Unione artigiani

Unione Artigiani - Banche, cartolarizzazione e crediti

BANCHE, CARTOLARIZZAZIONE CREDITI: PER OGNI EURO INCASSATO, UN EURO ALLE IMPRESE 

- comunicato stampa - 

Presa di posizione dell'Unione Artigiani dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles tra il ministro allo Sviluppo Economico, Pier Carlo Padoan, e il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager. "Lo Stato ora pretenda dagli Istituti di Credito che beneficeranno della trasformazione del debito, destinino gli stessi importi a sostegno del finanziamento alle aziende".

"Bene l'intesa raggiunta a Bruxelles per aiutare le banche in difficoltà, consentendo loro di cartolarizzare i crediti. Ma ora è necessario che il nostro Governo impegni gli isituti di credito che beneficeranno della misura a mettere a disposizione i capitali per finanziare le imprese, soprattutte quelle medio piccole."

Il segretario generale dell'Unione Artigiani, Marco Accornero, accoglie favorevolmente l'avvio di un percorso capace di consentire alle banche in difficoltà di superare la crisi, ma a patto che queste ritornino a fare le banche, cioè a concedere crediti e finanziamenti alle imprese italiane, soprattutto le micro-pmi, che stanno provando ad agganciare la ripresa.

Lo schema individuato dal ministro Pier Carlo Padoan e dal commissario Ue alla Conscrrenza, Margrethe Vestager, per aiutare le banche italiane a liberarsi dei crediti deteriorati "dovrebbe assistere le banche italiane nel processo di cartolarizzazione e spostamento dei crediti deteriorati, al momento nei loro bilanci, verso entità separate e con un management autonomo". 

Le banche "saranno in grado di beneficiare di una garanzia statale sulle tranche 'senior' degli asset cartolarizzati detenuti da tali entità. La Commissione, "con l'aiuto di un'autorità di controllo come accade sempre, monitorerà l'implementazione dello schema per assicurare che sia libero da aiuti di Stato".

"In sintesi - spiega Accornero -, chiediamo che per ogni euro incassato dalle banche attraverso la cartolarizzazione dei crediti, sia concesso un euro di finanziamento aggiuntivo alle imprese. Doveroso risanare i bilanci degli istituti in difficoltà, ma lo è anche tornare a fare le banche, finanziando le attività produttive del Paese alle prese da troppi anni con una stretta creditizia soffocante."

Il sciur Brambilla ora parla arabo. L’artigiano tipo non è più un brianzolo doc.

di Diego Colombo e Rosalba Redaelli da il Corriere della sera

MONZA L’artigiano tipo? In Brianza non è più il sciur Brambilla con il laboratorio da falegname o fresatore sotto casa. Oggi i nuovi piccoli imprenditori che lavorano tra il Lambro e l’Adda parlano straniero. Romeno o arabo, soprattutto. E, anno dopo anno, stanno crescendo più dei brianzoli, tanto che in un paio di lustri hanno raggiunto addirittura l’8,4% del totale, con quasi 9 mila occupati, la maggior parte dei quali lavora nell’edilizia. Lo dice uno studio sui cambiamenti dell’assetto produttivo della Brianza realizzato dall’Unione artigiani di Monza su dati della Camera di commercio. A giugno 2014 le imprese straniere hanno raggiunto quota 5.293 e mostrano una crescita decisamente migliore del complesso delle imprese brianzole, registrando in un anno un incremento di oltre 400 unità (+ 8,3% contro lo 0,5% del totale delle imprese).

Anche l’andamento trimestrale segnala una migliore performance e, nonostante il periodo difficile, evidenzia nel secondo trimestre di quest’anno un incremento del 2,4% di aziende gestite da non italiani rispetto al periodo gennaio-marzo. «La nostra ricerca — sottolinea il segretario generale dell’Unione Artigiani di Monza e Brianza, Marco Accornero — testimonia quanto importante stia diventando il ruolo degli imprenditori stranieri immigrati in Brianza. Qui trovano non solo possibilità di insediamento e di sviluppo ma, soprattutto, un’autentica cultura d’impresa, vera vocazione della nostra terra, e tanti maestri dai quali imparare». Le aziende artigiane gestite da stranieri sono soprattutto società individuali: se ne contano ben 4.473 (l’84,5% del totale), seguite da società di capitale e di persone (rispettivamente pari al 7,4% e al 6,7%). Tutte insieme danno lavoro a 8.971 addetti. Le ditte «straniere » operano soprattutto nel settore delle costruzioni, dove sono quasi 2 mila e rappresentano il 16,3% del totale delle imprese del comparto in Brianza. Tra gli altri settori rilevanti ci sono il commercio e le attività di alloggio e ristorazione, che contano rispettivamente 1.287 e 523 imprese (il 7,9% e il 16,3% dei rispettivi comparti).

