teatro

La Compagnia Anfiteatro di Seregno debutta all'Out Off con lo spettacolo ARIA

07/02/2017

ARIA, una fiaba sulla libertà
Debutto domenica 19 febbraio ore 16 – Teatro OUT OFF , Via Mac Mahon, Milano.
Per prenotazioni teatrooutoff.it  tel. 02 3453 2140

È al debutto il nuovo spettacolo della compagnia ANFITEATRO con Naya Dedemailan, scritto da Francesco Niccolini, diretto da Roberto Aldorasi, con le scenografie di Antonio Panzuto, premio “Maschere del Teatro 2016”.

“ARIA” è una fiaba moderna sulla libertà di espressione, sulla fuga dall’oppressione, dalla dittatura, dai divieti, sul rapporto padre e figlia. Un’opera intensa, dura ma ironica al tempo stesso in cui la penna di Niccolini ha saputo affrescare personaggi profondi e lacerati dal proprio bisogno di realizzazione. La metafora della mancanza di “ARIA” , che è anche il nome della protagonista adolescente, è un monito a tutti noi di guardare oltre il mare che ci divide da un mondo dove la libertà è una conquista o da dove si fugge per cercarla, mettendo a rischio la propria vita.


In scena Naya Dedemailan che con intensità e rigore restituisce la vivida realtà di un’umanità in cerca della propria identità, alternando i personaggi con estrema naturalezza e facendoci emozionare, sorridere, sognare e condividere con loro il percorso difficile della fuga per la libertà
“Non è affatto scontato per chi vive alle nostre latitudini saper apprezzare il sapore della libertà. Io stessa sulla mia pelle ho sperimentato cosa significa vivere in un paese dove la libertà è una parola vuota perché la libertà non esiste.– dice l’attrice Naya Dedemailan originaria di Cuba dove ha lavorato al Conjunto Dramatico de Camaguey per 10 anni – Una libertà che tutti sognano e allo stesso tempo ne hanno paura. E’ lacerante decidere di lasciare il proprio paese ed i propri affetti ma altrettanto difficile prendere consapevolezza che esiste un mondo diverso dove tu puoi essere te stessa senza paura”
“ARIA” è destinato un pubblico giovane, dal primo ciclo delle scuole medie alle superiori, ma la messa in scena e lo sviluppo lo rendono adatto ad una platea universale. 

SINOSSI
Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Un regalo enorme, bellissimo. Troppo bello per essere vero. Per essere capitato proprio a te. È quello  che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un'isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria. È la prima cosa bella che accade nella vita di Liguor. Anzi, la seconda, ma la prima non ha avuto il coraggio di dirla a nessuno: al lavoro Liguor ha incontrato una donna di cui si è innamorato. Che lavoro sia, nessuno lo sa. Per questa donna Liguor farà una cosa grandissima e meravigliosa. Neanche questa cosa Liguor la vuole raccontare a nessuno. Gli anni passano, Aria diventa una ragazzina e finalmente un giorno Liguor prende una grande, difficile e importantissima decisione, che cambierà per sempre le loro vite...

NOTE DELL’AUTORE
«Ci sono delle parole che vanno pronunciate con cautela e rispetto. Perché sono compromettenti: da certe parole dette non si torna indietro. Una di queste è PROMESSA.  Altre parole invece ci ricordano l'imprevedibilità delle nostre vite e degli incontri. Parole come DESTINO, FORTUNA, ATTESA. Ci  poi sono parole che hanno un prezzo duro da pagare. Sono parole che hanno anche un valore immenso, e spesso dimenticato, la più bella e sorprendente di tutte è: LIBERTA’. Ecco, ora prendiamo tutti questi pensieri e le parole importanti di prima, mischiamoli, curiamoli e coltiviamoli: noi vorremmo costruirci una fiaba, un po' magica un po' comica un po' surreale. Una fiaba così non può che essere leggera come “ARIA”».

NAYA DEDEMAILAN, attrice www.anfiteatro.eu
Diplomata al Cojunto Dramatico de Camaguey , una delle più importanti compagnie teatrali di Cuba e vincitrice nel 2001 e 2003 del premio Arte Escenica, per le sue interpretazioni in Don Juan, La Mandragora e Un Shakespeare para Dos Ofelias. Ha lavorato con i registi Adriana Quesada, Lourdes Gomez e Mario Junquera (Odin Theater), svariando tra Moliere, Shakespeare, Garcia Lorca e Macchiavelli. Per ANFITEATRO che ha fondato nel 2014 ha interpretato  Gaya - Hip – Un dito contro i bulli – Family Story scritti e diretti da Giuseppe Di Bello.

FRANCESCO NICCOLINI, drammaturgo http://www.francesconiccolini.eu/
Nato ad Arezzo il primo giugno 1965, si è laureato in Storia dello Spettacolo all'Università di Firenze. Diplomato in Patafisica Involontaria al Collegium Pataphysicum Mediolanense.
Attraverso il suo lavoro di drammaturgo, vigila sul malessere dell'umanità. Ha vinto il Premio Flaiano 2016, il premio Persefone con I Duellanti e premio Teatro Nudo Teresa Pomodoro con Paladini di Francia. Nel 2015 con André e Dorine il festival Festebà, e con Corrispondenze e con Per Obbedienza il festival dei Teatri del Sacro. Con La Grande Foresta ha vinto il premio Eolo 2013 come migliore novità. Con Paladini di Francia ha vinto il Premio della Critica 2009, il Premio Eolo 2009; con Vita d'Adriano il premio Enriquez per la drammaturgia 2009; con Canto per Falluja il premio Enriquez per il teatro civile 2009; con Doctor Frankenstein il premio al miglior attore protagonista al festival internazionale Fadjr di Teheran.

ROBERTO ALDORASI , regista
Ha studiato e lavorato in Danimarca, all’Odin Teatret.
Con  “Questi Fantasmi & Sons” la compagnia fondata insieme a Mira Noltenius nel 2008, ha realizzato progetti in Danimarca, Svezia, Germania, Brasile, Regno Unito, Siria e Libano.  Ha lavorato con The Jasonites e il Laboratorio di Altamira agli spettacoli Don Giovanni e Il Giardino, all’interno dei corsi di teatro dell'Università di Ferrara. 
Con Giorgio Barberio Corsetti dal 2012 ha collaborato per Don Carlos al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, e per La Sonnambula al Teatro Petruzzelli di Bari.
E' stato suo assistente ne La Guerra di Kurukshetra ed insieme hanno diretto Pier Paolo! Nel 2013 ha lavorato a Educazione Siberiana di Nicolai Lilin, prodotto da Teatro Stabile di Torino e con Francesco Niccolini ha diretto Kater e Andrè e Dorine. Nel 2015 come coreografo, vince il premio I Teatri del Sacro con lo spettacolo Corrispondenze e ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto con I  Duellanti, con Alessio Boni e Marcello Prayer.

ANTONIO PANZUTO, scenografo http://www.antoniopanzuto.it/
Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che sfugge alle etichette con sorridente discrezione. Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi. Inventa originali spettacoli teatrali con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole, dipinte a pennellate larghe e incostanti. Nelle sue scenografie crea ambienti nei quali l’arte visiva scommette su come possa diventare scena, luogo di luce e di movimento creando particolari ambienti, set cinematografici sul palcoscenico e realizzando un particolare uso della video animazione.

INFO + 39 338 3722 657
micheleanfiteatro@gmail.com
anfiteatrosede@gmail.com
www.anfiteatro.eu

Seregno - Notte partigiana, spettacolo teatrale per ricordare la Liberazione

25 aprile 2016

di Silvano Ilardo, Stefano Lo Jacono e Leonardo Sabìa

Essendo fondamentalmente dei furbetti, cercavamo su internet una citazione con cui introdurre lo scritto in poco tempo. La legge del contrappasso ci ha meritatamente puniti facendoci impiegare l'intera mattinata nella rilettura delle biografie degli antifascisti. Decisamente qualcuno ha scelto la parte giusta della Storia. Qualcuno invece ha scelto la parte sbagliata. Per aver causato povertà, soprusi, violenza, guerre, per non aver avuto ideali.


Avete mai rimproverato a un fascista gli omicidi e le camere a gas? Osservereste il fascista nella sua attività preferita, dopo il pestaggio escluso il negazionismo: il vittimismo. E però Stalin i gulag e anche i partigiani erano violenti e poi era una guerra ognuno combatteva per quello in cui credeva… Già, in cosa crede un fascista?

Avete mai chiesto a un fascista quali siano i suoi ideali? "La Patria e il suo bene".
Come se non tenessimo tutti alla Patria. Come se la Patria fosse un ideale. Ideale è ciò che non c'è. La Patria c'è, è reale, non ideale.
Come se non fossero proprio gli ideali le alternative per il bene della Patria. Come se il bene della Patria passasse per una via oggettiva, "di buon senso". Il ritornello secondo cui sistemare un marciapiede non c'entrerebbe con destra e sinistra. Sticazzi se c'entra: in economia le risorse sono scarse per definizione, e non si possono mantenere tutti i marciapiedi. Bisogna scegliere come, dove, quando, perchè. 

I fascisti non solo vaneggiano che esista una via oggettiva. I fascisti non hanno una loro via. Si vantano ancora di bonifiche e strade - come se i Governi repubblicani non ne avessero fatte x20 - senza mai chiarire quale visione abbiano per l'Italia e per il mondo. Non ci sorprende che dove sbucano i mafiosi, sbuchino i fascisti. Mafia e fascismo sono lo stesso fenomeno: reprimono la libertà attraverso la legge del più forte.

Noi di centrosinistra crediamo nella libertà e nella giustizia. Desideriamo un mondo in cui gli individui sfruttino il proprio talento e ne condividano i frutti con chi ha meno talento.

Quanto talento a Seregno, tra imprenditori e lavoratori. A Seregno mancano due tasselli per diventare meravigliosa. Da una parte l'attitudine a prendere posizione, il senso geloso e profondo dell'autonomia e della responsabilità, per dirla con Carlo Rosselli. Dall'altra parte una visione che guidi il governo della città.

Notte partigiana. Espressione per definire il clima a Seregno: schierarsi e dire come stanno i fatti non è più solo scomodo, è inopportuno. Eh ma così esageri scontenti qualcuno e poi rischi di essere frainteso sai bisogna essere moderati...
Notte partigiana, casualmente, è anche il titolo di un'opera Teatrale diretta e prodotta da due dei tre che scrivono. Segnatevi la data, sabato 30 aprile, ore 21.00, Teatro Santa Valeria di via Wagner. Ingresso gratuito. Prodotto da Teatrando in onore dell'Anniversario della Liberazione, Notte partigiana ci spronerà a parteggiare. Di più, ci parlerà di speranza e di futuro. Due creature che vivono di visioni e ideali.

2 nights for human rights

29/04/2016 - 20:30 to 30/04/2016 - 23:45

LIBERI SVINCOLI insieme ad Amnesty International Lombardia e con la collaborazione di altre Associazioni e Onlus vi invita a “2 NIGHTS FOR HUMAN RIGHTS”, due serate speciali per confrontarsi sui Diritti Umani.

L'originale spettacolo Doc Live Show "L'ORO IN BOCCA - IL DENARO INSANGUINATO" sarà in scena per la prima volta a Milano. Seguirà il TALK SHOW con LELLA COSTA e LUISA PRONZATO e la partecipazione di testimoni ed esperti di Amnesty International e numerose Onlus e Associazioni.

Ogni serata inizia con un DOC LIVE SHOW: una performance, uno spettacolo ibrido e cross-mediale che diventa quasi un DOC dal vivo. “L’ORO IN BOCCA” parla di Diritti Umani e Denaro. Indaga le ragioni recondite del prevalere dell’uomo sull’uomo: le scelte che gli uomini finiscono per fare, dimenticando etica e morale, giustizia e onestà, guardando solo al proprio personale tornaconto. Il massacro dei Nativi Americani e la Shoah sono solo due esempi di come sia possibile guadagnare sugli esseri umani e le loro ricchezze.
Con DANIELE CRASTI, Deborah Morese - musiche dal vivo DIEGO CAPELLI, SIMONE POLI - di Cristina Maurelli - regia CARLO CONCINA,Cristina Maurelli - costumi e acquerello ROSARIA GIACOMINO - videoscenografia e luci CARLO CONCINA - consulenza musicale FRANCESCO PEDERZANI

Ogni serata prosegue con un TALK SHOW per approfondire il tema dei Diritti Umani, con ospiti e argomenti differenti:

29 APRILE: LELLA COSTA
Moderatore: Marco Schiaffino
Ospiti: Riccardo Facchini – Amnesty International; Corrado Mandreoli – CGIL; Pap Khouma – Scrittore; Agostino Frigerio – IBVA; D. Duchini e S. Ceruti – Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa Carcere di Opera; Tiziana Bianchini – Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione

30 APRILE: LUISA PRONZATO – giornalista del Corriere della Sera – La ventisettesima ora
Ospiti: Andrea Matricardi – Amnesty International; Sabrina Siniscalchi – Banca Etica; Massimo Clara – Avvocato; Dijana Pavlovic – Federazione Rom e Sinti Insieme; Valerio Cataldi – Comitato 3 ottobre; Palma Felina – Farsi Prossimo; Daniele Biella – Giornalista

Interi 15€ - Ridotti e gruppi minimo 5 persone 10€
Per INFO e PRENOTAZIONI: organizzazione@liberisvincoli.it

Le voci dentro

05/02/2016 - 21:15 to 23:15

VENERDÌ 5 FEBBRAIO - TRADATE

Al Kinesis, Via Carducci 3

Liberamente tratto da "L'università di Rebibbia" di Goliarda Sapienza.

Le voci dentro.
Adattamento teatrale, regia, voce: Sara Nicoletti.

Canti: Stefania Palmieri

AllegatoDimensione
5 febbraio_testo.jpg360.98 KB

SUNDAYPARK ft RED AXES

07/02/2016 - 21:30 to 23:45

Torna uno dei format più amati di Elita, l'appuntamento domenicale che mixa market, musica, do-it-yourself, food culture, arte e performance live. Ad aprire la nuova stagione ci penseranno i Red Axes.

Ultimo appuntamento dell’anno con il Teatro diffuso del Vergante: sabato 19 dicembre Un altro Natale a Lesa

19/12/2015 - 21:00 to 23:30

Spettacolo di musica teatro alle 21 alla società Operaia di Lesa (NO)
 
Sabato 19 dicembre l’Academia dei Folli presenta l’ultimo appuntamento stagionale con il Teatro diffuso del Vergante.Alle ore 21 la compagnia torinese sale sul palco alla Società Operaia di Lesa (NO) con Un altro Natale, uno spettacolo di musica-teatro che trae spunto dalle novelle di due grandi scrittori americani, David Sedaris e Paul Auster. La frase può infatti essere letta con due interpretazioni differenti: la prima, rassegnata, “Un altro Natale, maledizione, non se ne può più!”. La seconda, propositiva, “Quest’anno voglio che sia un altro Natale, diverso dagli altri”. In Sedaris, un severissimo critico recensisce tre rappresentazioni teatrali di argomento natalizio e le stronca con l’abituale ferocia; e non importa se si tratta di recite messe in piedi da bambini di scuola media o addirittura elementare. Nel racconto di Auster, uno scrittore va in crisi perché non è in grado di inventarsi una storia decente sul Natale, finché un suo amico tabaccaio non gliene racconta una strepitosa, basata su uno strano impasto di buoni sentimenti e desiderio di fregare il prossimo.
 
Insofferenza per i soliti polpettoni natalizi – culinari e teatrali – nel primo; voglia di evitare i clichè letterari legati alle feste di fine anno nel secondo. In entrambi i casi, un fantasma perseguita gli scrittori alle prese col Natale: quello di Scrooge, il personaggio di Dickens, protagonista della novella di Natale per eccellenza. E per sfuggire a questo fantasma nasceappunto Un altro Natale, dove le storie si intrecciano alle sarcastiche digressioni di Stefano Benni e alle candide rime diGianni Rodari. Tra le parole e le consuete note musicali, che caratterizzano ogni folle spettacolo, il pubblico potrà vivere e regalarsi finalmente un altro Natale, diverso dal solito. 

 

Desio - Lettera aperta all'assessore Redi sul giorno della memoria e la verità storica delle Foibe

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentilissima Dottoressa Redi,

sono un comune cittadino di Desio che ha la necessità di scriverLe in merito ad un iniziativa culturale promossa dal Comune in occasione della giornata del ricordo fissata per l'11 Febbraio 2014 presso la Sala Pertini.
Premetto che da quando si è insediata questa giunta ho notato un'attenzione maggiore per quello che riguarda l'offerta culturale nella città. Per questo ve ne rendo merito. Le iniziative promosse in questi ultimi anni sono state molto interessanti.

Tuttavia non posso astenermi dal porgerVi una critica per l'iniziativa del prossimo 11 Febbraio.
Questa Giunta, in varie occasioni e con grande merito, ha promosso iniziative volte all'incontro, dialogo e reciproca conoscenza con cittadini di altre culture e nazionalità. Ebbene, io ritengo che la giornata del ricordo per i "martiri" delle Foibe, sia un grave torto fatto da noi italiani nei confronti dei nostri vicini sloveni e croati.

Dico questo pensando a quanti crimini il fascismo italiano ha commesso con particolare crudeltà in queste terre, dove era proibito agli sloveni e ai croati di usare la loro lingua, dove le loro scuole furono chiuse assieme ad enti economici ed associazioni per motivi raziali.Tutto questo sfociò poi nella deportazione nei campi di concentramento come quello di Arbe (oggi conosciuta come Rab), con 10000 internati e 1435 morti accertati, e Gonars dove morirono 500 persone su 7000 internati. Ma campi di concentramento furono sparsi in varie parti di Italia come Renicci (Arezzo), Chiesanuova (Padova), Monigo (Treviso), Fraschette (Frosinone) e molti altri in tutte le regioni italiane. Fra 7 e 11 mila persone, donne, uomini, bambini, intere famiglie, morirono in questi campi, di fame e malattie. A Trieste nel 1942 fu istituito per la repressione della resistenza partigiana l'Ispettorato Speciale di Polizia per la Venezia Giulia, che si macchiò di efferati delitti contro gli antifascisti in genere, ma soprattutto contro sloveni e croati. Non sarebbe corretto ricordarli? Non sarebbe corretto ricordare l'assedio alla città di Lubiana, che gli italiani nel 1942 cinsero letteralmente col filo spinato al fine di rastrellare l'intera popolazione maschile: più di 18000 furono controllati nelle caserme, e di questi 878 furono mandati nei campi di concentramento?

Inoltre, è utile ricordare, che vi sono testimonianze autorevoli come quella dell'Ispettore De Giorgi, colui che nel dopoguerra ebbe il compito di fare i recuperi nelle foibe, secondo cui a farne uso furono proprio gli uomini dell'Ispettorato speciale della squadra politica, e la cosidetta Banda Collotti (reparto della polizia politica, guidata da Gaetano Collotti, che aveva il compito di reprimere la resistenza al fascismo in queste zone), a gettare negli "anfratti del Carso" i corpi di vittime morte dopo l'arresto e la tortura. Secondo me, come popolo italiano, come del resto ha fatto il popolo tedesco, abbiamo il preciso dovere di fare i conti con tutte le pagine della nostra storia. Questo non potrà che farci onore di fronte al mondo.

Ad ogni modo, secondo la documentazione storica, le persone finite nelle foibe, non sarebbero donne e bambini uccisi solo "perché italiani", come suggerirebbe il titolo della rappresentazione teatrale in programma, ma al contrario sono quasi tutti adulti compromessi con il fascismo, per quanto riguarda le foibe istriane del '43, e con l'occupatore tedesco per quanto riguarda il '45. I casi di alcune donne infoibate sono legati a fatti particolari, vendette personali, che non possono essere attribuiti al movimento di liberazione. Questo diventa evidente quando si vanno ad analizzare i documenti, in luogo della propaganda neofascista. Va detto inoltre che i numeri non sono assolutamente quelli della propaganda di questi anni: si calcola che in Istria nel '43 le persone uccise nel corso della insurrezione successiva all'8 settembre sono fra le 250 e le 500, la gran parte uccise al momento della rioccupazione del territorio da parte dei nazifascisti; nel '45 le persone scomparse, sono meno di cinquecento a Trieste e meno di mille a Gorizia.

Credo, inoltre, che sia da censurare l'uso troppo disinvolto di definire infoibati tutti i morti per mano partigiana, in quanto non è vero: qualcuno morì fucilato, altri per malattia in Jugoslavia. In realtà nel '45 le persone "infoibate" furono alcune decine, e per queste morti ci furono nei mesi successivi dei processi e delle condanne, da cui risultava che si era trattato in genere di vendette personali nei confronti di spie o ritenute tali. C'è poi l'episodio della foiba Plutone, da cui furono estratti 18 corpi, in cui gli "infoibatori" erano appartenenti alla Decima Mas e criminali comuni infiltrati fra i partigiani, e furono arrestati e processati dagli stessi jugoslavi. Insomma se si va ad analizzare la documentazione esistente si vede che si tratta di una casistica varia che non può corrispondere ad un progetto di "pulizia etnica" da parte degli jugoslavi come si è detto molto spesso in questi anni. Non ritengo che in un paese come il nostro, dove il 25 Aprile non è stato ancora abolito, sia opportuno criminalizzare il movimento della Resistenza Jugoslava, che più di tutti ha contribuito alla liberazione dell'Europa dal nazifascismo. Che sia ben chiaro a scanso di equivoci e fraintendimenti: personalmente ritengo che l'umana pietà per le persone morte non si neghi a nessuno.

Difendo a spada tratta la festività del 2 novembre. Tuttavia credo che chi si occupa di storia e chi abbia il merito di occupare cariche pubbliche importanti come la Sua, abbiano il compito di spiegare ai cittadini come han vissuto le personalità che han avuto un ruolo di rilievo nel corso degli eventi storici. Se i cosidetti infoibati in vita erano collusi col fascismo e col nazismo, vuoi come arruolati, vuoi come delatori e collaborazionisti, credo che sia doveroso dirlo.

Gentilissima Dottoressa Redi, concludo questa lunga lettera, chiedendoLe una riflessione su questi delicate problematiche, sperando di averLe instillato almeno qualche dubbio. Inoltre, se posso permettermi, come gesto di apertura proporrei di far vedere, appena possibile, la versione integrale del famoso documentario della televisione inglese BBC Fascist Legacy, di cui la RAI acquistò i diritti nell'89, ma che mai trasmise (come mai?). Inoltre suggerirei di invitare alcuni storici esperti della tematica, che potrebbero fare una preziosa opera di informazione, come ad esempio Alessandra Kersevan, che è stata di recente al Binario 7 di Monza, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Questa, dopo la mia critica, vuole essere una proposta concreta.

Le auguro buon lavoro a Lei e a tutta la Giunta Comunale,
cordialmente

lettera firmata

Monza - Uno spettacolo deludente Scenaperta perde un milione. Le associazioni: chiudiamola

di Martino Agostoni da il Giorno del 23/02

LA TRAMA parla di 100mila euro l’anno spesi per mantenere 3 amministratori e 2 dipendenti, incarichi esterni e consulenze, un’assunzione a tempo indeterminato chiacchierata, fino ad arrivare al gran finale: un buco di bilancio che ha sfondato il milione di euro. È il copione degli ultimi anni di Scenaperta, la partecipata del Comune che si occupa dei due principali teatri monzesi, il Manzoni e il Binario 7, e di eventi culturali in città. E invece il maggiore successo ottenuto è stato un brutto spettacolo per le finanze pubbliche. I fischi della critica non si sono fatti attendere, e già dallo scorso novembre i presidenti delle maggiori associazioni culturali monzesi, assieme a personalità dell’arte e dello spettacolo della città, hanno inviato una lettera al sindaco Roberto Scanagatti con l’appello di sciogliere Scenaperta e impiegare meglio i pochi soldi pubblici rimasti per fare cultura a Monza.

UN INVITO formalizzato anche nel teatro della politica, con la capogruppo di «Una Monza per tutti» Anna Martinetti che in settimana ha presentato in Consiglio comunale la richiesta alla Giunta di mettere in liquidazione la società. Il dito è puntato contro l’intero sistema di Scenaperta, a partire dal cda composto da 3 membri, il presidente Luca Magni, in quota ad Alleanza Nazionale, Dario Funaro (Forza Italia) e Roberta Gremignani (Lega Nord), riconfermato dall’Amministrazione Mariani a maggio 2011.
Poi c’è una gestione che ha dato all’esterno quasi ogni incarico di Scenaperta, dall’organizzazione dei 2 teatri affidata ad altre società, a tutte le edizioni di MonzaPiù tranne una, quella del «famigerato lancio del telefonino in piazza Duomo e del Casinò di Campione con la promozione del gioco d’azzardo», ricordano le associazioni. Tutti incarichi esterni ben pagati, mentre l’unico evento organizzato direttamente dalla spa della cultura, «Bimbò» nel 2011, nonostante un finanziamento iniziale di 50mila euro, ha richiesto ulteriori 80mila euro al Comune per ripianarne i debiti creati. Le perdite sono state una costante: oltre 100mila euro nel 2010, circa 350mila nel 2011 e, dall’assemblea straordinaria degli azionisti di poche settimane fa, altri 119.547 euro nel 2012, per un deficit totale che ha raggiunto 1.053.202 euro.
Ce n’è abbastanza per chiedere la chiusura del sipario di Scenaperta e «confidiamo che il sindaco e il Consiglio comunale - dice Ettore Radice, portavoce dell’appello - mettano fine a questo spreco».
Il sindaco Roberto Scangatti ricorda che le decisioni sulle partecipate spettano all’aula mentre sul cda e sul ruolo di Scenaperta ci sarà sicuramente un ripensamento.

Teatro - Maddalena Crippa, mater dolorosa tra la diossina di Seveso

«Anima errante» di Roberto Cavosi tra vocazione al sacro e impegno civile
di Claudia Cannella da il Corriere della sera

Oggi è un Parco Naturale Regionale. Si chiama Bosco delle Querce di Seveso e Meda. Ma nel luglio 1976 quel territorio era la zona maggiormente inquinata dalla nube tossica fuoriuscita dalla fabbrica Icmesa per un guasto alla ciminiera. Quella nube conteneva diossina, di cui allora si sapeva poco. La usavano in Vietnam, per le bombe al napalm. È una sostanza ustionante, cancerogena e causa di gravissime malformazioni genetiche nel feto. Le donne in gravidanza, a Seveso, venivano spinte ad abortire. Il dramma della maternità ai tempi della diossina è al centro di «Anima errante » di Roberto Cavosi, in scena al Tieffe Teatro Menotti da questa sera.

Da sempre attento a fondere nei suoi testi cronaca e mito, impegno civile e vocazione al sacro, Cavosi trasfigura il fatto storico in sé aprendolo a riflessioni più ampie. Protagonista è Sara (Maddalena Crippa), una donna di Seveso felicemente sposata e in attesa di un figlio in quella maledetta estate del 1976. La scienza non è in grado di darle risposte certe sulla sorte del nascituro e lei, incapace di prendere una decisione, chiede aiuto alla Vergine Maria, che acconsente proponendo un drammatico scambio: «Se il tuo fardello è troppo pesante, lo prenderò io e tu prenderai il mio». Sara accetta e i destini delle due donne si intrecciano. In che modo lo si potrà vedere in teatro. «Sara – dice l’autore – è una sorta di Medea al contrario, ha lo stesso fine, cioè opporsi al sopruso e al degrado culturale e sociale, ma segue un percorso opposto. Appellandosi alla Madonna prende coscienza del dolore umano e di come può essere superato ». «Sono rimasta subito affascinata da questo testo – aggiunge Maddalena Crippa – benché non credente, per la capacità della protagonista di lottare e di non rassegnarsi.

Per il suo equilibrio, oggi fondamentale, tra dimensione terrena e spiritualità». Questo doppio binario tra realismo e momenti epico-lirici è sottolineato anche dalla regia di Carmelo Rifici, che colloca la vicenda «in uno spazio essenziale e metaforico dominato da un grande muro, che è muro della coscienza, dell’ospedale, fra marito e moglie. E infine Golgota a rappresentare la fatica di mantenere fede al proprio credo».

Pollicio (o Pollicione?) - Spettacolo Tetrale per bambini@ Teatro Triante, Monza

25/11/2012 - 16:30 to 18:00

“...E UN SACCO DI GENTE SOPRATTUTTO BAMBINI”
26ª RASSEGNA TEATRO RAGAZZI
Inizio spettacoli ore 16:30 – Ingresso € 7,00
MONZA, TEATRO TRIANTE, VIA DUCA D'AOSTA

25 novembre 2012
POLLICINO (O POLLICIONE?)
TEATRO DEL CERCHIO
dai 3 anni

Esistono varie versioni di questa favola, dai F.lli Grimm a Perrault, così come sono molti nomi che vengono dati al protagonista (Pollicino, Buchettino, Tredicino ecc…). In questa nostra versione,
estratta dal testo di Perrault, il nostro protagonista non è in realtà così piccolo, anzi, è talmente grande e grosso da meritarsi l’appellativo di “Pollicione”. Abbiamo, infatti, voluto realizzare uno spettacolo che spiegasse ai bambini, e non solo, che una non corretta alimentazione può non solo danneggiare il nostro fisico ma anche procurarci qualche problema nella vita di tutti i giorni. Il nostro Pollicione non ha sei fratelli ma mangia per sette ed è questa la ragione che porterà i genitori a decidere di abbandonarlo. Pollicione rimarrà quel furbastro scaltro che l’autore della favola ci ha sempre presentato ma dovrà, comunque, fare i conti con l’Orco
mangia bambini e sua moglie che, in questa versione, si presentano parlando un linguaggio simile alla parlata del celebre Brancaleone da Norcia, interpretato magistralmente da Vittorio Gassman nel
film di Monicelli. Una scenografia sobria ma d’effetto e dei costumi ricercati fanno di questo spettacolo un tassello aggiunto al percorso di ricerca che ci vede impegnati, da anni, in allestimenti con forti finalità didattiche e grande attenzione al mondo bambino.
Tecnica: Teatro d’attore e burattini

Apertura cassa ore 15.30
Prenotazioni su www.baraccadimonza.it

Cooperativa La Baracca di Monza
039/463070  -  039/480613
info@baraccadimonza.it
www.baraccadimonza.it

LA RASSEGNA È DIRETTA E ORGANIZZATA DALLA COOPERATIVA TEATRALE
LA BARACCA DI MONZA, IN COLLABORAZIONE CON
IL COMUNE DI MONZA
E CON I PATROCINI DI REGIONE LOMBARDIA CULTURA
E DA PROVINCIA MONZA BRIANZA.

L'infinita speranza di un ritorno @ Libreria del Mondo Offeso, Milano

23/10/2012 - 01:30 to 03:30

lunedì 22 ottobre h. 18.30 presentazione dello spettacolo teatrale
L’INFINITA SPERANZA DI UN RITORNO Vita e poesia di Antonia Pozzi
regia Maurizio Schmidt con Elisabetta Vergani Produzione Farneto Teatro
●17-28 ottobre 2012 Teatro Franco Parenti
A cento anni dalla nascita, Milano celebra una sua figlia, Antonia Pozzi (1912 – 1938), tra le più alte voci della poesia italiana e lombarda del Novecento, a lungo trascurata e tardivamente sottratta a una colpevole rimozione. Sulla scena, Elisabetta Vergani si fa strumento, offre la sua voce allo spirito della poetessa, morta suicida a soli 26 anni, e discretamente ne interroga la memoria. La potenza del teatro restituisce così al pubblico il breve e intenso frammento esistenziale di una donna che, ribelle alle origini borghesi, intellettuale in un orizzonte esclusivamente maschile, per tutta la vita si è sentita fuori posto, disperatamente inseguendo un anelito di appartenenza. Antonia giovane, tormentata, innamorata della parola e straordinaria osservatrice, attraverso l’obiettivo fotografico, usato per cercare le forme del mondo e della vita. Un percorso multimediale, attentamente tracciato dalla regia di Maurizio Schmidt, in cui lettere, diari, versi, le piccole e grandi cose della sua vita, si rispecchiano nelle immagini, proiettate sullo sfondo, le fotografie da lei stessa scattate che ne raccontano l’amore per la montagna, le campagne lombarde percorse in bicicletta, e ne rivelano l’inedito sguardo sulla periferia metropolitana. Un itinerario denso di parole, vibrante di impressioni, attraversato dalla passione fulgida per la poesia, “il fuoco bianco” come lei amava definirla, che avrebbe dovuto brillare, “parlando ai vivi della sua morte”.
Il più emozionante spettacolo di questo scorcio di stagione (Maurizio Carra, teatrionline.it)

Libreria del Mondo Offeso milano, c.so g. garibaldi 50 cap. 20121 (cortile interno)
tel. 02 36 52 07 97 fax. 02 36 52 18 21 e-mail: libreriadelmondooffeso@fastwebnet.it;libreriadelmondooffeso@gmail.com

Radio Argo @ Libreria del Mondo Offeso, Milano

16/10/2012 - 01:30 to 03:30

lunedì 15 ottobre h. 18.30
presentazione dello spettacolo teatrale RADIO ARGO con Peppino Mazzotta
testo di Igor Esposito - regia Peppino Mazzotta - scene Angelo Gallo - costumi Rita Zangari - musiche inedite e progetto sonoro Massimo Cordovani - disegno sonoro Andrea Ciacchini - disegno luci Paolo Carbone - Produzione Rossosimona

●11-21 ottobre 2012 Teatro Franco Parenti
Vincitore del Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2011, “Radio Argo” e la riscrittura pop, ad opera di Igor Esposito, dell’unica trilogia superstite della tragedia greca: l’Orestea. Racconto per microfono e diretto e interpretato da Peppino Mazzotta, attore apprezzato al cinema e in teatro e celebre volto televisivo dell’ispettore Fazio nella serie “Il Commissario Montalbano”. I personaggi della tragedia classica ci sono tutti: Agamennone, Cassandra, Ifigenia, Clitennestra, Egisto e Oreste. Gli Atridi, prima e dopo la piu celebrata guerra nella storia dell’umanita, la guerra di Troia. Sulla scena, uno speaker solitario mimetizzato nel corpo e nel viso, potente nella voce, che diventa un vero strumento, da forma ai caratteri, irrompe con ritmo, ironia e musicalita, senza cedere a facili giochi di rima, si trasforma e colpisce. Ifigenia bambina, la  drammatica morte di Agamennone, il matricidio di Oreste. Dalle frequenze di Radio Argo, con le musiche di Massimo Cordovani, il mito squarcia il velo dell’anima e svela la sua forza contemporanea, l’eterno scontro tra il potere e chi disperatamente da quel potere cerca di salvarsi.
Mazzotta incarna ogni cameo con diversa intensità e sorprendente mutevolezza, all’interno di un’intelaiatura classica dagli echi contemporanei che va dal gossip dei media (la radio) alle confessioni da grande fratello alla platea. Operazione di squadra riuscitissima. (Rossella Battisti, L’Unita)
Peppino Mazzotta (anche regista) e il demiurgo potentissimo di un teatro da camera dove la voce disegna spazi verticali e fa invertire le lancette del tempo. Un esempio impressionante di recitazione sensitiva e di intelligenza scenica che ci fa fare, senza i bagagli pesanti della psicologia, ma con i soli mezzi inventivi della creazione artificiale, una passeggiata per i viali e i giardini spaventevoli di quell’Ade che ogni notte, ignari, visitiamo. (Katia Ippaso, Gli Altri)

Libreria del Mondo Offeso milano, c.so g. garibaldi 50 cap. 20121 (cortile interno)
tel. 02 36 52 07 97 fax. 02 36 52 18 21 e-mail: libreriadelmondooffeso@fastwebnet.it;libreriadelmondooffeso@gmail.com

Lentate sul Seveso - Conquista la Scala in punta di piedi

Astro nascente della danza classica, ha già partecipato a tournée internazionali
Dopo una vita di esercizi e sacrifici la 19enne Virna Toppi ha esordito nel tempio dell’opera milanese

di Pier Attilio Trivulzio da l'Esagono

Sgrana gli occhi e sfoggia un gran sorriso Raymonda contessa de Doris. “Vado in canoa lungo i torrenti della Val Gardena, nuoto e scio”. Vita normale di una ragazza diciannovenne che è nata con la danza dentro. E che sabato ha debuttato alla Scala. In Raymonda. Accanto a Virna Toppinon c’è Jean de Brienne, il fidanzato di scena. Virna Toppi ha smesso i panni di Raymonda, sciolto la folta chioma, infilato jeans e maglietta ed è tornata la ragazza acqua e sapone, postura da ballerina, che alle sei del mattino prendeva il treno alla stazione di Camnago- Lentate per raggiungere l’Accademia del Teatro alla Scala, a Milano.

E in attesa percorreva sulle punte tutto il marciapiede. E che ben oltre le 22, dopo il liceo serale, tornava a casa in auto con papà Marco o mamma Fabiana. “Sono orgogliosissima – attacca la madre – Virna ha realizzato il suo sogno. Ha fatto sacrifici ed ora sembra sia stata ripagata. E pensare che io, al contrario di mio marito che l’ha sempre assecondata, non ero d’accordo e l’ho ostacolata. Volevo si concentrasse sul nuoto o l’atletica.
L’avevo iscritta a ginnastica artistica, lei però aveva in testa la danza. Solo la danza. Era in seconda elementare quando iniziò a muovere i primi passi al Collegio Arte e Danza di Seregno; a otto su suggerimento della sua insegnante, iniziò a frequentare l’Accademia della Scala. E al termine del quinto anno l’audizione”. Un esercito di 500 ragazze e ragazzi in fila per la selezione. “Alla fine dell’ultimo corso sono risultate promosse soltanto Virna e altre due ragazze - aggiunge - Sono stati anni difficili per mia figlia. Che ha sofferto molto. Passava le sue giornate alla Scala, ci vedevamo soltanto la sera tardi. I compagni di accademia vivevano a Milano e Virna li invidiava perché non avevano orari e regole da rispettare. Noi invece l’abbiamo allevata imponendo a lei e a Maura, la sorella minore, regole rigide da rispettare. Quando, finita l’Accademia, Virna è andata a vivere a Dresda, in Germania, ed ha avuto anche lei la sua libertà, non più vincolata dalla famiglia, né orari né regole, si è resa conto di cos’è davvero la vita. A Dresda c’è rimasta un anno e si è trovava bene. Quando però la Scala l’ha chiamata non ha potuto dire no”.

È tornata a Lentate a giugno, e subito tournée in Brasile. Virna Toppi interpreta la parte di Mirta in “Giselle”, la regina delle Villi, spiriti di donzelle amanti della danza che compaiono nel secondo atto del balletto. Un parterre certamente molto diverso da Le Groane di Lentate dove Virna qualche volta ha mosso passi di danza. “Mia sorella è contenta perché è riuscita a coronare il suo sogno. Ma per arrivare ha dovuto farsi un mazzo così – dichiara con orgoglio la sorella Maura che frequenta il liceo scientifico”.

E aggiunge: “Per spirito di rivalsa io mi sono dedicata agli sport. Giocavo a calcio nella Lentatese: eravamo tre ragazze in una squadra di maschi. Mi dedico allo sci e allo snowboard”. Però, lo ammette, “Quando ho visto Virna muoversi con grazia sul palco della Scala mi è venuto un nodo in gola”. Papà Mauro e mamma Fabiana si sono goduti lo spettacolo da soli. In un palco centrale. Mentre altri lentatesi, una ventina, hanno applaudito la loro Raymonda.

Stagione di prosa @ Teatro Manzoni, Monza

08/09/2012 - 18:15 to 20/09/2012 - 18:15

Vi ricordiamo che dal 4 settembre è aperta la vendita per l’Abbonamento alla Stagione di Prosa 2012-2013!
Sul nostro sito web sono consultabili le schede di presentazione di ogni singolo spettacolo.
Si può scegliere fra 5 turni diversi (giovedì h 21.00, venerdì h 21.00, sabato h 21.00, domenica h 16.00, domenica h 21.00) e 3 differenti posti (platea, balconata, galleria).
L’Abbonamento è acquistabile presso il Botteghino del Teatro Manzoni nei seguenti orari:
- dal 4 settembre al 27 ottobre: dal martedì al sabato 10.30-13.00 e 16.00-19.00
- dal 30 ottobre: dal martedì al sabato 10.30-13.00 e 15.00-18.00

PREZZI
PLATEA  intero 178 euro  /  ridotto* 158 euro
BALCONATA intero 150 euro  /  ridotto* 140 euro
GALLERIA intero 80 euro  /  ridotto* 70 euro

Ridotto*: solo ENTI CONVENZIONATI

CARTELLONE 2012-2013

·         LUCA LAZZARESCHI, LUCA BASTIANELLO in “RAIN MAN”
[QUANDO: DA VENERDì 16 A LUNEDì 19 NOVEMBRE 2012]

·         VALENTINA SPERLì, ROBERTO VALERIO, PIETRO BONTEMPO in “UN MARITO IDEALE”
[QUANDO: DA GIOVEDì 29 NOVEMBRE A DOMENICA 2 DICEMBRE 2012]

·         MASSIMO DAPPORTO, MAURIZIO DONADONI in “OTELLO”
[QUANDO: DA GIOVEDì 13 A DOMENICA 16 DICEMBRE 2012]

·         MICHELLE HUNZIKER in “MI SCAPPA DA RIDERE”
[QUANDO: DA GIOVEDì 10 A DOMENICA 13 GENNAIO 2013]

·         FRANCO BRANCIAROLI, TOMMASO CARDARELLI in “SERVO DI SCENA”
[QUANDO: DA GIOVEDì 24 A DOMENICA 27 GENNAIO 2013]

·         LUNETTA SAVINO, EMILIO SOLFRIZZI in “DUE DI NOI”
[QUANDO: DA GIOVEDì 28 FEBBRAIO A DOMENICA 3 MARZO 2013]

·         GIANLUCA GUIDI, GIANLUCA RAMAZZOTTI in “BOEING BOEING”
[QUANDO: DA GIOVEDì 21 A DOMENICA 24 MARZO 2013]

·         TATO RUSSO in “IL FU MATTIA PASCAL”
[QUANDO: DA GIOVEDì 11 A DOMENICA 14 APRILE 2013]

Vieni al Manzoni e scegli la tua poltrona!

Teatro Manzoni Monza
Ufficio Promozione: Letizia Schiavello
E-mail: promozione@teatromanzonimonza.it
Tel.: +39 039 386 500 (centralino Mart-Sab 10.30-13.00, 16.00-19.00)
Fax: 039 2300966
WebSite: www.teatromanzonimonza.it

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »