cinema

Bmovies organizza: Serata "Il cinema di Luca Ferri"

27/10/2017 - 21:30 to 23:30

L'Associazione Culturale BMovies, organizzatrice del Brianza Film Corto Festival
Venerdì 27 ottobre 2017 alle ore 21.30 presso il cinema Roma in Seregno
presenta:

Il cinema di Luca Ferri.

Il regista bergamasco Luca Ferri ( http://www.ferriferri.com ), accompagnato da Matteo Marelli (UZAK, Film Tv) e Giulio Sangiorgio (direttore Film Tv), sarà presente al Cinema Roma di Seregno per presetare quattro dei suoi cortometraggi più importanti del suo cinema:

- Cane Caro
- Caro Nonno
- Colombi
- Colombi Un' Espansione

Una importante ed imperdibile occasione per vedere le sue opere che sono, per dirla con Alberto Libera: “Una danza surrealista che gratifica l’occhio e provoca l’intelletto”.

Ingresso gratuito.

ufficiostampa@brianzafilmcorto.it
www.brianzafilmcorto.it
https://www.facebook.com/BFCFestival/
https://www.facebook.com/AssociazioneBmovies

Seregno - Mafia e stragismo. Proiezione film "Rapido 904. La strage di Natale"

A 6 mesi esatti dalla partecipatissima fiaccolata+film per dire NO alle mafie, mantenendo la promessa fattaci con comitati, associazioni promotrici e singole/i cittadine/i di non mollare l'attenzione e dare continuità ad iniziative sul tema, il collettivo AG!TAmente e Libera Monza e Brianza organizzano una serata di informazione e divulgazione.
Sarà proiettato il film documentario "Rapido 904. La strage di Natale" di Martino Lombezzivincitore del premio "Filmare la storia 2016"; finalistaall'"Ariano Irpino Film Festival 2016" sezione documentari; in concorso a "Documentaria Noto 2016".
Sarà presente il regista che, a fine proiezione, chiacchiererà con Monia Colaci (attivista anti-mafia) e il pubblico.

Il film (prodotto da Zona - www.zona.org) va alla ricerca delle tracce che l’attentato del 23 dicembre 1984 al treno Napoli-Milano ha lasciato nei corpi e nella memoria dei sopravvissuti: alcuni di loro, dopo trent’anni di silenzio, parlano oggi per la prima volta. Parlano anche alcuni dei soccorritori: ferrovieri, medici, vigili del fuoco, poliziotti che per primi entrarono nella galleria della strage, ignari dello scenario di morte e distruzione che si sarebbero trovati di fronte. Con questa parte di memorie personali, che forma il corpo del film, si intreccia la cronaca del processo di Firenze (conclusosi nell'aprile 2015) a Totò Riina, accusato di essere il mandante della strage. Spezzoni d’epoca, tratti dagli archivi della Fondazione FS e dalle Teche RAI, ci riportano ai momenti immediatamente successivi all’attentato. Queste immagini dialogano con altre, contemporanee, dei luoghi dove si è consumata la strage. Il percorso emotivo del film nasce dal confronto fra questi materiali e le memorie dei testimoni.

Nello sviluppo si tirano le fila, ma non vengono tratte conclusioni che sono lasciate agli spettatori. L'obiettivo della serata sarà proprio questo: interrogarci sulla storia, su QUELLA storia, capire perché - E SE (noi crediamo di sì) - ha senso parlarne ancora oggi.
L'occasione di riflessione è di quelle da non perdere: il documentario fa luce su una strage pervicacemente "dimenticata" e sarà senz'altro interessante chiederci quali siano gli elementi di discontinuità e continuità con la criminalità organizzata che permea oggi la nostra società.
La proiezione sarà alle ore 21.00 di mercoledì 23 novembre 2016 al cinema Roma di Seregno.

Spacejam [ogni giovedì sera]

13/01/2016 - 15:45

Ogni giovedi sera - Space Jam
Hip-hop / Dancehall / Reggae
Il meglio della scena hip-hop, dancehall, reggae. Stand, contest e dancers show.
ingresso a offerta libera - tessera Arci
2 cocktail a 8 euro tutta la sera.