I nuovi piccoli imprenditori sono nati soprattutto in Romania (17,2%) e Marocco (16,3%), seguono gli egiziani (10,9%), gli albanesi (9,1%) e i cinesi (7,9%). La maggioranza sono maschi: 3.715, pari ad oltre l’83% del totale. Ma non mancano le donne. Le imprenditrici che hanno aperto un’attività in Brianza sono 758. «La costante crescita di imprese straniere — conclude Accornero — assieme all’aumento degli occupati che sfiorano ormai le 10 mila unità, è un segnale di come stia cambiando l’economia della Brianza. E di come, forse, gli stranieri siano diventati più flessibili e coraggiosi nell’intraprendere lavori che tanti giovani italiani e brianzoli ormai non vogliono più fare».

Imprese artigiane "straniere", risorsa per la Brianza

- comunicato stampa -

Interessante report dell'Unione Artigiani Mb su dati della Camera di Commercio di Monza e Brianza. Sono più di 5mila le imprese con titolare non italiano in provincia e rappresentano l'8,4% del totale. Romeni e marocchini su tutti. Quasi 9mila gli occupati. Edilizia il settore con più presenze, soprattutto di ditte individuali.

Sono 5.293 le imprese straniere in Brianza a giugno 2014 e raggiungono l'8,4% del totale delle imprese, secondo uno studio realizzato dall'Unione Artigiani di Monz ae Braizna su dati della Camera di Commercio di Monza e Brianza. Mostrano un andamento decisamente migliore del complesso delle imprese registrando, su base annua, un incremento di oltre 400 unità (+8,3%, contro lo 0,5% del complesso delle imprese).

Anche l'andamento trimestrale mostra una migliore performance e, nonostante il periodo difficile, evidenziano nel secondo trimestre di quest'anno rispetto al primo un incremento del 2,4%. Nel complesso le imprese straniere occupano 8.971 addetti.

Sono soprattutto imprese individuali le ditte "straniere" delle Brianza, se ne contano 4.473 (l'84,5% del totale), a cui seguono società di capitale e di persone (con quote rispettivamente pari a 7,4% e 6,7%).

Operano soprattutto nel settore delle costruzioni le imprese straniere delle Brianza, dove se ne contano quasi 2 mila, che rappresentano il 16,3% del totale delle imprese del comparto in Brianza. Tra gli altri settori rilevanti per la presenza di imprese straniere troviamo quelli del commercio e delle attività di alloggio e ristorazione che contano rispettivamente 1.287 e 523 imprese (il 7,9% e il 16,3% delle imprese totali di tali comparti).

Sono nati soprattutto in Romania e Marocco i titolari stranieri di imprese individuali operanti in Brianza (rispettivamente il 17,2% e il 16,3% del totale). Seguono gli imprenditori nati in Egitto (488, pari al 10,9% del totale degli imprenditori individuali stranieri) e quelli nati in Albania e Cina (9,1% e 7,9% del totale dei titolari stranieri). Si contano poi 197 imprenditori individuali nati in Pakistan, 157 in Tunisia e 104 nati in Germania.

Sono in gran prevalenza maschi i titolari stranieri di imprese individuali in provincia di Monza e Brianza; se ne contano 3.715, pari ad oltre l'83% del totale degli imprenditori individuali stranieri, contro le 758 titolari donne straniere di imprese individuali.

"L'interessante analisi condotta - sottolinea il segretario generale dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza, Marco Accornero-, testimonia quanto importante stia diventando il ruolo assunto dagli imprenditori stranieri immigrati in Brianza. Qui trovano non solo possibilità di insediamento e di sviluppo, ma soprattutto una autentica cultura di impresa, vera vocazione della nostra terra, e tanti maestri dai quali imparare ed attingere conoscenze e capacità. La costante crescita di queste realtà, insieme con l'aumento degli occupati che sfiorano ormai le 10mila unità, è un indubbio segnale di come stia cambiando anche la Brianza e di come forse gli stranieri siano più flessibili e coraggiosi nell'intraprendere lavori che tanti giovani italiani disdegnano."

Monza - Unione Artigiani: entro fine anno un salasso da 2,5 miliardi di euro per le imprese brianzole

TASSE, ALLARME DELLE IMPRESE BRIANZOLE: ENTRO FINE ANNO SALASSO DA 2,5 MILIARDI DI EURO
- comunicato stampa -

A tanto ammonta il dedalo di adempimenti fiscali di novembre e dicembre, secondo una stima dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza. Salasso che potrebbe anche essere raddoppiato se si considerassero tempo e costo spesi per risucire ad adempiere correttamente alle scadenze.

Le imprese di Monza e Brianza, tra novembre e dicembre, saranno chiamate a versare quasi 2,5 miliardi di euro di imposte, secondo una stima calcolata dall'Unione Artigiani Mb.

Tra il versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai lavoratori autonomi, l'Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, il versamento dell'ultima rata dell'Imu e della Tasi, le aziende dovranno onorare 25 scadenze fiscali: una media impressionante di un obolo ogni due giorni.

Secondo l'Unione Artigiani di Monza e Brianza ammontano a poco più di cento le tasse tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi. Tra le imposte più criticate, l'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale (che si configura come una tassa calcolata su una tassa) e l'imposta provinciale di trascrizione (che si paga alla Provincia, che dovrebbe essere stata soppressa, quando si acquista un'auto nuova).

"Il commento a questi numeri sarebbe superfluo - tuona il segretario generale dell'Unione Artigiani Mb, Marco Accornero -, se non stessimo parlando di aspetti talvolta drammatici per la quotidianità di ciascun imprenditorebrianzolo, soprattutto se piccolo come nel caso degli artigiani. Urgono provvedimenti di semplificazione perchè, al di là della pesentezza insostenibile del carico fiscale gravante sulle imprese, va rimarcato il costo nascosto, e a sua volta ormai insostenibile, che la miriade di adempimenti fiscali impone agli imprenditori. I 2,5 miliardi stimati di tasse da pagare entro fine anno potrebbero anche raddoppiare se sommassimo tutti costi sostenuti dalle imprese per adempiere al loro pagamento. Sotto questo profilo non siamo affatto un Paese civile e siamo ben lungi da qualsiasi paragone con l'Europa."

Brianza - Unione artigiani. Tfr in busta paga. Serve un fondo bancario o sarà ghigliottina per le aziende

Comunicato stampa

La scelta del Governo di far erogare parte del Tfr in busta paga costerebbe alle pmi di Monza e Brianza 85/90 milioni di euro. "Occorre dar vita a un fondo bancario a tasso zero per l'anticipo di liquidita'".

"L'anticipo del Tfr in busta paga deve essere legato a un fondo finanziato dalle banche, con garanzia di erogazione e a tasso zero: in caso contrario, per le micro, piccole e medie imprese artigiane brianzole questo provvedimento si tramuterà in una ghigliottina."

Lo dichiara in una nota il segretario generale dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza, Marco Accornero (nella foto).

"Le pmi artigiane - ribadisce Accornero -, sono gravate da un peso fiscale insostenibile e certificato persino dalla Banca Mondiale. Un anticipo di liquidità ai dipendenti si tradurrebbe in un esborso, solo per la Brianza, pari a circa 85/90 milioni di euro: è un costo che le aziende non possono permettersi e per questo se il Governo vuole procedere con l'anticipo del Tfr deve fornire rassicurazioni certe sul fatto che saranno gli istituti di credito, la Cassa depositi e prestiti e l'Abi a sostenere e garantire erogazione e oneri."

"In caso contrario - conclude il segretario degli artigiani brianzoli - questo provvedimento assumerebbe i contorni di una operazione meramente fiscale volta a far cassa: tassare il Tfr in busta paga con aliquote ben più pesanti rispetto a quelle a cui sarebbe soggetto alla fine del rapporto di lavoro."

Brianza - Tasse, allarme piccole imprese. Otto su dieci: abbassatele subito

di Fabio Lombardi da il Giorno

PRIMA di tutto «abbassare le tasse», poi, se possibile, «riformare il mondo del lavoro» e infine «ridurre la burocrazia». Sono le priorità a cui si dovrebbe dedicare il Governo per gli artigiani brianzoli. Almeno secondo un sondaggio on-line condotto su 300 associati dall’Unione artigiani della Brianza. Alla domanda quali sono le riforme più urgenti da attuare, il 76,32% per cento ha risposto «la riforma fiscale volta all’abbassamento della pressione delle tasse su imprese e cittadini». A larga distanza si sono piazzate «la riforma del lavoro per favorire il rilancio occupazionale» (11,97%) e «la riforma della Pubblica Amministrazione per semplificazioni e meno burocrazia» con il 7,62%. Poi gli artigiani brianzoli sono molto meno interessati alle riforme istituzionali (modifica del Senato, abolizione delle Province) pensate per ridurre i cosiddetti costi della politica. Solo per il 2,94 per cento degli artigiani infatti questo genere di interventi risulta prioritario.

DUNQUE l’importante è «bbassare le tasse». «Del resto - spiega una nota dell’Unione artigiani - è la Banca Mondiale, con il rapporto annuale “Paying taxes”, a certificare come le imprese italiane siano in vetta alla classifica delle più tartassate sul pianeta, con lo stratosferico 65,8 per cento di peso sopportato tra imposte, tasse e contributi».
La necessità di una riforma fiscale raggiunge la punta dell’80,25% fra chi si occupa di servizi alla persona, del 78,8% per impiantisti e installatori, del 73% nell’alimentare e nell’artigianato artistico. Da segnalare, ma sempre come seconda richiesta, il desiderio di riforme inerenti il lavoro per il 39,87% del settore comunicazione, informatica e web, e il 37,4% del settore moda che chiede interventi sulla Pubblica Amministrazione.

UN ASPETTO particolare riguarda il cosiddetto «piano scuole», indicato come priorità solo dal 5,33% del settore edile. «Un segnale dello scetticismo del comparto costruzioni sulla possibile incidenza sensibile e positiva del provvedimento e di quanto sia stato fino a ora poco apprezzabile la sua applicazione concreta», spiega Marco Accornero, segretario generale dell’Unione artigiani della Brianza.

LA RICHIESTA di tagli fiscali è, come detto, il leitmotiv di tutte le categorie, con punte dell’90,12% per le aziende che vantano tra i 5 e i 10 anni di vita, mentre tra le giovani (0-2 anni), dopo il dato della riforma fiscale (77,53%), spicca quello sulla riforma della Pubblica Amministrazione (16,87%). Fra le imprese tra i 2 e 5 anni di attività, invece, si segnala un 22% di preferenze per la riforma del lavoro, reclamata anche dalle aziende consolidate da più di 15 anni di vita (19,06%).
fabio.lombardi@ilgiorno.net

Unione artigiani - Sondaggio tra le imprese, il 76% invoca la riforma fiscale

SONDAGGIO: IL 76% DEGLI ARTIGIANI BRIANZOLI INVOCA LA RIFORMA FISCALE
- comunicato stampa Unione Artigiani Monza e Brianza -

I risultati di una indagine condotta su 300 micro, piccoli e medi imprenditori di Monza e Brianza sulle riforme. Seguono lavoro e Pubblica Amministrazione. Serpeggia pessimismo sulle reali capacità di cambiamento del Paese.

Gli artigiani brianzoli reclamano a gran voce la riforma del fisco. Tra i provvedimenti annunciati dall'Esecutivo per dare una svolta al Paese, i micro, piccoli e medi imprenditori chiedono interventi urgenti sul pacchetto fiscale, il cui cuneo è unanimemente giudicato come insopportabilmente elevato.

Del resto è la Banca Mondiale, con il rapporto annuale "Paying taxes", a certificare come le imprese italiane siano in vetta alla classifica delle più  tartassate sul pianeta, con lo stratosferico 65,8% di peso sopportato tra imposte, tasse e contributi.

Stagione di riforme, dunque, quella avviata dal Governo presieduto da Matteo Renzi, che punta a modificare alcuni apparati dello Stato all'insegna di una maggiore razionalizzazione organizzativa e di costi. Obiettivo: rilanciare un Paese alle prese da troppi anni con la crisi economica, la stagnazione dei consumi, una pressione fiscale alle stelle e una burocrazia che contribuisce ad appesantire le difficoltà quotidiane di imprese e cittadini.

Ma quel è la riforma giudicata più necessaria ed urgente dal mondo produttivo artigiano e delle micro, piccole e medie aziende brianzole?

L'Unione Artigiani lo ha chiesto attraverso un sondaggio on line cui hanno risposto 300 artigiani di tutti i settori.

In testa  nella partecipazione all'indagine, anonima e su base volontaria, la manifattura con il 25,62%, seguiti da impiantisti e installatori (21,38%) e dagli autotrasportatori (16,93%).

Imprese in larga parte con più di 15 anni di vita (63,44%), seguite a distanza da quelle comprese tra i 10 e i 15 (14,31%) e i 5-10 (9,37%); prevalentemente con massimo 2 dipendenti (41,13%) o addirittura individuali (30,77%). Poche le strart up (0,35%) e le ditte di recente costituzione (4,51%).

Cosa hanno risposto dunque alla domanda sulle riforme? Ben il 76,32% di chi ha risposto ha plebiscitariamente indicato la  riforma fiscale volta all'abbassamento della pressione delle tasse su imprese e cittadini. A larga distanza (11,97%) la riforma del lavoro per favorire il rilancio occupazionale e la riforma della Pubblica Amministrazione (7,62%) per semplificazioni e meno burocrazia. Molto meno interessanti le riforme istituzionali (modifica del Senato, abolizione delle Province) pensate per ridurre i cosiddetti costi della politica. Solo per il 2,94% degli artigiani  risultano infatti prioritarie rispetto a interventi evidentemente molto più concreti e diretti su fisco, lavoro, burocrazia. In generale, tutti i settori invocano interventi sul fisco.

"La massiccia opzione sulla riforma fiscale - commenta il segretario generale dell'Unione Artigiani, Marco Accornero - non ci sorprende. Anzi, conferma con dati concreti la forte sensazione dell'insopportabile peso dei tributi sulla vita quotidiana degli imprenditori, ma anche dei cittadini. Da tempo facciamo appello alle istituzioni che guidano il Paese affinchè si intervenga sul taglio del cuneo fiscale. La somma della miriade di tasse, imposte e contributi in Italia dimostra l'esattezza della curva di Laffer: più alti sono i contributi richiesti dallo Stato e, paradossalmente, meno sono i ricavi ottenuti, con grave dissesto dell'economia nazionale. Meno risorse nelle tasche delle piccole imprese e meno spesa per gli investimenti e dunque meno crescita. Meno soldi nelle mani dei cittadini, meno consumi e quindi fatturati interni a picco e deflazione."

Tra i singoli settori artigiani che hanno risposto al sondaggio, primeggia infatti fra tutti l'invocazione verso la riforma del fisco, con punte dell'80,25% fra chi si occupa di servizi alla persona, del 78,8% per impiantisti e installatori, del 73% nell'alimentare e nell'artistico.

Da segnalare, ma sempre come seconda richiesta, il desiderio di riforme inerenti il lavoro per il 39,87% del settore comunicazione, informatica e web, e il 37,4% del settore moda che chiede interventi sulla Pubblica Amministrazione.

Un aspetto particolare riguarda il cosiddetto "piano scuole", che ha visto la preferenza solo del 5,33% del settore edile . Un segnale dello scetticismo del comparto costruzioni sulla possibile incidenza sensibile e positiva del provvedimento e di quanto sia stato fino ad ora poco apprezzabile la sua applicazione concreta.

Interessanti le risposte articolate per anni di attività aziendale e numero di dipendenti.

La richiesta di tagli fiscali è il leitmotiv di tutte le categorie, con punte dell'90,12% per le aziende che vantano tra i 5 e i 10 anni di vita, mentre tra le giovani (0-2 anni), dopo il dato della riforma fiscale (77,53%), spicca quello sulla Pubblica Amministrazione (16,87%). Fra le imprese tra i 2 e 5 anni di attività, invece, si segnala un 22% di preferenze per la riforma del lavoro, reclamata anche dalle aziende consolidate da più di 15 anni di vita (19,06%).

Riguardo le dimensioni delle ditte artigiane che hanno risposto al sondaggio, dopo la riforma del fisco, spicca un generale apprezzamento per la riforma del lavoro soprattutto fra le imprese con più  dipendenti .

"Più le ditte sono "anziane"  e  di maggiori dimensioni - fa notare Accornero - e maggiormente manifestano come seconda necessità quella di intervenire sul mercato del lavoro. E' significativo che le imprese che sono più consolidate sentano questa riforma come importante per vincere la concorrenza, interna e internazionale. Per recuperare produttività ed abbattere il costo del lavoro occorre combattere l'assenteismo, defiscalizzare gli investimenti in formazione del personale e consentire che le ore destinate alla formazione non siano retribuite."

Infine, le note, i commenti e le azioni suggerite dagli artigiani.
Semplificazione, netta diminuzione della burocrazia, taglio  della spesa pubblica sono altri nodi che attanagliano le imprese, mentre monta un crescente pessimismo sulla reale capacità di cambiamento del Paese e l'insoddisfazione verso una classe dirigente giudicata più attenta a mantenere i propri benefici piuttosto che nell'impegno a migliorare concretamente la situazione ci aziende e cittadini.

Unione artigiani - Sondaggio: Quale riforma?

Monza - Unione Artigiani: l'articolo 18 non è una nostra priorità

Intervento del segretario generale, Marco Accornero: "Il 95% delle imprese artigiane brianzole ha meno di 15 dipendenti. Occorre puntare piuttosto alla riduzione del peso fiscale, alle semplificazioni e alla defiscalizzazione della formazione".

"Per l'artigianato brianzolo l'articolo 18 non costituisce la priorità degli interventi da mettere in campo per dare un nuovo assetto al mercato del lavoro. Per gli artigiani il Governo punti a ridurre il cuneo fiscale che grava sulle imprese e a favorire i contratti aziendali in deroga a quelli nazionali".

Lo dichiara il segretario generale dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza,  Marco Accornero (nella foto).

"I dipendenti di ditte artigiane di Monza e Brianza - spiega Accornero - sono circa 63mila: il 95% di essi già non gode delle tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, operando in realtà inferiori ai 15 assunti, e per questo diciamo che l'intervento del Governo Renzi, per il nostro settore, deve puntare su altri aspetti".

"Per recuperare produttività e per abbattere il costo del lavoro - conclude il segretario degli artigiani brianzoli -, occorre affidare alla fiscalità generale costi che le appartengono, come ad esempio quelli per maternità e malattie, semplificare le norme sulla sicurezza del lavoro per le attività meno rischiose che assumo il primo dipendente,  bisogna poi combattere l'assenteismo, favorito spesso con certificati medici di favore, defiscalizzare gli investimenti in formazione del personale e consentire che le ore di formazione non siano retribuite."

Sorpresa anticrisi le ditte artigiane ora in recupero con 10mila assunti

di Matteo Pucciarelli da la Repubblica

QUASI 10mila assunzioni dall’inizio dell’anno, e di queste il 43 per cento a tempo indeterminato. Un più 5 per cento rispetto al 2013. È una piccolissima oasi in tempi di recessione, ed è il mondo artigiano. Un nocciolo duro composto da 67mila imprese in provincia di Milano e 124mila lavoratori, il 7,2 per cento della forza lavoro totale. I dati messi in fila dall’Unione artigiani relativi al primo semestre del 2014 raccontano di un settore che riesce a crescere. «Questa tenuta — dice Marco Accornero, segretario generale dell’Unione provinciale — racconta il diverso approccio culturale e materiale dell’artigiano riguardo alla propria “ditta” rispetto all’imprenditore ».

Le piccole imprese che hanno assunto sono state 4.515, l’8 per cento del totale. E rispetto agli altri settori qui si fa un uso maggiore dei contratti di apprendistato: l’8 per cento, a differenza della media del 2,8 delle altre aziende. Insomma, si punta molto sulla continuità del mestiere, che non di rado è ancora manuale, ragionano dalla sede di via Doberdò. Il settore più rappresentativo nel comparto artigiano è quello delle costruzioni (32,9 per cento) con un’incidenza sul totale provinciale del 18,8 per cento. Il secondo è quello delle attività manifatturiere con il 18,5 per cento degli avviamenti e un’incidenza sul totale provinciale del 10,4 per cento.

