crisi

Fiaccolata a Brugherio per salvare la Candy

Comunicato stampa

Giovedì 12, a Brugherio, qualche centinaio di lavoratori e lavoratrici della Candy hanno dato vita ad una fiaccolata spettacolare per le vie del paese: dall’ingresso degli stabilimenti della famiglia Fumagalli fino alla sala consiliare del municipio.
E’ stata promossa dalle organizzazioni sindacali – presenti Fiom e Fim territoriali e regionali, CGIL CISL di Monza e Brianza, le segreterie della Lombardia di CGIL e CISL, le segreterie nazionali della FIOM – e dall’Amministrazione Comunale di Brugherio, da tempo impegnata nella persona del Sindaco Marco Troiano a coordinare la sensibilità di numerosi altri comuni e della provincia di Monza e Brianza, rappresentata da Domenico Guerriero.
Tra i partecipanti alla fiaccolata c’erano parecchi cittadini, pensionati della Candy e Sindaci con fascia tricolore (Caponago, Arcore in prima fila) a partire da quello di Monza, Roberto Scanagatti. Ha fatto capolino anche il capogruppo in regione Lombardia del PD Enrico Brambilla.
 
“La riuscita dell’iniziativa non era scontata – afferma a margine della manifestazione Maurizio Laini, segretario Generale della CGIL di Monza e Brianza -; tra i lavoratori serpeggia la paura per i possibili 370 licenziamenti annunciati dalla Candy e il colpo è pesante, capace di ammutolire i 580 che a Brugherio rappresentano l’ultimo insediamento di Candy in Italia. Eppure erano in tanti: si fa strada tra di loro la convinzione che la strategia di dismissione del sito da parte dell’azienda può essere battuta e gli esuberi recuperati con un piano industriale degno di questo nome. Occorre però convincere Candy che la storia italiana di questo brend brianzolo non può finire con ulteriori delocalizzazioni in Cina, piuttosto che in Russia o in Turchia. Si può continuare a produrre a Brugherio: lo dimostra il recente accordo sulla Whirpool. C’è mercato e ci sono le condizioni per recuperare produttività. Soprattutto, a Brugherio ci sono i lavoratori più professionalizzati, più disponibili, i migliori per un prodotto di qualità. Anche la Candy dev’essere condotta a crederci investendo sulle potenzialità di un’azienda ancora assolutamente viva”.
 
“Certo – conclude Laini – serve che l’azienda venga allo scoperto dichiarando le proprie strategie, pressata dalle sue responsabilità nei confronti del territorio; dalle amministrazioni locali; dal Governo, chiamato più volte in causa dagli slogan che si sono levati nel corteo”.
 
Negli interventi svolti a conclusione nella sala consiliare del Comune di Brugherio a gran voce è stato chiesto infatti un impegno del Ministero delle Attività Produttive per la rapida convocazione di un tavolo a Roma sul piano industriale per il sito di Brugherio.
 
“C’è mercato e spazio produttivo in Italia per gli elettrodomestici bianchi – ha concluso il Sindaco Troiano -. Lo dimostrano recenti investimenti di multinazionali nel nostro paese. E se la famiglia Fumagalli, come ha più volte ribadito, crede che a Brugherio debba rimanere il cuore del gruppo, qui a Brugherio devono rimanere tutti i lavoratori oggi occupati. Se non verrà fuori in fretta il piano industriale dell’azienda, ne costruiremo uno alternativo dal basso: amministrazioni, sindacati, lavoratori metteranno nero su bianco le loro proposte per il futuro dello stabilimento”.
 
Obiettivo di tutti –ha detto Pietro Occhiuto segretario della FIOM CGIL Brianza – è “lavoro, lavoro, lavoro. Vogliamo solo salvare il destino occupazionale del sito e il futuro di centinaia di famiglie brianzole”.
 
