Triuggio

Migrazioni ed integrazione in Brianza. Spettacoli e incontri organizzati dalle Acli

22 febbraio 2017

Conosciamo le varie problematiche che interessano la Nostra provincia e una, non tra le ultime, è quella sempre più emergenziale dell'immigrazione.

Prima di affrontare operativamente occorre cercare di capire per informare e condividere meglio problemi e soluzioni ribadendo quei valori di solidarietà, accoglienza, integrazione e collaborazione che sia il Vangelo e la Costituzione riportano.

Le iniziative che si svolgeranno rientrano in un Progetto Territoriale organizzato e coordinato dai Circoli ACLI “Alta Brianza” che vogliono approfondire la tematica delle migrazioni e delle integrazioni al fine di affrontare, con il “contributo alternativo” dell'attore senegalese Mohamed Ba, la complessità dell'evento con ragion di causa, senza pregiudizi o cadere in facili populismi.

Il Coordinamento ACLI Alta Brianza ritiene di offrire, anche così, alla Cittadinanza un'opportunità per aiutare a capire meglio l'evento epocale che sta avvenendo.

Venerdì 24 febbraio 2017 – ore 21 – a Meda Presso il salone polifunzionale dell’oratorio S. Crocefisso - Via General Cantore 1.
Ne parleremo con il dott. Giambattista Armelloni, già presidente regionale delle Acli Lombardia.

Giovedì 16 marzo 2017 – ore 21- a Triuggio Presso il salone teatro dell’oratorio S. Luigi - via Marconi 1
Rappresentazione teatrale il Riscatto di e con Mohamed Ba

Giovedì 6 aprile 2017 – ore 21- Seregno Presso il teatro S. Valeria - Via Wagner 85
Rappresentazione teatrale gli Invisibili di e con Mohamed Ba Seregno 19 Febbraio 2017 Il Coordinamento ACLI Alta Brianza

Triuggio - Il volontari armati di rastrelli e ramazze puliscono le sponde del torrente Brovada

di Gigi Baj da il Giorno

ARMATI di rastrelli, ramazze e tanta buona volontà hanno ripulito le sponde e l’alveo del torrente Brovada piccolo ma pericoloso affluente del fiume Lambro nei periodi di massima piovosità. I volontari della Protezione Civile e i rappresentanti dell’associazione Amici della Natura si sono ritrovati alla frazione Ponte dove il torrente sbocca nel Lambro dopo avere attraversato Besana e Triuggio. Una giornata dedicata alla rimozione di tronchi, arbusti e altri oggetti che in caso di piena rappresentano un ostacolo al regolare deflusso delle acque. Suddivisi in tre squadre, i volontari hanno ripulito le grandi briglie (realizzate proprio per favorire lo scorrimento dell’acqua) dalle ramaglie che si erano accumulate durante le piene della scorsa estate. «Abbiamo dato una bella ripulita - ha affermato Luciano Inglesi presidente dell’associazione ambientalista - ma non bisogna abbassare la guardia. Basta una piena per riportare tronchi e fango a ridosso delle briglie che devono essere sempre libere per non creare pericolosi “tappi” che possono causare improvvise anomale ondate di piena». Ma la manutenzione straordinaria non basta. Servono interventi strutturali più volte richiesti quali il posizionamento a monte di massi ciclopici e il consolidamento delle sponde. «È indispensabile - hanno affermato i responsabili delle associazioni ambientaliste - mantenere un costante dialogo con il Parco Valle del Lambro. Grazie al lavoro di pulizia dei volontari quest’anno, nonostante le abbondanti piogge estive, non si sono verificate esondazioni».

Triuggio - Scatolificio Tassi. Quando il rilancio diventa un’odissea

di Laura Ballabio da il Giorno

SORGONO a poche centinaia di metri l’una dall’altra e ancora oggi, nonostante siano passati tanti anni da quando hanno smesso l’attività, testimoniano quello che è stata la Brianza. Dalla ex filanda di Albiate fino allo Scatolificio Tassi, passando per l’opificio Galeazzo Viganò. Costruiti lungo le sponde del Lambro (nel tratto che divide Molino Saletti da Ponte Albiate), gli edifici, in stato di abbandono, hanno bisogno di importanti interventi di riqualificazione. L’operosità, il lavoro, la produzione. Sono queste le parole chiave di un percorso legato all’archeologia industriale. Basta percorrere i pochi chilometri che da Albiate portano a Triuggio per riscoprire un pezzo di Brianza che è stata e di cui ora rimane solo una pallida testimonianza, fatta di edifici abbandonati, zone industriali dismesse e ricordi sbiaditi.

