mostre

Station-Fermata creativa

20/05/2018 - 10:00 to 31/05/2018 - 17:30

Palermo - La multiculturalità è al centro della ricerca artistica di Tommaso Chiappa che intende raffigurare la Sicilia come una realtà multietnica non in modo asettico, ma cogliendone l'aspetto interamente umano e l'aspetto emotivo di questo dialogo tra culture. Il suo nuovo progetto è "Station-Fermata creativa", inserito tra gli eventi di "Palermo, Capitale della Cultura 2018" e si svolge in tre tappe: la prima parte del progetto è in programma a Villa Trabia di Palermo, domenica 20 maggio dalle ore 10 alle 18 ad ingresso gratuito.

I giardini della villa diventano palcoscenico della performance pittorica di Tommaso Chiappa, un'occasione per scoprire il lavoro dell'artista che utilizzerà diverse tecniche: grafite, acrilico, olio, acquerello, tra colore e monocromo. A prendere vita sulla sua tela, un insieme di dettagli e tratti differenti come simbolo della ricchezza che può nascere dallo scambio e dal dialogo, dall'integrazione e dalla multiculturalità. Quello che vuole sottolineare Tommaso Chiappa, che durante i suoi viaggi ha conosciuto molti luoghi e molte culture, è il cambiamento positivo che ha conquistato la sua città, Palermo, oggi "Capitale della cultura" pronta all'accoglienza.

La seconda tappa del progetto è in programma dal 21 al 31 maggio all'interno della biblioteca di Villa Trabia in cui sarà allestita la mostra "Station-Fermata creativa", ad ingresso gratuito. Saranno quattordici le opere esposte che racconteranno ai visitatori i viaggi che l'artista ha fatto in Italia, in Europa e nel mondo.

Una selezione di dipinti con cui vuole idealmente riconoscere l'effetto positivo dei social grazie a cui si varcano facilmente i confini geografici, scoprendo orizzonti affascinanti e sempre più vicini. Secondo Tommaso Chiappa, infatti, i social hanno allargato il concetto di "Stazione globale", giocando con il famoso concetto di "villaggio globale" di McLuhan.

Oggi più che mai siamo viaggiatori inconsapevoli, grazie alla foto di una piazza, un paesaggio, una strada: la mostra "Station-Fermata creativa" ruba frammenti di quotidianità, un incontro, un momento, una piccola finestra sul mondo che è ritrovo di diverse culture. Alla fine della mostra, le opere sanno inviate a diverse città italiane ed europee per far conoscere l'anima multiculturale di Palermo.

Terza e ultima tappa del progetto, in programma ad ottobre presso lo studio legale Damiani&Damiani dove verrà creata un'installazione site specific e proiettato il video-art dell'intero progetto "Station-Fermata creativa".

La mostra "Station" sarà visitabile dal 21 al 31 maggio presso la biblioteca di Villa Trabia il lunedì e il venerdì dalle ore 10 alle ore 17.30.

L'evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Palermo, grazie alla collaborazione con l'associazione Cambiamo la Sicilia e gli art-partner dell'artista: lo studio legale internazionale Damiani&Damiani di Palermo, l'azienda Solgen di Milano, Nuova Idea S.a.s di Pavia, l'associazione culturale Back to College di Pavia, HBB Immobiliare di Rovellasca (VA) e il Collegio Universitario Lorenzo Valla di Pavia. Un ringraziamento particolare, per l'attenzione al progetto, alla dottoressa Eliana Calandra, all'assessore alla cultura Andrea Cusumano e a Sabrina Figuccia, consigliere comunale.

Tommaso Chiappa si è formato artisticamente a Milano, compiendo i suoi studi presso l'Accademia di Brera e legando il proprio nome alla Galleria di Luciano Inga-Pin con alcune mostre che lo hanno fatto conoscere a un più vasto pubblico tra le quali "Lo sguardo altrove" del 2005 e la personale "Take Away" del 2008. Numerose le personali e le collettive in Italia e all'estero a cui ha preso parte. Tra le più recenti "Fuoriluogo" al Centro d'arte Malagnini di Saronno nel 2015 e nel 2016 "Origine" a Villa Magnisi, sede Ordine dei medici di Palermo, contestualmente alla pubblicazione del libro "Origine di Tommaso Chiappa" a cura di Vera Agosti, Prearo Editore. Nel marzo 2017 partecipa alla Clio Art Fair di New York. A ottobre 2017 espone alla Sitka Gallery di Fitchburg, Massachusetts. Nel 2018 è autore insieme ad Alessandro Di Giugno del volume "Yellow-living art" pubblicato dalla casa editrice People and Humanities. Nello stesso anno inaugura la personale "Umano" presso Villa Magnisi.
(V.P.)

Info e contatti
cell: 339 8697986
www.damianianddamiani.com - sezione "damiani&damiani/LAB"
www.tommasochiappa.eu

Arte, lo statunitense Frank Lupo per la prima volta in Sicilia con una mostra organizzata da Lo Magno Arte contemporanea

21/04/2018 - 19:00 to 12/05/2018 - 20:00

Ragusa - Grattacieli, parchi urbani, navi cargo che solcano l'Oceano. Ma anche angoli di giardino, paesaggi, ritratti in bianco e nero di marinai e di minatori di carbone. È l'America raccontata nelle gouaches di Frank Lupo, artista statunitense (Buffalo, Stato di New York, 1950) di fama internazionale, che saranno esposte in esclusiva per la prima volta in Sicilia in un'intrigante mostra, organizzata da Lo Magno arte contemporanea, a cura di Giuseppe Lo Magno, negli spazi della galleria Soquadro, in via Napoleone Colajanni 9-11, dal 21 aprile al 12 maggio (inaugurazione: sabato 21 aprile, ore 19). L'evento è particolarmente atteso poiché l'ultima esposizione di Lupo in Italia risale alla Biennale di Venezia del 1985.
Frank Lupo vive e lavora a New York. Dipinge per lo più a gouache (tecnica che rende i colori più luminosi attraverso l'aggiunta di un pigmento), talvolta anche con colori a olio e ad acqua. Alcune sue opere fanno parte della collezione permanente del Museum of Modern Art (MOMA) di New York. L'artista si ispira a fotografie, scattate in proprio, strappate dai giornale o semplicemente immaginate, cercando di catturare ciò che gli appare «ossessivo, commovente, provocatorio e vero». I suoi lavori, spiega l'artista, «mirano all'ambiguità, al mistero, alla confusione di un attimo, a uno sguardo rivolto a qualcosa che si perde nel trascorrere della vita quotidiana. A volte il soggetto è astratto e immobile, a volte è fuso col suo movimento. Una fermata o un treno di passaggio, un edificio che implode, un appartamento mezzo vuoto. Qui e ora e poi via. Ogni opera è un tentativo di invenzione e la trasformazione di quel momento».

Nel testo critico intitolato "Second life" che accompagna la mostra Andrea Guastella, storico e critico d'arte, rivela come la dedizione di Frank Lupo alla pittura risalga proprio a un soggiorno italiano. «Un luogo la cui bellezza invita alla sosta – scrive Guastella - in cui cioè lo spazio si converte in tempo: quello spontaneo prolungamento delle persone e delle cose ottenuto da Frank ora aumentando (o rimpicciolendo) a dismisura le dimensioni del supporto, ora deformando irrealisticamente le figure, ora accendendo l'immagine di colori contrastanti».

La mostra potrà essere visitata dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, chiuso il lunedì mattina e la domenica.

Info e contatti
LO MAGNO arte contemporanea
via Risorgimento 91/93 – Modica (Rg)
tel.+39 0932 76 31 65
info@gallerialomagno.it

Eterne istantanee

05/05/2018 - 18:30 to 25/05/2018 - 20:00

Siracusa - Dal 5 al 25 maggio gli spazi espositivi della Galleria Quadrifoglio, in via Santi Coronati, 13 a Ortigia, ospiteranno la personale "Eterne istantanee" di Saverio Bertrand a cura di Mario Cucè (vernissage sabato 5, ore 18,30).

Figlio d'arte, classe 1983, Bertrand ha studiato all'Istituto d'Arte di Siracusa, laureandosi all'Accademia di Belle Arti di Roma. "Eterne istantanee" propone quindici opere realizzate con carbone su pannelli di legno di pioppo. Nel testo pubblicato nel dépliant della mostra, la giornalista e scrittrice Daniela Frisone coglie la peculiarità di questa tecnica e di questo materiale nella forza simbolica con cui riesce a racchiudere in sé, in una sintesi dinamica, il concetto di passaggio, trasformazione alchemica della materia da uno stato a un altro. Legno e carbone, dunque, esprimono la metafora della condizione transeunte dell'uomo.

«Ecco, allora, – scrive - lo sguardo alienato sulle cose del mondo, sulle donne che aspettano presenti nell'assenza, con le loro scarpette graziose o i piedi liquidi, mutuati dalla polvere del tempo, le posture demodé: le privilegiate, dive incompiute, imprestate e sacrosante. E tempo ci fu, per Bertrand, ad intuirle sfocate, quasi sussurrate, rifilate, rubate, protette. Perché le sue carte, i suoi fogli di legno, vanno decifrati, e senza sforzo, attenzione, senza mai costanti impressioni, senza mai dar loro risoluzione o agio».

Un lavoro di cesello, quello di Bertrand, che «viaggia sul legno per sinestesie»: odori, colori ma anche vibrazioni musicali e sentimenti malinconici. «Passano e sembrano non svanire, quegli attimi, in bilico tra gli accenni di un Lacrimosa mozartiano e le passerelle rarefatte de La dolce vita di Rota – continua Frisone - Purché ci sia un ricordo svanito, ritrattato, redivivo, fluttuante. Purché ci sia un amarcord corrucciato e ironico, mai spiattellato, futuristicamente attualizzante, in un circolo plastico di presenze, mai personaggi; di anime ininterrotte, sempre. Le eterne istantanee di Saverio Bertrand mutuano il loro corso in uno spazio temporale che appartiene solo a chi crede nel futuro già vissuto, nel passato odierno, nel mentre riconosciuto e praticato senza sosta. Nel qui, dopo, nel durante».

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Info e contatti
Galleria Quadrifoglio Arte contemporanea
Via SS. Coronati, 13 - Ortigia
Tel. 0931 64443
Mail: info@galleriaquadrifoglio.it
Sito web: http://www.galleriaquadrifoglio.it/

A Villa Magnisi l’arte protagonista con la presentazione del libro Yellow e l’inaugurazione della personale “Umano” di Tommaso Chiappa

14/04/2018 - 18:00 to 12/05/2018 - 18:00

Palermo - Nel 2017 ha rappresentato una ventata di novità sulla scena artistica siciliana, portando per la prima volta nell'isola gli esponenti della scuola lombarda del Nuovo Futurismo. Ma anche un nuovo modo di vivere l'arte. Adesso il progetto "Yellow", ideato dagli artisti Tommaso Chiappa e Alessandro Di Giugno, diventa un libro.
"Yellow, vivere l'arte", questo il titolo del volume a firma di Chiappa e Di Giugno, pubblicato dalle Edizioni People & Humanities di Palermo, sarà presentato sabato 14 aprile alle ore 18 a Villa Magnisi (Via Padre Rosario da Partanna, 22), sede dell'Ordine dei Medici di Palermo. Nel corso della serata, è prevista anche l'inaugurazione della personale "Umano" di Tommaso Chiappa.

L'elegante volume ripercorre le tappe del progetto, scandito da tre collettive allestite a Villa Mgnisi dal gennaio al giugno dello scorso anno con artisti provenienti da tutta Italia, che hanno dialogato sui temi di grande attualità: identità, confine e integrazione. Vi sono raccolte non solo le immagini delle opere degli artisti coinvolti - Gian Antonio Abate, Tiziana Battaglia, Dario Brevi, Gianni Cella, Tommaso Chiappa, Francesco Conte, Alessandro Di Giugno, Davide Ferro, Simone Geraci, Emanuele Gregolin, Olinsky, Riccardo Paternò Castello, Rosita Morandi, Lele Picà, Mauro Rea, Massimo Romani, Stefania Romano, Sabrina Romanò, Leonardo Santoli, Paola Schillaci, Gianfranco Sergio, Alfonso Siracusa, Simone Stuto, Emilio Triolo, Vittorio Valente, Giuseppe Vassallo, Cinzia Conte – ma anche contributi interdisciplinari sui linguaggi della cultura visiva contemporanea e approfondimenti sui temi di attualità.

Il programma dell'iniziativa prevede, dopo i saluti di Rosario Leone, consigliere dell'Ordine provinciale dei Medici, gli interventi di Mauro Buscemi, direttore editoriale di People & Humanities, e di Tommaso Chiappa. Modererà Rita Di Gruso, coordinatrice del progetto.

Al termine della presentazione, le sale affrescate della settecentesca villa si apriranno sull'esposizione "Umano", un'istallazione site-specific di oltre trenta opere pittoriche dedicate a Palermo, città d'origine dell'artista. Tommaso Chiappa vive e lavora tra la Lombardia e la Sicilia, anche se la professione d'artista lo porta a viaggiare e a esporre in giro per il mondo (di recente ha partecipato alla Clio Art Fair di New York ed esposto a Fitchburg, nel Massachusetts), ma i luoghi cari e gli scorci della città natale compaiono di frequente nelle sue tele.

«Palermo, distesa tra la Montagna e il mare, - scrive Giusi Affronti nel testo critico della mostra - è protagonista di questo "ciclo": l'azzurro intenso del cielo, le strade affollate, il paesaggio urbano e i suoi scorci, le periferie inesplorate, i mercati storici come Ballarò e Vucciria. Il progetto rappresenta una collezione di "frame" che riflette la quotidianità umana, tra tensione incipiente e calma rarefatta. Quella di Tommaso Chiappa è una pittura che, a volte, sceglie la vibrazione del colore come unico indizio di narrazione, altre si sintetizza nell'essenzialità del segno e nella monocromia. Senza mai risultare figurativo stricto sensu, l'artista non cede all'azzeramento dell'astrazione. Punto di partenza è il brulicare della realtà, che l'occhio di Chiappa immortala con il mezzo fotografico. Nell'azione della pittura, poi, la dialettica tra "umano" e descrizione spazio-temporale si sintetizza in immagini liriche».

La mostra potrà essere visitata fino al 12 maggio (martedì e giovedì, dalle ore 15.00 alle ore18.00; negli altri giorni, su appuntamento). L'ingresso è gratuito.
L'evento è realizzato con il contributo di Solgen –Soluzione Gestione Energia (Milano), di Nuova Idea s.a.s. (Pavia), del Collegio Universitario Lorenzo Valla (Pavia), dell'Associazione Culturale Back to College (Pavia), di HBB immobiliare (Rovellasca-Co) e dello Studio Legale Internazionale Damiani &Damiani (Palermo).

Info e contatti
yellow.2017.palermo@gmail.com
Facebook: @yellow2017palermo
Instagram: 2017yellow
cell: 320 3733769 

Arte e letteratura al femminile per l’8 marzo al “Moon. PopUp Design & Art Gallery”

08/03/2018 - 19:00 to 23:00

Arte e letteratura al femminile per l’8 marzo al “Moon. PopUp Design & Art Gallery”

Siracusa - Il "Moon. PopUp Design & Art Gallery" si tinge di rosa. Il salone espositivo, che fino a tutto il mese di aprile esibisce negli eleganti locali del “Moon – Move Ortigia Out of Normality”, in via Roma 112, a Siracusa, straordinari articoli di design made in Italy dei brand Poliedrica e Superego, si apre alla giornata internazionale per i diritti delle donne. Giovedì 8 marzo alle ore 19 la popup gallery ortigiana accoglierà due artiste di alta portata per un appuntamento ricco di sensibilità al femminile.
L’atmosfera luminosa e avvolgente del “Moon. PopUp Design & Art Gallery”, tra colori cristallini, ceramiche e plexiglass di raffinata qualità espositiva, ospiterà in occasione dell’evento un’incantevole  performance vocale in lingua inglese di Pimmi Pande. La scrittrice britannica, figlia del celebre regista di Bollywood, Vinod Pande, darà voce e sostanza a resoconti di natura personale intercalandoli con forti vissuti di donne, rese labili dalle prepotenze e dalle ingiustizie di un precostituito ordine patriarcale. Si tratterà di un omaggio commovente, a tratti umoristico, all’universo femminile, di una sorta di patchwork di voci ispirate dall’atavico viaggio delle donne in cerca dell'uguaglianza dei generi.
L’evento ospiterà un’altra figura di grande carica emotiva. L’artista plastica Taciana Coimbra, ideatrice del gruppo d’arte contemporanea AMPLEXO in Brasile, presenterà una serie di dieci lavori dal titolo “Pillole”. Un progetto viscerale che nasce dagli incontri della Coimbra con la vita quotidiana di impiegate, libere professioniste, casalinghe, straniere, italiane, tutte apparentemente diverse ma tutte accomunate dal segno indiscusso della femminilità. Il materiale raccolto dall’artista, ovvero le opinioni di queste donne su argomenti di impegno sociale, di vita vissuta, rivivono nelle opere sottoforma di ritratti dipinti su una tela di cotone intelaiata da un cerchio di bambù. A mo’ di collage, le immagini sovrapposte sono incorniciate dalle parole dette dalle protagoniste e impresse per rendere immortali i loro sogni, le loro paure, le loro speranze, il loro domani incerto.  
 
Per informazioni:
 
Moon. PopUp Design & Art Gallery
via Roma 112, Siracusa
marco.pettinari72@gmail.com
 +39 333 655 6004
www.poliedrica.net ; www.superegodesign.com
 

“Natale con l’arte in Via della Spiga”, Guido Cicero espone a Milano nel “quadrilatero” della moda

15/12/2017 - 18:00 to 31/12/2017 - 20:00

Milano – Dal 15 al 31 dicembre un’opera dell’artista siciliano Guido Cicero, dal titolo “Esser donna”, sarà esposta in mostra nei locali della Galleria d’arte contemporanea D Studio, in Via della Spiga 7, nell'ambito della collettiva “Natale con l’arte in Via della Spiga”, a cura di Giorgio Gregorio Grasso, critico d'arte e curatore di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia. La mostra sarà inaugurata venerdì 15 alle ore 18, alla presenza dell’artista. 

L'invito a esporre è arrivato a compimento di un anno ricco di soddisfazioni per l’artista modicano, che ha già “collezionato” la partecipazione alla mostra allestita a Palazzo Ca' Zenobio degli Armeni a Venezia nell'ambito della 57 Biennale e al "Premio Internazionale d'Arte Contemporanea" della MAG - Mediolanum Art Gallery di Padova. L’opera esposta vuole essere appunto un omaggio alla donna, nel cuore milanese dell’alta moda.

“Esser donna”, dipinta con colori acrilici su tela, è stata realizzata in occasione della scorsa giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ritrae una figura femminile assorta nei suoi pensieri. L’artista affida la trasposizione su tela di tali sentimenti ed emozioni ai veloci colpi di pennello, agli spruzzi di colore e alle tinte accese che “illuminano” lo sfondo scuro, aprendo un varco che consente allo spettatore di cogliere l’anima e l’essenza del soggetto rappresentato. 

Pittore, musicista e fotografo, Guido Cicero è nato nel 1952 a Modica. Attivo sulla scena artistica regionale e nazionale fin dal 1969, spazia nelle sue opere dal post impressionismo all'astrattismo, passando per il dripping pollockiano e per il realismo. 

Info e contatti
sito web: http://guidocicero.guidocicero.it/
mail: guidocicero52@gmail.com
cell: 338 8614677

"Ghraphein", in mostra capolavori della grafica contemporanea da Burri a Fontana e a Picasso

11/12/2017 - 18:00 to 20/12/2017 - 19:00

Milano - Venti opere su carta di grandi maestri del Novecento, in un'affascinante mostra che ripercorre le tappe dell'innovazione artistica nella grafica e nella tecnica incisoria nella seconda metà del secolo scorso. "Ghraphein. Carte da una collezione privata": è il titolo della mostra allestita dall'11 al 20 dicembre nel temporary store della Galleria Sudestasi Contemporanea, in Via dell'Annunciata 29 in zona Brera - Borgonuovo con il supporto tecnico di Delta Ligth Italia (vernissage lunedì 11, ore 18.00). Il percorso espositivo comprende opere di Afro Basaldella, Pierre Alechinsky, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ding Yi, Lucio Fontana, Victor Pasmore, Pablo Picasso e Graham Sutherland.

I fogli esposti testimoniano la rivoluzione operata in ambito grafico nella seconda metà del secolo scorso, quando l'esigenza di rinnovare la funzione sociale dell'artista decretò la rinascita della stampa d'arte nella sua duplice valenza di genere autonomo e di processo comunicativo di massa. Un excursus multiforme e variegato di segni, colori e sperimentazioni tecniche che si snoda fra astrazione e figurazione, fra bianco e nero tradizionale e nuovi cromatismi, sulla scorta delle innovazioni artistiche introdotte in quegli anni.

Il nucleo centrale della mostra è costituito da alcuni capolavori dei massimi esponenti dell'Informale italiano, come Alberto Burri, presente con 4 serigrafie tratte dal suo alfabeto cromatico (Lettere, 1969) e un'acquaforte (Acquaforte 2, 1976/7). Accanto al grande maestro umbro spiccano una stampa a rilievo di Lucio Fontana (Nudo rosa, 1967), le forme geometriche di Afro Basaldella (La Bilancia, 1974; Galera, 1974; Vulcani II, 1974) e il primitivismo segnico di Giuseppe Capogrossi (di cui viene esposto l'unico esemplare di goffratura a rilievo da lui prodotto, tratto dalla cartella Album Marlborough, 1968). Le coeve ricerche dell'astrattismo europeo, invece, sono rappresentate dall'espressionismo onirico e calligrafico di Pierre Alechinsky, fondatore del gruppo CoBRa (Cerclitude 1 - 3, 1973) e dal virtuosismo lirico di Victor Pasmore (Two Images, 1975). Si prosegue con l'erotismo distorto dell'ultimo Picasso (Vecchio seduto con una donna e ballerina, 1968) e con le visionarie metafore esistenziali di Graham Sutherland e la sua serie sul misterioso mondo delle api (Bees, 1977). Conclude il percorso un'opera unica del maestro Ding Yi (Appearance of crosses 95-B54, 1995), considerato il più importante astrattista della Cina contemporanea, il cui segno di matrice zen proietta l'osservatore verso i più recenti orientamenti linguistici del panorama internazionale.

La maggior parte delle carte esposte escono dai torchi della celebre stamperia 2RC di Roma dove, in un clima di continua e costante evoluzione dei linguaggi grafici tradizionali, Valter ed Eleonora Rossi liberarono gli artisti dai limiti tecnici dell'incisione (formato, colore e modalità esecutive), consentendo loro di raggiungere risultati inediti e straordinari. Non a caso, oggi, talune di quelle opere sono considerate pietre miliari non solo nella produzione degli artisti ma anche nella storia della grafica contemporanea.

La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato, dalle ore 16.30 alle 19.30 (la mattina su appuntamento) e la domenica dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre, domenica 17 alle ore 18,00 nei locali della mostra è prevista una performance dal titolo "Qui tutto è distacco e là era fiato" con la coreografia di Francesca Siracusa (team coreografico LAAGAM), la musica di Simone Faraci e il testo di Azzurra Pitruzzella, con Marina Bertoni, Greta Cisternino, Viola Gasparotti, Flora Orciari, Erica Meucci, Cecilia Tragni e Francesca Siracusa.

Info e contatti
email: info@sudestasicontemporanea.com
tel.: 340 4061833 (Ciro Salinitro); 349 2664771 (Angelo De Grande)

Outisider

28/09/2017 - 14:00 to 13/10/2017 - 18:00

Solaro (MI) - L'arte entra in fabbrica. Dal 28 settembre al 13 ottobre la Electrolux di Viale della Repubblica 63 ospiterà la mostra "Outsider" di Tommaso Chiappa. Il vernissage si terrà giovedì 28 alle ore 14,00, alla presenza dei vertici aziendali, con un intervento dell'artista.

L'idea della mostra è nata dalla proposta della storica azienda di elettrodomestici di aprire i propri spazi a forme d'arte, di espressione creativa e di bellezza. Una proposta che Chiappa, avvezzo a esporre in contesti insoliti e alternativi, ha accolto con entusiasmo. Così ha preso forma un percorso espositivo all'interno della fabbrica, dove dipinti e installazioni (circa venti) interagiscono con gli ambienti di lavoro e le strutture produttive. Creando un effetto straniante, un cortocircuito teso a stimolare la creatività e il contatto con l'arte e il bello. "Outsider" (nel linguaggio sportivo, l'atleta che vince contro il pronostico) allude provocatoriamente al ruolo dell'arte dentro le fabbriche, prima marginale poi sempre più valorizzato.
Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è formato artisticamente a Milano, studiando all'Accademia di Brera e legando il proprio nome alla Galleria di Luciano Inga-Pin con alcune mostre che lo hanno fatto conoscere a un più vasto pubblico. Vive e lavora a Saronno (VA). Le sue opere esplorano l'ambito della globalizzazione, trattando molteplici soggetti – la multiculturalità, il rapporto uomo-natura, i non luoghi – con uno stile personale e riconoscibile, che parte dalla grafica e arriva alla pittura, spaziando dai monocromi al colore e mescolando tecniche e materiali differenti.

«Ritengo stimolante allestire una mostra in un ambiente di lavoro», spiega l'artista, «per me è un modo per creare un rapporto più diretto con l'uomo. Al giorno d'oggi solo una cerchia di appassionati si avvicina al mondo dell'arte contemporanea. Cambiare i luoghi spesso può generare un cortocircuito interessante. Può creare nuovi rapporti. Non a caso, tre anni fa ho avviato un progetto, denominato "Art Partners", che intende portare l'arte nelle aziende, sviluppando così un nuovo modo di pensare l'arte e di proporla».

Sarà realizzato inoltre un catalogo dell'evento, con un'introduzione di Maurizio Ettore Maccarini, Rettore del Collegio Universitario "Lorenzo Valla" di Pavia, e un'intervista a Tommaso Chiappa. 

Le visite, riservate a piccoli gruppi su appuntamento, potranno prenotarsi telefonando al 335 8401839 oppure al 339 8697986. Info su tommasochiappa.eu 
 

TRASPARENZE DIVERSE  - i vetri di Murano

11/03/2016 - 15:00 to 24/03/2016 - 18:00

Inaugurazione LUNEDI’   10 MARZO alle ore 18 in Saletta Reale della Stazione di Monza.
L’apertura al pubblico sarà dal 11 Marzo fino al  24 Marzo da Martedì al Sabato dalle 15 alle 18.
Con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Monza.

Questa mostra si propone di fare conoscere in Lombardia l’arte del Vetro di Murano.
Arte che ha origini antichissime e conosciuta in tutto il mondo per la preziosità dei vetri e per le varie tecniche di lavorazione. Murano occupa una posizione di singolare attaccamento alle tradizioni secolari e produrre il vetro artistico continua ad esercitare un grandissimo fascino, ma rimane radicata una tradizione di carattere prettamente locale.
Riteniamo per questo, che sia giunto il momento di accogliere nuove idee come vera espressione artistica.
La mostra rappresenta una occasione per proporre, diverse modalità di lavorazione del vetro di Murano, un artigianato ancora vivo nonostante le mille difficoltà che, grazie anche alla nuova realtà del museo recentemente inaugurato, cerca di trovare nuova linfa e forza.
Diversi progettisti, sensibili interpreti della materia e delle lavorazioni artigianali hanno progettato diversi oggetti sfruttando la potenzialità e le capacità delle lavorazioni artigianali mettendosi al fianco dei maestri muranesi e dando vita a una collezione nuova nel linguaggio pur nel rispetto della tradizione.
Accanto verranno presentati anche oggetti “storici” di collezioni private.
La collezione è stata disegnata da Ugo La Pietra, Elisabetta Gonzo, allenando Vicari Franco Poli, David Palterer e Norberto Medardi.

 
 

Ayrton Senna. L'ultima notte

17/02/2016 - 10:30 to 24/07/2016 - 20:30

Era un campione ammirato e celebrato. E’ diventato un mito il 1° maggio del 1994, quando, a 34 anni, perse la vita in seguito ad un gravissimo incidente sulla pista di Imola. Ayrton Senna è stato senza dubbio un pilota straordinario, un uomo - soprattutto - che ha lasciato un segno indelebile non solo nell’universo sportivo.
L’idea della mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte”, allestita negli spazi dell’Autodromo Nazionale Monza, Museo della Velocità dal 17 febbraio al 24 luglio 2016, nasce dal libro scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi intitolato “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna” (editore 66th and 2nd, collana “Vite inattese”, 2014). Un romanzo avvincente da cui emergono gli ultimi momenti della vita e le riflessioni del grande pilota nel suo approssimarsi al momento fatale.
Attraverso una selezione di circa cento fotografie di Ercole Colombo – uno dei più grandi fotografi della Formula 1 - la mostra intende raccontare la carriera sportiva, ma anche gli aspetti più intimi del campione brasiliano.
Il percorso espositivo, arricchito dai testi di Giorgio Terruzzi, ripercorre i momenti più significativi di Ayrton Senna: gli inizi con il kart, l’esordio nel mondo della Formula 1, le vittorie e le sconfitte storiche, gli amici colleghi e i piloti rivali, il rapporto complesso con Alain Prost, gli amori, la fede, le dinamiche famigliari e le sue ultime, drammatiche ore in pista.
La mostra presenta inoltre alcuni oggetti di Senna tra i quali il kart originale del 1982 con cui il pilota, agli esordi della sua carriera, vinse diverse gare che rivelarono ben presto il suo grande talento. Da semplice divertimento giovanile, il mondo dei motori si trasforma rapidamente nella sua vera ragione di vita. Le corse e le competizioni diventano per Ayrton un mezzo per esprimersi e per andare oltre. Una passione irrefrenabile, ma anche un sentimento contrastante che spesso ha reso difficile la sua esistenza, i rapporti professionali e affettivi.
Il pubblico avrà la possibilità di immergersi in un racconto emozionante e coinvolgente che culmina con l’ultima notte del pilota, trascorsa nell’ormai celebre “Suite 200” dell’Hotel Castello a Castel San Pietro, vicino al circuito di Imola.
In una sala suggestiva, in una stanza sospesa nel tempo e nello spazio, i visitatori potranno condividere le sensazioni, le riflessioni di una notte colma di pensieri dalla quale emerge il ritratto inedito di un campione, ma anche e soprattutto di una persona particolarmente sensibile, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile.
La mostra, a cura di Giorgio Terruzzi e di Ercole Colombo, è ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con l’Autodromo Nazionale Monza e con ilConsorzio Villa Reale e Parco di Monza.
SCHEDA TECNICA
Titolo
Ayrton Senna. L’ultima notte
Sede
Autodromo Nazionale Monza, Museo della Velocità
Via Vedano, 5 – 20900 Monza
Date
17 febbraio – 24 luglio 2016
A cura di
Ercole Colombo
Giorgio Terruzzi
Ideazione, produzione e organizzazione
ViDi
In collaborazione con
Autodromo Nazionale Monza
Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
Con il patrocinio di
Comune di Monza
Media Partner
La Gazzetta dello Sport
Sponsor
Audi Lombarda Motori 2
Sponsor tecnici
AG Bellavite
Me in Italy by Viaggi di Tels
Foto Torchio
Catalogo
Skira 
Orari
Da mercoledì a venerdì: 
10.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
Sabato e domenica: 10.00 – 19.00
Lunedì e martedì chiuso
Biglietti
Intero: 7,00 euro
Ridotto: 5,00 euro
Informazioni
www.monzanet.it
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Conferenza stampa e preview mostra riservata ai giornalisti
Martedì 16 febbraio: 11.30

VISITE GUIDATE PER TUTTI

30/01/2016 - 14:30 to 18:15

VISITE GUIDATE PER TUTTI
alla (ri)scoperta di Milano
Tour + Libro in omaggio

Sabato 30 Gennaio
ore 14,30

San Maurizio
e il lusso nella Milano del XVI secolo 

– PUNTO DI RITROVO:
All'ingresso della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore
Corso Magenta, 13 

– DURATA:
90 minuti circa
Si consiglia di arrivare 15 min prima

– LIBRO IN OMAGGIO:

Chiesa di San Maurizio (64 pagine a 4 colori)

oppure

Bernardino Luini: la vita e le opere 
(64 pagine a 4 colori)
INFO su COSTI e PRENOTAZIONI rispondendo alla presente mail oppure inviando SMS al numero 333 63 77 831
www.visiteguidatepertutti.it

Leonardo da Vinci: un artista poliedrico alla corte del Moro

19/12/2015 - 15:00 to 17:30

– PUNTO DI RITROVO:
Biglietteria del Museo d'Arte Antica
del Castello Sforzesco
Si prega di munirsi autonomamente
del biglietto d’ingresso
 

– DURATA:
90 minuti circa
Si consiglia di arrivare 15 min prima
 

Percorso interno ai Musei

– LIBRO IN OMAGGIO:
Leonardo e Milano

(144 pagine a colori)
INFO su
COSTI e PRENOTAZIONI
rispondendo alla presente mail
oppure inviando SMS al numero
333 63 77 831
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Chagall vietato ai minori: l’assurda tolleranza estremista

di Cristina Soffici da il Fatto quotidiano

Per venire incontro alla sensibilità di famiglie non cattoliche”. Con questa motivazione è stata annullata una gita di classe alla mostra di Palazzo Strozzi “Bellezza divina”, dedicata al rapporto tra arte e sacro. Vittime della folle decisione – presa non è chiaro da chi –sono i bambini della terza elementare dell’Ist ituto Matteotti di Firenze. La gita non si farà “visto il tema religioso della mostra”, si legge nel verbale della riunione del consiglio interclasse tenutosi lo scorso 9 novembre e distribuito a tutti i genitori.

ERA ABBASTANZA probabile che la mostra avesse un tema religioso, dato che l’esposizio - ne è dedicata proprio a indagare il rapporto tra l’arte e il sacro, con prestiti d’eccellenza da ogni parte del mondo, cosa rara per l’Italia maestra nel prestare all’estero i propri capolavori e decisamente meno efficace nell’operazione inversa. Complice la visita del Papa a Firenze la settimana scorsa, questa volta a Palazzo Strozzi sono arrivati grandi capolavori tra cui la “Crocifissione bianca” di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago, famosa tra l’altro per essere il quadro preferito di Papa Francesco, come lui stesso ha raccontato nel libro intervista El Jesuita. E molte altre celebri opere come “L’Angelus ” di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi o la “Pietà ” di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, la “Crocifissione” di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Dopo le proteste dei genitori e la pubblicazione della notizia sul quotidiano locale La Nazione, la scuola si è subito affrettata ad aggiustare il tiro, dicendo che non c’è stato alcun annullamento e che la programmazione è ancora in corso e quindi non è detto che la visita non si faccia. Qualunque sarà l’epilogo della vicenda, il caso è un buono spunto per un ragionamento al di là della cronaca e del fatto specifico.

Perché l’eccesso del politicamente corretto tende ormai a sconfinare nell’idiozia globale, dove non si riesce più a capire il limite tra l’offesa dell’altro e la difesa di alcuni valori che la cultura occidentale dovrebbe ritenere non negoziabili. Come la libertà dell’arte e di ogni forma di espressione artistica. Chi sarebbero le “famiglie non cattoliche” per le quali è stato messo in atto il provvedimento? Se sono famiglie laiche, non se ne capisce il motivo, dato che erano laici anche molti degli artisti in mostra, se non addirittura atei dichiarati. Se invece si pensa che portare dei bambini a vedere un quadro raffigurante una crocifissione possa urtare la sensibilità di un musulmano o di un ebreo, siamo alla follia. Solo le dittature e le teocrazie hanno paura dell’arte. E una scuola statale italiana non può aprire a tali forme di oscurantismo. Per intenderci: se alla mensa di una scuola pubblica non si dà l’opzione di evitare il maiale, si discriminano i bambini musulmani o ebrei. E su questo, credo, nessuno avrà da ridire (eccetto Salvini e i suoi accoliti).

SE IN UNA SCUOLA si decide di non fare il presepe per Natale per non urtare la sensibilità dei non credenti, è una scelta fatta nel nome della laicità e non confessionalità della scuola italiana. Se ne può discutere, in quanto il presepe è anche espressione di una tradizione e cultura popolare che altrimenti va persa, ma la decisione in sé risponde a una sua logica. Ma impedire a dei bambini la visione di una mostra dove i grandi artisti si interrogano sul significato del sacro nel mondo moderno è una pura e semplice idiozia. Il prossimo passo in questa direzione porta a giustificare la distruzione dei Buddha in Afghanistan da parte dei talebani, perché “offendevano la sensibilità”dei musulmani. E, perché no, la devastazione di Palmira da parte dei miliziani dell’Isis. Sembrano paragoni eccessivi, ma a ben guardare non lo sono. Il punto di partenza è lo stesso: l’intollera nza verso la diversità.

Varedo - EXPO ARTE Mostra arte contemporanea Villa Bagatti Valsecchi

di A. Migliaccio

Mangiatori di nuvole. Realismo pittorico, mito e allegoria nell’arte contemporanea

L’idea è semplice, ma così intensa da lasciarci increduli. E qui la realtà assume un significato simbolico, un secondo livello oltre quello dell’apparenza. Tanto che la prima realtà rapidamente si dissolve, e noi siamo costretti a vedere altro. Anche chi sarà invitato alla vernice di questa mostra potrà entrare in scena e farsi l’Angelo senza ali di una nuova Annunciazione, o Maria Maddalena, o Caino. Non dovrà fare altro che continuare a vivere come se stesso. La pittura di Normanno ne asseconderà l’esistenza indirizzandola verso un valore più alto, verso una verità scritta nella storia dell’uomo. Vittorio Sgarbi – Recensione a vernice di Rocco Normanno.

Dove va l’arte contemporanea?
Una ventina d’Anni fa alla più importante manifestazione artistica internazionale (Cassel) non avremmo trovato facilmente un lavoro fatto con tela e pennello, men che meno costruito nello stile accademico. Solo opere multimediali, istallazioni, fotografie.
Chi avesse inteso proseguire il filone di una ricerca figurativa sarebbe stato considerato poco più che un pittore della domenica.
Oggi, la mostra che possiamo visitare a Varedo presso la Villa Bagatti Valsecchi, curata da Vittorio Sgarbi nell’ambito di EXPO Arte, è uno strano miscuglio di stili e mezzi espressivi, ma colpisce la presenza abbondante di un filone neo figurativo in pittura e scultura che il critico va coltivando da tempo.
Ci sono certamente citazioni delle avanguardie. Al visitatore che comincia il suo percorso dal loggiato esterno appaiono per prime le grandi sculture nello stile di Moore e i pesci di terracotta smaltata (come non rivedere le anfore di Kounellis?) ma cosa del tutto differente dalla poetica del recupero dell’arte povera, dall’assemblaggio non bisognoso di ulteriore intervento che quello della composizione. Il ritorno al classico nelle tecniche è il fatto dominante. Non chiamatelo realismo. Piuttosto un ritorno all’allegoria e al simbolismo. Orrori di meduse e teste mozzate. Ritorno dei temi epici e dell’arte sacra.
Nelle sale interne un grande crocefisso ligneo si china sul visitatore, con la forza brutale della verità carnale della crocefissione, come dovette apparire l’opera del Mantegna ai suoi scandalizzati contemporanei. Il tema religioso e le storie bibliche tornano nelle rappresentazioni Così come torna il Mito. E che c’è di reale nella mitologia? Niente, se non l’interpretazione poetica della realtà.
Il catalogo curato da Sgarbi è in preparazione e non sarà pronto prima di settembre. Resta perciò parzialmente oscura la scelta editoriale. Il motivo dell’assenza di percorsi tematici e l’accostamento di opere del tutto differenti nelle forme e nei contenuti. Impossibile pensare che non sia stata una scelta.
Non possiamo che fare a nostra volta una scelta e soffermarci su quelle opere che rappresentano una “scuola” comunemente nota come nuovo realismo pittorico.
Pitture e sculture che anche con fastidioso e sgradevole eccesso accarezzano il deforme, l’anti estetico. La vecchiaia, l’anti erotico. Un filone che attraversa la storia dell’arte dai fiamminghi al romanticismo, come ci ha raccontato Umberto Eco nel bel saggio Storia della bruttezza. Il bello non è che uno e banale, il brutto un’immensa molteplicità. E’ la realtà. Sempre interpretata. L’eccesso di realismo diventa una porta per un’altra realtà.
Ci soffermeremo allora sui più coerenti interpreti di questi filone. Rocco Normanno, col suo “Suicidio”, Roberto Calò col suo mangiatore di nuvole e il Tommasi Ferroni (di cui diamo qui sotto un assaggio con un’opera, Il pittore e la modella del 1976, che non è esposta in questa mostra).
Riccardo Tommasi Ferroni, Il pittore e la modella, 1976

In Spagna questa scuola di pensiero trova espressione nella Scuola di Chinchón. E’ il nome con cui Claudio Malberti battezzò il gruppo di pittori che avevano ottenuto la borsa di studio presso la Fondazione Arte e Autori Contemporanei di Chinchón, quando esposero a Milano nel novembre 2002. L’anno prima Malberti aveva aperto la Galleria Marieschi, un’elegante spazio espositivo nel pieno centro di Milano.
Vittorio Sgarbi ne curò alcune vernici e spiegò la tendenza della nuova galleria, in difesa della Pittura e del Realismo Contemporaneo. Rivolgendosi ai realisti del mondo, Sgarbi terminava il suo appassionato discorso dichiarando: “Oggi tanti giovani artisti possono serenamente prendere in mano il pennello e guardare la tela bianca per riempirla di idee, di passioni e di sentimenti senza sentirsi lontani della storia o travolti da una critica o da un’avanguardia che li aveva tagliati fuori per tanti anni.” In pieno secolo XXI è un fatto comprovato che i pittori, per il solo fatto di essere realisti, incontrino difficoltà ad esporre le loro opere e ad accedere ai grandi apparati della cultura globale come, per esempio, le fiere e i musei di Arte Contemporanea.
Da allora questa tendenza si è andata sviluppando sotto il nome di nuovo realismo pittorico. Qualcosa che almeno nel discorso dei critici rimanda al Manifesto per un nuovo realismo di Maurizio Ferraris. Bella e condivisibile bandiera per il ritorno a un pensiero “Forte” al posto del pensiero debole che aveva distrutto le ideologie e con esse le idee e gli ideali.
Ma ditemi che cosa c’è di realistico nel mangiatore di nuvole di Calò o nel suicidio di Rocco Normanno (sotto). Non più di quanto realismo ci fosse nel Temporale di Giorgione o nella Vergine delle rocce di Leonardo. Possiamo certamente parlare di ritorno del figurativo, dell’uso di tecniche pittoriche classiche che erano andate in disuso. Tecniche ma non contenuti. Anche se in questa mostra i temi attuali li troveremo, di sfuggita.

Rocco Normanno “Il Suicidio”

Tecniche reinterpretate, nello stile dell’iperrealismo (nel caso del pugliese Rocco Normanno le cui opere hanno una cifra ben caratterizzata).
Nature morte realizzate con la tecnica fotografica, ma nello stile dei migliori pittori napoletani del settecento. Opere che effettivamente accarezzano i dettagli di un pesce, di un carciofo o di un melograno, ma lontanissime dall’intento di riprodurre il vero in maniera fedele con uno scopo fine a sé stesso. Perché dunque chiamare realismo pittorico questo ritorno al barocco?
Gli è che gli artisti sono più saggi dei rottamatori. Hanno finalmente fatto buon uso di secolari eredità. Del barocco recuperano tutta l’inquietudine, di più, con lo stesso tremendo presagio che si respirava nell’arte tedesca tra le due guerre. Non un buon presagio.
Ai piedi della scala d’accesso al primo piano ci accoglie una nidiata di topi di ceramica smaltata. Sgaiattolano da un ripostiglio in disuso. Sono veri, nel senso che faranno trasalire per un istante il piede dello spettatore.
L’artista cerca la verità e la verità non è nell’apparenza. L’artista crea una nuova realtà virtuale, che serve per interpretare il mondo, come fa il mito. Realisti furono coloro che portarono nell’arte temi sociali, che misero contadini al posto degli dei e delle ninfe. Certamente il Caravaggio, che molti di questi artisti citano nella tecnica e nella luce. Certamente verismo c’è in un filone della pittura fiamminga, in Van der Meer e nelle sue scene di vita quotidiana. Verismo e naturalismo straordinariamente moderno, ci fu in un artista come Francisco Goya, che aveva posto le basi di tutte le avanguardie e non lo sapeva. Non è questa l’operazione che fanno questi artisti. Permetteteci una definizione altra. A noi i mangiatori di nuvole affascinano, ma li chiameremo neo barocchi.

 

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