Inverigo

C'era una volta Villa Crivelli 2

Come preannunciato pubblichiamo l'ultima tranche di foto che documentano l'impatto dei lavori di ristrutturazione all'interno delle sale della storica Villa Crivelli di Inverigo.
Il primo gruppo di immagini pubblicato in un precedente articolo è visionabile qui

 

Ancora tramezze
 
 
 
 
 
Particolare soffitto affrescato
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   

Inverigo - C'era una volta Villa Crivelli

Riceviamo e pubblichiamo il materiale fotografico arrivato in redazione che testimonia l'entità dei lavori, fortemente invasivi,  effettuati all'interno di VIlla Crivelli di Inverigo. La villa ha una lunga e tormentata storia densa di ombre che abbiamo cercato di documentare a più riprese su questo portale con diversi articoli (vedi Inverigo e l'ecomostro di Giorgio Pozzi​ Inverigo - Ecco il degrado di Villa Crivelli​Lele Mora, i furbetti del quartierino e il “sacco di Inverigo”​ ,Agri Trade e Villa Crivelli: fine della storia?​), fino alla protesta degli  operai della ditta che si occupava dei restauri, la Spini & Zoja, poi fallita (Inverigo - Villa Crivelli: operai sulla gru per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati​). Nel frattempo la proprietà è passata sotto il controllo di Giorgio Anzani e Luigino Songia (Grafiche Mariano) e i lavori di restauro sono proseguiti. La seconda tranche di immagini in nostro possesso verrà a breve pubblicata in un altro articolo sempre su questo portale.


Tramezze sollevate sui muri affrescati
 

 
Giardino, abbondante uso di cemento
Particolare del bagno costruito dentro la torre principale
Particolari scala giardino
 
 
Muri divisori innalzati in mezzo alle stanze
Aperture e scassi nel muro per il posizionamento dei quadri elettrici
 
Innalzamento tramezze dentro la "sala rosa"
 
Posizionamento dei quadri elettrici
 
 

 

Brianza - Salve 600 aziende grazie al bonus sui mobili rottamati

di Paolo Marelli da il Corriere della sera

MILANO — Un giro d’affari stimato in 650 milioni di euro. Un business che, solo nel distretto della Brianza, sull’asse Monza-Como, cuore pulsante dell’arredo made in Italy, permetterà di salvare centinaia di posti di lavoro fra i 21 mila addetti impiegati nel settore. La rottamazione di cucine, armadi, salotti e arredi per il bagno, grazie al bonus fiscale per i mobili, sarà infatti una boccata d’ossigeno per 6 mila aziende della Lombardia. «Questa detrazione del 50% in 10 anni, fino a un tetto massimo di spesa di 10 mila euro—dice Giovanni Anzani, vicepresidente di Federlegnoarredo (Fla) e titolare dell’azienda Poliform di Inverigo (Como) — consentirà a numerose imprese di sopravvivere a una crisi mai così grave».

Con un crollo del fatturato (-33%), del mercato interno (-39%) e dell’export (-13,1%), sommati a un’emorragia di 51.651 posti di lavoro su scala nazionale, con un addio a 10.024 imprese, le cifre di Federlegnoarredo sono la fotografia di un tracollo per il comparto. «Sono numeri negativi, anche se restiamo un’eccellenza a livello mondiale», osserva il presidente Roberto Snaidero. «Siamo garanzia di design e qualità, eppure le aziende hanno visto sparire gli utili, mentre le banche non fanno credito e la pressione fiscale è alle stelle », aggiunge Anzani. Per questo motivo Federlegnoarredo è andata in pressing sul governo, «per includere i mobili fra le opere ammesse alla detrazione del 50%, così come già avviene per le ristrutturazioni edilizie». E quando il premier Enrico Letta ha detto sì al provvedimento, migliaia di imprese hanno tirato un sospiro di sollievo.

Con il via libera al bonus fino al 31 dicembre, il centro studi di Federlegnoarredo ha calcolato in 1,8 miliardi di euro il volume d’affari in Italia, di cui circa un terzo in Lombardia. Così come questo salvagente fiscale dovrebbe assicurare la sopravvivenza di 1.800 piccole imprese, il 35% (cioè almeno 600) in regione. Eppure, secondo gli imprenditori del mobile, a far decollare il settore potrebbe essere, più che questa detrazione fiscale, l’abbattimento dell’Iva dal 21% al 4%. La stessa aliquota applicata alla prima casa. «Solo così daremmo davvero una spallata alla crisi», rimarca Anzani. «L’Iva al 4% sarebbe un sogno — spiega Daniela Mascheroni, titolare della Misura- Emme di Mariano Comense — ma già il bonus fiscale è una grossa opportunità per rilanciare i consumi. Spero che per un’azienda come la nostra, che vende per il 60% in Italia, possa essere un’occasione per risollevarsi, dopo il calo del 20% della produzione nel 2012 e a inizio 2013». Gli fa eco Massimiliano Messina, numero uno della Flou di Meda: «Mi auguro che il bonus fiscale sia una chance per invertire la rotta».

Triuggio - Stazione delle bici nel verde del Parco. Parte il progetto Deposito, noleggio e riparazioni

di Gigi Baj da il Giorno

PARTE DA TRIUGGIO l’ambizioso progetto di realizzare una rete di cliclostazioni la prima delle quali è stata inaugurata ieri a Inverigo. Oltre ad essere un punto di deposito e noleggio per le bici del Parco Valle del Lambro, le strutture ospitano anche una piccola officina al servizio delle bici dei privati e un info-point.

LA NUOVA INFRASTRUTTURA, inaugurata dal presidente del Parco Eleonora Frigerio, si trova nei locali messi a disposizione dalle Ferrovie Nord all’interno della stazione. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cariplo attraverso un bando volto a promuovere forme di mobilità sostenibile alternative all’auto privata.

SI TRATTA del primo passo di un ben più articolato e ambizioso progetto che prevede in tempi brevi prevede la realizzazione di altre due ciclostazioni, costituite da moduli prefabbricati, a Erba e a Macherio. A disposizione degli utenti 25 mezzi a noleggio tra cui bici per uomini, donne, bambini e mountain bike: «Il progetto delle ciclostazioni - ha dichiarato il presidente del Parco - rappresenta una nuova tranche del piano per la valorizzazione del territorio. Un programma più ampio e articolato che coinvolge l’intero sistema di piste ciclabili denominato “Le vie del Parco”: si articola su esperienze di percorsi ciclabili e pedonali esistenti nell’ambito territoriale posto sotto tutela regionale. Come riferimento sono state adottate esperienze già sperimentate su territori limitrofi e assimilabili al nostro, come il sistema di ciclabile svizzero e le velostazioni pilota già attuate con successo in Lombardia. Sicuramente una delle prerogative che abbiamo portato avanti fin dalla fase progettuale è stato lo spirito di condivisione delle scelte: oltre alle FerrovieNord hanno voluto partecipare al nostro progetto la Regione Lombardia, le amministrazioni comunali, le associazioni ambientalistiche e del territorio e le guardie ecologiche volontarie».

Gli utenti che partiranno da Inverigo potranno da oggi usufruire del noleggio delle biciclette e potranno scoprire uno dei percorsi più interessanti de «Le Vie del Parco». In particolare il tracciato numero 6 che attraversa il territorio permettendo di scoprire ville e paesaggi storici e consentendo di visitare alcune delle più importanti dimore storiche. I principali luoghi di interesse lungo il percorso sono la neoclassica Rotonda del Cagnola, il castello Crivelli, il santuario di Santa Maria della Noce, villa Sormani e villa Pomelasca, fino a villa Carcano ad Alzano del Parco. Un primo passo vero la realizzazione di una vera e propria rete estesa a tutto il territorio.
gigi.baj@ilgiorno.net

Lele Mora, i furbetti del quartierino e il “sacco di Inverigo”

di badseeds

Politici corrotti, imprenditori senza scrupoli, bancarottieri con finanziarie nei paradisi fiscali, assaltano il territorio e si lasciano macerie alle spalle, contrastati nella loro avanzata dal coraggio e dalla tenacia di gruppi di cittadini riuniti in associazioni.

Inverigo per tanti anni è stato anche questo, un comune sotto il costante attacco della speculazione edilizia spinta da interessi milionari.

La prima vicenda risale alla fine degli anni 60 quando le immobiliari   Astaie e Victory   decidono di costruire un campo da golf con annesso complesso residenziale per oltre 1.330.000 metri cubi.  Il progetto verrà bocciato dal comune di Inverigo a seguito della dura opposizione delle associazioni cittadine, si aprirà un contenzioso e una colossale causa di risarcimento che peserà per decenni come una spada di Damocle sulle finanze comunali.

Nel 2000 inizia invece la ristrutturazione di “Villa Crivelli” di proprietà della Agri Trade S.r.l. di Giorgio Pozzi, una vicenda ancora in corso che ha lasciato alle sue spalle: un fallimento, un cantiere abbandonato e la costruzione di un ecomostro, come  documentato in vari articoli apparsi su questo sito.

L’ultima speculazione tentata, in ordine di tempo,  riguarda la costruzione di un albergo e di un complesso residenziale ai piedi della collina della storica Rotonda del Cagnola. Anche in questo caso la proprietà ha minacciato azioni legali di fronte ai primi no espressi in consiglio comunale.
 

Tanti grossi affari per un piccolo comune della Brianza di poco più di ottomila abitanti.

Il grande interesse delle immobiliari per Inverigo  si spiega con la sua posizione strategica tra Como e Milano e la bellezza dei suoi paesaggi; un luogo in grado di garantire sicuri rendimenti a progetti immobiliari di pregio. Una cordata di politici e imprenditori, affiatata, politicamente contigua,  legata da amicizie personali e da comuni interessi, se ne è accorta e ha messo da tempo le mani sulla città.

I protagonisti di questo assalto al territorio sono:
Giorgio Pozzi, costruttore, politico PDL,  consigliere regionale e presidente della Commissione Territorio della Regione Lombardia;
Giovanni Semeraro, attraverso la Building Real Estate Srl che ha rilevato la proprietà della Victory;
Giuseppe Riva, titolare della Riva Giardini, coordinatore del PDL a Lurago d’Erba e proprietario dell’area nei pressi della Rotonda del Cagnola sulla quale dovrebbero sorgere l’hotel, il motel con ristorante e le quattro palazzine residenziali.

Tutte persone  che hanno in comune una frequentazione con Lele Mora, adesso in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta per delle discutibili operazioni di compravendita immobiliare.

Lele Mora non ha mai nascosto la sua "grande amicizia" con Giorgio Pozzi e si è mobilitato per sostenere la candidatura dell’amico in occasione delle elezioni Regionali del 2010. Sono ancora reperibili in rete stralci della kermesse elettorale organizzata da Pozzi presso la Riva Giardini di Lurago d’Erba, alla presenza di tutto lo stato maggiore regionale del PDL e di politici nazionali del calibro di Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, socia del Billionaire.
Per l’occasione Lele Mora portò con sé le ragazze della propria scuderia, alcune delle quali compariranno nei verbali  delle intercettazioni tra Nicole Minetti e Silvio Berlusconi, intercettazioni in cui verrà tirato in ballo anche Giorgio Pozzi descritto in compagnia di una “fighissima rumena”.
Lo stesso Mora  si adopererà anche per un altro politico brianzolo e socio di affari di Pozzi, ovvero Massimo Buscemi.

Ma il sostegno di Lele Mora alle campagne elettorali di alcuni politici lombardi non si spiega solo con l’amicizia personale, fra di loro corre anche una comune passione per il mattone.
Dal 2007 Mora ha interessi con Giovanni Semeraro, mobiliere bresciano. I due sono coinvolti in vendite di immobili effettuate nel probabile tentativo di mettere al riparo l’impero finanziario di Mora minacciato dal fallimento e dal fisco. Compravendite che sono finite nel mirino della magistratura, come riporta Gianfrancesco Turano  nell’articolo pubblicato su l’Espresso del 23 giugno 2011.

L’intermediario tra Mora e Semeraro è Angelo Luigi Zavaglio che oltre ad essere amministratore del locale Billionaire beach di cui Mora è socio, è uomo di fiducia di Semeraro, nonchè Presidente nella CV Ultra S.A., altra società Lussemburghese riconducibile sempre a Giovanni Semeraro.
In una interrogazione parlamentare il senatore Lannutti ha, inoltre, chiesto al Governo di indagare i rapporti tra i manager legati a Semeraro, come Angelo Luigi Zavaglio e i "furbetti del quartierino", ovvero banchieri, finanzieri e immobiliaristi protagonisti delle scalate Antonveneta-Bnl.  Lannutti si domanda che ruolo abbiano giocato banche e finanziarie come la Fpm Realty, sempre riconducibile a Giovanni Semeraro e che ha tra i soci Giampiero Palenzona, fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit.

Un altro tassello per comprendere i rapporti tra un certo mondo dell’imprenditoria e la politica che  hanno trovato a Inverigo un punto di incontro lo fornisce la figura di Filippo Duzioni, referente nella zona per la Building Real Estate di Giovanni Semeraro.

Duzioni è in carcere per il suo coinvolgimento in un sistema di presunte tangenti versate a politici  per ottenere modifiche ai PGT di vari comuni  in Brianza e con l’accusa di aver finanziato illecitamente la campagna elettorale di Ponzoni per complessivi 300.000 euro. Prima di essere travolto dalle inchieste giudiziarie Duzioni si adoperò per salvare “tre navi che stavano per affondare portandosi con sé  i marinai di pregio”. Una di quelle navi era sicuramente la Pellicano Srl i cui soci erano tra gli altri: Giorgio Pozzi, Massimo Ponzoni, e Massimo Buscemi.

Inverigo - Villa Crivelli: operai sulla gru per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati

Inverigo - Villa Crivelli: operai sulla gru per chiedere il pagamento degli stipendi

1 giugno 2012, Inverigo. -  Si sono arrampicati in cima alla gru posta di fronte al cantiere dell'ecomostro di via Al Gigante alcuni operai della ex Spini & Zoja, la società di costruzioni fallita nel 2011 e che aveva in carico i lavori di ristrutturazione di Villa Crivelli.

La Spini & Zoja prima del fallimento possedeva quote societarie di AgriTrade Srl, la società di Giorgio Pozzi, attuale presidente della commissione territorio della Regione Lombardia, proprietaria di Villa Crivelli. Una storia lunga ed intricata quella di Villa Crivelli che prevede, da parte della proprietaria AgriTrade,  la consegna delle opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione concordati tra proprietà e Comune entro la fine dell'anno.

Secondo gli operai sono circa 144.000 gli euro di stipendi arretrati che non sono ancora stati erogati dalla società che ha in appalto i lavori. 

Sul luogo sono accorsi numerosi mezzi della pubblica sicurezza e ambulanze tanto che per un po' si è temuto il peggio e si è  pensato ad un ennesimo incidente grave avvenuto all'interno di un cantiere edile.

Soltanto nel tardo pomeriggio, all'arrivo degli avvocati di Agri Trade e del Sindaco Riboldi, assieme ad un rappresentante sindacale, gli operai  arrampicati sulla gru sono scesi. Parte di loro ha continuato il presidio del cantiere mentre una delegazione  si è diretta in Comune per tentare di stringere un accordo assieme alla proprietà. 

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