LO STABILE più chiacchierato è sicuramente quello di Triuggio. L’ex Scatolificio Tassi periodicamente finisce nelle pagine di cronaca per progetti di riqualificazione che negli ultimi anni sono sempre rimasti sulla carta. Tra i più avveneristici e improbabili c’è anche quello che pochi anni fa, nel 2008, ipotizzava la realizzazione lungo il Lambro di una maxi torre di cristallo di tredici piani. Un piano così ampio e articolato che all’epoca per presentarlo alla popolazione furono organizzate degli «open day» con costruttori e l’allora sindaco Paolo Manzoni. Complice la crisi e soprattutto la mancanza di fondi e di imprese edili pronte a fare un passo così oneroso, il progetto fu messo in un cassetto.

SOLO recentemente la nuova Giunta di Pietro Cicardi ha ripensato ancora al restyling dell’area industriale. Meno cemento e più risorse distribuite sul territorio comunale è stato il nuovo corso seguito per il piano di rinascita dell’ex Scatolificio Tassi. In particolare è stata ridotta ancora la volumetria (5 per cento in meno) e le palazzine saranno di massimo 4 piani. Non verrà più realizzata la biblioteca al centro sportivo, ma il Comune avrà in comodato d’uso gratuito per 6 anni la portineria per l’organizzazione di attività culturali.

Triuggio - Il torrente Brovada regge, ma deve essere monitorato

di Gigi Baj da il Giorno

SERVONO urgenti interventi di manutenzione per mettere in sicurezza il torrente Brovada, uno degli affluenti del Lambro che attraversa i comuni di Besana e Triuggio. Lo hanno ribadito nei giorni scorsi i consiglieri di «Triuggio Futura», Michele Trabacchino e Maria Sala, in una lettera trasmessa al neo sindaco Pietro Cicardi nella quale si ribadisce la necessità di mantenere una stretta collaborazione con il comune di Besana Brianza al fine di addivenire a un patto per realizzare, in accordo con il Parco Valle del Lambro, i lavori necessari. «È necessario intervenrire con adeguate opere strutturali per prevenire gli straripamenti che in passato hanno causato enormi danni soprattutto alle abitazioni della frazione Ponte. A monte sono state realizzate delle sponde senza il posizionamento di massi ciclopici e questo ha contribuito alle erosiono in alcuni punti. Ci sono poi le griglie, che sono state completamente sommerse dalla ghiaia trasportata dalle ultime piene, e i molti tronchi nel letto del torrente rappresentano un pericolo. Sarebbe opportuno stabilire un’ annuale pulizia dell’intero tratto del corso d’acqua».

NONOSTANTE le abbondanti piogge dei giorni scorsi a Triuggio il torrente Brovada è rimasto negli argini grazie proprio alla pulizia effettuata la scorsa primavera. La risposta del sindaco Cicardi non si è fatta attendere. «Gli interventi realizzati sul nostro territorio per la messa in sicurezza del torrente hanno dato ottimi risultati - ha detto -. È necessario però monitorare tutta l’asta del torrente. Un impegno notevole anche dal punto di vista economico. Per questo è necessario procedere con un tavolo intercomunale al quale devono partecipare anche gli enti interessati sul suo bacino imbrifero». L’ultima disastrosa esondazione del torrente Brovada risale all’agosto di quattro anni fa quando l’acqua invase strade e piazze della piccola frazione di Ponte allagando abitazioni e negozi.

Si ribalta con il furgone a Triuggio. Muore operatore ecologico della Gelsia

di Laura Ballabio da il Giorno 

È DECEDUTO ieri Felix Riva, il dipendente di Gelsia Ambiente che mercoledì mattina si è ribaltato alla guida di un furgone nella frazione triuggese di Tregasio. L’incidente è avvenuto poco dopo le 7 in via Cagnola, all’altezza del civico 66. Unico coinvolto nel sinistro il lavoratore della società brianzola che si occupa della raccolta dei rifiuti a Besana. L’uomo, un 39enne originario dell’Ecuador ma residente a Perego nel Lecchese, stava completando il giro della raccolta dei rifiuti nella frazione besanese di Calò. Come tutte le mattine era al volante del mezzo usato per il ritiro porta a porta: un Iveco Daily che da Besana era diretto verso Triuggio. Il furgone stava percorrendo la strada che collega i due comuni e dopo una curva si è ribaltato spargendo tutti i rifiuti contenuti nel cassone lungo la strada. Il veicolo è scivolato per alcuni metri invadendo il centro della carreggiata e fermandosi contro il marciapiede sul lato opposto di marcia, di fronte a una pensilina dell’autobus. L’impatto è stato devastante. Il mezzo si è rovesciato d nel contraccolpo la testa dell’operaio ha sbattuto contro il parabrezza. L’operaio è rimasto incastrato in mezzo alle lamiere e per liberalo sono dovuti intervenire due mezzi dei vigili del fuoco di Seregno. Le sue condizioni da subito sono apparse gravissime. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso proveniente dall’ospedale Niguarda di Milano, un’ambulanza della Croce Bianca di Besana, i carabinieri della vicina stazione di Biassono e la Polizia locale di Triuggio. La circolazione del traffico è stata bloccata lungo tutta via Cagnola, da Tregasio a Triuggio, per circa due ore. Il ferito è stato poi portato d’urgenza al San Gerardo di Monza e nella tarda mattinata di ieri i medici del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale monzese ne hanno dichiarato la morte. Nel pomeriggio, dopo aver avuto il consenso della famiglia, i medici del San Gerardo hanno provveduto all’espianto degli organi. Felix Riva lavorava nella sede di Desio di Gelsia Ambiente dal 2013, quando la società brianzola si era aggiudicata l’appalto dei rifiuti del Comune di Besana.

L’OPERAIO 39enne era sposato e aveva un bambino di 10 anni. «Come presidente di Gelsia Ambiente, unitamente a tutto il Consiglio e a tutti i dipendenti della società vogliamo esprimere la massima vicinanza alla famiglia e al figlio - ha spiegato Alessandro Boneschi, numero uno della società -. Vorrei anche esprimere la nostra stima per l’importante gesto di altruismo che la famiglia ha voluto compiere in questo momento di dolore: è coraggiosa la scelta di donare gli organi ed esprime una grande generosità in questo terribile momento. Posso già da ora affermare che Gelsia è una grande famiglia e non lasceremo certamente soli i familiari della vittima».


La denuncia dei sindacati: «Bisogna investire sulla sicurezza dei lavoratori»
di Laura Ballabio da il Giorno

— TRIUGGIO —
«PURTROPPO sono questi i momenti in cui si comprende che le attenzioni e gli investimenti in sicurezza non sono mai abbastanza e che incidenti sul lavoro accadono anche nei servizi pubblici, come quelli destinati all’igiene ambientale». A commentare il secondo morto sul lavoro dall’inizio dell’anno è stata la Cgil di Monza e Brianza. «È indispensabile che in questo settore si rafforzi in tutti i protagonisti la consapevolezza che l’impegno per la sicurezza non è un costo aggiuntivo, ma piuttosto un investimento che rafforza un comune patrimonio di umanità e solidarietà - si legge nel documento -. Anche per questo motivo il contratto nazionale deve essere al più presto rafforzato, proprio negli strumenti destinati a garantire maggiore sicurezza». La notizia del decesso, arrivata solo nel corso della giornata di ieri, ha colpito duramente la sezione della Funzione Pubblica che ha voluto esprimere le condoglianza ai parenti e agli amici dell’operaio morto. «In questo momento la Funzione Pubblica Cgil di Monza e Brianza è vicina alla famiglia di Felix Riva» ha spiegato Lino Ceccarelli.

Triuggio, il sindaco Cicardi ha scelto i suoi assessori

di Gigi Baj da il Giorno

VARATA la nuova giunta. Il neosindaco Pietro Cicardi, vincitore delle amministrative con quasi il 54% delle preferenze con la lista di centrosinistra «Progetto Triuggio», ha ufficializzato l’altro giorno gli assessori. Cicardi non ha perso tempo come aveva già dichiarato in campagna elettorale. Il neo sindaco ha premiato i tre candidati della propria lista che hanno ottenuto il maggior numero di consensi. Si tratta di Chiara Borgonovo (la più votata con ben 204 preferenze) cui sono stati affidate le deleghe a Politiche sociali, Giovani Lavoro, Roberto Malvezzi, consigliere uscente, responsabile delle Politiche di governo del territorio e Iride Funari che oltre alle Politiche Educative, Culturali e Sportive avrà anche l’incarico di vicesindaco. Unico assessore esterno sarà Gianfranco Sala che si occuperà delle Politiche Economiche e Manutenzione del patrimonio. Fuori invece dall’esecutivo il capolista e capogruppo uscente Michele Casiraghi. Il sindaco ha mantenuto le deleghe per quanto riguarda Polizia urbana, Ambiente, Ecologia e Affari generali. Nei prossimi giorni verrà ufficializzata anche la data del primo consiglio comunale con il debutto del centrosinistra sui banchi della maggioranza mentre su quelli delle opposizioni siederanno Serenella Corbetta e Giuseppe Perego (Centro destra), Maria Sala e Michele Trabacchino (Triuggio Futura).

Triuggio - Grillini «snobbati» dai loro vertici. Niente lista M5S alle amministrative

di Gigi Baj da il Giorno

CLAMOROSA spaccatura tra gli attivisti e i vertici del Movimento Cinque Stelle. Alla vigilia della presentazione delle liste il portavoce dei grillini triuggesi ha ufficialmente confermato l’uscita di scena dalla bagarre elettorale nonostante il notevole lavoro portato avanti nelle scorse settimane per sostenere una candidatura che sembrava ormai sicura. Durissima la posizione assunta da Piero Caravaggio e condivisa dalla stragrande maggioranza dei grillini che già pregustavano di scendere in campo per un debutto che si preannunciava con il «botto» vista la lacerazione all’interno di altri schieramenti. «Da mesi - ha affermato Caravaggio - aspettavamo una certificazione che non è mai arrivata nonostante la crescita che il nostro movimento ha registrato negli ultimi tempi. Siamo riusciti a redigere una lista comprendente persone qualificate e pronte a sostenere i nostri ideali. L’abbiamo inoltrata al Comitato Centrale del Movimento per potere uitilizzare il simbolo a Cinque Stelle ma non abbiamo mai avuto una risposta. Incredibile ma evidentemente non solo manca la democrazia ma anche l’educazione di rispondere alle richieste avanzata dalla base».
Piero Caravaggio va oltre insinuando anche un presunto golpe ai danni del gruppo triuggese: «Siamo veramente furiosi perchè ci sentiamo presi in giro. Sul territorio siamo stati noi a mettere la faccia spendendo la nostra credibilità tra i concittadini molti dei quali ci hanno ascoltato con attenzione. Non vorrei che qualcuno abbia voluto mettereci i bastoni tra le ruote. Non escludo una macchinazione alle nostre spalle. Non si spiega altrimenti come mai in altre realtà vicine, come Sovico e Besana, il Movimento abbia concesso la certificazione. Qualcuno dovrà spiegarci questo comportamento che non giova certo alla crescita del Movimento. A questo punto non c’è più tempo per scendere in campo. Sono veramente amareggiato e con me tutti coloro che hanno creduto in una sfida che poteva essere giocata alla pari».
Elisabetta Bardone, organizer a livello provinciale, si era battuta per avere sul territorio la maggiore visibilità possibile ma evidentemente la buona volontà non basta. Senza i grillini la sfida per la poltrona di sindaco sarà ristretta a tre candidati così come avvenne cinque anni fa. Per il centrosinistra ci sarà Pietro Cicardi, consigliere uscente sostenuto dalla lista civica Progetto Triuggio che punta a recuperare consensi soprattutto nelle frazioni dove nel 2009 raccolse pochi voti. Il centrodestra sarà rappresentato dall’attuale vicesindaco Serenella Corbetta appoggiata da Forza Italia, Lega e Ncd.

TERZO incomodo sarà l’ex assessore Maria Sala portavoce di Triuggio Furura che potrà contare (contrariamente a quanto avverrà negli altri comuni) sull’appoggio dell’Udc visto che il segretario provinciale Vincenzo Tortorici ha assecondato la scelta di campo proposta dal segretario locale Michele Trabacchino che nelle scorse settimane aveva posto un deciso veto nei confronti del candidato del centrodestra.

Triuggio - Terremoto nell’Udc. Si dimette la segreteria

di Gigi Baj da il Giorno

TERREMOTO nell’Udc brianzolo alla vigilia delle prossime elezioni amministrative. Michele Trabacchino segretario della sezione pluricomunale comprendente Triuggio, Albiate, Besana in Brianza, Renate, Veduggio con Colzano e Briosco ha infatti rassegnato le dimissioni in contrasto con i vertici provinciali del partito accusati di avere fatto scelte e preso accordi politici non condivisi dalla segreteria nè tanto meno dalla base. Una decisione clamorosa perchè condivisa anche da tutti i componenti della sezione triuggese dell’Udc: «Si è pensato solo - ha affermato l’ex segretario - alla spartizione delle poltrone non curandosi dei cittadini di Triuggio e applicando vecchi metodi da Prima Repubblica che definisco come “arte del meretricio politico”. Se il simbolo Udc sarà presente alle amministrative, è giusto che i cittadini sappiano che è frutto di una coalizione creata a tavolino che non ci trova d’accordo e di cui non siamo protagonisti che vede, bensì, la presenza dei soliti noti che hanno male amministrato il comune per ben dieci anni». Sotto accusa le scelte del segretario provinciale Vincenzo Tortorici.

Triuggio - Operaio schiacciato dai pannelli finisce all’ospedale

di Laura Ballabio da il Giorno del 08/09

È STATO trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza l’operaio residente a Triuggio che è rimasto schiacciato mentre stava lavorando all’interno dell’impianto produttivo della Metalarredo, un’azienda del settore legno con sede a Canonica in via Don Luigi Sturzo. L’uomo è rimasto schiacciato sotto alcuni pannelli. In un primo momento le sue condizioni sono apparse gravi tanto che sul posto sono arrivate l’ambulanza dei Volontari di Vimercate oltre all’automedica da Carate Brianza. A pochi minuti dall’intervento dell’equipe medica le condizioni dell’operaio ferito sono migliorate e l’uomo ha ripreso conoscenza parlando coi soccorritori al momento di essere caricato sull’ambulanza. Per eseguire gli accertamenti e escludere problemi legati ad organi interni, il ferito è stato comunque portato in pronto soccorso a Monza, dove si trova tuttora ricoverato. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Monza.

Triuggio - Poca pioggia. Il gambero del Lambro ora boccheggia

di Gigi Baj da il Giorno 

A RISCHIO la sopravvivenza dell’austropotamobius pallipes. La persistente siccità di luglio e agosto ha infatti seriamente compromesso il ripopolamento di questo grosso gambero reimmesso nel fiume Lambro grazie ad un progetto affidato all’Università di Milano e fortemente sostenuto dal Parco Valle del Lambro che una decina di anni fa aveva stanziato un consistente finanziamento per riportare questo antico abitatore delle acque brianzole. Anche la Comunità Europea e la Regione avevano sostenuto il piano di ripopolamento che per la Lombardia aveva interessato anche il fiume Ticino.