Monza, 13 novembre 2015
 

Agrate Brianza - Cassaintegrazione alla STAR. Comunicato dei sindacati sull'incontro presso il Ministero

FAI CISL -  FLAI CGIL -  UILA UIL su esito incontro STAR presso Ministero Sviluppo Economico svoltosi ieri 12/11/15.
 
COMUNICATO STAMPA
 
In data odierna (12/11/15) si é svolta la convocazione presso il MISE. I funzionari ministeriali hanno incontrato separatamente la delegazione aziendale è solo in un secondo momento la delegazione sindacale.
 
Purtroppo non c'ha stupito l'assenza del management spagnolo ed anche la continua  mancanza di un vero piano industriale. É l'ennesima arroganza e sottovalutazione di chi dice che non esiste un caso Star per poi sospendere in Cassintegrazione il 17%  della forza lavoro.
 
I funzionari ministeriali, preso atto della distanza espressa dalle due parti, ha comunicato che si attiveranno affinché il Governo Italiano chieda formalmente di incontrare la Direzione Spagnola ritenendo non più utile l'incertezza sulle prospettive.
 
Le OO.SS. ha ritenuto inutile incontrarsi, davanti ai funzionari ministeriali, con i rappresentanti aziendali. Siamo stanchi delle litanie.
 
Le OO.SS. ritengono necessario che l'incontro con la Direzione Aziendale spagnola avvenga entro la fine del 2015. Tale incontro dovrà avvenire discutendo un Piano Industriale è solo a quel punto saremo disponibile ad un confronto su Ammortizzatori Sociali.
 
É evidente che a fronte di questo atteggiamento aziendale non si pensi sopisca la conflittualità sindacale né tantomeno si dismettano tranquillamente linee produttive o produzioni.
 
 

Brugherio - Fiaccolata della Fiom a sostegno del rilancio della Candy e per l'occupazione

Comunicato stampa

La Fiaccolata del 12 novembre è per il rilancio della Candy di Brugherio e per
la difesa dell'occupazione
"L'obiettivo è quello di avere da parte dell'azienda un piano industriale che rilanci la produzione del
sito di Brugherio ed abbatta gli esuberi". Con queste parole Pietro Occhiuto Segretario della Fiom
Cgil di Monza e Brianza presenta la fiaccolata organizzata dalle Rsu della Candy, unitamente a
Fim e Fiom, per il 12 novembre alle ore 17 con partenza davanti la palazzina degli uffici
Candy di via Eden Fumagalli a Brugherio ed arrivo nella Sala Consiliare del Comune brianzolo.
La fiaccolata rappresenta una tappa della mobilitazione partita dopo che la Candy aveva
preannunciato in estate 373 esuberi.
Da quel momento è partita la mobilitazione che ha coinvolto, in un tavolo di discussione a livello
locale, tutte le istituzioni, dal Sindaco di Brugherio, ai sindaci del comprensorio, fino ad arrivare al
Presidente della Provincia.
"Oltre alla naturale presenza dei lavoratori Candy, alla Fiaccolata hanno assicurato la
partecipazione diverse associazioni della società civile Brianzola ed anche semplici cittadini -
afferma Occhiuto, che prosegue - questa è la dimostrazione che Candy e la Brianza devono
continuare ad essere un connubio che dovrà continuare a vivere anche nel futuro".
 

Vimercate - Nello stabilimento Alcatel tra speranze e timori. «No a nuovi tagli dell’occupazione

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

VIMERCATE L’ingegner Franco Mazzarella era arrivato da Napoli a Vimercate nell’aprile 1986. Ventisette anni, in mano un contratto di assunzione per Telettra di Vimercate. È ancora a Vimercate, ancora nella stessa azienda. «Solo che — spiega — nel frattempo è passata ad Alcatel, poi è diventata Alcatel Lucent. Ed ora l’accordo con Nokia». Ieri mattina l’ingegner Mazzarella era tra siti e giornali a cercare informazioni sui nuovi cambiamenti di proprietà: «Ne ho visti di passaggi, colleghi rimasti a casa, altri che hanno lottato. L’azienda che cambia, l’intero Vimercatese che cambia. Chissà dove finiremo ». Non era il solo a chiederselo, ieri, in Brianza. In Alcatel ieri pomeriggio la Rsu ha convocato una riunione urgente per parlare della notizia, secondo cui c’è un «accordo di fusione tra l’azienda finlandese e il gruppo franco-americano.

L’obiettivo è diventare leader mondiale della produzione di reti per le comunicazioni». A Vimercate però sono allerta: «Chiederemo un incontro urgente — anticipa Gigi Redaelli della Fim Cisl — . Quando Nokia è arrivata in Siemens ci sono stati problemi. E Alcatel è un’azienda in perenne ristrutturazione. Ha in corso una procedura di mobilità unilaterale per 42 persone, un episodio mai visto. E in Italia sono solo 1.465 dipendenti, di cui 864 a Vimercate. Dieci anni fa erano 15 mila. Bastano i numeri a dire qual è stata la linea della riorganizzazione in questi anni». Eppure il premier Renzi nel novembre scorso era arrivato ad inaugurare in pompa magna la nuova sede Alcatel a Vimercate: «Per questo serve che il governo batta un colpo e chieda garanzie», spiega Redaelli. E il presidente della Provincia Gigi Ponti rilancia: «Siamo sulla stessa linea. I cambi di proprietà non possono significare altre ripercussioni sulla Brianza». Più possibilista invece l’onorevole Pd Roberto Rampi, vimercatese: «Potrebbe essere un segnale per il rilancio della Silicon Valley italiana a cui stiamo lavorando da tempo su vari fronti».

Gigi Redaelli, brianzolo, da tredici anni segue la crisi del settore: «È un continuo arginare e reagire — rivela — l’anno scorso Micron di Agrate aveva dichiarato esuberi per 419 persone, abbiamo recuperato, ora restano solo 15 esuberi a Vimercate per cui non vediamo soluzioni. Nell’area ex Ibm, poi Celestica, a Vimercate ci sono meno di 400 lavoratori di Bames e Sem in mobilità, dopo che la proprietà è fallita e speriamo nel riutilizzo almeno del sito, che ha tante potenzialità. I dipendenti di Compel-Linkra di Cornate e di Agrate sono in contrato di solidarietà. Ibm si è trasferita a Segrate ». Qualche segnale positivo c’è: «St Microelectronics — dice Redaelli — regge bene. E la Regione ha approvato sei mesi fa una delibera in cui individua il Vimercatese come area strategica per l’hi tech. Si erano dati sei mesi di tempo per partire. Finora nulla». Di questo, ed altro, sindacati e lavoratori parleranno in un incontro fissato per martedì con l’assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini.

Nerviano, altri 15 milioni dalla Regione «Ma non c’è equilibrio tra costi e ricavi»

di Simona Ravizza da il Corriere della sera

Sono in arrivo per il centro di ricerche di Nerviano altri 15 milioni. Tutti fondi pubblici. La notizia esce a margine dell’incontro di ieri tra l’assessore alle Attività produttive Mario Melazzini (Ncd) e i lavoratori (ancora senza stipendio). Un appuntamento fissato a seguito dell’ennesima crisi finanziaria del centro di ricerca, che fa i conti con problemi di bilancio, scarsa trasparenza e anomalie contabili. I nuovi finanziamenti sono stati promessi per il mese prossimo. Il loro stanziamento dovrà passare dal consiglio di amministrazione della Fondazione biomedica per la ricerca, l’ente attraverso il quale il Pirellone controlla Nerviano, interamente di proprietà di Regione Lombardia. L’assessore Melazzini non ha parlato di cifre. Ma per quantificare i fondi in gioco basta fare un semplice calcolo. Il Pirellone ha stanziato complessivamente per la ricerca lombarda 25 milioni. Di questi, dieci saranno messi a bando per altri progetti scientifici. La differenza — ossia i 15 milioni — è destinata a Nerviano.

È una somma elevata, ma destinata a coprire solo i costi degli studi di ricerca in corso. E se i vertici della società — oggi guidata da Alberto Sciumé (presidente) e Luciano Baielli (amministratore delegato) — non riusciranno a incassare soldi dalla vendita di molecole, i bilanci non si risolleveranno mai. I conti sono preoccupanti. Nms group, la società capogruppo, è indebitato con Unicredit per 194 milioni, i debiti verso i fornitori superano i 20 milioni e il patrimonio netto (il capitale in garanzia per la continuità aziendale) è in negativo per 60 milioni. L’obiettivo di pareggio di bilancio, ottenuto per la prima volta nel 2013, è stato raggiunto a fronte di 128 milioni di euro di finanziamenti della Regione. Ma fino a quando il Pirellone potrà andare avanti a tenere in piedi Nms? Le difficoltà economiche di Nerviano emergono anche dal report (riservato) della società di certificazione del bilancio Pr i cewa terhouseCooper s (PwC). Una relazione che è arrivata ben un mese dopo l’approvazione in extremis del bilancio (lo scorso 31 dicembre), proprio per le difficoltà ad asseverare conti che non tornano. «L’andamento economico della società è caratterizzato da una struttura di costi certi e da ricavi variabili — scrive PricewaterhouseCoopers — (...). La posizione finanziaria della società alla data di approvazione del bilancio risulta fortemente disequilibrata».

E le previsioni di incasso fatte dai vertici di Nerviano sono state smentite, per ora, dai fatti: «Il gruppo registrerà ricavi per 29 milioni di euro — specifica PricewaterhouseCoopers —. Ma tali ricavi risultano significativamente inferiori a quanto previsto nel piano industriale, pari a 44,6 milioni». È una situazione che persino Unicredit, la banca esposta per 194 milioni, inizia a non tollerare più: i ben informati assicurano che l’istituto di credito ha chiesto una revisione della governance. Le opposizioni al Pirellone sono in allerta. «Finalmente ci sono stati consegnati i documenti richiesti — dice il leader del centrosinistra Umberto Ambrosoli —. E dai bilanci emergono troppe criticità su cui vogliamo fare chiarezza. È il motivo per cui il 23 marzo abbiamo chiesto un’audizione in commissione Sanità dei vertici di Nerviano». E il Movimento Cinque Stelle spinge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

twitter @SimonaRavizza

Vimercate - Alcatel, mobilità e licenziamenti Atteso incontro in Assolombarda

di Lella Codecasa da il Corrriere della sera del 02/03

VIMERCATE (MB) Stato di agitazione all’Alcatel in vista l’incontro in Assolombarda, previsto per questa settimana. «Il giorno è ancora da definire — ha detto Gianluigi Redaelli, segretario Fim Cisl Monza Brianza Lecco —, c’è un balletto di date. Ma la situazione è preoccupante. Il 17 febbraio al ministero dello Sviluppo Economico l’azienda ha scoperto le sue carte, dichiarando di volere aprire la procedura di mobilità che porterà al licenziamento collettivo di lavoratori in esubero. Il rappresentane del ministero si è dichiarato contrario a tale procedura e ha invitato l’azienda a ripensarci. Anche il rappresentante della Regione Lombardia, che era al tavolo, si è espresso in tal senso». Sono almeno 43 i lavoratori a rischio, 37 dei quali nella sede di Vimercate. «Ma il licenziamento collettivo — ha continuato Redaelli — non riguarderà solo 43 lavoratori ora in cassa integrazione straordinaria, perché coinvolgerà anche altre persone. Come sindacato territoriale abbiamo chiesto un incontro alle istituzioni locali, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Vimercate. Come sindacato nazionale è stato chiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio, oltre che al ministero dello Sviluppo Economico».

Il manager della Regione chiude i rubinetti al centro di Nerviano

di Alessandra Corica da la Repubblica del 28/02

 IL RISCHIO è la revoca del bilancio 2013, approvato in extremis il 31 dicembre. Con la perdita di 40 milioni di euro che dovrebbero arrivare, entro luglio, dal ministero. E il ricorso a un commissario. È una crisi senza fine quella del Nerviano medical sciences: ieri i vertici hanno convocato per lunedì 9 l’assemblea dei soci. Ovvero, la Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb), che detiene il 100 per cento del centro, salvato dal crac nel 2011 dall’allora governatore Roberto Formigoni. Sul piatto, da un lato c’è la crisi nera che la struttura attraversa, con i 500 lavoratori incerti su quando percepiranno lo stipendio: le buste paga sono state sospese per 10 giorni. La situazione è complessa: se il bilancio 2013 è in sostanziale pareggio, pesa l’indebitamento da 194 milioni con Unicredit che Nerviano dovrebbe restituire entro il 2023. Ma la cui rata da 13,2 milioni di euro, a fine dicembre, non è stata pagata: di qui, l’avvio di nuove trattative con l’istituto di credito.

Dall’altro lato, ci sono i rapporti difficili tra i vertici del centro e quelli della Fondazione. Ovvero, il presidente Alberto Sciumè e l’ad Luciano Baielli (messi, dalla vecchia giunta, anche a capo anche della Fondazione) e il nuovo numero uno di Frrb, Aldo Tagliabue, nominato da Roberto Maroni. Oggetto del contendere, la mancata erogazione di 13,5 milioni di euro che, all’approvazione di bilancio, erano stati assicurati per il 2015 dalla Fondazione a Nerviano (come si legge nella relazione al bilancio stilata dalla società di revisione Pricewaterhouse Coopers, che anche per questo non ha dato il suo ok al rendiconto). Ma che non sono ancora stati versati. Di qui, un incontro di fuoco che si è svolto giovedì in Regione, e la decisione di convocare l’assemblea dei soci del centro, per decidere se revocare o meno il bilancio. Nerviano in questi anni ha comunque percepito ingenti fondi pubblici: solo nella relazione al bilancio si ricordano, così, 20 milioni avuti tra gennaio e febbraio 2013, e dieci tra marzo e giugno 2014.

Interrogazione M5S sull’occupazione nel settore metalmeccanico in Brianza: nessuna risposta dal Governo

Comunicato stampa

“Dalle risposte quantomeno evasive che abbiamo ricevuto dal Governo, si evince chiaramente che il tema dell'occupazione e l'attuazione di un piano di rilancio della produzione industriale sono ben lontani dai progetti di Matteo Renzi e del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti”. Ad affermarlo è Davide Tripiedi, deputato del Movimento Cinque Stelle, che ad una sua interrogazione relativa al livello di disoccupazione in Lombardia e nella provincia di Monza e Brianza nel settore metalmeccanico, si è ritrovato in mano una risposta che al primo sguardo sembrava indirizzata a qualche altro deputato.

Il Governo, infatti, ha risposto in maniera elusiva parlando di Garanzia Giovani, aiuti alla Thissen-Krupp di Terni e Jobs Act laddove si poneva un semplice quesito: “Quali politiche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha previsto per la ripresa del settore metalmeccanico della Brianza?”

“Visto che a questa domanda non sono seguite risposte deduciamo che no, il Governo non abbia intenzione di agire in nessun modo per tornare a far crescere la produzione del settore metalmeccanico in una delle province più produttive d’Italia”, ha concluso Tripiedi ricordando i dati drammatici citati nell'interrogazione, che vedono in provincia di Monza e Brianza un aumento delle aziende e dei lavoratori coinvolti nel processo di crisi, un calo delle aziende in cassa integrazione ordinaria e un aumento dell'utilizzo della cassa integrazione in deroga da parte delle stesse, un aumento dei lavoratori coinvolti con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, un aumento del numero di imprese e addetti coinvolti dalla mobilità.

Uff. Stampa
Deputato Davide Tripiedi
Movimento 5 Stelle

Seveso - Liquidazione Aspes. La Cgil denuncia: assordante il silenzio sugli operai del cimitero

Comunicato Stampa

Non possiamo accettare che quattro operai rimangano senza lavoro quando il lavoro c'è !!!
Troppe volte abbiamo assistito ad appalti pubblici dove si specula sulla pelle dei lavoratori.
Nel cimitero di Seveso, da anni, lavorano quattro operai, dipendenti della cooperativa che ha gestito il servizio; un servizio comunale, affidato ad una società - la Aspes - che lo gestiva per conto del Comune, ma non lo gestiva in proprio! Lo affidava ad una cooperativa ... Non sembriamo molto lontani da quello "schifo" di cui parla anche Renzi: un ente, il Comune di Seveso, che invece di gestire un suo servizio, lo affida ad una "azienda speciale" che lo affida ad una coop, magari inventata allo scopo ...
Tuttavia, oggi i quattro operai sembrano figli di nessuno: la Aspes verra' chiusa entro il 31 dicembre, la cooperativa “Le Margherite” licenzierà i quattro operai, il Comune di Seveso non ha ancora deciso chi si occuperà del cimitero ... E sono settimane che la Cgil chiede un incontro sul destino dei quattro operai, ma nessuno ci risponde, né il liquidatore della Aspes, né il presidente della cooperativa Le Margherite, né il Sindaco di Seveso. Perché ?
Perché, per gli "errori" della politica, a pagare sono sempre gli operai?

                                                                                  Lino Ceccarelli                  
                                                                     Segretario della FP CGIL MB

Esuberi all’Alcatel di Vimercate. Saranno «ceduti» 256 lavoratori

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

VIMERCATE Cessione di ramo d’azienda confermato per il settore «Optics» con il recupero di 256 lavoratori. Altri 17 dipendenti però restano esclusi dal passaggio. A questo risultato hanno portato gli incontri che si sono tenuti ieri e martedì al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati e dirigenti di Alcatel Lucent. Il futuro dei 256 dipendenti «ceduti» non è chiaro: il passaggio avverrà il prossimo 1 dicembre, per un solo anno i lavoratori resteranno a Vimercate, poi saranno trasferiti, forse a Cologno Monzese. Il sindacato ha anticipato che monitorerà la situazione, che insisterà in tutte le sedi per trovare una soluzione anche per i diciassette esuberi e che considera ancora aperta la questione del piano industriale dell’azienda, non ancora comunicato compiutamente dai vertici aziendali. 

Vimercate - Esuberi Alcatel Lucent: siglata ipotesi di accordo con Siae Microlettronica

Comunicato stampa Fiom-Cgil Monza e Brianza

Ieri sera, al Ministero dello Sviluppo Economico, è stata siglata l'ipotesi d'accordo per la cessione del ramo optics OMSN e NM di Alcatel Lucent a Sm Optics, azienda del gruppo Siae Microelettronica. "Dopo mesi di discussioni e mobilitazioni significative delle lavoratrici e dei lavoratori una parte degli esuberi dichiarati da Alcatel  Lucent nel suo piano di ristrutturazione trova una soluzione  di continuità occupazionale e d'impiego nella  ricerca  e sviluppo. Ora occorre capire come stabilizzare l'occupazione per i colleghi  in cassa integrazione, e come consolidare  la presenza della multinazionale  in Italia", dichiara il Segretario generale della Fiom Cgil Monza e Brianza.
Nella serata di ieri è  stato anche presentato il piano industriale della nuova società che si insedierà nell'area ex celestica.

Il piano industriale prevede, oltre alla continuità  di sviluppo per gli apparati di Alcatel Lucent, lo sviluppo di prodotti di nuova generazione  e di convergenza fisso mobile, produzioni che consentiranno di mantenere la capacità innovativa del gruppo e le competenze oggi presenti.

L'obiettivo dichiarato da SM OPTICS è la crescita occupazionale attraverso nuove assunzioni, le quali includeranno il possibile utilizzo del personale Alcatel Lucent attualmente in Cigs.

"Seguiremo  con attenzione  lo sviluppo della nuova azienda in sede di Ministero  dello sviluppo  economico, il quale si è  impegnato a sostenere questo nuovo progetto industriale", conclude il Segretario generale della Fiom Cgil Mb Angela Mondellini. 

Vimercate - Emergenza Alcatel. Futuro incerto per 256 dipendenti

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

Due giorni di incontri, oggi e domani a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, per parlare del futuro di Alcatel in Italia (nella foto, la protesta del 6 novembre a Vimercate). Sul tavolo: il piano industriale e la cessione del settore «Optics» ad una nuova società, con un passaggio di 256 dipendenti. 

San Donato - Saipem in sciopero «No alla cessione a società straniere»

da il Corriere della sera

Che futuro ha la Saipem? Dismessa, sezionata, venduta? I lavoratori lo chiedono all’Eni e al governo, con uno sciopero nazionale di due ore e un presidio davanti agli uffici di San Donato Milanese, domani dalle 8.30 alle 10.30. «Saipem è leader mondiale nel settore dei servizi per l’industria petrolifera come partecipata Eni (43%) — spiega una nota siglata da Filctem Cgil, Femca Cisl e UilTec — ed occupa 7.500 persone tra San Donato, Fano, Ravenna, Roma e Vibo Valentia più l’indotto di 12.700 fornitori». Che fine faranno?

Il Monza non li paga. I giocatori brianzoli denunciano la società

di Matteo Spaziante da Libero

La situazione in casa Monza Calcio continua a peggiorare. Tutto è nato dai problemi economici e giudiziari del patron Anthony Armostrong-Emery, che si stanno riflettendo sulla società lombarda, ormai sull’orlo del fallimento. Tanto che i giocatori, i quali hanno rinunciato agli stipendi di agosto per evitare una penalizzazione e che non hanno ancora ricevuti quelli di settembre ed ottobre, hanno deciso di mettere in mora il club. La richiesta, redatta con l’aiuto dell’Aic, sarebbe già arrivata al Collegio arbitrale: se entro 42 giorni non verranno elargiti gli stipendi dovuti, i giocatori a tutti gli effetti saranno svincolati.

Una scelta dovuta ma che complica e non poco il futuro del Monza: il Cda infatti avrebbe concesso ancora una decina di giorni ad Armstrong-Emery (che intanto si è rifugiato ad AbuDhabi, negli Emirati Arabi) per versare i soldi necessari, altrimenti l'ipotesi di fallimento concordato diventerebbe realtà, con la speranza che qualche cordata disposta a pagare i circa 2milioni di euro di debiti si presenti in tribunale.

Con la messa in mora, però, c’è il rischio che chi compri la società si ritrovi praticamente senza squadra, staff tecnico di Pea compreso. Intanto però Amstrong si è difeso: «Quanto accaduto è un attacco personale a me stesso, alla mia famiglia e al Gruppo EcoHouse. Né io, né imiei avvocati pensiamo che ci sia qualcosa di vero alle accuse formulate.Tutto è stato motivato dal dispetto e dai concorrenti commerciali in Brasile », come riporta Monzanews. I problemi sono nati dalle indagini in Brasile su Ecohouse, la società immobiliare fondata dal “successore” di Seedorf alla guida del club lombardo, nell’ambito di un'inchiesta (denominata “Il Padrino”) su riciclaggio di denaro e altri reati fiscali.

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