Fatti in brianza [tutti i mercoledì]

13/01/2016 - 21:30 to 13/01/2017 - 23:45

Ogni mercoledi sera - Fatti in Brianza
Trappole Per Tope dal vivo
Hai almeno un brianzolo nella band? Il palco del Tambourine ti aspetta.
Posta il video della tua band nell’evento Facebook.
Ingresso a offerta libera + Tessera Arci

Vacanze ai Caraibi - Il film di Natale

24/12/2015 - 21:15 to 26/12/2015 - 00:00

Vacanze ai Caraibi - Il film di Natale
Mario Grossi Tubi ha sperperato il proprio patrimonio e quello della moglie Gianna, ignara delle malefatte del marito. Le sue speranze sono ora riposte nel possibile matrimonio fra la figlia Anna Pia, una nerd con pessimo gusto per i fidanzati, e il cinquantenne Ottavio, che si spaccia per miliardario. Peccato che anche Ottavio sia al verde e sia accampato a sbafo nella villa di "un certo Lapo" ai Caraibi. Read more
Orario spettacoli:
giovedì 24: ore 21.15
venerdì 25: ore 17.30-21.15
sabato 26: ore 15.00-17.30-21.15

LA ISLA MINIMA

18/12/2015 - 21:15 to 23/12/2015 - 00:00

Profondo Sud della Spagna, 1980. In un piccolo villaggio nei pressi di un labirinto di paludi e risaie opera da qualche anno un serial killer responsabile della scomparsa di alcune adolescenti. Quando due giovani sorelle spariscono durante la festa del paese la madre chiede un'indagine e due detective della omicidi arrivano da Madrid per cercare di risolvere il mistero. Sia Juan che Pedro hanno una vasta esperienza nei casi di sparizioni con possibili omicidi ma differiscono nei metodi e nello stile. Dovranno ben presto fronteggiare ostacoli per i quali non sono preparati. Read more
Orario Spettacoli:
venerdì e sabato ore 21.15
domenica ore 15.00-17.30-21.15
da lunedì a mercoledì ore 21.15

Cinema Roma
Via Umberto I 14 Seregno (MB)
Tel: 0362 - 231385

V° edizione Brianza Film Corto

Festival V° edizione 2015 Serata di premiazione 13 Novembre 2015 ore 21 Autorium Disarò Piazza M. Arrigoni Cesano Maderno Ingresso gratuito

Seregno - Consegnate le firme della petizione "Lasciateci il cinema Roma" per salvare dalla chiusura la sala nata nel 1924

Comunicato stampa

Il 14 luglio abbiamo consegnato, per la protocollazione presso gli uffici comunali di Seregno, i moduli con 3.007 (tremilasette!!) firme di cittadine e cittadini di Seregno e dintorni per la campagna “Lasciateci il cinema Roma”.

Il cinema Roma ha aperto a Seregno fra le due guerre mondiali (nel 1924). Ora la proprietà vorrebbe cambiare destinazione d'uso all'immobile e intende procedere allo sfratto.

Il collettivo AG!TAmente e l'associazione Amici del cinema Roma stanno progettando alcune iniziative per chiedere ai proprietari di cambiare idea e all'amministrazione comunale di prendere posizione a tutela di un pilastro caratterizzante della città: questo cine-teatro fa parte della storia di Seregno, forse non esiste più cittadina o cittadino che ricordi la città senza il cinema Roma. Lì si proiettano senza interruzione film di qualità e d'essai e da sempre si ospitano spettacoli teatrali, conferenze e presentazioni di libri.

In quasi un secolo di vita il cinema Roma è diventata un'Istituzione per Seregno: la sua valenza culturale, artistica e sociale è irrinunciabile.

Più di 3000 persone di ogni età, residenza e convinzione politica hanno messo la propria faccia e speso la propria identità per chiedere che il cinema Roma resti e continui a far cultura qui in Brianza.

Questa raccolta firme è l'inizio di una percorso che speriamo porti alla rivendicazione di questo come uno SPAZIO COLLETTIVO che in così tanti riconosciamo come culturalmente vitale, ricco e quindi irrinunciabile.

Ci aspettiamo che sindaco, giunta e consiglio comunale, in rappresentanza del grande interesse delle proprie cittadine e cittadini, valutino l'opportunità di contribuire a questa impresa affiancandoci nel percorso che stiamo progettando.

Collettivo AG!TAmente e Associazione Amici del cinema Roma

Anche a Seregno c’è Cinema Estate!

Quest’anno siamo al Centro di Formazione Professionale S. Pertini.

In allegato inviamo il programma che, oltre ai film, vede  in calendario  uno spettacolo teatrale
sul drammatico disastro di Seveso del 1976, una vicenda tornata attuale con il progetto di Pedemontana.

Per consultare le schede dei film e dello spettacolo,  potete visitare il nostro sito alla pagina
http://www.controluce.com/node/3330

Cinema Estate è organizzato da  Controluce Soc. Coop., in collaborazione con
Afol – MB, Associazione Amici del Cinema Roma e con il contributo di Fondazione Cariplo.
Con il patrocinio della Provincia di Monza e Brianza.

Grazie per la cortese attenzione.

I nostri più cordiali saluti.
Controluce Soc. Coop.

Seregno - Movie Studio. Mister Cinema ai titoli di coda. «Far cultura? Troppo costoso»

di Diego Colombo e Marco Mologni da il Corriere della sera

SEREGNO A dieci anni si piazzava davanti alla sala proiezioni del cinema Impero nella speranza di avere uno spezzone di pellicola. Una reliquia che conservava con cura. A venti ha fatto carte false per ottenere la patente di proiezionista. A trenta è tornato a casa con un pezzo di un proiettore dismesso da un cinema di Milano, tirandosi addosso i rimproveri della moglie che non capiva quella sua ossessione. E così, pezzo dopo pezzo, Emilio Riva, che oggi ha 84 anni molto ben portati, il suo sogno l’ha realizzato fin dall’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso: ha costruito una sala cinematografica nella sua casa di Seregno. Cinquantadue poltroncine in pelle rossa, un proiettore per pellicole da 35 millimetri, un altro da 16, uno per dvd, un impianto stereo da far invidia alle sale tradizionali e uno schermo da tre metri per due.

Un cinema, in tutto e per tutto, piccolo ma suo e dei suoi quattro figli. E per più di 50 anni ne ha fatto un punto di riferimento per gli amanti delle pellicole d’essai, quelle che non transitano per la grande distribuzione ed è difficile trovare nelle sale pubbliche. Molte pellicole (grandi classici o film cult) sono di sua proprietà («Ne ho più di mille», afferma con orgoglio), altre le noleggiava e le proiettava per gli amanti del cinema d’autore. Tre, anche quattro proiezioni alla settimana, da settembre a maggio, per un pubblico di 300 abbonati (la tessera costa 5 euro all’anno) giovani e meno giovani che arrivavano da tutta la Brianza e da Milano. Tutto questo fino allo scorso anno. Perché il Movie Studio, come l’ha chiamato, adesso rischia di chiudere.

Troppo caro noleggiare un film, troppo caro anche proiettare quelli che Riva ha in casa, perché le spese per la liberatoria arrivano anche a 200 euro per una singola visione. «Con questi costi non ce la faccio più ad andare avanti — spiega con un groppo in gola —. Non soltanto è diventato proibitivo noleggiare un film, anche se non transita nelle sale cinematografiche, ma è un salasso dal punto di vista economico anche fare una rassegna con le mie pellicole. I 15, 20 biglietti a 5 euro l’uno che riesco a vendere in una serata non coprono neppure la metà delle spese legate ai vari balzelli che chiede la distribuzione. Con mio figlio Massimo abbiamo chiesto qualche agevolazione per poter continuare nel nostro impegno, che non esito a definire culturale, ma ci è stato risposto picche. Così, dopo mezzo secolo in cui ho alternato il mio lavoro in tipografia con la passione per il cinema, temo che sarò costretto a dire basta».

Un peccato. Perché il Movie studio col tempo si è fatto la fama di un luogo d’incontro per i cultori di film d’autore. Vecchi e anche nuovi. Dai classici del passato ai registi d’avanguardia, di cui Riva ne possiede un bel po’ nella sua cineteca. «Io amo tutto il cinema, da quello europeo a quello americano — dice, immerso tra gli scaffali zeppi di «pizze» —. Ma ammetto di avere un debole per Ingmar Bergman, di cui ho tutti i film».

Monza - Il Maestoso pronto a trasformarsi: da cinema a super

di Rossana Brambilla da il Giorno

COMPIE un ulteriore passo avanti il progetto di riqualificazione di quelle che furono tra le migliori sale cinematografiche della città. Il Comune ha infatti adottato il piano attuativo relativo alla sistemazione dell’area su cui sorge l’ormai degradato ex cinema Maestoso. Via Sant’Andrea si trasformerà dunque in un nuovo polo culturale e commerciale, caratterizzato da un supermercato, un nuovo centro civico e due parcheggi. Sembra quasi che i residenti possano tirare un sospiro di sollievo. Erano infatti molte le lamentele che durante gli anni si erano sollevate. Gli abitanti delle vie circostanti più volte avevano riportato episodi negativi, legati proprio a quell’edificio vuoto, governato da senzatetto e malintenzionati.

ORA, quelle vecchie mura verranno demolite, e al loro posto verrà innalzato un edificio completamente nuovo e in stile moderno. Saranno 3mila 518 i metri quadri destinati all’attività di vendita di alimentari. Un grande e nuovo supermercato in cui si potrà fare la spesa settimanale. Pronto a trasferirsi lì, entro sessanta giorni dalla fine dei lavori di costruzione, l’Unes Maxi, struttura per cui è già stata rilasciata la licenza e che una volta era situata in via Zara, all’angolo con via San Michele. Ma questa non sarà certo l’unica novità.
Il progetto prevede infatti una vasta riqualificazione della zona. Maggiore risulterà la possibilità di trovare uno spazio per la sosta dell’auto. Sarà infatti creato un piano aggiuntivo, interrato, nel quale verranno ricavati 65 posteggi, mentre nel già esistente parcheggio al piano terra saranno 76 i posti dedicati. Non sono previsti stravolgimenti alla presente pista ciclabile e alla carreggiata. Entrambe verranno però arricchite da aree verdi, aiuole e illuminazione pubblica. Insomma, una zona verde in cui sarà possibile anche solo compiere una rilassante passeggiata.

NON VERRÀ TOCCATO poi nemmeno il tanto amato mercato rionale. Il giorno dedicato all’esposizione della merce delle 43 bancarelle e agli affari in strada, resterà infatti il lunedì.
L’appuntamento per i residenti sarà sempre nel parcheggio di via Sant’Andrea, situato all’angolo con via Lissone.
Dedicato a chi ha voglia di divertirsi e incontrare gli amici in un ambiente stimolante sarà il Centro Civico. Sorgerà su una superficie di 523 metri quadri, un vasto spazio che promette l’organizzazione di numerose attività e iniziative. 

Monza - Parla Francesco Cardin, storico esercente: «Sempre in guerra ma il mio cinema ormai è morto»

di Dario Crippa da il Giorno del 20/04

PER 37 ANNI ha segnato la storia del cinema (e del teatro) monzese. Ha gestito alcune storiche sale cinematografiche, quando Monza era l’undicesima città italiana per numero di spettatori. Al Supercinema Teatro Ponti (oggi Teodolinda), allestiva ring per incontri di boxe che vedevano combattere persino star dello spettacolo come Walter Chiari.

La storia di Francesco Cardin inizia da lontano...
«...nel 1906, quando mio nonno aprì il primo cinema ad Abano Terme, in provincia di Padova. I fratelli Lumière avevano iniziato appena dieci anni prima, ho ancora una vecchia fattura francese da 200 lire per l’acquisto di un proiettore. Sono nato a Merate sotto i bombardamenti, ma dopo pochi mesi sono arrivato a Monza: mio padre già lavorava nei cinema brianzoli».

E continuò anche a Monza...
«Gestiva l’Astra (ex Reale ed ex Margherita) e in corso Milano, dove oggi c’è il silos, aveva un’arena estiva da 500 posti. E poi aveva il Supercinema Teatro Ponti e dal 1955 il teatro Manzoni».

E Lei portò avanti il mestiere.
«Iniziai nel ‘68, dopo il militare. Arrivai a gestire il cine-teatro Manzoni, il Villoresi e i cinema Teodolinda, Maestoso (ex Astoria) e Capitol. Fra il ’70 e il ’75 Monza era l’undicesima città d’Italia come numero di spettatori, con un grande indotto fra bar, ristoranti e pizzerie: Roma, che era al primo posto, poteva contare però su 250 sale».

Visse la storia del cinema.
«Il cinema ha sempre attraversato fasi, a cominciare da quella che definiscono pre “Lascia o raddoppia?”, il grande quiz televisivo con Mike Bongiorno. Allora nelle sale, sempre strapiene, si fumava tantissimo... c’era la nebbia! Ci sono stati anche tanti cali, nel cinema sono fisiologici: il tempo libero allora non offriva tutte le alternative di oggi. E il cinema non aveva concorrenti o quanto meno avevano armi alla pari».

“Lascia o raddoppia?” fu il primo avversario.
«Inventammo la proiezione di “Lascia o raddoppia?” nei cinema: anzi, come associazione esercenti riuscimmo a far spostare la trasmissione dal venerdì al giovedì proprio per non danneggiare troppo l’attività dei cinema. Gli esercenti all’epoca erano una potenza, cinema e teatro comandavano la cultura popolare, ma anche quella intellettuale con i “film d’essai”».

Fu guerra anche con Milano.
«Perché come al solito fagocitava Monza; negli anni Sessanta i cinema milanesi imponevano a Monza di aspettare 60 giorni prima di poter programmare un film. Riuscimmo a portare questo limite a 28 giorni, poi alla contemporaneità. E alla fine... facevamo come volevamo. Monza arrivò ad avere 11 schermi: 2 al Teodolinda, 2 al Capitol, 3 al Metropol, e poi Maestoso, Centrale, Astra e Apollo».

Quel cinema tramontò.
«Ai bei tempi il cinema era un po’ una “Dolce Vita”, c’erano feste, incontri, visite sul set, si faceva molto “fumo” per creare fascino e atmosfera. E soprattutto c’erano vere star, da Gregory Peck a Marcello Mastroianni e Sofia Loren... oggi ci sono più che altro “starlette”, lo status symbol del “divo” non c’è più».

Primo film programmato?
«Inaugurammo il Manzoni con “Sette spose per sette fratelli”, con la prima pista magnetica e il cinemascope».

Poi cominciò la china...
«La flessione partì con i blockbuster anche se, come per le partite di calcio, un conto è assistere a uno spettacolo al cinema e un altro è nella propria casa: vedere per esempio film come ”2001 Odissea nello Spazio” in sala è tutto un altro spettacolo... L’ho sempre detto: come esercenti cinematografici, il nostro problema era convincere la gente a togliersi le pantofole e mettersi le scarpe per uscire di casa».

Le avete provate tutte.
«Abbiamo inventato promozioni che sono tuttora in corso come “Al cinema con tè”, gli sconti del sabato pomeriggio o i biglietti famiglia. E abbiamo sempre puntato molto sull’innovazione tecnologica: come quando collegammo tutte le sale monzesi via intranet e consentimmo di acquistare on-line i biglietti per evitare code...».

Non è bastato...
«Nel 2005 ho ceduto tutto, ma ormai c’era poco da fare con l’avvento dei multiplex. Ricordo una conferenza alla Bocconi, un esperto americano disse: “Siamo gli unici ad avere la forza di lavorare anche in passivo, voi no e quando mollerete prenderemo tutto...”. Purtroppo è andata proprio così».

Le colpe?
«Sono anche nostre: come nei negozi, se non hai merce “adatta”, vale a dire i film giusti, la gente non viene. Gli esercenti non hanno avuto la forza di consigliare un altro modo di fare cinema, in Italia dopo la stagione della “commedia all’italiana” e degli “spaghetti western”, non è stato fatto praticamente più nulla».

Le istituzioni non aiutarono.
«Ho fatto grandi battaglie, per esempio per i parcheggi: sostenevo che di sera era inutile chiedere le stesse tariffe del giorno, la gente preferiva restare a casa piuttosto che pagare un sovrapprezzo per uscire... E poi per la spazzatura: le sale cinematografiche, ovviamente molto grandi, pagavano più che un negozio di frutta, dato che calcolavano la tariffa sui metri quadrati occupati e non sui rifiuti prodotti».

Il miglior film programmato?
«Inutile pensare a pellicole intellettuali, dal punto di vista commerciale fu “Il Tempo delle Mele”, un prodotto per teen-ager: il pubblico distrusse il Teodolinda... Il film doveva iniziare alle 14.30, ma già alle 13 dovemmo aprire: la sala era piena e anche le strade attorno; dovettero intervenire i vigili, la gente camminava sul tetto delle macchine, i cancelli furono divelti».