Ma c’è un altro fattore ancora che evidenzia il cambiamento in atto nel mondo artigiano: perché circa la metà (49,5 per cento) del totale dei lavoratori avviati è di nazionalità straniera. Sono soprattutto egiziani (22 per cento) e rumeni (5,6 per cento) i nuovi enè più che positiva la situazione per le imprese artigiane milanesi con titolari di origine straniera: pizzerie al taglio, gelatai, pasticcerie, molto spesso. Impressionanti i tassi di crescita: più 2,2 per cento su base regionale e più 5,3 per cento su base milanese. Un dato che in due anni segna un più 4,5 per cento in Lombardia e un più 11,3 per cento a Milano.

La rabbia degli artigiani brianzoli. Pos obbligatorio «Un bel regalo fatto alle banche»

di Benedetta Guerriero da il Giorno

ARTIGIANI sul piede di guerra per protestare contro l’introduzione obbligatoria del pos che consente ai clienti di pagare con bancomat o carte di credito piccole spese pari o superiori a 30 euro. Una norma entrata in vigore pochi giorni fa, ma che, al momento, sembra non trovare il favore dei liberi professionisti. A partire da questo mese, quindi, falegnami, idraulici, dentisti o parrucchieri dovranno dotarsi dell’ormai famigerato pos per agevolare i pagamenti dei clienti. Paradossalmente, però, a chi non provvederà a munirsi di un terminale di pagamento elettronico, non arriverà nessuna sanzione.

«SIAMO contrari a questo nuovo provvedimento - tuona Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani di Monza e Brianza -. Vogliamo adeguarci alle nuove tecnologie per facilitare i rapporti con i clienti, favorendoli nei pagamenti, ma l’introduzione del pos non può diventare una nuova tassa che va a pesare sulle spalle di imprenditori e professionisti. Bene la tecnologia, insomma, ma a patto che questa non vada a discapito di commercianti e artigiani. A destare la rabbia dei liberi professionisti è, tuttavia, l’assenza di costi aggiuntivi per le banche, le uniche che andrebbero a beneficiare dell’entrata in vigore di questa nuova norma. «Su ogni transizione l’ artigiano andrebbe a pagare mediamente una tassa pari all’uno per cento - prosegue Accornero -. Questo non è giusto, perché i costi dovrebbero essere equamente ripartiti tra liberi professionisti, clienti e istituti di credito». Secondo un calcolo effettuato dall’Unione artigiani, infatti, un artigiano che incassa circa 50mila euro l’anno, sarebbe costretto a pagare 590 euro per l’utilizzo di un apparecchio base, 604 con un cordless e 620 se collegato con gsm. Costi che potrebbero incidere complessivamente sul mondo dell’artigianato fino a 13 milioni di euro. Troppo, insomma, anche se non va dimenticato che l’obiettivo della nuova norma è la rintracciabilità dei contanti, andando a colpire il fenomeno dell’evasione fiscale, molto diffuso nel mondo dei liberi professionisti.

«L’EVASIONE è un problema, ma è vero che sono sempre meno le persone che la praticano - conclude Accornero -. Il vero problema è che in Italia la tassazione è troppo elevata. All’estero il pos è ormai obbligatorio in tutti gli esercizi commerciali, ma non sono previsti costi aggiuntivi per artigiani o liberi professionisti».

Unione Artigiani MB - Impieghi stagionali, protocollo di intesa con la Provincia Mb

Impieghi stagionali, protocollo di intesa con la Provincia Mb

E' stato sottoscritto un importante protocollo di intesa tra Provincia di Monza e Brianza, Camera di Commercio e associazioni di categoria, fra le quali l'Unione Artigiani, volto a favorire l'occupazione di giovani e disoccupati attraverso il lavoro stagionale.

Si tratta di un sostegno destinato alle imprese e agli enti che nei settori turistico e della risotrazione assumeranno nuovo personale con contratto stagionale.

La Provincia Mb ha stanziato 90mila euro che saranno destinati ad incentivare i datori di lavoro e a finanziare borse di studio da 1500 euro in grado di consentire ai giovani di coprire parte delle spese di trasporto e di alloggio.

Tra gli obiettivi dichiarati, quello di mettere in comune le esperienze, le buone prassi e le relazioni con il mondo del lavoro avviate dagli istituti di formazione professionale, i centri di formazione, le associazioni di categoria e il terzo settore., olre ad incrementare l'occupazione.

Destinatari, i cittadini residenti o domiciliati in Provincia di Monza e Brianza che sono studenti in uscita dal percorso formativo scolastico e giovani occupati o inoccupati, in mobilità, cassa integrazione o disoccupati.

Beneficiari, società, imprese, enti pubblici, cooperative e associazioni con sede legale in Regione Lombardia che assumono un destinatario finale con contratto di lavoro stagionale, stipulato dall data del 1 gennaio 2014.

Questi gli incentivi all'assunzione previsti:

- contratto fino a tre mesi, massimo 1000,00 euro;

- contratti fino a sei mesi: massimo 2mila euro;

- contratti fino a 12 mesi: massimo 3 mila euro;

- contratti di apprendistato o a tempo determinato: massimo 5mila euro;

- trasformazione di contratto stagionale a termpo indeterminato: fino alla somma complessiva di 5mila euro.

Per maggiori informazioni e assistenza nella presentazione delle domande, contattare l'Ufficio Sindacale al numero 02/8375941.

Monza - Unione Artigiani: Pedemontana, a fianco di Provincia e Comuni

PEDEMONTANA: UNIONE ARTIGIANI AL FIANCO DI PROVINCIA E COMUNI
- comunicato stampa -

Aperto sostegno e condivisione da parte dell'associazione degli artigiani brianzoli con riguardo alla lettera inviata dal presidente Allevi e da sedici Sindaci al governatore Maroni. Forte preoccupazione circa la possibile mancata realizzazione completa del tratto B1, che metterebbe a repentaglio anche le attività economiche del territorio.

L'Unione Artgiani di Monza e Brianza interviene sul caso-Pedemontana e si schiera apertamente con il presidente della Provincia Mb, Dario Allevi, e con i sedici Sindaci dei Comuni interessati dal passaggio della tratta B1 di Pedemontana.

Una lettera indirizzata al Governatore Roberto Maroni è partita infatti dalla sede provinciale di Monza: a firmarla, oltre al Presidente Dario Allevi, 16 Sindaci interessati dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana Lombarda: Arcore, Barlassina, Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Lazzate, Lentate sul Seveso, Lissone, Macherio, Monza, Seregno, Seveso, Sovico, Vedano al Lambro e Vimercate.

Riuniti in un vertice straordinario in Via Tommaso Grossi lo scorso venerdì 14 marzo, i Sindaci insieme alla Provincia chiedono al Governatore un incontro urgente, se possibile entro una decina di giorni, ed esprimono " forte disagio e grande preoccupazione circa la realizzazione della tratta B1 della Pedemontana, i cui lavori sono iniziati da qualche giorno senza la necessaria garanzia di un crono programma certo e di una copertura finanziaria sicura per i lotti successivi".

La posizione degli Amministratori è stata più volte espressa nelle sedi istituzionali deputate, quali il Collegio di Vigilanza e la Segreteria Tecnica: "Se le cose rimanessero così - spiegano - le conseguenze sarebbero inevitabili sul sistema della mobilità brianzola, a partire dalla ex SS35 Milano-Meda già oggi perennemente congestionata, fino ad arrivare all'intera viabilità secondaria.Qui non si sta cercando di fermare l'opera - proseguono - né tantomeno si sta chiedendo di non realizzarla ma esattamente il contrario: vorremmo avere la certezza che sia completata in tempi certi con tutte le opere connesse e di compensazione già approvate nel progetto definitivo".

"L'Unione Artgiani - interviene il segretario generale Marco Accornero -  sostiene appieno l'azione intrapresa dalla Provincia e dai Comuni, condividendo in particolare le preoccupazioni in merito alla possibile mancata realizzazione del tratto B1 di Pedemontana, vitale non solo per i cittadini, ma soprattutto per tutte le attività produttive già oggi quotidianamente alle prese con un congestionamento del traffico che penalizza gravemente l'economia."

"Abbiamo sempre sostenuto il progetto Pedemontana - spiega Accornero - soprattutto per i risvolti diretti a velocizzare la cronica lentezza dei trasporti che transitano per la Brianza. Anche noi, come la Provincia e i Comuni, sottolineamo come la presa di posizione volta a domandare chiarezza e certezze non vada interpretata come una contrarietà all'opera, bensì come una sollecitazione a risolvere le criticità emerse in modo definitivo e urgente. Per questo ci pare opportuno e doveroso il convolgimento anche delle parti sociali, come l'Unione Artigiani che rappresenta migliaia di micro, piccole e medie imprese della Brianza, ma anche di Milano e provincia, interessate alla realizzazioen di Pedemontana, in un momento tanto delicato."

Monza - Unione Artigiani: lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi

C.L.A.A.I.: LETTERA APERTA AL NEO PREMIER, MATTEO RENZI
- comunicato stampa -
La Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, dando voce alle migliaia di associati italiani, invia alla Presidenza del Consiglio di Ministri, che oggi chiederà la fiducia in Senato, un elenco di priorità legate alle micro, piccole e medie imprese del Paese, auspicandone attenzione e condivisione.

Illustrissimo Signor Presidente Matteo Renzi,

con la presente la C.L.A.A.I. - Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, desidera esprimerLe i migliori auspici in concomitanza con il Suo insediamento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

C.L.A.A.I., in quanto firmataria di tutti i Contratti Collettivi Nazionali di categoria, risulta fra le principali rappresentanze nazionali dell'artigianato, con sede a Roma e direzione generale a Milano.

In una fase estremamente delicata e cruciale per le sorti del nostro Paese, il Suo Governo rappresenta per noi un decisivo punto di riferimento, cui affidiamo il compito gravoso di dare all'Italia concreti strumenti per agganciare l'agognata ripresa, dopo anni di durissima crisi.

Consapevoli della mole di impegni che caratterizzeranno i Suoi prossimi mesi, vogliamo assicurarLe il nostro pieno appoggio, nel solco di una sussidiarietà attiva, in particolare nel difficile tentativo di realizzare compiutamente quelle riforme strutturali urgenti che la Nazione attende da tempo.

La Sua esperienza di amministratore locale, prima come Presidente della Provincia e poi come Sindaco di Firenze, Le avrà certo consentito di conoscere ed apprezzare le micro, piccole e medie realtà aziendali artigiane, che compongono l'autentica spina dorsale dell'economia italiana.

La C.L.A.A.I., attraverso le associazioni territoriali aderenti, rappresenta migliaia di imprenditori artigiani.

In particolare, sarà per noi un onore poter ospitare una Sua visita presso la nostra sede direzionale di Milano, magari in concomitanza con gli appuntamenti previsti per il coordinamento dell'organizzazione di Expo 2015. In questo contesto, C.L.A.A.I. è rappresentata dall'Unione Artigiani di Milano e di Monza e Brianza, futura Area Metropolitana Milanese, che figura di gran lunga come la princiaple associazioen di categoria del territorio, raccogliendo quasi 20mila associati.

Forti delle migliaia di realtà imprenditoriali che rappresentiamo, desideriamo sottoporLe, qui in allegato, alcune priorità da noi ritenute di profonda rilevanza, di cui diverse coincidenti con le principali linee programmatiche del Suo Esecutivo.

Anche per questo, ribadiamo la forte speranza che il nuovo Governo da Lei guidato sappia tradurre velocemente in concretezza idee e programmi da noi condivisi.

RinnovandoLe il nostro sostegno collaborativo, auguriamo a Lei e ai Suoi ministri di conseguire tutti gli obiettivi prefissati nell'interesse e per il bene del Paese.

Monza e Brianza - Unione Artigiani: remiamo assieme per la ripresa!

LA RECESSIONE NON E' FINITA! REMIAMO ASSIEME PER LA RIPRESA!

I dati congiunturali annunciano il possibile arresto della recessione. Per agganciare la ripresa, però, occorre che il Paese "faccia squadra", stante la situazione di estrema debolezza delle imprese italiane, in particolare delle micro, picole e medie aziende.

La Claai, associazione maggiormente rappresentativa dell'artigianato e di rilevanza nazionale, dando voce a migliaia di piccoli e medi imprenditori, sottopone l'urgenza indifferibile di alcune esigenze prioritarie alle massime istituzioni del Paese.

Dalla riforma del lavoro al peso del fisco, dalla semplificazione burocratica al credito, fino ad Expo 2015, la Confederazione incalzerà chi è chiamato a decidere, collaborando nel fromulare proposte concrete alle quali Istituzioni e forze politiche sono chiamate a dare risposte tangibili ed immediate.

E' necessario remare tutti nella stessa direzione, per dare vita a un rinnovato sistema-Italia basato sulla sussidierietà attiva, unendo impegno e risorse verso il comune obiettivo dell'aggancio della ripresa.

Il momento è cruciale e segnerà il riscatto o il declino dell'intera Nazione.

In allegato il testo completo del messaggio.

Monza - Unione Artigiani: soddisfazione per stralcio riforma RC Auto

STRALCIO RIFORMA RC AUTO, LA SODDISFAZIONE DEGLI ARTIGIANI

L'Unione Artigiani accoglie con particolare favore la sollecitazione mossa al governo volta ad eliminare l'articolo 8 del decreto "Destinazione Italia". Accornero: "Salve 300 carrozzerie milanesi e brianzole, per piu' di mille addetti".

L'Unione Artigiani accoglie con favore l'annunciato stralcio dell'articolo 8 del decreto "Destinazione Italia", inerente la riforma dell'Rc auto, in particolare del risarcimento "in forma specifica".

"Esprimiamo grande soddisfazione - afferma il segretario generale, Marco Accornero - per la scelta di rinunciare a trasformare in legge un provvedimento che avrebbe inciso negativamente sulla categoria dei carrozzieri e sulla libera scelta dei consumatori. Confermiamo la massima disponibilità per un confronto su questo tema particolarmente complesso, che però non può non coinvolgere e tener conto delle 14mila imprese di carrozzeria per circa 60mila addetti in Italia. Con questo stralcio sono state salvate il 30% delle carrozzerie milanesi e brianzole e più di mille dipendenti."

Secondo una indagine realizzata dall'Unione Artigiani, infatti, solo nelle province di Milano e di Monza e Brianza, con la riforma proposta che avrebbe assegnato i lavori di riparazione dei danni da sinistro alle sole carrozzerie convenzionate con le compagnie assicurative, sarebbero state messe a repentaglio almeno 300 imprese di carrozzeria, per più di un migliaio di addetti a rischio posto di lavoro.

"Ringraziamo per l'impegno nel sostenere le nostre posizioni di critica e nel perorare lo stralcio della riforma - rimarca Accornero - di tutti i parlamentari che si sono mossi in questo senso, in particolare del senatore Maurizio Sacconi e dell'onorevole Marco Carra."

"Ocorre pensare a un provvedimento ordinario - conclude Accornero - che consenta di verificare approfonditamente l'impatto di una riforma su tutta la filiera legata al settore del risarcimento dei danni da sinistro automobilistico, senza penalizzare le imprese artigiane indipendenti e la libertà di scelta dei consumatori."

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »