Politica

Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

Monza - Autodromo. Nasce la nuova società di gestione, ad ACI il 75% delle quote

15/03/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Roma - Automobile Club d'Italia (ACI) e Automobile Club di Milano (ACM) hanno, ieri, unito le loro quote - rispettivamente 75 e 25 per cento - per dare continuità a Sias, la società che dal 1922 gestisce l'Autodromo di Monza : un matrimonio per necessità.
Scelta difficile in quanto per 85 anni ACM ha deciso in autonomia programmi e investimenti. Invece, d'ora in poi a Monza l'ACI sarà il padrone di casa.

Una sorta di realizzazione del sogno di Franco Lucchesi ex presidente dell'ACI che sedici anni fa dette vita alla società Formula Grand Prix SpA che aveva per oggetto sociale “la costruzione, allestimento e gestione di circuiti automobilistici, motociclistici, la gestione di gare, competizioni e manifestazioni automobilistiche, motociclistiche e sportive in genere”. Società con capitale di 100 mila euro: 99.000 azioni Automobile Club d'Italia, 1.000 azioni della sanmarnese Fincompany SA.

Formula Grand Prix SpA era stata costituita con l'obiettivo di sottrarre all'Automobile Club di Milano il Gran premio d'Italia e a all'Automobile Club di Bologna quello di Imola.
La società venne, però, messa in liquidazione l'11 marzo 2004; il capitale azzerato da consulenze ed emolumenti ai consiglieri; la perdita fu di 14.856 euro.

Quella di chiedere aiuto all'ACI è stata per ACM una scelta obbligata dal momento che le gestioni dell'ex direttore Enrico Ferrari tra il 1997 e il 2012 (il Tribunale lo ha condannato ad una pena di 4 anni e 4 mesi ed risarcire 1,5 milioni di euro) e di Andrea Dell'Orto nel biennio 2014-2015 hanno fatto sprofondare Sias sull'orlo del fallimento.
Per salvare la società e continuare ad organizzare il Gran premio d'Italia di Formula Uno il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha portato avanti la trattativa con la FOM di Bernie Ecclestone disposta a confermare a Monza l'avvenimento iridato a fronte di un nuovo oneroso contratto da 68 milioni di dollari per il triennio 2017-2019.

Dopo che a fine 2015 il Governo Renzi aveva autorizzato l'ACI a utilizzare i proventi del Pra (Pubblico Registro) il Consiglio Generale dell'ACI ha dato mandato al presidente Sticchi Damiani di utilizzare risorse per 37,5 milioni. Ora però l'ambiente romano è in fibrillazione poiché il decreto attuativo deve passare per le commissioni e potrebbe subire modifiche.

Speriamo veramente di no. Se però ciò accadesse ci penalizzerebbe – analizza lucidamente un componente del Consiglio -. Il Parlamento potrebbe modificare la legge finanziaria del 2015 ed a noi verrebbe a mancare l'approvvigionamento economico per il Gran premio d'Italia. Lo stesso discorso vale per Regione Lombardia. Senza i loro soldi non facciamo il Gran premio. La loro parte la devono mettere perchè sono venuti a cercarci, hanno partecipato alle riunioni, hanno fatto annunci. Non può l'ACI restare col cerino acceso in mano”.

Ai 37,5 milioni di dollari di ACI per il triennio, ACM aggiunge l'incasso dei biglietti e gli stanziamenti di Regione Lombardia.

Inizialmente era stato annunciato che la Regione avrebbe partecipato alla società con una quota del 20 per cento. Spaventata, però, dal report della due diligence si è in ultimo chiamata fuori, decidendo di restare soltanto sponsor con una cifra di 10 milioni l'anno per il 2017 e 2018.
In realtà, al momento in cui scriviamo, il solo impegno di spesa è di 7 milioni, di cui 5 andrebbero all'Autodromo per il Gran premio e 2 sono stati utilizzati per i lavori di preparazione del Parco per la visita di Papa Francesco del 25 marzo.

Quindi, a conti fatti, sommando ai 37,5 milioni di dollari di ACI i circa 30 della vendita biglietti ed i 20 di Regione Lombardia (nessun contributo in ogni caso per il 2019) si arriva a 87,5 milioni; 19,5 in più del contratto FOM. Occorre però tenere conto che le spese di organizzazione del Gran premio sono nell'ordine dei 60 milioni e dunque, nel triennio, il Gran premio d'Italia è destinato a produrre un disavanzo economico di 40,5 milioni.
Anche se il presidente della Regione, Roberto Maroni, ottimisticamente, dichiara: “L'investimento nel Gran premio serve a creare ricchezza per il nostro territorio”, contando sull’indotto che l’evento Gran Premio produce: accoglienza, ristorazione. trasporti, ecc.

Arrivare alla sigla del contratto ACI-ACM, che dovrà però ancora ottenere il benestare della Corte dei Conti e dell'Antitrust, non è stata una passeggiata facile. O meglio, per dirla tutta, è stato un viaggio ad ostacoli.
Il gruppo di lavoro dell'ACI coordinato da Carlo Conti, direttore dell'area amministrativa e finanziaria, ha passato al vaglio la documentazione degli ultimi 5 anni di Sias estrapolando in modo analitico le negatività aziendali che potrebbero in futuro creare problemi di gestione societaria.
ACI ha puntualizzato che le posizioni civilistiche e penali ancora aperte saranno di sola competenza di ACM.

Angelo Sticchi Damiani potrebbe assumere almeno inizialmente il ruolo di presidente della nuova Sias. Al momento per quanto riguarda i tre componenti il cda in quota ACI circolano solo i nomi di Alfredo Scala e Fabrizio Turci; Enrico Radaelli sarà il rappresentate di ACM mentre il quinto nominativo dovrebbe essere indicato dal Comune di Milano, e non da Monza com'è avvenuto fino ad ora.

Giovedì 16 marzo in Tribunale a Monza il pubblico ministero Rosario Ferracane (ha sostituito Walter Mapelli promosso procuratore capo a Bergamo) terrà la sua requisitoria chiedendo le pene per Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli, Marco Luca Villa, Giuseppina Panuccio, Federica Evangelista e Stefano Tremolada. Pesanti i capi d'accusa: usura, corruzione, peculato, falso, turbativa d'asta, omissione dolosa di cautele, distruzione di patrimonio arboreo. Sias si è costituita parte civile con l'avvocata Angela Fortuna.

Le ragioni del sì e del no. Studenti a lezione di dibattito politico

Due ore e quindici minuti: tanto è durato l’avvincente incontro “Le ragioni del sì e del no al Referendum” svoltosi presso la Sala Gandini di Seregno giovedì 24 novembre. Un incontro di forti contenuti e grande partecipazione che ha coinvolto una platea di oltre 150 studenti maggiorenni dell’Istituto Primo Levi di Seregno.   Chiari, appassionati e attenti a rispettare regole e tempi del dibattito politico, i due relatori Aldo Giannuli, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano, e l’avvocato Giuseppe Arconzo, ricercatore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano hanno illustrato ragioni ed effetti delle modifiche proposte nella Riforma della Carta costituzionale promossa dal Governo. 

Alla presentazione delle ragioni del sì e del no sono seguite le domande degli studenti, interessati ad approfondire aspetti legati a procedure – come l’elezione del Presidente della Repubblica – costi e funzioni, in particolare di Regioni e Cnel.

 “L’incontro mi è servito molto. Prima di partecipare al dibattito ero molto confusa e non avevo capito esattamente le implicazioni della proposta di riforma” –  spiega Carol Zappalà. Aggiunge Alberto Veronese: “Credo sia stato un evento davvero unico: non capita tutti i giorni di avere ‘a disposizione’ due docenti universitari del calibro dei relatori intervenuti”.
D’accordo sull’utilità dell’incontro e sulla necessità di riproporre il format anche in futuro, gli studenti Federica Barbagallo e Marco Donetti, che aggiunge: “In occasione di altre votazioni, proporrei un incontro di questo tipo anche per favorire gli studenti che, per il corso di studio scelto, non hanno occasione di studiare diritto fino al quinto anno”. Gli fa eco Diarra Cisse: “Spesso ci suggeriscono di informarci leggendo i giornali o seguendo i telegiornali, ma la verità è che la maggior parte di noi non lo fa”.

Soddisfatte anche le organizzatrici dell’evento, le docenti di diritto ed economia Fiorella Brambilla e Argentina Losurdo: “L’idea di questo incontro nasce dall’esigenza di fornire ai nostri studenti gli strumenti per esercitare consapevolmente il diritto di voto, in un’occasione così importante come il referendum costituzionale. Abbiamo così organizzato un percorso che si è articolato in due momenti: il primo di presentazione dei contenuti della riforma tenuto presso la nostra scuola da noi docenti e il secondo di approfondimento affidato a due personalità di alto profilo per la presentazione del le ragioni del sì e del no. È stata un’importante occasione di confronto in  cui i ragazzi hanno dimostrato  che, in presenza di stimoli adeguati, sono in grado di rispondere con maturità e  consapevolezza”.
 

Monza - Gp d'Italia, ancora una fumata nera sulla firma del contratto. Lievitano i costi per l'Autodromo

23/11/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Lunedì Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia accompagnato da Marco Ferrari, direttore centrale di ACI Sport e da due legali, è volato a Londra per incontrare Bernie Ecclestone, patron del Circus della Formula Uno; scopo del viaggio, il contratto triennale da 68 milioni di dollari per confermare il Gran premio d'Italia nel calendario mondiale.

Doveva essere il viaggio della firma ufficiale, già annunciata con tanto di conferenza stampa a settembre.
Nel pomeriggio, i quattro di ACI sono, però, tornati a Roma senza il contratto firmato e recando un’ulteriore brutta notizia: oltre ai 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia nel prossimo triennio, la “nuova Sias” partecipata da ACI, Regione Lombardia, Automobile Club Milano, dovrà far fronte a mancati ricavi e a benefit da corrispondere, portando il costo complessivo dell’operazione a oltre 70 milioni di dollari.

C'erano ostacoli da rimuovere e l'incontro è servito a spazzarli via – minimizza il presidente Sticchi Damiani -. I documenti che abbiamo portato verranno attentamente analizzati dai legali di Bernie. Siamo vicinissimi alla firma ed anche se per il 30 novembre quando a Vienna si terrà il Consiglio mondiale della FIA che ratificherà il calendario della Formula 1 non avremo firmato con la FOM, Monza ne farà parte”. Quindi, un po' piccato, puntualizza, “Non sono un venditore di fumo”.

Certo, nessuno gli ha mai dato del “venditore di fumo” però se fin dallo scorso luglio avesse spiegato all'opinione pubblica quali erano i veri nodi che ritardavano la firma, avremmo capito.

Eccoli allora i nodi che ancora impediscono la firma.
Già nel primo contratto datato marzo 2015 Ecclestone chiedeva “la disponibilità totale dell'impianto”. Niente più doppio contratto con il secondo che riconosceva (fino a quest'anno) il pagamento a Sias della pubblicità.
La newco che subentrerà a Sias dovrà farsi totalmente carico dell'organizzazione dell'evento (costo circa 20 milioni di euro) e terrà l'incasso della biglietteria (8-9 milioni di euro). A FOM e Paddock Club spetterà in esclusiva la gestione logistica, pubblicità e salette d'ospitalità; prevista anche la cessione a Paddock Club di 5.000 biglietti di tribuna centrale.

Ci ha provato il presidente a forzare la mano a Ecclestone chiedendo di lasciare disponibile almeno una parte della palazzina, ma Mister E – anche durante l'incontro di lunedì - è stato irremovibile.
Ha acconsentito soltanto a mettere a disposizione di ACI una saletta che potrà ospitare 200 persone.

Quando il 28 luglio, Sticchi Damiani portò al Consiglio Generale di ACI il conteggio su quanto sarebbe costato il Gran Premio, dal totale mancavano sia il costo relativo ai 5.000 biglietti (250.000 euro) sia l'introito per la cessione delle terrazze e salette d'ospitalità del building Manpower e del museo, circa 3 milioni di euro.

Dunque, è questa la cifra che manca ad ACI per chiudere l'accordo.

Vedremo quale sarà il responso del Consiglio generale di ACI convocato per il 14 dicembre sull'operazione Gran Premio d'Italia a Monza, anche se fonti romane riferiscono che la firma verrà annunciata a fine novembre come ringraziamento a Matteo Renzi che ha consentito ad ACI di utilizzare i fondi del Pra: “Sarà un assist per il referendum”.

Tenendo conto del cambio in questo momento sfavorevole con un dollaro vicino alla parità con l’euro, gli ulteriori costi da sopportare non sono bruscolini.

Così come non sono bruscolini i debiti di Sias.
La stagione 2016 che si chiuderà ai primi di dicembre col Monza Rally Show, non ha portato grandi incassi. Con il concerto di Ligabue sono entrati 70mila euro (0,67 centesimi a biglietto) e la tre giorni del centenario Bmw ha portato nella casse della società che gestisce l’Autodromo 200mila euro.
In più, quest'anno Sias dovrà versare al Comune di Monza oltre al canone di locazione il 2 per cento degli introiti della gare motoristiche (circa 180 mila euro).

Intenzionata ad entrare nella nuova società di gestione del circuito, Regione Lombardia che parteciperà alla newco mettendoci 20 milioni spalmati su tre anni, ha chiesto la revisione dei bilanci con la certificazione dei debiti.

Debiti che sono nell'ordine di oltre 10 milioni di euro e che, per decisione di ACI, nei prossimi tre anni, verranno accollati all'attuale socio di maggioranza di Sias, l'Automobile Club di Milano. I cui conti, d’altra parte, non sono certamente floridi.
E' prevista una drastica riduzione del personale che passerà  53 a 30-35 elementi.
Nessun rinnovo per i nuovi contratti (fatto salvi quelli a tempo indeterminato) firmati durante la gestione Andrea Dell'Orto-Francesco Ferri che hanno pesato negativamente per 2,7 milioni sul bilancio di Sias.

A Meda Lunedì 21-11-016 Incontro Pubblico LE RAGIONI DEL NO ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI

A MEDA, il 21-11-016 presso il Centro Civico Radio in vicolo Comunale dalle ore 21.00
Incontro pubblico informativo sulle ragioni del NO alle modifiche Costituzionali con:

LUCREZIA RICCHIUTI - Senatrice della Repubblica
GIULIO CAVALLI - Scrittore, regista teatrale, aderente a Possibile
LORIS MACONI - Presidente ANPI di Monza e Brianza
MARCO DAL TOSO - Avvocato dell'Ass. Giuristi Democratici di Milano

Introduce e modera Alberto Colombo - Cons. Com. di Sinistra e Ambiente
PARTECIPATE e INFORMATEVI

AllegatoDimensione
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Vimercate - Referendum costituzionale, dibattito promosso da Anpi e comitato per il NO

La campagna che condurrà al voto sulla riforma costituzionale del prossimo 4 dicembre è ormai entrata nel vivo: ANPI Monza e Brianza promuove il dibattito pubblico che si terrà martedì 15 novembre presso Villa Gussi a Vimercate alle ore 20:45.
A sostegno delle ragioni del NO interverranno:

Armando Spataro, magistrato, procuratore della Repubblica
Loris Maconi, Presidente provinciale ANPI Monza e Brianza
Savinio Bosisio, Presidente ANPI Vimercate.

A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia 
Comitato Provinciale di Monza e Brianza
 
Via F. Orsini 4A - 20900 Monza (MB)
Tel. 0392302976

info@anpimonzabrianza.it 
http://www.anpimonzabrianza.it

 

Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

Seregno - +Energy e Pgt, due vicende che corrono parallele ma si intrecciano almeno per alcuni protagonisti

05/10/2016

di Brianzabeat

+Energy e l’approvazione del Pgt sono due vicende che corrono parallele, ma che in qualche modo si intrecciano, almeno in alcuni dei suoi protagonisti.
Infatti il PGT su cui lavorava l’amministrazione guidata da Giacinto Mariani, socio di fatto di +Energy, prevedeva la trasformazione urbanistica da industriale a commerciale con conseguente valorizzazione delle aree di proprietà della Effebiquattro e della Immobiliare Stefania di Mario Barzaghi, a sua volta socio di +Energy.
Per dare una misura approssimativa della valorizzazione dell'area Effebiquattro  qualora il PGT fosse stato approvato così come era stato proposto, si consideri che per quella specifica zona di Seregno, un metro quadro di un negozio e di un ufficio valgono dalle tre alle cinque volte un metro quadro di un magazzino o di un capannone industriale (vedi sito).

L’accostamento tra le due vicende non è stato considerato diffamatorio da tutti e tre i giudici del Tribunale di Monza (vedi Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società) che hanno valutato le richieste di risarcimento danni nei confronti di Gatti e dell’Espresso presentate da Giacinto Mariani, Luigi Spenga e Mario Barzaghi.

Vale la pena, quindi, stilare una breve cronologia per i nostri lettori che non conoscono le vicende.


11 agosto 2009 - L’architetto incaricato Giorgio De Wolf deposita in comune, con protocollo riservato, il nuovo PGT.
Sull’area dove sorge lo stabilimento Effebiquattro di Mario Barzaghi e sulle aree confinanti è previsto un intervento urbanistico di 121mila metri quadrati di superficie edificabile e la costruzione di un edificio di 65 metri di altezza.

30 Marzo 2010 - Alle elezioni Giacinto Mariani viene confermato sindaco di Seregno e nello stesso giorno il consigliere regionale Massimo Ponzoni riceve un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta.
Il 3 dicembre 2009 la Guardia di Finanza aveva sequestrato in casa di Sergio Pennati, commercialista di Ponzoni, un documento in cui lo stesso Pennati descrive, tra le altre cose, l’influenza di Ponzoni sui PGT di Desio, Seregno, Monza, Lentate.
A Seregno Pennati dedica solo una frase, ma significativa: “ Il suo uomo è Attilio Gavazzi che con il genero Andrea Attolini sta predisponendo il PGT, sempre con il Ponzoni che dà il benestare delle aree che a lui interessano”.
Nello stesso documento Sergio Pennati scrive che alcuni giornalisti sono sul libro paga di Massimo Ponzoni, tra questi anche il direttore dell’Esagono, Marco Pirola.

Nell’aprile del 2010 si forma la nuova giunta Mariani, Attilio Gavazzi viene sostituito come assessore all’Urbanistica da Edoardo Mazza, conserva però la carica da vicesindaco e gli viene assegnato l’assessorato ai Servizi Sociali.

Mentre il PGT rimane fermo e i suoi contenuti non vengono divulgati, nel giugno del 2010 Giacinto Mariani e Luigi Spenga, tramite la Aperta Fiduciaria, costituiscono, con l’Immobiliare Stefania (società della famiglia Barzaghi), la società +Energy.
Da subito +Energy opera in collaborazione con la Simec controllata, secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, da elementi della camorra.

All’interno della maggioranza e in particolare della Lega Nord di Seregno si consuma una dura spaccatura sul PGT e sulla gestione dell’urbanistica.
Scrivono i giudici del Tribunale di Monza nella sentenza che ha assolto Luca Talice dall’accusa di aver commesso violenza sessuale nei confronti di Federica Forcolin e Davide Giannobi:
Sta di fatto che all’interno della maggioranza alla guida del comune di Seregno era in atto una vera e propria guerra dal settembre 2010, quando era stata resa nota la bozza del PGT (Piano di Governo del Territorio). La maggioranza si era, infatti, divisa in due fazioni, la prima schierata con Talice che si opponeva radicalmente alla trasformazione delle aree verdi in edificabili, la seconda facente capo al sindaco sostenitore della bozza contemplante appunto dette trasformazioni urbanistiche. Dalle intercettazioni è dato capire che, con il sindaco Giacinto Mariani erano schierati, oltre al vicesindaco Attilio Gavazzi, Maria Teresa Viganò, Marco Berizzi, Marco Formenti, Forcolin e Giannobi, quest’ultimi distanziatisi dalla “corrente” di Talice ben prima che divenissero pubblici i fatti per cui è a processo e dunque, non in conseguenza dell’isolamento che avrebbero subito a causa delle loro denunce, ma per scelta autonoma propria. Scelta, peraltro, artatamente tenuta nascosta, in quanto i due avrebbero dovuto fingere di rimanere sostenitori delle idee portate avanti da Talice ” (vedi sentenza Talice).

Un fatto inedito, sempre riferibile a quel periodo, viene raccontato da Luca Talice nel libro sulla sua vicenda giudiziaria di prossima pubblicazione.

Ai primi di settembre del 2010, un mese e mezzo prima della denuncia di Forcolin e Giannobi, il senatore della Lega Nord, Cesarino Monti, si propone come mediatore tra la posizione della sezione della Lega Nord e quella del sindaco Giacinto Mariani e mi invita a un “pranzo della pace”.
Per avere un testimone, per evitare di essere messo in mezzo e perché non mi fido, mi presento con l’assessore e amico Riccardo Liviero. Mangiamo la pizza e parliamo di tutto ma non di urbanistica. A fine pranzo, Giacinto Mariani si alza per andare in bagno, il senatore Monti arriva al nocciolo della questione senza troppi preamboli: “In politica - mi dice - bisogna accettare compromessi, anch’io in Senato ho votato cose che non mi piacevano. Voi dovete approvare questo PGT. Siamo d’accordo?”.
Io e Liviero lo guardiamo stupiti, ma non diciamo una parola.
La pizzata della pace è fallita, Giacinto Mariani non ha ottenuto la promessa di votare un PGT a scatola chiusa, che non ci piace, visto che a una prima occhiata, è molto lontano da quel consumo zero di suolo che era l’obbiettivo della sezione della Lega Nord di Seregno. A mio e a parere della maggioranza della sezione è un PGT dei costruttori e non della città.
La rottura tra noi e loro si è consumata in silenzio, ma è evidente”.

Fine settembre, primi di ottobre del 2010 Federica Forcolin e Davide Giannobi raccontano a Giacinto Mariani e a Marco Formenti le presunte violenze sessuali da parte di Luca Talice.
Al processo il teste Giacinto Mariani ricorda così il momento della rivelazione:
Abbiamo fatto una cena fuori Seregno, fine settembre - primi di ottobre 2010, adesso la data sinceramente non me la ricordo, siamo andati in pizzeria, ci siamo seduti, abbiamo ordinato, poi dopo abbiamo cominciato a parlare della sezione. Marco ha cominciato a dire: “Ci sono dei problemi in sezione sugli indirizzi politici, su determinati comportamenti”, io a quel punto ho detto: “scusate, vado in bagno”, sono andato in bagno, quando sono rientrato dalla toilette c’era il Marco Formenti bordeaux, i due ragazzi che piangevano”.

11 gennaio 2011 - Il settimanale Esagono, diretto da Marco Pirola, rivela l’inchiesta che vede Luca Talice accusato di violenze sessuali ai danni di Davide Giannobi e Federica Forcolin.

Nel Marzo del 2011 Fabio Mascheroni viene sostituito come amministratore da Mario Barzaghi e la sede legale di +Energy viene trasferita in via Leonardo da Vinci 55 a Meda, dove c'è la sede operativa e legale della Aben's Professional, i cui soci dal 2004 sono Giacinto Mariani e Marco Formenti.
Tra il settembre del 2009 e il luglio del 2012 compare come socio di Aben's Professional anche Vito Potenza, assessore al Bilancio del comune di Seregno e coordinatore provinciale dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

Nella primavera del 2011 la Guardia di Finanza si presenta diverse volte nell’ufficio tecnico del comune di Seregno per acquisire documenti.

Scriverà Laura Ballabio su il Giorno nel febbraio 2013, all’indomani della notizia dell’inchiesta che vedrà Attilio Gavazzi imputato per corruzione. “Seregno, il suo Pgt e i suoi progetti urbanistici sono nel mirino della Procura di Monza dalla primavera del 2011, quando, tra maggio e giugno, furono ben quattro le visite agli uffici comunali, in particolare all’ufficio tecnico in via XXIV Maggio. Anche in quel caso la lente era puntata sull’urbanistica cittadina e sull’allora bozza del Piano di governo del territorio” (vedi articolo).

30 maggio 2011 - Attilio Gavazzi viene estromesso dalla Giunta Mariani dove ricopriva il ruolo di assessore ai Servizi Sociali e di vicesindaco.

10 Giugno 2011 - Giorgio De Wolf, l’estensore del PGT, incontra la Commissione consiliare Territorio del comune di Seregno per presentare il suo lavoro. A domanda del consigliere dell’UDC, Piergiorgio Borgonovo, su chi siano stati i suoi referenti risponde:
Un professionista non definisce gli indirizzi dello sviluppo di una città, ma cerca di tradurre nel concreto gli obiettivi che gli vengono sottoposti. Nella prima fase del mio lavoro, non ho mai avuto la possibilità di incontrare la commissione ed anche con l'ufficio tecnico ho potuto lavorare solo in seconda battuta. I miei referenti sono stati il sindaco (Giacinto Mariani) e l'assessore (Attilio Gavazzi)” (vedi Seregno Pgt, l'estensore De Wolf: «Referenti, sindaco e Gavazzi») .

12 luglio 2011 - In una seduta convulsa viene cancellato il progetto di PGT (vedi delibera di Consiglio comunale). Viene, quindi, affidato allo stesso De Wolf l’incarico di redigere un nuovo PGT.

Nel dicembre 2011 vengono sequestrate a Pasquale Pirolo, uomo legato alla camorra, carte relative alla Simec, società che ha stretto un rapporto commerciale con +Energy.

16 gennaio 2012 - Viene spiccato mandato di arresto nei confronti di Massimo Ponzoni. Diventa di dominio pubblico il memoriale di Sergio Pennati nel quale l’ex socio e commercialista di Massimo Ponzoni indica Attilio Gavazzi e il genero Andrea Attolini come gli uomini attraverso i quali lo stesso Ponzoni influenza le scelte urbanistiche a Seregno.

24 settembre 2012 - Viene costituita la Eco Art di Cesano Maderno, riconducibile alla moglie di Cincotto. Scriveranno gli inquirenti quando a gennaio 2013 sequestrano anche la Eco Art dopo aver sequestrato qualche mese prima la Simec: “Ciò che colpisce, inoltre, è la data della sua costituzione (il 24 settembre del 2012) proprio in prossimità della emissione, da parte di questo Tribunale, del decreto di sequestro (11 ottobre 2012) in estensione che avrebbe colpito – di lì a pochi giorni – il gruppo di società (SIMEC – CTIDA – BERKELEY) che le indagini svolte dalla DIA di Napoli e dalla Questura di Caserta avevano consentito di individuare come società ‘infiltrate’ dalla camorra casertana attraverso l’amicizia sorta tra Pasquale Pirolo, Del Vecchio Gaetano ed alcuni imprenditori e tecnici del nord Italia tra cui, appunto, Cincotto Ugo Ersilio e Zanardi Federico”.

15 ottobre 2012 - Il nuovo PGT viene depositato all’Ufficio tecnico ed è pubblicamente visionabile. La trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro che nella prima stesura del PGT era presentata come un tutt’uno viene spezzata in quattro ambiti di trasformazione economica Ate 1, 2 , 3 , 4. L’ambito di trasformazione Ate 3 insiste sullo stabilimento Effebiquattro, gli altri su aree limitrofe (vedi documento). Alcuni elementi, ad esempio l’altezza delle costruzioni e la percentuale dell’area da cedere ad uso pubblico vengono demandati a successivi piani attuativi.

5 novembre 2012 - Esce la notizia del sequestro della Simec di Cesano Maderno, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ritiene “l’attività di detta società riconducibile a Pasquale Pirolo (uomo del clan Bardellino ndr), in società di fatto con il Cincotto”.

21 dicembre 2012 - Mario Barzaghi rileva tutte le quote di +Energy , tra queste anche quelle coperte da fiduciaria e riferibili di fatto a Giacinto Mariani e a Luigi Spenga.

Il 9 aprile 2013 alle ore 16, secondo quanto riportato nell’atto notarile, Mario Barzaghi si reca dal notaio e mette in liquidazione +Energy (l’atto viene registrato in Camera di Commercio il 17 aprile 2013).
Qualche ora dopo, la mattina del 10 aprile 2013, Fabrizio Gatti si presenta nella sede dell’Effebiquattro per intervistare Mario Barzaghi su +Energy, sul suo assetto societario e sui rapporti tra +Energy e Simec (vedi Giornalista io ti ammazzo), un’inchiesta su cui sta lavorando da settimane..

18 aprile 2013 - Viene pubblicata su l’Espresso e su infonodo.org l’inchiesta su +Energy. Si dimettono sei consiglieri della Lega Nord e un assessore.

19 aprile 2013 - Giacinto Mariani indice una conferenza stampa sul caso +Energy nella quale nega il suo coinvolgimento nella società e attribuisce l’inchiesta giornalistica de l’Espresso e di infonodo.org ai tentativi della mafia di screditarlo.
La mia persona che cerca sempre di mettere la propria faccia nel contrasto alla criminalità da fastidio, perché a questo punto tre indizi fanno una prova, e i giornalisti o presunti tali costruiscono delle questioni inesistenti, io faccio uno più uno fa due e quindi questa è la situazione attuale”.

12 dicembre 2013 - Il Consiglio Comunale adottata il nuovo PGT , sull’area dove sorge l’Effebiquattro è sempre prevista una trasformazione urbanistica.

25 febbraio 2014 - L’Immobiliare Stefania e la Effebiquattro presentano ricorso al Tar della Lombardia contro il PGT dalla Giunta guidata da Giacinto Mariani e adottato dal consiglio comunale. Viene anche richiesto al comune di Seregno un risarcimento per presunti danni subiti.

28 giugno 2014 - Il PGT viene approvato dal Consiglio comunale. Le quattro aree di trasformazione economica, tra cui quella dell’Effebiquattro, vengono tutte cancellate.

 

Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società

05/10/2016

di Brianzabeat

E’ stata depositata mercoledì 21 settembre la sentenza del Tribunale civile di Monza sulla richiesta di risarcimento danni presentata da Giacinto Mariani nei confronti di Fabrizio Gatti e del settimanale L’Espresso per un articolo sulla vicenda +Energy:
In Brianza tra Lega e clan.Il sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dell'Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno .

L’articolo in questione, frutto di un’inchiesta condotta da Gatti su una segnalazione raccolta da infonodo.org (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT), ha prodotto querele sia in sede penale sia in sede civile, con richiesta di risarcimento danni per complessivi 27 milioni e 200mila euro nei confronti di Gatti e de L’Espresso, a cui si sono aggiunti i 50mila euro chiesti da Giacinto Mariani all’ex segretario del Pd di Seregno, Mauro Brivio e all’ex sindaco Gigi Perego che avevano utilizzato alcuni brani dell’articolo per alcuni manifesti politici.

Se sul piano penale le denunce sono state archiviate o in via di archiviazione, non avendo ravvisato le Procure competenti - quella di Velletri per L’Espresso che ha sede a Roma e quella di Monza per i due politici del Pd di Seregno - gli estremi per un rinvio a giudizio per reato di diffamazione; sul piano civile, invece, gli esiti e le sentenze emesse da tre giudici del Tribunale di Monza sono state contrastanti.

Il 26 aprile 2016 il giudice, il dott. Alessandro Gnani, ha condannato Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento danni di 130mila euro in favore di Mario Barzaghi, a fronte di una richiesta di risarcimento di 26,1 milioni di euro.
Il 28 luglio 2016 il giudice, la dott.ssa Caterina Caniato, ha respinto in toto le richieste del capitano Luigi Spenga che aveva richiesto un risarcimento di 400mila euro e lo ha condannato, come parte soccombente, a pagare 28mila euro di spese processuali.
Infine, il 6 settembre 2016, la dott.ssa Cristina Ravera ha condannato Fabrizio Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento di 34mila euro in favore di Giacinto Mariani, contro i 500mila richiesti.

Le tre sentenze che non concordano sulla lettura e le interpretazioni di singole frasi hanno confermato, però, la veridicità complessiva dell’inchiesta giornalistica che consisteva nell’esposizione di una serie di fatti principali:

- La partecipazione di Giacinto Mariani e del capitano Luigi Spenga nella +Energy, coperti da una società fiduciaria e utilizzando o meno dei prestanome (la compagna dell’uno e la madre dell’altro).
- I rapporti tra +Energy e Simec quando già Simec era sotto il controllo di personaggi legati al clan dei casalesi.
- Il fatto che mentre l’amministrazione Mariani si apprestava a presentare il PGT con l’importantissima trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro, il sindaco Giacinto Mariani diventava socio di Mario Barzaghi patron dell’Effebiquattro.

Per quanto riguarda la partecipazione di Giacinto Mariani alla società +Energy, scrive, infatti, nella sentenza la dott.ssa Ravera: «A ciò occorre aggiungere che la veridicità dell’assunto di un diretto coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione di +Energy è confermato da Fabio Mascheroni, già amministratore unico di detta società, nel corso della sua intervista, prodotta in atti, non oggetto di contestazione da parte dell’attore. Fabio Mascheroni ha, infatti, dichiarato che “sono stato contattato sia dal capitano Spenga che da Giacinto Mariani e anche da Barzaghi, mi è stato offerta l'opportunità di fare l'amministratore a questa società”, alla domanda dell’intervistatore: “Torniamo alla società, ma chi erano veramente i soci di +Energy?”, Mascheroni ha risposto “Io posso solo confermare i nomi che ha già fatto Mario Barzaghi nell'intervista all'Espresso. Alla fine le persone con cui io interagivo costantemente erano il capitano Spenga, il sindaco Giacinto Mariani e Mario Barzaghi. In forma minore la compa... i due avvocati”. E ancora, alla domanda “Ecco, e poi alle riunioni, le riunioni della società chi partecipava?” Mascheroni ha dichiarato “Sempre Giacinto Mariani, Spenga e Barzaghi”. Dal che ne discende che il riferimento ad un collegamento fra Giacinto Mariani e +Energy risulta assistito da una verità intrinseca».

Riguardo alla partecipazione di Spenga nella società +Energy, la dott.ssa Caniato, oltre a citare la testimonianza di Mascheroni, aggiunge: “Nell’atto di citazione il capitano Spenga non nega ed anzi conferma che la madre fosse socia della +Energy al 20% e si limita ad affermare la propria estraneità dagli affari della società. Non ha fornito alcuna giustificazione circa tale intestazione né ha effettuato alcuna puntuale contestazione ed invero nemmeno commento sul contenuto delle interviste (quella al Cavalier Barzaghi e quella, successiva alla pubblicazione dell’articolo, all’amministratore Mascheroni), che lo indicavano come direttamente coinvolto con la società.
[…] Il mascheramento del rapporto societario (tramite fiduciaria e tramite prestanome con un diverso cognome) di per sé conduce ad un sospetto e legittima l’esercizio del diritto di critica e l’inferenza che fosse nota al Capitano oltre che al Sindaco , la natura non limpida degli affari”.

Sui rapporti tra +Energy e Simec, la società che secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere era controllata dal clan dei casalesi, scrive sempre la dott.ssa Ravera che ha valutato la querela di Giacinto Mariani:
«Orbene, alla luce di tali risultanze emerge che, al tempo in cui +Energy ha intrattenuto rapporti commerciali con Simec (ossia negli anni 2010 e 2011), quest’ultima era già collegata alla criminalità organizzata (segnatamente, alla figura di Pasquale Pirolo, persona di fiducia di Antonio Bardellino, esponente di spicco della criminalità organizzata casalese) attraverso l’amministratore unico Ugo Ersilio Cincotto, di guisa che l’accostamento fra la notizia del sequestro preventivo di Simec e +Energy non appare inveritiero».

Su questo tema è ancora più esplicita la sentenza della dott.ssa Caniato:
Inoltre l’intervenuta collaborazione del Capitano Spenga nell’operazione “Infinito” – menzionata nell’articolo - ha conferito al medesimo una competenza professionale ed una esperienza specifica in materia di criminalità , per le quali risulta non solo più grave il suo coinvolgimento in affari con la Simec, ma anche inverosimile una sua completa inconsapevolezza circa la reale natura del proprio socio d’affari. Inoltre la sua competenza in ambito comunale consente di considerare inverosimile una sua inconsapevolezza circa gli auspicati faraonici progetti edilizi (poi naufragati per mancanza di approvazione comunale come descritto e provato in dettaglio dal giornalista)“.

E’ stato giudicato veritiero e non diffamatorio, anche il ritratto che Gatti ha fatto di Giacinto Mariani descritto come ex tenutario del night club Lilì la Tigresse, dove “donnine in tanga si dimenano nella lap dance” e come “socio di impresari che nella loro discoteca di Lissone ospitavano killer della ‘ndrangheta” (e offrivano loro bottiglie di champagne - ndr).
Non fosse bastato quanto scritto dal magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessandra Dolci, che si era espressa in merito a una querela presentata da Mariani contro infonodo.org per un articolo che trattava l’argomento, arriva la conferma della dott.ssa Ravera che scrive:
Orbene, la veridicità del riferimento alla pregressa titolarità da parte di Giacinto Mariani di locali a luci rosse non è stata oggetto di contestazione alcuna da parte dell’attore e risulta documentalmente dimostrata.
Parimenti, la circostanza che importanti esponenti della ‘ndrangheta (Cosimo Gallace e Antonio Belnome) frequentassero un locale (Noirclub di Lissone), gestito da una società (Titty S.r.l.), i cui soci erano, a loro volta, soci con Giacinto Mariani di altre società (Moltissimo S.r.l. e Carte S.r.l.) è documentalmente provata
”.

 

La dott.ssa Ravera che ha giudicato la querela sporta da Mariani ha invece considerato non veritieri e diffamatori due periodi dell’articolo di Fabrizio Gatti:

- “La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali”. Perché secondo la Ravera :”I convenuti non hanno, infatti, offerto alcun elemento a dimostrazione di presunte appropriazioni indebite da parte di +Energy e Simec degli incentivi statali”.

- “Cioè la società che verrà sequestrata per camorra e quella del ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si impegnano fin dall'inizio a mantenere segreta qualsiasi informazione «ad esempio documenti, progetti, risorse tecniche, dati societari». Un accordo superfluo. È scontato che nessuno parlerà. Perché mai un sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro partner commerciale è un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese?”. Perché secondo la Ravera, Gatti metterebbe in modo indebito in relazione l’accordo di riservatezza firmato da +Energy e Simec con il fatto che la società sarebbe stata successivamente intestata a un disoccupato di Maddaloni.

Al di là dell’interpretazione di questi singoli passaggi che verranno vagliati in Corte d’appello a Milano, a seguito degli inevitabili ricorsi, resta il dato politico dell’intera vicenda adesso confermato dal primo grado di giudizio del tribunale.

Resta, cioè, il fatto che a distanza di tre anni, l’ex sindaco e attuale vice sindaco Giacinto Mariani non ha dato risposta a domande importanti e non lo ha fatto né in consiglio comunale, né sui giornali e nemmeno nelle aule dei tribunali.

- Perché ha partecipato alla società +Energy?
- Perché per farlo ha utilizzato una fiduciaria e la compagna, Antonella Mauri?
- Perché ha sempre negato, più o meno esplicitamente, un suo diretto coinvolgimento nella società?
- Non è stato quantomeno inopportuno e sospetto costituire una società con i proprietari di Effebiquattro e dell’Immobiliare Stefania, proprio nel momento in cui il Consiglio Comunale si apprestava ad approvare un PGT, su cui lui, se non altro per la carica ricoperta, aveva influenza e responsabilità?

Nel consiglio comunale di martedì scorso, Giacinto Mariani ha relazionato sulla sentenza del Tribunale civile, alla fine invitando l’intero consiglio, maggioranza e opposizione, a mettere una pietra sopra la vicenda (vedi video).
Sono intervenuti consiglieri e amministratori, fra i quali il sindaco Edoardo Mazza, che si sono congratulati con Mariani e non hanno sollevato obiezioni né fatto domande.
Avere il senso delle istituzioni significa anche chiedere a un amministratore coinvolto in vicende poco limpide di non mentire e di chiarire la propria posizione senza lasciare zone d’ombra, sgombrando il campo da dubbi e sospetti che ricadono sulla sua figura istituzionale ancor prima che sulla sua persona.
Non facendo domande, i casi sono due.
O i consiglieri e gli amministratori di Seregno hanno poco rispetto per le istituzioni che rappresentano, oppure conoscono già risposte convincenti e plausibili sulla partecipazione di Giacinto Mariani in +Energy .
In quest’ultimo caso, dovrebbero renderle note anche all’opinione pubblica, visto che il vicesindaco Mariani non è stato in grado di farlo in tre anni e nemmeno in Tribunale.

Per maggiore completezza di informazione pubblichiamo le sentenze del Tribunale civile di Monza relative alle richieste risarcimento danni promosse da Luigi Spenga e Giacinto Mariani contro Fabrizio Gatti e l'Espresso.

 

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A Meda approvata in CC la mozione di Sinistra e Ambiente per una memoria del disastro diossina dell'ICMESA

Il 27-7-016, nell'ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva, è stata discussa e approvata all'unanimità dei presenti (Sinistra e Ambiente, Pd, Meda per Tutti, Lega Nord e PdL/Ncd) la mozione di Sinistra e Ambiente sulla Memoria del disastro causato dall'ICMESA (azienda del gruppo Hoffmann- La Roche) con la fuoriuscita della diossina TCDD il 10 luglio 1976.
La mozione chiedeva la collocazione di un pannello illustrativo presso il muro della fabbrica all'entrata del Centro Sportivo di Meda.
Un pannello in continuità e a completare IL PERCORSO DELLA MEMORIA AL BOSCO DELLE QUERCE già presente nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce e l'acquisizione della mostra prodotta dallo stesso Parco sul disastro del 1976.
La proposta di Sinistra e Ambiente era anche quella di una collocazione permanente di questa mostra presso i locali della Biblioteca di Meda -Medateca-  affinchè la sua visibilità stimolasse la volontà d'approfondimento sull'argomento.
Quest'idea sembra al momento non applicabile a causa della situazione logistica dei locali della Medateca.
Nella discussione, Sinistra e Ambiente ha pertanto accettato alcuni emendamenti presentati dal Pd tenendo conto di questo fattore.
La mostra  “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” verrà dunque acquisita dal Comune di Meda e utilizzata in occasione di eventi pubblici sull'argomento.
Positivo anche l'emendamento concordato che impegna l'amministrazione a implementare le pubblicazioni sul disastro diossina dell'ICMESA presenti in Medateca.
Seguiremo con attenzione l'elaborazione di testo e immagini per il pannello da collocare presso il muro della fabbrica ICMESA all'entrata del centro sportivo di Meda.
L'intervento del Consigliere Comunale di sinistra e ambiente e il testo finale della mozione approvata su:
http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2016/07/a-meda-approvata-in-cc-la-mozione-di.html

Niente GP d'Italia 2017, la lite tra Monza e Imola rischia di farlo saltare

28/07/2016
di Pier Attilio Trivulzio

Con tutta probabilità l'anno prossimo il Gran premio d'Italia di Formula Uno non figurerà nel calendario delle gare FIA valide per il Mondiale Piloti e Costruttori.
Bernie Ecclestone ha fatto calare il silenzio sul rinnovo del contratto per la gara iridata, in attesa delle decisioni del Tar del Lazio che si deve pronunciare (l’udienza è fissata per il 30 agosto) sul ricorso presentato da Formula Imola.
La società di gestione dell’autodromo romagnolo ha chiesto “l'annullamento del provvedimento con cui ACI ha rigettato la proposta di Formula Imola di organizzazione del Gran Premio d’Italia e ogni più opportuna misura cautelare volta a precludere all'ACI l'indebita erogazione di risorse pubbliche a solo beneficio esclusivo di Sias”.

In sostanza chiediamo la pari dignità sancita dalla Costituzione e dai principi etici delle istituzioni sportive. Quello che ci aspettiamo é dimostrare alle forze politiche che è in atto un'ingiustizia e meritiamo anche una tutela comunitaria perché quello che é stato fatto va a toccare corde importanti che vanno garantite “, ha spiegato Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, che ha anche ricordato la censura da parte della Ue degli aiuti pubblici - in violazione alle norme comunitaria in materia di trasparenza e concorrenza - concessi dalla regione Renania-Palatinato all’impianto del Nuerburgring.

L'anno scorso il Gran premio di Germania é stato cancellato e questo fine settimana la gara si correrà sull’altro circuito tedesco di Hockenheim.

Dagli uffici londinesi della FOM uno stretto collaboratore di Ecclestone, chiedendo l'anonimato, ci ha raccontato: “E' quattro anni che va avanti la vicenda di Monza e davvero Bernie si è stancato. Dopo l'incontro a febbraio di Sticchi Damiani e Capelli qui a Londra sembrava tutto risolto e la firma una semplice formalità ed invece non é successo nulla.
Quello di Monza é un caso politico e Bernie non iscriverà a calendario il Gran premio d'Italia fino a quando tutto l'iter sarà definitivamente concluso. Perché dopo il Tar ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato e chissà quale altro passo legale.... Il precedente contratto in scadenza quest'anno, fu firmato da Enrico Ferrari e Claudio Viganò per conto di Sias; ma Sias non ha soldi ed allora é intervenuto l'ACI che ha chiesto ed ottenuto dai politici di poter usare soldi pubblici (quelli del Pubblico Registro Automobilistico – ndr). Vista l'intricata situazione, con l’ultimatum di febbraio scaduto, Bernie ha deciso di rivolgersi a Imola e con Imola il dialogo è stato positivo. Il contratto è tornato a Londra firmato con una sola condizione: ottenere dall'ACI i 12,5 milioni di euro approvati con il Patto di stabilità. Le ricordo che a luglio del 2015, quando neppure si parlava di un possibile intervento economico da parte dell'ACI, Uberto Selvatico Estense e Daniele Manca sindaco di Imola avevamo avuto il primo incontro con Bernie e s'erano detti disposti a porsi come alternativa a Monza”.

Già, l'alternativa tra Monza Imola.
Sia chiaro, non ci poniamo come sostituti di Monza ma come supporto” spiega il presidente di Formula Imola aggiungendo: “I campanilismi non portano da nessuna parte. Unendo le forze si può andare lontano. Importante che si remi tutti nella stessa direzione”.
Quindi la stilettata: “Se in futuro non ci sarà un Gran Premio d'Italia sarà solo per colpa di Sticchi Damiani che non ha approvato l'accordo”.

Da diversi giorni è possibile firmare sul sito Change.org la petizione “Pari opportunità all'Autodromo di Imola per l'assegnazione del Gran Premio d'Italia di Formula Uno” da inviare ai presidenti di Coni e ACI.

Martedì Angelo Sticchi Damiani ha sottoposto al Consiglio Generale dell'ACI per l'approvazione la proposta che intende formalizzare alla FOM: 88 milioni di dollari per un contratto dal 2017 al 2020 partendo da una base di 22 milioni di dollari all’anno.
ACI contribuirà con 50 milioni di euro, Regione Lombardia con 20 milioni e quindi Automobile Club di Milano (socio di maggioranza di Sias) con 18 milioni e non con 26 milioni come inizialmente previsto.
Somma derivante dalla vendita dei biglietti che nelle ultime edizioni ha reso una cifra inferiore ai 10 milioni, c'è, però, poi da considerare il costo di organizzazione dell'evento che supera i 6 milioni di euro all’anno.

Negli ultimi mesi Ecclestone ha sollecitato l'ACI a firmare il contratto (“Metto io a disposizione la penna”, ha più volte detto). Resta quindi da vedere se il titolare della FOM accetterà la proposta che gli é stata inviata dopo una trattativa durata quattro anni!

Il contratto FOM – spedito dall'avvocato Chloé Target alla società di gestione dell'impianto monzese – prevedeva 28 milioni di dollari con un adeguamento annuo del 2,5 per cento e la durata di sette anni.

C'è poi da considerare il cambio euro/dollaro che incide e non di poco sul costo finale del contratto anche se non per il milione di euro dichiarati e a quanto sembra posti a bilancio dalla gestione dell'ex presidente Andrea Dell'Orto.
È infine prevista la totale cessione alla società Paddock Club di Ecclestone di tutti gli spazi di ospitalità che a Sias fruttano 3 milioni di euro a Gran Premio.

Tra il 2007 al 2014 l'ACI ha deliberato (vedi documento) il contributo di 2,7 milioni di euro a Sias ed ha pagato all'Autodromo tra i 5 e i 6milioni di euro per l'affitto della saletta d'ospitalità e della terrazza.

Illustrate le ultime novità sul contratto e le cifre ecco una breve cronologia dell'ingerenza recente della politica nella storia dell'Autodromo Nazionale di Monza.

1980: A Montecarlo Bernie Ecclestone indice un incontro per decidere il calendario dei Gran premi. Impossibilitato a presenziare perché impegnato in una importante votazione a Montecitorio il senatore Carlo Ripamonti delega il conte Giovanni Lurani Cernuschi a rappresentarlo. Lurani ha già però fissato per quella data un impegno e diserta. “Tanto Monza é Monza e quindi é scontato, non ci saranno problemi”, si giustifica.
Invece Mister E. se la prende, contatta Enzo Ferrari e decide che il Gran premio si correrà a Imola. È il primo Gran premio titolato sul circuito del Santerno che dall'anno dopo e fino al 2006 organizza – senza alcun aiuto dell'ACI - il Gran Premio di San Marino.

Agosto 1994: La FIA dall'Hungaroring, dove il Circus della Formula Uno é in trasferta, annuncia la cancellazione del Gran premio a Monza se non verranno eseguiti i lavori per le urgenti misure di sicurezza introdotte dopo la morte di Ayrton Senna e Roland Ratzemberger a Imola.
E' allarme rosso, dopo mesi Sias non ha ancora iniziato i lavori.
Ci sono piante da abbattere alla variante della Roggia, alla seconda curva di Lesmo e alla variante Ascari ma mancano le autorizzazioni.
Il leader della Lega, Umberto Bossi va a Nizza ad incontrare il presidente della FIA, Max Mosley rassicurandolo che i lavori partiranno. Quindi, alle tre di notte, in canottiera, va ad Arcore dal premier Silvio Berlusconi. La soluzione viene trovata: la Regione Lombardia approva d'urgenza una delibera da 10 miliardi di lire che prevede la riqualificazione del patrimonio arboreo del Parco di Monza.
Così, a ridosso della corsa, con squadre e piloti pronti ad andare in pista, viene abbattuta la storica quercia alla Roggia e “spostati” sul vialetto laterale del Mirabello gli alberi presenti all'esterno della seconda curva di Lesmo. Quelli dell'Ascari vengono sacrificati.
Grazie alle Lega Nord e ai 10 miliardi di lire della Regione, l'11 settembre il Gran Premio d'Italia si svolge regolarmente.
Memore del successo di quella operazione condotta nel momento in cui Sias veniva spolpata dal direttore Enrico Ferrari & company (condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi ed a pagare a Sias una provvisionale di 1,5 milioni di euro) la Lega Nord è intervenuta nella recente trattativa tra Sias e ACI mettendo sul piatto inizialmente 70 milioni di euro per dieci anni, soldi per i lavori nel Parco, alla Villa Reale e all'Autodromo.
Dopo l'incontro dell'aprile scorso a Milano tra Roberto Maroni e Bernie Ecclestone con la mediazione di Flavio Briatore, altri 20 milioni di euro dei cittadini lombardi escono dalle casse regionali per tenere a Monza il Gran Premio d'Italia.
In cambio Regione Lombardia chiede l'ingresso con una quota del 25 per cento nella newco che gestirà la prova mondiale e le manifestazioni motoristiche. La costituzione della nuova società richiederà la stipula con i Comuni di Monza e Milano di una nuova convenzione che facilmente prevederà una nuova perimetrazione dei confini dell'Autodromo con l'esclusione dell'area della Gerascia che sarà concessa soltanto in occasione del Gran Premio di settembre per l'atterraggio degli elicotteri.

E di Sias che ne sarà? I dipendenti sono in fibrillazione, con i pesanti debiti accumulati negli ultimi tre anni il rischio che la società venga messa in liquidazione é concreto.
Per alcuni di loro, passati alla scricchiolante Sias per decisione di Fabrizio Turci dopo che l’Automobile Club di Milano si é visto costretto a chiudere la controllante Acinnova, sarebbe la seconda procedura di liquidazione in pochi anni.

Secondo le stime della Camera di Commercio di Monza, ora finita sotto Milano, l'indotto del Gran Premio vale 28,5 milioni di euro.
 

Zanchi in Sias per il rilancio dell'Autodromo e per fare chiarezza sul "cottimo fiduciario" di Natale

29/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Andrea Dell'Orto non è più presidente della società di gestione dell'Autodromo di Monza e anche Francesco Ferri lascerà la poltrona di procuratore appena si riunirà il nuovo consiglio di amministrazione.
Il cda di Sias, nominato in settimana, sarà guidato dal presidente Pier Lorenzo Zanchi, con lui i consiglieri: Paolo Longoni (commissario FIA), Maddalena Valli (AC Udine e AC Milano) , Alfredo Scala (per l'ACI) e, ad interim, Alberto Ansaldi, direttore di AC Milano, fino alla nomina del rappresentante dei Comuni di Monza e Milano.

Zanchi é l'uomo giusto al posto giusto.
Ha le idee chiare e le giuste conoscenze. Gentlemen driver amante dei rally ha un sogno che potrebbe finalmente realizzare: trasformando il Monza Rally Show in un vero Rally della Lombardia con tappe finali all'Autodromo mantenendo inalterata la formula vincente del Master Show.
Di sicuro rivedrà il poverissimo calendario 2016 tornando a dare precedenza alle corse automobilistiche sulle altre attività.

Eletto nel luglio 2008 alla presidenza dell'Automobile Club di Milano - che di Sias è socio di maggioranza – ci mise poco a capire che l'Autodromo Nazionale rischiava il fallimento.
Non ne aveva fatto mistero in Consiglio di ACM provocando il risentimento del consigliere Michele Nappi (classe 1932), nel 2008 presente anche nel cda di Sias e dal novembre 2009 nominato vice presidente.

Nappi non gradì le dichiarazioni di Zanchi sulla critica situazione dell'impianto brianzolo e, a fine 2009, cinque lettere di dimissioni firmate dai consiglieri fecero precipitare nella bufera l'Automobile Club di Milano. “Dimissioni non motivate – dichiarò Zanchi -. Ho accusato i manager di Sias parlando del rischio fallimento perché l'80 per cento del fatturato è legato alla Formula 1. Le dimissioni a catena sono servite solo a provocare il commissariamento”.
Era intervenuto il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla che aveva commissariato l'ente, nominando Massimiliano Ermolli commissario straordinario.
Zanchi, abituato per professione, a partecipare alle riunioni dei consigli societari ed a leggere i bilanci, aveva capito subito che l'Autodromo non godeva di buona salute. Non ne fece mistero neppure al Consiglio generale dell'ACI. Tre anni dopo ci fu il blitz della Guardia di finanza e l'incriminazione del direttore Enrico Ferrari e del presidente Claudio Viganò, ora sotto processo.

Adesso la prima missione di Pier Lorenzo Zanchi sarà quella di verificare che il bilancio 2015 di Sias - preparato dalla squadra del procuratore Ferri dopo la “forzata” malattia del direttore finanziario Francesco Ippolito (potrebbe ritornare in attività con la nuova gestione) - rispecchi la realtà economico-finanziario della società.

Dell'Orto e Ferri sono stati sfiduciati per avere chiuso il bilancio con segno negativo - una perdita di 1,4 milioni di euro, dopo aver preparato un piano industriale che presentato a marzo dell’anno scorso prevedeva il pareggio di bilancio già nel 2015 e il ritorno degli utili nel 2016 -  e per aver aumentato i costi di gestione con il contratto della Innext di Ferri, e con i 55 mila euro pagati a Dell'Orto per l'estensione del contratto FOWC di Bernie Ecclestone, in realtà non ancora firmato.

L’Automobile Club Milano imputa alla coppia Dell'Orto-Ferri anche le difficoltà di comunicazione, visto che i due agivano da soli e soltanto a decisione prese coinvolgevano ACM per l'approvazione delle delibere.

La questione più grave é, però, quella del progetto per il rifacimento della pista affidato alla vigilia di Natale a Jarno Zaffelli.
La gara a “procedura negoziata” per la “Progettazione di pista per auto e moto” del valore di 202mila euro é stata indetta il 7 di agosto del 2015, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 1 settembre 2015, cioè 25 giorni dopo.

Il 31 agosto, la Tilke GmbH & Co. scrive a Sias e contesta il metodo seguito per indire la gara. Sono anche contestati i tempi del bando di gara, ai sensi dell’art.70 comma 6 del Codice degli Appalti perché: “nei contratti che hanno per oggetto anche la progettazione definitiva, il termine per la ricezione delle offerte, a norma del co.6 dell’art. 70 D.lgs. n. 163/2006, non può essere inferiore a 80 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara, fermo restando che anche in caso di deroga motivata dall’urgenza, la riduzione dei termini non può superare il limite dei 45 giorni”.

Il 18 settembre, in autotutela, Sias ritira il bando accorgendosi che non è conforme alla normativa vigente, e comunica che “ con successivo provvedimento si procederà ad avviare una nuova gara per l’affidamento del servizio di progettazione delle modifiche del tracciato della pista per auto e moto presso l’Autodromo nazionale di Monza” (vedi documento).

La gara non viene, però, avviata con le stesse modalità della precedente perché Sias decide di affidare il servizio di progettazione delle modifiche della pista tramite cottimo fiduciario.
Il cottimo fiduciario è una procedura “snella” con cui gli enti pubblici in casi particolari, ad esempio per ben motivate urgenze o per scongiurare un pericolo a cose o persone, affidano lavori e i servizi.
Il 24 dicembre, il cda di Sias aggiudica in via definitiva alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli la progettazione delle modifiche della pista per un valore di 163.800 euro (vedi documenti sotto).

Insomma un appalto che sembra sia stato tagliato su misura per Zaffelli, con il bando di gara pubblicato la settimana prima di ferragosto, ritirato a settembre perché in palese violazione con il codice degli appalti, alla fine aggiudicato la vigilia di Natale tramite affidamento in economia-cottimo fiduciario.
Una situazione che sembra abbia spinto Hermann Tilke, il progettista dei circuiti di Ecclestone, a presentare un esposto.
 

Monza - Autodromo. Appalto Progettazione pista by infonodo

A Seregno un “regime opaco” e una “condizione territoriale allarmante”

27/04/2016

Tratto da LaMeglioItalia.blog

Allarmante condizione territoriale, improntata a un regime opaco”. Queste le pesantissime considerazioni su Seregno della dott.ssa Pierangela Renda, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza.
È solo uno dei passaggi più significativi della sentenza con cui il Gip di Monza ha assolto il blogger Michele Costa di Infonodo dall’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex Sindaco di Seregno Giacinto Mariani, che attualmente ricopre la carica di vicesindaco nella Giunta di Edoardo Mazza.

Nell’udienza preliminare del 10 febbraio 2016, infatti, il Giudice si era pronunciato per l’assoluzione e oggi vengono rese note le motivazioni della sentenza.
Motivazioni di peso che impongono una riflessione seria sulla qualità dell’azione politica e amministrativa di Seregno di questi ultimi anni.


Andiamo con ordine. L’articolo pubblicato nel febbraio del 2013 dal titolo “Seregno – Piergiuseppe Avanzato dal processo All Iberian-fondi neri  Fininvest a una Costellazione di immobiliari” avrebbe offeso la reputazione di Giacinto Mariani, questa l’accusa della parte civile, perché metteva in luce i rapporti tra la Costellazione e Mariani e associava nomi di personaggi che avevano un “certo” passato con operazioni che, all’epoca dei fatti, interessavano il territorio di Seregno.
A sintetizzare i fatti descritti nell’articolo di Infonodo è lo stesso Gip:
Dopo avere descritto un discutibile profilo personale e imprenditoriale di [Piergiuseppe] Avanzato (indicato come soggetto coinvolto nel processo All Iberian e intraneo, pertanto, alle vicende di rilevanza penale che hanno riguardato Fininvest per la creazione di fondi neri; al contempo imprenditore del settore immobiliare in società con Malaspina Giuseppe, già condannato per omicidio e di recente vittima di vicende estorsive maturate nell’ambito della criminalità organizzata del vimercatese, collegata a quella operante nel territorio di Seregno) l’autore dell’articolo ha dato conto della riferibilità a detto immobiliarista di una importante area dismessa ubicata nel territorio di Seregno (area ex carburatori Dell’Orto, destinata ad operazioni immobiliari ovviamente suscettibili di necessario vaglio e controllo presso l’ufficio tecnico del comune di Seregno), precisando che la società ‘La Costellazione’ (che è soltanto una delle articolazioni in cui si snoda la galassia societaria riferibile ad Avanzato) si avvale dello studio tecnico di progettazione che ha realizzato opere di rifacimento del Moto Club Restaurant (di cui Mariani è socio) ed è tra i partnersufficiali di altri locali riferibili ai soci di Mariani stesso, tra cui il Noir di Lissone”.

Il Giudice ha ritenuto gli elementi contenuti nel procedimento non idonei e non sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio in quanto il “nucleo storico del narrato dell’autore dell’articolo è risultato rispondente al vero per una parte e oggettivamente non diffamatorio per il residuo”.
Interessante anche rilevare che quanto “al ruolo di rilievo imprenditoriale assunto nel comune di Seregno dall’immobiliarista Avanzato non vi è neppure contestazione in denuncia-querela, ove la persona offesa si duole dell’associazione alla sua persona della società ‘La Costellazione’”. E ancora, come “rispetto a tale profilo di doglianza” debba sottolinearsi “come non sia in alcun modo contestato che lo studio tecnico di cui si avvale la Costellazione abbia svolto attività professionali anche presso un locale riferibile a Mariani Giacinto”.
Il Gip ritiene “indiscutibile” (e “pregevole sotto il profilo del senso profondo del concetto di democrazia e di libera espressione del pensiero”) che Infonodo possa, o addirittura debba, “scandagliare i fatti e di conseguenza esprimere la propria valutazione critica in ordine alle scelte imprenditoriali del primo cittadino, che proprio per il ruolo pubblico rivestito è naturalmente esposto a pervasivi (e talvolta anche fastidiosi) giudizi sul proprio operato anche privato”.
Soprattutto alla luce dei “significativi” rapporti di Piergiuseppe Avanzato  con Giuseppe Malaspina da cui muovono le ragionevoli critiche sotto il profilo della gestione pubblica le relazioni sopraesposte tra Avanzato e Mariani.
Prende forma, dunque, quello “sfondo” di fatti ritenuto dal Gip “allarmante”. Tesi che trova il suo fondamento anche nel contenuto della richiesta di archiviazione avanzata nel 2013 dal sostituto procuratore Alessandra Dolci del Tribunale di Milano in relazione a querele sporte nei confronti del medesimo imputato su fatti collegati o del tutto simili a quelli narrati.

Quindi, non solo non c’è diffamazione, ma addirittura si osserva  “un contesto intrecciato di cointeressenze imprenditoriali” che ben prestano il fianco a valutazioni critiche. E, come scrive infine il Gip, un contesto nel quale si intravvede “un regime opaco” e, all’epoca dei fatti, una condizione territoriale allarmante.

 

Seregno - Notte partigiana, spettacolo teatrale per ricordare la Liberazione

25 aprile 2016

di Silvano Ilardo, Stefano Lo Jacono e Leonardo Sabìa

Essendo fondamentalmente dei furbetti, cercavamo su internet una citazione con cui introdurre lo scritto in poco tempo. La legge del contrappasso ci ha meritatamente puniti facendoci impiegare l'intera mattinata nella rilettura delle biografie degli antifascisti. Decisamente qualcuno ha scelto la parte giusta della Storia. Qualcuno invece ha scelto la parte sbagliata. Per aver causato povertà, soprusi, violenza, guerre, per non aver avuto ideali.


Avete mai rimproverato a un fascista gli omicidi e le camere a gas? Osservereste il fascista nella sua attività preferita, dopo il pestaggio escluso il negazionismo: il vittimismo. E però Stalin i gulag e anche i partigiani erano violenti e poi era una guerra ognuno combatteva per quello in cui credeva… Già, in cosa crede un fascista?

Avete mai chiesto a un fascista quali siano i suoi ideali? "La Patria e il suo bene".
Come se non tenessimo tutti alla Patria. Come se la Patria fosse un ideale. Ideale è ciò che non c'è. La Patria c'è, è reale, non ideale.
Come se non fossero proprio gli ideali le alternative per il bene della Patria. Come se il bene della Patria passasse per una via oggettiva, "di buon senso". Il ritornello secondo cui sistemare un marciapiede non c'entrerebbe con destra e sinistra. Sticazzi se c'entra: in economia le risorse sono scarse per definizione, e non si possono mantenere tutti i marciapiedi. Bisogna scegliere come, dove, quando, perchè. 

I fascisti non solo vaneggiano che esista una via oggettiva. I fascisti non hanno una loro via. Si vantano ancora di bonifiche e strade - come se i Governi repubblicani non ne avessero fatte x20 - senza mai chiarire quale visione abbiano per l'Italia e per il mondo. Non ci sorprende che dove sbucano i mafiosi, sbuchino i fascisti. Mafia e fascismo sono lo stesso fenomeno: reprimono la libertà attraverso la legge del più forte.

Noi di centrosinistra crediamo nella libertà e nella giustizia. Desideriamo un mondo in cui gli individui sfruttino il proprio talento e ne condividano i frutti con chi ha meno talento.

Quanto talento a Seregno, tra imprenditori e lavoratori. A Seregno mancano due tasselli per diventare meravigliosa. Da una parte l'attitudine a prendere posizione, il senso geloso e profondo dell'autonomia e della responsabilità, per dirla con Carlo Rosselli. Dall'altra parte una visione che guidi il governo della città.

Notte partigiana. Espressione per definire il clima a Seregno: schierarsi e dire come stanno i fatti non è più solo scomodo, è inopportuno. Eh ma così esageri scontenti qualcuno e poi rischi di essere frainteso sai bisogna essere moderati...
Notte partigiana, casualmente, è anche il titolo di un'opera Teatrale diretta e prodotta da due dei tre che scrivono. Segnatevi la data, sabato 30 aprile, ore 21.00, Teatro Santa Valeria di via Wagner. Ingresso gratuito. Prodotto da Teatrando in onore dell'Anniversario della Liberazione, Notte partigiana ci spronerà a parteggiare. Di più, ci parlerà di speranza e di futuro. Due creature che vivono di visioni e ideali.

Monza - Incontro Ecclestone-Maroni: Regione Lombardia sarà il main sponsor del GP?

24/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Bernie Ecclestone ha incontrato, venerdì mattina, il presidente Roberto Maroni.
L’incontro, seconda la nota diffusa da Regione Lombardia, è stato “molto cordiale” e nasce anche dalla crescente irritazione di Ecclestone per non essere ancora riuscito a risolvere la questione del Gran Premio d’Italia, dopo che anche l’ultima deadline per il rinnovo del contratto, che era stata fissata per febbraio, è passata da tempo.
Al vecchio Bernie non sono piaciute nemmeno le parole, ancora attendiste, del presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani, che ha dichiarato, ai margini della presentazione della Targa Florio: “La trattativa per il Gran premio di Monza continua, è complessa e molto onerosa. L'ACI dovrà sostanzialmente coprire il forte disavanzo tra le entrate e le uscite del Gran premio, abbiamo una grande responsabilità”.


Il patron della Formula 1 è andato subito al nocciolo della questione nell’incontro con Maroni: “Ho pronto il calendario del 2017, al momento però mi manca il 21° Gran premio. Devo sapere se l'organizzo a Monza o a Imola. Avrei dovuto già avere il contratto firmato dall'ACI mentre Imola è pronta con la penna in mano”.

Maroni ha confermato la disponibilità dell'investimento di Regione Lombardia per Monza: 70 milioni in sette anni per l'ammodernamento delle strutture. La cui prima tranche di 7,2 milioni è stata deliberata ma i fondi verranno erogati soltanto a fronte di ben definiti progetti.
Ecclestone ha allora giocato il suo jolly: da tre anni il Gran Premio a Monza non ha sponsor, Regione Lombardia potrebbe diventare main sponsor dell'appuntamento mondiale , una straordinaria vetrina per comunicare in diretta mondiale l'impegno per Monza (anche, e soprattutto, in vista delle elezioni comunali del prossimo anno).
Insomma, come si suol dire, Mister E ha battuto cassa.
Quindici giorni fa, nel paddock del Bahrain, Bernie aveva ricevuto Angelo Sticchi Damiani e Uberto Selvatico Estense di Formula Imola.
Il primo, vista la disastrosa situazione economica di Sias, non aveva alcuna lieta novella da comunicare e, con lui, Mister E si é dimostrato poco affabile; Selvatico Estense ha invece chiarito a Ecclestone che erano interessati anche ad alternarsi con Monza purché fosse previsto non un solo Gran Premio d'Europa, nel 2017 per sostituire la data di Baku, ma almeno tre o più edizioni.

La visita in Regione Lombardia è stato, però, un preciso segnale mandato all'ACI che non ha saputo finora concretizzare l'impegno preso.
Bernie Ecclestone manda spesso segnali mirati.

A metà febbraio dettò all'Agenzia Reuters questa dichiarazione: “Mi avevano detto che tutto era a posto, e invece... Non so che succederà, gli unici che possono risolvere la cosa sono quelli coinvolti in Italia: hanno tutto il tempo che vogliono, basta che sia entro fine febbraio”.

Il 20 marzo Daniele Manca sindaco di Imola dichiara: “Il nostro autodromo è davvero una piattaforma importante, stiamo facendo tutto il possibile per riportarlo nel posto dove deve stare nel mondo anche se non possiamo vivere di sola storia. Stiamo facendo investimenti importanti per ottenere le migliori prestazioni e poi la ruota gira”.

Subito Fabrizio Sala, braccio destro di Maroni prepara una nota annunciando la delibera da 7,2 milioni di euro per l'Autodromo.

A fine marzo, sulla Gazzetta dello Sport Ecclestone dichiara: “Monza avrà ancora il suo Gran Premio, sono certe che arriveremo a una soluzione favorevole”.

Dieci giorni dopo, dal Bahrain, altra dichiarazione: “Per discutere del futuro di Monza servirà un'altra riunione, ma bisognerà aspettare...”. “C'è la possibilità che Monza venga cancellata?” chiede il cronista. Risposta: “Un futuro in Formula 1 senza il Gp d'Italia? E' strano perché non avrei mai immaginato un mondiale senza un Gran premio in Francia, eppure ci siamo riusciti”.

Venerdì Ecclestone e Briatore avevano appena lasciato Palazzo Lombardia che subito parte la brevissima nota stampa della Regione. A cui fa seguito su Il Cittadino questa dichiarazione di Fabrizio Sala: “L'incontro è stato sicuramente molto positivo. Certo non potevamo firmare oggi per il rinnovo oltre il 2016, non siano di certo noi a doverlo fare. Siamo un'istituzione, ovviamente, non coloro che devono siglare un accordo. Ma è stata l'ennesima dimostrazione che la Regione c'è, anche molto di più di quel che si pensi”.

Un evidente assist al quasi giubilato Andrea Dell'Orto che è entrato nel comitato di gestione del settimanale brianzolo da quando la società Monza Brianza Edizioni srl , costituita nel maggio 2014 (coincidenza vuole in concomitanza con l'inizio della campagna elettorale per le elezioni dell'Automobile Club di Milano), ha acquistato il 50 % della Editoriale Il Cittadino srl.

 

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