Di film ne ha visti tanti.
«Mi bastava un fotogramma per riconoscere un film, la sensibilità di un esercente contava molto, ogni locale aveva una sua tipologia di pubblico e di film: la commedia al Capitol, il film di grande respiro al Maestoso...».

Ebbe anche grande teatro.
«Da noi hanno esordito personaggi come Carlo Dapporto, Rascel, Macario... la coppia Billi e Riva nacque per caso proprio da noi. E poi Gino Bramieri o le Sorelle Bandiera: molte star debuttavano qui perché quello di
Monza era un pubblico un po’ freddo e difficile, avere successo qui serviva da test per sperimentare lo spettacolo».

Il Manzoni rischiò di trasformarsi in uffici, case, Poste...
«Ma riuscimmo a convincere il Comune a comprarlo prima che quel progetto andasse in porto: non poteva che finire così...».

La felicità nel suo lavoro?
«Quando nei cinema abbiamo raggiunto le 850mila presenze».

dario.crippa@ilgiorno.net

Seregno - Trilogia completa de "Il signore degli anelli" al cinema Roma

Sabato12 Aprile al Cinema Roma di Seregno:
Maratona dedicata alla trilogia de Il Signore degli anelli

Ripartono le iniziative promosse dall’Associazione AMICI DEL CINEMA ROMA che, insieme alla Cooperativa Controluce, all’Arci Malasangre, alla fumetteria “Non solo libri” e con il contributo di Fondazione Cariplo, ha organizzato la prima CINEMARATONA AL CINEMA ROMA di Seregno !!!
Sabato 12 Aprile, al Cinema Roma di Seregno, saranno proiettati i tre film de “IL SIGNORE DEGLI ANELLI”, dalle 10 del mattino alle 2 di notte, in versione integrale; mentre alle 20.45 verranno svelati i segreti degli effetti speciali che caratterizzano questi film, grazie alle immagini e alle spiegazioni di Massimo Germogli, esperto di post produzione e VFX !!
Per l’intero week end poi, l’amore per il cinema animerà anche l’Arci Malasangre, con eventi musicali e aperitivi collaterali alla Cinemaratona.
Abbiamo pensato che i veri amanti del cinema, come gli amanti della corsa, prima o poi devono affrontare una maratona…un’abbuffata di film da veri bongustai, che si fondono con l’ambiente del cinema, con la poltrona che li ospita, rilassati, nel mondo magico del cinema.
E tra le Arti solo la magia del Cinema, abbinata ai trucchi della tecnologia, è in grado di rappresentare la fantasia estrema del grande Tolkien, che vogliamo far vivere per un’intera giornata a Seregno !!!!
Una prova impegnativa per il nuovo impianto audio video del Cinema Roma !!!
Una giornata da vivere al Cinema, aperto tutto il giorno perché luogo di incontro !!!
Un week end da vivere a Seregno, al Cinema Roma e all’Arci Malasangre: luoghi di intrattenimento, relax e cultura.
Vi aspettiamo, con piacere.
Per Info e prezzi spettacoli: http://cinemaroma84.wordpress.com

E se l’esperienza dovesse piacere, sappiate che per la prossima cinemaratona, che avrà come tema “Cinema&Fumetto“, tra non molto partirà un sondaggio online per farvi votare i film che vorreste venissero proiettati.

Programma
CINEMARATONA Il Signore degli anelli Trilogia
Al Cinema Roma di Seregno – Via Umberto I, 14
- h. 10.00: Film - La compagnia dell’anello
- h. 15.00: Film - Le due torri
- h. 20.45: viaggio nei segreti degli effetti speciali della trilogia del Signore degli Anelli. Incontro con Massimo Germoglio  esperto post produzione e VFX della RumblefishEntrata libera.
- h. 22.00: Film - Il ritorno del re
Tutti i film saranno proiettati nella loro versione estesa
 
EVENTI COLLATERALI
All’Arci Casa Malasangre di Seregno – Via Milano, 8
- venerdì 11, dalle h. 21.00: Cinemaromaratona opening act: Crashmen Live + Wild Bob dj set
- sabato 12, dalle h. 19.00: aperitivo con gli Storyboarders (band live di colonne sonore) + Gabri dj set (a tema cinema)
- domenica 13, dalle h. 19.00: aperitivo con proiezione di Suoni d’Oc – Tracce d’Occitania in Sicilia (in collaborazione con Bmovies). A seguire: Circo popolare articoreel irlandesi e melodie zigane
Per tutto il weekend l’Arci Casa Malasangre ospiterà Cinegallery, mostra di locandine, foto e manifesti cinematografici

PREZZI E PRENOTAZIONI:
- Biglietto 1 film: 5 euro
- Biglietto 2 film: 8 euro
Per chi sceglie di vedere tutti e tre i film è previsto un abbonamento comprensivo di aperitivo all’Arci Casa Malasangre di Seregno!
- Abbonamento 3 film + aperitivo all’Arci Casa Malasangre + tessera Arci: 17 euro
- Abbonamento 3 film + aperitivo all’Arci Casa Malasangre: 10 euro
Prenotazioni e prevendite: La prenotazione da diritto alla riserva del posto nella fascia centrale del cinema. E’ possibile prenotare e acquistare l’abbonamento al cinema Roma (Via Umberto I, 14 - Seregno), all’Arci Casa Malasangre (Via Milano, 8 - Seregno), alla fumetteria Non solo libri (Via Parini, 43 - Seregno). Oppure puoi chiamare il numero 0362 328011 o scrivere una mail a  info@controluce.com mettendo come oggetto “maratona Signore degli Anelli”.

«Qui la Brianza c’entra nulla Virzì ha parlato senza aver visto il film»

di Patrizia Pintus da il Giorno del 10/01

«ADESSO non si potrà dire che ho criticato il film prima di vederlo. Io invece adesso posso affermare che Virzì ha rilasciato l’intervista prima di vedere il film. Qui la Brianza non c’entra niente. Né nel paesaggio perchè in due ore di ripresa non ho visto una sola villetta familiare tipica del nostro territorio, e i casermoni inquadrati richiamano piuttosto Sesto San Giovanni e Bruzzano. Né come personaggi che più che ricchi brianzoli sembrano bauscia milanesi. E neanche come storia perché la vicenda raccontata dal regista trascende le classi sociali e avrebbe potuto riguardare famiglie di tenori di vita diversi». Dopo la polemica scatenata dalle parole del regista alla vigilia dell’anteprima sulla Brianza «gelida, ostile e minacciosa», che pensa solo ai daneé, Il Giorno ha voluto guardare il film «Il capitale umano» con Andrea Monti, l’assessore provinciale leghista di Monza e Brianza allo Sport e al Turismo, che ha difeso le caratteristiche del sciur Brambilla su Facebook in un botta e risposta al vetriolo col regista. Appuntamento alle 14.50 a Palazzo Grossi dove arriva puntuale con la sua Bmw, diretti allo Skiline di Sesto, l’unico nella zona a proiettare il film nel primo pomeriggio («in Brianza la gente lavora») e sul tardi Monti, che è rappresentante degli enti locali per la Lega, ha «una riunione sui rifiuti a cui non posso mancare». In sala ci sono sedici persone, quasi tutte in età della pensione: «Sarà contento Virzi che la sala è piena», ironizza. «Tecnicamente il film è girato molto bene, bella la fotografia - commenta l’assessore, 35 anni, figlio del più celebre Cesarino, il senatur di Lazzate scomparso nel 2012 per malattia, e che alle ultime primarie si è schierato con Bossi - Ma la trama ha dei contenuti banali e i personaggi sono caricature. Dal ricco spietato che vuole guadagnare sul crollo della Borsa al rampollo viziato che per i 18 anni riceve in regalo il gippone maculato, alla moglie ricca che se la fa col filosofo di sinistra. Quanto al personaggio di Bentivoglio, che vuole arricchirsi anche a costo di tradire la famiglia, mi sembra più un pirla: arruffoni e pasticcioni si trovano a tutte le latidudini. Non ho niente contro Virzì. L’unico suo film che ho visto è La bella vita. Ma se nel Capitale umano voleva far passare un messaggio negativo sui brianzoli non c’è riuscito».