IN BRIANZA si è operato soprattutto lungo il rio Pegorino nel tratto tra Veduggio e Briosco dove l’austropotamobius pallipes pare abbia particolarmente gradito la qualità dell’acqua, tranquilla e pulita. «La siccità - ha dichiarato Pietro Pozzoli presidente del Comitato Bevere - non favorisce certo questo crostaceo che ha bisogno di umidà pressochè costante». Lungo una dozzina di centimetri, il gambero bianco di fiume predilige le calme e calde acque dei piccoli corsi d’acqua. È un grande cacciatore e, come tutti i crostacei, si ciba di piccoli animali e vegetali che afferra con le possenti chele che caratterizzano il suo corpo. Può vivere anche una ventina di anni, durante i quali affronta una serie di mute che gli consentono di adattare l’esoscheletro all’accrescimento corporeo. Quasi sempre gli individui adulti vivono isolati tranne che nel periodo della riproduzione quando i maschi diventano anche violenti e aggressivi. «Durante il periodo della siccità - hanno dichiarato i biologi dell’associazione ambientalista brianzola - se ne stanno rintanati sotto le rocce o nel fango ed escono soltanto la notte per procurarsi il cibo. Se non ci sono le condizioni possono rimanere nascosti anche per parecchi giorni. Difficile per questo notarli. Se l’acqua abbonda amano nuotare o starsene sul fondo sempre in attesa di carpire qualcosa da mettere sotto i denti».
La reintroduzione dell’austropotamobius pallipes era stata fortemente caldeggiata dalle varie associazioni ambientaliste che operano in Brianza. In più di una occasione Paolo Pirola, un naturalista di Briosco che da anni si batte per salvaguardare il territorio, aveva sottolineato l’importanza di questo crostaceo la cui presenza è anche motivo di buona qualità delle acque. «Il gambero - ha dichiarato - è una specie molto delicata, anche se alcuni esemplari sono riusciti ad adattarsi alle condizioni attuali dei corsi d’acqua. Le maggiori minacce per loro arrivano non tanto dai predatori (soprattutto i rapaci) e parassiti (funghi) ma proprio dagli scarichi civili e dagli inquinamenti industriali che appestano rogge e torrentelli». Difficile stabilire quanti esemplari sono riusciti ad ambientarsi e soprattuto a superare le siccità che in questi questi ultimi tempi hanno interessato il nostro territorio. Qualcuno assicura di averli visti recentemente anche nel tratto del Lambro tra Briosco e Sovico, segno che l’austropotamobius pallipes sta discendendo il corso del fiume. Quando le acque dei fiumi e torrenti brianzoli erano ancora limpide la pesca del gambero era attivamente praticata in tutta la Brianza. Lambro, Bevera, Pegorino, Peschira e altri piccoli corsi d’acqua pullulavano di questi dolci crostacei che rappresentavano un «bottino» prelibato per i numerosi pescatori.

«RICORDIAMO - ha dichiarato alcuni anziani pescatori brianzoli - che subito dopo la guerra andavano bambini con dei grossi sacchi che immergevano nel fiume che allora aveva le acque pulitissime. I gamberi vi si infilavano tranquillamente e molte volte tornavamo a casa con decine e decine di esemplari. C’era comunque molto rispetto e i piccoli esemplari venivano restituiti alle acque. Qualcuno metteva delle piccole nasse fatte di giunchi intrecciati a ridosso delle buche dove i gamberi erano soliti andare per cacciare durante la notte. I gamberi di fiume venivano portati subito nelle trattorie dove venivano cucinati».

Triuggio - Banca di Credito Cooperativo riconferma i suoi vertici

di Gigi Baj da il Giorno

NEL SEGNO della continuità e della tradizione dei valori della cooperazione. L’assemblea generale della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio Valle del Lambro ha riconfermato l’intero consiglio di amministrazione, un vero e proprio plebiscito per il presidente Silvano Camagni, che ha ottenuto 668 preferenze con una percentuale del 76%, a testimonianza del grande consenso che il sessantatreenne ex direttore generale vanta tra gli oltre 800 associati.
«Abbiamo lavorato bene - ha affermato Silvano Camagni, subentrato allo storico presidente Carlo Tremolada, scomparso improvvisamente - e tutti gli indici lo confermano. Nonostante la crisi, lo scorso anno abbiamo chiuso il bilancio con un utile netto di esercizio di quasi un milione di euro, con una raccolta di oltre 510 milioni e un incremento del 5% dei clienti. Il nostro operato, in una situazione macroeconomica che ha ridotto il credito all’economia, ha coniugato l’esigenza di fare arrivare i finanziamenti intercettando imprenditori e progetti meritevoli, con quella di tutelare soci e risparmiatori». L’assemblea ha approvato lo statuto e il bilancio. Non sono mancati interventi critici e polemici da parte di alcuni soci. Questi i consiglieri eletti: Giovanni Sala (577 voti), Emilio Conti (534), Augusto Colombo (516), Giancarlo Sala (506), Gianpietro Corbetta(494) e Eracchio Isella (476). Stasera la prima riunione del nuovo direttivo che dovrà eleggere il presidente. Scontata la riconferma di Camagni.

Triuggio - Assemblea BCC. Il futuro è scritto nella continuità e nella tradizione

di Gigi Baj da il Giorno

GUARDANDO al futuro nel segno della continuità e della tradizione di quei valori della cooperazione che hanno contraddistinto il cammino della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio e della Valle del Lambro che oggi riunisce i soci in assemblea. Sono questi i propositi che il presidente Silvano Camagni, subentrato nei mesi scorsi alla guida dell’istituto di credito in seguito all’improvvisa scomparsa dello storico presidente Carlo Tremolada, si è posto raccogliendo il testimone in un momento difficile per l’economia del territorio:
«NONOSTANTE la crisi a livello nazionale che attanaglia imprese e famiglie - spiega Silvano Camagni, 63 anni di cui 35 trascorsi all’interno della banca ricoprendo dal 1988 l’incarico di direttore generale - il nostro istituto è solido e i risultati più che soddisfacenti. Nel 2012 abbiamo chiuso il bilancio con un utile netto di esercizio di quasi un milione di euro, con oltre 510 milioni di raccolta e un incremento del 5% di clienti. Il nostro operato, in una situazione macroeconomica che ha ridotto il credito all’economia, ha coniugato l’esigenza di fare arrivare i finanziamenti intercettando imprenditori e progetti meritevoli, con quella di tutelare la redditività e la solidità patrimoniale e con essa soci e risparmiatori». Una piccola banca che sa fare bene le cose: «Dobbiamo guardare al futuro ed in modo particolare ai giovani coinvolgendoli il più possibile nelle iniziative creando in questo modo le giuste premesse per costruire la futura classe dirigente. È mia intenzione portare avanti il Club dei Giovani soci che ha già mosso i primi passi con il mio illustre predecessore. Il giorno prima della sua scomparsa Carlo Tremolada volle fermamente sostenere, nel pieno rispetto dei principi della cooperazione, una piccolissima cooperativa agricola di Albiate formata proprio da giovani». La BCC ha sempre avuto un rapporto privilegiato con le scuole e gli studenti elargendo finanziamenti e borse di studio: «I soldi messi a disposizione di chi studia con merito non sono soldi spesi ma investiti». Il neo presidente, affiancato dal nuovo direttore generale Piero Angelo Moscatelli, precisa la ferma intenzione di mantenere la piena autonomia dell’istituto: «Sono circolate voci del tutto inattendibili di fusioni con altri istituti. Abbiamo numeri e forza per andare avanti con le nostre gambe». Anche in anni di crisi la banca ha continuato a erogare credito alle imprese: «La nostra risposta non è di mero supporto al credito, ma al progetto. Accompagnamo le aziende che credono nel loro progetto imprenditoriale non quelle che chiedono senza dare nulla».

Triuggio - Alla Casiraghi di Tregasio cassa integrazione per 60 dipendenti

da il Giorno

CASSA INTEGRAZIONE per 60 degli 80 dipendenti della Casiraghi di Tregasio, a Triuggio, specializzata in edilizia e scavi. L’azienda è in crisi da oltre un anno. «La cassa integrazione è inevitabile - dice la Cgil - Bisogna sottolineare che l’azienda arriva da un periodo di cassa ordinaria». I sindacati hanno chiesto per i prossimi giorni un incontro con la direzione dell’azienda.

Triuggio - Sicurezza sulle sponde del Lambro. Finiti i lavori anti esondazioni

di Gigi Baj da il Giorno del 23/02

SI SONO CONCLUSI i lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato alcuni parti del fiume Lambro, lungo il tratto tra Merone e Carate. L’intervento più importante di tutto il progetto ha riguardato proprio il comune brianzolo dove sono state messe a punto due operazioni particolari. La prima è la riapertura delle due arcate del ponte di Agliate ormai quasi completamente ostruite da sabbia e detriti portati, la seconda ha interessato il «pettine», la struttura di circa 40 metri di lunghezza, presente in località Porenzella, il cui scopo è proprio quello di trattenere i tronchi e i rami che vengono trasportati dalle piene. In questo secondo intervento sono stati rimossi dalla struttura in ferro rifiuti, detriti e tronchi: «Si è trattato - dice Eleonora Frigerio, presidente del Parco Valle del Lambro - di un importante intervento per la salvaguardia dell’ecosistema, ma soprattutto della sicurezza di tutti i cittadini brianzoli che abitano lungo il fiume. La peculiarità del progetto era quella di eliminare tutte le criticità che con l’aumento della portata del fiume avrebbero potuto causare danni o comunque gravi disagi ai centri abitati». I lavori, finanziati direttamente dal Parco Valle Lambro, in convenzione con l’Agenzia Interregionale Fiume Po, sono stati eseguiti dalla ditta Costruzioni Cerri di Talamona che ha provveduto all’asportazione di tronchi e rami che si erano accumulati lungo il fiume e alla rimozione della sabbia e della ghiaia che ostruivano il regolare deflusso delle acque.

UN INTERVENTO che ha messo in sicurezza il Lambro evitando che si possano ripetere le devastanti esondazioni che negli anni scorsi avevano causato parecchi danni ad abitazioni e insediamenti produttivi situati nei comuni di Briosco e Carate.

Ferrovie - Besana-Milano: ottanta minuti per 35 chilometri. In viaggio con studenti e lavoratori

di Laura Ballabio da il Giorno

LA MIA SECONDA tappa del viaggio con i pendolari brianzoli inizia presto. Alle 7.20 sono già in stazione per le operazioni preliminari: parcheggio dell’auto, biglietto, ricerca dell’obliteratrice, prima dell’arrivo del treno. Questa settimana, dopo aver provato la tratta delle ferrovie Nord Seveso-Cadorna, torno a bordo delle carrozze che tutte le mattine trasportano i pendolari dell’Alta Brianza a Milano. La tratta scelta è Besana-Milano, che tutti chiamano confidenzialmente Besanino, la linea che collega Lecco a Monza, continuando fino a Porta Garibaldi. La stazione besanese dal punto di vista dei post auto è ben fornita: nell’ampio parcheggio si trova ancora qualche posto libero in fondo.
Una breve camminata fino all’ingresso della stazione e inizio a cercare la biglietteria: chiedo lumi a qualche pendolare già in attesa sul primo binario che mi rimanda al bar. Per il biglietto di andata e ritorno sono 6.90 euro e quando il bar è chiuso si fa il ticket sul treno. Evito di fare il «portoghese» e mi metto in fila. Il bar a stento contiene tutti: chi beve il caffè al bancone, chi compra le sigarette e chi deve acquistare il ticket per il treno. Esco e rientro in sala d’aspetto. Prima brutta sorpresa: l’obliteratrice vicino alla porta d’ingresso è rotta. Poco male seguo altri pendolari e nella stanza accanto c’è n’è un’altra che invece funziona regolarmente.

NELLA SALA D’ASPETTO e sui binari c’è molta gente in attesa. Qualche minuto di ritardo e arriva il treno. Sono le 7.40. Le carrozze sono moderne: da meno di un anno sono in funzione i nuovi convogli, ancora perfettamente tenuti. Il treno è pieno e mi infilo tra i sedili attaccando bottone con i pendolari. Le porte si chiudono e il treno parte subito dopo. Il viaggio è in piedi, ma lo spazio vitale è soddisfacente: in alcuni casi si trova anche qualche posto a sedere nelle carrozze meno affollate. Pochi minuti di viaggio e ci fermiamo a Villa Raverio. Stazione a pochi passi dalla scuola superiore Gandhi: la maggior parte sono studenti che arrivano dal Lecchese e il treno praticamente si svuota.

POCHI ISTANTI per far salire altri pendolari e si riparte. I vandali che dieci giorni fa hanno preso di mira la stazione di Carate-Calò sono solo un brutto ricordo: i vetri della sala d’attesa e dei locali attigui (chiusi al pubblico) sono già stati sostituiti.
Il viaggio continua e le carrozze in poche fermate si sono di nuovo riempite. Nessun problema fino a Biassono. Ad attirare la mia attenzione un gruppo di quattro giovani donne. Sono loro che mi raccontano le virtù della linea. I nuovi treni sono promossi a pieni voti. Un po’ meno la fermata che il treno fa dove il binario raddoppia. In particolare i 5-10 minuti a Villasanta, che spesso costringe a fare corse estenuanti chi ha la coincidenza a Monza con altre linee. Tra le problematiche questa è la più sentita. Un altro grande punto di domanda rimane la Pedemontana.

SECONDO LE PREVISIONI, la prossima estate la linea sarà interessata da uno stop di qualche mese dovuto ai lavoro che interesseranno la ferrovia nel tratto tra Triuggio e Biassono. Il treno si ferma a Villasanta: pochi minuti di attesa e si riparte verso Monza. Arriviamo poco dopo e le quattro pendolari corrono sul binario opposto in attesa della coincidenza. Sono le 8.30. Mi siedo e il mio viaggio continua nell’interland milanese. Sesto, Greco Pirelli e finalmente arrivo al capolinea di Garibaldi: sono le 9, per fare 35 chilometri ho impiegato 80 minuti.

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