nord milanese. PD e sinistra, che a parole difendono l’importanza del trasporto pubblico e promettono in continuazione di metterlo al centro della propria azione politica, nei fatti poi non si fanno scrupoli nel cancellare un’opera così importante per il territorio.” “E la provincia di Monza e Brianza che fa? Cosa pensa di fare il presidente Gigi Ponti su questo fronte? Questa vicenda sta a dimostrare, una volta di più, che gli esponenti provinciali del PD non hanno nessun peso politico nelle scelte fatte a Roma dai loro compagni di partito” “L’assessore Archetti, delegato al tram, che cantava vittoria e aveva già messo questo fiore al suo occhiello, quale storia ci racconterà ora ??”

Limbiate, 24 novembre 2015

Lissone - Gelsia, energia del profitto. No alla privatizzazione dei servizi pubblici

Comunicato stampa

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime solidarietà ai lavoratori del servizio raccolta rifiuti e della pulizia aree pubbliche di GELSIA AMBIENTE contro il duplice attacco subito su due fronti: 

da un lato quello della Giunta di centrosinistra (PD, SEL, LISTONE) che per recuperare qualche poltrona nel CDA di Gelsia, è disposta ad affidare ad altri soggetti tramite gara pubblica la gestione dei servizi di igiene ambientale, il tutto sulla pelle dei lavoratori che senza alcuna garanzia sul mantenimento della propria posizione economica e dei propri diritti, saranno in balia del nuovo soggetto affidatario;

dall’altro versante quello di GELSIA e delle forze politiche di opposizione (PDL, LEGA EM5STELLE) che volendo mantenere la situazione in essere, o al limite proponendo la gara a doppio oggetto per trasformare di fatto la società in società mista, pongono il lavoratori come scudo per continuare a garantire a GELSIA gli ingenti profitti della gestione del servizio a Lissone, consolidando l’egemonia leghista e pidiellina nel consiglio di amministrazione.

Anche SEL, con il suo assessore, promuove questo progetto di privatizzazione, perché è proprio questo il nocciolo della questione: privatizzare è diventata la parola d'ordine magica, comune sia al centrodestra che al centrosinistra, che dovrebbe risolvere tutti i nostri problemi. In realtà le privatizzazioni in Italia, come altrove, altro non sono state che un piano per accentuare il drenaggio delle risorse pubbliche a vantaggio di pochi gruppi economici e politici; un grande spreco che ha portato al fallimento, o quasi, di decine di società e al collasso dei comuni. I gruppi come GELSIA sono dei carrozzoni clientelari appannaggio dei soliti partiti, e soggetti privati sempre con strutture e consigli di amministrazione da mantenere, tutti sprechi da scaricare sui cittadini.

Come sostenemmo nel nostro programma elettorale, secondo noi l’amministrazione comunale deve saper gestire ed erogare in proprio tutti i servizi per i cittadini, sotto il controllo dei lavoratori, sganciata dalle logiche del profitto aziendale e contro ogni forma di privatizzazione. Il Partito Comunista dei Lavoratori si schiera incondizionatamente al fianco della lotta di questi lavoratori, affinché vengano respinti questi vergognosi attacchi. Il PCL sostiene con fermezza l’inutilità di qualsiasi gara d’appalto poiché sottendono l’entrata dei privati nella gestione della cosa pubblica, i quali in nome del loro profitto ridurranno notevolmente la qualità dei servizi favorendo la precarizzazione e lo sfruttamento della manodopera.

Partito Comunista dei Lavoratori, sezione Brianza

Dossier dei Verdi Europei sulle autostrade ai Commissari per la concorrenza

Monica Frassoni, Presidente dei Verdi europei, Anna Donati, esponente di Green Italia-Verdi Europei e gli eurodeputati ecologisti Ernest Urtasun (ES), Margrete Auken (DK) e Pascal Durand (FR), hanno presentato oggi un dossier alle Commissarie Ue per la concorrenza sui possibili AIUTI DI STATO e altri vantaggi concessi dal Governo Italiano alle varie autostrade.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha collaborato con loro per quanto concerne gli aspetti che riguardano l'autostrada Pedemontana.

Più dettagli su:http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2014/12/dossier-dei-verdi-europei-sulle.html

Monza - La bretella infinita è una discarica. 5 Stelle denuncia lo scaricabarile

di Martino Agostoni da il Giorno

DOPO «Striscia la Notizia» anche il Movimento 5 Stelle punta il dito verso l’ancora incompiuta bretellina della Strada Provinciale 6, il tratto di strada al confine tra Monza e Lissone dietro all’ospedale San Gerardo che da circa 10 anni attende di essere ultimato aprendo un collegamento tra viale Elvezia verso Carate. E se ora sembra essersi sbloccata la partita provinciale per ultimare i lavori, ancora resta il problema della zona che negli anni è stata usata come discarica abusiva. E alla fine della scorsa settimana i gruppi locali del Movimento di Monza e Lissone sono tornati sulla questione indicando «la gestione approssimativa e irresponsabile della discarica abusiva sita al confine tra i due comuni», si legge in una nota. E in particolare i grillini puntano il dito sul «continuo scaricabarile tra le amministrazioni comunali di Lissone e Monza, attraverso i gestori del servizio d’igiene ambientale Gelsia Ambiente e Sangalli, che non può che determinare lo spettacolo indecoroso sotto gli occhi di tutti».

Paderno - M5S: Contro la Rho-Monza ora abbiamo 2 nuovi portavoce in Consiglio Comunale

Contro la Rho-Monza ora abbiamo 2 nuovi portavoce in Consiglio Comunale

La mattina del 16 Giugno 2014, presso il cantiere di via G. Dalla Chiesa gestito dalla ditta Grandi Lavori Fincosit, è stata danneggiata la tubazione del gas durante l'avvio dei lavori di bonifica propedeutici alla realizzazione della Rho Monza.
Scattata l’emergenza sono prontamente intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Locale e alcuni dipendenti del comune. Il fatto sorprendente è che al momento queste segnalazioni ci risulta che siano state fatte solo dai cittadini (presenti rappresentanti del Comitato per l'Interramento Rho Monza ed esponenti del M5S come ad esempio Silvana Carcano) e non dai responsabili della ditta Fincosit..
Sono state bloccate la Milano - Meda e via Generale Dalla Chiesa per circa 2 ore. Grazie al tempestivo e professionale lavoro delle forze dell'ordine l'allarme è rientrato.
Ricordiamo, per avere una visione completa della grande opera a 14 Corsie che, il presidente di suddetta ditta, Alessandro Mazzi, è stato recentemente arrestato nell'inchiesta relativa alle tangenti sugli appalti per il Mose a Venezia.

La mattina stessa a seguito di incidente, che poteva trasformarsi in tragedia, Silvana Carcano e la portavoce senatrice Laura Bottici del M5S, hanno chiesto e ottenuto immediatamente un incontro con il Prefetto di Milano Dott. Tronca. Durante tale incontro è stato chiesto il blocco dei cantieri e il commissariamento della GLF, titolare dell'appalto, per i fatti già esposti.
Nel pomeriggio i nostri neo portavoce consiglieri Achille Cezza ed Emiliano Abbati, si sono recati presso l'ufficio tecnico del comune di Paderno Dugnano per visionare il Piano della Sicurezza allegato al progetto esecutivo che, contrariamente a quanto affermato nei mesi scorsi dal Sindaco Alparone, è stato consegnato agli uffici da alcuni mesi. Durante l'incontro è stato appurato che il Piano della Sicurezza non è tra i documenti in possesso dell'Amministrazione Comunale e che copia dovrebbe essere presente sul cantiere.
Questa mattina, inoltre, abbiamo presentato:
richiesta di accesso agli atti per ottenere copia del progetto esecutivo e sopperire alla mancanza di comunicazione e trasparenza da parte dell'Amministrazione Comunale.
Richiesta di emissione di ordinanza da parte del Sindaco, anche alla luce della notizia di reato, per l'immediata sospensione, a titolo cautelativo, dei lavori presso il cantiere incriminato .

il MoVimento 5 Stelle di Paderno Dugnano si fa promotore della raccolta di 200 firme tra i cittadini per chiedere al Sindaco Alparone di indire un'ASSEMBLEA PUBBLICA per un confronto DIRETTO e TRASPARENTE tra tutte tutte le parti coinvolte nel progetto (ministero delle infrastrutture, Regione, serravalle, GLF ecc) e la cittadinanza
Oggi pomeriggio abbiamo incontrato il comandante della Polizia Locale Dott. Dioguardi e il Vice Dott. Betti. Dall'incontro abbiamo avuto ulteriore conferma dell' apertura un fascicolo di indagine sull'incidente con conseguente invio della notizia di reato alla Procura della repubblica di Milano a cui spetta valutare l'apertura delle indagini. Abbiamo anche suggerito, quale ulteriore utile elemento, di verificare se, dai telefoni cellulari dei responsabili del cantiere, sono state effettuate  le dovute telefonate ai VV.FF., e alle forze di polizia o se, come sospettiamo, hanno evitato di farlo per non incorrere in problemi con l'Autorità Giudiziaria. Sottolineiamo infine che tali sviluppi si sono resi possibili solo grazie alla richiesta di intervento da parte dei cittadini ed ei portavoce del m5s CHE HANNO SEGUITO LA VICENDA sul campo sin DAL PRIMO MINUTO.
In tutto ciò il Sindaco si è fatto notare per la sua assenza dal luogo dell'incidente e dall'inerzia con cui ha affrontato la questione limitandosi a comunicare una richiesta di incontro futuro con le istituzioni quando sarebbe bastato chiedere e ottenere da subito un incontro con il prefetto come ha invece fatto il M5S.

Questo è quanto succede quando cittadini, Comitati e portavoce comunali, regionali e nazionali agiscono a tutela della Salute di tutti e non a difesa degli interessi di pochi che caldeggiano sprechi e grandi opere inutili per il presente e per il futuro.
MoVimento 5 Stelle di Paderno Dugnano

Seregno - Pedemontana. Al lavoro sotto la minaccia di sfratto L’autostrada che fa male ai camion

di Monica Guzzi da il Giorno

È LÌ da quasi mezzo secolo. Il capannone del gruppo Marta Fernando - specializzato in noleggio autogru, trasporti eccezionali e traslochi industriali - ospita mezzi di ogni tipo, e soprattutto dà lavoro a 15 persone. Ma mai si è trovato in bilico come in questi ultimi anni, congelato dall’arrivo o meno di Pedemontana: come è accaduto a molti altri, prima sono usciti i periti in vista degli espropri, poi tutto si è fermato all’improvviso e da allora si lavora con la spada di Damocle dello sfratto sulla testa.

TUTTO è cominciato quattro anni fa, quando il titolare dell’azienda di via Machiavelli a Seregno ha saputo che la sua attività si trovava sul tracciato della nuova autostrada. «Ne siamo venuti a conoscenza dal sito Internet: nell’elenco dei terreni segnati dal passaggio della Pedemontana c’era anche il nostro - racconta Marco Marta, che gestisce l’azienda di famiglia col padre Fernando -. Da qui sono partite le verifiche. C’è stato un interessamento di Pedemontana fino a marzo del 2013. Hanno fatto la perizia di tutti i beni del deposito e poi sono scomparsi. Non sappiamo nemmeno se alla fine avranno i soldi per realizzare l’opera, ma il fatto di lavorare su un’area sottoposta a esproprio non ci permette neanche di fare le manutenzioni standard. Siamo bloccati e ignorati».
I primi passi del resto non erano stati incoraggianti. «Non ci garantivano risorse sufficienti per trasferirci altrove. Così abbiamo fatto una controperizia - continua l’imprenditore -. Il loro ragionamento era: noi vi paghiamo e voi liquidate tutto. Ma io ho 40 anni, non ho alcuna intenzione di chiudere. Ho 15 famiglie da mantenere, è una questione di responsabilità». Il padre Fernando è furente: «Loro mi dicono di chiudere, tanto sono vecchio, a loro non interessa il mantenimento dei posti di lavoro. Ma per me avere sotto una ventina di persone significa pensare almeno a 65, perché tutti hanno famiglia. Devo rifare il tetto del capannone e anche il piazzale ma non lo posso fare. Come si fa ad andare avanti così?».
Sulla scrivania del figlio Marco c’è un volantino che parla di un’altra azienda vittima di Pedemontana, la Cleaf di Macherio, 200 dipendenti ora a rischio, dopo che Pedemontana prima ha imposto all’azienda il trasloco (costo dell’operazione 40 milioni circa) e poi ha cambiato parere e bloccato gli indennizzi.

«HANNO liquidato anche tre casette vicino a noi. Sono vuote: chi le ha dovute lasciare lo ha fatto per niente? - si chiede Marco Marta -. Se si fermano fanno un favore a tutti. È un tracciato vecchio di 60 anni in una delle realtà più urbanizzate. Dove andiamo? Il tracciato di Pedemontana sembra un cardiogramma, noi coi camion ci lavoriamo e le infrastrutture le usciamo, ma se sono infrastrutture intelligenti. In questo periodo di crisi si fanno i salti mortali per stare in piedi. Noi siamo qui dal ’68, non ci facciamo mettere in croce da loro. Se proprio vogliono farla la loro autostrada, che almeno la gestiscano bene».

Desio - Espropri Pedemontana, come difendersi

di Alessandro Crisafulli da il Giorno

ESPROPRI, cosa fare? Sono tantissimi i cittadini e imprenditori desiani che negli ultimi anni si sono dovuti porre questa domanda. Centinaia, probabilmente anche più di mille, se si sommano coloro che hanno già ricevuto le «lettere» per il progetto della Metrotranvia a quelli che le hanno ricevute per la Pedemontana. Proprio quest’ultima infrastruttura, in particolare, sarà al centro del convegno in programma domani alle 20.30 alla Sala Pertini del Comune, intitolato «Grandi infrastrutture ed esproprio». A promuoverlo è l’associazione «Consulenza Espropri» attraverso due suoi professionisti esperti del settore: l’avvocato Rodolfo Mendez e l’ingegnere Mirko Sesini. Obiettivo, fornire chiarimenti ai cittadini e agli imprenditori toccati dal problema, dando loro una bussola e strumenti base, per muoversi al meglio. Attraverso esperienze reali ed esempi, spiegheranno come comportarsi, in modo ad esempio che le loro proprietà non vengano deprezzate, e ascolteranno gli interrogativi dei diretti interessati. I professionisti hanno già seguito oltre 60 casi di esproprio per pubblica utilità, relativi a infrastrutture come Brebemi, Tav e Tem e sanno come la propria abitazione, l’attività commerciale o un terreno possono subire gravi danni economici dalle azioni di esproprio. «Il nostro gruppo fornisce un servizio unico nel suo genere - spiegano i due professionisti -, un’attività basata su una consulenza tecnica affiancata da un’assistenza legale, che deve la propria professionalità alla notevole esperienza raccolta in questo settore. Obiettivo principale del nostro lavoro è quello di dare un servizio e risposte concrete ai cittadini e alle imprese che si trovano in questa situazione critica, al fine di supportarli e aiutarli nel comprendere e districarsi nel complesso panorama tecnico, legislativo e burocratico tipico di questi progetti».

«NON SOLO - proseguono - la nostra consulenza è volta anche a fornire approfondimenti su questo tema, in modo tale da “formare ed educare” sui propri diritti le persone soggette a esproprio e tutti coloro a cui questa azione ha creato disagi come la permanente diminuzione di valore della proprietà. Inoltre, il nostro supporto servirà anche per far comprendere come agire in modo concreto e corretto, per fornire una sorta di linea guida in situazioni complesse come queste». Uno dei temi specifici che verrà trattato durante l’incontro è quello del danno all’attività aziendale conseguente alle procedure di espropriazione. Aziende che spesso sono chiamate ad affrontare anche percorsi di bonifica dei terreni e a trovare una nuova collocazione. «A Desio gli espropriati sono centinaia, un elenco lunghissimo - conferma l’assessore al Territorio Daniele Cassanmagnago -: noi abbiamo sempre cercato di agevolarli e tutelarli. I casi più difficili sono tre: un’abitazione privata, un’attività commerciale e un’attività agricola, per i quali abbiamo cercato di trovare, con Pedemontana, una soluzione e aspettiamo risposte definitive. Gli altri sono per lo più terreni, senza grossi problemi».
alessandro.crisafulli@ilgiorno.net

Pedemontana, l’eterna incompiuta. Mezza Lombardia teme la paralisi

di Rosella Formenti da il Giorno del 03/05

NEL VARESOTTO uno stop ai cantieri di Pedemontana lascerebbe incompiute due enormi opere stradali, l’asta principale della nuova «autostrada degli aeroporti» tra Cassano Magnago e Osio Sotto, dunque in pratica tra Malpensa e Orio al Serio, e la Tangenziale Est di Varese, opera annessa destinata a collegare - più a nord - l’Autolaghi (uscita Gazzada) con il valico italo-svizzero del Gaggiolo. Ecco perché hanno allarmato il territorio, già pesantemente interessato dai cantieri (completato il primo lotto Cassano-Lomazzo, quasi il primo lotto Gazzada-Lozza), le parole del sindaco di Milano Giuliano Pisapia che ha detto in pratica che Pedemontana non è opera «essenziale» per l’Expo milanese, riaprendo il dibattito sull’utilità dell’opera.

IL RISCHIO che l’autostrada possa essere bloccata preoccupa gli amministratori anche perché una fascia della provincia di Varese ha dovuto fare i conti con un pesante impatto ambientale nella realizzazione. Lo stop è uno scenario che gli amministratori non vogliono prendere in considerazione. Lo dice con chiarezza il sindaco di Cassano Magnago Nicola Poliseno: «Non completare il progetto sarebbe assurdo. Pedemontana è un’opera attesa da decenni in Lombardia proprio per migliorare i collegamenti, non è pensabile che proprio ora con il primo tratto al traguardo possa essere messa in discussione. Davvero non avrebbe senso lasciare l’opera incompiuta. Io sono convinto che si arriverà alla fine. Diversamente sarebbe una grave sconfitta per tutti».
Legambiente fin dall’inizio ha ritenuto invece inutile il nuovo sistema autostradale. «Noi l’abbiamo sempre sostenuto che Pedemontana era devastazione e basta – dice Flavio Castiglioni, presidente del circolo di Legambiente Valle Olona – guardiamo che cosa è successo nella nostra zona, ferita dal tracciato. Per noi l’opera va fermata. Non ci sono soldi, non ci sono coperture, il rischio è di avere una triste replica nel nord Italia della Salerno–Reggio Calabria». Fra l’altro, prosegue l’esponente del cigno verde, «Pedemontana è sempre stata sbandierata come opera utile per Expo. Bene, Expo è alle porte, e l’autostrada non sarà pronta. Allora meglio fermare tutto, completando il primo tratto fino a Lomazzo e assicurando le compensazioni ambientali. E il resto sia messo nel cassetto». Per Dario Balotta, responsabile per i Trasporti di Legambiente Lombardia, «Pedemontana è un pozzo senza fondo». «Basta — dice — sprecare soldi che tra l’altro non ci sono. I lavori vanno fermati a Lomazzo». Intanto, mentre da parte della Regione è stata garantita l’ultimazione dell’opera secondo i tempi, si attende la decisione del Cipe per il bonus «defiscalizzazione» da 500 milioni di euro, che darebbe nuovo ossigeno ai lavori.

Desio - Pedemontana. Corti: «Sul cantiere dell’autostrada silenzio da un anno e mezzo. Per noi ormai è un Ufo»

di Moniac Guzzi da il Giorno del 01/05

N MEGASVINCOLO e un’area di servizio. I progetti ci sono, ma anche a Desio ormai tutto tace e ottenere risposte alle domande sembra diventata una missione impossibile.

IL SINDACO allarga le braccia. «L’opera ci va a impattare un 5 per cento di suolo oggi libero, oltre a complicare la viabilità locale, con uno svincolo che ha ricadute pesanti sui quartieri di San Giorgio e Santa Margherita e per i quali oggi non sappiamo quali soluzioni ci saranno - dice Roberto Corti -. Da un anno e mezzo Pedemontana è un Ufo. L’ultimo incontro fra Comune e Pedemontana risale al marzo 2013. Da allora non abbiamo avuto più notizie».
Corti non è uomo che si arrenda facilmente. «Come Comune abbiamo sempre fatto proposte per cercare di ridurre e compattare lo svincolo», prosegue. A pochi metri dal passaggio di Pedemontana abitano le due famiglie Galimberti. «Come amministrazione ci eravamo detti disponibili a trovare un’area, ma poi tutto si è fermato. Queste famiglie vivono nell’incertezza del futuro». Come loro l’esposizione mobili Tarlisio, esattamente in mezzo allo svincolo, e l’azienda agricola Pantano, attiva invece nella zona destinata a sede dell’area di servizio dell’autostrada. Per tutti loro il destino è un punto interrogativo. Così come per la cava Molinara, l’ex discarica abusiva della ’ndrangheta, a ridosso dello svincolo disegnato da Pedemontana. «Si sarebbero dovuti fare carico del piano di caratterizzazione in vista della bonifica. Era stato raggiunto un accordo informale, ma quando abbiamo scritto formalmente alla società si è fermato tutto», continua il sindaco, lettere e mappe tra le mani. Problema ancora più grave per la cosiddetta zona B, contaminata dalla diossina, per la quale una prescrizione del Cipe obbliga Pedemontana a un’indagine sul terreno in contraddittorio con Arpa. «Desio è rimasta fuori da questa prescrizione, anche se la nostra zona è stata contaminata. Con Seveso e le associazioni abbiamo fatto una diffida: il progetto esecutivo deve tenere conto della bonifica, ma finora se ne stanno fregando. Stanno giocando con la dinamite perché la diossina si è fermata negli strati superficiali e quando vai a scavare torna in aria».
Intanto il tempo passa. «Il 20 settembre del 2012 abbiamo trasmesso a Pedemontana una nota in cui si comunicava un dettagliato preventivo di spesa, ma non abbiamo più avuto risposte. Poi a giugno 2013 come assemblea dei sindaci abbiamo scritto a Maroni per chiedergli un incontro, ma anche qui silenzio».
Corti è arrabbiato: «Non può il governatore della Lombardia fare una pernacchia all’assemblea dei sindaci. Abbiamo dovuto sospendere il percorso delle nostre tangenziali perché realizzandole con l’arrivo di Pedemontana avremmo avuto effetti disastrosi sul traffico locale, e abbiamo voglia di sapere se lo svincolo di Santa Margherita si fa o no. Sappiamo solo cose a livello ufficioso».
«Il terrore del territorio è sempre stato quello di un’opera spezzatino. Il cantiere doveva essere unitario, mentre oggi tra una tratta e l’altra potrebbero passare anni, se non decenni. Nel frattempo che succede? Nel mio consiglio comunale è stato votato un ordine del giorno che chiede che l’opera si fermi a quanto è stato realizzato finora, cioè alla sola tratta A. Personalmente mi aspetto che Maroni dia una risposta alle richieste dei sindaci. Ha ricevuta una lettera da Scanagatti un anno fa e due mesi fa ci siamo trovati in Provincia con Allevi e i consiglieri regionali e da qui è partita un’altra richiesta di incontro. Per ora abbiamo trovato solo un muro di gomma».

Pedemontana - La Brianza teme l’assedio delle ruspe per decenni

di Monica Guzzi da il Giorno del 01/05

I NODI di Pedemontana arrivano al pettine anche a Palazzo Grossi, che dedicherà al caso una seduta del Consiglio provinciale allargata ai sindaci.
Martedì la commissione Infrastrutture della Provincia ha licenziato un ordine del giorno che chiede una serie di interventi a tutela del territorio. Il documento, partito da una bozza del capogruppo Pd Domenico Guerriero e trasformato in un ordine del giorno unitario, parte da diversi motivi di preoccupazione, primo fra tutti lo stato di avanzamento lavori, che «renderà necessario affrontare disagi e situazioni che, per diversi anni, avranno un elevato impatto sul territorio, sia in fase di cantiere, sia ad opere concluse». Timori anche «per i silenzi che durano da oltre un anno», «per l’evidenza di una grave e acclarata crisi finanziaria di Pedemontana» e per «la mancanza di informazioni e certezze sui tempi di realizzazione delle opere». «Autostrada Pedemontana può essere un’opportunità per l’intero territorio», sostiene il documento licenziato dalla commissione, aggiungendo però che è «necessario procedere alla realizzazione dell’intera opera evitando le frammentazioni che rischiano di minare anche l’assetto viabilistico dei Comuni che si affacciano sulle diverse tratte». Il timore è che sulla Brianza, e in particolare sulla Milano-Meda, si scarichi tutto il traffico proveniente dall’unica tratta finora realizzata: ormai le ruspe sono arrivate a Lentate sul Seveso.
Di qui il documento, che chiede certezze su «tempi di progettazione, di approvazione del progetto e di realizzazione dell’opera in quanto il territorio della Brianza non può rimanere un cantiere aperto per decenni».
La commissione provinciale chiede tavoli tecnici e dati aggiornati sui flussi di traffico in arrivo, oltre alla possibilità di valutare il potenziamento della Milano-Meda da Bovisio masciago a Milano. Quanto ai tempi, si invita «a verificare la possibilità dichiarata dal ministro delle Infrastrutture Lupi a ultimare l’autostrada Pedemontana entro il 2017 senza interruzioni temporali, come da progetto esecutivo approvato dal Cipe». Richieste importanti anche sulla realizzazione dei carotaggi per verificare la presenza di diossina nelle zone dei Comuni della tratta B2 oltre che nel Comune di Desio. Infine si chiede di «tenere in considerazione gli effetti che si genererebbero nell’area del Vimercatese nel caso in cui fossero confermate le difficoltà finanziarie che porterebbero a non realizzazione la tratta D, scaricando tutto il traffico dell’autostrada sul tratto finale della Tangenziale Est a Vimercate».

Macherio - Pedemontana. Famiglie sfrattate e ditte in bilico. Ma la strada dov’è?

di Monica Guzzi da il Giorno del 01/05

«IL PASSAGGIO nella Brianza centrale è il tratto più complesso del tracciato pedemontano». È quanto sta scritto sul sito internet di Pedemontana: un’opera difficile soprattutto lungo la tratta C, 16 chilometri e mezzo dall’interconnessione con la Milano-Meda nel Comune di Cesano Maderno fino a quella con la Tangenziale Est-A51 ad Usmate Velate.

EPPURE cinque anni fa tutto sembrava a posto, dal tracciato alle opere di connessione, dagli espropri alle mitigazioni ambientali. Poi il silenzio e tanti imbarazzanti segnali. A registrarli, e a non sapere più come interpretarli, il sindaco di Macherio Mariarosa Redaelli, che ora chiede certezze. «Pedemontana attraversa tutto il paese e in particolare la frazione Bareggia - spiega -. Macherio ha versato sangue per questo sistema viabilistico». Famiglie sfrattate, aziende incentivate al trasloco, uno svincolo che fa paura. Ora il contrordine: il tracciato non è più quello previsto. E per il sindaco nuovi guai.
«Fra il 2008 e il 2009 abbiamo ricevuto l’ordine di sgomberare le case interessate dal tracciato - racconta -. Abbiamo dovuto chiamare tutti i residenti e ci siamo adoperati per trovare un’area dove trasferirli. Oggi sono nelle nuove abitazioni, risarciti da Pdemontana, ma le case vuote sono diventate un problema di ordine pubblico. Sono abbandonate, nessuno ci fa più manutenzione, crescono le erbacce e i vicini segnalano presenze abusive».
Una palazzina che stava sorgendo in viale Margherita è stata requisita: ora l’area è chiusa ma abbandonata. Stessa sorte per le aziende. La Treatex, ditta di tendaggi, ha dovuto dismettere l’attività ricollocando i lavoratori, ma sta ancora aspettando l’indennizzo, mentre deve pagare Imu e tassa rifiuti. La Romec, produttrice di gru, vive nell’incertezza: c’è un capannone da sistemare ma chi osa? Magari poi arrivano le ruspe. Tutte realtà congelate dall’arrivo di un cantiere per ora solo annunciato. Ma il caso più eclatante riguarda la Cleaf, specializzata nell’assemblaggio di pannelli in legno, con circa 160 operai. Pedemontana le ha subito messo una croce sopra, poiché sorgeva esattamente sul tracciato. Così le parti hanno concordato un indennizzo, l’azienda ha ricevuto le prime tranche per il trasferimento e ha ampliato un capannone che aveva a Lissone. Qualche mese fa la doccia fredda. «La proprietà è stata convocata in Regione - continua il sindaco -. Siamo andati assieme all’audizione, dove ci è stato comunicato che la ditta resterà in piedi e dovrà restituire i soldi». Ora le parti sono in causa, ma per il sindaco il problema si complica. «Se la ditta rimane su, Pedemontana da dove passa? - si chiede Mariarosa Redaelli -. L’amministrazione comunale non ha certezze rispetto a un tracciato che passa da casa sua. Ci devono dire se ci sono altre case da abbattere, noi non sappiamo più nulla». Il sindaco chiede certezze. Coi colleghi ha chiesto invano un incontro a Maroni: «Siamo in questa situazione da cinque anni, ci dicano cosa vogliono fare una volta per tutte».

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