Non bastasse, a metà film Monti aveva già capito come andava a finire. «L’unica cosa che ci accomuna con la realtà descritta è il clima», prosegue Monti. Anche lui è un figlio di papà, consulente nel settore elettromeccanico, «ma a 11 anni già volantinavo per il Carroccio e a 19 sono entrato in Consiglio comunale a Lazzate e in Provincia nel 2009, uno stipendio di 2.150 euro al mese “di cui 350m al movimento, giro con la mia auto, mai messo fuori un rimborso” - Ma a me piace così com’è». Quanto poi ai ricchi che restano ricchi e agli «sfigati» che restano tali replica: «Se c’è un luogo non dico nel mondo ma in Europa dove è stato possibile almeno fino a ieri l’ascensore sociale, questo è stato possibile in Brianza. La nostra del nostro territorio è piena di tanti brianzoli e non che hanno potuto emanciparsi dalla bottega alla fabbrichetta. Certo non tutti sono diventati miliardari. Come quello della Giochi preziosi partito da un garage di Cogliate e ha conquistato il mondo». Ma non era finito nei guai giudiziari? «Non è forse l’esempio migliore, ma quello che è successo qui non è successo altrove. Ma questo Virzì non lo sa».


Ma per la gente la realtà è edulcorata: «I brianzoli sono anche peggio»
di Patrizia Pintus da il Giorno del 10/01

LA SIGNORA MARIA è venuta a vedere il film di Virzì incuriosita dalla polemica: «Non capisco perché la Brianza se la sia presa tanto - commenta all’uscita - perché quella che il regista ha fatto vedere è una realtà edulcorata: i brianzoli sono molto peggio, venderebbero moglie e figli per i soldi e pagherebbero qualsiasi cifra e si piegherebbero a qualsiasi ricatto per salvare il nome. E poi il finale amaro: il ciclista morto vale poco più di 280mila euro mentre per salvare il figlio di papà la famiglia ne ha sborsati oltre 900mila». In sala c’è anche il marito Berto, sono entrambi pensionati, sarda lei, veneziano lui, abitano a Sesto San Giovanni. «Ce n’è di ville così in Brianza con piscina, campo da tennis e con la Ferrari e la Range Rover in garage, con la servitù e dove tutti si chiamano coi diminutivi, il Giampi, la Sere, il Giova», dice il signor Berto. «Ero un po’ scettico sulla qualità deipersonaggi e sui cliché, ma devo dire che in Brianza ci stanno bene». Antonella ha 52 anni e oggi pomeriggio è al cinema perché la sua azienda ha varato i contratti di solidarietà per stare a galla. È venuta con l’amica Carmen, pensionata. «I personaggi raccontati dal regista non sono specificamente brianzoli - commenta - Sono tipologie umane che andrebbero bene ovunque in Italia. Piuttosto notavamo molte similitudini con la vicenda di Veronica Lario e del Cavaliere: c’è l’uomo straricco, e la moglie attrice che ha un’infatuazione per l’intellettuale di sinistra». Ma c’è anche chi è venuto semplicemente a vedere il film: «Non ho sentito della polemica e non ci interessava», spiegano frettolosamente due anziane amiche stringendosi nel cappotto: «L’abbiamo trovato piacevole, il resto non importa».

 

I lumbard contro Paolo Virzì: Offendi la Brianza? Ridacci i soldi

da il Giorno

LUMBARD e non solo all’attacco di Paolo Virzì. Nel mirino dell’assessore provinciale della Lega Andrea Monti, seguito nella stessa indignazione anche dalla collega forzista Martina Sassoli, l’ultimo film del regista, «Il capitale umano», ambientato in Brianza, che uscirà nelle sale domani.
Il film, stando alle stesse anticipazioni del regista, secondo Monti «descrive la nostra e la mia terra facendola diventare addirittura un modello negativo, da additare come portatore di tutti i mali del nuovo mondo e dei nuovi ricchi: scaltri, avidi e addirittura un po’ cialtroni».
«Virzì - continua Monti sul suo blog - sembra essersi limitato alla caricatura di alcuni stereotipi falsi, una vera e propria opera di mistificazione, probabilmente un po’ frutto della voglia di additare in negativo la Brianza identificata come la terra del nemico politico, e tanto, diciamolo, frutto di ignoranza vera e propria». Monti aggiunge che Virzì ha ricevuto un contributo di 700.000 euro dal ministero dei Beni culturali per realizzare la pellicola. E conclude: «Siccome si dà giusto il caso, caro Virzì, che proprio quella Brianza che tanto ti farebbe schifo, sia una delle aree che più contribuisce a finanziare i bilanci spreconi di questo Stato abbi almeno il buon gusto di restituire questi soldi».

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »